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01 agosto 2021

La Teologia della Pace – Filippesi 4 | 1 Agosto 2021 |

Immagina come sarebbe la tua vita senza pensieri, preoccupazioni, affanni. Immagina di fare un lungo respiro... La tensione scompare, e non c'è niente al mondo di cui ti debba preoccupare.  C'è una sola strada per vivere questa impossibile sensazione: ricordare che Dio è in controllo, e che non ti abbandonerà mai.
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Predicatrice: Celeste Allen
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Tempo di lettura: 8 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 29 minuti

Chiudi gli occhi e immagina come sarebbe non avere pensieri, preoccupazioni, affanni. Immagina di fare un respiro profondo e poi espirare a lungo. Le tue spalle si abbassano, la tensione nel collo scompare, il viso si rilassa. E non c'è niente al mondo di cui ti debba preoccupare. Sei in perfetta pace.

Ora confronta quella sensazione con la vita normale . La realtà è che la maggior parte di noi non vive in uno stato di pace perfetta. Viviamo in uno stato in cui ci sentiamo di avere fretta, preoccupati e molestati.

Eppure, serviamo Gesù, il Principe della pace , che dice 

“Vi lascio pace; vi do la mia pace.”. (Giovanni 14:27a)

Quello che ha detto non era al futuro e non era al condizionale. Ci dà la pace nel presente e la dona senza condizioni. Non dobbiamo essere più forti o più santi o migliori in alcun modo . Dobbiamo semplicemente allungare la mano e prendere ciò che ci ha dato. È qualcosa che abbiamo già, dobbiamo solo averne accesso. 

 Cosa c'è allora che non funziona? Com'è possibile che abbiamo accesso alla pace e tuttavia viviamo in uno stato di tumulto interiore ? Forse il problema è che mentre sappiamo intellettualmente che la pace è disponibile in Cristo, non sappiamo per esperienza come afferrare quella pace. Ancora una volta ci viene in aiuto la lettera di Paolo ai credenti di Filippi. E tutto sta nel “ricordare”.

 La parola “ricordare” compare 238 volte nella Bibbia. Come mai? Perché dimentichiamo! Viviamo in uno stato di amnesia spirituale, dimenticando chi siamo e ciò che conosciamo. Quindi cosa dobbiamo ricordare per vivere nella pace di Dio ?

1. La pace viene dal ricordare su cosa focalizzarsi

Non ho bisogno di convincere nessuno che le nostre vite del 21° secolo sono costantemente bombardate da cose che competono per la nostra attenzione. Siamo in una battaglia senza sosta su cosa concentrarci. Un esempio ovvio sono i social media.

Non credo che i social media siano il male supremo; possono essere anche essere una forza positiva. Ma avete  notato che,  non importa da dove si inizi su Facebook o Twitter su qualsiasi altro social, possiamo rapidamente sprofondare verso abissi di negatività e di rabbia? 

C'è una ragione per questo; quando proviamo rabbia, i nostri corpi producono una sostanza chimica chiamata dopamina , conosciuta anche come " l' ormone del benessere" . Può sembrare strano, ma ci si sente letteralmente bene ad essere arrabbiati. Le persone che sviluppano i social media lo sanno; in una recente conferenza la professoressa di psicologia della Yale University Molly Crockett, ha affermato:

" Nel tentativo di coinvolgere gli utenti il ​​più a lungo possibile sulle loro piattaforme, molte aziende utilizzano algoritmi che danno la priorità ai contenuti nei feed di natura emotiva e che potrebbero contenere esempi che creino indignazione".

I social media sono progettati per farci arrabbiare, perché la rabbia produce dopamina, il che ci fa sentire bene. Quindi associamo il sentirsi bene alle piattaforme di social media. 

C'è un bel po' di caos nel mondo che può farci arrabbiare; ma questo significa  che dobbiamo lavorare più duramente per trasformare i nostri occhi e il nostro cuore verso le cose di Dio , il Dio che ci da la pace.

 Paolo ci dice, piuttosto che concentrarsi sul caos: 

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:8-9)

La pace viene dal focalizzarsi sulle cose giuste; devi chiederti: "Su cosa mi concentro?"

In secondo luogo : 

2. La pace viene da ricordare dove cercare aiuto 

Uno dei peggiori consigli al mondo è "se tutto fallisce, allora prega". Se speriamo di avere un qualche tipo di pace, la preghiera non può essere l'ultima risorsa. Se conserviamo la preghiera per quando tutto il resto è andato storto, saremo così presi dall'ansia che non saremo in grado di ascoltare o vedere Dio, tanto meno la Sua risposta alla nostra preghiera . 

Ricorda, Paolo stava scrivendo questa lettera in prigione; conosceva cosa significasse lo stress , e, più di molti di noi, avrebbe potuto avere buone ragioni  per essere ansioso. Ma invece dice:

“ Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.  E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:6-7)

Il pastore  Léonce Crump l'ha messa in questi termini:

“Non devi essere ansioso di nulla, se affidi a Dio tutto.” 

Paolo sapeva a chi rivolgersi nei momenti di difficoltà . Sapeva che la prima e più importante cosa da fare era andare da Dio per chiedere aiuto, per pregare .

Chiediti: "Quando devo affrontare una sfida, qual è il mio posto predefinito in cui cercare aiuto?"

3. La pace viene dal ricordare chi è che soddisfa i miei bisogni

 Chi si prende cura di te ? Forse lavori duramente o forse hai un lavoro ben pagato. Forse il tuo coniuge o la tua famiglia si prendono cura di te; in qualsiasi modo tu stia attraversando la vita, hai tutto sotto controllo, vero? Sbagliato!  Se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi 18 mesi, è che non abbiamo il controllo. Noi non abbiamo il controllo, le nostre famiglie non hanno il controllo, i nostri datori di lavoro non hanno il controllo, il governo non ha il controllo. Il modo in cui attraversiamo la vita non ha nulla a che fare con i nostri sforzi di controllare la situazione-

Se penso di dover provvedere o che qualcuno provveda attraverso i miei sforzi, se devo avere il controllo, devo costantemente preoccuparmi. E se succede qualcosa? Cosa succede se  chi porta a casa i soldi (che sia io o un altro membro della famiglia) si ammala? E se il mio datore di lavoro fallisce? E se, e se, e se...

Ma ecco il vero "e se":"E se il Dio dell'universo fosse colui che provvede per me? "

I credenti spesso citano Filippesi 4:13 

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:13)

Questo è uno dei versetti più mal interpretati nella Bibbia. Non perché la gente sbaglia a citarlo , ma perché lo prendono fuori contesto. Questo versetto non parla di Dio che sostiene gli sforzi di Paolo. Si tratta di Dio che dà a Paolo la pace di affrontare la privazione e l'umiltà di essere grato dell'abbondanza .

Il contesto di quel versetto dice: 

“ ...…poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:11b-13)  

Posso essere in pace perfetta, perché so che in qualunque circostanza mi trovi, o che sia pieno di soldi o che stia raschiando il fondo,  Dio è colui che provvede per me, e Lui mi può dare la pace per affrontare qualsiasi situazione .

La pace viene dal ricordare chi provvede ai miei bisogni. 

Poniti questa domanda: "Chi vedo come mio aiuto?"

Infine, 

4. La pace viene dal ricordare chi è con me

Filippesi 4:5 dice: 

La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino.” (Filippesi 4:5) 

 Ho un'amica il cui marito viaggiava molto per lavoro. Vivevano in Asia centrale, e la mia amica si preoccupava ed aveva paura ogni volta che il marito era lontano e lei rimaneva  con i loro quattro bambini piccoli in una località non propriamente sicura . 

Una notte, mentre era preoccupata per questo e per quello , sentì come se il Signore le avesse chiesto di identificare la cosa peggiore che potesse accadere. Se hai una buona immaginazione, puoi inventare i peggiori scenari senza limite , e l'ultima cosa che ti aspetti da Dio è che ti venga detto di pensarci. 

Ma obbedendo a Dio, fece una bella lista di cose brutte che sarebbero potute o accadere a lei, alla sua casa e alla sua famiglia. Ma ogni volta che portava davanti a Dio un'altra cosa che sarebbe potuta accadere, capiva che in realtà  non era la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere. E Dio la incoraggiava ad andare avanti .  

Alla fine, identificò la cosa assolutamente peggiore che potesse mai accadere: che Dio l'avrebbe abbandonata. E poiché Dio ha reso abbondantemente chiaro nelle scritture che non ci lascerà mai, si rese conto che non doveva preoccuparsi . Dopo questo ha avuto pace.

Lo scrittore ai credenti di Roma disse: 

“ Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future,  né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.. ” ( Romani 8:38-39 ) 

Le cose brutte, le cose terribili, possono accadere, ma la cosa peggiore in assoluto non accadrà mai: Dio non ci abbandonerà mai. 

Gesù ha detto:: 

" Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.". ( Matteo 28:20 b ) 

Non siamo mai soli. La pace viene dal ricordare che Dio è con me.

Chiediti ancora: "Come posso ricordare a me stesso, a me stessa che non sono solo, che non sono sola?"

 Filippesi 4:7 è uno dei miei versi preferiti. “

 “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.”. (Filippesi 4:7)

Amo l'idea di pace che vada oltre la nostra comprensione. Non ha radici in nulla di questa terra; ha radici in Dio e solo in Dio. 

Il profeta Isaia dice a Dio:

"A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida.". (Isaia 26:3 )

Per avere quella mente che confida in Dio e dipende da Dio, tutto sta nel ricordare: ricordare:

  • su cosa focalizzarsi
  • dove cercare aiuto
  • chi soddisfa i miei bisogni
  • chi è con me 

Preghiamo.

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22 dicembre 2019

Aspettare ricercando la Pace-IV° di Avvento | 22 Dicembre 2019 |


Quale pace stai ricercando? L' assenza di guerre, l'essere concordi con gli altri e con se stessi? Sappi che Gesù è nato per darti una pace che puoi avere anche quando sei nella tribolazione e tutto sembra essere contro di te.
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Tempo di lettura: 10 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 30 min.

Siamo alla quarta candela dell'Avvento: abbiamo già acceso quelle della Speranza, poi della Fede, la scorsa settimana della Gioia, e oggi siamo arrivati ad accendere quella della Pace.

Cosa vi viene in mente  quando sentite la parola “pace”? E' una parola usata ed abusata  e si lega ad una infinità di diverse situazioni.

Ci può essere la pace dopo una guerra, o la pace sociale (che non ho mai capito cosa sia  ma va tanto di moda nei TG). Un bel tramonto sul lago o sul mare ci può dare una sensazione di pace, oppure la pace è quando i tuoi figli adolescenti sono usciti con gli amici e tu hai la casa vuota.

Di quale pace vogliamo parlare oggi? Partiamo come di consueto dalla definizione di un vocabolario; questa volta usiamo lo Zingarelli:

Pace: 1 assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni, periodo di buon accordo internazionale 2 buona concordia, serena tranquillità di rapporti: 3 tranquillità e serenità interiore: 

Il vocabolario afferma che la pace è l'assenza di guerra oppure che essere “concordi” (dal latino “cum cordis” = con lo stesso cuore), o anche essere tranquilli dentro.

Avete fatto caso che, secondo il mondo, la pace è qualcosa legata strettamente alla volontà umana?

Mi spiego meglio: prendiamo la prima definizione: assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni. Che significa questo? Che ci sono stati uomini (o meglio capi di stato) che hanno deciso di non fare la guerra. E' una decisione della volontà di due o più uomini.

Prendiamo la seconda:  serena tranquillità di rapporti. Anche qui c'è la volontà di due o più persone di essere d'accordo, concordi, con lo stesso cuore.

Anche per la terza vale la stessa cosa:  tranquillità e serenità interiore. Qui ci sono solo uno, ma che ottengo pace  attraverso un processo dentro di se.

E' questa la pace di cui parla la Bibbia? E questo che simboleggia  la nostra candela dell'Avvento?

La sera che Gesù nacque gli angeli, dopo aver annunciato ai pastori che era nato il Cristo, il Messia, il Salvatore, e avergli indicato dove lo avrebbero trovato, come nella migliore tradizione delle gite scolastiche si misero a cantare:

“E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:  «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:13-14)

Gli angeli, quella sera, stavano affermando una cosa  completamente differente dalla definizione di pace che abbiamo letto.

La pace non è qualcosa che crea l'uomo, ma qualcosa che scende dall'alto... ma non per tutti! Scende per gli uomini ( e le donne) che Dio gradisce.

La parola “gradisce” in greco è εὐδοκία – eudokia che è una parola formata dal verbo δοκέω - dokeō che significa “essere contenti” più il suffisso εὖ – eu che significa “buono” ma che messo prima di una parola che è un rafforzativo della parola.

Vi faccio un esempio: conoscete la parola “vescovo”, vero? Ma se io metto davanti a “vescovo” una parola come “arci” diventa “arcivescovo”, che significa che è molto di più  di un vescovo.

Io posso essere “contento” e questo è già una cosa buona; ma se aggiungo “arci” divento “arcicontento”.

Significa che sono contentissimo, che salto dalla gioia che canto, ballo e tiro baci a tutti  da quanto sono felice!

Dio, nel versetto di Luca, dice che sta mandando la pace sulle persone di cui è “eudokia”, di cui è “arcicontento”.

Se voglio quella pace, allora debbo rendere arcicontento Dio. Come posso fare, allora?

1. Dio da la pace a chi lo segue

In ebraico la parola pace è un termine che conosciamo bene:

שָׁלוֹם  = sâlôm = pace

che deriva dalla parola שָׁלַם  = šâlam che significa “essere al sicuro”.

Quando noi credenti ci salutiamo  dicendoci “pace” stiamo usando un saluto che era tipico del popolo di Dio al tempo di Gesù e prima.

Gli ebrei non si salutavano con “ciao” (che è una parola derivata dal veneziano  “sciao”, “schiavo”, ovvero “servo vostro”) ma con “sâlôm”, pace.

Chi gli aveva insegnato questo saluto? Leggiamo assieme Numeri:

“Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!  Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’”. (Numeri 6:22-26)

Di questa lunga benedizione il popolo di Dio aveva preso ad usare la sola parola “sâlôm”, “pace” come riassunto di tutta la frase.

Nel versetto di Numeri, chi è che da la pace? Se non fosse chiaro, leggiamo un passo di Levitico:

“Io (DIO) farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi.” (Levitico 26:6a)

Chi è l'autore della pace? Certamente non l'uomo, ma la pace è data da Dio!

So cosa state pensando, “ Ma Marco, non mi sembra ci sia tanta pace attorno a me e nel mondo! Basta che guardo qualsiasi TG e vedo solo guerra; guerre tra nazioni, tra gruppi etnici, tra gruppi politici... Dov'è la pace che Dio ha promesso?”

Avete ragione: il mondo non è un esempio di pace. Dio, è vero, ha promesso la sua pace... ma ad una semplice e benevola condizione: leggiamo Isaia:

“Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti, la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare” (Isaia 48:17b-18a)

Dio da la pace quando l'uomo segue i suoi comandamenti che sono stati dati per il nostro bene, Le regole che Dio ha dato sono poche, appena dieci, più una che ha aggiunto Gesù, (“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. ” Gv 13:34a); dovrebbe essere semplice seguirle, ed ottenere pace.

L'uomo, invece, sin dall'inizio, ha deciso di fare di testa sua.  Ricordate  ad Adamo ed Eva?  Avevano solo UN Comandamento: “Fai tutto quello che vuoi, ma non fare solo UNA cosa: mangiare dall'albero del bene e del male”.

Ed è la PRIMA cosa che fanno appena Dio gira lo sguardo da un'altra parte.

Allora, perché non c'è pace nel mondo? Perché il mondo non segue le “istruzioni per l'uso" date da Dio!

Tuttavia Dio è un Dio di pace, e ha deciso, 2019 anni fa, anno più anno meno, di  provvedere un sistema con cui dare la SUA pace al mondo: il sistema si chiama Gesù. Egli stesso dice:

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.” (Giovanni 14:27a)

Attenzione a quello che dice Gesù: non è la “pace del mondo”, non è l'assenza di guerra,  o l'andare d'accordo o sentirsi in pace con se stessi come diceva lo Zingarelli... ma qualcosa di differente, attraverso cui noi possiamo gioire anche quando tutto ci è contro, e non vediamo vie d'uscita:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Come sei messo, come sei messa  in quanto a pace, adesso? C'è qualche guerra nella tua vita? Forse è nella tua famiglia, forse è al lavoro, forse è un problema  che qualcun altro ha creato e di cui tu non ne sei responsabile... ma comunque sei nella “tribolazione” piccola o grossa che sia.

Sappi che Gesù  vuole darti la SUA pace, una pace che puoi avere anche nel mezzo di una tempesta.

Una pace che deriva dalla consapevolezza che tutto quello che ti accade è, momentaneo, come dice Paolo:

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria.” ( 2 Corinzi 4:17)

Gesù ha già vinto per te e per me. La sua pace è a tua disposizione. Ad una sola condizione: quella che ci dice Salomone dall'alto della sua saggezza:

“Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:15)

2. La pace di Dio va conservata

Ora che siamo obbedienti a Dio abbiamo la sua pace.

Però, c'è un problema: anche se Dio è una fonte inesauribile, anche se lui può farmi il pieno di pace ogni giorno... il mio serbatoio è bucato.

Per quanto possa essere santo, per quanto possa sforzarmi  la vita crea danni costanti al mio serbatoio di pace. Paolo afferma:

"Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta,  con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace.” (Efesini 4:1-3)

La pace, dice Paolo, è un “vincolo”; sapete il significato di questa parola? In meccanica,  un vincolo è qualsiasi cosa che limiti  il movimento di un corpo:  vi faccio un esempio.

Qui ho due aste di legno; se le metto una sopra l'altra la prima sorregge la seconda. Ma basta un piccolo colpo e l'asse che è sopra cade.

Ma basta che io metta una vite su uno dei due lati un “vincolo” che ne limiti il movimento reciproco e le due assi rimarranno assieme; potranno anche muoversi, ma non si staccheranno più; potranno allontanarsi un po', ma alla fine saranno sempre unite.

Paolo sta dicendo proprio questo; la pace è un “vincolo”, è una vite speciale, qualcosa che limita il movimento così che non sia troppo grande da far cadere, allontanare, perdere le persone con cui viviamo.

Sarà facile come mettere una vite? Su due assi di legno si; ma tra due persone assolutamente no!  Nella vita reale mantenere la pace è un gran lavoro! Ci vuole (dice Paolo) umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione, amore, sforzo... tutto per poter ottenere questo (è' Gesù che parla):

“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.” (Matteo 5:9)

Vuoi essere chiamato, vuoi essere chiamata figlia di Dio? Adoperati per la pace, sii umile, sii mansueto, sii paziente,  sopporta quando vorresti fare guerra, sforzati, ama...

“Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro.  Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2 Timoteo 2:22)

Quale “vite” devi mettere nella tua vita? Hai qualche conto aperto, dove devi essere più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, più amorevole,  per poter conservare la pace di Dio?

3. La pace di Dio va passata

Adesso che siamo obbedienti a Dio e a Gesù, ci sforziamo di mantenere la pace... abbiamo fatto tutto, vero? Possiamo rilassarci e goderci la pace di Dio!

Assolutamente no! Se vogliamo che Dio e Gesù continuino a riempire il nostro serbatoio con la loro pace c'è un'ultima cosa da fare... e che dovremo fare per tutta la nostra vita terrena:

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9)

Cosa significa? Semplicemente, che devi testimoniare Cristo, devi parlare agli altri di quella pace devi spiegare agli altri la differenza che Gesù ha fatto in te.

So cosa pensi: “Ma Marco, io non sono come te, o come Mario, io non so parlare agli altri di Gesù, non so da dove cominciare,  non ho la preparazione biblica...” eccetera eccetera.

Leggi bene il versetto: Paolo non ti sta chiedendo di laurearti in teologia per testimoniare Cristo e ottenere un piano di pace. Paolo ti dice che  devi imparare, devi ricevere, devi udire, devi vedere.

Paolo ti sta indicando cose “pratiche” da fare, non studi di teologia! E Paolo copre tutti i tipi di carattere umani.

Forse sei uno o una che apprende leggendo: Paolo dice che devi “imparare e ricevere” che sono attività legate allo studio. Tu puoi studiare la Bibbia, prendere appunti, leggere commentari.

O forse  tu non apprendi molto studiando ma invece capisci le cose  quando senti qualcuno che te le spiega. Per te è meglio ascoltare le predicazioni, non solo quelle mie o di Mario, ma altre ;  sul web ci sono centinaia di siti che pubblicano l'audio e i video dei messaggi.

Oppure non apprendi né studiando né ascoltando  ma vedendo un altro  che fisicamente ti fa vedere come fare, e poi lo fa fare a te. Per te è meglio partecipare attivamente alla vita della tua chiesa, la domenica,
ma anche al gruppo preghiera e a quello del giovedì. Lì puoi vede come gli altri pregano  li puoi vedere come conducono un incontro e come parlano di Gesù agli altri. E pian piano fare lo stesso.

Ma, alla fine, se vuoi la pace di Dio, qualsiasi tipo di credente tu sia, che apprenda studiando, ascoltando, o vedendo, dice Paolo “fatele”; devi FARE! Non basta sederti in chiesa una volta alla settimana!

Conclusione

Nella notte di Natale di 2019 anni fagli angeli cantarono questo:

«Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:14)

Che tipo di pace stai aspettando questo Natale?

Vuoi la pace del mondo, ovvero l'assenza di guerra la concordia, la tranquillità interiore? Tutte cose che dipendono da te, ma anche da altri uomini attorno a te.

Oppure vuoi la pace che è data, che scende dal Cielo, che non dipende da te, ma da chi ti ha creato? Quella pace che ti da gioia anche nel bel mezzo delle tempeste della vita?

Se è quella pace che cerchi devi, semplicemente, obbedire ai Comandamenti di Dio e di Gesù, mettere una “vite” un vincolo  che ti leghi agli altri, diventando più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, , più amorevole,  per poi passare quella pace ad altri testimoniando di Cristo.

Cosa stai aspettando?

Preghiamo

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