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21 novembre 2021

Guardando Gesù: il suo volto | 21 Novembre 2021 |

Come dipingeresti il volto di Dio? Rassicurante o inquietante? Amorevole o ostile? Se vuoi davvero sapere quale volto ha Dio, ti basta guardare quello di Gesù; non i dipinti di lui, ma ciò che ha fatto qui, quando è sceso in terra.
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Predicatrice: Jean Guest
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Tempo di lettura: 9 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 29 minuti

 Scommetto che se tu chiedessi alle persone di descrivere l'aspetto di Gesù, sarebbero in grado di farlo. Dopo tutto, è la figura più dipinta dell'arte occidentale. È così riconoscibile che la gente sa persino che è lui quando appare sul loro toast. 

Vogliamo vedere se riusciamo a descriverlo? Capelli lunghi o corti? 

Con la barba o rasato? Magro o robusto?  E naturalmente molto sicuramente bianco! 

Per 2000 anni Gesù è stato oggetto di speculazioni artistiche. Il mio preferito è il Gesù palestrato di  questa pubblicità. 

Naturalmente non abbiamo idea di che aspetto avesse perché le prime icone erano basate sulle tradizioni del tempo ed avevano a che fare di più col simbolismo cristiano che con la realtà. 

Gli dei avevano i capelli lunghi e la barba per mostrare che erano proprio quello, dei; erano seduti su troni per dimostrare il potere; la loro postura simboleggiava il loro rapporto con gli esseri umani: e così Gesù ha la

barba, è seduto su un trono e la sua mano ha le due dita unite per mostrare la fusione del divino e dell'umano ed è alzata in segno di benedizione. Ciò che Gesù chiaramente non è l'essere un bianco, e che Dio perdoni noi cristiani occidentali per i danni che abbiamo causato nei secoli insistendo sul fatto che lo era e lo è. 

No, non possiamo sapere che aspetto avesse fisicamente Gesù

Anche se questa è una ricostruzione fatta attraverso il cranio di un uomo della Galilea dell'epoca di Gesù, ci dà un intrigante sguardo ciò che è possibile. Ma possiamo e sappiamo cosa vedeva la gente quando lo guardava. 

Immaginate una persona che sia così persa  e s’allontani così tanto da ciò che sa  essere il giusto e che finisca per vivere una vita totalmente dissoluta, partecipando a comportamenti lascivi e dannosi. Una mattina si ritrova ubriaco con il vomito addosso in un letto e non ha idea di come ci sia arrivato, o dove sia. Ha toccato il fondo.

Si vergogna completamente di quello che è diventato/a e decide di tornare a casa barcollando. Arrivato  a casa, sta cercando la chiave, quando la porta si apre e c'è Gesù. Cosa fa Gesù? Cosa vi immaginate che faccia?

Si arrabbia? Sembra deluso? Lo fa entrare, ma si gira e se ne va? Tyler Staton, la cui idea ho appena usato, dice che il modo in cui rispondiamo alla domanda rivela il Dio in cui crediamo veramente. Non quello in cui pensiamo di credere, o di cui abbiamo letto, o quello che ci hanno insegnato. Ma la nostra risposta istintiva è il Dio in cui crediamo veramente. 

A W. Tozer, pastore americano e pensatore cristiano del 20° secolo, disse questo: “Quello che ci viene in mente quando pensiamo a Dio è la cosa più importante di noi... Noi tendiamo per una legge segreta dell'anima a muoverci verso la nostra immagine mentale di Dio"  (da “The Knowledge of the Holy” - A.W. Tozer)

Come hai risposto alla domanda? Il tuo Dio è deluso da te? Ti mette paura? È sempre arrabbiato? È distante? 

Se per te è una o tutte queste cose, allora lascia che ti presenti Gesù. 

“Ma Gesù ad alta voce esclamò: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato;  e chi vede me, vede colui che mi ha mandato.” (Giovanni 12:44-45)

Gesù sta dicendo: “Guardami, ecco com'è Dio”. Recentemente ho sentito qualcuno dire: “Se non lo vedi in Gesù, non è vero di Dio”. 

Allora perché alcuni di noi lottano per trovare una visione di Dio amorevole, gentile e compassionevole, e finiscono per averne una piena di ira, punizione e disapprovazione? Perché questo è importante. 

Vorrei suggerire che parte del problema è che spesso i cristiani non riescono a tenere in equilibrio le scritture. Se guardiamo all'Antico Testamento, vediamo esempi di quello che sembra essere Dio che pone condizioni alla sua misericordia e persino condona la violenza. 

Per esempio il Salmo 103:

“Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il Signore verso quelli che lo temono.” (Salmo 103:12-13)

Parla dell'incessante amore  di Dio, il suo amore tenero e compassionevole, MA solo per coloro che lo temono. Nel Nuovo Testamento, con la nuova alleanza stabilita attraverso Gesù, troviamo che il suo amore è incondizionato 

“Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati).” (Efesini 2:4-5)

Un altro esempio è la lapidazione delle donne se si pensa abbiano commesso peccati sessuali:

“Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata vergine, allora si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà a morte, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così toglierai via il male di mezzo a te. “ (Deuteronomio 22: 20-21)

Ma quando la donna sorpresa in adulterio fu portata da Gesù, cosa disse a quelli che chiedevano il suo sangue?  "Quello che fra voi è senza peccato, scagli la prima pietra!" (Giovanni 8:7 b)

L'Antico Testamento è ispirato da Dio, ma è pieno di impronte umane. È una rivelazione incompleta di Dio e, come dice Bruxy Cavey, "Gesù chiarisce la nostra visione e ci chiama a ripensare tutto ciò che pensavamo di sapere". La nuova alleanza sostituisce la vecchia. 

“Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere.” (Giovanni 1:17-18)

Ancora una volta voglio ricordarvi che Gesù sta dicendo:”Guardatemi, ecco com'è Dio!”  Aggrapparsi all’idea di un Dio arrabbiato e vendicativo non ci fa bene. Ci sono prove che suggeriscono che una tale visione non giova al benessere e alla salute mentale di coloro che hanno tali opinioni. 

 Il Prof. Pargament ha anche scoperto che:”...  quando le persone credono che Dio le ha abbandonate, o quando mettono in dubbio l'amore di Dio per loro, tendono a sperimentare una maggiore angoscia emotiva, e persino ad affrontare un rischio maggiore di morte anticipata."

Né è un bene per coloro a cui siamo destinati ad essere testimoni. Non possiamo spaventare le persone per farle entrare nel Regno, e anche se ci riusciamo, la paura può dare loro una sorta di bussola morale, ma vi garantisco che non saranno credenti gioiosi e pieni di speranza. 

Sapete,  c'è una ragione per cui gli scrittori di thriller polizieschi hanno spesso come protagonista principale un fanatico religioso, perché è facile fare la connessione tra qualcuno che crede in un dio vendicativo e lo stesso che si vede come suo agente vendicatore. 

Il dott, Newberg ha detto: “Ad esempio, se invece di sostenere l'amore e la compassione, una religione  sostiene l'odio verso i non credenti, anche queste convinzioni negative diventerebbero parte del modo in cui il cervello funziona. In teoria, questo accenderebbe aree del cervello coinvolte nel pensiero dell'odio, e potrebbe aumentare lo stress e stimolare il rilascio di ormoni dello stress.”.

Ora non sto suggerendo che tutti noi conosciamo potenziali serial killer, ma scommetto che ci siamo tutti trovati in una stanza con un credente che si è permesso di giudicare un altro essere umano e lo ha giustificato con una scrittura, e una scrittura che non menziona la grazia. Quando la gente ci guarda, ha bisogno di vedere persone che indicano Gesù perché lui è la via, la verità e la vita. 

In Ebrei 1, versetto 3, dice

“Questo Figlio è lo splendore della gloria di Dio, l'impronta perfetta di ciò che Dio è. . (Ebrei 1:3 a)

E la parola  impronta nell'originale greco è  χαρακτήρ charaktēr, che significa "'espressione esatta (l'immagine) di qualsiasi persona o cosa, somiglianza marcata, riproduzione precisa in ogni aspetto."

Ovvero, un facsimile

Quando guardiamo Gesù vediamo veramente Dio. E cosa vediamo?  La sua compassione che ridà vita e speranza; ci sono infiniti esempi di come Gesù dimostri questo, ma uno dei preferiti è la storia della madre il cui figlio è morto:

“Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: «Non piangere!» E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono ed egli disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!»  Il morto si mise a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre. “(Luca 7:12-15)

Il suo profondo amore per gli infranti e gli emarginati 

“Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni {e aveva speso tutti i suoi beni con i medici} senza poter essere guarita da nessuno, si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso di sangue cessò. E Gesù disse: «Chi mi ha toccato?» E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui dissero: «Maestro, la folla ti stringe e ti preme [e tu dici: Chi mi ha toccato?]».  Ma Gesù replicò: «Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me».  La donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettatasi ai suoi piedi, [gli] dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita in un istante.  Ma egli le disse: «Figliola, [coraggio,] la tua fede ti ha salvata; va’ in pace».” (Luca 8:43-48)

È stata evitata come impura per dodici anni, non ha conosciuto un tocco amorevole in tutto questo tempo e lui la chiama figlia (tra l'atro è l'unica volta che Gesù usa questo sostantivo); non solo è guarita, ma  viene anche riabilitata come persona.  Riuscite a immaginare cosa significasse per lei? 

Il suo amore incondizionato che  guarda sempre, e aspetta, e corre verso di noi. 

“Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.”(Luca 15:20)

I prodighi sono ritornati là dove erano partiti. La porta è aperta e siamo invitati ad entrare da un Dio amorevole, misericordioso e compassionevole che dice: "Benvenuti". 

Volgi il tuo sguardo su Gesù  Guarda a fondo nel suo meraviglioso volto. 

Amen.

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03 marzo 2019

Quale Gesù stai seguendo? | 3 Marzo 2019 |

Il mondo moderno ha creato almeno tre differenti Gesù, a seconda delle proprie esigenze personali.

C'è il "Gesù-santone", un leader spirituale assieme a tanti altri, con la sua tunica lunga che serve ad ispirare, a dare buoni consigli... Ma uno vale l'altro: Gesù, Buddha o Ghandi, sono sullo stesso piano.

C'è poi il "Gesù-rivoluzionario", un guerrigliero della liberazione dei popoli alla Che-Guevara o Simon Bolivar, che ci spinge a entrare nella vita politica e a sovvertirla.

Oppure c'è il "Gesù-Babbo Natale", che, alla fine, premierà tutti quanti allo stesso modo.


Ma qual'è il vero Gesù? Mario Forieri, attraverso la prima lettera ai Corinzi, ci mostra che il vero Gesù è più semplice e più puro, ed è quello venuto a soffrire e morire per salvare solo quelli che credono in lui e in lui solo.

E tu, quale Gesù stai seguendo?

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"Vorrei che sopportaste da parte mia un po’ di follia! Ma sì, già mi state sopportando! Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo per presentarvi come una casta vergine a Cristo.  Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità {e dalla purezza} nei riguardi di Cristo.  Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri." (2 Corinzi 11:1-4)


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10 dicembre 2017

La necessità del Natale per la salvezza nella Pasqua - Il Libro di Isaia 4° parte | 10 Dicembre 2017 |

Il Natale era necessario perché Dio potesse darci la possibilità di rimettere in paro il nostro rapporto con lui nella Pasqua.
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Siamo al quarto appuntamento con il Libro di Isaia, un libro scritto settecento anni prima del primo Natale, che copre circa sessanta anni della vita del popolo di Dio, dove la storia non è lineare, ma gira attorno alle profezie  che via via Dio fa al profeta.

Oggi parleremo del brano con cui Dio, tanti anni fa, ha convinto un giovane scettico e che amava le cose concrete, le statistiche, i numeri, che Gesù era realmente venuto, e che era esattamente quello che diceva di essere: il Salvatore. Quel giovane ero io,  ed il capitolo è il 53.

I primi 39 capitoli, li avevamo intitolato “Guai”. Ma con Simone nel secondo messaggio, avevamo visto che “Il Signore non serba la sua ira per sempre”, ma che anzi Dio è pronto a perdonare  e ad amare fino alla millesima generazione SE lo riconosciamo come nostro Signore al di sopra di ogni cosa. E infatti avevamo detto che il tema dal capitolo 40 in poi  è la “Gioia” o “Non temete”.

Ci eravamo lasciati la settimana scorsa con questo versetto

“ Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele (Dio con Noi) ” (Isaia 7:14)

Avevamo detto che Dio e  Dio solo,  avrebbe potuto ristabilire la parità tra Lui e l'uomo, pagare per il debito enorme di gratitudine accumulato dall'uomo. E questo avrebbe significato mandare qualcuno che avesse  da un lato la sua medesima natura divina  e dall’altro una forma d’uomo per scendere sulla terra,  per essere servo e strumento perfetto nelle mani del Signore. Questo uomo si sarebbe chiamato il Salvatore.

Ciò che il mondo tra pochi giorni ricorderà (e, che piaccia o meno, non solo quello cristiano) è qualcosa che era necessario affinché potesse giungere il momento nel quale Dio avrebbe ristabilito la parità tra lui e il suo popolo.

 Il Natale è giunto, perché potesse arrivare la Pasqua. Senza il Natale, il mondo non avrebbe visto il Salvatore, non lo avrebbe conosciuto, non avrebbe avuto la possibilità di credere, né di essere salvato.

Il Natale è strettamente connesso alla Pasqua, poiché parla di un Salvatore: Gli angeli in quel primo Natale dissero ai pastori:

“Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 3:11)

Nel libro di Isaia che stiamo studiando, per diciassette volte la parola Salvatore  è stata usata per identificare Dio,  per sole due volte essa è invece riferita  a qualcuno che verrà mandato,  e significative sono  le due parole ebraiche usate per Salvatore.

La prima è  “Yasha”  che sta a significare “colui che concede un grande spazio per muoversi”. Durante la deportazione a Babilonia,  il popolo di Dio avrà letto e riletto le profezie di Isaia;  cosa pensate potesse significare  per un popolo deportato in Babilonia  e rinchiuso come schiavo al servizio del re  un Salvatore che concede un grande spazio per muoversi?

Cosa pensi possa significare per te un Dio che viene in carne ed ossa, per concederti più spazio per muoverti?

La tecnologia ha reso possibile per molti di noi di spostarci da un continente all'altro in poche ore. Ma spesso il luogo più difficile da dove vorremmo fuggire siamo noi stessi: le nostre paure,  i nostri limiti, le nostre abitudini sbagliate (i peccati).

Gesù è venuto  a Natale per essere “Yasha”, il Salvatore, e darci più spazio, liberarci da noi stessi, farci volare lontano dai nostri limiti e problemi.

L’altra è  “Gah-a”,  che significa “colui che paga per avere in dietro qualcosa”. Come si saranno sentiti gli esuli di di Giuda in Babilonia sapendo che sarebbe venuto qualcuno che avrebbe pagato un prezzo altissimo pur di poterli avere indietro?

Come ti senti tu sapendo che Gesù è “Gah-a” colui sceso per pagare per tutti; tutti i nostri eccessi,
tutta la nostra ribellione, tutta la nostra voglia di fare ciò che il Padre ci dice di NON fare e di NON fare ciò che ci chiede?

Dio manderà qualcuno della sua stessa natura  per dare uno spazio più grande dove il suo popolo possa muoversi  ed a pagare per averlo indietro;  e non sarà un prezzo esiguo poiché:

“Infatti così parla il Signore: «Voi siete stati venduti per nulla e sarete riscattati senza denaro». ” (Isaia 52:3)

Attenzione, perché quel “senza denaro”  potrebbe trarci in inganno.  Quello che dice Isaia qui per conto di Dio, è che “non basterà il danaro per riscattare il suo popolo”,  ma servirà molto di più.

Per riscattare un popolo reso schiavo e senza valore  tanto da essere venduto per nulla  non basterà il danaro, ma servirà qualcosa di molto più prezioso: la vita di colui che solo avrebbe obbedito perfettamente a Dio,  vita per vita.

Immagina di essere stato rapito dall'Isis e che abbiano richiesto per non ucciderti, che il  presidente degli Stati Uniti ti sostituisca dinanzi al plotone d'esecuzione: pensi che Mr. Trump lo farebbe?

Qui c'è ben più del presidente degli Stati Uniti che prende il tuo e il mio posto dinanzi al plotone.

Tu potresti dirmi:  “Ok, Marco, ci sono stati tanti eroi che hanno salvato dal plotone d'esecuzione degli innocenti.” E avresti ragione. Ma quanti sarebbero stati disposti, sapendo che le persone scelte per morire,erano dei pedofili, degli assassini, commercianti di armi, responsabili della deforestazione in Amazonia, dittatori crudeli in Nord Corea?

Colui che sarebbe venuto a Natale non avrebbe badato a chi era nella lista dei condannati, ma anzi sarebbe venuto non per salvare degli innocenti,ma dei colpevoli.

Ma che tipo di Salvatore sarebbe stato mandato? Quale Messia avrebbe scelto Dio  per la Sua opera di salvezza?

Il popolo ebreo attendeva un Salvatore  che eguagliasse e superasse i fasti di re Salomone,  un principe guerriero che sgominasse ogni nemico di Israele, ma il capitolo 53 lo descrive in una maniera completamente differente.

Leggiamolo assieme dal capitolo 52 al versetto 14 fino alla fine del capitolo 53, e poi commenteremo:

'Come molti, vedendolo, sono rimasti sbigottiti (tanto era disfatto il suo sembiante al punto da non sembrare più un uomo, e il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo), così molte saranno le nazioni di cui egli desterà l’ammirazione; i re chiuderanno la bocca davanti a lui, poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato, apprenderanno quello che non avevano udito.' (Isaia 52:14-15) 

'Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio del Signore ?  Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato ; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il  Signore  ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. Ma il  Signore  ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l’opera del  Signore  prospererà nelle sue mani. Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori ; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.' (Isaia 53:1-12)

Commenteremo alcuni brani assieme.

“Come molti, vedendolo, sono rimasti sbigottiti (tanto era disfatto il suo sembiante al punto da non sembrare più un uomo, e il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo).” (Isaia 52:14a)

Ecco come appare Gesù dopo la flagellazione e con la corona di spine sul capo! Al capitolo 19 del suo Vangelo, Giovanni descrive come appariva Gesù, tanto che Pilato deve dire alla gente “Ecco l'uomo” quando lo presentò loro perché decidessero se dovesse vivere o morire.

(Nelle prime bibbie in latino era scritto “ecce homo”: e fino a qualche anno fa  quando qualcuno diceva “ti riduco un ecce homo” voleva dire che ti riduceva in condizioni da non sembrare più un uomo.”)

“Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio del Signore?  Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci..(Isaia 53:1-2)

Il popolo si attendeva un re nel suo manto, seguito da eserciti.

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini,  uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.” (Isaia 53:3)

Oltre a essere percosso, sputato e deriso  dai militari e dalla gente lungo la strada del Golgota vi ricordate che tutti fuggirono; solo Pietro rimase a distanza,  ma poi lo rinnegò tre volte,

“Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni” (Isaia 53: 5a)

Per verificare che fosse morto  un militare romano piantò una lancia nel fianco di Gesù.  per decretarne la morte.: “Ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con una lancia e dalla ferita uscì subito sangue e acqua.” (Giovanni 19:34)

“ Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il Signore ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.” (Isaia 53:6)

Vi ricordate chi dirà di essere Gesù?  “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore.” (Giovanni 10:11)

“Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca.” (Isaia 53:7a)

Pilato stesso lo implorerà di difendersi: “Pilato gli chiese ancora: "Perché non dici niente? Guarda di quante cose ti accusano".  Ma Gesù, con grande meraviglia di Pilato, non disse una parola.” (Marco 15:4.5)

 “Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte egli è stato con il ricco.” (Isaia 53:9a)

Il corpo di Gesù verrà deposto in una tomba nuova di un ricco discepolo di nome Giuseppe di Arimatea”: “Quando si fece sera, un certo Giuseppe di Arimatea, un uomo ricco che era diventato discepolo di Gesù,  si presento a Pilato per chiedergli la salma, e Pilato ordino di consegnargliela. Giuseppe prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un lenzuolo di lino pulito  e lo mise nella propria tomba nuova, che aveva scavato nella roccia.” (Matteo 27:57-60)

“Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce  e sarà soddisfatto.” (Isaia 53:11a)

Il tormento  nel Getzemani quando disse “allontana da me questo calice” (Luca 22:42) e la luce accecante della resurrezione che abbaglierà le guardie romane.

“perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli.” (Isaia 52:14-53:12)

Gesù verrà crocifisso assieme a due ladroni, lui stesso dirà in Luca 22:37 “Perché io vi dico che in me deve essere adempiuto ciò che è scritto: “Egli è stato contato tra i malfattori”” (Luca 22:37)

Isaia letteralmente “vede” la croce… 772 anni prima che tutto ciò accada Quasi sicuramente non capisce  cosa Dio gli sta facendo descrivere che avrà un senso per coloro che saranno nati dopo il Natale dell'anno 1.

Ma, fermatevi un attimo: e se fosse tutto un caso? Se fosse solo la mia voglia di credere a farmi vedere Gesù nell'uomo che Isaia descrive? Se le otto profezie che abbiamo visto fossero solo un caso fortunato? E se dovesse ancora venire?

Vi avevo detto che all'epoca ero un giovane “scettico, e che amava la scienza e la “statistica”; Dio ci conosce, e sa come siamo fatti; è per questo che mi mise di fronte lo studio di un certo  professor Peter Stoner.

Stoner era un matematico,  rettore dell'università di Pasadena in USA negli anni quaranta ... ed era un credente.

Tra i molti studi che ha fatto, ce ne è uno circa le profezie della Bibbia. Egli afferma questo:

“Applicando la scienza che regola il calcolo delle probabilità, e considerando solo 8 profezie su Gesù si, si ha che le probabilità che un qualsiasi uomo vissuto dall’inizio della storia abbia le stesse caratteristiche citate in appena 8 profezie della bibbia, sono di 1 possibilità su 100 milioni di miliardi, ovvero 10 alla 17° potenza”

Stoner fa questo esempio:

Se prendessimo 100 milioni di miliardi di monete da un dollaro e le disponessimo sulla superficie del Texas (2 volte e mezza l'Italia)  avremmo uno strato di monete alto circa 65 cm. 

Contrassegniamo una moneta e mescoliamola tra le altre. Prendiamo quindi una persona e bendiamola, dicendogli che deve tentare di trovare la moneta contrassegnata, che può andare dove vuole ma che avrà un solo tentativo a sua disposizione. 

Bene, le possibilità che trovi la moneta in quell’unico tentativo sono (appunto) 1 su 100 milioni di miliardi.”

Questo è quello che succede considerando  appena 8 profezie che si sono avverate in Gesù.  Ma se considerassimo 48 profezie (e ce ne sono circa 300)   allora le possibilità che Gesù rassomigli “per caso” alle profezie stesse sono 1 su …  beh, vi faccio vedere il numero.

1,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000,000

E' un 1 seguito da 157 zeri Per brevità i matematici dicono che è 10 alla 157° potenza: è approssimativamente la massa totale degli elettroni presenti nel modo conosciuto.

A chi crede non servono questi numeri per credere, perché se hai creduto, sai da solo, sai da sola quale cambiamento  ha provocato in te Gesù nel momento che lo hai accettato.

Vorrei ascoltare assieme a voi una canzone, che in appena tre minuti, spiega quello che io ci ho messo quaranta a spiegare...


 "E la gente festa farà"

Il Natale è da sempre sinonimo di gioia, perché non possiamo come uomini fare a meno del Natale.

Il Natale ci dice he Gesù è veramente il Salvatore, che Cristo è veramente disceso dal Cielo, che la salvezza è realmente a portata di mano, se credi nel Natale e accetti la Pasqua. Se credi che Dio è realmente sceso tra noi, e accetti che ne hai bisogno per coprire le tue colpe

A chi crede serve di sapere che  era necessario il Natale, Dio che scende in forma di uomo, per portare salvezza a Pasqua:

“ Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende” (Isaia 7:14)

Preghiamo.

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06 novembre 2016

Essere un credente entusiasta - seconda parte | 6 Novembre 2016 |

Cosa ti serve per essere un "credente entusiasta"? Seconda parte del messaggio.
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La settimana scorsa abbiamo iniziato a studiare assieme la parola “entusiasta” nella Bibbia, partendo da una frase di un famoso teologo inglese, John Wesley;

“Accenditi d’entusiasmo e la gente arriverà da molto lontano per vederti bruciare.”

Abbiamo visto che la parola “entusiasmo deriva dal greco enthousiasmós, deriv. di enthousi{ázein}
che significa  ‘essere posseduto dalla divinità’, deriv. di éntheos ‘divinamente ispirato’, che è una parola composta da  en ‘in’ e theós ‘dio’ che letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé",

Avevamo visto che è un concetto biblico di “avere Dio dentro di noi”

“Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me.” (Giovanni 17:22)

Ma avevamo anche visto che nel Nuovo Testamento la parola “entusiasmo” non viene mai usata, e che solo nelle versioni italiane in lingua corrente (Parola è Vita e TILC) ricorre 17 volte  e traduce sei differenti termini usati in greco.

Avevamo visto i primi tre:

1. Essere credenti entusiasti significa avere gioia (in greco: chara = gioia), 
2. Essere credenti entusiasti significa sbalordire davanti a Cristo (in greco: ekplēssō =sbalordire) 
3. Essere credenti entusiasti significa avere ammirazione per Cristo(in greco: thaumazō = avere ammirazione).”

Oggi vedremo gli altri tre termini che vengono tradotti con “entusiasmo” nel Nuovo Testamento in lingua corrente.

4.  Essere credenti entusiasti significa essere laboriosi

“Gli Ebrei di questa città (Berea) però erano migliori di quelli di Tessalonica: infatti accolsero la loro predicazione con grande entusiasmo (in greco: prothymia = laboriosità) . Ogni giorno esaminavano le profezie della Bibbia per vedere se le cose stavano come Paolo diceva.” (Atti 17:11 TILC)

Luca (lo scrittore di Atti) sta parlando di un gruppo di credenti della città di Berea,  e li paragona ad altri credenti di una città vicina, quella di Tessalonica.

Noi conosciamo molto bene i Tessalonicesi,  in quanto Paolo ha dedicato loro ben due lettere, ma di Berea conosciamo solo quello che è scritto in questo versetto.

Cosa è successo a Berea differente da Tessalonica? Vogliamo vedere perché Luca compara Berea con Tessalonica?

Dopo essere passati per Amfipoli e per Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c’era una sinagoga dei Giudei;  e Paolo, com’era sua consuetudine, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture,  spiegando e dimostrando che il Cristo doveva soffrire e risuscitare dai morti. «E il Cristo», egli diceva, «è quel Gesù che io vi annuncio». Alcuni di loro furono convinti e si unirono a Paolo e Sila, e così una gran folla di Greci pii e non poche donne delle famiglie più importanti. “ (Atti 17:1-3)

A Tessalonica il Vangelo è stato predicato, alcuni hanno accettato Gesù,  Paolo dirà a loro nella prima lettera che sono “divenuti imitatori nostri e del Signore”  e che sono diventati “un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia.”

Allora, perchè i Bereani erano meglio dei Tessalonicesi?

La differenza, sostanziale per Luca, tra Tessalonica e Berea sta in quello che fai dopo aver accettato Gesù.

I Tessalonicesi lo avevano accettato, ma i Bereani lo avevano accettato e studiavano OGNI GIORNO la Parola di Dio, erano laboriosi,  non si erano fermati alla sola conoscenza della salvezza in Cristo, ma volevano andare più a fondo, usavano la propria intelligenza per confrontare ciò che Paolo diceva  con ciò che era scritto nella Bibbia (che era solo l'Antico Testamento al tempo).

Che tipo di credente sei?  Sei un “Tessalonicese”,  hai accettato Gesù, e ti sei messo seduto, oppure sei un “laborioso Bereano",  studi la Bibbia,  ti fermi a meditala,  fai paragoni con la tua vita e con ciò che ci sta scritto, vai a verificare personalmente se quello che il predicatore dice la domenica è verità?

Il Salmo 105 dice questo:

“Cantate e salmeggiate a lui (Dio), meditate su tutte le sue meraviglie.” (Salmo 105:2)

Meditare significa non solo leggere,  ma fermarsi,  pensarci su,  rallentare il pensiero, annotare. Si dice che la differenza tra il leggere e lo studiare è “una penna”. Perché “una penna”? perché se hai una penna sottolinei,   scrivi,  annoti, evidenzi, e la Parola diventa viva in te.

E' questo il tuo atteggiamento quotidiano?

Una preghiera che spesso faccio la mattina appena alzato è questa: “Signore, io ti chiedo di aiutarmi oggi a conoscere un po' di più della tua natura e della tua volontà”. Ti incoraggio a cominciare anche tu le tue giornate in questo modo, ma ciò presuppone che tu “lavori” sulla conoscenza di Dio,
e questo lo puoi fare solamente se “studi”,  se hai una penna in mano.

Dio dice che, se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere “Dio dentro” allora devi essere laborioso, devi essere laboriosa,  continuare a studiare ogni giorno la Parola di Dio!

5.  Essere credenti entusiasti significa essere bollenti

“Non siate mai pigri, ma servite il Signore con entusiasmo (in greco: zeo = essere bollente).” (Romani 12:11 PV)

Zeo è la radice da cui deriva il termine “zelo”; una persona zelante è una persona che fa il suo dovere,
non importa il costo.

Paolo ci dice che l'entusiasmo è qualcosa che, come una pentola piena d'acqua sopra il fuoco, produce movimento, produce energia, ribolle

Paolo dice che, se servo il Signore, devo essere una pentola di acqua sul fuoco, devo bollire per il Signore.

In che modo devo bollire?

a) Devo bollire per la voglia di annunciare il Vangelo

“In quel periodo venne ad Èfeso un Giudeo, un certo Apollo, ottimo oratore e studioso delle scritture, nativo d'Alessandria d'Egitto. Apollo era già stato istruito nella dottrina del Signore e con grande entusiasmo (in greco: zeo = era bollente) predicava ed insegnava con cura le cose riguardanti Gesù, nonostante conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni Battista. “ (Atti 18:24-25 PV) 

Apollo aveva ricevuto l'insegnamento di Cristo, che aveva acceso il fuoco sotto la sua pentola, e non poteva non trasmettere agli altri ciò che aveva scoperto per se.

Sei così anche tu? Parli agli altri della salvezza con entusiasmo? “Bolli” letteralmente dalla voglia di dire agli altri di ciò che Gesù ha fatto nella tua vita?

b) Devo bollire per la voglia di proteggere il Vangelo

“La Pasqua dei Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme.  Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato».  E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo (in greco: zeo = è bollente) per la tua casa mi consuma»”. (Giovanni 2:13-17)

Perché Gesù  scacciava in quel modo i mercanti dal tempio? Che interesse aveva?   Sapeva che sarebbero tornati lì, non appena lui fosse scomparso in fondo alla via!

Gesù stava dando ai discepoli un esempio: stava rammentando loro che è necessario difendere il Vangelo, che devo essere “consumato” dalla fiamma che brucia in me per difenderlo.

I discepoli non avrebbero ricordato quel versetto del Salmo 69, se non ci fosse stato lo spirito in ebollizione di Gesù  che scaccia a scudisciate la gente dalla casa del Padre.

Sei così anche tu? Quando, in una discussione tra amici, si entra nel campo della fede, accetti che il Vangelo venga negato,  preso in giro,  svilito, pur di essere popolale, pur di “smussare” gli angoli, pur di non entrare in conflitto oppure  sei fermo nel difenderlo costi quel che costi?

Dio dice che, se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere “Dio dentro”, allora devi essere bollente,  devi bruciare dalla voglia di annunciare il Vangelo, e devi bruciare dalla voglia di difendere il Vangelo.

6.  Essere credenti entusiasti significa essere più pronti

“Ringrazio il Signore di aver dato a Tito lo stesso zelo che provo io nei vostri confronti.  Infatti, non solo ha accettato di buon grado il mio consiglio di venirvi a trovare di nuovo, ma pieno di entusiasmo (in greco: spoudaioteros = più pronto) , è partito di sua spontanea volontà!” ( 2 Corinzi: 8:17 PV)

(In verde i viaggi di Tito - In rosso i viaggi di Paolo)

Paolo parla di un credente, Tito . Tito era un giovane probabilmente siriano  che Paolo e forse Barnaba avevano portato al Signore, che aveva deciso di seguirli a Gerusalemme.

Cinque anni dopo lo troviamo a Corinto (in Grecia) dove si occupa di raccogliere le offerte per i credenti della Giudea.

Qualche anno dopo lo troviamo a Creta, e Paolo lo lascia lì... e non è in “vacanza”, visto che Paolo parla così dei cretesi:

“I cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri” (Tito 1:12).

Dopo qualche anno lo troviamo in Dalmazia (l'attuale Croazia, e Serbia)...

Attualmente diremmo che Tito “nun se sta mai fermo”... che è un “globe trotter”. Forse al giorno d'oggi ci organizzerebbero su un “reality” : “I Viaggi di Tito”...

Tito aveva conosciuto Cristo da giovane, e la sua vita dopo averlo conosciuto  era stata legata a Cristo e guidata da Cristo.

Tito era stato “più pronto” di molti altri giovani della sua età a sottomettere la propria vita a Cristo,
per il bene di altri credenti senza preoccuparsi del costo.

Essere credenti significa mettere l'opera di Dio come priorità nella tua vita non senza calcolare il costo, (come credenti la Bibbia ci insegna a calcolare il “costo” della torre per non finire in bancarotta e dare cattiva testimonianza), ma senza preoccuparci del costo.

C'è chi è pronto a servire il Signore, e aspetta l'occasione “buona” per agire, e poi c'è chi è “più pronto”, e non aspetta l'occasione speciale, ma la cerca.

Tito aveva conosciuto Paolo e Barnaba, aveva visto ciò che facevano, aveva visto la necessità delle chiese, e aveva “cercato” l'occasione per servire.

Questo cosa significa? Che tutti dovremmo diventare missionari? Certo che no! Dio non cerca SOLO missionari, la sua impresa  nel mondo ha centinaia di posizioni “aperte” in centinaia di differenti settori.

Dio è alla ricerca di missionari,
ma anche di insegnanti della scuola domenicale,
di diaconi,
di uscieri,
di intercessori,
di esorcisti,
di contabili,
di amministratori,
di cuochi,
di infermieri,
di addetti alle pulizie,
di predicatori,
di musicisti,
di...

Di tutti coloro che, utilizzando i doni  e la forma con cui Lui li ha unicamente creati, li mettano a disposizione  per la Gloria Globale di Gesù, affinché tutto il mondo lo conosca... “fino alle estremità della terra”.

Dio cerca tutti, ma usa per primi coloro che sono “più pronti”, che cercano Dio e  seguono i Suoi piani nella propria vita.

Io non so a cosa Dio ti stia chiamando, tu lo sai.

Puoi attendere “l'occasione propizia”
per essere usato dal Signore. Forse arriverà, prima o poi. Mi auguro che tu la riconosca, e la prenda al volo.

Oppure puoi cercare l'occasione, puoi “chiedere” a Dio : “Signore, eccomi, sono più pronto, usami.

Questa è una preghiera “pericolosa”, perché Dio la prende sul serio, come fece con Samuele.

“Ed Eli disse a Samuele: «Va’ a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai: “Parla, Signore, poiché il tuo servo ascolta”». Samuele andò dunque a coricarsi al suo posto. 10 Il Signore venne, si fermò accanto a lui e chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!» E Samuele rispose: «Parla, poiché il tuo servo ascolta». “ (1 Samulele 3:9-10)

Questa è la preghiera che feci quando avevo otto anni: “Signore, sono tuo, sono pronto, usami.”per la Gloria Globale di Gesù”. Lui ha risposto.

Dio dice che, se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere “Dio dentro” allora devi essere “più pronto, più pronta”,  per l'opera che egli ha preparato per te, come afferma Paolo:

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:10)

Conclusione

Essere credenti “entusiasti”, credenti che hanno Dio dentro di se significa:                                                        

1. avere gioia 
2. sbalordire davanti a Cristo
3. avere ammirazione per Cristo
4. essere laboriosi
5. essere bollenti
6. essere più pronti

Se sei spaventato, se sei spaventata, se pensi di non potercela fare, non pensare a “cosa Gesù farà” di te... pensa piuttosto a quello che Gesù ha già ha fatto per te

“Egli (Gesù)  sacrifico sé stesso per noi, per liberarci da ogni peccato e fare di noi un popolo, il suo popolo, che si distingue per l'entusiasmo (in greco: zealot = coloro che sono bollenti) con cui fa il bene.” (Tito 2:14 PV) 

E' venuto con un unico scopo: fare di te, e di me, il suo popolo.

E il segno che ci deve distinguere dal resto dei popoli, è l'entusiasmo.

“Accenditi d’entusiasmo e la gente arriverà da molto lontano per vederti bruciare.” (John Wesley)

Preghiamo.

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30 ottobre 2016

Essere un credente entusiasta - prima parte | 30 Ottobre 2016 |


Cosa ti serve per essere un credente "entusiasta"?
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Con il messaggio di oggi avrebbe dovuto concludersi  la serie che abbiamo dedicato ad alcune
“parole chiave” per essere credenti “migliori”.

Ma visto che il materiale che ho preparato è decisamente “troppo” per un singolo messaggio, l'ho diviso in due parti, anche per non “uccidervi con un messaggio di un'ora e mezza!

La Serie si intitolava “Parole chiave per il credente” Una parola chiave ci apre, così come una chiave di metallo, le porte di stanze che spesso sono rimaste chiuse per molto tempo.

Abbiamo iniziato con la parola “problema”,   abbiamo detto che ogni problema che ci accade nella mostra vita non è che un occasione per “cedere”, o per “credere”, ed abbiamo visto gli episodi della donna col flusso di sangue  e della figlia morta del capo della sinagoga;  dove la risposta delle persone coinvolte è stata di credere.

Abbiamo poi visto la parola “ipocrita” e abbiamo detto che un crede “ipocrita” finge di essere quello che non è, che dubita, disobbedisce e disonora Dio, mentre un vero credente, un credente DOC si dona, obbedisce e crede in Dio.

Sul sito poi potrete trovare un'alta “parola chiave”, ADORARE.

Visto che abbiamo fino ad ora visto parole “negative” circa i credenti, vogliamo finire con una parola “positiva”: “entusiasta”.

La parola in realtà non l'ho scelta io, ma il mio “principale Celeste”; mentre stavo studiando per finire la serie, mi sono “imbattuto” in questa frase di un famoso teologo inglese, John Wesley;

“Accenditi d’entusiasmo e la gente arriverà da molto lontano per vederti bruciare.”

MI ha colpito l'immagine che Wesley usava del credente come di una trorcia che attira gli altri da distante, e il cui “carburante” è l'entusiasmo.

Prima di iniziare devo però farvi una confessione: il messaggio che avevo preparato per voi oggi, parlava di “entusiasmo”,  ma andava a parare da tutt'altra parte!

Avevo già preparato mezza predicazione sul “granello di senape” quando il Signore mi ha battuto sulla spalla e mi ha detto:  “Ehm... scusa Marco, non è di questo che voglio tu parli domenica!” “Ma come signore? Ho quasi fatto con il messaggio!” “Marco, fidati! Non è di questo che voglio tu parli! Studia la mia Parla e capirai perché”.

Visto che voglio essere un credente DOC,  che si dona, obbedisce e crede a Dio, ho detto (con poco entusiasmo): “ E va bene. Studiamo la parola “entusiasmo”.

Ho “googolato” la parola e sono arrivato sul dizionario, e qui, mi pareva di aver capito dove voleva che andassi a parare Dio.

Dizionario Garzanti: “Entusiasmo: dal gr. enthousiasmós, deriv. di enthousi{ázein} ‘essere posseduto dalla divinità’, deriv. di éntheos ‘divinamente ispirato’, comp. di en ‘in’ e theós ‘dio’. Nei testi greci  esiste la frase “"en tou tzeou asmos"... essere nel respiro del dio.  una particolare condizione per cui era la divinità a parlare attraverso la persona.

La parla è una parola “composta” da en (in, dentro) e theos (dio).  Letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé".

Vi suona “familiare” questa idea definizione? Dovrebbe! Dovrebbe, perché è esattamente quella con cui Gesù ha descritto i suoi discepoli durante l'ultima cena:

“Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li hai amati come hai amato me.” (Giovanni 17:22)

Devo confessarvi che quando ho scoperto il significato della parola entusiasmo, mi sono detto:
E vai! Ho la predica praticamente fatta! Basta ora cercare la frase “entusiasmo/entusiasta” nei testi in greco del Nuovo Testamento...”

Mai affermazione fu più sbagliata... Nei 27 libri del Nuovo Testamento la parola “entusiasmo” non è mai usata!

Allora mi sono detto:  “Possibile che il Nuovo Testamento non voglia comunicarci che come credenti dobbiamo essere “en-tusiasti”, con Dio dentro?”

Ho fatto allora una ricerca di tutte le volte che la parola "entusiasta/entusiasmo” era stata usata per tradurre qualcosa d'altro nella Bibbia Nuova Riveduta...  Nemmeno una. Nella Nuova Diodati... nemmeno una.

Il problema è che, queste due traduzioni, provengono dalla revisione  traduzioni “storiche” fatte tra il 1500 e il 1800...  e a quell'epoca la parola “entusiasmo” era ritenuta un po' “terra terra”, da popolino... troppo semplice!

La lingua con cui sono state scritte le nostre traduzioni è una lingua “aulica”, con termini da universitari...

Sono andato allora a cercare nelle poche versioni “in lingua italiana moderna” che ci sono (praticamente due: “la Parola è Vita” e la TILC),  dove il linguaggio usato è volutamente quello che si usa tutti i giorni nella vita comune... e (miracolosamente, a questo punto!) ho capito dove voleva andare a parare Dio!

L'Entusiasmo

La parola “entusiasmo/entusiasta” ricorre 17 volte  e traduce sei differenti termini usati in greco.

1. Essere credenti entusiasti significa avere gioia

“I semi caduti dove c'erano molte pietre rappresentano quelle persone che, quando ascoltano la parola, l'accolgono con entusiasmo (in greco: chara = gioia), ma non hanno radici e non sono costanti: appena incontrano difficoltà o persecuzione a causa della parola di Dio, subito si lasciano andare.” (Marco 4:16-17 TILC)

Gesù sta parlando e spiegando la parabola dei diversi terreni, e ci dice che la Parola viene accolta con “entusiasmo”, con gioia... ma poi si “secca” perché chi ha creduto non “mette radici” non va in profondità,  non fa della sua fede il terreno che gli da stabilità e nutrimento. E quando arrivano i problemi, non sono né radicati né nutriti dalla Parola di Gesù, e si perdono.

Paolo ci illustra cosa significhi “mettere radici”

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:6-7)

Paolo afferma che per “mettere radici” dobbiamo essere “edificati”, la parola che usa significa “costruiti sopra qualcosa”.

Quali sono le “fondamenta” sulle quali debbo costruire, dunque?

Per prima cosa, la Bibbia: la Parola di Dio. Leggere la Parola, meditare la Parola, applicare la Parola.

Ma la sola Bibbia non basta per fare un credente “entusiasta”, serve anche un “orto” dove il terreno possa essere concimato, lavorato, curato. Si chiama “chiesa locale”.

L'altra parte delle fondamenta sono la tua chiesa, e non intendo l'edificio, ma le persone.

“Mettere radici” significa partecipare alla vita della tua chiesa:

“non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare,” (Ebrei 10:25a)

non solo venendo la domenica,  ma partecipando alla vita degli altri fratelli e delle altre sorelle in Cristo, rimanendo “connessi”, incontrandosi al di fuori della chiesa. Infatti il versetto di Ebrei si chiude così :

 “ma esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25b)

Puoi esortare la domenica, è possibile, ma è molto più probabile per te esortare o essere esortato in un gruppo più piccolo, davanti a una tazza di the o di caffè,  attorno a un tavolo... si chiama “piccolo gruppo”!

Dio ci dice che se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere Dio dentro, allora devi avere gioia, e la gioia proviene dal mettere radici in Cristo.

2. Essere credenti entusiasti significa sbalordire davanti a Cristo

“Quando i capi sacerdoti e i dottori della legge vennero a sapere ciò che aveva fatto, cominciarono a progettare il modo migliore per liberarsi di lui. Lo temevano, perché tutta la popolazione era entusiasta (in greco: ekplēssō = meravigliata, sbalordita) del suo insegnamento.” (Marco 11:18 PV)

Ciò che spaventava i sacerdoti non erano i miracoli di Gesù, ma che la gente era “entusiasta” di ciò che vedeva, era meravigliata, era sbalordita da quello che Gesù era capace di fare.

Sapete, in molti all'inizio ha provato a far credere che Gesù non fosse mai esistito, ma le prove storiche erano così grandi ed evidenti che hanno dovuto smettere quasi subito: (qualcuno ancora ci prova, per la verità!)

Allora che cosa anno fatto? Hanno detto “OK, Gesù è esistito, ma non era quello che diceva di essere, e non ha alcuna potenza di fare ciò che diceva di poter fare”.

Perché lo dicono? Perché hanno la stessa paura dei sacerdoti! Perché il mondo moderno si fonda sul presupposto che la tua vita e la mia vita non possono essere cambiate di punto in bianco, in un attimo, ma ci vogliono “strategie”,  far parte di un determinato ceto sociale, o di un determinato partito, o essere nato in una determinata nazione,  vestire in un determinato modo, avere determinati “oggetti” (uno smartphone, una villa, una industria, un governo).

Gesù viene e dice:  “No, non ti serve tutto questo, solo io ti servo. Ed io sono più che capace di mantenere ciò che prometto... Se non ci credi, guarda le vite di quelli che mi hanno accettato per vedere se dico la verità!”

La testimonianza più potente di Cristo non è la croce (quello era un male necessario per salvare te e me dalla morte eterna che Cristo ha deciso di sopportare), ma le vite cambiate delle persone che ti stanno attorno; ammalati guariti,  assassini che chiedono perdono alle vittime,  ladri che cambiano vita,  avari che danno generosamente, bugiardi che tornano a dire la verità, tossicodipendenti che smettono di drogarsi, mariti e mogli che decidono di non divorziare, madri che decidono di non abortire...

Gesù fa ancora paura! La potenza di Gesù fa ancora paura! Perché è qualcosa che si può vedere, toccare, misurare, attraverso le vite cambiate delle persone, attraverso l'entusiasmo,  il Dio dentro che le persone salvate portano e mostrano!

Dio dice che, se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere “Dio dentro” allora devi continuare a sbalordirti,  a meravigliarti per quello che riesce a fare la potenza di Cristo!

3. Essere credenti entusiasti significa avere ammirazione per Cristo

“Una volta, Gesù scacciò un demone che aveva reso muto un uomo e, dopo che il demone fu uscito, il muto si mise a parlare. La folla era stupita ed entusiasta (in greco: thaumazō = avere ammirazione).” (Luca 11:14 PV)

La gente non sbalordiva solamente per quello che sapeva fare Gesù, ma in brevissimo tempo era divenuto una delle persone maggiormente ammirate in Israele,  folle oceaniche lo seguivano ovunque, e non era solamente per avere miracoli per se stessi,  (non erano ammalati tutti nelle folle che lo seguivano) ma era per ammirare ciò che Gesù faceva e per ascoltare ciò che Gesù diceva.

Il mondo ha ammirazione per tutti: pensa ad una cena a cui sei stato inviato ultimamente: la gente ti avrà sicuramente rispettato e stimato se hai dimostrato ammirazione  per il premio Nobel Bob Dylan,
per il Dalai Lama, per Richard Geere e Roberto Baggio che sono diventati buddisti, per il film “La grande bellezza”, per Edoardo Stoppa che salva i cuccioli a Striscia... ma più di uno avrà storto il naso se hai provato a parlare dei miracoli che hai visto fare a Gesù, nella tua vita, in quella degli altri.

Gesù ce lo ha detto che non saremmo stati popolari:

“Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio.” (Giovanni 16:2)

La gente crede che stia facendo addirittura una cosa giusta se ci ostacola, se ci mette in ridicolo, pensa che sia un dovere “sfatare” il mito di Gesù, affinché altri non siano illusi.

Gesù ci dice che c'è un motivo a tutto questo, un “perché”:

“Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me.” (Giovanni 16:3)

Noi abbiamo conosciuto Dio, perché abbiamo conosciuto Cristo!

E Dio dice che, se vuoi essere un credente “entusiasta”,  se vuoi avere “Dio dentro” allora devi continuare ad ammirarlo,  a seguirlo come facevano le folle in Israele, che non si curavano delle critiche dei Farisei, dei dottori, o di altri.


Conclusione

Per essere un credente entusiasta, per avere “Dio in te” devi avere gioia in Cristo, aver messo radici nella sua Parola e nella sua chiesa, che devi continuare a sbalordirti della sua potenza, e che devi continuare ad ammirarlo per quello che ha fatto e che fa nella tua vita e in quella degli altri.

Se oggi, prima del culto, ti avessi chiesto “sei entusiasta?", cosa avresti risposto?

Te lo chiedo adesso, invece: “Sei entusiasta?” Hai “Dio dentro”?

Se hai accettato Gesù, la Parola dice che Cristo è in te

“Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20)

Sii “entusiasta”, per il dono che Cristo ti ha fatto.

Ma se non lo hai ancora accettato, cosa aspetti? Lui vuole che anche tu possa diventare una persona “entusiasta”, avere una vita “con Dio dentro”.

Preghiamo.

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11 maggio 2014

Un universo "fisico" o un universo "morale"? | 11 Maggio 2014 |

Siamo solo un "incidente", un "fortunato caso", oppure siamo il frutto di un "progetto" di una mente superiore? E il mondo dove vivo è solo un mondo "fisico" o anche un mondo "morale"?
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La scienza si affanna da più di 400 anni nel trovare spiegazioni "fisiche" all'universo, contrapponendosi all'idea di universo creazione di Dio. Ma è davvero l'universo comandato solo dalle ferree regole "fisiche", oppure c'è qualcos'altro che lo governa? E' un universo "fisico" o un universo "morale"? Michael Lenton prende a spunto la dialettica tra due scienziati matematici ai massimi livelli,  l'ateo Stephen Hawking  e il credente John Lennox, per illustrare tramite 1 Corinzi 1:17-31 come Dio giochi a "nascondino" con coloro che lo negano, rivelandosi a coloro che lo cercano.

"Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non sia resa vana.  Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio;  infatti sta scritto:  «Io farò perire la sapienza dei saggi  e annienterò l’intelligenza degli intelligenti» . 

Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza del mondo?  Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.  

I Giudei infatti chiedono segni miracolosi e i Greci cercano sapienza,  ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo e per gli stranieri pazzia;  ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio;  poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. 

Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili;  ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti;  Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono.  

Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione;  affinché, com’è scritto:  «Chi si vanta, si vanti nel Signore» ." (1 Corinzi 1:17-31)


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03 aprile 2011

Senza speranza senza Dio: il libro di Genesi | 3 Aprile 2011 |


Com'è il mondo che abbiamo intorno? E' migliore o peggiore del mondo di dieci, venti, cento anni fa? Ed è vero il fatto che esso si stia muovendo sempre più verso il bene? Dov'è la speranza in cui riporre fede per il mio futuro?

Michele Carlson introduce il libro di Genesi e ci spiega che il mondo sarebbe senza speranza se non ci fosse un Dio Creatore, unico e solo... e che ci ama!

Questo ci aiuterà a capire meglio perché l'uomo non è mai riuscito a mantenere un patto con il suo Creatore, ed il perché è dovuto scendere Gesù a firmarlo, come uomo e come Dio, al posto nostro.
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20 gennaio 2008

Matrix (SOLO AUDIO) | 20 Gennaio 2008 |

Cosa accadrebbe se a "Matrix" Enrico Mentana invitasse a parlare di Gesù lo scrittore de" Il codice Da Vinci", una giornalista naturalmente scettica e un credente?
Chi uscirebbe "sconfitto" dall'incontro basato sulle "evidenze dei fatti"?
Michele, Serena, Davide e Rebecca simulano per noi questo incontro/scontro impossibile.

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