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14 dicembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 7: Lasciati usare dal Padre | 14 Dicembre 2014 |


Quale è lo scopo della tua vita? Ciò che sei e che hai non ti è stato dato solo per te, ma perché tu lo metta a disposizione degli altri. Gesù ci insegna come essere usati dal Padre, vivendo nel suo regno, attraverso la sua potenza e per la sua gloria.
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Siamo giunti all'ultima tappa del nostro viaggi all'interno del “Padre Nostro”: abbiamo fatto una passeggiata all'interno della preghiera perfetta, di quella che il nostro Signore Gesù ci ha chiesto di pregare: “Voi dunque pregate così”

Tutto questo anno nella nostra chiesa è stato dedicato alla preghiera:
  • avevamo cominciato a gennaio dicendo che la preghiera è il “carburante spirituale” di ciascun credente, abbiamo messo anche il “preghietrometro” per rendere visibile la quantità di preghiera fatta nella nostra chiesa, 
  • da marzo a maggio abbiamo avuto la nostra campagna annuale: “40 Giorni nella preghiera”, dove abbiamo detto che pregare è cambiare;
  • da giugno a settembre abbiamo camminato pregando per le vie delle nostre città;
  • nel mese di ottobre abbiamo pregato per le nostre vite di credenti leggendo assieme il libro di Max Lucado “Ogni giorno merita una possibilità”; 
  • e infine da novembre ci siamo concentrati sulla preghiera perfetta: il Padre Nostro.
Tutto questo perché? Come conduttori di questa comunità, le diaconesse ed io crediamo fermamente in questa affermazione: "tanta preghiera tanta potenza, poca preghiera poca potenza, niente preghiera niente potenza."

Se vogliamo cambiare noi stessi, i nostri quartieri, le nostre città, la nostra nazione, c'è bisogno di preghiera. Personalmente sono persuaso che il momento di crisi economica, morale ed etica nel quale si dibatte il nostro Paese è l'inizio di una profonda trasformazione che condurrà o ad una perdita totale dell'identità cristiana, come è successo in altre nazioni nel mondo, oppure ad un risveglio.

In altre parole, noi, il popolo italiano, abbiamo davanti a noi la scelta di continuare con la disintegrazione, oppure scegliere la rivitalizzazione, il rinnovamento, il risveglio. E il cambiamento della società inizia dall'atomo della società,  da ogni singolo individuo, da te e da me.

Spetta a me e a te “creare l'onda” che cambi la nostra nazione: lo tsunami non è altro che un'insieme di molecole d'acqua che trovano la loro potenza nelle altre molecole d'acqua che hanno a fianco: una sola molecola d'acqua non può far nulla, ma milioni di molecole si.

Da dove attingere il coraggio, la forza, la motivazione per quest'impresa a cui Dio ci sta chiamando? Dal Padre Nostro.

Credo profondamente che tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo possiamo trovare nella preghiera di Gesù.  Questa settimana siamo giunti all'ultima frase;

“Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen." (Matteo 6:13b)

Gesù sta parlando di cosa appartiene a suo Padre, e elenca tre cose:
  • Regno,
  • Potenza,
  • Gloria.
Cosa sono?

a) Il regno di Dio è il piano

Dio ha un piano per il nostro mondo: non ha “acceso il fornello sotto la pentola” e se ne è andato a fare qualcosa d'altro, altrimenti non avrebbe mandato Gesù. La Bibbia dice in Daniele che “i piani di Dio non possono essere cambiati”.  Nulla può cambiare il suo piano di stabilire il suo Regno. Abbiamo una certa libertà di agire, ma il piano è quello di Dio.

Vi faccio un esempio: se prendo una nave che va da Civitavecchia a New York, su questa nave posso fare molte cose. Posso mangiare, posso vedere un film, posso camminare sul ponte, posso leggere un libro, posso dormire... Posso esercitare molta parte della mia libertà, ma è sempre una  libertà limitata in quanto so che prima o poi,  arriverà a New York, che mi piaccia o no.

b) Il potere di Dio è il programma

Un piano non può che avere un programma: se il piano è di andare da Civitavecchia a New York, il programma è quale rotta scelgo.

La Bibbia dice in Isaia 45:

“ Io (Dio) ho fatto la terra e ho creato l'uomo su di essa; io, con le mie mani, ho spiegato i cieli e comando tutto il loro esercito.  Io ho suscitato Ciro, nella giustizia, e appianerò tutte le sue vie; egli ricostruirà la mia città e rimanderà liberi i miei esuli senza prezzo di riscatto e senza doni, dice il SIGNORE degli eserciti" (Isaia 45:12-13)

Sapete chi era Ciro? Era un re persiano; attualmente sarebbe il re in Iran. Era il re di Babilonia; e non era credente, e non è divenuto credente.  Dio scelse Ciro per disciplinare Israele e per riportarlo verso lui.

Il piano di Dio è quello di stabilire un regno; il potere di Dio è il suo programma.  Ma quale è lo scopo di gesto regno?

c) La gloria di Dio è lo scopo.

"Com'è vero che vivo" dice il Signore, "ogni ginocchio si piegherà davanti a me ed ogni lingua darà gloria a Dio" (Romani 14:11 PV)

Dio vuole che le sue creature capiscano chi è Lui e per questo gli diano la gloria che merita. Molti pensano che il regno di Dio sia qualcosa di lontano, di distante, qualcosa che vedremo solo nel futuro.  La realtà invece è che il regno di Dio è una realtà presente in questo momento.

Gesù mandò i suoi discepoli nel mondo ad  assistere poveri, curare gli ammalati, educare le persone e condividere la buona novella e dimostrare amore verso tutti.

Ma la cosa più importante che disse ai suoi discepoli è  in Luca 10:9:

“Guarite i malati, e dite a tutti “ora il regno di Dio vi è vicino” (Luca 10:9 PV)

Il regno di Dio non è astratto, non è lontano, ma è reale e presente è quello per cui dovremmo impegnarci mentre siamo su questa terra. La gloria di Dio non è solo quella che vedremo in Cielo, ma anche quella a cui siamo chiamati a contribuire in terra. Paolo dice questi Romani:

“Perché tutto viene da Dio. Tutto esiste per la sua potenza e tutto ciò che esiste è suo. A lui sia la gloria per sempre! Amen!.” (Romani 11:36 PV)

Gesù non è venuto solo per la vita “di là”, ma anche per quella “di qua”

“Io sono venuto perché possano avere la religione ed averla in abbondanza” (Giovanni 10:10 Riveduta e scorretta).

Giusto? NO!

“Io sono venuto perché possano avere la vita ed averla in abbondanza” (Giovanni 10:10 VP)

Gesù non parla di religione, ma di vita; il problema è che molte persone non stanno vivendo, stanno semplicemente sopravvivendo;  si alzano la mattina, vanno al lavoro, tornano a casa, guardano la tv, vanno al letto...si alzano la mattina, vanno al lavoro, tornano a casa, guardano la tv, vanno al letto... Magari partecipano a qualche festa il sabato o domenica, e dicono “và che bella vita che ho!“.

No, mi spiace questo non è vivere, ma è sopravvivere. E non è quello per cui sei stato creato! Come dare significato alla tua vita, dunque?  Ci sono tre passi da fare.

1. Vivere nel regno di Dio

“Vi abbiamo esortati ed incoraggiati, scongiurandovi di vivere in modo degno di Dio, che vi ha invitati nel suo regno per condividere con voi la Sua gloria” (1 Tessalonicesi 2:12 PV)

Vivere nel regno di Dio significa rendere le priorità di Dio le mie priorità;  fare  sì che quello che vuole Dio, voglio io.

“Cercate prima il regno di Dio, e tutto il resto vi sarà sopraggiunto”. (Matteo 6:33)

Mi piace questa parafrasi:

“Dio vi darà tutto ciò di cui avete bisogno quotidianamente  (ricordate il dacci oggi il nostro pane quotidiano) se (ecco la condizione) vivrete per lui e farete del regno di Dio il vostro interesse principale” ( Matteo 6:33 parafrasi)

Gesù dice che se tu farai del regno di Dio il tuo interesse principale, lui penserà a coprire il 100% del resto della tua vita;  si occuperà della tua salute si occuperà della tua famiglia, si occuperà dei tuoi affari...

Se tu vuoi che Dio benedica qualcosa nella tua vita, poni Dio al primo posto in quella specifica area della tua vita; “cercate prima il regno di Dio, e tutto il resto vi sarà sopraggiunto”. (Matto 6:33)

Mettilo al primo posto nei tuoi:

P. Problemi.

C'è una frase che spesso diciamo quando la situazione va di male in peggio:”a questo punto possiamo solo pregare!”.  Mi spiace, ma questa è la cosa che dobbiamo fare come prima, non come ultima risorsa.

R. Relazioni

Metti Dio per primo nelle tue relazioni; nella tua famiglia, nel tuo matrimonio, nelle amicizie, nei rapporti di lavoro,  e Dio benedirà la tua famiglia, il tuo matrimonio, le tue amicizie.

I. Interessi

Metti Dio per primo nei tuoi interessi; i tuoi hobby, le tue amicizie, la tua carriera, il tuo tempo libero.
Pensa in ogni frangente a come vorrebbe tu agisti.

M. Moneta

I tuoi soldi non sono i tuoi soldi, ma sono quelli che Dio ti ha provveduto, pochi o tanti che siano:
Se vuoi che Dio li benedica, devi mettere Lui per primo anche lì. Significa che  anche in un periodo di recessione, anche quando i soldi bastano appena a tirare avanti, devi dare regolarmente la tua  decima.  Ricordati dell'offerta della vedova!

I soldi della nostra decima non finiscono mai nel mio portafoglio o in quello di Janet, ma vanno direttamente nella tasca interna della Bibbia; non li consideriamo nel bilancio familiare, non facciamo progetti su di essi... Semplicemente perché non sono soldi nostri, ma appartengono Dio.  E sapete cosa vedo? Che anche in un momento di recessione, il Signore mi assicura più di quanto ho bisogno io e la mia famiglia.

O. Obiettivi

Metti Dio per primo negli impegni, nelle liste, negli appuntamenti, negli obiettivi che ti dai durante la giornata.  Quando  vai al letto, metti una pantofola sotto al letto, così che inizierai la tua giornata piegando il tuo ginocchio per prenderla, e pensa quando la prendi che stai mettendo nelle mani di Dio la tua giornata. Piuttosto che pregare “Dio benedici quello che faccio” prega “Dio, fammi fare le cose che tu vuoi benedire”.

2. Vivere attraverso la potenza di Dio

Vivo nel suo regno, e vivo attraverso la sua potenza: la Bibbia ci dice questo:

“Perché il regno di Dio non è fatto di parole, ma di potenza” (1° Corinzi 4:20 PV)

Dio non benedice le persone auto-sufficienti, ma quelle Dio-sufficienti,  non quelle in-dipendenti ma quelle Dio-dipendenti. Essere pro-attivi verso la vita è bene,  ma spesso rischiamo di pensare e di dire : “ho fatto tutto questo con le mie mani”, e adoriamo la creatura anziché il creatore.

Cosa ti aspetti Dio faccia nella tua vita? Cosa di aspetti faccia durante questa settimana?  Dio farà né più né meno di quello che ti aspetti lui faccia. Tutte le volte che Dio si è mosso dai Cieli per scendere in terra a fare miracoli e perché qualcuno ha creduto in lui;  qualcuno che stava aspettando che Dio agisse nella sua vita.

Chi pensa che io sia un buon predicatore? L'unica cosa di cui possa vantarmi è che a un certo punto della mia vita ho deciso di farmi “usare” da Dio.  Non è merito, ma è grazia! Non è “io”, ma è Dio!

La medesima cosa la aspetta da te. Dio ci dice: “io voglio usare te, ma tu devi vivere attraverso la mia potenza”.  Voglio dirvi un altro piccolo segreto: più dipendi da Dio invece che da te stesso, più Dio ti benedirà.  Se tu dipendi da Dio un po', avrai un po' di benedizione;  ma se tu dipendi grandemente da Dio, sarai  grandemente benedetto.

La Bibbia ci dice questo:

“Dio... tramite la sua straordinaria potenza che agisce dentro di noi, può fare infinitamente di più di ciò che noi domandiamo o pensiamo.” (Efesini 3: 20 PV)

“Sono troppo vecchio...ho troppi problemi...sono un gran peccatore”; tutte scuse per non lasciarsi usare! Non è mai troppo tardi perché Dio può fare in una settimana sola quello che tu non sei capace di fare in tutta una vita.

Come posso dunque ricevere la potenza di Dio nella mia vita? Ci sono tre azioni che devi compiere, deliberatamente, per ottenerla.

I. Pregare

La preghiera è la connessione alla potenza di Dio:  tanta preghiera tanta potenza, poca preghiera poca potenza, niente preghiera niente potenza Dimmi quanto preghi e ti dirò quanta potenza hai!

“La preghiera del giusto, fatta con fervore, è molto potente ed efficace” (Giacomo 5:16 PV)

Se vuoi essere efficace nella vita devi pregare, perché preghiera e potenza vanno di pari passo.

II. Prendere il rischio di obbedire a Dio

Qualche volta obbedire a Dio non ci renderà le persone più popolari del mondo (pensa all'aborto, ai matrimonio gay, al sesso prematrimoniale). Altre volte ci domanderemo “Dio, ma davvero vuoi questo?” perché non sembra avere molto senso. Noi cresciamo soltanto quando la nostra fede è messa alla prova, quando dobbiamo prendere dei rischi.  Se non stai prendendo nessun rischio come credente, avere fede non ti serve, e per questo sei in-fedele!
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C'è una storia nell'antico testamento di quando Israele stava entrando in Palestina dopo essere stato per centinaia di anni schiavo in Egitto. Giosuè conduceva il popolo, e ad un certo punto giungono al fiume Giordano, ma in quella stagione era praticamente impossibile attraversarlo, perché era in piena. A quel punto il popolo comincia a disperare di poter entrare nella terra promessa; ma Dio dice a Giosuè: “vuoi vedere un miracolo?”Si” “hai fede in me?” Si. “Allora, cammina  nell'acqua!”.

Tutti pensano che Dio avrebbe fatto un miracolo come quello del mar Rosso, che le acque si sarebbero miracolosamente fermate, creando un passaggio per il popolo. Ma Dio dice: “non farò come nel mar Rosso, a me piace fare le cose senza mai ripetermi; e questo è un test, una prova della tua fedeltà. Voglio che tu entri nell'acqua”.

Giosuè e i capi entrano titubanti nel fiume: fino alle caviglie: non accade nulla. Entrano fino alle ginocchia: nulla! Entrano fino alla vita: nulla! “Quando vuoi Signore!” “Continua a camminare”.L'acqua arriva al petto... ed è a questo punto che accade il miracolo! Il fiume si ferma, il passaggio appare, il popolo attraversa...Giosuè ha dimostrato fede, il suo popolo ne riceve la benedizione.
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Se vuoi vedere il miracolo, sei tu che devi fare il primo passo. Sei tu che devi scendere in acqua; una tartaruga si muove soltanto quando mette fuori dal guscio zampe e testa!

Ti senti una tartaruga? Vuoi vedere un miracolo? Metti fuori zampe e testa e guarda il miracolo mentre accade! La tartaruga non deve “sentirsi pronta” per mette fuori zampe e testa,
deve avere solo la voglia di muoversi. Il frutto della tua obbedienza non arriverà all'istante, ma arriverà durante, così come per Giosuè.

III. Non mollare.

Riceviamo potenza da Dio quando preghiamo,  ma la riceviamo anche quando abbiamo il coraggio di non mollare quando siamo scoraggiati.

Vivere nel regno di Dio significa mettere Dio primo; vivere attraverso la potenza di Dio e poi...

3. Vivere per la gloria di Dio

“Cristo morì una volta per sempre al peccato, ma ora vive per Dio. Perciò anche voi consideratevi come morti, per quanto riguarda il peccato, ma vivi per Dio grazie alla vostra unione con Cristo Gesù.” (Romani 6:10-11 PV)

Per la gloria di chi stai vivendo?  Per la tua? Per quella di tua moglie o di tuo marito? Dei tuoi figli?, Dei tuoi genitori? Dio dice: “io voglio che tu viva per la mia gloria”.  La vita è come salire una scala,
non aspettare tutta la vita per accorgerti che hai poggiato la tua scala sul muro sbagliato.

Come faccio per poggiarla sul muro “giusto”, per dare la gloria a Dio?

I. Dimostra amore verso tutti

Dio è amore (non HA amore, ma E' amore), quando dimostri amore, stai mostrando uno “spicchio” dell'orizzonte di Dio.

Una delle maniere per dimostrare amore è quella di accettare le altre persone. Questo non significa approvare tutto quello che gli altri fanno,  (ricordati che Dio non approva molto di quello che tu fai... ma ti accetta lo stesso!).

La Bibbia dice:

Accoglietevi l'un l'altro, proprio come Cristo ha accolto noi. Fatelo per la gloria di Dio “ (Romani 15:7 PV)

Quando tu tratti con amore tuo prossimo (non solo i fratelli e le sorelle di chiesa) stai portando gloria a Dio. Non devi avere un gran talento per glorificare Dio; la semplice ospitalità, l' essere garbato con le persone, il dimostrarsi amico, il dare supporto, tutto questo porta gloria non a te che la pratichi a te poterà buona fama (che non guasta) ma la porterà a Dio.

Quali persone hai invitato nell'ultimo anno di chiesa a casa tua per un pranzo o una cena tra amici?
E questo include anche i tuoi fratelli e le tue sorelle che fanno parte di questa chiesa...  sei chiamato a dimostrare amore a tutti, compresi i membri della tua chiesa!

II: Usa le tue abilità per servire tutti

La Bibbia dice questo:

“Usate i doni che Dio vi ha dato per aiutarvi a vicenda... in tal modo Dio sarà glorificato” (1 Pietro 4:10-11)

Sottolinea ”a vicenda”; cosa accade quando usi i doni che Dio ti ha dato?  Dio è glorificato!

Ciò che Dio ti ha dato, i tuoi doni (intelligenza, capacità pratiche, ecc) non ti sono stati dati per il tuo piacere o per il tuo utile ma per l'utile degli altri. Se tu li usi solo per te stesso tu non sarai appagato
e gli altri ne soffriranno. Se io non uso il mio dono di insegnamento, non ne soffro io, ma ne soffrite voi che mi ascoltate. MA se lo uso, voi siete benedetti, non io!

III. Condividi la buona notizia con tutti

La Bibbia dice:

“Più sono quelli che vengono in chiesa, più saranno quelli che staranno seduti in sala; e così il pastore sarà glorificato ancora di più,” (2 Corinzi 4:15 riveduto e scorretto!)

No! la Bibbia dice qualcosa di completamente differente!

Più sono quelli che si convertono a Cristo, più saranno quelli che lo ringrazieranno per l'abbondanza della Sua Grazia; e così il Signore sarà glorificato ancora di più.” (2 Corinzi 4:15 PV)

Se parlassimo di Gesù per avere una sala piena o per “vendergli” una nuova religione sarebbe davvero triste! Glie ne parliamo perché conosciamo la differenza che Cristo ha fatto in noi! E vogliamo che anche loro la possano provare!

Nel versetto non c'è scritto “più sono quelli che vengono in chiesa”, ma c'è scritto “che si convertono a Cristo”. Ed il fine non è “più saranno quelli seduti in sala”, ma “più saranno quello che lo ringrazieranno”; il fine è sempre la gloria di Dio, non di una denominazione, di una chiesa o di un pastore specifico!

A quanti hai parlato di Gesù in settimana? Prendiamola alla larga... negli ultimi dodici mesi? Forse so quello che hai provato:

  • Hai iniziato a parlare di Gesù con la tua famiglia, e magari non hai ottenuto nessun interesse;
  • poi hai parlato di Gesù con i tuoi amici, e magari anche qui l'interesse non è stato un gran che.
  • Poi è stata la volta dei tuoi compagni di lavoro.
  • A un certo punto hai esaurito il tuo “portafoglio clienti”, e ti sei messo l'anima in pace;
  • fine dei clienti, si chiude l'esercizio.

Non è questo quello che ti chiede Dio. Scegli il RISCHIO di obbedire a Dio e di parlare di lui agli altri!

Questo periodo dell'anno è una di quelle “rare finestre” nelle quali puoi parlare di Gesù con gli atri senza sembrare un  talebano cristiano” Tira fuori le zampe e il collo dal tuo guscio di tartaruga,
entra nel Giordano fino al collo! La benedizione non arriverà all'istante, ma arriverà durante!

C'è un problema: quante volte avete sentito questa frase: “Io credo in Gesù, ma non credo nella chiesa.”?

Ovviamente qua in Italia, quando si parla di chiesa, è sottinteso che si parli di chiesa cattolica, non di una determinata chiesa, ma della chiesa come istituzione.

L'amore che mostri, i doni che metti a disposizione degli altri, il modo in cui condividi il Vangelo di Gesù, queste sono le armi che hai a tua disposizione per far comprendere agli altri che la chiesa non è un'istituzione, ma un corpo vivente, che è il posto speciale dove persone normali incontrano altre persone normali per aiutarsi a vicenda nel conoscere di più Dio.

La Bibbia dice:

“A Dio sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli.” (Efesini 3:21)

La gloria di Dio è nella chiesa, voi, il corpo di Cristo, siete la gloria di Dio in terra!

Tra 1000 anni da oggi non esisterà più la Microsoft, e neppure Mediaset. Non ci sarà più la Mercedes, e neppure la Apple.

Non ci saranno più neppure gli Stati Uniti,  l'Europa unita, e neppure la Cina così come la concepiamo adesso;  nulla dura, tutto è destinato a cambiare.

Ma posso dirvi qual è la cosa che fra 1000 anni sarà presente: è la chiesa, non l'edificio, ma le persone, la famiglia di Dio.

Conclusione

Vuoi che Dio benedica la tua vita? Vuoi vivere una vita realizzata? Segui questo piccolo suggerimento: ogni mattina, quando ti svegli, prima ancora di farti il caffè, di farti la barba o di truccarti, di questo: “padre, Pane!”

Tutto qui? Sì, tutto qui! Già, perché quando preghi “pane”, starai dicendo :” Padre oggi voglio vivere:

P . per la sua gloria
mostrando amore a tutti, usando le mie abilità per servire di quelli che incontro, e condividendo con loro la buona notizia e compassione e di pietà che è in Cristo Gesù.
A. Attraverso la sua potenza
pregando costantemente, prendendomi il rischio di obbedire a te, e non mollando quando sarò scoraggiato.
N. nel  suo regno
mettendoti al primo posto nei miei problemi, nelle mie relazioni, nei miei interessi, nei miei soldi, nei miei obiettivi.
In E. eterno.

E infine padre voglio essere connesso di chiesa, dividere il pane, il cibo spirituale assieme ai miei fratelli ed alle mie sorelle

(Se trovate un acrostico migliore vi prego di suggerirmelo.)

Preghiamo                                                                                       SCARICA APPUNTI IN PDF

Ora sai quello che devi fare, la domanda è: lo farai? Il segreto della soddisfazione non è conoscere la strada, ma percorrerla. Padre ciascuno di noi vuole che tu benedica la propria vita ma spesso non vogliamo sottometterci ed obbedire a quello che tu ci chiedi. Io prego affinché tutte le persone che sono state colpite oggi da questo messaggio possano prendere una decisione e percorrere quella strada.

Se Dio ha parlato al tuo cuore attraverso le mie parole, prega assieme a me questo:

SCARICA SCHEDA RIEPILOGO IN PDF

Caro Abba, Papà, Babbo, Padre,, io non voglio accontentarmi di avere una vita insoddisfacente, perché so che tu stesso mi hai creato per una  vita  abbondante. È per questo che da oggi voglio percorrere la strada che porta alla realizzazione della mia vita in te. Voglio metterti al primo posto in ogni area della mia vita; finanze, interessi, relazioni, obiettivi, e problemi, tutto io affido a te. Padre io voglio vivere attraverso la tua potenza; aiutami a dipendere sempre di più su di te e sempre meno su di me. Dammi la fede per prendere i rischi che sono necessari affinché io cresca e viva per la tua gloria. Aiutami a non mollare quando sono scoraggiato /a o impaurito/a; aiutami a fare le cose di cui ho più paura ma che tu mi stai chiedendo di fare. E, caro padre, io voglio vivere per la tua gloria, usando le capacità che  mi hai dato per servire altri. Io voglio che la mia vita sia una benedizione per altri, così che tu possa benedire me. Voglio mostrare amore ed ospitalità a tutti, servirli, condividere la buona notizia di Gesù con coloro che ancora non ti conoscono. Io non ti chiedo di benedire quello che faccio, ma di chiedo di aiutarmi a fare ciò che tu vuoi benedire. Amen
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07 dicembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 6: Lasciati redimere dal Padre | 7 Dicembre 2014 |

Ti sei mai chiesto, o chiesta "Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero?"  Gesù dice di si, se accetti che sia il Padre a redimerti!
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Quante volte avete detto una delle frasi seguenti:
  • ho questa brutta abitudine;
  • so che non dovrei, ma lo faccio:
  • ho provato, ma non ci riesco;
  • ci ricasco sempre.
Questa è la lettera che ha ricevuto un pastore da un suo membro di chiesa, che esprime in maniera forte quei sentimenti:

“Ogni mattina inizio la mia giornata con la voglia di cambiare il mio comportamento, e penso 'oggi sarà diverso'. Ma, in un modo o nell'altro, mi ritrovo ogni giorno a ripetere le solite cattive abitudini. E' come se in me ci fosse un tiro alla fune, dove io voglio fare davvero ciò che è giusto, ma riesco solo a deludere me stesso e Dio. Ho realmente provato di tutto: preghiera, promesse, metodi, persino l'ipnosi... Niente sembra funzionare in me. Perché continuo a commettere sempre gli stessi errori?Perché sono così resistente al cambiamento? Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero? Sono scoraggiato, ed ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a sbloccarmi.”

Vi riconoscete nella lettera? Io si!

Viviamo di buone intenzioni che spesso rimangono solo intenzioni, senza mai raggiungere le decisioni. E dire: “Domani farò meglio” non è la soluzione.

Viviamo in un cerchio fatto di “buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione, buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione” e così via.

Gesù non vuole che viviamo questo tipo di vita;  assolutamente no. Gesù dice: “Lascia che sia il Padre a redimerti”

“E non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13)

Sapete che succede quando molti di noi leggono questo versetto?  Che pensano “Che bello! Io non sono stato mai tentato da oltre trent'anni!”.

Spesso pensiamo che Dio non ci debba esporre alla tentazione delle cose “grosse”:  l'omicidio, l'adulterio... insomma tutte quelle cose da “cartellino rosso”,  insomma tutte quelle cose che “gli altri fanno, mica io!”.

 Io non sono mai stato tentato di uccidere qualcuno, ma ho un vario catalogo di tentazioni “sottili”:
  • la tentazione di aver sempre ragione, anche quando non la ho;
  • la tentazione di dimostrarmi efficiente e brillante per “fare bella figura”;
  • la tentazione di fare quello che è semplice per risparmiare tempo;
  • la tentazione di fare cose secondarie pur di non fare la cosa importante, continuando a buttare tempo utile su cose inutili (tipo navigare su internet quando invece dovrei scrivere la predicazione);
  • la tentazione di attendere che siano gli altri a fare quello che so che io devo fare;
  • la tentazione di non dire nulla, quando so che dovrei dire una parola di conforto o di esortazione, o di lode.
Se fossimo capaci di non cadere nella trappola delle tentazioni sottili, non avremmo bisogno di pregare la frase precedente del Padre nostro: “ perdona i nostri peccati, come noi abbiamo perdonato a quelli che ci hanno offesi”. Ma Gesù sa che ci caschiamo, ed è per quello che ha provveduto una via di fuga.

Quale è dunque la via di fuga? Paolo la spiega così:

“Le tentazioni che vi assalgono sono quelle comuni che tutti affrontano e potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile, ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla”. (1Corinzi 10:13 PV)

La sintesi di Paolo è: se dici (o quando dici) “nessuno può capire come mi sento” stai sbagliando.
Le tue tentazioni sono non più né meno quelle di qualche altro miliardo di persone al mondo. Tutti veniamo tentati.

Paolo dice anche che dobbiamo smetterla di pensare e di dire che non possiamo resistere alla tentazione: dice "potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla". Quando dici “la tentazione era così forte che non ho saputo resistere” sai cosa stai affermando? Stai affermando : "Dio, sei un bugiardo”.

Paolo afferma in sostanza che la  tentazione non è un obbligo, ma una scelta;  io “scelgo” di cedere alla tentazione,  non cerco neppure la soluzione che Dio ha già provveduto per superarla,  semplicemente mi “abbandono” ad essa.

Vi prego di sottolineare la parola “soluzione” perché di quella parleremo questa settimana.

Gesù ha provveduto una via d'uscita attraverso il Padre nostro: lasciati redimere dal Padre. L'etimologia di redimere è “pagare per avere indietro”: Dio ha pagato per liberarti dalla tentazione,
ora tocca a te afferrarla.

La strategia

1) Devo identificare quello che mi rende vulnerabile

Non ti serve di identificare quello che ti tenta;  quello già lo sai molto bene.  Ma quello che ti rende vulnerabile,  debole,  suscettibile.

Gesù ha detto questo in Matteo 24:41:

“Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". (Matteo 26:41) 

Gesù afferma:” tu puoi avere la più grande forza di volontà di non cedere alla tentazione, ma non è abbastanza.”

Conta mentalmente tutte le volte che hai provato tramite la tua forza di volontà di smettere di … e aggiungi quello che volevi smettere di fare (fumare, arrabbiarti, mangiare troppo, ecc.). Ci sei riuscito? Ci sei riuscita?

Abbiamo parlato di “forza di volontà”: la forza richiede SFORZO...e prima o poi ti stanchi.  E quando sei stanco, cedi, e torni al punto di partenza!

Gesù, il figlio di Dio e Dio lui stesso, ha sperimentato che  “la carne è debole”:  la soluzione che propone non è “vegliate e sforzatevi”, ma  “Vegliate pregate”:  state svegli, state “con gli occhi aperti”!

Pregare “non ci esporre alla tentazione” va bene ma non basta. La mia natura mi rende una potenziale bomba di peccato pronta ad esplodere; ma per esplodere, la bomba ha bisogno di un “innesco”, di una “spoletta”. di una "miccia".

 Dio non fa “copie”, ma fa creature uniche.  Tu sei unico (o unica), e Dio ha disegnato un ministero per te che solo tu puoi adempiere. Ma, allo stesso modo, ognuno ed ognuna ha il suo “innesco” la sua “spoletta”, la sua "miccia". Alcune cose non ti tentano affatto (io non sono tentato minimamente da un tiramisù in frigo), mentre altre invece ti tentano in maniera estrema (ma non  mi lasciate con una busta di patatine o di pop corn in casa!)

La differenza tra le mie spolette e le tue dipendono dal DNA e dalla famiglia dove siamo cresciuti;
se sei cresciuto in una famiglia dove le discussioni si affrontavano a sediate, quello è il sistema che hai appreso per discutere, e tenderai inconsciamente a replicare quell'atteggiamento.

Non sei tu che scegli le tue tentazioni, ma sono loro a scegliere te,  perché sono semplicemente i lati negativi della tua personalità.  Non pensare di auto-assolverti pensando ai peccati degli altri: “”I miei peccati non sono così male, ma i tuoi, fanno veramente schifo! Com'è possibile che qualcuno faccia cose simili?”.

Agli occhi di Dio ogni peccato vale 1, e non ci sono peccati da 1, da 5 o da 10 punti! I peccati hanno poi ricadute differenti sulla tua vita e su quella degli altri. Nessun peccato è troppo piccolo o troppo grosso: un peccato è un peccato.

Perciò,  devi sapere da cosa sei tentato!

I. Quando sono più tentato?

In quale giorno della settimana, oppure in quale momento della giornata. Alcuni sono più tentati di lunedì, altri di domenica; alcuni sono tentati la mattina, altri la sera.

Io posso stare lontano da patatine e pop corn tutta la giornata, ma quando torno a casa, e inizio a preparare il pranzo, immediatamente comincio a pensare che ho voglia di qualcosa salato e croccante.
Ed è inutile che mi auto convinca che è per fame;  è una scusa!

II. Dove sono più tentato?

Alcuni sono più tentati al lavoro. Altri a casa del vicino...per via della vicina. Alcuni sono tentati ai centri commerciali. Alcuni sono tentati in spiaggia.  Molti sono tentati di fronte ad un computer, a uno smartphone, o a un tablet. Io sono tentato in cucina, non nel bagno non nel salone.

III. Chi è con me quando sono più tentato?

Sono più tentato quando sono da solo, o sono più tentato quando sono con gli amici perché mi lascio trascinare?  C'è il detto “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Io sono tentato quando ancora non è arrivato nessuno a casa, e sono da solo.

IV. Quale temporaneo beneficio ricevo se cedo alla tentazione?

Intendiamoci, il peccato è divertente, altrimenti non ci piacerebbe così tanto; quasi nessuno è tentato di tirarsi mazzate da 10 chili sui pollici! C'è sempre una ricompensa nel peccare, e anche la Bibbia lo dice: Proverbi dice che "le acque rubate sono dolci, che il pane mangiato di nascosto è delizioso." (Proverbi 9:17)

Cedere alla tentazione mi da conforto, o eccitazione, o piacere, o gioia?   Mi sento più sicuro in me stesso?  Devi conoscere quale sia la ricompensa che ottieni.

V. Come mi sento appena prima di essere tentato?

A seconda della bomba c'è un tipo di miccia differente. La mia è il sentirsi affamato. Quale è la tua? La frustrazione? Oppure lo stress? Sei tentato quando sei annoiato? Oppure quando sei da solo? Sei tentato la notte quando non riesci a prendere sonno?

Fai un identikit della tua tentazione; occhi aperti, non solo preghiera.

2) Pianifico per evitarla

Per non rischiare di cadere in un burrone, è meglio cambiare strada, piuttosto che attendere di frenare all'ultimo secondo.

Sapete cosa si consiglia ai giovani quando hanno i loro primi appuntamenti con uno dell'altro sesso? Pianifica il tuo incontro in anticipo, perché se non sai quello che farai, non avrai nient'altro da fare che parcheggiare sotto un platano e reclinare i sedili.

La Bibbia dice questo:

“Fa attenzione alla via da percorrere e tutti i tuoi progetti siano ben pensati. Nel tuo cammino non voltare né a destra né a sinistra; non perderti nella via del male” (Proverbi 4:26-27 TILC)

La tentazione inizia con un desiderio normale in te.  In me è “la fame”  che è normale,  che mi è stata impostata in fabbrica da Dio per mantenermi sano.

Il desiderio diventa tentazione e poi peccato quando il desiderio normale (ho fame) diventa anormale (ho fame di patatine e pop corn).

La tentazione sorge quando noi abusiamo o facciamo un uso cattivo di ciò che Dio ci ha dato per il nostro bene. Mangiare è un bene,  ma mangiare schifezze no. Bere è un bene ,  ma ubriacarsi no.
Il sesso è un bene,  ma la pornografia no.

La tentazione è quando desideri normali che Dio ci ha dato per il nostro bene vengono usati al momento sbagliato, nella quantità sbagliata o per l'uso sbagliato.

E' meglio fare una “mappa” del percorso, così da passare distante dai burroni della tentazione. Perché se arrivo “vicino vicino” al burrone poi sarà difficile non caderci dentro.

Forse si servirà qualcuno che ti aiuti: se sei tentato o tentata di comperare di più di quanto hai, vai a fare spesa con qualcuno che freni il tuo impulso. Se sei tentato di stare sul PC oltre una certa ora, chiedi a qualcuno in casa che ti chiami.

3) Vigilo sul mio cuore

Proverbi dice questo:

"Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa,poiché da esso provengono le sorgenti della vita." (Proverbi 4:23)

Il versetto di proverbi svela una realtà che tendiamo a nascondere a noi stessi: la tentazione, non è fuori di me, ma all'interno del mio cuore.  Non ci credi? Leggi quello che dice Giacomo:

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono” (Giacomo 1:14 VP)

L'innesco, la spoletta, la miccia è al di fuori di noi,  ma l'esplosivo è dentro di noi.  Non ci credi ancora? E' Gesù che parla stavolta:

Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo". (Marco 7:21-23)

Ti interessa rompere col tuo passato di - tentazione-caduta-vergogna- ? Molti medici alla prima visita ti danno da compilare una scheda per sapere “a che punto sei”. Io non sono il vostro medico, ma sono qui come “facente funzioni” del vero medico, Gesù, per questo ti propongo questa scheda.

(Vedi test su scheda appunti)

Fate le vostre somme. Ecco il responso:
  • se hai totalizzato da 31 a 40, sei in gran forma, e sarai più che resistente alle tentazioni;
  • se hai realizzato da 20 a 30, sei in grave pericolo; c'è la luce gialla lampeggiante e devi sapere che Satana sta preparando il laccio per farti cadere, perché lui colpisce sempre quando sei a terra (lo sai che è un vigliacco!);
  • se hai meno di 20, allora sappi che stai vivendo una crisi e che forse non te ne sei neppure accorto; parlane con qualcuno dei tuoi fratelli o delle tue sorelle in Cristo, parlane con uno dei responsabili della chiesa, perché hai disperata necessità di aiuto immediato.
L'altra cosa che devi fare è chiederti: “da quanto tempo sto in questo stato?”; perché più tempo hai passato in quello stato, più vulnerabile sei alla tentazione.  Se è molto tempo che sei così nella tua testa girerà questa frase “in fondo mi merito quello! Mi merito di avere qualche sollievo, o qualche divertimento.”.  Sei tentato e sei pronto per la caduta se non è già avvenuta.

Paolo dice questo:

“Non offrite al diavolo un punto d'appiglio” (Efesini 4:27 PV)

Sottolineate “punto d'appiglio”.  Il diavolo cerca le “maniglie” in te a cui attaccarsi. La rabbia,  la preoccupazione, la paura,  l' amarezza  la gelosia o altre cose simili sono le maniglie a cui si attacca la tentazione .  Più tempo le porti in te, più crescono, più sono facili da acchiappare.

Per cui: individuo ciò che mi rende vulnerabile, pianifico per evitare la tentazione, vigilo sul mio cuore, e poi... una volta che ho imparato a vigilare sul mio cuore, proseguo col prossimo passo.

4) Accetto che Dio mi redima dalla tentazione

Abbiamo detto che “redimere” significa” “pagare per avere indietro”; devo accettare che non c'è altro modo per essere salvo dalle mie tentazioni se non tramite l'intervento di Dio; Dio ha pagato per avermi indietro, con la morte di Gesù.

 Chiedo aiuto direttamente a Dio. Come? Semplice! Per prima cosa cerco una chiesa nelle vicinanze; entro, mi prostro a terra e prego così: “Oh, Padre Santo e degno di ogni Santità, io t'imploro affinché tu voglia accogliere la mia umile prece. Prostrato ai tuoi piedi io t'invoco...Deh! Liberami...!”

No! Non c'è tempo, la miccia per la mia tentazione è lì davanti a me pronta a far esplodere ciò che di cattivo c'è nel mio cuore... non c'è tempo, ho bisogno di una “preghiera” per forno a microonde... ”AIUTO, SOS, HELP, MAY DAY"!

Prego “Dio, tra un minuto da quella porta entra quella persona che mi provoca. Aiutami a rimanere calmo.” “ Dio tra poco sarò solo a casa, e tu sai cosa combino quando sono solo! Aiutami!”

La Bibbia dice:

“Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai" (Salmo  50:15)

Basta poco, sai perché? Perché Gesù è sceso dal Cielo, ha vissuto come un vero uomo e CAPISCE!!!! quello che provi! Per questo ti ha chiesto di pregare qualcosa semplice come:  “non mi esporre alla tentazione, ma liberami dal maligno”.

In Ebrei è scritto questo:

“(Gesù infatti) non è incapace di soffrire con noi nelle nostre debolezze, anzi, è stato tentato esattamente come noi, ma non ha peccato. Perciò avviciniamoci con piena fiducia al trono della Grazia, per ottenere misericordia e trovare la Grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:14-15 PV)

Sottolinea “è stato tentato esattamente come noi”.  Le stesse tue tentazioni, tutte.

Sei tentato dal denaro? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dal sesso? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dall'essere pigro? Anche Gesù lo è stato...  Con la differenza che lui non ha mai lasciato che la miccia desse fuoco alla polvere del suo cuore umano.

La notte prima di essere crocifisso, nel Getzemani, Gesù ha pensato e ha detto “io non voglio morire, non così, non sulla croce”.  Era il cuore di un uomo che parlava,  con i suoi dubbi, le sue frustrazioni, le sue paure.  Ma poi ha detto “Non la mia, ma la tua volontà si fatta”:  Gesù tra il cuore dell'uomo e il piano di Dio, ha scelto il piano di Dio,  pensando a te.

Dopo aver accettato che Dio mi redima...

5) Rivolgo la mia attenzione altrove

Tutto ciò a cui RESISTO, PERSISTE

Se continuo a pensare a patatine e pop corn, prima o poi cederò; ciò che faccio è rifocalizzare la mia mente su qualcosa di diverso. Nella Bibbia non viene mai detto che devi resistere alla tentazione. Viene detto di resistere al Diavolo, non alla tentazione!  La chiave per sconfiggere la tentazione non è respingerla: è rifocalizzarsi su qualcos'altro.

“Pensare ai tuoi comandamenti mi fermerà dal commettere azioni sciocche” (Salmo 119:6 CEV Tradotta) 

Ti è mai capitato di guardare giù da un dirupo e di sentire la "paura" di aver voglia di buttarti? Non è che vogliamo buttarci, ma l'essere concentrati sul dirupo attrae la nostra mente, e la devia verso di esso.  Qualsiasi cosa su cui ti focalizzi ti attrae; e questo è vero per qualsiasi area della tua vita, sia essa buona che cattiva.

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono. Sono questi che, una volta concepiti, partoriscono il peccato” (Giacomo 1:14-15a PV)

La tentazione segue sempre uno schema prevedibile:  attenzione, eccitazione, azione.  Questo è lo schema che segue ogni singola tentazione:
  • Attenzione: “lo attirano:” la tua mente viene “agganciata”.
  • Eccitazione: “lo seducono”: la tua mente dice: “mi interessa!!!”
  • Azione: “partoriscono il peccato”: agisci secondo la tentazione.
Paolo dice che è possibile fermare tutto questo:

“Facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2° Corinzi 10:5b)

Gesù ha messo in pratica questo principio nel deserto, davanti alle tentazioni di satana che gli diceva “trasforma queste pietre in pane”.  Cosa ha risposto Gesù: “Ah, no, non ho fame!”? No! Ha rifocalizzato la mente altrove, ha fatto prigioniero ogni pensiero. Ha risposto citando la Bibbia, la verità, la parola del Padre.

Per cui, identifico cosa mi rende vulnerabile, pianifico come evitarlo, vigilo sul mio cuore, prego Dio perché mi liberi, mi redima dalla tentazione, rivolgo la mia attenzione altrove, ed infine...

6) Trovo un gruppo e un compagno (o compagna) di viaggio

Da solo (o sola) difficilmente potrai vincere la tua tentazione:  devi far parte di un gruppo di credenti, di quello che noi chiamiamo “piccolo gruppo”,  e devi avere un (o una ) partner spirituale con cui “fare i conti”!

Ti voglio fare una domanda, non come predicatore, non come pastore, non come anziano, ma come uno che ti vuole bene: quanto ti interessa rompere con le vecchie abitudini?  Quanto ti interessa essere libero o libera dal tuo peccato abituale?  Quanto ti interessa sentirti “libero”, sentirti “pulito” davanti alla tua sposa o al tuo sposo, davanti ai tuoi figli, davanti a te stesso... e soprattutto, davanti al tuo Padre Dio?

Se ti interessa, devi avere un gruppo e devi avere un partner. Non te lo sta dicendo Marco, ma è la Bibbia che lo afferma:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.  Infatti, se l'uno cade (in tentazione), l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:9-10)

Sapete che da sei anni, ho iniziato a giocare a rugby; non solo ad allenarmi, ma proprio a giocare partite vere. Mia moglie, il dottore, un po' tutti mi avevano consigliato di fare del movimento, così ho provato. In realtà, la mia intenzione era quella di andare un paio di volte al mese per una sgambatina, ma tra i miei compagni di squadra ce n'è uno in particolare con il quale mi sono preso da subito. Si chiama Ugo, e siccome siamo in contatto tramite Facebook, si accerta ogni volta che c'è  l'allenamento (ovvero due volte a settimana) che io sia presente. Sapete di chi è il merito di essere così costante nell'andarmi ad allenare? Di Ugo!

Tu hai bisogno di un “Ugo”, nella tua vita, perché senza il tuo Ugo che ti sprona e ti stimola due volte alla settimana ad “allenarti”contro il peccato, da solo non ce la puoi fare. Ed è meglio confessare tentazioni che confessare peccati.

Fatto tutto questo, fatti i sei passi, trovato il gruppo e il partner, la tentazione si attenuerà? Sparirà?
Assolutamente no! Più diventi efficace per Gesù, più diventi pericoloso per satana.

E' per questo che più cresci nella fede, più hai bisogno di un gruppo e di un partner spirituale.

La Bibbia dice questo:

“Fratelli, se scoprite che qualcuno di voi sta commettendo un errore, voi che siete guidati dallo Spirito, aiutatelo con dolcezza e umiltà a ritornare sulla strada giusta, ma fate attenzione a non essere tentati anche voi. Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo” (Galati 6:1-2)

E qual'è la legge di Cristo? "Ama il prossimo tuo come te stesso"(Matteo 22:39).  Come faccio ad amarlo?  Aiutandolo nelle sue tentazioni.

La maniera migliore per tenere sotto controllo le tentazioni è avere un partner. Nel momento in cui confessi la tua tentazione, da lì inizia il tuo cammino verso la libertà;  ed è immediato.  Perché se sei in grado di parlarne ad altri allora significa che non hai più voglia di nasconderle  e per questo non controllano più la tua vita,  le tue tentazioni cominceranno a diminuire.

Lascia che cancelli però un ultimo dubbio: forse pensi “Che cosa penserà l'altro (o l'altra) di me? Cosa penserà quando gli confesso la mia tentazione?” La risposta? Ti amerà di più, perché sarai vero, sarai vera,  non porterai la maschera di quello per il quale “è tutto OK!”.

Tutti siamo tentati; onestamente non c'è alcun peccato che possa scandalizzarmi, perché so che la chiesa, anche questa chiesa, è un ritrovo di peccatori...ma che hanno ammesso di essere tali, e che vogliono cambiare!

Essere seguaci di Gesù non significa non avere tentazioni, non significa combattere contro di esse, ma significa rifocalizzare la propria mente su ciò che è degno agli occhi di Gesù.

Non voglio illudervi, e non sto dicendo che seguendo questi sei passi potrete fare a meno di peccare, ma che potrete peccare meno.  Non potrete fare a meno di peccare (siete uomini e donne) ma potrete peccare meno.

Ma, cosa succede se nessuno viene e ti chiede di essere suo partner? Giacomo  dice questo:

“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro,  costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati”.(Giacomo 5:19-20)

Conosci qualcuno che ha bisogno di aiuto?  Non dire “non sono fatti miei”;  lo sono se gli vuoi bene. E' tuo compito eccome!  E' tuo compito amarlo e aiutarlo.  Non potrà fare a meno di peccare, ma assieme a te potrà peccare meno.

Come uomini e donne è impossibile  fare a meno di peccare, ma è possibile peccare di meno.

Preghiamo.
Caro Padre, conosco bene  le cattive abitudini e le tentazioni che mi hanno accompagnato lungo la mia vita. Tu conosci anche le mie tentazioni attuali, come pure quelle future. E' per questo che chiedo il tuo aiuto. Io prego la preghiera di redenzione. E voglio seguire la strada dei tuoi principi per sfuggire alla tentazione così che ne possa essere libero, ne possa essere libera. Aiutami a vedere in modo chiaro il suo schema, dammi la forza di pianificare come evitarla, aiutami a rifocalizzare la mia attenzione su altro quando sono tentato, quando sono tentata. Voglio connettermi al mio piccolo gruppo, e voglio trovare un partner con cui condividere il cammino. Rimuovi da me le  emozioni negative che mi rendono vulnerabile e sostituiscile con il tuo amore, con il tuo perdono e con la tua fiducia in me. Io chiedo a te Gesù di iniziare a cambiarmi completamente da oggi. Amen.


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30 novembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 5: Lasciati rendere libero dal Padre | 30 Novembre 2014 |

Come posso guarire le ferite che altri mi hanno causato? Come trattare quelle che mi verrano fatte? Gesù ci indica il modo: lascia che sia il Padre a liberarti.
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Non so a voi, ma a me la sera piace addormentami poggiando una “testa leggera” sul cuscino  e alzarmi con delle “gambe leggere” pronte a correre con felicità un nuovo giorno. L'ambizione di ognuno di noi è quella di vivere una vita “in pace”, senza rimorsi e senza tensioni.

Spesso però non ci riusciamo a causa di due sentimenti devastanti:

1. Sentirsi colpevoli: quando ferisci qualcuno.
2. Risentimento: quando qualcuno ti ferisce.

Gesù conosce questi due sentimenti,  è per questo che nella preghiera perfetta ci dice di pregare così:

Matteo 6:12b:

“come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori”

 una traduzione differente dice

“come noi abbiamo perdonato quelli che ci hanno offeso” (PV)

Ammettiamolo: è uno di quei brani che non ci piace leggere, che vorremmo “modificare”, perché ci va bene quando chiediamo a Dio di perdonare noi (Rimetti a noi i nostri debiti, la prima parte del versetto 12, ma noi perdonare chi ha peccato contro di noi... beh, diciamo che non ci viene proprio proprio naturale, eh?

Noi siamo di quelli che si stampano in mente il nome e il cognome, l'indirizzo e la foto segnaletica di chi ci ha offeso, per  “fargliela pagare” in qualche modo più o meno lecito alla prima occasione...

Gesù dice : “No, questo non è buono per te! Quello che devi fare non è tenere, ma 'liberarti' dalla ferita”.  Gesù dice “lasciati rendere libero dal Padre”

Siamo stati feriti in passato,  lo saremo in futuro.  Non possiamo passare la vita ad accumularne ferite su ferite! Come per la busta dell'immondizia dell'ultimo messaggio, la nostra vita comincerà a puzzare, avvelenando il nostro spirito.

Tu puoi rispondermi: “Ok, Marco, io perdono chi mi ha ferito...una volta, forse due... ma a chi continua a ferirmi, eh no! A quello no!” Sapete, Pietro aveva lo stesso problema! E chiedeva consigli a Gesù!

“Allora Pietro si avvicinò e gli disse: "Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?” (Matteo 18:21)

Chissà, forse Pietro non stava parlando di Andrea, suo fratello e discepolo di Gesù assieme a lui, ma l'illustrazione cade “a fagiolo”,  perché il 90% di tutti i risentimenti comincia proprio in famiglia,
a causa delle persone che hai più di frequente accanto.

Se c'è da perdonare una offesa “a spot”, anche grande, può essere ok, ma cosa faccio se mio fratello, mio marito, mia madre, continua a farlo ogni giorno?

Che sia una ferita lieve, come l'indifferenza uno sposo o una sposa, oppure qualcosa di più grave, l'abuso verbale, o fisico, o psicologico.  è amplificata dalla quotidianità e da chi è che ci ferisce.

Il buon Pietro cerca di fare “bella figura” con Gesù: “Quante volte Signore debbo perdonare? Sette volte?”,  perché la legge ebraica imponeva di perdonare una persona almeno tre volte,
dopo di che, vai a quel paese, non ti devo più nulla!

Vediamo, raddoppiamo il numero, e aggiungiamo uno; così stupirò Gesù per la mia magnanimità! - Ehi, Gesù, che ne dici di 'sette volte'?- Questo dovrebbe fare colpo su di lui!” Gesù conosce il cuore di Pietro e il suo calcolo... e lo gela:

“E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.”Matteo 18:22 

Facciamo due conti: sette per sette fa quarantanove, lo moltiplico per dieci.... 490 volte! Se perdono un'offesa al giorno fanno un anno tre mesi e cinque giorni di perdono incondizionato!

Il concetto di Gesù non è matematico, ma di principio: “Vuoi sapere quante volte devi perdonare? Figlio mio, tu dovrai perdonare fino a che avrai questa vita sulla terra!”

E. per chiarire meglio il principio,  Gesù racconta una storia:

“Perciò il regno de' cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori.  E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, che era debitore di diecimila talenti.” (Matteo 18:23-24)

Diecimila talenti fanno circa 8.600.000 Euro!  Allo stipendio medio di un servo in Israele ci sarebbero volute più vite per ripagare il debito, se fosse stato capace di pagare anche 100 Euro al giorno avrebbe impiegato 236 anni per saldare il debito. Equitalia deve aver preso spunto dal sistema di riscossione di quei tempi:

“E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato.” (Matteo 18:25 )

La situazione è disperata... Ma lui cosa fa?

“Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". (Matteo 18:26)

8.600.000 Euro! Suona un po' come i filmi di mafia, quando il tizio che ha preso i soldi a strozzo viene messo a testa in giù fuori dalla finestra del 257 piano del grattacielo dal “picciotto” e grida: “Datemi 24 ore, e vi restituisco tutto”.

E' quasi comico: ma il re si commuove, e gli cancella il debito.

“Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. (Matteo 18:27)

Qualcuno di enormemente più grande del servo è intervenuto per cacellare un debito che non avrebbe mai potuto essere estinto. Gesù ti sta dicendo che, qualsiasi sia l'entità del debito che hai verso qualcuno, devi liberartene. E questo per tre motivi fondamentali.

1. Perché Dio ti perdona

Gesù usa la parola “re”, ma sta significando Dio;  è Dio che si muove a compassione, che lascia andare il servitore, che condona il debito.

Dio ha mandato Gesù a pagare per il tuo debito;  sta scritto che il salario del peccato è la morte,  e Gesù ha riscosso quel salario per te, al tuo posto.  E' morto per i TUOI peccati!

La Bibbia afferma questo:

“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – (vi autorizzo a girarvi verso il vostro vicino di sedia e a dirgli “compreso te”!)  ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.” (Romani 3:23)

Dio mi ha perdonato tramite Gesù.

Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà, e non li hai abbandonati.” (Neemia 9:17b) 

Abbiamo detto la volta scorsa che abbiamo bisogno di due cose nelle nostre vite: misericordia e grazia: misericordia per i nostri peccati passati, e grazia per quelli futuri.

SE sono capace di ammettere i miei peccati troverò entrambi e copriranno qualsiasi debito ho con Dio. Dio unilateralmente decide di perdonare.

Una domanda: come ti saresti sentito se tu fossi stato il servitore della storia?  Se avesti avuto un debito di 8.600.000 Euro cancellati così, con uno schiocco di dita?

Avresti provato gioia, riconoscenza, avresti voluto offrire da bere a tutti... Non è esattamente lo stato d'animo del servo:

“Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!"   Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò".  Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito.”  (Matteo 18:28-30)

Sapete quanto erano cento denari? Più o meno 12 Euro! Lui stava facendo storie per 12 sporchi Euro quando glie ne erano statati abbonati 8.600.000!

C'era una legge romana che autorizzava lo “strangolamento del debitore”,  il servitore era nel suo pieno diritto.  Ma perché agiva così?

La ragione è semplice: non aveva capito sino in fondo che il suo debito gli era stato condonato dal re:
pensava ancora di dover accumulare soldi per ripagarlo. In una parola: si sentiva ancora “colpevole”.

Più le persone si sentono colpevoli, più tendono a non far cadere mai nulla a terra

Le persone che sanno perdonare di più al mondo sono le persone a cui di più è stato perdonato;  le persone che dispensano grazia agli altri sono le persone a cui la grazia è stata dispensata in maniera abbondante.

Stai cercando di ripagare Dio per le tue trasgressioni?  Forse credi in Gesù, ed hai accettato la sua salvezza, ma dentro di te c'è qualcosa che ti dice che “non basta” che “devo fare di più”, che “gli devo questo a Dio”?

Non puoi! Sei indebitato di brutto... anzi, lo eri! Ora sei libero grazie a Cristo!

“Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.” (Efesini 4:32)

Se sei “in Cristo”; puoi  rilassarti ma ricordati che colui a cui più è perdonato, più deve perdonare!

Devo perdonare quindi perché Dio mi perdona.

2. Perché il risentimento è una auto-tortura

Ogni qualvolta provi rancore e risentimento verso qualcuno, sappi che quel qualcuno:

a) non ne subisce alcuna conseguenza,
b) probabilmente neppure si ricorda del motivo del tuo rancore,
c) l'unico che ne paga le spese sei te.

Giobbe la mette in questi termini:

“No, il cruccio non uccide che l'insensato e l'irritazione fa morire lo stolto.” (Giobbe 5:2)

Se ti aggrappi al risentimento, sei insensato e stolto...e in più muori tu (non l'altro):  vedi un po' se ti conviene!

Continuiamo con al storia che Gesù ci racconta: quando il re viene a sapere che quel servitore a cui erano stati condonati 8.600.000 Euro aveva fatto imprigionare un suo collega per soli 12 Euro, diventa furioso, lo fa richiamare e gli dice queste parole:

“Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;  non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?"  E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva.” (Matteo 18:34)

E' chiaro che era una condanna all'ergastolo,  essendo un debito impossibile, da ripagare.

La parola “aguzzini” in greco è “basanistace” che significa “torturatori”.  Gesù è arrivato al punto:
se colui a cui Dio ha perdonato gli 8.600.000 Euro strozza un suo collega per 12, allora lo si dia ai torturatori.

Se a te che ti è stato perdonato  moltissimo non perdoni  l'altro che ti deve poco, allora devi essere dato al torturatore.  E sai chi sarà il torturatore? Te stesso!

Il risentimento è una tortura; se porti amarezza nel tuo cuore, il tuo cuore diventerà il peggior posto dove vorresti essere; diventerà una camera di tortura che porterai con te dentro. Non sono gli altri a farti star male, ma te stesso, perché non vuoi lasciar andare, perché continui a ripetere “non lo perdonerò mai”.

E' qualcosa dentro di te che ti divora come un cancro; ed in realtà il risentimento è peggiore del cancro, poiché puoi curare un cancro, ma non puoi curare il risentimento sino a che chi lo porta non decide li lasciarlo andare, di liberarsene.

Lo sai, il risentimento può persino farti ammalare!  Non scherzo! Ci sono fior di ricerche mediche dove viene detto che le persone che portano per molto tempo il risentimento verso qualcun altro hanno il doppio delle possibilità di avere un ictus, tre volte quella di avere un infarto e quattro volte la possibilità di avere una ipercolesterolemia. Il rancore protratto nel tempo innalza la possibilità di sviluppare il diabete o il cancro.

Fratelli, sorelle, noi non siamo stati progettati per portare con noi il risentimento!

E poi, quale effettivo bene trovo nel risentimento? Giobbe afferma questo:

“L'uno muore in mezzo al suo benessere, quand'è pienamente tranquillo e felice, ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo delle ossa.  L'altro muore con l'amarezza nel cuore, senz'aver mai gustato il bene.  Entrambi giacciono ugualmente nella polvere, e i vermi li ricoprono. (Giobbe 21:23-26)

Quale memoria dolorosa stai conservando?  Quale cosa ti tortura tutte le volte che ci pensi?
Forse è un singolo evento, forse è un comportamento protratto nel tempo di una persona specifica.

Lascialo andare! Liberatene! E' per il tuo bene, non per quello dell'altro!

Debbo dunque imparare a perdonare perché Dio mi perdona e perché il risentimento è una auto-tortura. Ma c'è anche un'altra ragione-

3. Perché hai bisogno di essere perdonato quotidianamente

Non possiamo ricevere ciò che non vogliamo dare. Matteo 6:12: “rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;” ovvero “perdona le nostre offese come noi abbiamo perdonato quelli che ci hanno offeso” Quante volte hai pregato il “Padre Nostro”? Hai mai riflettuto su quello che stavi pregando?

Perdonare è uno “stile di vita”;  devi ricevere  il perdono da Dio e dagli altri,  ma allo stesso tempo devi offrire il perdono.  Il perdono deve essere costante e continuo, deve essere goduto e applicato.,
perché  saremo perdonati nella misura in cui perdoniamo.. E se non perdoniamo, significa che non abbiamo ricevuto il perdono. Infatti Gesù stesso afferma questo come chiusura della sua storia:

“Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello". (Matteo 18:35)

Sottolineate la frase “di cuore”;  il perdono che Gesù richiede non è solo quello che proviene dalla testa - io so che ti debbo perdonare-,  ma anche quello che viene dal cuore -io sento il bisogno di perdonarti-:   lo so, lo sento, lo faccio, sono libero!

Assieme alle note avete ricevuto anche un piccolo foglietto vuoto: questo vi servirà  per un piccolo “esercizio” che, spero, vi aiuti a liberavi completamente delle cose che hanno controllato sino ad oggi la vostra vita.

Nessuno deve vedere il foglietto: è privato, tra te e Dio.  Vi chiedo, da qui alla fine del messaggio, di scrivere le persone che vi è difficile perdonare, o le persone che non volete perdonare, oppure le persone pensando alle quali sentite un crampo nello stomaco.

Vi do qualche spunto se non vi venisse in mente nessuno...

1° C'è qualcuno (o qualcuna) il cui comportamento ti ha reso o ti rende infelice? 

Pensi mai: “Se solo lui (o lei) facesse questo, allora sarei felice” “se avessi avuto genitori differenti”, “se il mio fidanzato, mio marito, la mia ex, il mio datore di lavoro”... Se si scrivilo sul foglietto (lo sto facendo per voi! Non voglio abbiate un ictus né un colesterolo alto!).

2° Se pensi a un episodio che ti ha ferito profondamente, ti viene in mente una persona?

Scrivila nel foglietto.

3° C'è qualcuno con cui tendi a tenere aggiornato il punteggio dei falli?

Mi spiego: ti capita mai di dire, quando qualcuno fa una certa cosa, “ Vedi! L'ha fatto un'altra volta!”?. E così tu tieni aggiornato il tabellone segnapunti nella tua mente, così che quando lui (o lei) ti dice :”hai fatto questo”, tu prontamente gli dici :”si, ma tu hai fatto quest'altro”. Scrivilo nel foglietto.

4° Ti sei mai trovato a reagire negativamente verso qualcuno solo per il fatto che rassomigliava a qualcun altro?

Qualcuno che rassomigliava a un familiare o a un amici, o a un conoscente che ti ha ferito? Questo è uno dei maggiori problemi nel matrimonio, dove la moglie reagisce al marito come se stesse  eagendo a suo padre, o il marito reagisce alla moglie come stesse reagendo a sua madre.
Scrivilo nel foglietto

Cosa devi fare con questi nomi che rappresentano altrettante ferite?

1. Le lascio a Dio

“Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: "A me la vendetta; io darò la retribuzione", dice il Signore. “ (Romani 12:19)

E' meglio che il segnapunti lo tenga Dio A lui la vendetta, a te il perdono.  Attenzione quando parliamo di perdono, però!

Tuttavia, quando si parla di perdono;  il perdono è istantaneo,  avere di nuovo fiducia no, va riconquistata nel tempo.

 Se una donna è stata picchiata dal marito, e lei se ne è andata da casa e il marito va da lei e gli dice ”sono profondamente dispiaciuto delle mie azioni. Mi puoi perdonare?” la moglie deve perdonarlo.
Non c'è scelta.  Ma questo non significa che avrà di nuovi immediata fiducia in lui,  che tutto tornerà come prima.

Per liberarmi dalle mie ferite, le lascio a Dio.

2. Le curo con la grazia di Dio

Fintanto che non sarai curato dalla Grazia di Dio quelle ferite continueranno a controllarti. Quando dici a qualcuno “tu mi fai diventare matto” stai dicendo che quella persona, tramite il suo comportamento verso di te, può controllare le tue emozioni.

Ebrei 12 dice questo:

“Badate che nessuno resti privo della grazia di Dio. Fate attenzione che non spuntino germogli di odio e amarezza a darvi fastidio e a contaminare molti di voi.” (Ebrei 12: 15 PV)

Senza il “diserbo” della grazia, si possono sviluppare “piante infestanti”  soffocano il prodotto buono.
Attenti, perché l'amarezza è ereditaria: genitori amari producono figli amari che saranno genitori amari che produrranno figli amari...

Vivi una situazione simile? Vuoi interrompere il ciclo perverso? Riempiti della grazia di Dio.

Senza la grazia diventerai amaro.  Perché? Perché la vita è ingiusta, perché viviamo in un mondo caduto dove il peccato è la legge del mondo. Dove i malvagi prosperano e i giusti vengono oppressi (leggete Ecclesiaste per saperne di più).

Pensate al nome del vostro foglietto. E' giusto che, dopo avermi rovinato la vita, io lo o la perdoni? Che se ne vada, senza nemmeno una giorno di prigione, una multa, una reprimenda? La risposta è NO! Non è giusto!

Il perdono E' ingiusto e scorretto. Perché non punisce, non sanziona, non ristabilisce ciò che è stato tolto. Ma qui non stiamo parlando di giustizia, o di correttezza, ma di grazia. Non era giusto che Dio mi perdonasse. Non era giusto che Gesù morisse per i miei peccati.  Ma è per grazia che siamo stati salvati!

Il perdono è gratuito, ma non è senza un costo:  è costato la vita di Gesù. Perdonarci a Dio è costato Suo Figlio.  Mentre lo stavano inchiodando alla croce Gesù gridava “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”  Stava dicendoti : “Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo...”Stava dicendo: “Non lo meritano, non sanno neppure ciò che stanno facendo, ma Padre, perdona loro!”

Le mie ferite le lascio a Dio,e le curo con la Grazia di Dio; ma c'è un'ultima cosa che devo fare per essere libero.

3. Le inchiodo alla croce di Gesù.

La croce era  un simbolo di umiliazione,  ma tramite Gesù è divenuta il simbolo più grande della potenza di Dio.

Gesù sulla croce ha spezzato le catene del peccato e della morte, delle cattive abitudini e delle dipendenze.  Ed ha il potere di liberare anche te.

Liberarti da cosa, o da chi?  Liberarti dal sentirti colpevole, dal rancore, dal dolore.  Liberarti dai rimorsi e dal risentimento.  Non esiste alcun' altra  cura potente come la croce.

Guardate questo versetto:

“Di questo siamo certi: le nostre vecchie persone sono state inchiodate alla croce con Cristo, distrutti, così che non siamo più schiavi del peccato.” (Romani 6:6 PV)

La mia naturale inclinazione è che se mi fai male, io te ne faccio di più.  La mia naturale inclinazione è che se tu dici qualcosa contro di me io dico due cose contro di te. Tutto ciò che viene dalla mia “ naturale inclinazione” è di fare il male, non il bene.

Noi possiamo spezzare i lacci dell'amarezza, del sentirsi colpevoli, del risentimento, della preoccupazione.

Quanto vuoi guarire dalle tue ferite?  In che misura vuoi lasciare andare? Oppure vuoi continuare a stringere le tue ferite e il tuo risentimento?

Voglio pregare assieme a voi:

Padre, solo tu sai quanto sono stato ferito (ferita) da quella persona. Non voglio più portare con me quel dolore ì: Non voglio essere una persona amara. Ma ho bisogno della tua Grazia e della potenza della Croce per liberarmi dalle mie ferite e per perdonare coloro che mi hanno ferito. D questo istante in poi voglio che la mia vita cambi. Voglio sperimentare il tuo perdono;  Tu conosci tutto quello che ho commesso verso gli altri, e mi pento dei miei peccati. Grazie Gesù di essere morto per me; io accetto la Tua Grazia e il Tuo perdono. Ne avrò bisogno ogni giorno, per cui, stammi a fianco mio Maestro. Torno oggi a te, e scelgo di perdonare gli altri così come tu hai perdonato me; ed ogni volta che tornerà il ricordo della ferita ricevuta, io perdonerò ancora chi l'ha provocata, fino a quando non ne avrò più memoria. Guarisci il mio cuore con la tua Grazia e con la tua Croce. Tutto questo lo prego nel Tuo santo Nome. Amen
...                                                                                                SCARICA APPUNTI IN PDF

Questa settimana voglio che facciate un “atto fisico” che segni quello che spiritualmente è accaduto
in voi, così che non ve lo possiate mai più dimenticare.

Voglio che inchiodiate fisicamente i nomi alla croce come promemoria fisico di una verità spirituale espressa in Colossesi:

“Egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce” (Colossesi 2:14)

La Bibbia ci dice che Gesù ha preso i nostri peccati e li ha inchiodati alla croce. Quello che farai oggi è un promemoria fisico del fatto che hai deciso di lasciar andare, di far cadere, di liberarti delle tue ferite.
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23 novembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 4: Lasciati rendere puro dal Padre | 23 Novembre 2014 |


Cosa è che rallenta la tua vita di credente? Forse è il senso di colpa di non esserlo sino in fondo per via dei peccati passati o presenti. Gesù risolve il tuo problema e ti dice: "Chiedi al Padre di renderti puro."
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Avete presente quelle volte che inizi un lavoro, e costantemente ci si mette di mezzo qualcosa che lo impedisce, lo rallenta, o lo ferma? Partiamo con tanto entusiasmo,  e ci ritroviamo frustrati dal non riuscire ad arrivare,  a fare in tempo,  a completare quello che ci eravamo prefissi.

La stessa cosa succede nella nostra vita come credenti: siamo stati progettati per essere delle “Ferrari” della fede, vorremmo pure esserlo, viviamo nella consapevolezza che “Dio, che ha cominciato in voi la sua opera, la porterà a termine fino al giorno in cui Gesù Cristo tornerà." (Filippesi 1:6 PV) come dice Paolo, ma che fatica!

Cos'è che ostacola il progresso della tua vita?  Cosa ti impedisce di essere più vicino a Dio e di essere da lui usato?  Cosa ostacola i tuoi sogni? Cosa ti trattiene? Cosa rallenta il tuo progresso?

Molto spesso ce la prendiamo con cause esterne:

  • l'economia, il “capo” le mie relazioni, ecc.
  • ma quelle che ci frenano maggiormente sono cause “interne”.

Le nostre abitudini,  le nostre decisioni, ma ancor di più, il nostro senso di inadeguatezza, il sentirsi inadatti a causa di peccati passati o presenti,  talvolta neppure confessati.

Dio ci conosce, sa che non siamo adatti a portare un peso simile: in Ebrei è detto:

“Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. ” (Ebrei 12:1 PV)

Siamo stati creati creati con il proposito di  "fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo." (Efesini 2:10);  ognuno di noi ha una propria gara, differente da quella de ciascun altro;  è la TUA gara, e solo TU la puoi correre.

Il problema è che altri,  tua madre, o tuo padre, o tuo fratello o sorella, o il tuo capo al lavoro, o tua moglie o marito, hanno in mente una “gara” diversa per te: Dio dice: “Aspetta un attimo. Io non ti ho creato per adempiere i piani di qualcun altro, ma perché tu adempia i MIEI, la gara che ho già disegnato per te!".

Molti di quelli che vogliono farci correre la loro gara è perché la vogliono vincere attraverso di noi quella che non hanno vinto nella loro vita.

Molti credenti NON sanno neppure che stanno correndo quella gara:  sono lì, ai blocchi di partenza, avvolti dal peccato che li blocca,  e che non li farà mai correre!

Dio dice che dobbiamo sbarazzarci delle cose che ci ostacolano;  sta parlando del peccato,  di quei peccati non confessati che creano rimorsi e rimpianti, e molto spesso vergogna.

Accade allora che reprimiamo il sentimento di colpevolezza,  lo scusiamo, lo “razionalizziamo” trovandogli un motivo (io sono fatto così). Diciamo a noi stessi “va tutto bene”  quando ogni parte del nostro corpo lotta e dice “No, non va affatto bene!

Altre volte pensiamo “se solo gli altri sapessero come sono realmente, se conoscessero il mio peccato, allora non mi amerebbero”. Non è un sentimento “cristiano”;  Dio NON vuole assolutamente che lo proviamo. E' un'emozione inutile e distruttiva che ci porta a fuggire le persone, a diventare iper critici verso tutto e tutti, a reagire sopra le righe verso gli stessi peccati che affliggono noi,  oppure a diventare iper indulgenti con le persone con il nostro stesso peccato.

I medici dicono che oltre il 60% delle persone con malattie potrebbero guarire se guarissero dal senso di colpa per quello che hanno fatto e dal risentimento per quello che altri hanno fatto loro. La Bibbia lo aveva detto molto prima dei medici:

“Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.” (Proverbi 28:13)

Gesù ci conosce: è per questo che ci ha comandato di pregare:

Matteo 6:12 : “Rimettici i nostri debiti

In altre versioni sta scritto più chiaramente:

“Perdona i nostri peccati” (PV)

E' una preghiera semplice,  ma se la pratichi, si aprono per te le porte di una vita di libertà, di coscienza pulita, una vita senza sentirsi colpevoli, di gioia, benedetta. Una vita che Dio può usare.

Questa preghiera ha cambiato la storia della mia vita. Ha cambiato la MIA vita, è può cambiare anche la tua!
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(Racconto esperienza personale: a quell'epoca ero solo un membro di chiesa)

Studio di Efesini 5: “Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi;   né, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti;..”
Dei 18 peccati elencati c'erano 11 “si”, 1 “Forse” e SOLI 6 no.
“Signore” non posso servirti sapendo che sono impuro ai tuoi occhi”
“Infatti!- rispose Dio- quando è che ti metti al lavoro?”
“Lo farò” risposi. E ancora Dio mi chiese: “Quando?” “Lo farò” 
“Quando? Sai perché ti dico quando? Perché io ti voglio usare: io ho “investito” su di te. Ti ho dato dei doni e delle abilità e una gara che solo tu puoi correre. Io ti voglio benedire, ma finché tu non ti impegni a risolvere quei problemi, io non posso benedirti così come ho deciso  di fare!”
Giorni, mesi, passati a lottare per NON fare quello che sapevo avrei dovuto fare; c'erano anche un paio di cose per cui avrei dovuto chiedere perdono ad altri.
Dio continuava a dirmi “Quando, Marco?” Io facevo del tutto per fare “altre cose” ma non risolvere quelle specifiche, chiedendo perdono a Dio e agli altri. E le benedizioni tardavano ad arrivare.
Sino a quando, ripreso il foglio, ho chiesto perdono, a Dio e agli altri, promettendo di impegnarmi su quei peccati, a tenere i conti “corti” se fossi caduto di nuovo.
Se io oggi sono quello che sono, lo devo a quel foglio.

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Dio brama di poterti usare per il suo lavoro, per il suo regno, per i suoi propositi!  Ma tu devi essere puro, lavato, santificato, lasciandoti rendere puro dal Padre.

Qualsiasi cosa tu abbia commesso, non c'è ragione al mondo perché tu oggi debba tornare a casa con  un senso di colpa.

Se vuoi realmente che Dio benedica la tua vita, c'è un percorso da seguire fatto di 6 passi

1. Analizza ogni aspetto della tua vita

fai quello che feci io all'epoca: prendi una Bibbia, un pezzo di carta e una penna e chiedi a Dio cosa vuole che tu cambi.

“Esaminiamo la nostra condotta, valutiamola.” (Lamentazioni 3:40a)

Non avere fretta, ma sii paziente e scrivi ciascuna cosa ti venga in mente.  Fai un “inventario morale” dei tuoi peccati.

“Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri.  Vedi se c'è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.” (Salmo 139:23-24)

Scrivili! Ti servirà ad essere più specifico e a “scaricarli” fuori da te! Usa la lista che è allegata agli appunti come una base, ma aggiungi tutto quello che c'è da aggiungere..  ANCHE e soprattutto le “piccole” cose”. Ricordati che nessuno ti vede; è fra te e Dio!

Ti faccio una domanda: quanto ti interessa da 1 a 10 che Dio benedica la tua vita?  Se vuoi che Dio la benedica, devi essere onesto e non cercare di nascondere quello che è evidente  a tutti e due: a te  e a Dio. Non procrastinare! Fallo oggi stesso!

Una volta fatto questo, passa al punto 2.

2. Pentiti per ogni peccato singolarmente

La Bibbia dice questo:

“Torniamo al SIGNORE!   Eleviamo le mani e i nostri cuori a Dio nei cieli!  "Noi abbiamo peccato, siamo stati ribelli. ”(Lamentazioni 3:40b-42a)

Ammetti le tue responsabilità per ogni peccato che hai scritto;  non cercare di giustificarli: “non è stata solo colpa mia”; assumiti la responsabilità per quello che ti compete, e non cercare nemmeno di minimizzarli: “lo fanno tutti”.

Nel liberarti dei tuoi peccati... tu sei il più grande nemico sei te stesso! Giovanni dice questo:

“Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi.” (1 Giovanni 1:8)

Cosa stai tentando di far passare per una cosa “normale” o un “piccolo difetto” ciò che sai perfettamente essere un peccato?   Il vero pentimento non è scusarsi dei propri peccati, ma, ammetterli, e  allontanarsi da essi.

3. Decidi di sanare i danni provocati da te

Alcuni peccati riguardano solamente te e il Padre, altri coinvolgono anche altre persone: forse hai offeso qualcuno o hai trattato male qualcun altro.  Fai del tutto, nel limite del possibile, per chiedigli perdono, e fallo il più presto possibile!  Se hai provocato un danno (economico o di reputazione) fa in modo che quel danno venga sanato.

Qualche volta non sarà possibile perché le persone potrebbero non esserci più,  ma laddove è possibile, fai del tutto per chiedere il perdono e per cancellare il danno.

C'é una bella storia storia nel vangelo di Luca che parla di peccato, pentimento e salvezza: è quella di Zaccheo l'esattore delle tasse:

"Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo".  Gesù gli disse: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa.” (Luca 19:9)

Devo decidere di sanare i danni che ho provocato.

4. Ricevi il perdono da Dio

Se hai fatto tutto questo, non c'è alcun motivo di pensare che Dio sia ancora arrabbiato con te; quello che devi fare è semplicemente ricevere il perdono.

La Bibbia dice questo:

“Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16)

Qui si parla “misericordia” e “grazia”; qual'è la differenza tra le due?  Misericordia è il perdono per tutto ciò che abbiamo commesso nel passato. Grazia è il potere di cambiare nel futuro ... e a te servono entrambi!

Due cose da non fare

  • Non mendicare: “ti supplico, per favore..
  • Non cercare di corrompere “non lo farò mai più”

Una sola cosa da fare

  • Credere. 

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. “(1 Giovanni 1:9 )

Il perdono non dipende dalla nostra capacità contrattuale ma da che è il nostro datore di vita e di salvezza:  Dio è “fedele”, Egli dice : “sarò io a renderti di nuovo PURO dinanzi a me!

La parola “confessare” in greco è “homologeo” che significa “la stessa parola”.  Quando tu confessi stai dicendo le stesse parole di Dio dinanzi al peccato,  e questo lo possiamo solamente tramite Gesù.

“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1)

Forse pensi “Marco, tu non sai quello che ho fatto. Dio non può perdonarmi”.  Ti sbagli di grosso!
Dio non solo può, ma VUOLE perdonarti; qualsiasi cosa tu abbia fatto;  adulterio, aborto, omosessualità, furto, dipendenze da alcool, droga, pornografia... Essere perdonati non significa cancellare le  conseguenze nel mondo per quello che hai fatto, ma Dio può, e vuole perdonare ogni tuo peccato; infatti in Isaia Dio dice:

"Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve” (Isaia 1:18)

In altre traduzioni è scritto "rossi come il sangue". Vorresti avere un cuore bianco come la neve appena caduta?  Recati quotidianamente alla fonte del perdono per riceverlo.

5. Rivela il tuo peccato a qualcuno fidato.

Un amico VERO,

  •  uomo se sei uomo, 
  • donna se sei donna, 

mai fare “coppie miste”.

Confessare a qualcuno FIDATO il tuo peccato non ha a che fare con il tuo essere perdonato,  ma con la tua guarigione spirituale. Ti serve qualcuno FIDATO che ti dica “è tutto ok, sei perdonato” perché spesso non ci crediamo se non ce lo sentiamo dire da altri. Giacomo afferma così:

“Confessate a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, così sarete guariti. ”. (Giacomo5:16a PV)

Se cerchi il perdono basta confessare a Dio. Se cerchi guarigione, devi confessare a un altro FIDATO;
non pensare “non può comprendermi”,  è un peccatore a sua volta, per cui può comprenderti. Fallo il più rapidamente possibile!  Perché, guarda che cosa ti aspetta dall'altra parte del fossato che stenti a valicare:

“Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, e il cui peccato è coperto!” (Salmo 32:1)

Beato significa “felice” Se vuoi  vivere nella felicità, fallo prima piuttosto che poi.

6. Ripeti questi cinque passi con regolarità

Chi ha avuto dei figli lo sa: mai rimandare di cambiare un pannolino.  Prima o poi qualcosa esce fuori.  E più a lungo aspetti a cambiarlo, più diventa un disastro quando lo cambi.

Un altro consiglio:  una “doccia spirituale” ogni tanto vi farà piacere di più alla gente intorno.

Un altro ancora:  svuotate l'umido dalla cucina dell'anima ogni giorno.  La vostra casa sarà più accogliente che se lo svuotate una volta all'anno.

Da quanto devi cambiare il pannolino, i fare una doccia, svuotare l'immondizia nella tua vita di credente?  Un mese? Un anno? Mai?  Non voglio offenderti, ma la tua vita di credente potrebbe non avere il migliore odore.

Tenere conti brevi in famiglia è una regola d'oro,  tenere conti brevi con Dio è una necessità,
perché io pecco, ogni giorno!  Ma ogni giorno posso andare dal mio Signore,  compiere i cinque passi che abbiamo visto,  e ricominciare da zero per il giorno successivo.

Misericordia e grazia sono l'ossigeno spirituale che Dio provvede alla nostra vita di credenti. Senza di essi moriremmo ben presto per il monossido di carbonio prodotto dai nostri stessi peccati.

Dio vuole benedire la tua vita,  Dio vuole usarti come suo strumento potente,  Dio non usa un solo tipo di strumento, ma usa qualsiasi tipo di strumento:  strumenti piccoli, strumenti grandi, strumenti lisci, o strumenti intarsiati, Strumenti costosi o strumenti economici.  Tu sei un suo strumento,
non importa tu creda in lui da un giorno, un anno o cinquanta.

“Lui usare me?”  Si, esattamente!  Sarai capace di essere onesto con te stesso e con Dio?  Se lo farai, allora lui potrà usarti in un modo che neppure tu puoi immaginare!

Conclusione

In Ebrei sta scritto questo:

  • Avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede,
  • Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare....  
  • Facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all'amore e alle buone opere, 
  • Non abbandoniamo la nostra comune adunanza  
  • Esortiamoci a vicenda

(Ebrei 10:22-25)

In questi versetti ci sono cinque verbi, tutti al modo “imperativo” come si usa negli ordini dati da un capo supremo ad un esercito.

Non abbiamo scelta, dobbiamo obbedire.  Ma non siamo, non sei da solo!
Se qui, in mezzo a noi, in mezzo ai tuoi fratelli e sorelle!  Se mi ascolti dal tuo PC o dal tuo tablet o dal tuo smartphone, e non hai ancora una comunità con cui condividere i sei passi della preghiera di purificazione, sappi che Dio ti sprona a connetterti ad altri come te, e non ad essere.

Avviciniamoci, facciamo attenzione, non abbandoniamo, esortiamoci.



Preghiamo:

Se il Signore ha parlato al tuo cuore tramite la mia voce, allora prega questo nel tuo cuore:

“Caro Gesù, sono stanco/stanca di continuare a portare questa sensazione segreta di colpevolezza e i rimorsi e la vergogna. Ho bisogno di gettarli via da me. Ho bisogno di ricevere da te il dono della misericordia per il mio passato e quello della grazia per il futuro. Per questo io ti prometto di seguire questi sei passi.  Mi impegno a confessare tutti i peccati che tu mi farai ricordare. Io voglio purificarmi dentro così che tu possa benedire me e tramite me benedire altri. Voglio cominciare da capo con una coscienza pulita. Vieni, Gesù, purifica ogni angolo della mia vita. Amen.”

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