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25 luglio 2021

La teologia della gloria - Filippesi 3 | 25 Luglio 2021 |

Gloria è vivere con l'autorità e la presenza di Dio nella tua vita. Per poter raggiungere questo dobbiamo vegliare sulla nostra fede, perseverare in essa ma, soprattutto, praticare la presenza di Dio nelle nostre vite. Ed il fine principale dell'uomo è glorificare Dio e goderne per sempre. 
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Predicatrice: Jean Guest
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Tempo di lettura: 10 minuti
Tempo di ascolto audio/visione video: 40 minuti

Oggi studiamo il capitolo 3 di Filippesi. Finora abbiamo dato uno sguardo alla teologia della gioia e incontrato la grazia e la pace che abbiamo in Dio, e la teologia dell'unità dove Celeste ci ha mostrato così meravigliosamente che la nostra unità è il volto di Gesù.

Ma perché queste cose contano? Perché abbiamo bisogno di essere proattivi circa la gioia e l'unità? La risposta si trova qui nel capitolo 3. Lo scopo delle nostre vite sia individualmente che collettivamente è glorificare Dio. 

Gloria. È una parola strana, vero? Cosa ti viene in mente quando la senti? Qualcosa di magnifico? Qualcuno di magnifico? Come ci ha ricordato Celeste, noi esseri umani tendiamo ad essere egoisti, quindi la gloria quando è lasciata nelle nostre mani, può diventare molto pericolosa, facendoci diventare orgogliosi.

Ciò di cui abbiamo bisogno è una comprensione vera e biblica della gloria e di  esempi di come glorificare Dio.

Suppongo che ciò di cui abbiamo bisogno sia una Teologia della Gloria.

Il Catechismo Breve di Westminster è il catechismo Protestante (scritto da membri di un movimento cristiano inglese del diciottesimo secolo chiamati “Puritani”) ed è stato utilizzato nel corso dei secoli per insegnare le dottrine fondamentali della fede cristiana. 

È scritto come domande  e risposte;  la prima domanda è: "Qual è il fine principale dell'uomo?". La risposta è: “Il fine principale dell'uomo è glorificare Dio e goderne per sempre."  

Forse sarai sorpreso di sapere che “Gloria” è una delle  parole più comuni nella Bibbia.

La parola ebraica kavod significa “peso, importanza”; di qualcosa o di qualcuno che non può ignorare o che riteniamo essere una autorità. Ma può anche essere usato per significare “presenza”.

“...e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi il loro servizio, a causa della nuvola; perché la gloria del Signore riempiva la casa del Signore.” (1 Re 8:11)

In 1 Re 8 leggiamo che i sacerdoti non erano in grado di celebrare i loro uffici perché la gloria del Signore aveva riempito il tempio; era abbagliante e non potevano sopportare di guardarlo, ma dovevano semplicemente sedersi e aspettare alla presenza di Dio.

Quindi, come dice il teologo NT Wright: “La gloria è l'autorità di Dio sul mondo, la sua presenza  nel mondo, e ci troviamo al crocevia tra Paradiso e Terra.

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore…” (Filippesi 3:20)

Diamo un'occhiata a come viviamo il nostro scopo  di glorificare  Dio. La prima cosa che facciamo è di  conoscerlo attraverso la conoscenza di suo Figlio.

“Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.” (Filippesi 3:10-11)

Il mio obiettivo è "conoscerlo". Conoscere Gesù non è solo conoscere i fatti su di lui, o anche seguire il suo esempio morale. Possiamo conoscere qualcuno senza sapere davvero niente su di lui. Conosco molti proprietari di cani, tutti i giorni ci sorridiamo, ci salutiamo e chiacchieriamo; potrei anche conoscere il loro nome, sicuramente so quello del loro cane, ma non so davvero  nulla di loro. 

Conoscere Gesù significa avere una relazione personale con lui, una relazione che è presente in ogni aspetto della nostra vita. Il grande pastore battista del 1800 Charles Spurgeon dice così:

“Mi dicono sia colui che mi rende puro, che mi pulisca dalle macchie; che mi ha lavato nel suo sangue prezioso, e così io lo conosco. Mi dicono vesta gli ignudi; che mi ha coperto con una veste di giustizia, e e così io lo conosco. Mi dicono sia colui che apre una breccia e che spezza i ceppi,  che ha liberato la mia anima, e perciò lo conosco. Mi dicono sia un re che regna sul peccato; che ha soggiogato i miei nemici sotto i suoi piedi, e io lo conosco in quel  profilo. Mi dicono sia un pastore: lo conosco perché sono la sua pecora. Dicono sia una porta: per lui sono entrato e lo conosco come una porta. Dicono sia cibo: il mio spirito si nutre di lui come del pane venuto dal Cielo, e perciò io lo conosco come tale». (C. Spurgeon)

Se vuoi conoscere Gesù, puoi forse usare queste parole come una preghiera di accettazione del suo amore e del suo sacrificio per te. Accettalo come Signore ed egli verrà a incontrarti.  Se lo fai, faccelo sapere.

“Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.” (Filippesi 3:10-11)

Paolo parla anche in questo versetto di voler sperimentare il suo potere di resurrezione. Conoscere Gesù significa conoscere questo potere; ci viene data nuova vita ora!, non quando moriremo. La potenza della risurrezione è l'evidenza che suggella tutto ciò che Gesù ha fatto morendo per noi: siamo a posto con Dio.

“…e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede...” (Filippesi 3:9 ND)

La gloria è vivere con l'autorità e la presenza di Dio nella tua vita.

Si tratta anche di vivere nella realtà. Paolo è in catene,  non può essere più reale di così. Ma il suo focus sulla gloria non è lui che chiude gli occhi, ignorando quel fatto e sperando che tutto vada via; è lui che  affronta la situazione con gli occhi fissi su Gesù.

“Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.” (Filippesi 3:10-11)

Vi prego, non fraintendete ciò che è scritto qui. Come credenti, non preghiamo di conoscere la sofferenza  (questo ci renderebbe solo solo dei bizzarri sadomasochisti). Ma è  probabile che ad un certo punto della nostra vita conosceremo qualche tipo di sofferenza:  “piove sui giusti e sugli ingiusti allo stesso modo".

E ciò che Paolo sta dicendo è che,  quando quella volta viene voglio conoscere Cristo mentre la sto attraversando, accettando (con l'umiltà così come ci ha detto Celeste parlando del capitolo 2), gli scopi di Dio.

La missionaria dell'800 Amy Carmichael raccontva di essere stata presente e di aver testimoniato di  come il Pastore Andrew Murray  rispose ad una situazione particolarmente dolorosa della sua vita: "È stato silenzioso per un po' con il suo Signore, poi ha scritto queste parole per se stesso:

'Prima, mi ha portato qui, è per sua volontà che sono esattamente in questo posto; riposerò su questo. Inoltre, mi terrà nel suo amore e mi darà grazia in questa prova di comportarmi come suo figlio. Quindi Egli renderà la prova una benedizione, insegnandomi lezioni che vuole io impari, e operando in me nella grazia che mi vuole donare. Come e quando, Lui lo sa. Perciò io affermo che sono qui:

1. Per nomina di Dio
2. Sotto la sua cura
3. Seguendo le sue istruzioni
4. Per il suo tempo

La gloria è vivere con l'autorità e la presenza di Dio nella tua vita. Spero che queste parole ti portino un po' di conforto se stai soffrendo in qualche modo in questo momento. E se senti che illuminino i tuoi problemi, sappi che  il profeta Elia si sedette sotto un albero e disse a Dio: "Ne ho avuto abbastanza, voglio morire». 

Non c'è sofferenza, problema o vergogna troppo grande per la potenza di Dio. Prendo una piccola tangente qui per vedere  Corinzi, perché penso che sia importante sapere questo:

“…perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre» è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di {Gesù} Cristo. Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi.” (2 Corinzi 4:6-7)

I Corinzi erano noti per le loro ceramiche finemente smaltate. Ma erano anche noti per i loro vasi di argilla di qualità inferiore che, quando venivano messi al forno per cuocere, si incrinavano  e  venivano utilizzati come diffusori di luce. L'idea di Paolo in 2 Corinzi è che non dobbiamo vergognarci delle nostre vite imperfette e piene di crepe.

Un vaso ben smaltato mantiene la luce dentro; solo un vaso con le crepe può far risplendere la luce di Dio nel mondo. Le crepe lasciano che la luce fuoriesca. Gloria è vivere con l'autorità e la presenza di Dio nella tua vita.

E Paolo dice in questo capitolo che ci sono tre cose che dobbiamo fare per vivere nella realtà di quell'autorità e di quella  presenza. La prima è che dobbiamo proteggerci:

“Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare…” (Filippesi 3:2)

Se dovessimo leggerlo nell'originale lo saremmo scioccati da quanto rozzi e brutali sono il linguaggio e l'immagine.  Le nostre traduzioni hanno messo un tocco di lucente educazione sulle parole di Paolo. Sta parlando di quelli nella chiesa primitiva  che stavano cercando di insistere sul fatto che i cristiani gentili dovessero essere circoncisi solo per assicurarsi che fossero davvero credenti: è molto più facile da credere se assomigli al popolo eletto passato. 

Paolo è furioso per questo suggerimento. Regole, regolamenti e tradizioni non ci salvano, Cristo si. Regole, regolamenti e tradizioni non ci giustificano dinanzi a  Dio, Cristo si. Lui è la nostra sicurezza. Ma quali sono i "cani" nel 21° secolo? Sono sono le mode che vanno e vengono, o i “leoni da tastiera” sul web? Possibile e probabile. Ma il modo migliore per proteggerci è perseverare.

“… dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3:13b-14)

Le Olimpiadi sono iniziate e non so voi, ma rimango sempre incantata per la dedizione e il sacrificio dei migliori atleti mentre lottano per quell'oro e quella gloria passeggera. Mio figlio Charlie ha un amico che era un canoista. Lui si svegliava alle 5 del mattino, era in acqua alle 6 e a scuola alle 9. Usciva da scuola alle 15, entrava in palestra alle 16 e ritornava in acqua alle 17, a casa per cena entro le 19, faceva i compiti e andava a letto. Lo fece per anni e ha avuto successo, ha vinto medaglie e lo abbiamo acclamato molte volte. 

Se gli chiedi adesso, “Ne valeva la pena?'”, risponderà "Sì e no"; sì perché eccelleva in uno sport e rappresentava il suo paese, e no, perché non è mai arrivato al top, all'oro, arrivava sempre 3° o 4° e ha rinunciato a così tante serate e bei momenti con i suoi compagni. 

Perseverare richiede lavoro e dedizione. Ma come  dice Pietro in 2 Pietro 1:5-10, non lo rimpiangeremo mai.

“Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù,  alla virtù la conoscenza,  alla conoscenza l’autocontrollo,  all’autocontrollo la pazienza,  alla pazienza la pietà,  alla pietà l’affetto fraterno  e all’affetto fraterno l’amore.  Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi,  non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza  del nostro Signore Gesù Cristo.” ( 2 Pietro 1:5-8)

La versione inglese della Bibbia New English Translation traduce l'ultimo versetto così: “...ti impediranno di diventare inefficace e improduttivo nella tua ricerca di conoscere nostro Signore Gesù Cristo più intimamente...” 

“Più intimamente”: che bella frase che è. È  il linguaggio dell'amore, e volutamente così, anche per quelli di noi che siamo sposati, Cristo è la nostra vera anima gemella.

E l'ultima cosa che facciamo è praticare la presenza di Dio. Cerchiamo intenzionalmente Dio in tutte le cose. Peter Greig, il fondatore del movimento “24/7 Prayer”, dice che "eravamo creati per camminare e parlare con Dio e per essere in relazione con lui, e che tutto scorre da quel luogo e ritorna a quel luogo." 

Siamo consapevoli di lui quando stiamo pulendo  casa, o guidando al lavoro, o portando a spasso il cane? Ci sediamo mai semplicemente alla presenza di Dio? O  sentiamo che dobbiamo riempire il silenzio dicendogli come ci sentiamo e chiedere cose? 

Sì, quelle cose fanno di certo parte della preghiera, ma cosa gli diciamo nei giorni quando ci sentiamo bene e non abbiamo problemi? Cosa vuole dirti? Cosa vuole dire a me? Ricorda i sacerdoti di cui ho parlato in 1 Re, di come la presenza di Dio riempisse la Sua casa e non potevano fare nient'altro che stare lì? Provaci anche tu! 

E perché ci preoccupiamo di tutto questo? Beh, perché...

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa.” (Filippesi 3:20-21)

Quale è il tuo scopo come credente? Noi diciamo tutti insieme: “Il mio scopo è glorificare Dio e goderne per sempre."

Amen.

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24 novembre 2019

Guidati dallo Spirito per glorificare Cristo | 24 Novembre 2019 |


Per portare gloria a Cristo debbo "fare" quelle cose per cui la gente applaudirà Dio e Cristo, non me. E lo Spirito Santo è l'energia esplosiva da cui posso attingere le forze per riuscirci.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 38 min.

Stiamo scorrendo lungo i capitoli da 12 a 15 di Giovanni  (quelli relativi all'ultima cena di Gesù con gli apostoli)  alla ricerca di “parole chiave” che ci dicano cosa vuole Gesù che ricordiamo.

Abbiamo visto “amare” ripetuta 31 volte, poi “odiare” ripetuta 11 volte, poi ancora “dimorare”
ripetuta 13 volte. Oggi vediamo l'ultima: “glorificare”.

Glorificare” ricorre 20 volte e, a differenza delle altre tre parole, è presente attraverso tutti i 4 capitoli.

1. Cosa significa  “glorificare”?

Gesù usa questa parola proprio all'inizio del suo discorso durante l'ultima cena:

“L'ora è venuta che il Figlio dell'Uomo dev'essere glorificato... E che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. Padre, glorifica il tuo nome!” (Giovanni 12: 23, 27-28)

Che strano! Gesù sa che sta per essere torturato ed ucciso sulla croce... e parla di gloria! Forse dovremmo capire meglio cosa significhi la parola “glorificato”.

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola “gloria, glorificare, glorificato”? Vi dico quello che
viene in mente a me: il vincitore di una competizione sportiva o  uno scienziato che riceve il premio nobel  per aver  scoperto  la cura per una malattia. Non mi viene certo in mente la crocifissione.

La parola che usa Gesù tradotta in greco è δοξάζω - “doxazō"  che significa “lasciare  la gloria a qualcuno”, e la radice viene dal verbo "dokeo"  = "pensare/considerare/stimare/valutare/ponderare".

Glorificare è lasciare a qualcun altro la gloria (la corona, la celebrazione, il merito) dopo averci riflettuto su.

Non è semplicemente un applauso,  ma è capire che quella persona va applaudita perché se lo merita per quello che ha fatto.

Gesù perciò sta dicendo che il Padre si merita la corona o l'applauso  per quello che ha fatto.

Che cosa ha fatto Dio per meritarlo? La Creazione? Di certo... ma non è per quello che Gesù ci chiede qui di applaudirlo.

Per cosa allora? Leggiamo un altro versetto di Giovanni:

“(Giuda) dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Quando egli fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.” (Giovanni 13:30-32)

Facciamo una parafrasi, e sostituiamo “glorificato” con “si merita l'applauso”

“Ora il Figlio dell'uomo si merita l'applauso e Dio si merita l'applauso in lui.”

Dove era andato Giuda? A tradire Gesù,  e a consegnarlo nelle mani dei carnefici!

Per cosa si merita l'applauso Gesù? Per aver scelto di pagare i miei peccati morendo al posto mio. Per cosa si merita l'applauso Dio? Per aver scelto di mandare suo Figlio a farlo!

Lo strumento per ricevere la gloria  sarà la croce, Dio riceve gloria tramite Gesù  che mette a disposizione tutto se stesso (la sua vita)  pur di compiere l'opera di salvezza

Quante volte vediamo  persone  alzare le mani e gridare “gloria a Dio!” Spesso lo facciamo anche noi. Va bene, non è nulla di sbagliato, ma glorificare Gesù non è solo una parola ma una riflessione su ciò che ha fatto Gesù e su ciò che ha fatto Dio per te.

La tua App:  La prossima volta  prima di dire “gloria” rifletti prima di dirlo: ”Gesù è venuto per me! Gloria a Lui! Gloria a Dio!”

2. In che modo posso glorificare Dio?

Ti è mai capitato  di ricevere un favore da qualcuno  senza dover pagare nulla? Come ti sei sentito, come ti sei sentita? Cosa hai fatto?

Se il sentimento che ha prevalso è quello della gratitudine probabilmente hai cercato di “sdebitarti” in qualche modo.

Rifletti su questa parola: “sdebitarsi”: spesso, quando riceviamo qualcosa senza che lo abbiamo pagato e spesso senza averlo meritato, sentiamo come di avere un “debito” che vogliamo ripagare.

Gesù ti ha dato qualcosa che non potrai mai ripagare: il perdono dai peccati, e la vita eterna.

Però qualcosa lo puoi, lo possiamo fare: glorificarlo,  non solo con la nostra mente, non solo con la nostra voce, ma soprattutto con le nostre azioni, come gesto di gratitudine  per ciò che ha fatto.

In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.”(Giovanni 14:12-13)

Gesù dice che Dio lo ha glorificato lo ha applaudito per quello che ha fatto ma dice anche che Dio vuole continuarlo a glorificare, vuole continuare ad applaudirlo per tutte le altre cose che farà nel mondo.

Indovina chi sarà chiamato, chi sarà chiamata a fare quelle cose, da ora in avanti? Se tu hai ricevuto  e vuoi glorificare Gesù lo puoi fare continuando ad agire nel mondo come suo discepolo.

La scorsa settimana avevamo già visto questo versetto parlando del “dimorare in Cristo” essere piantati in Gesù

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.”  (Giovanni 15:7-8)

Gesù dice che per glorificare Dio, dobbiamo fare due cose: chiedere con fiducia e portare frutto. Attenzione a quello che dice il versetto: non dice “in questo è glorificato il Padre mio: che mangiate molto frutto...

Il fine del chiedere è il portare altro frutto, il che significa altri discepoli,  altra gloria,  altri applausi.

Quali cose debbo chiedere allora? Cose che riguardano me, la mia famiglia, la mia vita? Certamente... ma non solo!

Debbo abituarmi a chiedere a Dio le cose che glorifichino il suo nome, le cose per cui la gente faccia l'applauso a Gesù, le cose che portino altri discepoli a Gesù!

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il  Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:16)

Di tutte le cose che chiedo,  otterrò principalmente quelle che glorificano Dio  portando frutto.

Quando è che le persone glorificano Dio? Quando vedono in noi le nostre vite cambiate quando siamo per loro di ispirazione quando siamo un modello  di come dovrebbero essere tutti nel mondo

Quando non parliamo di amore,  ma agiamo in amore,  anche quando l'amore costa anche quando l'amore costa la croce. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. 

Quali sono le persone credenti  che ti hanno fatto glorificare Dio?  che ti hanno ispirato, che sono divenuti un modello? Una che mi ha ispirato è stata una bambina di soli 9 anni, figlia di un pastore mio amico negli Stati Uniti, a cui è stato diagnosticato un tumore terminale al cervello.
Invece di piangersi addosso, lei ha sentito il bisogno di iniziare una fondazione che raccolga fondi per i bambini in ospedale ammalati di tumore. Lei è morta... ma la fondazione le sopravvive e porta gloria a Dio!
 Jessica avrebbe potuto concentrarsi su se chiedere SOLO la sua guarigione... invece ha chiesto quello che portava più frutto... e quello ha ottenuto...

Giacomo lo spiega bene:

“Non avete, perché non domandate;  domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4: 2b-3)

Sapete quante volte mi sono arrabbiato con Dio?  “Perché  non rispondi alle mie preghiere? Eppure hai promesso di farlo!” E, ogni volta, cinque minuti dopo, mi sono fermato a riflettere: “Quello che chiedo glorifica Dio, porta frutto?".  Il problema non risiede nell'udito di Dio,  ma in quello che chiedo.

Tu potresti dirmi  (e l'ho detto un sacco di volte anche io!) “Ma le cose che chiedevo erano cose buone! Non erano cose egoistiche, solo per me!”. Dio non vuole darti cose buone... ma vuole darti le cose migliori,  affinché tu porti frutto  e il Suo nome sia glorificato.

Se sei un suo discepolo, se sei una sua discepola, ti chiedo: te la senti di farti guidare completamente da Lui? Di dargli il dominio sulla tua vita per portare frutto?

Se non lo sei ancora  devi sapere che Gesù è alla tua ricerca, perché vuole darti la sua potenza  nella tua vita::  “chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori” : Gesù è la via per glorificare Dio!

3. Qual'è il mezzo con cui glorifico Dio?

Tu puoi tirmi (e hai ragione) “OK Marco... ma io non mi sento adatto/pronto/capace.” ESATTO!!! Non lo sei! Non lo sarai mai! E Gesù lo sa bene, perché è Dio, ma è stato anche uomo per 33 anni... e sa come siamo fatti!

“Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.“ (Giovanni 16:13-15)

Gesù l'ha promesso, Dio lo ha mandato: Lo Spirito della Verità, lo Spirito Santo è colui che sarà il nostro “motore”.

Il versetto dice quattro cose importanti:

I. CI GUIDERA'
Non dovremo avere paura di cosa fare dove andare, cosa dire.

II. CI FARA' SAPERE COSA E' VERO
Non dovremo preoccuparci di capire da noi cosa sia vero e cosa sia falso.

III. CI RAMMENTERA' QUELLO CHE HA DETTO GESU'
Non dovremo preoccuparci che mancherà qualche pagina alle istruzioni.

IV. CI DIRA' COSA ACCADRA'
Non dovremo  preoccuparci per il futuro, non serviranno i maghi per prevederlo, perché, in molti modi  (visioni, profezie) ce lo indicherà.

Gesù stesso che lo ha detto:

"Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. "(Giovanni 15:5)

Lo sa che non possiamo portare frutto senza di lui. E visto che lui adesso siede “alla destra del Padre” ci ha mandato “un altro se stesso”.

“Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre” (Giovanni 14:16)

Quella parola “altro”è ἄλλος = allos  che non significa “un altro” un altro qualsiasi, ma  “un altro dello stesso tipo” (come quando chiedi un numero diverso della stessa scarpa).

Sai, quale sarà l'effetto dello Spirito Santo in colui o colei che lo riceve?

“Ma riceverete potenza (Greco: Dunamys = dinamite!) quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8)

Hai ricevuto lo Spirito Santo in te? Se hai  accettato Gesù, quella potenza, quella dinamite, è a tua disposizione, ma...

C'è un limite a quello che può fare lo Spirito Santo: sei tu! Stai lasciando che lo Spirito Santo  trasformi la tua vita  così che gli altri possano glorificare Dio  attraverso la dinamite che rappresentano le buone opere?

Nulla accadrà  se tu gli impedisci  di cambiare la tua vita. La dinamite che è l'amore di Gesù  per ogni sua creatura  non esploderà  e le persone non glorificheranno Dio,  e non saranno salvate.

Se vuoi glorificare Dio, se vuoi portare frutto a Gesù,  devi lascare che lo Spirito ti trasformi.

Quella che ti lascio, non è una “App”, ma una  sfida per i prossimi 7 giorni.

“Per i prossimi 7 giorni chiederò ogni giorno per 10 minuti  allo Spirito Santo di indicarmi le azioni da prendere nella mia vita per glorificare Dio e portare frutto a Gesù.”

“egli vi guiderà in tutta la verità... e vi annuncerà le cose a venire.”

Preghiamo
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12 agosto 2018

Fare per mostrare la luce | 12 Agosto 2018 |

Per essere sale e luce non mi basta conoscere il volere di Dio: devo applicarlo alla mia vita e mostrarlo agli altri.
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"Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta,  e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.  Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 5:13-16)

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