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17 ottobre 2021

Come faccio a sapere? Una guida alla guida di Dio | 17 Ottobre 2021 |

Come posso sapere che quello che sto facendo è gradito a Dio? Che è ciò che lui vuole per me? Che è il meglio che lui ha scelto per me?
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Predicatrice: Jean Guest
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Tempo di lettura: 9 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 34 minuti

Nel mondo cristiano anglofono qualche anno fa andava di moda una scritta: "WWJD", che altro non era che le iniziali di una frase che suona "What Would Jesus Do?" Cosa farebbe Gesù?

Questa domanda è apparsa su magliette, borse, cappelli/berretti da baseball e anche  sulla cattedrale di St Paul  a Londra come parte di una protesta anti-capitalista. La forma più diffusa sono i braccialetti. Ho amici che indossano un braccialetto di questo tipo e per loro è un modo per ricordarsi delle giuste motivazioni e delle vie rette. 

A mio avviso, penso che sia la domanda sbagliata.;  io so cosa farebbe Gesù. Più difficile da discernere è la risposta alla domanda:"Cosa vorrebbe Gesù che io facessi?" È quella cosina complicata che chiamiamo guida. 

Potrà sembrati strano, ma per parlarti delle risposte, voglio iniziare con le domande.

Nel preparare questo messaggio ho scoperto che Gesù ha fatto 307 domande, che gli sono state poste 183 domande, ma che ha risposto solo a 3. Gesù è interessato a relazioni reali e profondamente significative con le persone che incontra e questo include te e me. E il modo per conoscere veramente qualcuno è parlare con lui o con lei e fare delle domande.

Ecco alcune delle 307 domande che ha fatto e perché le ha fatte:

Domande per creare una connessione umana: 

“Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio, gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui e gli domandò: «Vedi qualche cosa?» “ (Marco 8:23)

Domande che stimolavano introspezione: 

“Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?” (Matteo 5:46 a)

Domande per portare avanti un'argomento: 

“Allora Gesù chiese loro:  «È permesso, in un giorno di sabato, fare del bene o fare del male? Salvare una persona o ucciderla?»“(Marco 3:4)

E non solo Gesù, ma anche le Scritture ci danno il permesso di fare domande. I salmi iniziano spesso con "quando?", "perché?", "chi?", "come?" Siamo incoraggiati dalle Scritture ad avere un dialogo con Dio. E direi che questi sono i primi passi per vedere la sua guida all'opera nella nostra vita. Quando veniamo da lui e lo sentiamo chiedere:

"Che ve ne pare?" (Matteo 18:12)

Il momento in cui Gesù ti chiede "Che ve ne pare?" è un momento veramente benedetto.

Relazione - la guida è radicata nella nostra relazione con lui. Egli vuole essere in prima fila  e al centro della nostra vita, vuole essere la fonte, la sorgente.

Questa Buona Novella ci dice come Dio ci rende giusti ai suoi occhi. Questo si compie dall'inizio alla fine per mezzo della fede. Come dicono le Scritture:  

“Il giusto per fede vivrà”  (Romani 1:17)

La parola fede qui nel greco è: pistis, ovvero " fiducia, affidarsi completamente"

E questo significa letteralmente confidare e affidarsi completamente a qualcuno. Se ci affidiamo completamente a lui allora possiamo essere certi che che lui ha il controllo non importa cosa succeda, non importa quali errori facciamo, non importa quanto non ci sembra che lo sia.

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.  (Romani 8:28)

Ma se questo è vero, allora la guida ha davvero importanza? "Allora non posso fare quello che mi sembra giusto?  Andrà tutto bene comunque!" Se pensiamo così, allora siamo caduti nella trappola della filosofia moderna che dice semplicemente: "Se ti fa stare bene, fallo". 

Come possiamo affermare di essere persone che amano Dio con tutto il nostro cuore, la nostra mente e la nostra forza, se non ci chiediamo: "E' questo che Gesù vorrebbe che io facessi?”

Se cerate su Google la domanda: “Come faccio a sapere?” in inglese, viene fuori una lista davvero  surreale. Esce di tutto;  dal testo di uno dei classici di Whitney Houston, alla domanda “Come faccio a sapere quando ho le contrazioni?”  (oh , sorella, credimi, lo saprai!).

Così, in risposta a "Come faccio a sapere?", dopo 47 anni  da che sono credente con molti alti e bassi, ecco alcune cose che ho imparato lungo il cammino.

I cinque modi per sentire la voce di Dio

Ci sono cinque modi per sentire la voce di Dio:

  • Leggere     
  • Ascoltare    
  • Parlare       
  • Pensare    
  • Osservare  

Leggere

“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105) 

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,.” (2 Timoteo 3:16)

Quasi ogni settimana il nostro pastore Marco ci esorta a leggere e conoscere le nostre Bibbie. La nostra fonte primaria per sapere chi è Dio, il suo carattere e le sue vie provengono da questa Parola vivente. 

Il mio figlio primogenito, Charlie, ha l’abitudine irritante di fare a meno dei libretti delle istruzioni che vengono forniti con le attrezzature nuove; pensa di saperne abbastanza per essere in grado di capirlo;  a volte ci riesce, a volte deve arrendersi e aprire le istruzioni. Un tempo personale quotidiano,  settimana dopo settimana, con Dio è il modo in cui arriviamo a sapere come funziona l'attrezzatura, per così dire. Perché dovremmo fare a meno del libretto delle istruzioni? Egli promette nel Salmo 32:8

“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te.” (Salmo 32:8)

“Avrò gli occhi su di te", quanto è bello, vero? Si ritorna di nuovo alla guida, che inizia con la nostra relazione con Dio e che è radicata nella nostra fiducia e nell'affidarsi a  lui. E perché non dovremmo fidarci di uno il cui sguardo costante è amorevole?

Ascoltare

Il mio brano preferito delle Scritture è: 

“Nel principio era la Parola (....) E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi” (Giovanni 1:1,14) 

Sono assolutamente affascinata da un Dio che voleva sapere com'era essere me, tanto da diventare un essere umano, e che non è più qui in carne e ossa ma vuole ancora sapere com'è essere me. Oggi lo posso sperimentare  grazie allo Spirito di Dio che vive in me. Gesù ha promesso che non saremmo stati lasciati soli quando sarebbe tornato in cielo ; lo Spirito Santo è il nostro consigliere, il nostro aiutante, è grazie a lui che siamo in relazione con Gesù e loro sono il secondo modo in cui sperimento la guida.

“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.” (Giovanni 14:26)

Lo Spirito è la voce interiore che ci spinge, ci stimola, forse anche ci scuote ad ascoltare. L'anno scorso ho sentito me stessa  dire a due amiche: "Avete voglia di formare una gruppetto di preghiera?” Non ero arrivata con questo pensiero in testa, ma improvvisamente era lì, e penso che tutte e tre diremmo che è stata una benedizione incredibile pregare l'una con l'altra.

E nel caso in cui pensiate che io sia super spirituale e che abbia tutto sotto controllo, una volta ero a un colloquio di lavoro e ho sentito fortemente lo Spirito che mi diceva: "Questo non fa per te, vattene". L'ho ignorato, ho accettato il lavoro e mi sono fatta 6 mesi lavorando per il peggior capo che abbia mai conosciuto. 

Allora perché Dio non mi ha impedito di fare quell'errore?  Perché non sono il suo burattino; sono libera di scegliere, anche di sbagliare, ma con saggezza vedo che Dio non "tira i nostri fili dall'alto", ci anima con il Suo stesso Spirito.

A volte lo Spirito userà modi diversi per aiutarci a sentire, come immagini, profezie, frasi o visioni. Ho appena ammesso che non sempre ascolto le parole, ma essendo una persona visiva vedo molto bene le immagini. Recentemente stavo pregando per un amico che ha perso la via e improvvisamente mi sono trovata a pensare alla poesia “The Hound of heaven” o “Il segugio del cielo” e ho visualizzato il segugio che è l'amore di Dio che insegue il mio amico.

Parlare

Guardati intorno, guarda le persone che sono qui in questa stanza. Sei circondato da persone che sono sagge, amorevoli, esperte, forse anche tutte e tre le cose! Non siamo soli in questo cammino, Dio ci ha dato una comunità che ci incoraggia, ci sostiene, con cui parlare delle cose.

“I disegni sono resi stabili dal consiglio”  (Proverbi 20:18 a) 

Naturalmente alla fin fine   dobbiamo prendere la decisione per noi stessi e assumercene la responsabilità, ma nel giungere a questa decisione abbiamo una famiglia con cui parlare.

Pensare

Il nostro affidarci a Dio rappresenta una libertà perfetta; Egli non è un burattinaio, ma un padre amorevole, gentile, misericordioso, compassionevole con cui abbiamo una relazione personale; funziona nei due sensi. Quando diventiamo credenti Dio non ci toglie l' intelligenza, le abilità o la  capacità di ragionare, anzi ci chiede di pensare di più.

“Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa. “ (2 Timoteo 2:7)

La versione della Bibbia "La Parola è vita" traduce così il versetto:

“Rifletti su quello che dico; il Signore ti aiuterà a capire tutto. “(2 Timoteo 2:7PV)

Considerare - significa sedersi e pensare. Mentre stai pensando Dio ti guiderà; il Signore ti darà l'intuizione. Dio non ci dice solo di fare qualcosa, ci dà delle ragioni per farlo e sono sempre allineate con la sua Parola. 

Abbiamo anche l'incredibile benedizione di avere accesso alla mente di Cristo.

“Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?»  Ora noi abbiamo la mente di Cristo.” ( 1 Corinzi 2:16)

Paolo cita Isaia,  la prima riga di questo versetto,  e poi continua dicendo che un tempo non lo sapevamo, ma ora lo sappiamo perché abbiamo la mente di Cristo. Cosa intende dire con questo? Beh, potremmo passare un'altra ora solo su questo versetto, ma spero che questa diapositiva lo riassuma e, per favore, prendetevi del tempo questa settimana per leggere l'intera capitolo di 1 Corinzi 2, è davvero notevole.

  • 1) La mente di Cristo è in netto contrasto con la saggezza dell'uomo (versetti 5-6).
  • 2) La mente di Cristo implica la saggezza di Dio, un tempo nascosta ma ora rivelata (versetto 7).
  • 3) La mente di Cristo è data ai credenti attraverso lo Spirito di Dio (versetti 10-12).
  • 4) La mente di Cristo non può essere compresa da coloro che non hanno lo Spirito (versetto 14).
  • 5) La mente di Cristo dà ai credenti il discernimento nelle questioni spirituali (versetto 15).

Osservare

E infine riceviamo una guida attraverso segni circostanziali. Quando stavo pensando di venire qui, ero assolutamente pronta per un'avventura, ma era davvero difficile vendere la casa di famiglia. I ragazzi ed io avevamo vissuto lì per 21 anni e la casa era piena di ricordi e la maggior parte di essi felici e gioiosi. Ma quello che mi ha fatto dubitare se fosse giusto, sono stati gli ignoranti e gli idioti  che sono venuti a vedere la mia casa come potenziali compratori 

Vedete, la parete della mia cucina era un'opera d'arte in vetro fuso disegnata su richiesta;  amavo quella parete più di quanto possa dire e mi spezzava il cuore vedere la gente che non l’apprezzava, e c'era persino uno che voleva toglierla. Ero sconvolta, stavo dubitando e avevo bisogno di pace. 

Poi Rachel e Liam sono venuti a dare un'occhiata e ho capito che erano quelli giusti, perché Rachel è un'artista del vetro e ama quel muro tanto quanto me. È una piccola cosa, ma in quella circostanza Dio mi stava dicendo: “Va bene, puoi lasciarti tutto alle spalle perché quello che hai davanti è ancora meglio”.

Quindi come facciamo a sapere che la guida che pensiamo di aver ricevuto è corretta? Perché sperimentiamo la pace.

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9)

Amen.

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01 agosto 2021

La Teologia della Pace – Filippesi 4 | 1 Agosto 2021 |

Immagina come sarebbe la tua vita senza pensieri, preoccupazioni, affanni. Immagina di fare un lungo respiro... La tensione scompare, e non c'è niente al mondo di cui ti debba preoccupare.  C'è una sola strada per vivere questa impossibile sensazione: ricordare che Dio è in controllo, e che non ti abbandonerà mai.
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Predicatrice: Celeste Allen
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Tempo di lettura: 8 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 29 minuti

Chiudi gli occhi e immagina come sarebbe non avere pensieri, preoccupazioni, affanni. Immagina di fare un respiro profondo e poi espirare a lungo. Le tue spalle si abbassano, la tensione nel collo scompare, il viso si rilassa. E non c'è niente al mondo di cui ti debba preoccupare. Sei in perfetta pace.

Ora confronta quella sensazione con la vita normale . La realtà è che la maggior parte di noi non vive in uno stato di pace perfetta. Viviamo in uno stato in cui ci sentiamo di avere fretta, preoccupati e molestati.

Eppure, serviamo Gesù, il Principe della pace , che dice 

“Vi lascio pace; vi do la mia pace.”. (Giovanni 14:27a)

Quello che ha detto non era al futuro e non era al condizionale. Ci dà la pace nel presente e la dona senza condizioni. Non dobbiamo essere più forti o più santi o migliori in alcun modo . Dobbiamo semplicemente allungare la mano e prendere ciò che ci ha dato. È qualcosa che abbiamo già, dobbiamo solo averne accesso. 

 Cosa c'è allora che non funziona? Com'è possibile che abbiamo accesso alla pace e tuttavia viviamo in uno stato di tumulto interiore ? Forse il problema è che mentre sappiamo intellettualmente che la pace è disponibile in Cristo, non sappiamo per esperienza come afferrare quella pace. Ancora una volta ci viene in aiuto la lettera di Paolo ai credenti di Filippi. E tutto sta nel “ricordare”.

 La parola “ricordare” compare 238 volte nella Bibbia. Come mai? Perché dimentichiamo! Viviamo in uno stato di amnesia spirituale, dimenticando chi siamo e ciò che conosciamo. Quindi cosa dobbiamo ricordare per vivere nella pace di Dio ?

1. La pace viene dal ricordare su cosa focalizzarsi

Non ho bisogno di convincere nessuno che le nostre vite del 21° secolo sono costantemente bombardate da cose che competono per la nostra attenzione. Siamo in una battaglia senza sosta su cosa concentrarci. Un esempio ovvio sono i social media.

Non credo che i social media siano il male supremo; possono essere anche essere una forza positiva. Ma avete  notato che,  non importa da dove si inizi su Facebook o Twitter su qualsiasi altro social, possiamo rapidamente sprofondare verso abissi di negatività e di rabbia? 

C'è una ragione per questo; quando proviamo rabbia, i nostri corpi producono una sostanza chimica chiamata dopamina , conosciuta anche come " l' ormone del benessere" . Può sembrare strano, ma ci si sente letteralmente bene ad essere arrabbiati. Le persone che sviluppano i social media lo sanno; in una recente conferenza la professoressa di psicologia della Yale University Molly Crockett, ha affermato:

" Nel tentativo di coinvolgere gli utenti il ​​più a lungo possibile sulle loro piattaforme, molte aziende utilizzano algoritmi che danno la priorità ai contenuti nei feed di natura emotiva e che potrebbero contenere esempi che creino indignazione".

I social media sono progettati per farci arrabbiare, perché la rabbia produce dopamina, il che ci fa sentire bene. Quindi associamo il sentirsi bene alle piattaforme di social media. 

C'è un bel po' di caos nel mondo che può farci arrabbiare; ma questo significa  che dobbiamo lavorare più duramente per trasformare i nostri occhi e il nostro cuore verso le cose di Dio , il Dio che ci da la pace.

 Paolo ci dice, piuttosto che concentrarsi sul caos: 

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:8-9)

La pace viene dal focalizzarsi sulle cose giuste; devi chiederti: "Su cosa mi concentro?"

In secondo luogo : 

2. La pace viene da ricordare dove cercare aiuto 

Uno dei peggiori consigli al mondo è "se tutto fallisce, allora prega". Se speriamo di avere un qualche tipo di pace, la preghiera non può essere l'ultima risorsa. Se conserviamo la preghiera per quando tutto il resto è andato storto, saremo così presi dall'ansia che non saremo in grado di ascoltare o vedere Dio, tanto meno la Sua risposta alla nostra preghiera . 

Ricorda, Paolo stava scrivendo questa lettera in prigione; conosceva cosa significasse lo stress , e, più di molti di noi, avrebbe potuto avere buone ragioni  per essere ansioso. Ma invece dice:

“ Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.  E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:6-7)

Il pastore  Léonce Crump l'ha messa in questi termini:

“Non devi essere ansioso di nulla, se affidi a Dio tutto.” 

Paolo sapeva a chi rivolgersi nei momenti di difficoltà . Sapeva che la prima e più importante cosa da fare era andare da Dio per chiedere aiuto, per pregare .

Chiediti: "Quando devo affrontare una sfida, qual è il mio posto predefinito in cui cercare aiuto?"

3. La pace viene dal ricordare chi è che soddisfa i miei bisogni

 Chi si prende cura di te ? Forse lavori duramente o forse hai un lavoro ben pagato. Forse il tuo coniuge o la tua famiglia si prendono cura di te; in qualsiasi modo tu stia attraversando la vita, hai tutto sotto controllo, vero? Sbagliato!  Se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi 18 mesi, è che non abbiamo il controllo. Noi non abbiamo il controllo, le nostre famiglie non hanno il controllo, i nostri datori di lavoro non hanno il controllo, il governo non ha il controllo. Il modo in cui attraversiamo la vita non ha nulla a che fare con i nostri sforzi di controllare la situazione-

Se penso di dover provvedere o che qualcuno provveda attraverso i miei sforzi, se devo avere il controllo, devo costantemente preoccuparmi. E se succede qualcosa? Cosa succede se  chi porta a casa i soldi (che sia io o un altro membro della famiglia) si ammala? E se il mio datore di lavoro fallisce? E se, e se, e se...

Ma ecco il vero "e se":"E se il Dio dell'universo fosse colui che provvede per me? "

I credenti spesso citano Filippesi 4:13 

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:13)

Questo è uno dei versetti più mal interpretati nella Bibbia. Non perché la gente sbaglia a citarlo , ma perché lo prendono fuori contesto. Questo versetto non parla di Dio che sostiene gli sforzi di Paolo. Si tratta di Dio che dà a Paolo la pace di affrontare la privazione e l'umiltà di essere grato dell'abbondanza .

Il contesto di quel versetto dice: 

“ ...…poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:11b-13)  

Posso essere in pace perfetta, perché so che in qualunque circostanza mi trovi, o che sia pieno di soldi o che stia raschiando il fondo,  Dio è colui che provvede per me, e Lui mi può dare la pace per affrontare qualsiasi situazione .

La pace viene dal ricordare chi provvede ai miei bisogni. 

Poniti questa domanda: "Chi vedo come mio aiuto?"

Infine, 

4. La pace viene dal ricordare chi è con me

Filippesi 4:5 dice: 

“La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.” (Filippesi 4:5) 

 Ho un'amica il cui marito viaggiava molto per lavoro. Vivevano in Asia centrale, e la mia amica si preoccupava ed aveva paura ogni volta che il marito era lontano e lei rimaneva  con i loro quattro bambini piccoli in una località non propriamente sicura . 

Una notte, mentre era preoccupata per questo e per quello , sentì come se il Signore le avesse chiesto di identificare la cosa peggiore che potesse accadere. Se hai una buona immaginazione, puoi inventare i peggiori scenari senza limite , e l'ultima cosa che ti aspetti da Dio è che ti venga detto di pensarci. 

Ma obbedendo a Dio, fece una bella lista di cose brutte che sarebbero potute o accadere a lei, alla sua casa e alla sua famiglia. Ma ogni volta che portava davanti a Dio un'altra cosa che sarebbe potuta accadere, capiva che in realtà  non era la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere. E Dio la incoraggiava ad andare avanti .  

Alla fine, identificò la cosa assolutamente peggiore che potesse mai accadere: che Dio l'avrebbe abbandonata. E poiché Dio ha reso abbondantemente chiaro nelle scritture che non ci lascerà mai, si rese conto che non doveva preoccuparsi . Dopo questo ha avuto pace.

Lo scrittore ai credenti di Roma disse: 

“ Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.. ” ( Romani 8:38-39 ) 

Le cose brutte, le cose terribili, possono accadere, ma la cosa peggiore in assoluto non accadrà mai: Dio non ci abbandonerà mai. 

Gesù ha detto:: 

" Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.". ( Matteo 28:20 b ) 

Non siamo mai soli. La pace viene dal ricordare che Dio è con me.

Chiediti ancora: "Come posso ricordare a me stesso, a me stessa che non sono solo, che non sono sola?"

 Filippesi 4:7 è uno dei miei versi preferiti. “

 “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.”. (Filippesi 4:7)

Amo l'idea di pace che vada oltre la nostra comprensione. Non ha radici in nulla di questa terra; ha radici in Dio e solo in Dio. 

Il profeta Isaia dice a Dio:

"A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida.". (Isaia 26:3 )

Per avere quella mente che confida in Dio e dipende da Dio, tutto sta nel ricordare: ricordare:

  • su cosa focalizzarsi
  • dove cercare aiuto
  • chi soddisfa i miei bisogni
  • chi è con me 

Preghiamo.

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23 maggio 2021

Percepire Dio coi miei sensi - Udire Dio | 23 Maggio 2021 |

Dio è "digitale": il suo messaggio è sempre forte e chiaro. Noi siamo "analogici": la nostra ricevente è antica e poco efficiente, ed i messaggi arrivano a fatica. Ma possiamo imparare come ascoltare il Padre, non solo attraverso le nostre orecchie.
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Siamo sul terzo messaggio sui nostri cinque sensi, e su come questi siano un dono da Dio che dobbiamo sfruttare per avere un rapporto più intimo con lui.

Dopo aver parlato della vista e del tatto, oggi parleremo dell'udito.

L'udito è stato per millenni, prima della scoperta della scrittura, l'unico modo per avere interazione con l'altro; la memoria delle cose veniva trasmessa non attraverso i libri ma attraverso racconti.

Siamo stati creati come esseri visuali e tattili, ma se non avessimo avuto anche due orecchie, sarebbe stato ben difficile poter comunicare.

E invece, questa struttura semplice, una membrana, e tre ossicini, collegata ad una serie di terminazioni nervose fa arrivare all'interno del cervello degli impulsi elettrici che diventano suoni, e i suoni poi diventano parole, e le parole diventano concetti, idee, sentimenti,


Pensate se fossimo stati come i serpenti: nessuna membrana, nessun impulso elettrico, i serpenti sentono solo le “vibrazioni”, e per sentirle usano usano la “lingua”.  Ma, un attimo, la predicazione si intitola “udire Dio”; allora significa che Dio è udibile “solo” attraverso le orecchie?

Per fortuna nostra, Dio ci ha fatto con una capacità di “udire” che va ben al di là delle nostre due orecchie.

Il fondamento della fede in Cristo è che abbiamo un Dio che ha sempre parlato all'uomo, sin dalla creazione. Sapete, quale sia il primo libro della Bibbia, vero? No, non è Genesi; quello è il primo, nell'ordine cronologico con il quale sono state assemblati i vari libri per dare un filo “logico”, una sequenza temporale, una storia.

Il libro più antico della Bibbia è il libro di Giobbe: tutti conoscono la storia di questo uomo ricco e fortunato, che, a un certo punto della sua vita, perde tutto... e per 38 capitoli gli amici di Giobbe, la moglie di Giobbe, e Giobbe stesso cercano di darsi una spiegazione  del perché sia successo propri a lui.

E così, dopo trentotto capitoli, stanco di sentire stupidaggini e spiegazioni assurde, Dio compare sulla scena:

“Allora il Signore rispose a Giobbe dal seno della tempesta e disse...” (Giobbe 38:1)

Sin dal principio dell'avventura umana Dio ha voluto parlare con noi. Sono innumerevoli i passi della Bibbia dove è scritto “...e Dio disse”. 

Capitemi bene, io non sono uno di quelli che afferma di sentire costantemente la voce di Dio; ci sono occasioni in cui questo accade, e ci sono periodi dove rimango senza istruzioni, anche per molto tempo: ma questo non dipende da Dio,  ma dipenda da “io”, da me.

Lo spiega bene a Giobbe un suo amico, Eliu:

“Dio infatti parla in un modo o nell'altro, ma l'uomo non ci bada”  (Giobbe 33:14 ND)

Perché mi accade? Semplicemente perché sono ancora “analogico”, e invece dovrei essere “digitale”. Aspettate, non sono impazzito... Lasciate che vi spieghi.

Chi tra di voi ascolta ancora la radio? E, se la ascolti, con che cosa la ascolti? Se sei moderno, hai una o più “app” sul tuo smartphone che ti permettono di ascoltare in maniera “digitale” ovvero “perfetta” migliaia di radio nel mondo.

Se sei “antico” come me, la ascolti con una “radio” a transistor”, e la qualità dell'audio è completamente differente.

Trenta anni fa, quando andavo in Inghilterra con mia moglie, non c'erano gli smartphone, e neppure le app; il web era ai primordi.

L'unica maniera per poter ascoltare le notizie italiane, era una radio “ad onde corte” che diffondeva in modo “analogico” una sola stazione Rai; l'audio era pessimo,  talvolta passavo ore per riuscire ad “acchiappare” la trasmissione, che, tra l'atro, non trasmetteva tutta la giornata, ma solamente la sera.

Dio non è mai stato “analogico”, ma è stato da sempre “digitale”; il suo segnale è stato da sempre “forte e chiaro”... il problema è il ricevitore... io e te.

All'inizio, nel Giardino di Eden, il segnale era “forte e chiaro”, digitale. Ma col tempo, nei millenni, ci siamo allontanati dell'emittente e ci siamo “disabituati” ad utilizzare le nostre orecchie... che sono più di due.

Eliu diceva che Dio “parla in un modo o nell'altro”... ovvero, “Dio non parla solo attraverso la voce” e non lo puoi ascoltare solamente “attraverso le orecchie fisiche”.

Dio ci ha dotato di un bel po' di altre orecchie con cui ascoltarlo. Ecco un breve elenco di come Dio abbia parlato a suoi figli tratto dalle storie dell'Antico Testamento:  

  • attraverso un roveto ardente (Mosè),  
  • attraverso una nuvola (che riempiva il Luogo Santissimo nel Tempio) 
  • attraverso degli angeli (ovvero messaggeri che intervenivano nella vita di credenti) 
  • attraverso una colonna di fuoco (che guidava il popolo nella notte) 
  • … e persino attraverso un'asina! (Numeri 22:30 – Balaam). 

Quali altre “orecchie” dovrei allora attivare per sentire la voce di Dio? In quali modi ci parla Dio, al giorno d'oggi?

1) Dio ci parla attraverso la Bibbia

Paolo afferma a Timoteo:

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3:16-17)

La frase “ispirata da Dio”:, in realtà nell'originale è una sola parola: θεόπνευστος theopneustos; che significa “il soffio di Dio”.

La Bibbia non è un “buon libro” ma è il soffio del mio e del tuo Creatore;  è come un vento che porta ristoro, illuminazione, conoscenza.

Fatti conto che hai caldo, e in casa non hai l'aria condizionata: Cosa fai? Apri la finestra e la porta, e fai fare “corrente”.

Vale la stessa cosa per quando la vita “si fa calda”, stai soffocando e non respiri più.

Il soffio di Dio, il vento che rinfresca,  è presente nella sua Parola... ma la devi aprire per fare “corrente” con la finestra della tua vita.

Cinque minuti al giorno di “corrente” tra te e la Bibbia, e la temperatura della tua anima cambia.

2) Dio ci parla attraverso gli insegnanti

Ti è mai capitato di sentire una predica (da me o da altri) e di pensare: “ Ma Marco – o chi altro – ce l'aveva con me?”; oppure :” Ma Marco come faceva a sapere che erano queste le parole che mi servivano oggi?:

Non ero io, o qualche altro predicatore ad avercela con te, o a capire il tuo momento difficile per confortarti, ma  era Dio ti stava parlando!  Dio stava usando qualcuno con un dono di insegnamento  per parlare a te!

1 Tessalonicesi 2:13 dice:

“E mai ci stancheremo di ringraziare il Signore perché, quando avete sentito la nostra presentazione del Vangelo, voi non avete pensato che si trattasse di parole umane, ma l'avete preso per ciò che realmente è: la Parola di Dio che agisce in voi che credete.”  (1 Tessalonicesi 2:13 PV)

Se pensassi, anche per un solo istante di dover scegliere parole  che cambino la vita di chi ascolta sarei assalito dal terrore.

Ciò che faccio, che fa ognuno che predica, é predicare quello che Dio ha detto a me che devo cambiare di me o che vorrei che  nel mondo cambiasse.

Lo so che sembra assurdo. Per quanto possa sentirmi inadeguato,  piccolo, impreparato,  per quanto possa sentirmi indegno,  Dio USA la mia voce, come quella degli altri predicatori, per parlare al suo popolo;

con tutte le imperfezioni  e gli errori nella comunicazione, le parole di chi predica provengono da Dio.

E questo non lo dico io, ma Paolo:

“E noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.” (1 Corinzi 2:13)

Ma, questo vale anche per te, se credi in Cristo!  Dio parla attraverso la tua voce,  attraverso i consigli che dai ai tuoi amici,  attraverso i versetti che citi o che scrivi sui segnalibri e che distribuisci a chi ami, attraverso i versetti che invii su Whatsapp.

3) Dio ci parla attraverso idee e sogni

Dio è il Creatore, ha una mente “creativa”. Quando Dio ti ha creato ha detto queste esatte parole.

“Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza “(Genesi 1:26)

Una parte di te sa creare, ma tu non sei Dio che può creare dal nulla, ci deve essere qualcuno che ti fornisce la “materia prima” per creare: le tue idee più brillanti, le “ispirazioni”” vengono da Dio. Per taluni (come me) arrivano attraverso i sogni.

Attenzione, perché le idee meno brillanti, quelle maligne, e distruttive, vengono dall'altro... sotto forma di “tentazioni”.

Quando Dio ti mette un'idea in testa si chiama ispirazione, quando Satana ti mette qualcosa in testa si chiame tentazione, quando tu ti metti qualcosa in testa si chiama suggestione!

Giovanni 14:26 dice:

“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare  tutto quello che vi ho detto.” (Giovanni 14:26)

La frase tradotta con “vi farà ricordare”  nell'originale greco è ὑπομιμνήσκω hypomimnēskō  ovvero “metterà nella tua mente”. 

Tu ci metti le travi, la calce e la manodopera... ma il progetto non è tuo,  è di Dio!

Attenzione, però  a cadere nell'estremo del “misticismo”,  che significa pensare che: “Tutto quello che penso me lo dice Dio!” Le tue “ispirazioni” debbono SEMPRE  superare la “prova Bibbia”.

Quando hai un'intuizione, un'ispirazione, un sogno che senti non provenire da te, poniti queste semplici domande

  • E' in accordo con la Parola  di  Dio, la Bibbia?”
  • Mi rende più simile a Cristo?
  • E' in accordo con i miei  doni e i miei  talenti?
  • E' qualcosa che riguarda le mie responsabilità?
  • Serve a convincere di peccato o a condannare per il peccato?
  • Mi fa provare la pace di Dio?

Attenzione, non deve superare la maggioranza delle domande, 4 su 6, ma deve superare TUTTE le domande per essere ragionevolmente sicuri che si tratti della voce di Dio.

4) Dio parla attraverso la sofferenza

Può sembrare un mezzo strano strano, eppure è così. Ci sono decine e decine di Salmi dove questo viene affermato Davide ha affermato più volte:

“Nella mia angoscia ho invocato il Signore, ed egli mi ha risposto.” (Salmo 120:1)

C.S. Lewis ha scritto: “Dio sussurra nelle nostre gioie, parla nella nostra coscienza; ma quando siamo nel dolore egli ci chiama a gran voce; il dolore è come il megafono per svegliare un mondo ormai sordo.” 

La realtà è che a nessuno di noi  piace il cambiamento; e anche Dio lo sa.  Sa che non cambiamo quando vediamo le fiamme  ma quando sentiamo il calore. 

Abbiamo paura di cambiare  e non cambiamo sino a che il dolore  non diventa più grande della nostra paura di cambiare.  Voglio leggervi quello che scrissi circa venti anni fa

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“A quell'epoca fa facevo parte della chiesa di Monterosi; predicavo una decina di volte l'anno, partecipavo attivamente alle riunioni e gestivo il giornalino della chiesa. Dopo cinque anni dal mio arrivo in quella comunità  ero uno dei suoi “responsabili”.

Avrei dovuto essere soddisfatto; stavo lavorando attivamente per il Signore... Ecco, il problema era proprio quello; era diventato un “lavoro”. Non c'era più gioia, sentivo quello che facevo come un peso; nessuno aveva scelto quel ritmo di lavoro se non io. In una parola, stavo avvicinandomi ad essere “cotto”. Non vedevo più il “fine” di quello che stavo facendo

Poi, in un incidente banale, mio padre morì; lui era per me il “consigliere saggio” a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Non mi sono mai sentito così “solo” e bisognoso di affetto, spaventato dal non poter più contare sui suoi consigli.

Ma, proprio in quel momento doloroso, ho visto il “perché” stavo lavorando per la mia chiesa. In quei mesi vi furono persone che mi aiutarono in ogni cosa; dal confortare mia madre disperata al guardare Matteo piccolo, al chiamare mia moglie che aspettava Ben. Dall'accompagnarmi negli uffici per le varie carte da preparare, al telefonarmi quasi ogni giorno per confortami, venire al negozio per darmi una parola di conforto. Tutto ciò per farmi sentire amato, farmi sentire desiderato ed importante, non solo nel mio dolore.

Ecco perché stavo lavorando! Perché la chiesa è questo! A distanza di anni, se riguardo indietro, vedo che Dio aveva colto il mio sommo dolore per insegnarmi che quello per cui lavoravo non era “lavoro” ma il “SUO” lavoro, l'edificazione della SUA chiesa locale, quel corpo che ora mi stava stringendo a se, dandomi amore, affetto, sostegno.”

Non so se tu ha provato, o forse stai provando adesso momenti simili al mio, nelle varie gradazioni possibili, da un piccolo ad un grande dolore. Ma sappi che Dio sta cercando di parlarti PROPRIO in quel momento, di sfruttare quello che è un male per volgerlo al bene; Ricorda che Dio è colui  che è capace di trasformare una crocifissione  in una resurrezione.

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Conclusione

Dio ci ha creati e fatti per ascoltarlo, attraverso differenti mezzi: fisici (i nostri occhi che leggono e le nostre orecchie che ascoltano), mentali (i nostri pensieri e i nostri sogni), esistenziali (le nostre esperienze ed i nostri momenti difficili.

Tocca a me ed a te, come credenti, di ascoltare la Sua Parola, la brezza che porta ristoro,  conoscenza, illuminazione conforto, guarigione.

Non pensare che la tua fede sia troppo piccola, se oggi pensi che sia impossibile che Dio parli proprio a te. La fede che ti serve è quella che Dio stesso costruisce e fortifica in te, attraverso suo figlio:

“Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:17)

E non importa se è da tempo che non ascolti più la sua voce;  Cristo  è lì al tuo fianco,  e vuole portarti ad ascoltare la voce del Padre, e iniziare  o tornare a farsi una bella chiacchierata  col suo figlio, con la sua figlia amatissima. 

Preghiamo.

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13 settembre 2020

Quando le tue preghiere sembrano trovare una porta murata | 13 Settembre 2020 |

Talvolta capita che pensiamo che Dio non sia in ascolto, o che sia disinteressato ai nostri problemi. Dobbiamo essere certi che non ci siano ostacoli tra noi e Dio che impediscano alle nostre preghiere di raggiungerlo, trovando una porta murata.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 43 min.


Brani utilizzati:

“Ti sei avvolto in una nuvola, perché la preghiera non potesse raggiungerti...” (Lamentazioni 3:44)

“...ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto...” (Isaia 59:2)

“...poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».” (1 Pietro 1: 16)

“Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri  Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.” (Salmo 139:23-24)

“Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini [le loro colpe], neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.” (Matteo 6:14-15)

“...domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.”  (Giacomo 4:3)

“Ed egli non fece lí molte opere potenti a causa della loro incredulità...” (Matteo 15:38)

"Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede le otterrete." (Matteo 21:22)

“Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch’esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.” (1 Pietro 3:7)



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28 giugno 2020

Quale pelle stai indossando? | 28 Giugno 2020 |

La pelle che indossi non è la tua vera pelle, ma quella che la società, il mondo, te stesso ti sei cucito sopra quella che Dio aveva progettato per te. Gesù è venuto per dartene una nuova, se lo accetti nella tua vita.
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Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 27 min.


Quale è il vostro libro preferito nella Bibbia? Ognuno di noi ha un libro preferito nella Bibbia,
ed io non faccio eccezione.

Certo, mi piace tutto il “consiglio di Dio”, so che in ogni parte,  anche in quelle che “per me” (e solo per me, uomo limitato)  non hanno senso...Dio ha messo il suo “tocco.

Ma certi passi, come l'elenco delle bestie pure e di quelle impure in Deuteronomio o il conteggio dei censimenti delle tribù in Numeri... beh, ne farei volentieri a meno!

Ma ci sono libri che più di altri mi emozionano, come il libro di Neemia, e la storia della ricostruzione di Gerusalemme o Giovanni con il lungo discorso di Gesù ai discepoli.

Libri che non mi piacciono,  libri che mi piacciono...

Poi ci sono libri che sinceramente, li trovo “irritanti”...

A questo punto starete pensando:“Che dici Marco? La Bibbia è tutta ispirata, tutta bella, tutta santa..Stai bestemmiando!”, vero? Lasciatemi spiegare...

La definizione medica di “irritazione” è :

Irritazione: reazione di un tessuto eccitabile a uno stimolo.”

C'è un tessuto, una parte del mio corpo che è “eccitabile” = sensibile che reagisce, si muove, di arrossa quando incontra qualcosa di che va contro la sua natura.

Una doccia di acido sulla mia pelle va contro la natura della mia pelle... che si irrita...

Uno dei libri che trovo “irritante” è il libro di Proverbi.

Attenzione a quello che ho detto prima: la mia irritazione viene dal fatto che qualcosa che mi tocca va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

Vi faccio un esempio:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Questo versetto, personalmente, mi “irrita”... va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

La mia natura, la società, spesso la mia famiglia, la scuola, il governo, mi hanno sempre detto che devo appoggiarmi su quello che capisco! La mia intelligenza, i miei studi... far funzionare i miei neuroni!

La Parola di Dio attraverso Proverbi  sta mettendo sulla mia pelle qualcosa che va contro la mia “natura”.

La mia natura è quella di fare da me, di essere il “capitano del mio cuore” “chi fa da se fa per tre” ecc.

Ma, un attimo... Dio mi ama... non può volere il mio male... quelle parole che sono così distanti
 dalla mia natura debbono contenere un balsamo... non un acido...

Quando leggiamo la parola di Dio in fretta e non comprendiamo l'immenso amore con cui è stata scritta, allora il balsamo che dovrebbe essere quella parola diventa un acido che mi irrita...  se non la leggo bene e la leggo in fretta.

Oggi  più che una predicazione è uno strumento che cerco di darti: rallenta, e cerca per trovare il balsamo che lenisce le tue ferite.

Quello che sentirai oggi sono tutte cose che puoi trovare anche tu sia online, sia su un buon commentario di carta (come si faceva una volta) sia chiedendo allo Spirito Santo  di farti capire la Parola di Dio.

Spesso la Parola di Dio  è un balsamo già alla prima lettura, ma  rallentando,  andando oltre quello che semplicemente leggi, tu farà scoprire ancora di più la sua ricchezza e il suo balsamo sarà più efficace.

Rileggiamo il versetto:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Nel versetto ci sono tre verbi principali, che sono usati all'imperativo e stanno ad indicare tre azioni che dobbiamo fare noi.

1. CONFIDA 

Il verbo in ebraico è בָּטַח – ḇâṭaḥ che significa “affrettarsi verso un rifugio”.

Il versetto si apre con una nota positiva: Dio è un rifugio, che devo affrettarmi a trovare.

Nella Bibbia sono moltissime le volte che Dio è illustrato come un rifugio.

Davide descriveva così Dio

"Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio, il mio asilo." (2 Samuele 22:2-3)

In chi, o in cosa stai confidando per la tua vita? Dove trovi la rocca la fortezza, il rifugio,  lo scudo per vivere la tua vita tutti i giorni?

Capite perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché in poche parole sovverte l'ordine della mia vita quotidiana. Perché mi chiede di non confidare in me, o nel mio lavoro, o nei miei amici, ma nel Signore.

Sulla mia pelle si poggia qualcosa che è differente dalla natura della mia pelle che invece confida in tutto prima di confidare in Dio.

Ciò che ci chiede il Signore non è semplicemente di pregarlo, o di obbedirgli, o di parlare di lui agli altri. Anche tutto questo,  ma la prima cosa che vuole da me... e da te è essere il primo rifugio, la prima scelta, la prima persona a cui mi rivolgo.

Vederlo come il solo rifugio, l'unica cosa a cui rivolgersi per qualsiasi problema, dal più piccolo al più grande.

Un buon rifugio è' nascosto, è sicuro, è lontano Se mi rifugio nel Signore  gli altri non potranno trovarmi  e portarmi via dalla sua protezione

2. NON TI APPOGGIARE

Il verbo in ebraico è שָׁעַן – šâ‘an che significa “supportarsi da solo”.

La nostra società occidentale ha fatto del “self made man” “l uomo che si è fatto da se” il pilastro della società.

Se guardate la programmazione annuale dei film sulle varie piattaforme un 80% saranno di storie dove c'è uno contro tutti, l'eroe che sconfigge le potenze mondiali a mani nude.

Cresciamo così, e come uomini tendiamo costantemente  ad appoggiarci su noi stessi, a pensare che l'impegno  porti sempre alla vittoria.

Molte volte è cosi, ma altre volte la situazione non cambia  sia che ci impegniamo o meno.

L'immagine è quella di cercare di appoggiarci su noi stessi; così, invece di riposarci, ci affatichiamo ancora di più

Quello che invece ci chiede Dio è ciò che ha scritto Pietro:

“Affidate a lui tutte le vostre preoccupazioni ed ansietà, perché siete importanti per lui.” (1 Pietro 5:7 PV)

3. RICONOSCILO

In ebraico è יָדַע yâḏa‘; che è, molto semplicemente, “sapere”.

La Bibbia dice che devo sapere che tutto quello che accade accade perché Dio lo vuole  oppure perché Dio lo permette.

Ma non mi basta saperlo qua, nel cuore, non devo necessariamente buttare tutta la mia intelligenza che Dio stesso mi ha dato, ma la devo sfruttare per VEDERE ciò che Dio fa e ciò che Dio vuole. Devo “sperimentare”, non solo intuire la grandezza di Dio.

Paolo infatti dice:

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

Il versetto di Proverbi dice che: se confidiamo,  se non ci appoggiamo,  se riconosciamo, allora Dio farà una cosa stupenda.

Se facciamo tutto questo, se obbediamo ai tre verbi all'imperativo, il versetto dice che Dio  non sarà genericamente contento, ma che agirà in nostro favore

Qui viene usato un verbo al futuro, ci mostra cosa accadrà  SE noi rispettiamo il suo volere.

4. APPIANERA'

In alcune Bibbie è scritto “dirigerà”.

L'ebraico è “יָשַׁר - yâšar; che significa “rendere qualcosa diritto o liscio”-

Allora, se obbedisco a quello che mi dice Dio la mia vita sarà un'autostrada, vero?

Assolutamente no! Il versetto non dice che i nostri sentieri saranno lisci; i sentieri sono sentieri, pieni di buche, di salite, discese e curve.

Il versetto non dice è che DIO  userà la “pialla”, che renderà ciò che è ruvido liscio, ciò che è scosceso piano... ma che  farà si che noi li affrontiamo  COME SE fossero dritti e lisci.

Pensate ad una macchina: attualmente la mia ha gli ammortizzatori finiti ed ogni piccola buca risulta in un botto tremendo all'interno dell'abitacolo.

Gli ammortizzatori quello fanno, le strade continuano ad avere buche, ma se abbiamo dei buoni ammortizzatori  sembrano lisce.

E Dio ha mandato un “ammortizzatore” speciale per percorrere le strade del mondo:

“Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

Capite adesso perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché espone al mia pelle di uomo ad una realtà che c'entra poco o niente con la vita che vivo.

Perché mi mette davanti ad una sfida: continuare a cercare la via del mondo, oppure fermarmi a cercare la via di Dio.

Ma sapete? Tutta la Bibbia è “irritante” fintanto che non decido  di togliere da me la “pelle” che mi sono costruito negli anni, che il mondo, la società, la famiglia, la scuola mi hanno cucito addosso.

Quando la tolgo, scopro la vera pelle, quella vera, quella con cui sono stato creato  sono stata creata da Dio, quella dove la sua Parola non è qualcosa che irrita, ma un balsamo  che guarisce.

Pietro dice:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Quale pelle stai indossando oggi? Quella del tempo passato, o quella del figlio, della figlia obbediente?

Se cerchi il balsamo per le tue ferite e trovi invece che la Parola non le guarisca è probabile che tu abbia su ancora la pelle che ti ha cucito sopra il mondo.

Dio ti ha dato una nuova pelle attraverso Cristo Gesù; continua, o torna ad essere un figlio, una figlia obbediente per avere il balsamo che guarisce.

Preghiamo.





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19 aprile 2020

Pronti a danzare con Cristo | 19 Aprile 2020 |

Sei pronto, sei pronta, a fare i passi giusti perché la tua vita sia un danzare assieme a Cristo?
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Tempo di lettura: 15 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 41 min.


In questi periodi di “contenimento” ovvero di forzata reclusione a casa sulla rete è tutto un fiorire di
iniziative per aiutarci a far trascorrere il tempo  senza cadere in depressione.

Si fanno corsi un po' di tutto: i più gettonati sono i corsi di cucina,  seguiti dai corsi di fitness.

Poi ci sono i corsi di lingua, i corsi di fotografia, di canto,  persino i corsi di taglio e cucito e quello di parrucchiere... utilissimo in questo periodo!

Tra quelli che mi hanno più colpito sono stati i corsi di “danza a distanza”. C'e n'è un po' per tutti i gusti: con dei nomi originali: dallo "Zumba sul virus”  al “Salsa a distanza” oppure “Dancer a distanza. L’hip-hop nella tua stanza”!

Se cercate online di questi tutorial ne trovate a centinaia, dove ti vengono spiegati per filo e per segno i vari passi che devi fare, talvolta davanti allo specchio altre con un partner... ma non abbracciati ma tenendo le estremità  di due manici di scopa per mantenere la distanza.

E visto che ci siamo mi ci metto anche io a darvi un “tutorial”, di insegnarvi dei passi che spero possano aiutarvi, non “distrarvi”, ma anzi concentrarvi su qualcosa che vi elevi.

Anche io vi illustrerò dei passi, e anche io vi chiederò di mettervi davanti ad uno specchio, ma, soprattutto, e in violazione alle disposizioni del Presidente del Consiglio, di avere un partner da tenere il più vicino possibile.

Ah, a proposito, non sarò io ad insegnarvi i passi, ma un insegnate speciale, il quale ci spiegherà otto passi da fare, proprio come se stessimo ballando un tango argentino.

Siete pronti? Cominciamo!

Il mio assistente si chiama Paolo da Tarso e ci illustra oggi otto passi per poter ballare la nostra vita assieme a Gesù.

Danzare la vita assieme a Cristo  è un po' come ballare un tango alcuni passi sono indietro,  alcuni passi sono avanti,  alcuni passi sono di lato ma chi balla deve farli tutti e otto,  e in sequenza, per poter ballare realmente bene.

Otto passi per ballare la vita

“16 Siate sempre gioiosi; 17 non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie, 21 ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; 22 astenetevi da ogni specie di male.”. (1 Tessalonicesi 5:16-22)
  • 1. Siate sempre gioiosi
  • 2. Non cessate mai di pregare. 
  • 3. In ogni cosa rendete grazie, 
  • 4. Non spegnete lo Spirito.
  • 5. Non disprezzate le profezie, 
  • 6. Ma esaminate ogni cosa, 
  • 7.  E ritenete il bene. 
  • 8. Astenetevi da ogni specie di male. 
1) Siate sempre gioiosi

Parlare di gioia in questi periodi sembra quasi un controsenso. Siamo tutti preoccupati per la salute nostra e dei nostri cari per i nostri lavori, per i soldi che forse dovremo spendere o che non ci basteranno

Questo periodo mette in prospettiva le cose per cui debbo realmente gioire.

Molti di noi sino ad ora hanno gioito per cose fragili,  che oggi ci sono, domani possono non esserci.

Gesù stesso ci ha detto per che cosa dovremmo gioire:

“Comunque, ciò che vi dovrebbe rallegrare non è che i demoni vi sono sottomessi, ma che i vostri nomi sono segnati come cittadini del cielo". (Luca 10:20 PV)

Il nostro stato attuale va da normale,  (molti come me stanno lavorando) ad annoiato (molti stanno a casa ma prima o poi torneranno al lavoro), a mediamente preoccupato (alcuni temono che non troveranno più un lavoro ad attenderli) a molto preoccupato (alcuni già sanno di non avere più un lavoro) a disperato (alcuni sono o hanno cari ammalati... qualcuno ha avuto lutti)

Se mi guardo intorno, non posso gioire di quello che vedo. Fino a ieri c'era gioia, e ora no c'è più.

Gesù ti sta dicendo: “Quello è un extra che spesso capita ma accettalo come un “extra” dal tuo padre  La tua gioia vera deve nascere dal sapere quale è la  tua destinazione.”

E' come quando parti per le vacanze (bei ricordi eh? Penso che per un po' dovremo farne a meno!); la gioia non è nel preparare le valige o nel fare la coda all'aeroporto, ma nel sapere che tra qualche ora sarai sdraiato a rilassarti al sole!

Allora, Paolo ti ha insegnato il primo passo della danza con Gesù: sei pronto, sei pronta per andare davanti allo specchio e vedere se ti sta venendo bene?

Specchiati e guardati: dove trovi la gioia?  Nelle cose che fai, o in chi sei dinanzi a Cristo?

Paolo ti ha insegnato il passo io ti suggerisco un allenamento quotidiano: la mattina, quando ti alzi, prima di fare qualsiasi cosa,  dì a voce alta:  “Il mio nome è segnato come cittadino, come cittadina del Cielo!”

2) Non cessate mai di pregare

Stare a casa può sembrare riposante, ma ci vuole una grande energia: per fare tutte quelle cose che avevi evitato di fare negli anni passati, per inventarti giochi per intrattenere i figli, per essere “vicini vicini” con i nostri cari senza litigare... Da dove prendi l'energia?

Visto che non puoi andare al bar a farti un caffè o uno shot,  ti suggerisco il bar che utilizzava Gesù tutti i giorni e più volte al giorno:

“Il mattino seguente, Gesù si alzò molto prima dell'alba e si recò in un posto deserto per pregare”  (Marco 1:35 PV)

“Dopo aver concluso la riunione e mandato a casa la folla, salì da solo sulla collina a pregare. Si fece notte” (Matteo 14:23 PV)

“Qualche giorno dopo, Gesù salì sulla montagna a pregare, e pregò Dio per tutta la notte.” (Luca 6:12 PV)

Bar sempre aperto, h24, prezzi modici...  basta obbedire al capo ed è tutto gratis.

Vi ricordate uno dei motti della nostra chiesa? Tanta preghiera, tanta potenza. Poca preghiera, poca potenza. Niente preghiera, niente potenza .

Ok. Secondo passo insegnato da Paolo: adesso davanti allo specchio e osserva: Da dove prendi la potenza per la tua vita? Dal caffè al bar (che adesso non c'è) o al bar di Dio attraverso la preghiera?

Paolo insegna, io suggerisco una “ripetuta”: la mattina quando ti alzi prendi 10 minuti: per glorificare  per ringraziare Dio per chiedere saggezza  per chiedere aiuto nelle difficoltà.

Attenzione: non devi togliere i 10 minuti  a quello che già fai,  devi solamente aggiungerli! Per cui... alzati prima!

3) In ogni cosa rendete grazie.

“Come come Marco? Io dovrei ringraziare Dio per tutto il disastro che sta succedendo sul pianeta adesso? Perché ho perso il lavoro? Per  il CoronaVirus che ha preso mio figlio? Per il mio matrimonio che è andato a rotoli?.”

Saresti da ricovero, se lo facessi! No.  Infatti Paolo non ti chiede di  ringraziare Il Signore PER ogni cosa,  ma di ringraziare IN ogni cosa!

Ti ricordi di quando eri bambino o bambina e avevi paura di notte   che so, magari di un temporale...
cosa facevi? Probabilmente chiamavi papà, o mamma.

Di sicuro papà o mamma accendevano la luce,  e il buio, come per miracolo andava via... ma non il temporale.  Per quello c'era solo sa aspettare che passasse. Ma papà o mamma lo affrontavano assieme a te

Altre volte il temporale  aveva fatto saltare la luce,  e dovevi attendere che la notte passasse. Papà o mamma non potevano mandare via il temporale e neppure la notte...  ma era lì al tuo fianco.

Dio fa lo stesso! Gesù fa lo stesso!

“Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito” (Salmo 34:18)

Ok: terzo passo insegnato da Paolo: di nuovo davanti allo specchio per vedere se mettiamo bene i piedi.

Per cosa stai ringraziando il Signore? Perché non hai mai provato nessun male,  nessuno spavento nella tua vita, o perché Lui ti è stato vicino, in quei mali e in quegli spaventi?

Paolo maestro, io allenatore:  confessa il tuo dolore al Signore,  (lo puoi anche urlare! Molti Salmi di Davide sono “urlati”...  ma Dio ha detto che “Davide ha un cuore secondo il mio cuore”) … ma ringrazialo, perché tu non stai affrontando  quel dolore o quello spavento da solo, da sola! “perché questa è la volontà di Dio  in Cristo Gesù.” dice Paolo.

4) Non spegnete lo Spirito

Quando “spegni qualcosa” lo fai togliendo l'ossigeno, l'aria. Quanto riesci a sopravvivere se qualcuno ti tappa il naso e la bocca? Il campione  Branko Petrovic riesce a stare 10 minuti e 39 secondi in apnea...

Quanto pensi sia il record dello Spirito Santo  che vive in te?

Lo Spirito non è una “cosa”, un fluido, una forza, lo Spirito è una persona! Una persona che ti vuole bene, e che soffre e va in apnea  quando ti comporti male!  Lo Spirito è Gesù in te!

Paolo afferma:

“Non rattristate lo Spirito Santo di Dio che vi ha segnato col suo sigillo per il giorno della liberazione.” (Efesini 4:30 PV)

Passo insegnato da Paolo, tutti di fronte allo specchio.

Quanto ossigeno concedi al tuo Spirito Santo durante la tua giornata? Eviti di farti trascinare dal mondo? Scegli di non fare ciò che lo Spirito mi dice di non fare? Fai quello che lo Spirito mi dice di fare?

Ascoltare lo Spirito da ossigeno allo Spirito.

Non ascoltare lo Spirito toglie ossigeno allo Spirito e il sigillo con cui Dio ti ha segnato per il giorno della liberazione (come dice Paolo) si spegne!

Allenamento per il passo insegnato da Paolo:  lascia “respirare” lo Spirito.  Togligli il cuscino da sopra la bocca, e ascoltalo. Aggiungi ai quei 10 minuti di preghiera la mattina  anche 5 minuti di silenzio  perché lo Spirito possa parlarti!

5)  Non disprezzate le profezie

Non pensare  che le profezie siano solo quelle di un tizio che ti dice cosa accadrà domani o domani l'altro. I profeti di quel tipo sono rari!

Ma ci sono un altro tipo di profeti; nel NT la parola greca per “profeta” è προφήτης prophētēs, che un composto di φημί - phēmi = dire come qualcuno la pensa e πρό - pro = prima. Profeta è “uno che ti dice prima come qualcun altro la pensa.”

Quando qualcuno insegna la Bibbia, sta dicendoti PRIMA che tu agisca come la pensa Dio.

Profeta è ANCHE chi ti spiega come la pensa Dio su quello che stai facendo, e che ti colpisce...  perché sai che dovresti o non dovresti farlo.

Paolo dice:

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3:16-17)

Tempo per andare davanti allo specchio e vedere se abbiamo imparato il nuovo passo. Accetti le parole dei tuoi insegnanti come suggerimenti del predicatore di turno, o come profezia ispirata da Dio?

Qualche ripetuta dal tuo allenatore: metti in pratica SUBITO  quello con cui il Signore ti colpisce la domenica mattina, durante le tue meditazioni,  o durante  un piccolo gruppo in casa.

Non aspettare domani,  perché domani non arriverà.

Attenzione perché i prossimi due passi, come nel tango argentino sono due movimenti ma vanno fatti assieme

6) Ma esaminate ogni cosa
7) … e ritenete il bene. 

Ma ci credi davvero  che quella crema ti farà avere la pelle di Charlize Teron,  o quel caffè ti farà conquistare come George Clooney?

Viviamo in un mondo che brama “credere in qualcosa”,  purtroppo la lealtà è che noi spesso  crediamo in qualsiasi cosa!

Movimenti politici, filosofici, spirituali Come devo comportarmi come credente?

Luca scrive in atti:

“Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei. Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così”. (Atti 17:10-11) 

Mi sono sempre dimenticato di dirvi che nelle nostre bibbie manca un libro: la “lettera ai Bereani”. Ora ve la leggo:

“Da Paolo, apostolo di Cristo, ai miei figli spirituali in Berea. Bravi! Continuate così! Statm buon' ...”.

Ai Bereani Paolo non scriveva, perché esaminavano ogni cosa che vedevano e vivevano nel mondo
e ritenevano solo le cose buone.

Ma ha scritto ben due lettere ai Tessalonicesi, e in particolare ha scritto QUESTO brano che vediamo oggi perché pur essendo discepoli di Cristo  avevano bisogno che gli venisse ricordato come agire, cosa ritenere per loro e cosa no.

Pronti per la revisione allo specchio? In cosa credi? In quello che ti viene raccontato, o in quello che hai udito dopo averlo “filtrato” con la Parola di Dio?

Suggerimento anche stavolta non dal tuo insegnate (quello è Paolo) ma dal tuo personal trainer.

Per sapere se la profezia o l'insegnamento sono da Dio,  c'è un unico modo: deve superare la “prova Bibbia”, ovvero:
  • E' in accordo con quello che dice la Bibbia? 
  • Mi rende più simile a Cristo? 
  • La mia famiglia di chiesa lo approva? 
  • E' in accordo con le abilità che Dio mi ha dato? 
  • E' qualcosa che riguarda me? 
  • Serve a convincermi di peccato o a condannarmi? 
  • Mi fa provare la pace di Dio?
Ultimo passo del corso di ballo con Dio di Paolo da Tarso

8) Astenetevi da ogni specie di male

C'è un modo di dire popolare che afferma  “Dio ci fa vivere una sola volta, perché la seconda saremmo diventati troppo furbi e non avremmo mai sbagliato.”

Non c'è niente di più falso! Anche se vivessimo cento volte, continueremmo a fare gli stessi sbagli!

Come genitori noi proviamo a mettere in guardia i nostri figli dai pericolo, ma il più delle volte senza alcun frutto.

Dio si comporta ugualmente: sa cosa è bene e cosa è male, e ce lo dice chiaramente.

Il mondo ha inventato la favola che se non faccio del male a nessuno allora è lecito:
non pagare le tasse... non sto mica uccidendo nessuno! Farsi raccomandare... tutti lo fanno! Fare buone opere... per ricevere l'applauso. Guardare materiale porno... non sto mica tradendo mia moglie o mio marito!

Tutto è lecito, basta che ti piaccia Dio non la pensa così!

“Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele...; Perciò, fate attenzione a come vi comportate. Non siate stolti, ma saggi, approfittando di ogni occasione, perché stiamo vivendo in un periodo di malvagità” (Efesini 5:11, 15-16 PV)

Ultimo passo: andiamo allo specchio per vedere se abbiamo imparato. Stai partecipando alle opere di Dio (fruttuose), oppure a quelle del mondo (infruttuose)? Le subisci, o le denunci?

Ultimo allenamento: la prossima volta che vuoi partecipare a qualche “opera infruttuosa”,  ricordati  che Dio vuole poter affermare  che suo figlio, sua figlia non è stolta, ma saggia.

La vita è come il tango, ma...

Abbiamo detto che la vita è come ballare un tango con Gesù alcuni passi sono indietro,  alcuni passi sono avanti,  alcuni passi sono di lato ma chi balla deve farli tutti e otto,  in sequenza,  per poter ballare realmente bene.

Ma c'è una definizione del tango di un ballerino famoso che mi ha fatto riflettere: egli dice:

“Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l' "ocho", che è come il cuore del tango, lo fa la donna.”
(Miguel Angel Zotto – tangero argentino)

"L'ocho”, o otto , è quando la donna ferma il ballo, guarda verso il pavimento e con la sua gamba sinistra  esce fuori dall'asse della coppia disegnando con il suo piede  un immaginario otto sul pavimento della milonga.

A vederlo da fuori il tango sembra che  faccia tutto lui ma l'azione più importante è compiuta  da colei che a noi appare solo come un “accessorio”.

Fino a che la donna non ha disegnato “l' ocho",  l'otto con le sue gambe,  l'uomo non può fare nulla,  e la danza non può proseguire.

Se la donna lo fa bene,  quello è un trampolino per il passo successivo  che da potenza alla coppia, slancio e bellezza.

Dio ci ha mandato il miglio ballerino possibile, ed è un ballerino che se ne infischia delle distanze, perché è sceso tanto in giù tanto vicino a noi, a me e a te, da morire in croce.

E' un ballerino che ci ha messo il 99% pur di aiutarti a ballare bene... ma il resto “l'ocho”, l'otto, il passo che fa continuare la tua danza assieme a lui... quello lo devi fare tu!

Senza il tuo "ocho", senza la tua azione deliberata nel completare la danza con Cristo  la sua morte in croce è inutile per te.

Senza un tuo impegno  a fare gli otto passi che ti chiede,  e fermarti, ed agire,  la tua danza con Cristo non può proseguire.

Se ti impegni a farli,  e ti fermi, ed agisci diventando protagonista del ballo, quello è un trampolino per la tua vita,  che avrà potenza, slancio e bellezza.

Sei pronto, sei pronta  a fare "l'ocho", l'otto?

Sei pronto, sei pronta  a lasciarti condurre da Cristo, a farti stringere da lui  nel tango della tua vita?


Preghiamo

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05 aprile 2020

Uno sguardo fisso su Gesù per affrontare la tempesta | 5 Aprile 2020 |


Quando sei nella tempesta, Gesù è pronto a prendere la tua mano, se fissi lo sguardo su di lui e non sul vento.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 33 min.

La scorsa settimana abbiamo visto la tempesta che si abbatte sui discepoli mentre stanno vivendo la loro normale vita lavorativa

Non stavano facendo nessuna attività per Gesù, non testimoniavano, non guarivano. Ma, semplicemente “vivevano”.

Nella vita, come abbiamo detto le tempeste arrivano per tutti non solo per i credenti, non solo quando ce le aspettiamo perché sappiamo che satana vuole opposi alla nostra testimonianza, dove il male c'è, talvolta a motivo di satana, talvolta semplicemente perché viviamo in un mondo caduto

Questa volta Gesù non è nella barca ma prima è a pregare su un monte, poi sulla riva sapendo che i discepoli avrebbero avuto bisogno del suo intervento.

Gesù stavolta non calma il vento e le onde, ma prima si avvicina a loro... a piedi... sull'acqua... E i discepoli si spaventano a morte.

Questa settimana vediamo le rimanenti quattro fasi contenute nel Vangelo di Matteo.

“28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» 31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» 32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. 33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (Matteo 14:28-33)

Fase 1: “Comandami di venire da te”

“ Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». Egli disse: «Vieni!»” (v. 28-29a)

Attenzione, al momento per i discepoli  non è cambiato nulla, le onde minacciose ancora ci sono, il vento anche... Gesù è vicino... ma non è ancora nella barca con loro!

Per quanto Gesù possa amarci, per quanto il suo desiderio sia quello di aiutarci in tutte le nostre battaglie quotidiane, la decisione di seguirlo spetta solo a noi.

Amo pietro, vorrei assomigliare a lui, perché è una persona focosa, perché ha un carattere forte  (un caratteraccio, direbbero alcuni, ricordatevi che taglia un orecchio al servo di Caifa) perché parla spesso a sproposito  (ricordatevi quando prima non voleva che Gesù gli lavasse i piedi poi voleva che gli facesse la doccia: “Lavami tutto!")  é un impulsivo... ma è a persona sincera, e quando dice una cosa la dice dal cuore... senza calcolare l'importanza  e il costo il costo di ciò che dice.

La voglia di raggiungere Gesù è vera, crede con tutto se stesso che basterà che Gesù lo chiami per camminare sulla acque!

In molti dicono che Pietro  abbia ricevuto il battesimo quella notte: non è un battesimo in acqua (che non sappiamo quando è stato) e neppure un battesimo “nello Spirito” (forse quello è avvenuto quando ha detto  «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Matteo 16:16)

Ma è un battesimo “anomalo”; è un battesimo nella vergogna, un battesimo nell'ammettere che la sola parola di Cristo non mi basta per non affondare nelle onde della vita.

Attenzione, l'affermazione che faccio è “forte”: “Come come? La Parola di Cristo, la Bibbia non mi basta per affrontare la vita? Cosa stai dicendo, Marco?”

Già, perché Gesù risponde alla fede genuina di Pietro risponde nostra fede con un verbo all'imperativo: “Vieni”! Che cosa accade quando Gesù dà un ordine?

“Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma.” (Marco 4:39)

“Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E in quell’istante egli fu purificato dalla lebbra.” (Matteo 8:3)

“Allora, dov'è il problema, Marco? Dov'è la vergogna? Dov'è che non basta la Parola di Gesù?”
Leggiamo i prossimi versetti:

Fase 2: “ebbe paura”

“ E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» ” (v. 29b-30a)

Pietro era stato spaventato dalle onde  fintanto che non era arrivato Gesù. Dopo essersi spaventato ANCHE di vedere Gesù che camminava sulle acque Pietro aveva fatto questa bella professione di fede: guarda negli occhi Gesù e grida: “Chiedimi di venire”.

E realmente cammina sull'acqua... ma... "vedendo il vento {forte}".

Non sono le onde il problema probabilmente neppure lo toccano, distoglie per un secondo gli occhi da Gesù... e vede... cosa?

Vede qualcosa... che non si vede... vede il vento! Non sono le onde (che vede) a spaventarlo ma qualcosa di impalpabile, inafferrabile, invalutabile... Cosa ti spaventa di più di un problema? Il problema stesso, o l'attesa che arrivi un potenziale problema?

Sapete, nella mia esperienza ho parlato  con persone che stavano morendo per malattie lunghe e travagliate, e, incredibilmente, ho trovato quasi sempre persone serene  nell'affrontare il male... la paura non c'era per la malattia... ma per cosa sarebbe venuto “dopo”.

Per i non credenti era la paura di non sapere cosa accadeva dopo la fine, per i credenti cosa sarebbe accaduto ai propri cari...

Sapete, spesso le cosa che ci spaventa di più non è quello che ci sta accadendo, ma quello che potrebbe accaderci nel futuro.

In questo periodo di Coronavirus le nostre paure non sono perché siamo ammalati, ma perché potremmo ammalarci noi, o qualche nostro caro, oppure perché perderemo il lavoro, oppure perché non arriveremo a pagare le bollette o il mutuo...

Gesù lo sa. Gesù ci conosce!

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete {o di che cosa berrete}; né per il vostro corpo, di che vi vestirete... Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.” (Matteo 6:25, 31-32)

Pietro in mezzora è passato  dall'essere preoccupato per il vento, all'essere preoccupato per il fantasma, all'essere preoccupato di affogare!

Perché? Perché ha smesso di guardare Gesù, e ha fissato il problema. Perché la parola di Gesù ha valore nella nostra vita e agisce nella nostra vita se non è solo ascoltare ma è anche fare di quella Parola il centro della nostra attenzione e della nostra vita.

Quando ci preoccupiamo affermiamo due cose:

a) Gesù non si cura di me
b) Dio non è in controllo.

Questo si chiama “ateismo” La preoccupazione è la forma più comune dell'ateismo.

Qual'è l'effetto della preoccupazione? La paura!  “ebbe paura … gridò: «Signore, salvami!» .”

Eccolo il vero battesimo di Pietro, quello nella vergogna, quello nell'ammettere che  non mi basta ascoltare chi può salvarmi  ma HO BISOGNO di chi mi salvi.

Pietro fa la cosa giusta:  GRIDA! La Bibbia è ricchissima di persone che GRIDANO, forse il libro più ricco di grida verso il Signore  è il Libro dei Salmi,

L'urlatore più famoso Davide.

“Con la mia voce io grido al Signore” (Salmo 3:4) 
“Quando io grido, rispondimi, o Dio” (Salmo 4:1)
“sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera” (Salmo 17:1)
“Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio.”(Salmo 18:6)

Nei soli Salmi per 67 volte  Davide ed altri GRIDANO al Signore … esattamente quello che ha fatto Pietro.

Fase 3: “perché hai dubitato?”

“ Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» " (v. 31)

Pietro ha avuto il suo battesimo, e Gesù lo sottolinea con un gesto “fisico”: stende la sua mano. Che necessità aveva di farlo? Sarebbe bastato un millisecondo di un suo pensiero, e sarebbe sorto un monte sotto  i piedi di Pietro.

Ma Gesù VUOLE toccarlo: Gesù ama “TOCCARE”; anche il lebbroso che chiedeva guarigione:

“«Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato»” (Matteo 8:2-3)

SE tu gli gridi in questo momento  dove il mondo sembra affondare e tu assieme ad esso, lui sarà pronto a stendere la sua mano, a toccare la tua vita, a portarti dentro la barca.

Sarà lui a fare più strada, sarà lui a metterci i muscoli  per ritirarti su dalle onde.

Non ti preoccupare,  se hai avuto “paura”, se i problemi ti hanno distratto da lui. Gesù non ti condanna... come non ha condannato Pietro.

Gli ha solo chiesto: “Perché?” E a Pietro e neppure a te,  è richiesta una risposta.

E' pronto ad afferrarti anche se hai “poca” fede, anche perché sa che anche con una fede grande quanto un granello di senape, puoi spostare le montagne  e dirgli di gettarsi nel mare. Ma non vuole che tu dubiti mai del suo amore, e della sua presenza al tuo fianco!

Fase 4: “il vento cessò”

“E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.  Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (v. 32-33)

Quando è che il vento cessa? Non quando Gesù raggiunge i discepoli, non quando Pietro si lancia con fede sulle acque, non quando Gesù afferra Pietro per un braccio... ma quando Gesù ENTRA nella barca con i discepoli.

Cessa quando Gesù ENTRA nella quotidianità di Pietro  e dei suoi compagni pescatori

Se nella tua barca c'è Gesù, se nella tua quotidianità c'è Gesù, se nel tuo lavoro c'é Gesù, se nella tua famiglia c'è Gesù, la tua barca non può affondare.

Non significa che non ci saranno tempeste (una la stiamo attraversando tutti) ma la tua barca non potrà affondare.

Il Salmo 23 dice:

“Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.” (Salmo 23:2-4)

Vedete? Anche qui il salmista parla della paura non di qualcosa che si vede (la morte), ma di qualcosa impalpabile, intoccabile, irreale, l'ombra! Esattamente come il “vento di Pietro!

Quando Gesù è nella tua barca, qualsiasi sia la tempesta che affronti, fosse pure la tempesta della morte, non temere, sei al sicuro.

Ma la cosa che mi colpisce di più di tutta questa storia, è il versetto finale:

 A quel punto gli altri che erano nella barca s'inginocchiarono davanti a Gesù, esclamando: "Tu sei davvero il Figlio di Dio!" (v. 33)

Chi aveva ricevuto il miracolo? Pietro! Sarebbe stato lui a doversi inginocchiare! Ma la “poca fede” di Pietro ha reso possibile un miracolo per il quale le persone hanno proclamato che Gesù è il vero Figlio di Dio!

La tua POCA fede, può portare altri ad inginocchiarsi e riconoscere Gesù come il Figlio di Dio, e come il Salvatore... se...

Se... che cosa? Se la tua fede è sincera come quella di Pietro, che chiede a Gesù di farlo camminare sull'acqua Se il tuo sguardo è fissato su Gesù e non sul mondo attorno.

Pochi giorni prima della crocifissione, ci furono centinaia di uomini e donne che accolsero Gesù cantando e osannando:

“Molti stendevano sulla via i loro mantelli, e altri delle fronde che avevano tagliate nei campi. Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nei luoghi altissimi!»” (luca 11:8-10)

Avevano Ascoltato Gesù? Di sicuro! Avevano fede? Forse alcuni si. Ma di una cosa erano mancanti:
guardavano attorno, e il loro sguardo non era fisso su Gesù.

Cinque giorni dopo, molte di quelle persone era in piazza a gridare “CROCIFIGGILO!”

Non basta ascoltare Gesù, non basta leggere la Bibbia, non basta andare in chiesa, non basta gridare osanna, non basta pregare... se il tuo sguardo non è fisso su Gesù.

Preghiamo.


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