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23 agosto 2021

Lamentazioni per una Creazione in travaglio: cosa posso fare come credente per la Terra? | 22 Agosto 2021 |

La Creazione dove viviamo non è nostra; ci è stata concessa affinché ne fossimo custodi. Ma qualcosa è andato storto.
Cosa possiamo fare? Possiamo "fare lamentazione" per chiedere aiuto al Creatore, ma dobbiamo anche pentirci e ritornare ad impegnarci per preservarla e rispettarla.
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Predicatrice: Jean Guest
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Tempo di lettura: 12 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 58 minuti

I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti oramai; personalmente penso che la chiesa dovrebbe occuparsi dell'emergenza climatica. Ma perché penso che questa emergenza sia davvero una emergenza? Credo così perché si tratta di giustizia: di giustizia verso le nuove generazioni; che mondo vogliamo dare ai nostri figli e ai nostri nipoti? E' anche una questione di giustizia verso i più poveri e i più vulnerabili di questo mondo. Oggi daremo un'occhiata a cosa sia la Creazione e quale rapporto dovremmo avere con lei come credenti.

1° Parte - Il canto della Creazione   

“Quando io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché te ne prenda cura? Eppure tu lo hai fatto solo di poco inferiore a Dio e lo hai coronato di gloria e d’onore.Tu lo hai fatto dominare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi” (Salmo 8:3-6)

“Quando guardo il cielo notturno mi pongo l'eterna domanda: “Chi sei Dio e chi sono io?” Così scrive il Salmista. 

Cos'è che ti fa porre questa domanda? Montagne, oceani, foreste, natura?

Il monte Uluru in Australia è per me  è il posto più straordinario che abbia mai visto. Un deserto piatto per chilometri e chilometri, e poi una mole rocciosa. E' un luogo straordinario, ed è standoci davanti che ho davvero capito perché sia sacra per i Nativi Australiani. La creazione ci fa fermare e volgere i nostri pensieri verso il Creatore.

Come ha scritto CS Lewis

“Qualcosa di Dio… scorre dentro di noi dall'azzurro del cielo, dal sapore del miele, dal delizioso abbraccio dell'acqua.”

 Lo fa perché la Creazione fisica è un riflesso del carattere del Creatore. La bellissima canzone che è Genesi 1 parla del motivo per cui Dio ha creato il mondo e ci indica tre cose.

In primo luogo non è il risultato del caso. Dio è un dio di intenti e di propositi; ci voleva qui. Come cristiani crediamo in un Creatore che ha creato dal nulla, non si è imbattuto in un paio di protoni, atomi e molecole che fluttuavano e ha deciso di dar loro forma (so che probabilmente non è il termine giusto, sono un persona incline all'arte artistica, non alle scienze, ma potere capire cosa intenda).

Non c'era niente, e poi c'era qualcosa senza forma e vuoto. Dio è la fonte, da lui tutto è creato.

In secondo luogo, crea parlando: “Sia la luce!” E la luce fu,  “Sia la terra e il cielo” e furono la terra e il cielo, e così via. La sua parola è il potere della creazione e quella parola è una persona. Quando si tratta di creare uomini e donne dice: "Facciamoli a nostra immagine" - non è una conversazione interna , è una conversazione tra esseri. E quando leggiamo dello Spirito che si libra sull'acqua, è la stessa parola ebraica per una madre uccello sui suoi pulcini. Abbiamo quindi il Padre che la chiama la Creazione ad esistere, il Figlio per mezzo del quale e per il quale è formata e lo Spirito che teneramente la custodisce. Tutto Dio è coinvolto nella e con la Creazione.

 E in terzo luogo Dio guarda la sua Creazione e dice "È buono"; ne sta proprio godendo. L'aspetto fisico è bello,  è qualcosa di cui essere felici, e questo lo rende importante.

Ora faremo preghiere di ringraziamento e di lode per la nostra bella terra e per il suo Creatore. Il filmato ti servirà come ispirazione. Lascia che ti guidi:

Dio glorioso, tutta la Creazione proclama la tua opera meravigliosa: accresci in noi la capacità di meravigliarci e di deliziarci di essa. Che la lode del Cielo possa risuonare nei nostri cuori e le nostre vite siano spese come buoni amministratori della terra. Amen.

2° Parte - Come è iniziato, come sta andando             

“Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.” (Salmo 24:1)

Ho un buon e caro amico che pensa e parla; qualunque cosa stia pensando, quella esce dalla sua bocca. È un bel problema per lui, ma una fonte di ilarità per i suoi amici. Una volta eravamo a una festa in cui alla padrona di casa è stata regalata una costosa scatola di cioccolatini gourmet , sapete, di quelli fatti in Svizzera; mentre li metteva da parte il mio amico sbottò: "Speravo che ce li avresti offerti!" Al che lei rispose senza alcuna vergogna : "Non ci penso neanche!". Come esseri umani  troviamo facile condividere qualsiasi cosa alla quale non attribuiamo particolare valore, cose che non sono preziose per noi, ma probabilmente non daremmo in prestito quelle che ci stanno a cuore.

Ma questa non è la via di Dio. La terra è del Signore e tutto ciò che contiene, ed ecco che ci è permesso  non solo di condividerla, ma in realtà è stata messa a nostra disposizione.

“Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu.” (Genesi 1:28-30)

Noi e questa terra siamo stati pensati per fiorire.  Noi ne siamo inquilini, e questa terra avrebbe dovuto non solo rimanere bella com'era, ma diventare ancora migliore sotto il nostro possesso,  portare frutti, moltiplicarsi, fiorire.

È così che è iniziato.

Ma come sta andando? Beh, in modo non eccezionale. Sei anni fa il mondo si è posto l'obiettivo di limitare entro il 2050 il riscaldamento climatico  di 2 gradi che sta avvenendo a causa dell'attività umana, altrimenti sarà una catastrofe per la terra. L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite dice che esso accadrà dieci anni prima entro il 2040 e al ritmo attuale avremo riscaldato il clima non di 2 gradi ma di 3. Ciò significa più siccità, più scioglimento della calotta glaciale che causa l'innalzamento del livello del mare, più inondazioni, più incendi.

Il rosso su questa mappa sono il luoghi nel mondo dove attualmente ci sono incendi. C'è una quantità terribile  di rosso.

La catastrofe climatica probabilmente causerà più guerre,  perché quando le risorse sono poche e le persone sono disperate scoppiano conflitti;  ci saranno anche più migrazioni, le persone dovranno spostarsi per trovare cibo e riparo. Riguarderà anche me e te, ma colpirà maggiormente i più poveri e vulnerabili della terra.

La creazione è un dono che abbiamo sperperato. Non stiamo prosperando, stiamo infliggendo dolore e  sofferenza a tutti  se non prendiamo tutto ciò sul serio.

Quindi cosa facciamo?

 3° Parte - Fare lamentazione       

Il fare lamentazione è un concetto biblico profondo; c'è un intero Libro, Lamentazioni e molti dei salmi hanno lamentazioni in essi. Ma se sei come me, è un concetto che trascuri nella tua vita di preghiera. Sono una persona così positiva che non c'è nulla di malinconico in me, sono una ottimista seriale. Perciò sono stata davvero sfidata lo scorso anno da come i miei fratelli cristiani mi hanno chiesto di fare lamentazioni per la pandemia, e sono loro grata perché ho imparato così tanto su Dio attraverso l'esplorazione della lamentazione.

Lamentazione non è lamentarsi con Dio. Non è dirgli tutto ciò che pensiamo sia sbagliato o per cui siamo arrabbiati. Quello è solo un piagnucolare,  uno sfogo. Lamentazione è anche qualcosa che non facciamo solo quando ci sentiamo tristi, ma una disciplina spirituale che ci chiede di fermarci e considerare il mondo come lo sperimentano gli altri. Lamentazione è quando mettiamo davanti a Dio tutto ciò che addolora Lui, gli altri e noi stessi, è un appello a Lui basato sulla fiducia nel Suo carattere pronto ad ascoltaci e a risponderci.

Sappiamo che i neonati piangono quando hanno bisogno di qualcosa o provano dolore; lo fanno che perché essi non hanno le parole, e perché sanno che chi li ama arriverà; allo stesso modo la lamentazione è una preghiera dei figli di Dio che piangono affinché  lui agisca. La lamentazione  è anche un atto d'amore per gli altri, è condividere il loro dolore, riconoscere che non sempre sappiamo i perché del dolore. È il linguaggio delle persone che credono nella sovranità di Dio, ma che vivono in un mondo con tragedie.

È anche importante fare lamentazioni insieme. I salmi di lamentazione erano cantati dall'intera comunità dei credenti; il dolore privato può sommergerci, il dolore condiviso può trasformarci . 

Nel suo libro “Parole per un mondo morente: storie di dolore e coraggio dalla Chiesa globale”  Hannah Malcolm scrive: "Lo spirito di lamentazione è il punto da cui dobbiamo iniziare se vogliamo fare un passo verso la guarigione". Crediamo nella risurrezione e questo ci porta verso il  Cielo in speranza anche se facciamo lamentazione.

Hannah Malcolm sottolinea ancora: “Quando i cristiani sono addolorati, poiché la risurrezione è un'opera d'amore . . . noi crediamo che le nostre opere d'amore partecipino alla trasformazione del mondo; partecipano alla realizzazione di un mondo trasformato. . . Quando soffriamo, quando partecipiamo alla condivisione del nostro dolore, quell'opera d'amore non andrà sprecata. Le nostre opere d' amore appartengono a un mondo rinnovato , appartengono a una Creazione rinnovata».

Adesso ci prendiamo del tempo per fare lamentazioni. Ci saranno delle immagini per riflettere su e poi un paio di minuti per  pregare assieme.

Creatore Dio, ci uniamo alla tua lamentazione circa la caducità della Creazione.
Facciamo lamentazioni su tutta la sofferenza nel mondo.
Consideriamo tutto il dolore e il timore provato nel mondo proprio ora.
Pensiamo al nostro prossimo, vicino o lontano.
Portiamo dinanzi a te le nostre vere emozioni con onestà.
Facciamo lamentazione, o Dio!
Rinnova la nostra speranza e la nostra forza mentre fissiamo Te,
il Dio che si cura  di noi e ci abbraccia nel nostro dolore
Signore Dio, venga il Tuo regno
Sia fatta la Tua volontà.
Amen

4° Parte - Confessione             

Se la lamentazione è il riconoscimento di ciò che addolora Dio e noi, allora la confessione è il modo in cui agiamo, affrontando le conseguenze del peccato e cercando di aggiustare le cose con Dio . Sappiamo di essere perdonati, ma è giusto essere onesti sui nostri fallimenti. 

“...io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e durante i quali Gerusalemme doveva essere in rovina era di settant’anni. Volsi perciò la mia faccia verso Dio, il Signore, per dispormi alla preghiera e alle suppliche, con digiuno, sacco e cenere. Feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio, e dissi: “O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e serbi la misericordia verso quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti! Noi abbiamo peccato, ci siamo comportati iniquamente, abbiamo operato malvagiamente, ci siamo ribellati e ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue prescrizioni. Non abbiamo dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in nome tuo ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. (Daniele 9: 2-6)

Daniele è in esilio da 70 anni, è partito da giovane e ora è un vecchio che legge Geremia, il profeta che dice che l'esilio durerà 70 anni.  Sta arrivando la fine, di sicuro Daniele può prendersela comoda ora, certamente è un segno che il popolo è stato perdonato. E invece no, Daniele si rivolge a Dio e lo supplica come se fossero appena arrivati ​​a Babilonia.

Daniele sta pregando in risposta alle scritture - è il suo punto di partenza. La sua confessione segue questo schema; volge il suo volto a Dio, digiuna e, come segno culturale di quanto sia serio il suo lutto,  si veste di sacco e si cosparge di cenere. Ma  non sta confessando il proprio peccato, sta confessando per conto di una nazione intera; personalmente può non essere responsabile di alcuni dei modi per cui  le cose sono andate storte, ma lui si pone tra gli altri riconoscendo che è parte della comunità.

Prima di tutto Daniele ammette cosa è andato storto.

Guarda le parole che Daniele usa per descrivere il peccato nel capitolo 9: malvagio, ribelle, non ascoltato, vergogna, infedele, disobbedito, trasgredito; non è un veloce “Ops mi dispiace”, è profondamente sentito e riconosce la profondità del peccato collettivo e tutti sono implicati.

Al versetto 11 dirà: “Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge”. Usa anche la frase "allontanati" e questa è la radice stessa della confessione. Siamo stati creati per avere una relazione con Dio e noi ci siamo voltati - la confessione è voltarci indietro verso di lui.

In secondo luogo Daniele afferma ciò che sa del carattere di Dio - ogni volta che elenca un'altra trasgressione proclama il carattere di Dio, che è giusto, fedele, misericordioso, ascoltatore, attento.

E infine chiede che Dio ascolti e agisca:

“Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa’ risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo.” (Daniele 9:17-19)

Scritto quasi 3000 anni fa, ma siamo esattamente noi, qui e ora! I ragazzi distribuiranno un pezzo di plastica. La plastica è uno dei problemi ambientali più urgenti: il nostro desiderio di convenienza e profitto significa che il mondo è sopraffatto dalla plastica monouso. 

Usalo come stimolo per la confessione, un simbolo di ciò che è andato storto; se non riesci a pensare a nessuna parola, puoi forse farla scrocchiare per emettere un suono di frustrazione. Janet ci guiderà poi in una preghiera di confessione collettiva e i ragazzi ti porteranno un sacchetto  dove buttare via la plastica in segno di pentimento o di volgersi di nuovo a Dio.  Passeremo poi a condividere il pane e il vino, che è da sempre il luogo dove possiamo trovare ristoro.

Padre, Luce e Creatore di tutte le cose, abbi pietà di noi.
Padre, che hai sigillato l'umanità con la tua immagine, abbi pietà di noi.
Cristo, vero Dio e vero uomo, abbi pietà di noi.
Cristo, Sole che sorge, per il quale sono tutte le cose, abbi pietà di noi.
Cristo, perfezione della sapienza, abbi pietà di noi.
Spirito Santo, potenza di vita, abbi pietà di noi.
Spirito Santo, Soffio di Vita, vita di tutte le cose, abbi pietà di noi.
Amen

5° Parte - Speranza e azione 

Il nostro Salvatore è morto e risorto
affinché per tutti coloro che vivono in Lui
ci sia una nuova creazione.             
Manda il tuo Spirito, o Signore.
Rinnova i cuori del tuo popolo.
Rinnova la faccia della della terra.
Amen.

 Un popolo restaurato è quello che è  vivo e presente a ciò che Dio sta facendo. Cosa sta facendo Dio in questa emergenza climatica e dove possiamo unirci?

Ho cinque azioni di speranza da suggerirvi. Scegline una e impegnati in essa, e poi magari iniziane un'altra fra un mese o due.

1. La Conferenza delle Nazioni Unite sul clima si svolgerà dal 31 ottobre al 12 novembre: prega affinché i leader ascoltino le grida dei più vulnerabili, prestino attenzione alla scienza e concordino le migliori politiche.   

2. Mangia meno carne, in particolare carne rossa. So che sto dicendo questo in Italia, ma la produzione di carne è quella che contribuisce di più alle emissioni di serra gas. Rinunciare alla carne è l' azione più efficace che possiamo intraprendere.   

3. Pensa ai nostri stili di vita - a come viaggiamo. Se possiamo camminare invece di guidare, facciamolo. Riciclare. Prova a comprare cibo che non sia avvolto nella plastica. Non sprecare cibo e risorse.   

4. Vota per i leader che prendono questo problema seriamente, sia a livello locale che nazionale.   

5. Loda, fai lamentazioni, confessa e agisci – di continuo.   

“Al Signore appartiene la terra  e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti.” (Salmo 24:1) 

Preghiamo.

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