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31 gennaio 2021

All in: punta tutto sull'amore per Dio - 1° Parte: tutto il cuore | 31 Gennaio 2020 |


Se hai creduto in Cristo, Dio ti chiede di puntare tutto sul suo amore per te, a partire dal tuo cuore.
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Tempo di lettura: 10 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 30 minuti

Sapete cosa significhi la frase “all in”?  Se non la conoscete,  è perché non avete mai giocato a poker o a qualche altro gioco d'azzardo.

Quando stai giocando a poker e fai una puntata “all in” significa che metti sul piatto tutto quello che hai, senza lasciarti nulla.

Oggi cominciamo una serie di messaggi dove studieremo un passo che richiede a chi crede in Cristo di fare una puntata “all in”, puntando la propria vita tutta su qualcuno senza risparmiare nulla di se stessi.

Sto parlando di quello che  in gergo “tecnico” viene chiamato il “Gran Comandamento”.

La storia di questo brano è quella di un Gesù  che ha iniziato il suo ministero di predicazione, ha con se i dodici apostoli, ha mandato settanta discepoli per tutta la Galilea dandogli il potere di scacciare gli spiriti, guarire gli ammalati e predicare la Salvezza.

E' chiaro che qualche “nemico” se lo era già fatto, soprattutto tra i sacerdoti, i farisei ed i dottori della legge; ed è per questo che questi ultimi avevano preso a seguirlo costantemente e ad interrompere la sua predicazione con delle domande “trabocchetto” per farlo cadere in contraddizione o fargli negare qualche passo dell'Antico Testamento che sarebbe equivalso a bestemmiare, con la conseguenza di essere messo a morte.

E proprio grazie ad una di queste “provocazioni” Gesù ci consegna una perla per la nostra fede, che in appena due frasi racchiude tutto l'evangelo, spiegandoci cosa dobbiamo fare per essere graditi a Dio e cosa si aspetta da noi come suoi discepoli.

Il brano è contenuto in tre dei quattro Vangeli, e leggendo le tre versioni che ne fanno Matteo, Luca e Marco abbiamo una informazione completa di quello che è accaduto.

Ciò che ho fatto io è di mettere assieme i tre racconti per poi trarne delle informazioni per le nostre vite di credenti.

“I farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si radunarono e uno di loro, {dottore della legge,} gli fece una domanda per metterlo alla prova: «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» (Matteo 22:34-36) Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua...» (Luca 10:27). Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti». (Matteo 22:38-40) Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto, secondo verità, che egli è l’unico e che non v’è alcun altro all’infuori di lui; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come se stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». (Marco 12: 32-33) Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa’ questo e vivrai». Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?»  (Luca 10:28-29)

I comandamenti  sono due; ma ci sono 5 azioni da fare. Nelle prossime settimane  vedremo come si applicano alla nostra vita quotidiana quelle cinque parole che ho evidenziato: cuore, anima, forza, mente e prossimo, perché Gesù afferma che se facciamo questo vivremo.

Tutti e tre gli evangelisti sono concordi nell'affermare che il dottore della legge non era lì a caso e che la sua domanda non era una richiesta di chiarimento a Gesù, ma un “guanto di sfida”, una sorta di esame sulla Torah, i primi 5 libri dell'Antico Testamento fatta per mettere in difficoltà colui che radunava folle oceaniche.

Gesù risponde alla domanda, infatti, citando un versetto di Deuteronomio, questo:

“Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.” (Deuteronomio 6:5)

Avete notato qualche differenza tra il versetto di Deuteronomio e come lo racconta Gesù? Se non lo avete notato, ve lo faccio vedere io:

"Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.” (Deuteronomio 6:5)

«Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua...» (Matteo 22:38)

Quando arriveremo al messaggio sulla mente,  vedremo perché c'è una differenza.  Oggi vediamo cosa intende Gesù per amare Dio con tutto il cuore.

Come posso amare Dio con tutto il mio cuore?

Ho detto più volte che, quando noi occidentali parliamo del cuore, pensiamo subito al sentimento, all'amore, alla parte irrazionale di noi che ci fa compiere cose folli e senza senso.

Questo è perché veniamo dalla cultura greca, che metteva le emozioni nel cuore e i pensieri nella testa. Nella cultura greca  le emozioni  erano la parte irrazionale di noi e quella meno nobile, e i pensieri erano la parte razionale di noi ed era quella più nobile.

Per gli ebrei non era così: il ragionamento, i pensieri, la logica, erano contenuti nel cuore, le emozioni nella pancia.

E non c'era distinzione tra le due: emozioni e ragionamento andavano di pari passo, entrambi erano parti “nobili”: non bisognava reprimere le emozioni a favore della ragione, ma erano tutte e due  da seguire.

Nel cuore c'era la comprensione, la capacità di agire, la strategia ed il coraggio.

Qui Gesù non sta chiedendo un atto di fede irrazionale, ma un atto di fede ponderato, riflettuto. Sta chiedendo non di amare e basta... perché amare non è un sentimento,  ma un'azione.

Chiede di amare con delle azioni delle strategie, ed avendo il coraggio di farle.

Se il cuore è la sede di tutto questo (facciamo finta lo sia, come credevano gli ebrei, anche se sappiamo che è un muscolo pieno di vasi sanguigni) come dovremmo trattarlo?

Proverbi dice:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.”  (Proverbi 4:23)

Ho aggiunto sotto anche la versione delle Bibbia TILC, che “spiega” che dobbiamo “vigliare”,  dobbiamo mettere una guardia che controlli i nostri pensieri, perché da essi dipende quello che siamo, facciamo e viviamo.

“Vigila sui tuoi pensieri: la tua vita dipende da come pensi.” (Proverbi 4:23 TILC)

La vita (e la morte) per un credente si svolgono all'interno del “cuore”, sono in funzione di ciò che pensiamo; Gesù (non io, Marco) lo afferma:

“L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca. (Luca 6:45)

Gesù dice che il tuo cuore può contenere due diversi prodotti: il bene e il male.  Ti suona familiare? Ti ricorda di una storia tanto vecchia, messa nelle prime pagine della Bibbia? Leggiamo Genesi:

“Dio il Signore ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai». (Genesi 2:16-17)

Ti sei mai chiesto, mai chiesta perché? Perché Adamo (e poi Eva, che ancora non c'era) non dovevano avere conoscenza del bene e del male? Sembra una contraddizione per delle creature libere!

Nei piani di Dio egli non aveva creato degli “automi”, degli essere programmati per fare SOLO il suo volere, il bene, ma degli esseri puri dal male, che si sarebbero volontariamente affidati a lui, e che  avrebbero amato con tutto il loro cuore, colui che E' amore.

Sappiamo tutti  come è andata a finire la storia; abbiamo fatto di testa nostra, abbiamo voluto avere conoscenza ANCHE del male, e abbiamo infranto un patto con il Padre, scegliendo il “male”... perché è più divertente!

Ma, c'è una maniera di “resettare” tutto, di eliminare il “bug”, la falla, l'errore di sistema: amare Dio con TUTTO il nostro cuore, capire che LUI solo è in controllo, che le SUE scelte sono le migliori possibili per me, anche se le altre sembrano a breve più divertenti.

Gesù dice che se il tuo cuore non ama Dio,  allora quella mancanza d'amore  è ciò che uscirà fuori,  ciò che si vedrà nelle tue azioni quotidiane.

Mirare al cuore

La tattica, ora come allora, è rimasta la stessa:

“Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto;  ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».” (Genesi 2:4-5)

Secondo voi, se io volessi rendere “inattivo”, inutile un credente, a cosa mirerei per primo? Ma certamente! Al cuore! Fargli credere che ci sono più possibilità di quelle che ci mostra Dio! Minare la certezza che dica la verità! Mirare al cuore!

Ecco perché il comandamento di amare Dio "con tutto il cuore"   è il primo della lista. Se il tuo cuore non ama Dio,  se non ti fidi e non ti affidi, se lui non è al controllo di ciò che pensi se non c'è azione, strategia e coraggio, allora Gesù non farà differenza  nella tua vita.

Mirare al cuore! Come? Basta sostituire Dio con cose che controllino la tua vita e il gioco è fatto.

Possono essere cose “cattive”, come quelle che Dio vedeva in Genesi 6 prima di mandare il Diluvio:

“Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.” (Genesi 6: 5)

Oppure possono essere cose “buone”;  puoi metterti una maschera e fingere. Puoi provare a imitare l'amore che non c'è in te. Puoi andare in chiesa, leggere tutte le Scritture  pregare , cantare salmi, inni e canti spirituali.

Puoi fare beneficenza, aprire missioni in Africa, costruire ospedali... tutto buono, ma...

“Poiché io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti.” (Osea 6:6)

Gesù citerà proprio questo brano in Matteo dicendo:

“Se sapeste che cosa significa: “Voglio misericordia e non sacrificio”, non avreste condannato gli innocenti...” (Matteo  12:7)

Puoi fare tutte le migliori azioni,  ma... ma senza un vero amore per Dio è tutto sterile.

Paolo dice:

“...infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.” (Romani 10:10)

Il cuore serve ad ottenere la giustizia di Dio: tutti parte da lì. La bocca, senza che sia comandata dal cuore, è solo “aria”, finzione,  “fake”, come ormai va di moda dire.

Per rendere “inutile” un credente non mi serve far altro che riempire il suo cuore di “altre cose” piuttosto che Dio.

Come posso proteggere il mio cuore?

Esiste allora un modo per proteggere il mio cuore? Per impedire a satana di attaccarlo, riempiendolo di altro che non sia Dio?

La risposta è: no... con le risorse umane., con la forza di volontà.  Il versetto di Genesi 6: 5 (quello prima del Diluvio che abbiamo visto all'inizio), è il primo della Bibbia dove compare la parola “cuore” riferita alla volontà umana; e la prima volta non se ne parla come una cosa positiva.

Dio racconta a Geremia che:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Geremia 17: 9)

Ed è per questo che ha provveduto una barriera che possa preservarlo: ce la spiega Paolo:

“...ed ha impresso su di noi il suo sigillo. Ha messo nel nostro cuore lo Spirito Santo come garanzia che apparteniamo a lui e come anticipo di tutto ciò che ci darà.” (2 Corinzi 1: 21-22 PV)

L'unico modo per amare Dio con tutto il nostro cuore è quello di lasciare che lo Spirito Santo lo riempia quotidianamente, affinché non ci sia spazio per altro.

Non ci sia Dio e... il mio lavoro Dio e... la mia famiglia, Dio e... le mie amicizie... Dio è... la mia preghiera.

Ma Dio NEL mio lavoro, nella mia famiglia, nelle mie amicizie, nella mia preghiera.

Se lo autorizzi a riempire il tuo cuore lui troverà la via per parlarti; attraverso sogni, attraverso la lettura della Bibbia, attraverso la sua voce quando preghi, attraverso fratelli e sorelle in Cristo  che spesso inconsapevolmente ti parleranno di cose  che solo tu pensi di conoscere, e che ti spingono a cambiare.

Conclusione

Per adempiere al Gran comandamento la prima parte della mia puntata “all in” è riempire il mio cuore di Spirito Santo, chiedere il suo intervento, seguire ciò che mi chiede di fare per svuotarlo dalle cose cattive del mondo e riempirlo della presenza di Cristo, per amare Dio con tutto il mio cuore.

Preghiamo.

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09 aprile 2017

Le armi per vincere | 9 Aprile 2017 |

Gesù nel deserto ti ha detto come vincere la tentazione. Sul monte delle Beatitudini ti spiega il perché.
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Da tre settimane abbiamo iniziato  questa serie di messaggi messaggi in preparazione alla Pasqua. Abbiamo parlato della quaresima  come periodo di preparazione dei battezzandi nella chiesa primitiva,e abbiamo visto l'utilità delle discipline spirituali (preghiera, digiuno, studio, memorizzazione, silenzio, solitudine, ecc.), anche per noi, come allenamento per potenziare i nostri “muscoli” spirituali.

Ma avevamo anche visto che il fatto di praticare le discipline spirituali, non ci mette completamente al riparo dalle trappole del diavolo che si chiamano “tentazioni”.

Gesù stesso è stato tentato nel deserto

Se ricordate, abbiamo detto anche che Gesù è il nostro modello, e tutto quello che ha fatto lo a fatto per lasciarci  un segno,   un avvertimento, e una... anzi LA  soluzione!

1) Il segno: “Preparati per annunciare il Vangelo”
2) L'avvertimento: “Il deserto non significa che Dio ti ha abbandonato”
3) La soluzione: “Conosci la Parola di Dio per vincere la tentazione ”

Gesù si è esposto deliberatamente alle tentazioni del diavolo, per dimostrarci che, come uomini e donne, possiamo vincere sul diavolo.

Gesù è uscito dal deserto vittorioso sul diavolo, ma non ha solo vinto,  uscito da esso infatti ha iniziato a fornirci le armi per vincere il mondo, sconfiggere il diavolo, e affrontare la tentazione.

Nella mia Bibbia il capitolo 4 (il deserto) sta nella colonna di sinistra, mentre nella colonna di destra c'è il primissimo insegnamento di Gesù: il “Sermone sul Monte”, o “le Beatitudini”

Nel deserto Gesù ci aveva spiegato il COME” vincere le tentazioni rimanendo vicino a lui,  sapendo che non ci abbandona (neanche nel deserto), studiando la Parola, memorizzandola e usandola come scudo contro il diavolo. Nel Sermone sul Monte ci spiega il PERCHE'.

Nel deserto Gesù aveva incontrato se stesso, e il suo cuore di uomo: aveva sperimentato quello che ciascun credente, da allora in poi, avrebbe affrontato se avesse voluto seguirlo come discepolo:
la fame, (aveva digiunato) (“trasforma le pietre in pane”) la paura per la propria vita,  (era stato posto sul pinnacolo del tempio) (“buttati giù, e fatti acchiappare dagli angeli”) e infine la fama (aveva visto i regni di tutto il mondo... che sapeva lo avrebbero disprezzato) (“sarai osannato e rispettato da tutte le genti nel mondo”).

Non so quanto tempo sia trascorso tra il deserto e il Sermone, ma sono sicuro che Gesù avesse bene in mente quelle esperienze dolorose, perché le Beatitudini  rispondono perfettamente a ciascuna di esse.

1. La Fame 

"E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.  E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani».  Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”». " (Matteo 4:2-4)

La fame è uno stato umano  che impedisce qualsiasi altra azione: se hai fame,  non riuscirai a fare altro che pensare che vorresti mangiare.

La fame nel mondo non è un problema di mancanza di cibo, ma un problema di mancanza di giustizia. Se l'1% della popolazione nel mondo, detiene il 99% della ricchezza del mondo  (non sono dati miei, ma dell'organizzazione Oxfam),  allora la fame non è un problema di cibo, ma di mancanza di giustizia, da parte di chi ha in mano il cibo per sfamare il mondo.

La tua fame può essere fisica, e mi auguro che tu che mi ascolti non abbia fame fisica oggi,  perché mio dovere come credente sarebbe di invitarti a pranzo,  a cena  e metterti qualcosa nella sacca per domani

Ma può essere anche anche “sociale”, dovuta a quanto vali nel mondo, a come ti vedono le persone attorno dove tu non conti nulla, e i tuoi diritti vengono calpestati dal potente di turno.

Dove vai quando hai “questo” tipo di fame?

Ricordati, Gesù ha vinto il deserto, e la fame, e ora sul monte delle Beatitudini ti dice:

“Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.” (Matteo 5:6)

Se sei credente, le persone guarderanno a te con una certa soddisfazione se le cose per te vanno “di male in peggio”... “Dov'è il tuo Dio?” .. il Salmo 42 lo dice.

Gesù invece ti dice: “I conti si fanno alla fine”. Salomone conclude Ecclesiaste così:

“Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male.” (Ecclesiaste 12:16)

Quando hai fame per la giustizia che non vedi nella tua vita, sappi che Gesù ti promette che sarai saziato

La seconda esperienza dolorosa  nella nostra vita di credenti è

2. La Paura

“Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio,  e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo” e “Essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti col piede contro una pietra».  Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”.  (Matteo 4:5-7)

Siamo onesti: viviamo in un mondo che non ci ama, che ci mette ogni volta sotto la lente di ingrandimento, che si aspetta che cadiamo per vedere se il nostro Dio interviene...

E qualche volta noi stessi iniziamo a dubitare che Dio interverrà...

E nasce la voglia di “mollare”, di uniformarsi al mondo, di scegliere le stesse vie,
le stesse scappatoie, le stesse scorciatoie che usano gli altri, perché ci sentiamo su una guglia del tempio,e, si, sappiano che Dio è potente... ma se poi non mi risponde?

Dove vai, quando ti senti così? Gesù sul monte delle Beatitudini, ti ricorda due cose:

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati” (Matteo 5:4)

Non ci sarà lacrima che non verrà asciugata: Apocalisse afferma:

“(Dio) asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate”.  (Apocalisse 21:4)

L'altra cosa che ti ricorda è questa:

“Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.  Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e {, mentendo,} diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.” (Matteo 5:10-12)

Gesù ti sta dicendo: “Essere mio discepolo non è facile: non ci saranno applausi, e più di una volta ti porteranno sul tetto di un palazzo per buttarti giù...  Lo hanno fatto con me... lo faranno anche con te! Ma sappi: hanno trattato così quelli che parlavano di me prima che io venissi, che hanno avuto fede in qualcosa che non avevano ancora visto... Tu mi hai visto, tu hai visto la croce, e la tomba vuota... Sii mio testimone, oltre la tua paura."

La terza esperienza difficile  nella vita dei credenti è

3. La Fama

Sarebbe meglio dire “la mancanza di fama”, o anche “la cattiva fama”

Quando avete accettato Gesù, quanti dei vostri amici non credenti hanno detto “WOW! Che bello!” ? Quanti vi hanno offerto da bere? Quanti hanno voluto sapere di più?

Il diavolo aveva provato a lusingare Gesù con la fama:

“Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse:  «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori».  Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”»" (Matteo 4:8-10)

Il diavolo non poteva vedere nel futuro... ma conosceva Isaia 53:

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.” (Isaia 53:3)

“Chi te lo fa fare, Gesù?  Non dirgli la verità! Digli che qualsiasi cosa faranno saranno salvi! Batti i pugni sul tavolo, e fatti valere! Gonfiati, fai la ruota come fa il pavone! Pensa a te per primo! Fai lottare l'uno contro l'altro per avere il massimo per te! E tutti ti “osanneranno”!

C'è stata mai una volta in cui avresti voluto “contare di più” entrare in un ufficio con tutti che si alzano, prendere la tua vendetta contro colui che ti ha fatto del male?

Dove vai quando senti queste tentazioni dentro di te, quando invidi qualcuno che è potente,  ed ha fama?

Gesù ti dice:

“Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli...  Beati i mansueti, perché erediteranno la terra...Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.  Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.  Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio!

(Matteo 5: 5, 7-9)

Essere credente significa andare “contro” quello che ti dice la società:

“Fatti furbo!”  “Chi pecora si fa il lupo se la mangia!”  “Tanto non lo viene a sapere nessuno!”

Gesù invece ti chiede di essere differente,  per essere suo testimone. Ed afferma che la felicità non è nell'essere uguali al mondo ma nell'essere come il Padre vuole.
Conclusione

Se Gesù nel deserto ti ha detto come vincere il diavolo stando vicino a Dio cercando la sua presenza anche quando sembra lontano, studiando e memorizzando la Sua Parola, sul Monte delle Beatitudini ti spiega perché: perché i conti si faranno alla fine, e allora sarai saziato per sempre, perché sarai in eterno consolato per aver corso il rischio di testimoniare di Lui, perché l'unica fama che conta è quella che ti costruisci davanti al Padre.

Nel giorno in cui il mondo cristiano  ricorda l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme, voglio sfidarti: se gridi “osanna” a lui la domenica ma poi cerchi le vie rapide,  il consenso del mondo, la sua fama, stai mancando la felicità che Gesù ti garantisce verrà...

Forse non arriverà ora,   ma a via dolorosa del Golgota, porta a una tomba vuota che ha vinto la morte... la mia e la tua, se accetti di percorrerla fino in fondo.

Preghiamo
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02 aprile 2017

Preparati per vincere | 2 Aprile 2017 |

Talvolta il deserto della mia vita è il posto dove imparo a lottare ed a vincere attraverso la Parola di Dio.
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Due settimane fa abbiamo iniziato questa serie di messaggi in preparazione alla Pasqua. E abbiamo visto che già nella chiesa primitiva  c'era un periodo di quaranta giorni che precedeva la Pasqua, che conduceva la battesimo dei neo credenti.

Un periodo di preghiera, digiuno e silenzio per coloro che sarebbero stati battezzati, a cui la chiesa si univa per sostenerli. Fu chiamata “quaresima”,  in ricordo dei quaranta giorni passati da Gesù nel deserto  per prepararsi al suo ministero nel mondo, e le cose che si fanno durante essa (ma non solo durante essa) sono dette “discipline spirituali”.

Vi ho lasciato con una domanda: dovremmo prepararci anche noi alla Pasqua, alla proclamazione della nostra certezza, per essere efficaci come testimoni della fede in Gesù? E vi avevo lasciato anche qualche versetto su cui riflettere  e pregare che il Signore mostrasse  in quale modo vuole prepararti, quali passi ti sta chiedendo di fare, quali “discipline” vuole tu pratichi, a cosa devi rinunciare e cosa devi aggiungere  per essere efficace per lui,

La settimana scorsa Janet ci ha detto che gli allenatori atletici dicono che  “se non fa male non fa bene”, se fai le cose che trovi facile non cresci, e che per crescere devi fare le cose che trovi difficile.

Le discipline spirituali  (preghiera, digiuno, studio, memorizzazione, silenzio, solitudine, ecc.) sono i nostri “attrezzi” con cui cresciamo i nostri “muscoli” spirituali.

Spero che abbiate praticato almeno alcune di queste discipline, durante queste due settimane, così che ora avrete scoperto che quando uno le applica  è completamente al sicuro,  protetto dal peccato,  ed inavvicinabile dalla tentazione...

E' così, vero? Assolutamente no!

Posso ben testimoniare che, per me non è così! Quando sto studiando, ad esempio, devo costantemente vincere la tentazione di “mangiare cioccolato”... io che non amo la roba dolce!

Quando sto pregando, invece, devo vincere la tentazione di controllare la mia posta elettronica...

Vi capita anche a voi? Beh, se vi capita, sappiate che siete in buona compagnia! Non la mia, ma quella di Gesù!

Tra i brani che vi ho dato da leggere, ce n'è uno che normalmente viene letto durante la quaresima,
ed è in Matteo;  leggiamolo assieme:

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”». 5 Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, 6 e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo” e “Essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti col piede contro una pietra”».  7 Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”». 8 Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». 10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”4». 11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.”(Matteo 4:1-11)

Gesù è nel bel mezzo della preparazione, sta praticando molte discipline spirituali: digiuna, prega, sta in silenzio, è da solo,  parla col Padre (che equivale per noi a leggere la Scrittura) ma, nel bel mezzo di tutto questo  viene tentato.

Gesù è il nostro modello, e tutto quello che ha fatto lo a fatto per lasciarci  un segno,   un avvertimento,
ma soprattutto una  soluzione!

Dal deserto di Gesù possiamo trarre tutti e tre.

1) Il segno: Preparati per annunciare il Vangelo”

Gesù aveva vissuto sino a quel punto a Nazaret,come un anonimo giudeo. La Parola non ci dice se lui praticasse le discipline spirituali prima di allora; non ce ne è evidenza nei Vangeli.

Ma sappiamo che PRIMA di iniziare il suo ministero, per un periodo  lo Spirito lo porta lontano da tutto e da tutti, dove lui prega, digiuna, sta in silenzio, è da solo...

Se vuoi essere efficace come testimone di Cristo al mondo, devi vivere NEL mondo, ma, di tanto in tanto,  devi avere un periodi LONTANO dal mondo  per caricare le tue batterie spirituali.

Può essere un periodo lungo (i quaranta giorni di Gesù) oppure  breve:

“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.  Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte.” (Marco 6:30-32)

O anche brevissimo

“Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.” (Marco 1:35)

“Dopo aver congedato la folla, (Gesù) salì sul monte in disparte a pregare. E, venuta la sera, rimase là da solo.” (Matteo 14:23)

“In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio.” (Luca 6:12)

Forse non puoi stare quaranta giorni lontano o lontana da tutto e da tutti, ma hai mai considerato un “ritiro, anche solo di un paio di giorni? Gesù prendeva i suoi in disparte, affinché fossero più efficienti una volta tornati nel mondo.

Ma quello che assolutamente puoi (e devi) fare, è avere ogni giorno un periodo breve dove se solo assieme al tuo Signore, per parlare, ma soprattutto per ascoltare.

2) L'avvertimento: “Il deserto non significa che Dio ti ha abbandonato

Praticare le discipline spirituali qualche volta porta alle esperienze “mistiche” quelle esperienze che vanno oltre i nostri cinque sensi, come quelle vissute da Isaia, Paolo, o Giovanni.

Ma non è sempre così: qualche volta può portarti anche in un deserto, dove trovi la tentazione.

“E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.  E il tentatore, avvicinatosi, gli disse...” (2-3a)

Qui nel testo dice che il diavolo si “avvicina” ovvero è più vicino di quanto normalmente non sia.

Attenzione a pensare che il diavolo sia sempre vicino a noi: il diavolo è un angelo caduto, e in Daniele 8:21 la Bibbia afferma che gli angeli si spostano in “rapido volo”, ma non possono stare dappertutto in ogni istante, non è onnipresente, non è Dio,  e  neppure i demoni suoi servi.

Quando qualcuno mi dice :” Sono stato tentato dal diavolo” io rispondo: “Ammazza! Proprio tu! Allora sei proprio importante!."

Il diavolo può avvicinarsi a noi  proprio nel periodo in cui stiamo cercando  di avere maggiore intimità con Dio.

Il fine?  Distrarci da Dio: “Smetti di scrivere la predicazione, Marco per dieci minuti”. Farci concentrare su noi stessi: “Prendi quel bel pezzo di cioccolata che tua moglie a comperato per fare il dolce stasera”. E portarci a peccare.

La tentazione di Gesù nel deserto  ha a che fare con l'incontro con il diavolo, ma a anche (e forse soprattutto) a che fare con l'incontro con se stesso.

Come rugbysta so che devo provare il placcaggio in allenamento, ma non saprò mai se ho imparato bene il gesto se non lo provo durante una partita, contro un vero avversario, contro uno che vuole a tutti costi passare, anche facendomi male.

Gesù ha dovuto sperimentare prima di agire nel mondo, se il suo essere Dio poteva funzionare dentro il corpo di un uomo, se l'uomo sarebbe stato in grado di sconfiggere il diavolo, attraverso l'aiuto di Dio.

Sapete, la vera battaglia per il domino sul mondo, è stata vita in quel deserto. Se Gesù avesse ceduto, e perso, non ci sarebbe stato il pane e il vino, né il Golgota, né la Croce, né la tomba vuota,  né la salvezza per te... e per me che ti parlo.

Ma Gesù ha vinto lì nel deserto... tutto il resto, dopo, era facile; umiliante, faticoso, doloroso, straziante, ma la vittoria non era più in dubbio.

Quando pratichi le discipline spirituali, quando preghi, digiuni, studi, sei da solo, quando cerchi di essere più pronto o più pronta per servire Dio, e accettare il dono di Gesù a Pasqua, allora puoi conoscere meglio il tuo cuore, sapere come reagirai di fronte ai problemi e alle tentazioni.

I gesuiti dicono che, come credente, dovresti essere sempre in grado di rispondere a due domande:

a) Cosa ti sta dicendo Dio in questo momento?
b) Come fai a sapere che è proprio Dio a parlarti?

Per rispondere a questo,  c'è la necessità di conoscere te stesso e di conoscere il tuo cuore

Geremia dice:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? «Io, il Signore, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni».” (Geremia 17:9-10)

Nel deserto Gesù incontra il diavolo, ma incontra se stesso, e il suo cuore di uomo: come usare il potere che lui aveva per soddisfare i propri bisogni, (“trasforma le pietre in pane”), quanto e quando richiedere interventi divini a supporto delle proprie azioni,  (“buttati giù, e fatti acchiappare dagli angeli”) e infine la gloria umana (“sarai osannato e rispettato da tutte le genti nel mondo").

Il deserto, talvolta, non è un male, perché nel deserto impari a conoscere te stesso.

Geremia dice che il cuore è ingannevole, e Dio lo mette alla prova. Se stai attraversando un deserto nella tua vita in questo momento, se le prospettive per la tua vita sono oscure, non pensare sia solo a causa tua, o neppure che Dio si sia disinteressato a te. Perché potresti essere proprio al centro della volontà dello Spirito.

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per incontrare il diavolo, e per incontrare se stesso,
perché nel deserto potesse capire che l'unica soluzione al deserto e alla tentazione è questa.

3) La soluzione: Conosci la Parola di Dio per vincere la tentazione ”

Gesù avrebbe potuto decidere di trasformare il deserto in un'oasi, con il solo schiocco delle dita (e neppure quello sarebbe servito).

Essendo Dio, avrebbe potuto farlo... ma poi? Come avremmo fatto noi?  Lui sarebbe rimasto l'unico uomo al mondo capace di fare una roba del genere.

Quale era la soluzione, allora? Farci vedere che esiste un'arma SEMPLICE,  ma LETALE,  DISTRUTTIVA,  FINALE, che ciascun uomo avrebbe potuto usare, in ogni parte del mondo, in ogni era,  in ogni cultura, in ogni razza: la Parola di Dio!

Gesù risponde ad ogni tentazione del diavolo, con un passo della Parola. E non sceglie un libro a caso: sceglie il libro di Deuteronomio.

Deuteronomio è il libro dove un Mosè ormai vecchio, mette seduto il popolo di Dio nel deserto,
e racconta alle nuove generazioni perché sappiano, alle vecchie generazioni perché ricordino, tutto quello che il Signore ha fatto per loro, tutto quello che il Signore farà per loro,  e tutto quello che il Signore vuole da loro.

Secondo me Gesù ci sta indicando che, quando siamo nel deserto, è importante ricordare ciò che Dio ha fatto per noi, ed è fondamentale la conoscenza della sua Parola.

Il diavolo è sconfitto, e il banchetto inizia!

Se ti stai preparando per Dio, se provi il deserto nel mentre che pratichi le discipline spirituali, mentre ti stai impegnando per crescere nel Signore, per servirlo, per proclamarlo sappi che il deserto è per un tempo, finisce...

Il brano inizia con “Allora” e termina con “Allora”. Così come la Quaresima, la preparazione per il battesimo dei “competentes” (vi ricordate? Erano i “battezzandi”) finiva con la Pasqua, allo stesso modo il periodo inteso di preparazione deve finire. per tornare a una vita più “normale”, più equilibrata.

Ci toniamo più forti, più pronti, più preparati, e con la consapevolezza che possiamo sconfiggere la tentazione e il diavolo attraverso la Parola di Dio



Gesù, dopo questa preparazione, tornerà nel mondo, tra le folle, per predicare il Sermone sul Monte... ovvero le Beatitudini. Ma di questo parleremo la settimana prossima.

CONCLUSIONE

SE vuoi che Dio ti usi, durante questo periodo di avvicinamento alla Pasqua, e oltre  durante la tua vita di credente NEL mondo, oggi Gesù ti sta dicendo tre cose:

1) Preparati ad annunciare il Vangelo: stai con me, parlami,  cercami,  ascoltami.

2) Se sei nel deserto, non pensare che io non ti veda: sei lì, dove sono stato anche io, ma tu puoi vincere il deserto!

3) Per vincere ricordati di quello che ho già fatto per te, vivi nella mia Parola, studiala, meditala, memorizzala... perché se fai questo avverrà ciò che è già successo...


“Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.” (v. 11)

Preghiamo.

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