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26 settembre 2021

Sale e Luce: come camminare saggiamente in questo mondo | 26 Settembre 2021 |

Cosa è sacro e cosa no? E davvero i credenti dovrebbero evitare qualsiasi contatto con il mondo "secolare"? Dio ci ha messi su questa Terra per essere "sale e luce" del mondo. Non per evitare di parteciparvi, ma per esaltarne i suoi sapori.
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Predicatrice: Jean Guest
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Tempo di lettura: 11 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 43 minuti

Il 28 giugno 2019 un uomo salì su un palco di fronte a un folla di 200.000 persone  dando un messaggio del Vangelo. 

Vediamo come:


Per chi non lo conoscesse, questo è  la star britannica  della musica "grime" (non ti aspettare  spieghi cosa sia, non ne sono capace) Stormzy mentre si esibisce al più grande festival musicale del mondo preso Glastonbury, cantando una canzone chiamata ” Blinded by your Grace” “Accecato dalla tua Grazia”. Il ritornello dice: 

" Signore, sono stato a pezzi. Anche se non sono degno mi hai aggiustato, Sono accecato dalla tua grazia Sei venuto e mi hai salvato ”.

E' divenuto famoso nell'essere l'attrazione principale del festival come primo solista nero. Ecco come un giornale nazionale  ha riportato la sua esibizione “Non sarà dimenticato nella storia di Glastonbury - passerà nella storia  culturale del nostro paese”.

Stormzy è credente: la sua musica è provocatoria, politica, parla di questioni di giustizia a volte con un  linguaggio che potrebbe scioccarci, è radicato in una sottocultura che può a volte sembrare contraria a tutto ciò che diremmo sia cristiano. 

Mentre la stampa mondiale lo applaudiva,  la stampa cristiana si chiedeva: "E' corretto per un musicista che si definisce cristiano dire parolacce in musica?”

E tu, cosa ne pensi? Trovi che questo onori o disonori Dio ? Vedi, io ho pianto la prima volta che l'ho visto, e spesso mi capita ancora, perché non è solo splendida musica... ma, guarda a tutti quei giovani  tra la folla che cantano di Gesù!  Pochissimi lo conoscono, ma stanno cantando le sue lodi.

La chiesa, i credenti possono reagire in modo eccessivo per cose del genere quando credono che esistano cose sacre e cose profane e che i due livelli non possano mai incontrarsi; è un modo di pensare noto come "dualismo". 

Il "dualismo" è in realtà un'opzione facile; una sorta di scappatoia religiosa. È sempre più facile etichettare le cose che capirle smistando le scatole della nostra vita in “sante”  e “empie” come  proprietari di casa che si preparano a traslocare.

La divisione sacro/profano non è un concetto biblico; è comparso durante il periodo dell'Illuminismo da non credenti che volevano mettere da parte Dio. Per molti aspetti l'Illuminismo è stata una buona cosa e ne sono derivati alcuni dei nostri ideali moderni , ma separava la chiesa dallo stato, il  che portava a una visione di un Dio che non ha nulla da fare con la vita di tutti i giorni, perché è "laica". 

Questo è un pensiero che Paolo, Pietro, Giacomo, Lidia o Febe non riconoscerebbero., ma direbbero invece:

“È in lui (Dio), infatti, che noi viviamo, che ci muoviamo, che esistiamo!” (Atti 17:28 PV)

Forse stai pensando: “I credenti sono nel mondo, ma non del mondo”. OK, scaviamo un po' più a fondo in questa scrittura che ho sentito usare la maggior parte delle volte  per  dividere "sacro" da "profano".

“Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.  Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.  Santificali nella verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.” ( Giovanni 17:14-18)

È verissimo che Gesù dica chiaramente “non appartengono al mondo”; infatti lo dice due volte al versetto 14 e di nuovo nel versetto 16. Ma questo è il punto di partenza, non la destinazione. Siamo diversi, siamo un popolo eletto, un popolo santo, noi apparteniamo a Dio e non al mondo. Ma, guarda che Gesù non dice “in tal caso toglieteli dal mondo”; al contrario, dice al versetto 18 “io ho mandato loro nel mondo.”. 

In qualche modo abbiamo trasformato l'essere mandati in un peso che dobbiamo sopportare. “Oh...  siamo dentro il mondo” (sospirando), “E' pieno di cose che disapproviamo”(sospirando), “Dovremmo evitarlo a tutti i costi”. Ma niente di tutto questo è implicito in questi versetti; Gesù ci invia come “persone di verità” e sotto la protezione di Dio (versetti 17 e 15).

I pastore sudafricano Trevor Hudson, leader nella formazione spirituale ha detto: 

“Comprendere la relazione di Dio con il mondo ha cambiato  profondamente la mia comprensione di una vita seguendo Cristo. Non è più incontrare Colui che è Santo solo in  particolari  luoghi, in tempi speciali e in certi stati d'animo. La sua presenza viva pervade tutte le cose e ogni esperienza, e aspetta solo di essere invocata. Ovunque ci troviamo, è terreno sacro.”

Se la nostra posizione quando affrontiamo le questioni del mondo è  di paura e di difesa,  direi che non abbiamo capito due cose.

Uno: non abbiamo capito che tutti sono fatti nel immagine di Dio e che ogni singolo essere umano ha in se  qualcosa del divino.

“Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».” (Genesi 1:26-28)

Cosa significa essere fatti a immagine di Dio? Il Pastore Bruxy Cavey, insegnante presso The Meeting House in Canada dice che dobbiamo pensare a quattro R per capire in quale modo siamo portatori della sua immagine:

Ricreare - Regolare - Rivelare - Relazionare

La R numero uno è che abbiamo la capacità di ricreare, non solo  noi stessi attraverso i bambini, ma abbiamo la  capacità di ricreare la bellezza che essenzialmente vediamo e ascoltiamo nella Creazione. Non sono solo dipinti di paesaggi, ma colore, forma, espressione, emozione. E l'estetica importa a Dio.  Dai un'occhiata alle sue istruzioni per la realizzazione del Tabernacolo in Esodo 26;  doveva essere realizzato da maestri artigiani utilizzando il legno, il metallo e la stoffa più pregiata.

Seconda R: regolare. Ne ho parlato qualche settimana fa  spiegando che Dio ha dato autorità sulla Creazione governando su di essa: noi siamo (o dovremmo essere) coloro che “regolano” la Creazione.

Terza R; riveliamo il Creatore, portiamo la sua immagine. Il racconto  di Gesù in Marco 12 sul pagare a Cesare ciò che è di Cesare ha senso solo se,  quando guardiamo agli esseri umani,  noi vediamo qualcosa di Dio:

“Gli mandarono alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel parlare. Arrivati, gli dissero: «Maestro, noi sappiamo che tu sei sincero e che non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? Dobbiamo pagare o non dobbiamo pagare?» Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro, ché io lo veda». Essi glielo portarono ed egli disse loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?» Essi gli dissero: «Di Cesare».Allora Gesù disse loro: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Ed essi rimasero completamente meravigliati di lui.” (Marco 12:13-17)

"Di chi è questa immagine?" chiede guardando la moneta: "Di Cesare". "Quindi dai a Cesare ciò che è suo. ". Per dare a Dio ciò che gli appartiene allo stesso modo noi dobbiamo dare a lui le cose che recano la sua immagine: tu, io, loro.

R finale: siamo essere relazionali. Uno dei miei poeti preferiti disse: "Nessun uomo è un'isola". Siamo creati da un essere che è in una relazione di 3 in 1. Non solo abbiamo bisogno di lui, ma noi abbiamo bisogno l'uno dell'altro.

La seconda cosa che non abbiamo capito è che...

“...egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità...” ( Ecclesiaste 3:11) 

C'è qualcosa nell'essere umano che ha al suo centro la ricerca del divino. Vorrei leggere assieme a voi una preghiera:

Preghiera del fuoco

Possa il fuoco essere nei nostri pensieri rendendoli veri, buoni e giusti, ci protegga dal maligno. 

Possa il fuoco essere nei nostri occhi; possa aprire i nostri occhi per condividere ciò che è buono nella vita. Chiediamo che il fuoco ci protegga da cosa non è nostro di diritto. 

Possa il fuoco essere sulle nostre labbra, così che possiamo dire la verità con gentilezza; che possiamo servire e incoraggiare gli altri.

Possa proteggerci dal parlare male.

Possa il fuoco essere nelle nostre orecchie.

Preghiamo per poter ascoltare con un ascolto profondo e profondo affinché possiamo udire il flusso dell'acqua e di tutta la creazione. E il sogno.

Che possiamo essere protetti dai pettegolezzi e dalle cose che danneggiano e distruggono la nostra famiglia.

Possa il fuoco essere nelle nostre braccia e nelle nostre mani affinché possiamo essere di servizio e costruire l'amore.

Possa il fuoco proteggerci da ogni violenza. Possa il fuoco essere in tutto il nostro essere - nelle nostre gambe e nei nostri piedi, permettici di camminare sulla terra con riverenza e cura.

Perché possiamo camminare nelle vie del bene e della verità ed essere protetti dall'allontanarsi da ciò che è verità.

Questa preghiera dei Primi Popoli dell'Australia è di 40.000 Anni. Esisteva 25.000 anni prima che Abramo fosse chiamato a camminare con Yahweh. Non fraintendermi, io  non sto sostenendo il pluralismo religioso, sto sottolineando la verità del versetto di Ecclesiaste. 

Prima dell'inizio della nostra fede gli esseri umani erano già fatti a immagine di Dio;  JRR Tolkien ha detto:

“Siamo venuti da Dio, e inevitabilmente i miti intessuti da noi, anche se errati, rifletteranno anche un frammento scheggiato della vera luce, la verità eterna, che  è con Dio.” 

Una volta sapevamo cosa significasse vivere in sua presenza, ma abbiamo fatto un casino e la conseguenza di ciò è che noi siamo incasinati. Gli esseri umani sono sia  “gloriosi" che  "sanguinosi”.

Abbiamo la capacità di creare grandi opere d'arte, costruire architetture incredibili, raggiungere stelle ... ma anche  trovare nuovi  modi per torturare altri esseri umani. Viviamo  una vita "dopo l'Eden".

Penso quindi che le cose di questo mondo riflettano sia il glorioso che il sanguinoso della nostra umanità. E come credenti dobbiamo trovare un modo per navigare attraverso il chi e il cosa usando il discernimento (sto usando la definizione più elementare, e qui significa la capacità di discernere la verità dall'errore) e per capire che tutti abbiamo diverse vulnerabilità. 

Ho un'amica che ha la tendenza ad ubriacarsi pesantemente, e quindi non beve;  non mangia neppure un dolce se c'è dell'alcool in esso. Io posso vivere con un armadio pieno di liquori senza pensarci per mesi. D'altro canto io sono una donna single che deve vivere contenta come una donna single, e quindi non guardo programmi tv come "Sex in the City" o "Sex Education"; programmi del genere mi fanno sentire insoddisfatta, facendomi chiedere se forse non dovrei mettere da parte la mia bussola morale. 1 Corinzi 10:23 ci dice:

“Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica.” ( 1 Corinzi 10:23)

Ognuno di noi ha una vulnerabilità diversa. Se qualcosa è un ostacolo al nostro cammino cristiano, allora dovremmo abbandonarlo, accettando però che potrebbe non essere necessario per gli altri.

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Filippesi 4:8)

Queste caratteristiche non sono esclusivamente cristiane. Come abbiamo visto prima, se crediamo che le persone siano fatte ad immagine di Dio allora almeno qualcosa, sia che sia fatta nel suo nome o no, rifletterà quella verità.

Tra le persone eccellenti e degne di lode io includo Bruce Springsteen; forse tu no. Per me di sicuro è incluso Shakespeare; forse non per te. A me piace il programma televisivo "The West Wing"; forse a te no. Solo perché qualcosa non menziona Gesù, o Dio, non lo fa automaticamente provenire dal diavolo, questo sarebbe dargli troppe capacità. 

Questi versetti  che ho citato si trovano nel mezzo di un discorso dove Paolo  parla di vivere in pace. Viviamo in pace quando siamo sicuri di chi seguiamo e possiamo discernere la differenza tra il glorioso e il sanguinoso.

Ora faremo un esperimento (per quelli guardando a casa possono provalo più tardi); voglio che qualcuno assaggi  questa banana. Bene? Ora assaggia questo altro pezzo di banana. Ha un sapore ancora più intenso di  banana, non è vero. Sai perché? Perché ci ho messo su del sale. 

Quando pensiamo a Gesù che dice “voi siete il sale del terra” spesso pensiamo che riguardi noi che ci impegniamo a mettere  una pietanza "dentro" al piatto, non "sopra" ad altre pietanze. Ma il fatto è che il sale esalta gli  altri sapori;  rende la banana più banana. Questo è come la bibbia “The Message” traduce Matteo 5:13

“Lascia che ti dica perché sei qui. Sei qui per essere il condimento il sale che esalta i sapori di Dio di questa terra. Se perdi la tua sapidità, come farà la gente ad assaporare la fragranza divina? (Matteo 5:13 MSG)

Come possiamo tirare fuori i sapori di Dio se evitiamo di essere nel mondo e nelle sue cose? I miei ringraziamenti al poeta Gerard Kelly per averlo sottolineato:

"Se il teatro e  il giocare a carte sono al di fuori dell'ambito del Regno, allora non affronteremo mai il duro lavoro di scoprire cosa significhi essere obbedienti a Dio in queste attività. Se la nostra la 'vita lavorativa' non fa parte della nostra 'vita di chiesa' allora non avremo mai bisogno di lottare con le questioni di etica, giustizia  che si dispiega intorno a noi ogni giorno. Al contrario, la decisione di cercare il Regno in tutti questi ambiti comporterà   il duro compito di svelare le loro complessità e capire cosa richieda da noi la regola di Dio. Cercare il Regno in ogni ambito non ci libera dal gancio dell'obbedienza; ci trafigge proprio su di esso. Il sale della gente del regno stilla (esce) da loro in mezzo a situazioni complesse, pressanti e difficili”.

Come dice il pensatore cristiano Philip Yancy, 

"Quando guardiamo oltre l'ovvio possiamo trovare scorci dell'eterno - tracce di dove è Dio, in un certo senso le sue impronte .”

Cammina saggiamente e seguilo. 

Amen.

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23 agosto 2021

Lamentazioni per una Creazione in travaglio: cosa posso fare come credente per la Terra? | 22 Agosto 2021 |

La Creazione dove viviamo non è nostra; ci è stata concessa affinché ne fossimo custodi. Ma qualcosa è andato storto.
Cosa possiamo fare? Possiamo "fare lamentazione" per chiedere aiuto al Creatore, ma dobbiamo anche pentirci e ritornare ad impegnarci per preservarla e rispettarla.
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Predicatrice: Jean Guest
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I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti oramai; personalmente penso che la chiesa dovrebbe occuparsi dell'emergenza climatica. Ma perché penso che questa emergenza sia davvero una emergenza? Credo così perché si tratta di giustizia: di giustizia verso le nuove generazioni; che mondo vogliamo dare ai nostri figli e ai nostri nipoti? E' anche una questione di giustizia verso i più poveri e i più vulnerabili di questo mondo. Oggi daremo un'occhiata a cosa sia la Creazione e quale rapporto dovremmo avere con lei come credenti.

1° Parte - Il canto della Creazione   

“Quando io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché te ne prenda cura? Eppure tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio e lo hai coronato di gloria e d’onore.Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi” (Salmo 8:3-6)

“Quando guardo il cielo notturno mi pongo l'eterna domanda: “Chi sei Dio e chi sono io?” Così scrive il Salmista. 

Cos'è che ti fa porre questa domanda? Montagne, oceani, foreste, natura?

Il monte Uluru in Australia è per me  è il posto più straordinario che abbia mai visto. Un deserto piatto per chilometri e chilometri, e poi una mole rocciosa. E' un luogo straordinario, ed è standoci davanti che ho davvero capito perché sia sacra per i Nativi Australiani. La creazione ci fa fermare e volgere i nostri pensieri verso il Creatore.

Come ha scritto CS Lewis

“Qualcosa di Dio… scorre dentro di noi dall'azzurro del cielo, dal sapore del miele, dal delizioso abbraccio dell'acqua.”

 Lo fa perché la Creazione fisica è un riflesso del carattere del Creatore. La bellissima canzone che è Genesi 1 parla del motivo per cui Dio ha creato il mondo e ci indica tre cose.

In primo luogo non è il risultato del caso. Dio è un dio di intenti e di propositi; ci voleva qui. Come cristiani crediamo in un Creatore che ha creato dal nulla, non si è imbattuto in un paio di protoni, atomi e molecole che fluttuavano e ha deciso di dar loro forma (so che probabilmente non è il termine giusto, sono un persona incline all'arte artistica, non alle scienze, ma potere capire cosa intenda).

Non c'era niente, e poi c'era qualcosa senza forma e vuoto. Dio è la fonte, da lui tutto è creato.

In secondo luogo, crea parlando: “Sia la luce!” E la luce fu,  “Sia la terra e il cielo” e furono la terra e il cielo, e così via. La sua parola è il potere della creazione e quella parola è una persona. Quando si tratta di creare uomini e donne dice: "Facciamoli a nostra immagine" - non è una conversazione interna , è una conversazione tra esseri. E quando leggiamo dello Spirito che si libra sull'acqua, è la stessa parola ebraica per una madre uccello sui suoi pulcini. Abbiamo quindi il Padre che la chiama la Creazione ad esistere, il Figlio per mezzo del quale e per il quale è formata e lo Spirito che teneramente la custodisce. Tutto Dio è coinvolto nella e con la Creazione.

 E in terzo luogo Dio guarda la sua Creazione e dice "È buono"; ne sta proprio godendo. L'aspetto fisico è bello,  è qualcosa di cui essere felici, e questo lo rende importante.

Ora faremo preghiere di ringraziamento e di lode per la nostra bella terra e per il suo Creatore. Il filmato ti servirà come ispirazione. Lascia che ti guidi:

Dio glorioso, tutta la Creazione proclama la tua opera meravigliosa: accresci in noi la capacità di meravigliarci e di deliziarci di essa. Che la lode del Cielo possa risuonare nei nostri cuori e le nostre vite siano spese come buoni amministratori della terra. Amen.

2° Parte - Come è iniziato, come sta andando             

“Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.” (Salmo 24:1)

Ho un buon e caro amico che pensa e parla; qualunque cosa stia pensando, quella esce dalla sua bocca. È un bel problema per lui, ma una fonte di ilarità per i suoi amici. Una volta eravamo a una festa in cui alla padrona di casa è stata regalata una costosa scatola di cioccolatini gourmet , sapete, di quelli fatti in Svizzera; mentre li metteva da parte il mio amico sbottò: "Speravo che ce li avresti offerti!" Al che lei rispose senza alcuna vergogna : "Non ci penso neanche!". Come esseri umani  troviamo facile condividere qualsiasi cosa alla quale non attribuiamo particolare valore, cose che non sono preziose per noi, ma probabilmente non daremmo in prestito quelle che ci stanno a cuore.

Ma questa non è la via di Dio. La terra è del Signore e tutto ciò che contiene, ed ecco che ci è permesso  non solo di condividerla, ma in realtà è stata messa a nostra disposizione.

“Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu.” (Genesi 1:28-30)

Noi e questa terra siamo stati pensati per fiorire.  Noi ne siamo inquilini, e questa terra avrebbe dovuto non solo rimanere bella com'era, ma diventare ancora migliore sotto il nostro possesso,  portare frutti, moltiplicarsi, fiorire.

È così che è iniziato.

Ma come sta andando? Beh, in modo non eccezionale. Sei anni fa il mondo si è posto l'obiettivo di limitare entro il 2050 il riscaldamento climatico  di 2 gradi che sta avvenendo a causa dell'attività umana, altrimenti sarà una catastrofe per la terra. L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite dice che esso accadrà dieci anni prima entro il 2040 e al ritmo attuale avremo riscaldato il clima non di 2 gradi ma di 3. Ciò significa più siccità, più scioglimento della calotta glaciale che causa l'innalzamento del livello del mare, più inondazioni, più incendi.

Il rosso su questa mappa sono il luoghi nel mondo dove attualmente ci sono incendi. C'è una quantità terribile  di rosso.

La catastrofe climatica probabilmente causerà più guerre,  perché quando le risorse sono poche e le persone sono disperate scoppiano conflitti;  ci saranno anche più migrazioni, le persone dovranno spostarsi per trovare cibo e riparo. Riguarderà anche me e te, ma colpirà maggiormente i più poveri e vulnerabili della terra.

La creazione è un dono che abbiamo sperperato. Non stiamo prosperando, stiamo infliggendo dolore e  sofferenza a tutti  se non prendiamo tutto ciò sul serio.

Quindi cosa facciamo?

 3° Parte - Fare lamentazione       

Il fare lamentazione è un concetto biblico profondo; c'è un intero Libro, Lamentazioni e molti dei salmi hanno lamentazioni in essi. Ma se sei come me, è un concetto che trascuri nella tua vita di preghiera. Sono una persona così positiva che non c'è nulla di malinconico in me, sono una ottimista seriale. Perciò sono stata davvero sfidata lo scorso anno da come i miei fratelli cristiani mi hanno chiesto di fare lamentazioni per la pandemia, e sono loro grata perché ho imparato così tanto su Dio attraverso l'esplorazione della lamentazione.

Lamentazione non è lamentarsi con Dio. Non è dirgli tutto ciò che pensiamo sia sbagliato o per cui siamo arrabbiati. Quello è solo un piagnucolare,  uno sfogo. Lamentazione è anche qualcosa che non facciamo solo quando ci sentiamo tristi, ma una disciplina spirituale che ci chiede di fermarci e considerare il mondo come lo sperimentano gli altri. Lamentazione è quando mettiamo davanti a Dio tutto ciò che addolora Lui, gli altri e noi stessi, è un appello a Lui basato sulla fiducia nel Suo carattere pronto ad ascoltaci e a risponderci.

Sappiamo che i neonati piangono quando hanno bisogno di qualcosa o provano dolore; lo fanno che perché essi non hanno le parole, e perché sanno che chi li ama arriverà; allo stesso modo la lamentazione è una preghiera dei figli di Dio che piangono affinché  lui agisca. La lamentazione  è anche un atto d'amore per gli altri, è condividere il loro dolore, riconoscere che non sempre sappiamo i perché del dolore. È il linguaggio delle persone che credono nella sovranità di Dio, ma che vivono in un mondo con tragedie.

È anche importante fare lamentazioni insieme. I salmi di lamentazione erano cantati dall'intera comunità dei credenti; il dolore privato può sommergerci, il dolore condiviso può trasformarci . 

Nel suo libro “Parole per un mondo morente: storie di dolore e coraggio dalla Chiesa globale”  Hannah Malcolm scrive: "Lo spirito di lamentazione è il punto da cui dobbiamo iniziare se vogliamo fare un passo verso la guarigione". Crediamo nella risurrezione e questo ci porta verso il  Cielo in speranza anche se facciamo lamentazione.

Hannah Malcolm sottolinea ancora: “Quando i cristiani sono addolorati, poiché la risurrezione è un'opera d'amore . . . noi crediamo che le nostre opere d'amore partecipino alla trasformazione del mondo; partecipano alla realizzazione di un mondo trasformato. . . Quando soffriamo, quando partecipiamo alla condivisione del nostro dolore, quell'opera d'amore non andrà sprecata. Le nostre opere d' amore appartengono a un mondo rinnovato , appartengono a una Creazione rinnovata».

Adesso ci prendiamo del tempo per fare lamentazioni. Ci saranno delle immagini per riflettere su e poi un paio di minuti per  pregare assieme.

Creatore Dio, ci uniamo alla tua lamentazione circa la caducità della Creazione.
Facciamo lamentazioni su tutta la sofferenza nel mondo.
Consideriamo tutto il dolore e il timore provato nel mondo proprio ora.
Pensiamo al nostro prossimo, vicino o lontano.
Portiamo dinanzi a te le nostre vere emozioni con onestà.
Facciamo lamentazione, o Dio!
Rinnova la nostra speranza e la nostra forza mentre fissiamo Te,
il Dio che si cura  di noi e ci abbraccia nel nostro dolore
Signore Dio, venga il Tuo regno
Sia fatta la Tua volontà.
Amen

4° Parte - Confessione             

Se la lamentazione è il riconoscimento di ciò che addolora Dio e noi, allora la confessione è il modo in cui agiamo, affrontando le conseguenze del peccato e cercando di aggiustare le cose con Dio . Sappiamo di essere perdonati, ma è giusto essere onesti sui nostri fallimenti. 

“...io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina era di settant’anni. Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, sacco e cenere. Feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio, e dissi: “O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e serbi la misericordia verso quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti! Noi abbiamo peccato, ci siamo comportati iniquamente, abbiamo operato malvagiamente, ci siamo ribellati e ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue prescrizioni. Non abbiamo dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in nome tuo ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. (Daniele 9: 2-6)

Daniele è in esilio da 70 anni, è partito da giovane e ora è un vecchio che legge Geremia, il profeta che dice che l'esilio durerà 70 anni.  Sta arrivando la fine, di sicuro Daniele può prendersela comoda ora, certamente è un segno che il popolo è stato perdonato. E invece no, Daniele si rivolge a Dio e lo supplica come se fossero appena arrivati ​​a Babilonia.

Daniele sta pregando in risposta alle scritture - è il suo punto di partenza. La sua confessione segue questo schema; volge il suo volto a Dio, digiuna e, come segno culturale di quanto sia serio il suo lutto,  si veste di sacco e si cosparge di cenere. Ma  non sta confessando il proprio peccato, sta confessando per conto di una nazione intera; personalmente può non essere responsabile di alcuni dei modi per cui  le cose sono andate storte, ma lui si pone tra gli altri riconoscendo che è parte della comunità.

Prima di tutto Daniele ammette cosa è andato storto.

Guarda le parole che Daniele usa per descrivere il peccato nel capitolo 9: malvagio, ribelle, non ascoltato, vergogna, infedele, disobbedito, trasgredito; non è un veloce “Ops mi dispiace”, è profondamente sentito e riconosce la profondità del peccato collettivo e tutti sono implicati.

Al versetto 11 dirà: “Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge”. Usa anche la frase "allontanati" e questa è la radice stessa della confessione. Siamo stati creati per avere una relazione con Dio e noi ci siamo voltati - la confessione è voltarci indietro verso di lui.

In secondo luogo Daniele afferma ciò che sa del carattere di Dio - ogni volta che elenca un'altra trasgressione proclama il carattere di Dio, che è giusto, fedele, misericordioso, ascoltatore, attento.

E infine chiede che Dio ascolti e agisca:

“Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa’ risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo.” (Daniele 9:17-19)

Scritto quasi 3000 anni fa, ma siamo esattamente noi, qui e ora! I ragazzi distribuiranno un pezzo di plastica. La plastica è uno dei problemi ambientali più urgenti: il nostro desiderio di convenienza e profitto significa che il mondo è sopraffatto dalla plastica monouso. 

Usalo come stimolo per la confessione, un simbolo di ciò che è andato storto; se non riesci a pensare a nessuna parola, puoi forse farla scrocchiare per emettere un suono di frustrazione. Janet ci guiderà poi in una preghiera di confessione collettiva e i ragazzi ti porteranno un sacchetto  dove buttare via la plastica in segno di pentimento o di volgersi di nuovo a Dio.  Passeremo poi a condividere il pane e il vino, che è da sempre il luogo dove possiamo trovare ristoro.

Padre, Luce e Creatore di tutte le cose, abbi pietà di noi.
Padre, che hai sigillato l'umanità con la tua immagine, abbi pietà di noi.
Cristo, vero Dio e vero uomo, abbi pietà di noi.
Cristo, Sole che sorge, per il quale sono tutte le cose, abbi pietà di noi.
Cristo, perfezione della sapienza, abbi pietà di noi.
Spirito Santo, potenza di vita, abbi pietà di noi.
Spirito Santo, Soffio di Vita, vita di tutte le cose, abbi pietà di noi.
Amen

5° Parte - Speranza e azione 

Il nostro Salvatore è morto e risorto
affinché per tutti coloro che vivono in Lui
ci sia una nuova creazione.             
Manda il tuo Spirito, o Signore.
Rinnova i cuori del tuo popolo.
Rinnova la faccia della della terra.
Amen.

 Un popolo restaurato è quello che è  vivo e presente a ciò che Dio sta facendo. Cosa sta facendo Dio in questa emergenza climatica e dove possiamo unirci?

Ho cinque azioni di speranza da suggerirvi. Scegline una e impegnati in essa, e poi magari iniziane un'altra fra un mese o due.

1. La Conferenza delle Nazioni Unite sul clima si svolgerà dal 31 ottobre al 12 novembre: prega affinché i leader ascoltino le grida dei più vulnerabili, prestino attenzione alla scienza e concordino le migliori politiche.   

2. Mangia meno carne, in particolare carne rossa. So che sto dicendo questo in Italia, ma la produzione di carne è quella che contribuisce di più alle emissioni di serra gas. Rinunciare alla carne è l' azione più efficace che possiamo intraprendere.   

3. Pensa ai nostri stili di vita - a come viaggiamo. Se possiamo camminare invece di guidare, facciamolo. Riciclare. Prova a comprare cibo che non sia avvolto nella plastica. Non sprecare cibo e risorse.   

4. Vota per i leader che prendono questo problema seriamente, sia a livello locale che nazionale.   

5. Loda, fai lamentazioni, confessa e agisci – di continuo.   

“Al Signore appartiene la terra  e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.” (Salmo 24:1) 

Preghiamo.

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