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28 novembre 2021

L'essenziale a Natale - L'adorazione è essenziale | 28 Novembre 2021 |

Tra tutte le cose che facciamo a Natale, quali sono le cose realmente "essenziali"? Quelle di cui come credenti non possiamo e non dobbiamo fare a meno? La prima cosa essenziale a Natale è l'adorazione, il focalizzarsi su Dio, su chi è Lui, su cosa a fatto per noi,  e in virtù di questo, rispondere con una azione.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 32 minuti

Oggi inizia l'Avvento, quel periodo di quatto settimane che ci porta verso il Natale, e come simbolo del ricordo della Luce che viene nel mondo abbiamo acceso la prima delle candele  della nostra Corona dell'Avvento, quella che simboleggia la Speranza.

Speranza! Che bella parola! Soprattutto in questo secondo Avvento passato assieme al Covid. Avete già iniziato con gli addobbi? Avete già fatto gli acquisti per i regali natalizi? Avete già in mente il menù per il cenone della Vigilia?

Essendo anche quest'anno un Natale “in emergenza” non potremo fare tutte le cose  che normalmente facevamo in quelli passati, oppure le faremo con accortezza, con distanziamento, magari concentrandoci su quelle “essenziali”.

Come vostro pastore vorrei, in questo periodo che ci porta al Natale, farvi concentrare sulle cose che, come credenti, sono realmente “essenziali” per Cristo.

Essenziale: tutti sappiamo cosa vuol dire, vero? Essenziali è qualcosa di cui non se ne può fare a meno,  che basta da sola senza necessità di tutto il resto.

Viene dalla parola “essenza”, che in origine individuava il liquido che si traeva spremendo un frutto, un fiore una bacca e poi traendone fuori la parte dell'olio profumato.

Attualmente l'estrazione dell'essenza si fa meccanicamente, attraverso una centrifuga, o reazioni chimiche, o shock termici che separano l'olio dall'acqua.

Nei tempi antichi per estrarre l'essenza profumata l'unico metodo era il “tempo”. Si spremeva il frutto, il fiore, la bacca, se ne traeva il liquido, e lo si metteva a riposare. Col tempo, molto, l'olio si separava dall'acqua,  affiorava, e veniva raccolto.

Essenza deriva dalla parola “essere”:  l'essenza è in forma concentrata ciò che quel frutto, quel fiore, quella bacca sono in realtà, escludendo tutto il resto; e per ottenerla, dobbiamo dare tempo per poterla avere.

Un Natale “essenziale”  significa cogliere del Natale ciò che è la sua parte estratta e concentrata, ciò che è davvero importante per noi come credenti e per il mondo per il quale Gesù è disceso in terra.

Non so se avete mai sentito  le parole “minimalismo” ed “essenzialismo”; se non le avete mai sentite cercherò di spiegarvelo brevemente

Sono due filosofie di vita che possiamo riassumere così: il “minimalismo” (da “minimo”) dice che nella vita  (nell'arte, nell'architettura, nella poesia) “meno è meglio” l'essenzialismo dice che  tra tutte le attività umane devo cercare il meglio.

Il minimalismo dice che un panettone a Natale è meglio. L'essenzialismo dice che basta solo il miglior panettone. Il minimalismo si concentra sul meno. L'essenzalismo si concentra sul meglio.

C'è un episodio nel Vangelo di Luca dove Gesù stesso ci sprona ad essere “essenzialisiti” ricercando per le nostre vite c'ò che è il meglio.

“Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta»." (Luca 10:38-42)

Avrete sentito predicare molte volte su questo passo (di sicuro anche da me) sottolinenando la differenza tra Marta e Maria, dove Marta è l'iperattiva e Maria la contemplativa. Marta è quella intenta a fare fare fare nella vita, e Maria invece è quella che si ferma per ascoltare Gesù.

Questo bel dipinto del 1600 dell'artista olandese Jan Vermeer conservato alla National Scottish Gallery diEdimburgo mostra come ci immaginiamo noi la scena: Gesù comodamente seduto su una poltrona,  con Maria seduta fisicamente vicino ai suoi piedi su uno sgabellino e Marta che corre di qua e di là  e si lamenta della fannullona Maria.

Bello il dipinto,  peccato che purtroppo non c'entri nulla con la scena reale, e neppure con il concetto che Luca vuole trasmettere.

Dovete sapere che, ai tempi di Gesù,  le case degli ebrei, soprattutto se appartenevano al popolo, non avevano quasi nessun mobile, figuriamoci le poltrone, gli sgabelli e i tavoli. Le persone quando stavano assieme sedevano per terra su dei cuscini con le gambe incrociate e tutti erano più o meno alla medesima altezza.

E, tra le altre cose, nessuno avrebbe voluto stare "ai piedi" di un ebreo a quei tempi. Le persone camminavano per strada tra le "deiezioni umane" (non c'erano fogne) e i piedi non erano particolarmente "profumati" (Gesù userà questa immagine poco prima della crocifissione, quando laverà i piedi ai suoi discepoli).

La frase tradotta con “seduta ai piedi di Gesù” ai tempi in cui Luca scrive non esprimeva l'immagine di una scena, ma un concetto: “sedere ai piedi di qualcuno” significava essere un seguace, un discepolo di colui ai cui piedi si era seduti.

Per Maria essere “seduta ai piedi di Gesù “ era qualcosa di meraviglioso, ma anche qualcosa di assolutamente unico.

Perché dico questo? Bisogna capire la posizione delle donne nella società ebraica ai tempi di Gesù.

Ai giorni nostri  alcune cose le diamo per scontate: ad esempio, il diritto di voto. Ma fino al 1946, in Italia le donne non solo non potevano votare, non solo non potevano essere elette,  ma non avevano neppure pari diritti rispetto agli uomini. E' soltanto 75 anni fa, e molto c'è ancora da fare per una piena parità. In Germania  le donne poterono votare solo dal 1919, in Gran Bretagna dal 1928, negli Stati Uniti dal 1929,  in Svizzera dal 1971! Solo 50 anni fa.

Ai tempi di Gesù la posizione dei rabbini circa le donne e la possibilità per loro di diventare discepole ed apprendere da qualcuno la Bibbia era sintetizzata in questa frase: “Meglio che la Legge venga bruciata piuttosto che venga insegnata ad una donna.”

Marta e Maria avevano compreso l'enorme privilegio di poter essere discepolate da Gesù.

So cosa mi vuoi dire: “Marco, va bene per Maria, che sta ferma ed ascolta Gesù... ma Marta? Lei è quella distratta,  lei è quella che non si cura di Gesù, lei è quella troppo occupata dalle cose del mondo!”

Vedete, nella Bibbia  ci sono due sole affermazioni di fede assoluta fatte da discepoli di Gesù: la prima è famosa, e la fa Pietro al capitolo 16 di Matteo:

“ Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».” (Matteo 16:16)

Gesù risponderà a Pietro che su quella “pietra”,  intesa come “segno , limite, confine” ovvero sulle persone che avrebbero avuto una simile fede riconoscendo che Gesù è Dio lui avrebbe costruito la sua  chiesa  (dal greco ἐκκλησία ekklēsia,  “ek = chiamare + lego = fuori “persone chiamate fuori”).

Ma ce n'è un'altra,  parimenti assoluta,  e la troviamo nel vangelo di Giovanni al capitolo 11:

 "Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».".(Giovanni 11:27)

Sapete chi ha detto questo? E' stata Marta; la affaccendata Marta, la distratta Marta. Marta è per le donne credenti ciò che Pietro è per gli uomini; un esempio di cosa debba essere  e cosa debba dire una vera discepola.

Allora, cosa è successo a Marta? Come può una donna che confessa pubblicamente che Gesù è il Messia, l'Unto, il Salvatore, pensare che ascoltare colui che ha detto:

"Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli...” (Giovanni 8:31 b)

sia essere delle fannullone, e che ci siano cose più importanti da fare? Semplicemente, Marta è stata “distratta”.

Ora, vi prego di non condannare la povera Marta, pensando che voi avreste fatto in modo differente, ma di mettervi nei suoi panni.

Come reagiresti se oggi, uscendo da chiesa, qualcuno ti dicesse  “Guarda che oggi verrà a pranzo il Presidente della Repubblica, che vuole parlare con te”? Cosa faresti? Cosa prepareresti per pranzo?

Non penso proprio che apriresti le sottilette e un pacchetto di cracker, una bottiglia di acqua naturale, e le metteresti sul tavolo,  in attesa dell'ospite.

Sono sicuro che ti fionderesti nel primo supermercato aperto, per comprare un pollo  gigante da fare arrosto, andresti alla pasta all'uovo per comperare gli agnolotti, passeresti da Stefanoni per comprare lo spumante... e lasceresti siano gli altri  ad intrattenere l'ospite importante mentre prepari il pranzo.

Staresti facendo delle cose cattive? Assolutamente no... Ma sarebbero tutte cose che dt distrarrebbero dalla cosa principale: “Il Presidente Mattarella vuole parlare con te.”

Marta sa di avere in casa  ben più di un capo di stato; lei stessa ha affermato che Gesù è colui mandato da Dio per salvare il mondo. Sarà un argomento sufficiente per voler fare bella figura  preparando un pranzo “super” per Gesù? 

Cosa le dice Gesù?

“Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose” (v. 21a)

Mi faccio una domanda: con quale tono di voce  avrà Gesù detto queste parole?

Sarà stato “Oh, Marta! oh Marta!” con un tono come per dire: “Non so più cosa debba fare con te!”? O forse era “Oh, Marta Marta!” con un tono come per dire: “Che birichina che sei a parlare così!”

Io propendo per una terza ipotesi: mi figuro che Gesù abbia preso le mani di Marta, e guardandola profondamente negli occhi, gli abbia detto “Marta! Marta!” come per dire: “Marta, ascoltami! Poni attenzione a ciò che ti dirò!”.

Perché affermo questo? Perché ciò che segue ha nulla a che fare con un rimprovero e tutto a che fare con un insegnamento.

Gesù sta chiedendo a Marta la massima attenzione, perché sta per dagli un insegnamento che può cambiare la sua vita.

“...ma una cosa sola è necessaria.” (v.21b)

L'insegnamento che Gesù vuole dare a Marta (e a me, e a te), è che “buoni discepoli possono essere distratti da buone cose”.

Gesù amava Marta, e Marta amava Gesù: ciò che stava facendo in casa in quel momento lo stava facendo “per Gesù”. Ma anche Maria stava facendo qualcosa “per Gesù”.

“Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”. (v. 22)

Gesù stava dicendo a Marta: “Vedi Marta, ci sono molte cose buone che puoi fare, ma solo alcune tra queste sono essenziali. Maria ha scelto quella che, in questo momento, è essenziale: ascoltare i miei insegnamenti.”

Sapete cosa farà Gesù nei versetti del vangelo di Luca successivi a quelli che abbiamo letto? Insegnerà il Padre Nostro. Probabilmente non nella stessa occasione della visita a Marta e a Maria, ma il fatto che la Bibbia accoppi il richiamo di Gesù ad essere attenti alle cose essenziali con la preghiera delle preghiere la dice lunga sulla sua volontà per me e per te.

Gesù non è un minimalista,  uno che dice “Meno fai, meglio è”, ma un essenzialista, uno che dice “Scegli tra tutte le buone cose da fare quelle che sono essenziali.”

Cosa c'entra tutto questo con l'Avvento e con il Natale? Abbiamo detto all'inizio che anche questo Natale sarà “in forma ridotta” a causa del Covid, ma rimane comunque pieno di cose da fare, addobbi da mettere su, regali da comperare,  menù da decidere, cibi da selezionare...

E abbiamo anche detto  che “buoni discepoli possono essere distratti da buone cose”. Avete con voi un foglietto e vorrei darvi un “compito a casa”: scrivete tutte le cose che rendono il Natale  divertente, speciale e significativo per voi.

Se fossi un minimalista ti direi che di quella lista potrai fare solo tre cose... e tu saresti altamente frustrato. Ma voglio invece proporti l'approccio di Gesù, quello “essenzialista”.

Ciò che ti chiedo di fare è di scrivere la tua lista e poi mettere una “stella” accanto alle attività che sono realmente “essenziali affinché il tuo sia un Natale davvero significativo e speciale.

Sono sicuro che nella tua lista come nella mia, ci saranno molte cose; per me, ad esempio, è essenziale per entrare nello spirito del Natale, il giorno dell'otto dicembre quando assieme come famiglia addobbiamo la nostra casa.

Ma come discepolo di Gesù, so che devo cercare anche altre cose che siano davvero “essenziali” affinché questo Natale sia significativo e speciale.

In questo Avvento vorrei suggerirti quattro “stelle” da mettere sulla tua lista. Legate ad alcuni personaggi del racconto della Natività. Sono importanti, perché ci aiutano a capire  dove stiamo realmente andando e servono per alimentare la mostra speranza.

Permettetemi una parentesi; oggi abbiamo acceso la candela della Speranza.

Siamo a quasi due anni dall'inizio della pandemia, e questo è il secondo Natale vissuto al suo interno. Abbiamo sperato che tutto passasse, magari come succede con un brutto sogno, che tutto ritornasse al posto di prima. Così non è stato, e promette di non esserlo ancora per una quantità di mesi che nessuno sa, può, o vuole dire.

Dove riponiamo la Speranza, a Natale? La riponiamo nella scienza medica, nei nostri governanti, o nella capacità umana di auto-immunizzarsi dal virus (la famosa “immunità di gregge”)?

La candela della Speranza non la accendiamo così, tanto per fare un po' di luce in sala e abbellire la nostra corona dell'Avvento; ma la accendiamo in virtù di una promessa precisa. E' chiamata anche la Candela dei Profeti:

“Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele.” (Isaia 7:14)

Dio con noi: se chi ti ha creato è qui adesso, se chi ha progettato tutto, da te al virus, se l'autore dell'intero piano sta scrivendo ancora il suo progetto, a chi affidi la tua speranza? A una fialetta, ad un politico, alla biologia... a una parte minuta del progetto,  o al progettista?

Torniamo alle nostre stelle. La prima stella che ti suggerisco di mettere nel tuo elenco è questa: 

L'Adorazione è essenziale

“Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo:«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».” (Matteo 2:1-2)

Nel racconto biblico, ci furono dei personaggi che noi chiamiamo “Magi”, o “Sapienti” che partirono da molto lontano in risposta ad un “segno”: forse una stella, improbabile una cometa,  possibile la congiunzione di due pianeti, ma che era una luce nel cielo che indicava la venuta di un re. E rispondendo a quel segno in cielo vennero per “adorare” chi era nato.

Ecco cosa è l'adorazione: non è né quello che c'è prima della predicazione la domenica in chiesa, né uno stato mentale che ci fa inginocchiare in estasi: ma è focalizzarsi su Dio,  si chi è Lui, su cosa a fatto per noi,  e in virtù di questo, rispondere con una azione.

Cosa fa questo tipo di adorazione? Impedisce a chi è discepolo di Gesù di essere distratto.

Abbiamo visto con Marta che “buoni discepoli possono essere distratti da buone cose”, ma che quando questo accade non è una cosa buona.

“Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta»." (Luca 10:41-42)

Il mio desiderio per te in questo Natale è che tu possa non essere distratto, o distratta da tutte le cose buone del Natale, ma che questo possa essere un Natale Essenziale, dove puoi concentrarti sulla cosa necessaria, o essenziale, quella che non ti sarà mai tolta.

Per aiutarti a fare questo, ti posso suggerire due cose: la prima è: rileggi in famiglia la storia del Natale, prenditi tempo per aprire la Bibbia, magari a pranzo, o a cena, e leggi un paio di versetti assieme come famiglia.

La seconda è: abbiamo scelto una serie di piccoli studi (in gergo tecnico si chiamano “devozionali”); da qui a Natale, ogni giorno, li riceverai sul gruppo whatsapp se fai parte della chiesa, oppure li potrai leggere o scaricare sia dal sito che dalle pagine FB ed Instagram della chiesa.

Prendile come spunto quotidiano  per focalizzarti su Dio,  su chi è Lui, su cosa a fatto per te,  e  per questo adorarlo.

Come terza cosa, visto che il Natale è un periodo di “doni” pensa a cosa puoi donare agli altri.

Questa è la foto della bimba che la nostra chiesa ha in adozione a distanza tramite Compassion; è l'ultimo dono che la nostra sorella in Cristo Maria ci ha fatto, prima di volare al Padre a maggio di quest'anno. Ora la sua bimba è la nostra bimba. 

Durante questi quasi venti anni di vita sia come chiesa che individualmente sono decine i bambini che abbiamo sostenuto a distanza, dando loro sostegno,  facendogli capire quanto Dio li ama, portandoli fuori della povertà.

Molti di loro sono ormai adulti, alcuni si sono laureati, altri sono entrati a far parte di Compassion aiutando altri bimbi come loro ad affrancarsi dalla povertà e dall'analfabetismo.

Natale festeggia il compleanno di Gesù; hai pensato quale dono fargli?

“Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me”.” (Matteo 25:35-40)

Se questo Natale doni alla nostra bimba, o se doni a quello che hai già in adozione a distanza, o se decidi di accettare la sfida, e prendere un “minimo fratello”, come li chiama Gesù, in adozione a distanza starai donando al re che viene.

Conclusione

La nostra serie di messaggi si intitola “ L'essenziale a Natale” Cosa è essenziale a Natale?

L' Adorazione è essenziale a Natale, il focalizzarsi su Dio, su chi è Lui, su cosa a fatto per noi,  e in virtù di questo, rispondere con una azione.

Preghiamo.

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13 dicembre 2020

La Gioia oltre le luci - 3° Domenica di Avvento | 13 Dicembre 2020 |

La gioia può dipendere da come stai, ma la Gioia, quella con la G maiuscola, dipende da chi hai incontrato nella tua vita e da come quell'incontro la ha cambiata.
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Siamo alla terza Domenica di Avvento: nelle due precedenti domeniche abbiamo acceso le candele della Speranza e della Fede. Quest'oggi accendiamo la terza, quella della Gioia.

La Gioia: che cosa è la gioia? Come la definiresti? Cosa è che ti fa “essere gioioso?” Cosa ti muove il riso?

Oppure facciamo il contrario; cosa è che ti abbatte e ti affanna? Che ti affligge e ti rende amaro o amara? Che ti angoscia, che ti avvilisce... eccetera?

Se riuscissimo ad individuare cosa è che ci priva della gioia, allora sapremmo cosa fare per averla. Basterebbe solo “evitare” quelle cose, vero?

Fosse facile! Viviamo in un mondo che ci stressa, che sembra fatto apposta per toglierci la gioia. Spesso ci svegliamo la mattina  e il primo pensiero è:  Oh, mio Dio! Un altro giorno!”

E poi, a Natale, senti il tuo Pastore che ti parla di “gioia”! Che ti dice che dovresti avere “gioia”!

Quando sei senza lavoro, o con un matrimonio in bilico, o con dei figli problematici, o con una malattia che “chissà se la sfango?” Quando hai perso una persona cara... Perché il Natale  dovrebbe essere  un periodo di maggiore gioia?

Voglio vedere assieme a voi tre protagonisti del racconto biblico della nascita di Gesù, e cercare i motivi della loro gioia  in quel Natale di 2020 anni fa anno più, anno meno.

Maria

Maria era una poco più che adolescente quando un angelo le annunzia che rimarrà incinta, ma non del suo sposo...  anzi, prima che il suo sposo  l'avrebbe “conosciuta” in senso biblico.

Normalmente la prima parte del concepimento prevede anche il piacere fisico; è un premio che il Creatore a aggiunto per incoraggiarci a moltiplicarci.

Allora, ricapitoliamo: Maria, non sposata, ma promessa sposa, vergine, rimarrà incinta di nessun uomo prima di sposarsi, senza provare alcun piacere fisico...

Beh, certo, se sono alla ricerca di cose che mi portino via la gioia, qui ne ho un campionario completo!

Ma, incredibilmente, Maria non reagisce cominciando ad imprecare, a dire :”Me tapina, me meschina,  tutte a me le cose devono succedere!".

Tutt'altro: leggiamo in Luca 1 la sua reazione:

“E Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose mi ha fatte il Potente.” (Luca 1: 46-49) 

La parola tradotta con “esulta” nell'originale greco è ἀγαλλιάω agalliaō,  che è composto da agan  = tanto più hallomai = saltare.

Avete presente quando il centravanti della Nazionale fa gol ai mondiali? Cosa fanno i tifosi? Saltano! Saltano di gioia! La loro gioia è così incontenibile che deve in qualche modo avere uno sfogo fisico.

Maria, sapendo che rimarrà incinta, da vergine, non del suo sposo, invece di disperarsi... salta di gioia!

Cosa ha fatto, allora, Maria per avere una gioia così grande?

Per avere gioia... Non concentrarti sul problema ma affidalo a Dio

La prima cosa che toglie la gioia nella tua vita  è il guardare la realtà come una montagna insormontabile o come un abisso profondo.

Maria non menziona neppure il problema, è solamente curiosa di sapere  come avverrà il concepimento senza avere contatto con un uomo:

“Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?” (Luca 1:34b)

Lascia che l'angelo le spieghi che avverrà attraverso lo Spirito Santo, e poi afferma:

“Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola.” (Luca 1:38)

La parola che usa Maria è δούλη doulē; nella traduzione hanno “ingentilito” il termine, che non è “serva”,  ma “schiava”.

Uno schiavo non è un “collaboratore”, ma una proprietà personale del padrone,  sulla quale il padrone  ha potere di vita o di morte.

Maria trova la gioia nella sua situazione perché ammette di essere proprietà di Dio, e che lui ha potere di vita... non di morte, di sola vita! Dio non contempla la morte  per le sue figlie ed i suoi figli.

Quando hai un problema, cosa fai?  Ti concentri su di esso,  pensi solamente a quello? E' così che diventa  l'Everest  o l'abisso della fossa delle Marianne.

Maria trova la gioia affidando la sua vita  completamente nelle mani del suo Signore... ma non solo per quello...

Per avere gioia... Ricorda ciò che Dio ha già fatto per te

Maria dice:

“...perché grandi cose mi ha fatte il Potente.” (Luca 1:49) 

Il tempo usato in greco per “mi ha fatte”, è un tempo che non esiste in italiano, (se siete amanti di linguistica si chiama  “aoristo indicativo attivo”) che indica una azione  avvenuta in passato che si è completamente conclusa.

Mi spiego meglio: Maria non dice: “Beh, certo, in passato mi hai fatto dei favori, ma adesso si vede che ti sei dimenticato  di guardare giù per aiutarmi, eh!” ma dice:  “Il Signore mi ha già fatto in passato tutto le cose più grandi che mi poteva fare,  io sono ampiamente soddisfatta già così.”

Cosa fai, quando arrivano i problemi? Ti ricordi, o ti scordi? Tutto quello che Dio ha fatto per te, passa in sottordine, oppure è una solida base  con cui affrontare il futuro?

Maria trova la gioia perché sa che quello che il Signore ha già fatto per lei, nessuno potrà mai toglierglielo.

Il secondo protagonista che vogliamo vedere e che trova la gioia nel Natale non è un singolo, ma un gruppo di persone: sono i pastori.

I Pastori

Se Maria avrebbe avuto da recriminare  sulla sua situazione, anche i pastori  non è che se passassero molto bene.

I pastori non erano i padroni delle greggi; avere un gregge in Israele significava essere molto ricco... Ed un ricco non si sarebbe mai abbassato a stare in mezzo a bestie puzzolenti, dormendo all'aperto con ogni tipo di tempo.

Erano quasi sempre schiavi, costretti a dormire all'addiaccio... anzi, a non dormire affatto, perché dovevano vigilare che dalle greggi dei padroni non venisse rubato qualche capo, o che qualche animale le attaccasse.

Luca racconta così cosa successe a quei pastori  quella notte  di 2020 anni fa:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge..  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».” (Luca 2:8-12)

Ora, capiamoci bene, dire a degli schiavi, che dormono,  anzi non dormono,  in mezzo a bestie puzzolenti che se perdono una di quelle bestie saranno frustati, che stanno al freddo al vento e all'acqua e al gelo ,  di andare a cercare un bimbo in una stalla  (altro luogo puzzolente) e di provare gioia quando lo troveranno,  mi pare un po' esagerato!

E invece, miracolosamente, i pastori si dicono l'un l'altro:

“Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere». Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia... E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:15-17a, 20)

Non posso pensare che chi esce da una stalla glorificando e lodando non stia provando gioia... Ma che tipo di gioia è? E' la stessa di Maria, che fa saltare?

La parola degli angeli tradotta con “gioia” nel versetto di Luca 2:10 nell'originale è una parola differente da quella che ha usato Maria: non  è ἀγαλλιάω agalliaō,  ma è χαρά chara, che significa “avere una calma contentezza”. Non è la gioia che ti fa saltare  ma è una gioia che ti rende calmo, che ti fa pensare che tutto sta andando bene, tutto sta andando secondo i piani. 

Perché i pastori trovano la gioia? Quei pastori, quegli schiavi, erano ebrei, e gli angeli hanno usato una parola che loro conoscevano bene: in greco è Χριστός Christos ma io ebraico è מָשִׁיחַ mâšiyah, il Messia, l'Unto del Signore, il Prescelto da Dio per portare un regno di pace,  amore  e giustizia.

Per avere gioia... Ricorda che Dio ha un piano benevolo per te

I pastori avrebbero trovato gioia  perché avrebbero visto che il piano  che Dio aveva promesso stava funzionando, non era una illusione scritta su un libro, ma potenza che scendeva dal Cielo.

In qualsiasi situazione tu ti stia trovando puoi trovare gioia se ricordi che Dio  ha detto queste parole:

Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11)

Anche il terzo protagonista è un gruppo e non un singolo: un gruppo di persone sapienti, scienziati, non credenti.

I Magi

Anche i Magi avrebbero avuto di che non essere felici; erano partiti probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia,  700 chilometri da Gerusalemme.

Avevano viaggiato  attraversando il deserto, dove non ci sono autogrill  o stazioni di servizio per rifocillarsi.

Visto che portavano doni preziosi (oro, incenso e mirra) avevano dovuto fare turni di guardia notturni per evitare che i predoni  li uccidessero per derubarli.

Non c'era un gran che da essere gioiosi! Eppure Matteo racconta che...

“Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:10-11)

La gioia che provano, dice il testo è la stessa dei pastori, χαρά chara, una “contentezza calma e rilassata”... ma stavolta Matteo aggiunge davanti a chara la parola μέγας megas = grandissima, una “grandissima e calma contentezza”.

Da dove proveniva questo tipo di gioia? Ce lo spiegano loro al versetto 9 di Matteo 2:

“Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo” (Matteo 2:9)

La gioia dei Sapienti deriva dal fatto di aver visto i segni di averli studiati di averli seguiti, e di aver trovato il vero tesoro.

Per avere gioia... Studia, cerca e trova la tua gioia nella Parola di Dio

I Magi avevano trovato la gioia nel constatare che tutti i pezzi del puzzle andavano assieme e formavano l'immagine di bambino che era un re!

 Tu sei più fortunato, tu sei più fortunata dei Magi; non devi affidarti a segni nel cielo, né a sogni, né a profezie per poter trovare il Cristo,  il Messia,  il Prescelto, il Salvatore.

Ti basta aprire un libro, e trovarlo in ogni piega dei fogli che lo compongono che quel Salvatore a scritto per farsi trovare da te in qualsiasi momento tu lo cerchi... è anche in questo Natale anomalo, per portarti la vera Gioia di Cristo. 

Quel libro dice:

 “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.” (Salmo 119:105)

Se usi quella lampada, se segui quella luce, troverai la vera Gioia  che porta il Natale.

Preghiamo.

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05 gennaio 2020

Chi è che stai aspettando? - Epifania | 5 Gennaio 2020 |

Aver visto i segni di Dio, aver conosciuto Gesù, non è abbastanza. Sei pronto, sei pronta a iniziare con lui un viaggio che duri tutta la tua vita?
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Domani sarà il l'Epifania, il giorno in cui gran parte del mondo cristiano ricorda l'arrivo dei Magi a Betlemme.

In realtà, per molti secoli, soprattutto nelle chiese in Oriente la notte del 5 Gennaio si festeggiava  il Natale, e a mezzogiorno del 6 il battesimo di Gesù.

Nelle chiese occidentali, invece, si prese a festeggiare la rivelazione di Gesù al mondo, (Epifania in greco significa, appunto, rivelazione) con l'arrivo dei Magi.

Come abbiamo più volte detto queste date sono solamente una “convenzione” che i credenti prima di noi hanno scelto; non sono le vere date, e onestamente è assolutamente ininfluente che lo siano davvero.

Sono “tradizioni umane”...  ma attenzione a voler per forza affermare che sono solo tradizioni umane.

Quello che i credenti di circa 200 anni dopo il primo Natale sia in Oriente che in Occidente volevano affermare è che Gesù è realmente venuto nel mondo  (il Natale) e che Gesù si è realmente rivelato al mondo (il battesimo nel Giordano e l'Epifania)

Cosa c'entra questo con l'attesa del credente?

Vorrei vedere assieme a voi un breve filmato:



Certo, non sono proprio i Magi che ci aspettiamo, sono un po' cialtroni, sono indecisi, trattano male uno di loro... insomma... ci rassomigliano al 100%! Ma, una cosa hanno di buono che li rende assolutamente migliori di quei primi Magi: ed è contenuta nell'ultima didascalia del filmato.

Il regista del film ci informa che per questi Magi cialtroni il viaggio non era finito con l'arrivo alla stalla, con l'aver visto Gesù, e con l'averlo adorato, ma ci dice che quello era solo l'inizio di un viaggio ben più lungo.

Leggiamo il viaggio vero:

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ».  Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1. Il viaggio comincia vedendo ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante... Ma non sappiamo cosa. La Bibbia ci parla  di un ἀστήρ,  “astēr”, la parola in greco  per qualsiasi cosa  che brilli nel cielo.

E non sappiamo neppure  perché i Magi hanno associato quella luce con l'arrivo di un re. Possiamo fare solo supposizioni, tipo si sia trattato della congiunzione tra Giove (stella che era associata ai re) e Saturno (stella associata ad Israele) avvenuta nella costellazione dei Pesci (dove sorge il Sole): “Un re in Israele sta per sorgere”... Ma sono solo ipotesi.

Qualsiasi cosa fosse, Dio si è servito dei Magi (che erano pagani) ed erano astrologi (che è una pratica pagana) per svelare al mondo il suo piano.

Dio è il dio dell'impossibile,  ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa  per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Quale è il messaggio che dobbiamo prendere? E' importante sapere cosa vediamo, o è importante vedere  cosa Dio ci vuole far sapere?

I pastori, la sera del primo Natale, si dissero l'un l'altro:

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere.” (Luca 2:15:b)

Se pronto, sei pronta,  a  vedere Dio  anche quando pensi  “qui Dio non c'entra”?

Dio controlla l'intero Universo,  e per lui è facile “usare” le situazioni  che sembrano distanti mille miglia  da qualcosa di “cristiano.”

Può essere un sogno,  una malattia,  una guarigione,  una crisi economica,  qualcosa che ti “scuota”...

Ma per vederlo, devi stare col naso all'insù, scrutare il cielo, guardarti attorno, essere attento, essere attenta ai messaggi che Dio ti manda anche attraverso cose o persone che non c'entrano niente con la Bibbia,  la chiesa  o il tuo pastore

2.  Il viaggio prosegue cercando Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2:2a PV)

I Magi hanno visto un “segno”  in Persia (l'attuale Iraq). Potrebbero aver detto:  “Và, che bella stella!” E basta.

Se vedi il “segno”,  e anche lo capisci,  ma non fai nulla, nulla accadrà nella tua vita. Se il segno che Dio ti manda non porta a nessuna decisione personale, tu stai vanificando quel segno  che Dio ti ha mandato; lo rendi assolutamente inutile. Se non ti porta a dire:  “Vado a cercare Gesù”... che spreco! Che delusione per Dio! Che perdita per te!

Se hai visto la stella,  e te ne rimani in Iraq, il tuo viaggio con Dio finisce prima di iniziare.

3. Il viaggio è guidato dalla Parola di Dio

I Magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme),  ma nel palazzo sbagliato.

Io ammetto avrei fatto lo stesso: sto cercando un re, e vado nella reggia: “Dove sta il nuovo re?” E  Erode si arrabbia!

Di tutte le cose sbagliate che ha fatto in vita sua Erode una ne ha fatta giusta! Si informa da chi ne sa più di lui! “Mi dite dov'è 'sto re?”

E per sua fortuna, trova delle persone, che anche loro erano completamente sbagliate (i capi sacerdoti),  ma cercano nel libro giusto, nella Parola di Dio.

“... così infatti scrisse il profeta Michea “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” (Matteo 2:5 PV)

Spesso siamo come i Magi; cerchiamo le risposte nel palazzo sbagliato dalle persone sbagliate Non sempre abbiamo la fortuna dei Magi  che quelle persone sbagliate cercano nel libro giusto la risposta alla nostra domanda.

Se hai visto il segno di Dio, e sei partito alla ricerca di Gesù, fatti guidare dalla Parola! Ci sono milioni di persone che sono morte per darti la possibilità di non dover chiedere a nessuno di leggerla per te.

Tu la mappa la hai a portata di mano ogni istante: usala!

4. La meta del viaggio è trovare Gesù

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

I Magi arrivano a Betlemme,  e trovano non una reggia. Se lo sarebbero aspettati? Te lo saresti aspettato tu? Un re, in una stalla.

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio,  è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”,  meno “umile e mansueto”,  che “metta a posto tutto il male nel mondo”  ("e fino a che non lo fa io non gli credo"),  meno “rigido verso il sesso”,  “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”.

Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”:  “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Gran parte del mondo  vuole sentirsi dire  “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I Magi hanno dovuto forse  rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re,  e trovano un bambino. Tu cosa ti aspetti? Anche tu forse hai bisogno  di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”,  ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Lo scopo del viaggio è  inginocchiarmi di fronte a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

Non nel senso fisico (non solo almeno) ma nel senso di cedere la propria supremazia  la propria autorità,  la propria volontà a Gesù.

Quanto gli sarà costato ai Magi inginocchiarsi davanti a un bambino? I Magi erano “pezzi da 90”,  erano persone importanti,  scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio,  avevano cercato Dio,  avevano ascoltato la Parola di Dio,  avevano accettato Gesù così come era: “... e mò basta! Che voi de più da me?”

La parola “si inginocchiarono in greco è  πίπτω,  piptō  e significa  “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”,  non i “sapienti”,  i “saggi”, gli “scienziati”... ma persone “in ginocchio, col capo chino, lo sguardo a terra, dinanzi a un bambino  che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso Dio mi ha detto durante la scrittura di questo messaggio: “Quanto ci tieni a te stesso, Marco? Quanto sei fiero del tuo intelletto, del tuo saper studiare, della tua posizione sociale, del tuo lavoro,della tua famiglia?”

Cosa sta dicendo a te? Quanto ti serve di cadere giù perché lo scopo del tuo viaggio sia quello giusto?

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

6. Il premio del viaggio è dare il mio meglio a Gesù.

“Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

Ti piace fare regali? Se si, non sei come me! I doni non sono il mio “linguaggio d'amore” preferito! Ma anche io regalo talvolta qualcosa. E lo sai la cosa più bella  del fare un regalo a qualcuno? Vedere che quel regalo è gradito, usato, indossato.

I Magi sapevano che avrebbero incontrato un re,  e si erano preparati dei regali degni del re c he andavano ad incontrare.


  • Oro = si offriva ai re. 

Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re.

  • Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità.

Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio

  • Mirra = lo si usava per guarire le ferite. 

Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico  capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità,  e avrebbe sconfitto la morte.

Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Se hai viaggiato per tanto tempo pur di trovarlo, penso ti farebbe piacere sapere che ciò che gli regali sarà da lui gradito, che lo potrà usare, che lo indosserà come un anello prezioso.

Se tu gli dai il meglio di te, lui potrà usarlo, e renderti un uomo, o una donna migliore, curare le tue ferite indossarlo come si indossa un anello con cui tu gli hai promesso di essere su, di essere sua.

Conclusione

I Magi non rimasero per sempre con Gesù,  ma tornarono in patria,  raccontando probabilmente di quell'incontro  ma non sappiamo se il loro viaggio con Gesù finì lì, oppure proseguì.

Tu che mi ascolti, o mi leggi, o mi vedi a che punto sei del tuo viaggio con Gesù?

Hai visto i segni? Lo stai cercando? La Parola guida i tuoi passi? Hai trovato Gesù? Ti sei inginocchiato, ti sei inginocchiata davanti a lui? Gli stai dando il meglio di te?

Se la risposta è si, prosegui. Il tuo viaggio non avrà mai fine.

Se la risposta è no, cosa stai aspettando?

Preghiamo.

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25 dicembre 2019

Accettare la Luce - Natale | 25 Dicembre 2019 |


Il Natale ha portato la Luce nel mondo, e quella luce lo ha cambiato per sempre. Hai accettato quella luce? Quelle luce brilla in te?
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Tempo di ascolto audio/visione video: 20 min.

Oggi abbiamo acceso l'ultima candela: non siamo più nell'Avvento, non stiamo più aspettando, il Natale è qui, la luce è qui.

Vorrei raccontarvi due storie che parlano di "luce".

Alba del 1908, il 30 giugno: Tunguska è una remota località della Siberia dove pochi abitano,  per via della lontananza da tutto, della palude, e delle zanzare.

All'improvviso la poca gente di Tunguska vede un gran bagliore attraversare il cielo, e qualche secondo dopo  ode un'enorme boato.

La terra trema, le case di pietra vibrano, i vetri si rompono una ventata caldissima arriva... le traversine della Transiberiana (la mitica ferrovia che unisce San Pietroburgo sul Mar Baltico a Vladivostok sul Mar del Giappone)  vibrano per centinaia e centinaia di chilometri... poi il nulla. Tutto torna come prima. Non è successo niente. E ognuno ritorna a fare ciò che stava facendo.

Ci vorranno trent'anni  perché il primo esploratore decida di recarsi più a nord delle città per vedere cosa era accaduto  in quell'alba del 30 giugno 1908. Troverà una vastissima area devastata, dove non c'è più vita.

Quasi 150 anni dopo dei ricercatori italiani scopriranno che un lago della zona, il “lago Čeko”
altri non è che il cratere dovuto all'impatto di un meteorite... o più probabilmente, di una cometa tra i 30 e i 60 metri di diametro che viaggiava a 54.000 chilometri/ora che ha distrutto 80.000 alberi, ucciso due uomini,  devastato 2150 chilometri quadrati di Taiga (la foresta di conifere) generato un terremoto dell' 8° grado della scala Richter, sviluppato una potenza di 5 megatoni  (pari a 1000 bombe atomiche di Hiroshima), prodotto un'onda sonora  chiaramente udibile a 1000 chilometri di distanza, e un bagliore visibile diversi minuti a oltre 700 km.

Altro scenario: anno zero: la notte. Betlemme è una piccolissima città del regno di Giuda, a sette chilometri in linea d'aria  dal centro di Gerusalemme dove non molti abitano.

All'improvviso compare una stella, forse una cometa, che si ferma su un luogo, e la rimane più tempo, come un segnaposto su una mappa di Google.

Non c'è nessun boato, la terra non trema affatto, nessuna ventata di calore, anzi la notte è piuttosto rigida. Ma quella luce è destinata a rimanere ben oltre i minuti di Tunguska, e ad essere vista su tutta la terra.

Invece di aspettare anni per andare a vedere cosa sia successo, non sono gli scienziati  ad arrivare per primi sul posto, né gli esploratori, (quelli arriveranno moto dopo, i Magi) ma dei semplici pastori.

Cosa è successo quella notte di 2019 anni fa, anno più, anno meno, in quella remota regione della Giudea?

“Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende...Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.”(Isaia 9: 6)

A differenza di Tunguska, la cometa non ha recato morte e distruzione ma ha recato vita,  e luce che non durerà qualche minuto, ma sempre:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». ” (Giovanni 8:12)

A Tunguska gli scienziati ancora stanno studiando e non capendo cosa sia realmente successo  quella mattina del 1908.

A Betlemme il Signore ci ha fatto sapere la stessa sera cosa era accaduto:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà. Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Nessuno aveva annunciato agli abitanti della Taiga quello che sarebbe accaduto. Dio stesso, invece,  attraverso un profeta, aveva annunciato 700 anni prima cosa sarebbe accaduto in Giudea:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:5)

Cosa è successo, allora?

1.  La luce perenne è arrivata

Attenzione alle frasi che Gesù dice nel versetto di Giovanni che abbiamo letto prima: "luce del mondo" e "luce della vita" . Non sono metafore, ma quello che un giorno accadrà davvero. Alla fine, Gesù sarà l'unica luce  a risplendere.

“Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce del sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli...Io (Gesù) sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».". (Apocalisse 22:5, 16b)

Chi vedrà quella luce? Molto più delle persone della Taiga Siberiana.

" ...e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me". (Giovanni 12:32)

Gesù sta parlando della luce che emana la Croce; non dice che tutti la seguiranno ma dice che tutti si gireranno a guardarla.

Tu che sei qui oggi, o che mi leggi,  o mi ascolti sul podcast, o mi vedi sul canale YouTube,
hai visto la luce della Croce... Cosa fai? Cosa hai fatto? Ti sei girato a guardarla?

Hai fatto come gli abitanti di Tunguska, per cui la vita non è affatto cambiata, oppure hai capito il motivo e la ricaduta per te di quella luce che viene dall'alto?

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 2:41)

Ti potresti dirmi: “Ma Marco, questo lo so, avverrà in futuro... ma ora? Chi mi aiuta ora?”

Io (Gesù) sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Hai accettato quella luce perenne? La stai seguendo? Il Natale è questo che ti chiede. Ti chiede di essere l'esploratore che non aspetti trenta anni  per andare a vedere cosa è successo, ma piuttosto il pastore che abbandona le greggi e va ad accertarsi  quella stessa notte.

2. La guida per i miei passi è arrivata

“L’Aurora dall’alto ci visiterà  per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». (Luca 1:78b-79)

Proprio come un faro guida le navi  attraverso acque pericolose,  così la luce di Gesù ci guida  attraverso le tenebre di questo mondo.

Gesù è venuto  per dare la direzione della nostra vita.  Così come una stella speciale  ha guidato i Magi verso la loro destinazione.

Hai mai provato a guidare la tua auto  con gli occhi bendati?  Ricordo un illusionista  che lo fece una volta in TV … ma c'era un trucco.

Gesù ha detto:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. ” (Giovanni 8:12)

Gesù è venuto a Natale affinché chi si affida a lui non guidi mai  con una benda sugli occhi non navighi mai tra le onde senza sapere dove è terra ferma.

Non sempre la strada sarà facile; ci potranno essere incidenti  lungo il percorso.

Non sempre il mare sarà calmo, ci potranno essere tempeste, durante la navigazione.

Sapete quale è la cosa più difficile per il comandante di una nave quando si trova in una tempesta? Mantenere la rotta verso la terra ferma.

Quando le onde sono così grandi che non capisci più  quale è il sotto e quale è il sopra puoi smarrire la rotta. Il faro che Dio ti ha provveduto per tenere la rotta  durante le tempeste della tua vita non sarà mai troppo distante da non essere visto da te

E' un faro che puoi portare con te, si chiama “La Parola di Dio”, la Bibbia, tramite cui Gesù ti illumina e ti indica la rotta da seguire.

3. La luce che illumina la realtà è arrivata

"Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte." (Giovanni 3:20 )

La luce ha due effetti: uno positivo, e uno negativo; quello positivo è che fa vedere le cose per come sono. Quello negativo è che va vedere le cose per come sono.

La luce non ha meriti né colpe di ciò che mostra; illumina semplicemente ciò che accade. Se accade una cosa bella, la luce la mostra, ma non è merito suo.

Se accade una cosa brutta, la luce la mostra, ma la colpa non è la sua.

Hai mai notato  che la maggior parte dei crimini  si svolgono di notte?

Lo stesso arresto di Gesù si svolse di notte... e Gesù glielo fece notare: disse:

“Perché non mi avete arrestato nel tempio? Ogni giorno ero là e non mi avete toccato, ma questo è il vostro momento, il momento in cui trionfa la potenza delle tenebre!" (Luca 22: 52-53 PV)

Gesù è venuto come luce e ha messo in evidenza tutte le cose brutte che accadono perché il mondo non obbedisce  ai suoi comandamenti

“Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.  ”. (Giovanni 3:19)

Ma Gesù è anche venuto come luce perché il mondo possa vedere quella luce nelle persone che obbediscono ai suoi comandamenti.

"Voi siete la luce del mondo ... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.." (Matteo 5: 14a, )

Non dobbiamo nascondere la nostra luce,  ma piuttosto dobbiamo essere luce, dobbiamo essere là fuori nel mondo a brillare.  Non abbiamo solo bisogno  che la luce di Gesù  risplenda dentro di noi,  ma abbiamo bisogno  che quella luce risplenda anche  per mezzo di noi.

Conclusione

La  cometa che giunse dal cielo a Tunguska nel 1908, portò una luce di devastazione, e la fine della vita per coloro che erano troppo vicini...  ma per i molti che la videro, nulla cambiò, e rimasero lì, a lottare con la palude e le zanzare.

La cometa che  giunse a Betlemme nell'anno 0, portò  un'altro tipo di Luce:

"Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre." (Giovanni 12:46)

“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Mentre la luce a Tunguska  non cambiò nulla per chi viveva là, e sparì in pochi attimi, la Luce a Betlemme ha cambiato la vita del mondo intero, è rimasta, non siamo più nelle tenebre, possiamo avere guida,  gioia, calore, VITA!

Gesù è la luce del mondo  ed è la vera luce del Natale,  e offre a tutti questo dono di luce,  che non è altro che la luce della vita,  la vita eterna.

Se tu lo hai accettato, esci nel mondo, proclama la luce, brilla  affinché le persone si volgano verso quella luce.

Se non lo hai ancora accettato sappi che La Luce è arrivata!  Esci dal freddo e dall'oscurità  ed entra nella sua luce meravigliosa!

Cosa stai aspettando?

Preghiamo.

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08 dicembre 2019

Aspettare cercando la Speranza - II° di Avvento | 8 Dicembre 2019 |


Come stai aspettando di ricordare l'arrivo di Gesù a Natale? Con il cuore freddo di uno scienziato, con quello impaurito di colui che non lo segue... o con quello umile ed aperto di chi ha fede e spera?
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Abbiamo introdotto la scorsa settimana il tema dell'Avvento, ed abbiamo acceso la prima candela,
quella che rappresenta la speranza.

Cosa significa “sperare”? Il dizionario Devoto lo definisce cosi:

“Attesa fiduciosa di un evento desiderato perché ritenuto gradito o vantaggioso”

Secondo il dizionario le caratteristiche di chi spera sono:

a) l'attesa;
b) a fiducia;
 c) il desiderio.

Non so se ci avete fatto caso, attesa, fiducia, desiderio, sono tutte cose che prevedono... che cosa? Stare ASSOLUTAMENTE FERMI! Sono azioni-non-azioni, dove l'importante è non muoversi.

E per noi credenti? Abbiamo detto che l'Avvento parla della speranza. Valgono le stesse categorie quando parliamo di Gesù?

Sappiamo che per noi l'attesa è terminata circa 2019 anni fa, anno più, anno meno, e che ogni anno in questo periodo festeggiamo appunto la fine dell'attesa.

Ma invece cosa significava la parola speranza,  per le persone di 2019 anni fa, in Israele? Leggiamo il Salmo 25:

“Fammi conoscere le tue vie, Signore; insegnami il cammino da seguire. Guidami con la tua verità, istruiscimi:sei tu il Dio che mi salva, ogni giorno sei la mia speranza.” (Salmo 25:4-5 TILC)

E poi nel Salmo 37:

“Spera nel SIGNORE e segui la sua via.” (Salmo 37:34a)

Per gli ebrei il concetto di speranza era spessissimo associato a quello di un cammino,  una strada,  una via da percorrere e che Dio ha già stabilito.

Facciamo un gioco; fondiamo le due definizioni di speranza, quella del mondo e quella della Bibbia e vediamo cosa ne esce:

“Attesa fiduciosa di percorrere un cammino desiderato che Dio  ha stabilito.”

Ora tu potresti giustamente chiedermi: “Ma Marco, che c'entra tutto questo con l'Avvento, col Natale, con la speranza, con l'attesa, e la fede?”

Vorrei leggere assieme a voi un brano dal Vangelo di Matteo:

"Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro:  «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via. "(Matteo 2:1-7, 9-11)


I Magi , che in alcune versioni  vengono chiamati “Uomini Sapienti”., erano una sorta di astronomi/astrologhi e provenivano probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia. Al giorno d'oggi Aleppo dista  circa 700 chilometri da Gerusalemme. Google Maps dice che una persona  impiega a piedi 136 ore:  calcolando di camminare 8 ore al giorno,  attualmente, con le strade moderne,  ci vogliono più di 17 giorni per arrivare...

All'epoca  non c'erano le strade che ci sono ora,  né il Tom Tom o il Garmin.  Bisognava attraversare più stati,  e bisognava ottenere il passaggio dalle autorità  e stare attenti dai predoni.

Probabilmente ci volevano circa tre mesi  per raggiungere Gerusalemme da Aleppo “in sicurezza”. (Ricordate che tipo di regali portavano e come erano vestiti!  Non passavano di certo inosservati!  Avrebbe fatto gola a chiunque  assalirli e derubarli!)

Ora … chi glie lo fa fare? Perché lo fanno?

Se tu sei un astronomo, cosa fai la notte invece di dormire? Guardi il cielo! Immaginatevi ora di essere astronomi e di guardare il cielo in direzione di questa costellazione.

Sapete di cosa si tratta vero? E' il Gran Carro,  che si trova all'interno della Costellazione con l'Orsa Maggiore  (poco più a destra in alto c'è la Stella Polare).




Immaginatevi che i Magi,  abituati a stare sempre con il naso all'insù una notte vedono questo:

Molti di noi, ammesso che si sarebbero accorti, avrebbero detto: “E beh? Chissene...”

I Magi invece erano “Uomini Sapienti” ovvero erano non solo astronomi ma erano anche studiosi. Di certo avevano letto la Torah (l'Antico Testamento) e queste profezie:

“Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele.” (Numeri 24:17a)

I Magi non erano Ebrei, e non erano neppure credenti; erano scienziati (dell'epoca)  che stavano aspettando un segno e che quando lo vedono, ragionano, agiscono, si muovono, cercano... sperano, in un certo senso, che il loro ragionamento sia giusto: “Questa è  la profezia, adesso c'è una stella nuova... ecco il segno!  Andiamo! Troviamolo!”

«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (v.2)

I Magi hanno aspettato  il momento giusto per muoversi, hanno cercato, hanno sperato hanno trovato. E lo facevano con gioia

“(la stella) giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.” (v. 10)

Ma, nello stesso momento dei Magi, c'erano altri  che stavano cercando un segno, e non erano di certo gioiosi:

“Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere.” (v. 3)

Il versetto dice  che  Erode era turbato. Lui aveva tutto il diritto di esserlo: era un re fantoccio, messo lì dai Romani. Contava meno di niente... ma era re!

Ma Erode non era il solo ad essere turbato. Guardate il versetto: dice che “tutta Gerusalemme” era turbata.

Gerusalemme era la capitale della Giudea, dove viveva gran parte delle persone “importanti”: i ricchi,  i sacerdoti,  gli scribi e i farisei.

Era governata dai Romani, che, da buoni politici, si erano ingraziati  facendogli favori  e dandogli cariche di prestigio  agli occhi del popolo ma inutili politicamente ricchi, sacerdoti scribi e farisei.

Capite bene che un “nuovo re” invece di Erode  avrebbe potuto “cambiare le carte in tavola”... c'era troppo da perdere, bisognava mantenere lo “status quo”, la situazione così come era.

Anche a Gerusalemme c'erano degli “scienziati”, degli studiosi, stavolta non del cielo, ma della Bibbia: erano i capi sacerdoti e gli scribi.

Anche loro “cercano” e trovano le profezie che si legano a quella stella nel cielo... che loro non hanno visto,  e neppure cercato... ma i Magi si:

“Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"»” (vv. 5-6)

Anche i sacerdoti e gli scribi hanno cercato, e hanno trovato... ma l'effetto non è stato “grandissima gioia”... ma piuttosto  paura per il futuro.

I Magi hanno fatto un lungo cammino... sacerdoti e farisei... nemmeno un passo.

Ma quella stessa sera c'erano anche altre persone che stavano aspettando e cercando: leggiamo Luca 2:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:  Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.  E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».... Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere».  Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; … E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:8-12, 14-16, 20)

Essere pastore  era il lavoro più comune per un ebreo, e se erano ebrei  credevano in Dio  e stavano aspettando il Messia che significa “l'Unto del Signore” colui che il Signore ha scelto.

La parola “messia” in greco  (la lingua in cui è scritto il vangelo di Luca) si traduce con “Cristo”.

Gli angeli annunciano ai pastori ebrei che il Cristo, il Messia  il re promesso, il Salvatore, è arrivato! Che non avevano sperato invano!

Cosa fanno i pastori? Dicono “Eh beh... ciccia, noi dobbiamo badare alle pecore.”? Assolutamente no: i pastori si muovono, agiscono, rispondono. Si incamminano, vanno, cercano... trovano.

E quale è l'effetto del loro muoversi del loro cercare la stalla col bimbo?

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Non so se avete fatto caso: avevamo detto che la speranza per la Bibbia è un cammino con Dio che porta a lodare Dio. Cosa avevano fatto i Magi dopo aver cercato Gesù, dopo aver trovato Gesù?

“(i Magi) Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono” (v. 11)

Hanno adorato Gesù! Cosa hanno fatto i pastori, dopo aver cercato la stalla, dopo aver trovato Gesù? Hanno glorificato Dio!

Cosa hanno fatto i sacerdoti e gli scribi dopo aver trovato il luogo dove sarebbe nato Gesù attraverso le profezie della Bibbia? Assolutamente nulla!

Secondo voi, chi ha apprezzato di più Dio di queste tre categorie di persone? Forse chi si è prostrato e ha adorato Gesù? I Magi, gli “uomini sapienti” gli scienziati che, attraverso lo studio del cielo si erano mossi,  avevano cercato,  avevano trovato?

Può essere... in fondo Dio in un certo senso li ha “usati”, si è servito di loro per rivelare suo figlio al mondo... ma...

Oggi abbiamo acceso la seconda candela dell'Avvento, quella relativa alla fede. Perché si erano mossi? Cosa stavano aspettando davvero? Avevano realmente capito chi avevano trovato? C'era fede in quello che avevano fatto?

Erano arrivati a Gesù attraverso l'intelligenza... ma questo non li aveva cambiati. Non erano divenuti credenti in Dio: infatti, se ne ritornano ad Aleppo in Siria e di loro non sapremo più nulla.

Quanti, al giorno d'oggi, credono che Gesù è realmente esistito è realmente il Figlio di Dio è realmente risorto... ma questa rivelazione non fa alcuna differenza nella loro fede?

Allora forse Dio ha gradito chi aveva capito studiando la Bibbia dove sarebbe nato Gesù, i sacerdoti e gli scribi?

Avevano capito... ma non si erano mossi da Gerusalemme. Erano arrivati a capire  che Gesù era nato attraverso la lettura della Parola... ma questo non li aveva cambiati, anzi; li aveva turbati,  spaventati per quello che avrebbe significato per loro. Erano credenti, ma che razza di fede avevano?

Ebrei dice:

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1)

Speranza e fede sono legate assieme, e la fede vera porta a sperare, non ad avere paura.

Molti al giorno d'oggi vivono la stessa situazione. Sanno che Dio esiste,  che Gesù è venuto ma vivono la loro fede non con speranza, ma con la paura.

Temono il giudizio, e la punizione, perché la loro fede è solo nella conoscenza di Gesù, non nell'affidarsi a lui e seguirlo.

Chi ha gradito Dio, allora?

I pastori si erano mossi dalle proprie greggi per andare ad incontrarlo, seguendo la speranza  nella promessa di Dio  di mandargli il Messia,  l'Unto, il Cristo. Non li aveva guidati la loro intelligenza e neppure la loro conoscenza della Bibbia ma la fiducia, la fede che se Dio promette qualcosa, quello avverrà.

Dove sei tu,  in questo Natale? Cosa  stai aspettando?

Stai aspettando di sapere tutto su Gesù sfrutti la tua intelligenza, la scienza., i libri ome hanno fatto i Magi (intendi, tutte cose più che lecite, anzi ottime) ma non sei disposto, non sei disposta a seguirlo... e te ne torni ad Aleppo...  come i Magi?

Oppure stai aspettando il Natale  con paura, come i sacerdoti e gli scribi, perché sai che la conoscenza della Bibbia non ti mette al riparo dal giudizio, se la leggi e basta, e non la metti in pratica?

Luca dice:

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Gli unici che stavano davvero aspettando, gli unici che avevano davvero sperato erano i più poveri,  i più semplici,  i più umili di tutti.

Cosa stai aspettando a Natale? Sappi che Dio sta cercando cuori poveri cuori semplici cuori umili, a cui rivelarsi, e offrire “ un Salvatore, che è Cristo, il Signore”

Gesù dice:

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. ...Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:25, 28)

Se lo hai già trovato, ritorna a lodare  e glorificare Dio  per tutto quello che hai visto e udito.

Se non lo hai ancora trovato, cosa stai aspettando? Lui aspetta te, questo Natale.... e sempre!

Preghiamo.

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04 gennaio 2015

La saggezza e il premio per coloro che cercano Gesù | 4 Gennaio 2015 |


C'è sempre un premio per coloro che cercano Gesù con tutto il cuore: lui è lì pronto per contraccambiare il tuo dono!
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Il Natale è appena trascorso, ma in molte delle nostre case sono ancora presenti le rappresentazioni
della natività che noi chiamiamo “presepe”.

In qualsiasi presepe che si rispetti ci sono  una serie di personaggi che non sembrano adattarsi nella stalla: sono i Magi, o i Sapienti.

Siamo abituati a loro, ma se si guarda la scena da vicino, appaiono fuori luogo con i loro vestiti eleganti e i loro regali speciali. Ma per me sono le persone più affascinanti della storia di Natale.

Non sappiamo molto su di loro. Non sappiamo esattamente chi fossero  o da dove venissero. I Magi erano un misto tra filosofi, scienziati e astronomi. Erano abbastanza ricchi e ben istruiti. Ma questo è davvero tutto quello che sappiamo su di loro: non sappiamo neppure quanti fossero, anche se la tradizione popolare li ha indicati in tre (in accordo con la quantità di doni) e ha dato loro anche dei nomi (Gaspare, Melchiorre e Baldassarre), e addirittura un differente colore della pelle per ciascuno di loro.

In realtà, di loro, non sappiamo assolutamente nulla: entrano ed escono dalla storia di Natale come fulmini: compaiono in Matteo 2:1 e in Matteo 2:11 già se ne vanno.

Ma, in appena 11 versetti ci danno una dimostrazione pratica di cosa significhi essere saggi ed essere alla ricerca della verità. Ecco come comincia la loro incredibile storia.

"Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode.In quel periodo alcuni Magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente e chiesero:  "Dov'è quello che è nato per essere re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti qui per adorarlo".  Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui l'intera città di Gerusalemme" (Matteo 2: 1-3 PV)

In che modo i magi dimostrano saggezza?

1. Vogliono sapere la verità su Dio

I Magi erano scienziati, avevano studiato e nei loro studi erano arrivati a concludere che un re mandato da Dio stava per venire. Ma non si accontentano; vogliono sapere la verità e non restare con le proprie conclusioni.

Per fare questo compiono tre azioni:

 I. Fanno domande

Iniziano con una domanda abbastanza sconcertante:

"Dov'è quello che è nato per essere re dei Giudei?”

Il bello è che fanno la domanda  in giro, e tutti rimangono sconcertati, perché tutti sapevano che Erode era il re!

In realtà Erode era stato messo lì dai Romani: era un uomo vizioso, buono a nulla, arrogante e stupido come una capra; era odiato dal popolo.. ma era facilmente manovrabile dai Romani!

I Magi non cercavano un re- fantoccio, ma cercavano il Re dei re, il Signore dei signori: cercavano Gesù.

Uomini e donne sagge ancora lo cercano ai giorni d'oggi.  Ci sono due tipi di persone nella vita quando si tratta di verità:

  • gli speculatori
  • e  i ricercatori.


Gli speculatori fanno ipotesi circa la verità. Gli speculatori pensano di sapere come è Dio. Gli speculatori amano litigare e discutere su Dio, ma tentano solo di "indovinare" come sia, perché non vogliono veramente conoscere la verità. Vogliono solo parlare di lui.

Dio invece ama coloro che prendono tempo per trovare la verità.

I Magi sono ricercatori; non sono venuti per insegnare chi fosse Gesù, per dimostrare la loro superiorità scientifica, per far fare una “brutta figura” ai Giudei, ma sono venuti a domandare dove fosse Gesù.

Come stai utilizzando la tua “cultura biblica”? Per dimostrare la tua superiorità con gli altri, per vincere nelle dispute teologiche, oppure per farti le giuste domande e trovare dove è Gesù, quale siano le scelte, le vie, le decisioni che lui vuole per te?

Prendi esempio dalla saggezza dei Magi, e fai domande per scoprire dove è Gesù.

II. Studiano e guardano quello che accade attorno a loro

“Abbiamo visto la sua stella in Oriente”

I Magi stavano col naso all'insù nelle notte per studiare il cielo: non erano “credenti”, ma Dio li ha usati per rivelare Suo figlio al mondo.

C'è una ipotesi su cosa abbiano visto (prendetela come tale). Nel 7 AC ci fu una congiunzione tra Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci che durò 5 mesi, e fu particolarmente visibile nel Mediterraneo poco sopra l'orizzonte.

I magi erano astronomi, e sapevano della congiunzione,  ma anche “astrologi”: e l'astrologia diceva che:

  • Giove = pianeta dei re
  • Saturno = pianeta di Israele
  • Costellazione dei Pesci = era dove il sole iniziava di nuovo il suo tragitto, = l'inizio di qualcosa nuovo

Traggono le conclusioni: Giove = re, Saturno = Israele, Pesci = l'inizio di qualcosa nuovo.

Quindi: “In Israele è nato un nuovo re”.

I Magi non erano credenti.. e tu? Ti stai guardando attorno per vedere quello che succede? Stai cercando i “segni” per vedere dove Dio vuole che tu vada, oppure scegli le tue destinazioni a caso, o peggio sull'emozione dl momento?

Se sei credente, non ti serve di interpretare “segni nel cielo”, il Padre ti ha provveduto una “mappa” - la Bibbia- . La stai studiando? La apri quotidianamente? Cerchi il Suo volere e la Sua voce in essa?

Se non credi ancora, sappi che quella mappa è disponibile anche per te, e che questa chiesa è il luogo dove puoi imparare a capirla meglio.

III. Fanno di tutto per trovare risposte

“Alcuni Magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente...”

I magi provenivano probabilmente da Aleppo, in Siria, dove c'era una famosa scuola di astrologia. Al giorno d'oggi Aleppo dista circa 700 chilometri da Gerusalemme.

Google Maps dice che una persona impiega a piedi 136 ore: calcolando di camminare 8 ore al giorno, attualmente, con le strade moderne, ci vogliono più di 17 giorni per arrivare...

All'epoca non c'erano le strade che ci sono ora, né il Tom Tom o il Garmin. Bisognava attraversare più stati, e bisognava ottenere il passaggio dalle autorità e stare attenti dai predoni.

Probabilmente ci volevano circa tre mesi per raggiungere Gerusalemme da Aleppo “in sicurezza” (ricordate che tipo di regali portavano e come erano vestiti! Non passavano di certo inosservati! Avrebbe fatto gola a chiunque assalirli e derubarli!)

I Magi avrebbero potuto semplicemente “leggere” il segno nel cielo, tirarsi su la coperta, darsi il bacino della buonanotte, e dormire.

E invece no. Fanno di tutto per trovare risposte. Affrontano un viaggio lungo 700 chilometri verso una destinazione ignota, investendo il loro tempo, il loro denaro, il loro sforzo, mettendo a repentaglio la propria personale incolumità pur di sapere. Cercano di Gesù, con tutto quello che hanno.

Dio ama i ricercatori. La Bibbia ci dice:

"Ma di là cercherai il Signore, il tuo Dio, e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua. " (Deuteronomio 4:29 ).

In che modo stai cercando Gesù? Gli stai dando il meglio del tuo tempo, il meglio del tuo denaro, il meglio del tuo sforzo? Insomma tutto quello che va sotto il termine biblico “primizie”?

Se vuoi davvero scoprire la verità, questo non potrà non succedere. Dio non ti lascerà andare senza fartela trovare. Ma il Signore vuole le tue primizie per poterti benedire:

“Là io mi compiacerò di loro, là io chiederò le vostre offerte e le primizie dei vostri doni in tutto quello che mi consacrerete. Io mi compiacerò di voi come di un profumo di odore soave.” (Ezechiele 20 40b-41a)

I Magi si affaticano nella loro ricerca, ma non è invano.

2. Il premio vale tutto lo sforzo

L'altra cosa che ci insegnano i Magi è che la saggezza e lo sfforzo di cercare Gesù produce un premio smisurato.

"In quel periodo alcuni Magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente e chiesero: 2 "Dov'è quello che è nato per essere re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti qui per adorarlo" …  I Magi, dunque, ripresero il loro viaggio ed ecco, la stella apparve loro di nuovo e si fermo proprio sulla casa dov'era il bambino.. "(Matteo 2: 1-2, 9 PV)

I quattro  verbi usati nei due versetti sono tutti verbi di movimento, comportano uno sforzo.

Cercare la verità non è un lavoro part-time. Prende tutto quello che hai. Abbiamo detto che i Magi erano disposti ad affrontare qualsiasi viaggio pur di trovare la verità.

Gesù nacque a Betlemme, che si trova a soli sei chilometri da Gerusalemme. Al tempo della nascita di Gesù, Gerusalemme era il centro spirituale del mondo. Tutti i tipi di attività spirituale stavano prendendo posto a Gerusalemme. Tutti i principali leader religiosi di tutto il mondo erano in Gerusalemme, ma nessuno di loro cercavano Gesù. Solo persone da "fuori" - il saggi/Magi da una cultura completamente diversa - cercavano Gesù.

Re Erode si era perso la nascita di Gesù. Così avevano fatto i leader politici ed economici di Betlemme. Gli stessi sacerdoti non l'avevano vista: erano stati i Magi a sollecitare in loro la ricerca nelle Scritture di chi fosse quel re che doveva nascere, scoprendo che il profeta Michea aveva indicato centinaia di anni prima il luogo.

In Italia noi viviamo, almeno fino ad ora, in una cultura dove si parla ampiamente di Gesù, ma spesso le persone mancano di celebrarne l'arrivo... e non solo a Natale (anzi quello è il solo che celebrano) ma l'arrivo nelle loro vite, quello che sappiamo per esperienza diretta può trasformarle perché in effetti non lo stanno cercando.

Ma il Magi hanno cercato Gesù. Erano disposti a fare un lungo viaggio in un deserto caldo e torrido pur di trovare Gesù. Erano sul serio alla ricerca di Dio. Erano disposti a fare qualsiasi cosa per trovarlo.

Questo si che è saggio! E 'quello che dobbiamo fare anche noi. Non  dobbiamo lasciare nulla di intentato per metterci in rotta di ricerca per Dio. E' il risultato più importante del mondo.

Gesù ha detto:

“Il Regno dei cieli è come un mercante di perle alla ricerca di perle di prima scelta.  Quando scopre una perla di grande valore, vende tutto ciò che possiede per comprarla.” (Matteo 13:45-46 PV)

Sembra che il Magi dall'Oriente l'avessero capito molto prima che Gesù raccontasse questa parabola.
Infatti in Matteo è detto:

“Al vederla (la stella) la loro gioia fu immensa! Entrati nella casa, videro il bambino con sua madre, Maria, e s'inginocchiarono per adorarlo, poi, gli offrirono i loro tesori: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:10-11 PV)

I Magi erano disposti a rinunciare a tutto quello che avevano per adorare Gesù. Erano disposti a rinunciare alle comodità della propria casa per un viaggio lungo e difficile perché avevano la giusta motivazione nella ricerca di Gesù.

Volevano adorarlo. Volevano offrigli il meglio del meglio del meglio. Volevano tributarlo di doni che spettano solamente a un re potente.

A cosa devi rinunciare per adorare Gesù? Cosa devi “cedere” e mettere in secondo piano, oppure sottomettere a Gesù? La tua “posizione sociale, cosa pensano di te gli altri i tuoi soldi, il tuo lavoro, la tua famiglia, i tuoi hobby?

I Magi erano disposti a dare per adorare Gesù. Erano disposti a spendere tanto, tantissimo: per trovare doni che  non si trovavano nei supermercati dell'epoca.

Gesù non ne aveva, e non ha bisogno di nulla, ma la realtà è che  Gesù non ha tutto. Ci sono cose che solo tu puoi dargli, e che valgono più di oro, incenso e mirra.

Tre su tutte:

I. La tua fiducia

La fiducia, o fede, è una questione volontaria. Gesù non ha la tua  fiducia a meno che tu non glie la dia deliberatamente. Lui non ti forzerà mai a dargliela, ma si aspetta che tu riconosca tutto quello che lui ha fatto per te, e in base a quello che lui ha fatto per te tu glie la dia.

“Poi Gesù disse ancora: "Non siate ansiosi. Abbiate fede in Dio ed abbiate fede anche in me.” (Giovanni 14:1 PV)

Fai che Gesù sia  primo posto nella  tua vita. Se qualcosa o qualcuno altro oltre a  Gesù è al primo posto nella tua vita, quello si chiama un idolo. Scegli di fare di Gesù il primo nelle tue finanze, nei tuoi interessi, nelle tue relazioni, nei tuoi piani... e anche nei tuoi problemi.

II. Il tuo cuore

Il tuo cuore è ciò che ami di più, ciò  a cui dai valore, e ciò che più ti interessa.

Gesù dice:

"Vendete ciò che possedete e date a quelli che ne hanno bisogno. Fatevi un capitale che non perderà il suo valore: un tesoro in cielo che non scomparirà, là nessun ladro potrà arrivare, né le tarme distruggere. Perché, dove è il vostro tesoro sarà anche il vostro cuore." (Luca 12:33-34 PV).

Un modo importante di dare a Gesù tuo cuore  è di dare le tue risorse economiche per il suo lavoro: la tua decima e le tue offerte. Gesù non ha bisogno del tuo denaro, ma vuole ciò che rappresenta - il tuo cuore.

“Perché, dove è il vostro tesoro sarà anche il vostro cuore”

III. La tua testimonianza

“Andate dunque a fare miei discepoli fra gli uomini di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato.". (Matteo 28:19-20a)

Questo è quello che noi chiamiamo in gergo “evangelichese” il “ Grande Mandato”: Gesù vuole una famiglia più di ogni altra cosa. E non soltanto a Natale.. Vuole figli e figlie che scelgano di amarlo e fidarsi di lui. E' il motivo per cui celebriamo il Natale.

Forse hai testimoniato di Gesù a qualcuno durante questo Natale. Gesù non è soltanto il Signore del Natale. Racconta agli altri di ciò che Gesù ha fatto nella tua vita durante tutto l'anno.


Conclusione

La Bibbia ci dice che i Magi non hanno dato i loro avanzi di Gesù, quando lo ha visitato il primo Natale, ma invece ha dato doni  di valore; sei disposto, sei disposta a dare il tuo meglio a Gesù?

 “E siate certi di questo: io sarò con voi ogni giorno, sempre, fino alla fine”. (Matteo 28:20b PV)

C'è sempre un premio per coloro che cercano Gesù con tutto il cuore: lui è lì pronto per contraccambiare il tuo dono!
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