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09 dicembre 2018

Il miracolo del momento giusto - I miracoli che porta il Natale 1° parte | 9 Dicembre 2018 |

Gesù non è venuto per caso: Dio lo ha mandato nel momento giusto. Tra i tanti che lo celebreranno senza sapere perché, il mio compito di credente è di testimoniare il miracolo della salvezza.
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(Vai al pulpito e guarda l'orologio per un minuto)

No, non è che mi sia  dimenticato cosa debba dire, e non ho neppure perso improvvisamente la voce; volevo solo farvi apprezzare,  farvi pensare, e farvi pesare, e farvi patire quanto è lungo un minuto!

È  sorprendente  quanto sembri lungo un minuto di silenzio...  ma pensa a quanto sia breve un minuto   quando stai facendo qualcosa che ti piace:

Pensa a quanto sembrasse breve un'ora passata assieme con il tuo sposo, o la tua sposa, nel momento che ti sei innamorata o innamorato di lei... figurati un minuto!

Pensa (e questo è per i giovani) quanto ti pesa staccarti per un minuto dalla PS4  e fare quello che ti hanno chiesto i tuoi genitori.

Lo sai,  ci sono solo 16 giorni e mezzo fino a Natale. Ciò significa che ci sono circa 396 ore  fino a quando il mondo ricorderà la nascita di Cristo. Ciò si traduce in circa 23.000 minuti.

Come investirai questi 23.000 minuti? Li passerai a preparare addobbi, comperare regali, pianificare cene e pranzi?

E in tutto questo,  Gesù, che parte avrà di quei 23.000 minuti?

Noi sappiamo che Natale non è il vero giorno in cui è nato Gesù. E' una data convenzionale, che in molti dicono ( a torto... ma non vogliamo discuterne oggi) che fosse la data di una festa pagana a Roma a cui la chiesa ha sovrapposto una festività cristiana...

Tutto questo a non non ci importa: lo sappiamo, e non crediamo neppure alla neve, alla stalla col bue e l'asinello, e a tante altre tradizioni umane.

Ma non di meno, è questo un periodo  dove possiamo più apertamente parlare alla gente di Gesù Non a tutti, forse non a moltissimi, ma a una considerevole parte, si.

Perché tutti sanno che il Natale festeggia la nascita di Cristo; a moltissimi non importa nulla  se non la festa, i dolci, le cene, ma per una  parte e non è piccola,  Natale è ancora legato alla venuta di Dio in terra.

Per questo tipo di  persone Gesù farà solo parte del panorama, oppure sarà la figura che lo domina?

Sapete, come credenti,  siamo chiamati ad essere “sale delle terra e luce del mondo” a far si che Gesù  non sia solo parte del panorama, ma sia colui che lo domini.

Molte chiese chiamano questo periodo  prima del Natale “Avvento”; il dizionario Treccani ci dice il significato e l'etimologia:

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avvènto s. m. [dal lat. adventus -us, der. di advenire = venire (giungere)+ ad (presso, vicino a)  

per cui «arrivare»]. –  Venuta, arrivo
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Il Natale parla di qualcuno che è giunto “vicino a”... di Dio che si fa uomo per “giungere presso” l'uomo.

Come credenti siamo chiamati a riempire questi 23.000 minuti dove tutti,  in un modo o nell'altro, parleranno di Gesù, con il sale della Parola.

Ma, per far questo, i primi a dover essere “vicini a Gesù” dobbiamo essere proprio noi che ci chiamiamo “credenti”.

Dove sei oggi? In quale modo ti appresti a guardare il mondo che parlerà di Gesù? Sei vicino, o vicina, o sei lontano, o lontana? Sei in attesa solo di festeggiare, oppure sei in attesa di ricordare simbolicamente il miracolo della nascita?

Il Natale parla di un miracolo... Il miracolo del “momento giusto”.

Abbiamo iniziato parlando di “tempo”. Ti sei mai fermato a considerare  quanto sia importante il tempismo per tutto ciò che esiste?  Pianti i pomodori a novembre?   Dipingi l'esterno di casa tua a gennaio?  Vai a nuotare al lago  a febbraio?  No? Perché no? Non è il momento giusto!

C'è un momento giusto per tali attività. Penso che saremmo tutti d'accordo  sul fatto che dicembre non è il momento migliore  per provare a iniziare una dieta, giusto?

Pensa all'importanza del tempo nello sport. Se Ciro immobile non salta col tempo giusto,  non riceverà la palla al centro dell'area  crossata da Luis Alberto,  e non segnerà l'ennesimo gol  per la grande Lazio!

Se la terza frazionista della staffetta 4 x 100  non parte al momento giusto,  non riceverà il testimone tra le righe del cambio,  e non potrà completare la finale alle olimpiadi.

Pensa all'importanza di essere in tempo   nelle nostre vite quotidiane.

Se hai mai perso un volo  perché sei arrivato un minuto dopo l'imbarco  conosci l'importanza di essere in tempo.

Un momento, un intervallo di tempo,  posto nella giusta posizione,  può fare la differenza nel mondo.

Paolo in Galati 4: 4 dice:

“Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio” (Galati 4:4a)

Qui la Parola di Dio dice: " Quando il tempo era pieno,  quando non bisognava aggiungere altro,  quando il livello era riempito...  in QUEL momento preciso,   Dio ha mandato suo Figlio.  "

Un'altra versione dice:  .

"Ma, al momento stabilito, Dio mandò suo Figlio. "(PV) 

Questo rappresenta il miracolo del momento giusto.

I. Gesù è venuto al momento giusto

La Bibbia dice: "Quando il tempo arrivò al completamento, Dio mandò suo Figlio ..."  

Ma la cosa importante non era quella strana nascita in una stalla, ma che Gesù era nato.

Da quando era stata pianificata quella nascita? Fin dalla fondazione del mondo: Vi faccio solo tre esempi:

“Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno. “(Genesi 3:15)

Scritto circa 1800 anni prima del primo Natale.

“Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele” (Isaia 7:14)

Scritto circa 740 anni prima del primo Natale

“Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele.” (Michea 5:1a)

Scritto circa 680 anni prima:

Non solo i credenti stavano attendendo Gesù,  ma gli storici ci dicono  che il mondo romano era in grande attesa,  nel 40 AC un poeta romano, Virgilio, aveva scritto di un liberatore,  un “puer” un bambino di origine divina,  che darà vita ad un nuovo “saeclorum ordo“,  un "nuovo ordine dei secoli"... e da Gesù in poi i secoli saranno divisi in Avanti Cristo  e Dopo Cristo.

Nel mondo antico le vecchie filosofie  greca e romana venivano soppiantate da nuove religioni, e la fame spirituale era ovunque. Dio stava preparando il mondo  per l'arrivo di Suo Figlio. "

Mai come in questo periodo nel mondo era stato facile viaggiare. I romani avevano costruito strade  che collegavano città piccole e  città grandi,  Il mondo era in pace sotto il dominio romano,  e non era un rischio così grande spostarsi.

C'era finalmente una “lingua unica”  che quasi tutti conoscevano, il latino, e per questo  era facile parlare anche tra razze differenti.

Dio decide che “è il momento giusto”: Gesù nascerà in un mondo che lo aspetta, dove le persone sono alla ricerca di Dio, dove le persone possono muoversi e parlare una stessa lingua per  raccontare ad altri che Gesù è nato!

Ti suona familiare la situazione di un mondo dove le vecchie filosofie crollano? Guardati intorno: il comunismo (siate tutti uguali e sarete felici) ha fallito, il capitalismo (siate tutti ricchi e sarete felici) ha fallito, il consumismo (comperate tutto quello che desiderate e sarete felici) ha fallito... e la gente è alla ricerca di qualcosa in cui credere.

Un mondo dove è facile e sicuro spostarsi: i prezzi dei voli sono ormai simili a quelli dell'autobus, che tu ci creda o no, gli ultimi settanta anni sono stati i più pacifici che il mondo occidentale abbia mai conosciuto.

Un mondo dove le persone possono capirsi, perché ci sono due lingue largamente diffuse che quasi tutti capiscono (l'inglese e lo spagnolo).

Gesù ti mette a disposizione tutto questo... affinché tu faccia del Natale non una “adorazione pagana”, ma un mezzo con cui comunicare agli altri che lo cercano che lui è realmente venuto.

II. Gesù  provvede al momento giusto

Molte persone si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Esattamente come moltissimi ai tempi di Gesù, si limitarono a “festeggiare” il miracolo senza “accettare” il miracolo.

Gesù era venuto per cambiare le loro vite, in molti si recarono a vedere il neonato, in molti lo avranno ascoltato nei trentatré anni seguenti... ma senza alcun impatto sulle loro vite.

Gesù non è solo venuto al momento giusto; se fosse solo nato,  se fosse venuto solo a “vedere com'è essere umani”, non avremmo alcun motivo di festeggiare. Ma è venuto per provvedere al momento giusto.

 Romani 5: 6 dice:

"Mentre eravamo ancora senza forza, al momento giusto, Cristo è morto per noi peccatori.” (Romani 5:6 PV)

Quando hai bisogno di un miracolo?  Quando non hai più opzioni e risorse. Quando è finita la corda  che ti separa dal baratro. Quando la diagnosi è: malattia terminale.

Solo allora cerchi, solo allora sei in grado  di ricevere un miracolo da Dio.

La nostra malattia era terminale, la nostra corda era esaurita... ma Gesù, “al momento giusto”, è arrivato.

Quante delle persone che conosci  faranno il “minimo sindacale”?  Festeggiare il Natale senza accettare il miracolo? Festeggiare Dio che viene per provvedere alla vera malattia terminale, il peccato, senza accettare il dono, la salvezza.

Io e te siamo chiamati per primi a ricordare che Gesù  è il provvedimento di Dio; che Gesù è venuto per provvedere la salvezza, ma che la salvezza può essere festeggiata, ma prima deve essere accettata.

III. Gesù dice che ora è il momento giusto

Sembra che stiamo sempre aspettando  il momento giusto per fare qualcosa.

Aspettiamo il momento giusto per cambiare lavoro, o per cambiare casa; per comperare l'auto nuova o per dire qualcosa di importante a un nostro caro.

Il Natale ci ricorda che è il momento giusto  per accettare Cristo  come Salvatore e Signore.

Paolo in 2 Corinzi 6: 2 dice::

"Ti ho ascoltato nel tempo giusto e ti ho soccorso nel giorno della salvezza". Ecco, questo è il momento giusto! Oggi è il giorno della salvezza!" (2 Corinzi 6:2 PV)

Ora è il momento giusto  per prendere quell'impegno verso Cristo.  Gesù disse in Marco 1:15:

"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo." (Marco 1:15)

Ora è il momento giusto  per  ricevere il dono di salvezza di Dio. Se non l'hai mai fatto, questo è il momento giusto. Ma il Natale non serve solo  a testimoniare a chi non crede ancora, a chi è curioso e a chi cerca.

Il Natale, questo Natale, può servire a ciascuno di noi per ravvivare la decisione presa tanto (o poco) tempo fa.

Per riaccendere il fuoco sotto la pentola della nostra passione per Cristo. Per mettere nuove  energie nella tua chiesa. Per tornare a lavorare sulla tua famiglia e sul tuo matrimonio. Per rinnovare il tuo impegno a camminare  in stretta comunione con Cristo.

Il momento giusto di avvicinarsi al Signore è ora! Di riempire quel minuto vuoto con cui ho iniziato il messaggio con un “si, Gesù!” che può cambiare la tua vita, o rigenerare la tua fede in lui.

Hai 23.000 minuti da qui a Natale, ma non rimandare questo impegno devi farlo oggi  perché ora è il momento giusto.

Preghiamo

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06 dicembre 2015

Allenarsi ad ascoltare Dio | 6 Dicembre 2015 |

Posso parlare con Dio così come facevano Adamo, Mosè o Samuele? La risposta è si, ma devi allenarti a discernere la sua voce.
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La Bibbia è piena di persone che hanno parlato direttamente con Dio: Adamo, Abraamo, Mosè, Giobbe...

Vi è mai capitato di pensare :Ah, sarebbe bello se Dio mi parlasse direttamente come ha fatto a Samuele!” ?

Cosa è? Dio ha la laringite, o cosa?  O forse sono io che, per qualche motivo, sono andato “fuori sintonia” dal mio Creatore?

Avevamo detto qualche settimana fa che Dio parla  attraverso la Bibbia,  attraverso insegnanti, attraverso il dolore  ed attraverso le idee, le ispirazioni e i sogni;  questo ultimo è quello che Dio sceglie per continuare a parlare esattamente come ha fatto per millenni. E' per questo che dobbiamo imparare a risintonizzarlo in maniera corretta

ACCENDI LA CHAT

Se vuoi parlare/chattare con qualcuno, cosa fai? Accendi Whatsapp/Telegram/Messenger/Skype, ecc. e per avere l'attenzione di quel qualcuno gli parli di te!

Che tipo di persona devi avere all'atro capo dello smartphone/tablet/computer per una chat? Devi avere qualcuno che:

  •  è interessato alla tua vita,
  • fa e risponde a domande specifiche
  • e (soprattutto) è interessato a risponderti.


Dio è il miglior compagno di chat che possa esistere: perché?

1. A Dio interessano i dettagli della tua vita

Matteo 6:31-32 dice:

"Non siate dunque in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose."(Matteo 6:31-32)

Gesù sta dicendo che Dio si occupa persino del tuo abbigliamento, come pure di quello che mangi e bevi; ogni piccolo dettaglio della tua vita. Lui ti ha creato, ed anche se pensi “Oh, non posso disturbare Dio per questa sciocchezza” credimi che a lui interessa ANCHE quella piccola sciocchezza!

2. A Dio piacciono le domande specifiche

Per più di venti volte nel solo Nuovo Testamento Dio ci dice :”Chiedimi!” Cerca! Bussa!”

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. “(Matteo 7:7-8)

Se tu già sai che il tuo interlocutore non ti risponde, è probabile che non formulerai neppure la domanda. Dio non è così! Giacomo dice:

“Perché Dio dà a tutti volentieri e generosamente. Ma bisogna chiedere con fiducia, senza dubitare” (Giacomo 1:5b-6 TILC)

SEI PASSI PER ALLENARSI ALL'ASCOLTO

C'è un libro nella Bibbia dove un profeta, Abacuc,  vuole a tutti i costi parlare con Dio: al primo capitolo Abacuc fa sei domande specifiche a Dio;  nel secondo capitolo attende ed ascolta le risposte di Dio, scrivendo ciò che ascolta.

“Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre, e starò attento a quello che il SIGNORE mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta. Il SIGNORE mi rispose e disse: "Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” (Abacuc 2:1-2)

Abacuc applica  cinque principi generali che ci potranno aiutare per ricevere idee, visioni e sogni da Dio per mezzo dello Spirito Santo:

1. Appartati

“mi metterò sopra una torre”

 Questa è un'espressione ebraica che all'epoca significava “me ne andrò in disparte”.

La prima cosa è essere da solo, te e tuo Padre.

Il mondo moderno è pieno di “rumore”: quando non siamo noi a parlare, sono gli altri,  quando non parlano gli altri, parla la TV, il computer, lo smartphone... Sembra proprio che abbiamo paura del silenzio.

Persino Gesù ha avuto lo stesso problema, essendo uomo nel mondo.  Come lo ha risolto?

“Ma egli (Gesù)  si ritirava nei luoghi deserti e pregava.”(Luca 5:16)

Se a Gesù serviva di trovare un “posto tranquillo” dove poter parlare con suo Padre,  a maggior ragione serve a noi di fare la stessa cosa.

2. Attendi

“Io starò al mio posto di guardia”

Chi ha fatto il militare sa che fare la guardia significa, soprattutto, attendere. Alcune versioni traducono in versetto di Abacuc 2:1 con “aspetterò per il Signore”; è proprio quello che devi fare.
Rallenta i giri del cervello, metti in folle le tue emozioni.

Se devi comunicare con tuo figlio, o tua moglie, o un tuo amico, non è che entri in camera sua, gli “spari” velocissimamente le parole, e esci di corsa. Probabilmente gli dici:  “Senti, vorrei parlarti di una cosa importante. Andiamo in un posto tranquillo.”  Trovi una camera tranquilla,  un the o un caffè,  allenti la tua vita e quella dell'altro  perché le parole arrivino meglio, abbiano più peso, rimangano nella mente.

Ora ai trovato in posto appartato, hai rallentato i giri del cervello, sei calmo a sufficienza per ascoltare...

Primo ostacolo: sapete cosa succede a me in questo caso?  Che mi viene in mente: “Non ho pagato il telefono”, “Ho finito la cartuccia della stampante...” ecc. E più provo a scacciare i pensieri più arrivano a frotte!

Invece, la mia priorità è: ascoltare Dio.  Tutto il resto è da fare...dopo!  Prendo un pezzo di carta, le annoto per non scordarmele.

Risolto? Neanche per sogno! C'è un secondo ostacolo! "E' tanto, troppo tempo che non prego!”, “Ho commesso ieri quel peccato.” Comincia a galleggiare una frase sola: “Colpevole!”. E un colpevole non può parlare al Re dei Re! Mi sento inadeguato, inutile, indegno!

Chi è chiamato “l'accusatore dei fratelli”? Satana, ovviamente! Satana ama giocare con il nostro coscio facendoci sentire colpevoli, inutili e indegni.  E' la sua voce, non quella di Dio.

Davide aveva risolto brillantemente il problema con un metodo che si chiama :fermo e zitto.”

"Fermatevi", dice, "e riconoscete che io sono Dio.". (Salmo 46:10a)
“Sto in silenzio, non aprirò bocca, perché sei tu che hai agito.  (Salmo 39:9)

Fermati!

Dio lo sa chi sei, quello che ha fatto, quello che fai e quello che farai; non è un problema per lui!

 Zitto!  

Non c'è nulla che tu possa fare, perché Dio ha già fatti tutto:

“Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, (Romani 8:1)

Avete fatto caso come questi due suggerimenti siano in tutto simili a quello che alcune filosofie consigliano per la “Meditazione Trascendentale”?

In effetti è così, perché Dio ci ha progettati per questo tipo di risposta. Quello che fa la differenza non è il mezzo, ma l'obiettivo.

Nella Meditazione Trascendentale l'obiettivo è quello di arrivare al “vuoto pneumatico” nella tua mente; la parola chiave è “svuotare”.

L'obiettivo della preghiera è l'esatto opposto; noi vogliamo arrivare ad essere “pieni” di Spirito Santo, a traboccare di Spirito di Dio così da udire la sua voce.

3. Sii Attento

“e starò attento a quello che il SIGNORE  mi dirà.”

Perché devo essere attento per cogliere quello che Dio mi dirà. Non mi darà un foglio protocollo scritto, né due tavole di pietra. Probabilmente sarà un'idea o una visione nella tua mente così come ha fatto con Abraamo, Giacobbe, Giobbe, Davide, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Osea, Amos, Gioele, Abdia, Giona, Michea  Pietro, Giovanni, Paolo.

Perché Dio fa così? Perché conosce la differenza che fa per l'uomo tra pensare a una cosa e “visualizzarla” nella mente, tra pensare a queste sedie tutte piene, e  chiudere gli occhi e “vedere” con gli occhi della mente le sedie occupate.

Siamo stati fatti da Lui così; è Lui che ci ha disegnato. Attenzione però a non  lasciare che Satana , che non è “creativo” è solamente “manipolativo”, che prende cose buone e le manipola per farle diventare cattive, lo usi per il suo scopo.

Le filosofie “new age” sono piene di suggerimenti per “visualizzare la meta”. La nostra meta è Dio, e  Satana ti vuole portare lontano dalla tua meta.

Allora, ti sei appartato, hai atteso, sei attento...  Tutto questo serve affinché tu possa esercitare il tuo “sesto” e il tuo “settimo senso”;  ma questi, li puoi avere solo se sei nato, se sei nata di nuovo in Cristo.

Paolo dice:

“egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, (Efesini 1:18)

Ma, gli occhi, non dovrebbero essere sulla testa? Quando siamo nati, se tutto funziona a dovere,
siamo nati con due occhi fisici per vedere la realtà fisica;  ma se siamo nati di nuovo, allora Dio ci ha dato degli occhi speciali, occhi spirituali per vedere le realtà spirituali

Quando leggi un passo delle Scritture e non capisci cosa vuole dire Dio in quel brano,  e poi, l'ennesima volta che l'o leggi ..ZOT! il significato è diventato chiaro! Bene, significa che hai aperto i tuoi occhi spirituali.

Cosa ne fai, allora di queste visioni?

4. Annota

"Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità” 

Hai mai provato a scrivere le tue preghiere? Se le scrivi, se ti apparti, e attendi, e sei attento, allora vedrai che Dio ti darà parole da annotare!

Gran parte dei salmi sono nati così: Davide (o altri) scrivevano una preghiera, e Dio rispondeva... e il salmista annotava.

5. Adora

“SIGNORE, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore.” (Abacuc 3:2a)

Quello che qui è tradotto con timore, nell'originale ebraico è “rispetto”.

Davanti ai consigli di uno più saggio di te, a cosa che devi dimostrare è avere rispetto, dimostrare riconoscenza per quell'amore che Dio ti dimostra;  questo trasforma la tua preghiera da un tuo monologo a un dialogo che ti porta a voler stare di nuovo in intimità con Dio.

La preghiera così non sono più parole che rimbalzano sul soffitto e ricadono giù, ma una chiacchierata con  un amico,  con un confidente,  con un Padre saggio  pronto a darti consigli, a gioire assieme a te per le tue vittorie,  a coccolarti tenendoti tra le sue braccia nei momenti di dolore.

Perché la tua preghiera sia un'esperienza che cambia la tua vita, segui queste cinque “a”:

1. appartati trovando un posto tranquillo
2. attendi rallentando i giri del tuo cervello e mettendo in folle le tue emozioni
3. (sii) attento a quanto il Signore ti manderà per vedere e ascoltare con i tuoi sensi spirituali
4. annota le tue domande e e risposte che Dio ti darà (tutte, anche quelle che non ti piacciono)
5. adora il tuo Dio per il rapporto di amore che ha verso di te

Ma c'è una  una ultima “a” nell'elenco  senza la quale tutti gli altri passi risultano inutili:

6. Accetta

“Io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza. DIO, il Signore, è la mia forza.” (Abauc 3:18-19a)

Devi essere pronto o pronta ad accettare, ad esaltare Dio per quelle risposte, anche quando non ti piacciono,anche quando la risposta è: “non ti rispondo ora”.

Accetta che Lui sa cosa è meglio per te;  è possibile anche che realmente non abbia nulla da dirti, così come quando chiedo a mia moglie “Janet, mi dvi dire qualcosa?”, e lei risponde “No, nulla, va tutto bene”.

Ci saranno volte in cui non sentirai nulla.  Sappi che lui è lì, comunque. E' lui la tua forza, è lui la tua salvezza. Ci saranno volte in cui ti dirà cose su cose, aprendoti gli occhi spirituali confortandoti, ammonendoti,  o incoraggiandoti.

Lui vuole avere un rapporto intimo con te, parlare, discutere, consigliarti.

Dio vuole essere IL tuo amico.

Se inizierai a praticare questi 6 passi  la tua vita in Cristo  si aprirà ad una dimensione completamente nuova;  un'avventura ed una gioia immensa vissuta ogni giorno al suo fianco.

Vorrei pregare per voi:

Se vorresti stabilire un contatto con il tuo Padre Celeste, se senti che la tua chat con lui si è interrotta, allora prega nella tua mente queste mie parole:


Signore, io ti chiedo di aiutarmi a sintonizzare la mia mente sulla Tua frequenza. Ti chiedo di aiutarmi a trovare un posto e un tempo tranquillo nella mia giornata, per parlare con Te, così, come al mio migliore amico.

Si che tu brami di starmi vicino e di darmi i tuoi saggi consigli. Parlami, soffia nel mio cuore visioni e parole che possa ascoltare con i miei sensi spirituali.

E voglio che tu sappia che anch'io bramo di ascoltarti, e che accetterò quello che saranno i tuo consigli per me, perché so che Tu mi ami, e che sceglierai sempre il meglio per me.

Amen

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08 novembre 2015

Posso sentire la voce di Dio? | 8 Novembre 2015 |

Come posso sentire la voce di Dio? Ci sono "sistemi" e "accorgimenti" per riuscire a comprendere ciò che ci dice, per ascoltarlo così come si ascolta un amico? Gesù stesso ci indica il come.
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Per che cosa verrà ricordato il nostro secolo? Ve lo dico io: per i “social network”! Facebook, Twitter, Instagram, mYSpace, Tumblr, ecc.

Come funzionano i “social network”? Uno ha una idea, una immagine, un proposito, lo “posta”,   e, a seconda dei “follower” il “post” viene visto da decine, centinaia, milioni, miliardi di persone! Bello vero?

Sapete, però i social network hanno un limite. Per quante visualizzazioni, per quanti “download”, per quanti “like” il nostro “post” possa avere, non sapremo mai il reale “coinvolgimento” di chi lo ha visto; non sapremo mai se chi ha letto ha realmente colto il nostro messaggio, se ha riflettuto sulla nostra frase, se ha compiuto l'azione che abbiamo suggerito, se ha provato l'emozione che abbiamo provato noi guardando quella foto.

Come possiamo allora ovviare a questo problema? Attraverso gli “instant messaging”! Whatapp, Messenger, Telegram, Viber, e persino i vecchi SMS! Tramite essi abbiamo la possibilità di parlare “direttamente” con la persona, di “interagire”, di avere una risposta “in tempo reale”

Sapete chi è l'inventore del primo “social media”? Zuckemberg? No! Dio! Dio è stato il PRIMO a voler condividere con miliardi di persone quello che gli passava per la testa. E' uno dei fondamenti della fede cristiana.  Sono innumerevoli i passi dove viene scritto “...e Dio disse”.

Ma Dio non vuole solamente “postare” i suoi pensieri, vuole sapere se i suoi consigli, i suoi comandamenti, i suoi doni sono arrivati a destinazione.

Chi ha inventato il primo sistema integrato di “instant messaging”. Manco a sottolinearlo... Dio! Il fatto di parlare direttamente è la dimostrazione che Dio vuole un rapporto personale con la sua creatura – tu, io, noi. Dio ha deliberatamente scelto di parlarci.

E così, come esitino più servizi di “instant messaging”, allo stesso modo Dio ci parla attraverso differenti canali di comunicazione.

A me non piace Whatsapp, ma uso Messenger, allo stesso modo alcuni ascoltano la voce di Dio attraverso un canale, altri attraverso un altro.

Personalmente sono scettico circa le persone che dicono di  capire per filo e per segno quello che dice loro Dio.  La mia personale esperienza è che Dio non manda e.mail, né fax, e che non c'è un telefono rosso con cui comunicare direttamente quando voglio con il mio Creatore,  e spesso rimango al “buio” per giorni o mesi.

Altre volte, invece, Dio parla in modo così chiaro (con me usa i sogni) che non c'è dubbio che quella è la sua voce.

Cosa accade, allora? Dio ha u no smartphone difettoso che invia messaggi ora si, ora no?  Fa favoritismi? Ad alcuni manda messaggi e ad altri no?

Gesù parla di questo in Luca 8:4-15: Leggiamo assieme il brano.

 "(5) Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono.  (6)  Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità.  (7)  Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono.  (8)  Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". Dicendo queste cose, esclamava: "Chi ha orecchi per udire oda!"  (9)  I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola.  (10)  Ed egli disse: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano.  (11) Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio.  (12)  Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.  (13)  Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.  (14)  Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.  (15)  E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. "(Luca 8:5-15)

Gesù ci dice in sostanza che il segreto di una buona ricezione è L'ATTEGGIAMENTO che abbiamo verso la Paro di Dio. Gesù parla di terreni in cui cade il seme, ma realmente sta parlando di atteggiamenti mentali verso la parola di Dio.

Vediamo questi quattro terreni/atteggiamenti.

1° terreno: la strada

Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono...Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.  (Vers. 5, 12)

La strada che percorro tutte le mattine per portare i miei figli a scuola è una strada sterrata,  e ha due caratteristiche principali: è battuta/dura, ed è stretta (soprattutto rispetto ai campi vicino).

Conoscete qualcuno con un atteggiamento da “strada di campagna” verso la Parola di Dio? C'è poco spazio dove la Parola possa cadere, e anche se cade lì, rimbalza sul duro, e uccelli/ladri la portano via? Persone che hanno già deciso cosa fare e cosa dire in ogni situazione?

Sapete, qualche volta anche io sono così, non lascio l'opportunità al Padre mio di parlarmi  perché, dentro di me, ho già deciso tutto, che sia bene o no.

Perché lo faccio?

Per orgoglio

“Non ho bisogno di Dio, posso farcela da solo, non voglio 'disturbarlo' per questo, so come fare da solo”...  Quando non prego, sto dicendo questo, e taglio fuori Dio dalla comunicazione

Per paura

“E se adesso mi dice di no? Se prego e Dio mi dice che non è buona quella cosa che il mio cuore desidera tanto? O mi dice di perdonare quella persona che odio tanto? O mi dice di fare quell'altra cosa mentre io vorrei continuare a fare questa? " No, grazie Dio, meglio non rischiare chiedendo e ascoltando.   Anche stavolta lo taglio fuori dalla comunicazione

Per amarezza

“Signore, perché proprio a me? Se tu mi ami, perché io? Come hai permesso che succedesse?” Forse vi sembrerà strano o addirittura blasfemo,  ma non tutto quello che succede al modo è la volontà di Dio.  Dio vuole una creatura che lo ami e lo segua per volontà, non un automa. Egli ci ha lasciato la libertà di scegliere, e concedendoci questo ha ceduto un po' della sua potenza alla sua creatura- noi-.  Siamo liberi, anche di sbagliare.  Il mondo così non è più perfetto come Dio lo aveva immaginato,
ma è un mondo dove le libere decisioni di liberi esseri provocano contrasti, dolori sofferenze.

Dio non è indifferente al male, Dio E' la soluzione del male. Una volta una donna che aveva perso il suo giovane figlio mi disse: “Dov'era Dio quando mio figlio stava morendo?”.  Ed io pensavo: “nello stesso posto dov'era mentre anche il suo di figlio moriva. Sulla croce.”

Puoi credere in Dio, ed essere stato ferito, ma non tagliarlo fuori dalla tua vita;  saresti, ancora una volta, una strada polverosa e arsa  mentre tutto intorno ci sono campi fertili e verdi.

Il primo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

1. Devo coltivare una mente aperta

2° terreno: la roccia

Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. ...Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.  (Vers. 6, 13)

Il mio incubo al computer sapere quale è? La clessidra se sono su un PC e la rotella arcobaleno se sono su un Mac! Mi manda in bestia è di aspettare che il mio computer “faccia qualcosa”, come aprire un file, salvarlo, modificare la foto che ho fatto, stamparla, connettersi ad internet o accendersi; e più compero computer aggiornati, più la mia frustrazione cresce perché la velocità non è mai abbastanza.

C'è stato un tempo dove, per vedere se avevi fatto una buona foto il sabato dovevi portarla lunedì a sviluppare,. attendere mercoledì che arrivasse e prenderla venerdì mattina perché il le foto le davano al pomeriggio e il giovedì pomeriggio era chiuso. Sabato, domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: sette  giorni.

C'è stato un tempo dove per far sapere che eri stato a Londra ai tuoi amici, spedivi una cartolina, che arrivava circa due settimane dopo del tuo ritorno. Ora le foto le fai con lo smartphone e le vedi subito,
all'amico mandi una foto da Singapore e lui a Roma vede te mentre stai a Singapore.

Viviamo in un mondo “in tempo reale”, dove siamo sempre in fretta... In un mondo così, a Dio rimangono gli “avanzi” del nostro tempo per parlaci.

“Dio, parlami, ma diamine,  sbrigati un pochino e possibilmente fallo dalle 14 alle 15 nella mia  pausa pranzo!"

Un seme posto in superficie si brucia; un seme piantato in profondità è protetto dall'arsura; e lì germoglia. Per poter parlare con Dio debbo coltivare la sua Parola nel profondo, e questo richiede tempo.

Voglio vedere assieme a voi un video:



Da quanto sei “credente”? Da 1, 5, 10 o 20 anni? Quante ore di questi hai passato davanti al computer o alla TV? Quante ore di questi hai passato far si che la Parola “sprofondasse” dentro di te?

Il secondo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio  è:

2. Devo dare il mio tempo per ascoltare

3° terreno: le spine

Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. ...Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.  (Vers. 7, 14)

Ricevete una telefonata mentre siete alla stazione ed arriva un treno: un vostro amico vi dice qualcosa dall'atra perte della strada mentre passa un camion con rimorchio. Quanto capite di quello che vi hanno detto?

I “rumori” intorno ci disturbano;  il nostro Signore ci ha dotato di due microfoni (le nostre orecchie) che, in gergo si chiamano “panoramici”, ovvero che assorbono i suoni da tutte le direzioni, invece di microfoni “unidirezionali” i quali basta puntarli verso una fonte sonora e ricevono i suoni emessi solo da quella tagliando fuori gli altri.

Per Dio funziona allo stesso modo; abbiamo una mente ”panoramica” e non “unidirezionale”, per sentirlo non basta volgersi a lui, ma bisogna eliminare anche i rumori intorno

Gesù dice che i “rumori” nella nostra vita sono le preoccupazioni, le ricchezze, e i piaceri.

Ma sono SEMPRE rumori? Gesù non dice questo: lo diventano solo quando come rovi pieni di spine ci avvolgono, facendoci soffocare, e ci da tre esempi di queste distrazioni. Il danaro non è un rumore, fino a quando lo vediamo come una benedizione di Dio da utilizzare anche per la sua opera. Il sesso non è un rumore fino a quando lo vediamo come un dono di Dio da vivere all'interno del matrimonio.

Le preoccupazioni sono sempre un “rumore”; chi si preoccupa è un ateo virtuale, che guarda a quanto è grande il suo problema,  e dimentica a quanto è grande Dio.

Per ascoltare la mia telefonata, o l'amico dall'atra parte della strada, cosa farei? Troverei un posto silenzioso per richiamarlo o andare assieme a lui

Ora, una riflessione molto “teologica”: cosa serve per far crescere i rovi? Niente! Mentre per far crescere un fiore dobbiamo nutrirlo, innaffiarlo, curarlo. I rovi nascono a dispetto di tutto e tutti. E, soprattutto, nascono e crescono dove i campi sono abbandonati.

Sapete che ho un campo, e che per un po' ho avuto in prestito degli asini per tenere a bada le canne e i rovi. Vivendoci assieme, ho imparato che gli asini: sono intelligentissimi, sono mansueti, non si spaventano facilmente, sono innamorati (e gelosi) delle persone che gli dimostrano amore.

Attualmente nel mio campo non ci sono gli asini, e i rovi sono tornati a farla da padrone.

Se abbandono la mia vita con colui che non ha eguali come intelligenza, è mansueto,  non si spaventa di nulla, è innamorato alla follia di me anche quando non gli dimostro amore; se abbandono Cristo, se non prego regolarmente,  se non leggo la Bibbia regolarmente, se non frequento gli appuntamenti di chiesa regolarmente , i rovi delle distrazioni prenderanno il sopravvento sulla mia vita, e dovrò faticare un bel po' per riappropriarmi dello spazio che hanno conquistato in essa..

Il terzo passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

3. Devo eliminare le distrazioni

4° suolo: il buon terreno

Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". ... E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. (Vers. 8, 15)

L'ultimo terreno che Gesù ci mostra è quello di un cuore aperto e volenteroso.

Se tu fossi un generale, e dovessi trasmettere importanti notizie al tuo esercito, chi sceglieresti? Uno che non obbedisce ai tuoi comandi, o che obbedisce a seconda del suo umore, oppure uno che fa del suo meglio per obbedire ai tuoi comandi?

Dio parla alle persone che sono decise a seguire ciò che Egli dice; conosce il nostro cuore, e non spreca parole se già sa che non saremo obbedienti alla sua voce.

Gesù non parla di persone perfette, ma di persone “oneste, buone, perseveranti”.

Questo è quello che vuole Dio da parte tua; se vuoi che Egli ti parli, ciò che devi fare è dire:
 “OK, Signore, sono pronto a fare quello che mi chiederai,  che ne comprenda il perché o meno, che mi piaccia o no, che sia rischioso o no, perché so che è il meglio per me e che tu conosci meglio di me ciò che mi renderà felice."

Il quarto suolo è quello di colui (o colei) che sente la parola di Dio, e la spinge all'interno di se, al centro della propria anima.

Il quarto passo che devo fare per ascoltare la voce di Dio è:

4. Devo cooperare con ciò che Egli dice


Questa serie di messaggi parla del “come ascoltare la voce di Dio”. Se mi seguirai, forse riuscirai a migliorare il tuo “collegamento con Dio” Ma ti devo mettere in guardia su una cosa: sarà tutto sforzo inutile... se ti fermerai ad ascoltare la voce di Dio. Giacomo dice:

“Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. (Giacomo 1:22)

Se pensi di crescere ascoltando la voce di Dio, , ti stai prendendo in giro; se cresci è perché ascolti la Sua voce, e la metti in pratica.

SE mi dai ragione, e basta, se ti commuovi, e basta, se dici “Halleluia”, e basta... stai illudendo te stesso. Fai qualcosa! Spingi la Parola dentro di te, falla arrivare al centro della tua anima!

Sappi che là fuori troverai uccelli in agguato, rocce arroventate e rovi. Satana proverà a distrarti, a metterti paura, a lusingarti con i soldi o con i piaceri,  a portarti via il tempo, pur di non farti parlare con Dio.

Devi fare qualcosa: potresti iniziare un Libro della Bibbia, oppure iniziare con un momento di riflessione quotidiana di 5, 10 15 minuti...scegli tu... ma fa qualcosa!

Dio ama tutti i tipi di terreni, ma solo il buon terreno porta frutto per la Sua gloria. Vuoi essere questo tipo di terreno?

Preghiamo.
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14 dicembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 7: Lasciati usare dal Padre | 14 Dicembre 2014 |


Quale è lo scopo della tua vita? Ciò che sei e che hai non ti è stato dato solo per te, ma perché tu lo metta a disposizione degli altri. Gesù ci insegna come essere usati dal Padre, vivendo nel suo regno, attraverso la sua potenza e per la sua gloria.
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Siamo giunti all'ultima tappa del nostro viaggi all'interno del “Padre Nostro”: abbiamo fatto una passeggiata all'interno della preghiera perfetta, di quella che il nostro Signore Gesù ci ha chiesto di pregare: “Voi dunque pregate così”

Tutto questo anno nella nostra chiesa è stato dedicato alla preghiera:
  • avevamo cominciato a gennaio dicendo che la preghiera è il “carburante spirituale” di ciascun credente, abbiamo messo anche il “preghietrometro” per rendere visibile la quantità di preghiera fatta nella nostra chiesa, 
  • da marzo a maggio abbiamo avuto la nostra campagna annuale: “40 Giorni nella preghiera”, dove abbiamo detto che pregare è cambiare;
  • da giugno a settembre abbiamo camminato pregando per le vie delle nostre città;
  • nel mese di ottobre abbiamo pregato per le nostre vite di credenti leggendo assieme il libro di Max Lucado “Ogni giorno merita una possibilità”; 
  • e infine da novembre ci siamo concentrati sulla preghiera perfetta: il Padre Nostro.
Tutto questo perché? Come conduttori di questa comunità, le diaconesse ed io crediamo fermamente in questa affermazione: "tanta preghiera tanta potenza, poca preghiera poca potenza, niente preghiera niente potenza."

Se vogliamo cambiare noi stessi, i nostri quartieri, le nostre città, la nostra nazione, c'è bisogno di preghiera. Personalmente sono persuaso che il momento di crisi economica, morale ed etica nel quale si dibatte il nostro Paese è l'inizio di una profonda trasformazione che condurrà o ad una perdita totale dell'identità cristiana, come è successo in altre nazioni nel mondo, oppure ad un risveglio.

In altre parole, noi, il popolo italiano, abbiamo davanti a noi la scelta di continuare con la disintegrazione, oppure scegliere la rivitalizzazione, il rinnovamento, il risveglio. E il cambiamento della società inizia dall'atomo della società,  da ogni singolo individuo, da te e da me.

Spetta a me e a te “creare l'onda” che cambi la nostra nazione: lo tsunami non è altro che un'insieme di molecole d'acqua che trovano la loro potenza nelle altre molecole d'acqua che hanno a fianco: una sola molecola d'acqua non può far nulla, ma milioni di molecole si.

Da dove attingere il coraggio, la forza, la motivazione per quest'impresa a cui Dio ci sta chiamando? Dal Padre Nostro.

Credo profondamente che tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo possiamo trovare nella preghiera di Gesù.  Questa settimana siamo giunti all'ultima frase;

“Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen." (Matteo 6:13b)

Gesù sta parlando di cosa appartiene a suo Padre, e elenca tre cose:
  • Regno,
  • Potenza,
  • Gloria.
Cosa sono?

a) Il regno di Dio è il piano

Dio ha un piano per il nostro mondo: non ha “acceso il fornello sotto la pentola” e se ne è andato a fare qualcosa d'altro, altrimenti non avrebbe mandato Gesù. La Bibbia dice in Daniele che “i piani di Dio non possono essere cambiati”.  Nulla può cambiare il suo piano di stabilire il suo Regno. Abbiamo una certa libertà di agire, ma il piano è quello di Dio.

Vi faccio un esempio: se prendo una nave che va da Civitavecchia a New York, su questa nave posso fare molte cose. Posso mangiare, posso vedere un film, posso camminare sul ponte, posso leggere un libro, posso dormire... Posso esercitare molta parte della mia libertà, ma è sempre una  libertà limitata in quanto so che prima o poi,  arriverà a New York, che mi piaccia o no.

b) Il potere di Dio è il programma

Un piano non può che avere un programma: se il piano è di andare da Civitavecchia a New York, il programma è quale rotta scelgo.

La Bibbia dice in Isaia 45:

“ Io (Dio) ho fatto la terra e ho creato l'uomo su di essa; io, con le mie mani, ho spiegato i cieli e comando tutto il loro esercito.  Io ho suscitato Ciro, nella giustizia, e appianerò tutte le sue vie; egli ricostruirà la mia città e rimanderà liberi i miei esuli senza prezzo di riscatto e senza doni, dice il SIGNORE degli eserciti" (Isaia 45:12-13)

Sapete chi era Ciro? Era un re persiano; attualmente sarebbe il re in Iran. Era il re di Babilonia; e non era credente, e non è divenuto credente.  Dio scelse Ciro per disciplinare Israele e per riportarlo verso lui.

Il piano di Dio è quello di stabilire un regno; il potere di Dio è il suo programma.  Ma quale è lo scopo di gesto regno?

c) La gloria di Dio è lo scopo.

"Com'è vero che vivo" dice il Signore, "ogni ginocchio si piegherà davanti a me ed ogni lingua darà gloria a Dio" (Romani 14:11 PV)

Dio vuole che le sue creature capiscano chi è Lui e per questo gli diano la gloria che merita. Molti pensano che il regno di Dio sia qualcosa di lontano, di distante, qualcosa che vedremo solo nel futuro.  La realtà invece è che il regno di Dio è una realtà presente in questo momento.

Gesù mandò i suoi discepoli nel mondo ad  assistere poveri, curare gli ammalati, educare le persone e condividere la buona novella e dimostrare amore verso tutti.

Ma la cosa più importante che disse ai suoi discepoli è  in Luca 10:9:

“Guarite i malati, e dite a tutti “ora il regno di Dio vi è vicino” (Luca 10:9 PV)

Il regno di Dio non è astratto, non è lontano, ma è reale e presente è quello per cui dovremmo impegnarci mentre siamo su questa terra. La gloria di Dio non è solo quella che vedremo in Cielo, ma anche quella a cui siamo chiamati a contribuire in terra. Paolo dice questi Romani:

“Perché tutto viene da Dio. Tutto esiste per la sua potenza e tutto ciò che esiste è suo. A lui sia la gloria per sempre! Amen!.” (Romani 11:36 PV)

Gesù non è venuto solo per la vita “di là”, ma anche per quella “di qua”

“Io sono venuto perché possano avere la religione ed averla in abbondanza” (Giovanni 10:10 Riveduta e scorretta).

Giusto? NO!

“Io sono venuto perché possano avere la vita ed averla in abbondanza” (Giovanni 10:10 VP)

Gesù non parla di religione, ma di vita; il problema è che molte persone non stanno vivendo, stanno semplicemente sopravvivendo;  si alzano la mattina, vanno al lavoro, tornano a casa, guardano la tv, vanno al letto...si alzano la mattina, vanno al lavoro, tornano a casa, guardano la tv, vanno al letto... Magari partecipano a qualche festa il sabato o domenica, e dicono “và che bella vita che ho!“.

No, mi spiace questo non è vivere, ma è sopravvivere. E non è quello per cui sei stato creato! Come dare significato alla tua vita, dunque?  Ci sono tre passi da fare.

1. Vivere nel regno di Dio

“Vi abbiamo esortati ed incoraggiati, scongiurandovi di vivere in modo degno di Dio, che vi ha invitati nel suo regno per condividere con voi la Sua gloria” (1 Tessalonicesi 2:12 PV)

Vivere nel regno di Dio significa rendere le priorità di Dio le mie priorità;  fare  sì che quello che vuole Dio, voglio io.

“Cercate prima il regno di Dio, e tutto il resto vi sarà sopraggiunto”. (Matteo 6:33)

Mi piace questa parafrasi:

“Dio vi darà tutto ciò di cui avete bisogno quotidianamente  (ricordate il dacci oggi il nostro pane quotidiano) se (ecco la condizione) vivrete per lui e farete del regno di Dio il vostro interesse principale” ( Matteo 6:33 parafrasi)

Gesù dice che se tu farai del regno di Dio il tuo interesse principale, lui penserà a coprire il 100% del resto della tua vita;  si occuperà della tua salute si occuperà della tua famiglia, si occuperà dei tuoi affari...

Se tu vuoi che Dio benedica qualcosa nella tua vita, poni Dio al primo posto in quella specifica area della tua vita; “cercate prima il regno di Dio, e tutto il resto vi sarà sopraggiunto”. (Matto 6:33)

Mettilo al primo posto nei tuoi:

P. Problemi.

C'è una frase che spesso diciamo quando la situazione va di male in peggio:”a questo punto possiamo solo pregare!”.  Mi spiace, ma questa è la cosa che dobbiamo fare come prima, non come ultima risorsa.

R. Relazioni

Metti Dio per primo nelle tue relazioni; nella tua famiglia, nel tuo matrimonio, nelle amicizie, nei rapporti di lavoro,  e Dio benedirà la tua famiglia, il tuo matrimonio, le tue amicizie.

I. Interessi

Metti Dio per primo nei tuoi interessi; i tuoi hobby, le tue amicizie, la tua carriera, il tuo tempo libero.
Pensa in ogni frangente a come vorrebbe tu agisti.

M. Moneta

I tuoi soldi non sono i tuoi soldi, ma sono quelli che Dio ti ha provveduto, pochi o tanti che siano:
Se vuoi che Dio li benedica, devi mettere Lui per primo anche lì. Significa che  anche in un periodo di recessione, anche quando i soldi bastano appena a tirare avanti, devi dare regolarmente la tua  decima.  Ricordati dell'offerta della vedova!

I soldi della nostra decima non finiscono mai nel mio portafoglio o in quello di Janet, ma vanno direttamente nella tasca interna della Bibbia; non li consideriamo nel bilancio familiare, non facciamo progetti su di essi... Semplicemente perché non sono soldi nostri, ma appartengono Dio.  E sapete cosa vedo? Che anche in un momento di recessione, il Signore mi assicura più di quanto ho bisogno io e la mia famiglia.

O. Obiettivi

Metti Dio per primo negli impegni, nelle liste, negli appuntamenti, negli obiettivi che ti dai durante la giornata.  Quando  vai al letto, metti una pantofola sotto al letto, così che inizierai la tua giornata piegando il tuo ginocchio per prenderla, e pensa quando la prendi che stai mettendo nelle mani di Dio la tua giornata. Piuttosto che pregare “Dio benedici quello che faccio” prega “Dio, fammi fare le cose che tu vuoi benedire”.

2. Vivere attraverso la potenza di Dio

Vivo nel suo regno, e vivo attraverso la sua potenza: la Bibbia ci dice questo:

“Perché il regno di Dio non è fatto di parole, ma di potenza” (1° Corinzi 4:20 PV)

Dio non benedice le persone auto-sufficienti, ma quelle Dio-sufficienti,  non quelle in-dipendenti ma quelle Dio-dipendenti. Essere pro-attivi verso la vita è bene,  ma spesso rischiamo di pensare e di dire : “ho fatto tutto questo con le mie mani”, e adoriamo la creatura anziché il creatore.

Cosa ti aspetti Dio faccia nella tua vita? Cosa di aspetti faccia durante questa settimana?  Dio farà né più né meno di quello che ti aspetti lui faccia. Tutte le volte che Dio si è mosso dai Cieli per scendere in terra a fare miracoli e perché qualcuno ha creduto in lui;  qualcuno che stava aspettando che Dio agisse nella sua vita.

Chi pensa che io sia un buon predicatore? L'unica cosa di cui possa vantarmi è che a un certo punto della mia vita ho deciso di farmi “usare” da Dio.  Non è merito, ma è grazia! Non è “io”, ma è Dio!

La medesima cosa la aspetta da te. Dio ci dice: “io voglio usare te, ma tu devi vivere attraverso la mia potenza”.  Voglio dirvi un altro piccolo segreto: più dipendi da Dio invece che da te stesso, più Dio ti benedirà.  Se tu dipendi da Dio un po', avrai un po' di benedizione;  ma se tu dipendi grandemente da Dio, sarai  grandemente benedetto.

La Bibbia ci dice questo:

“Dio... tramite la sua straordinaria potenza che agisce dentro di noi, può fare infinitamente di più di ciò che noi domandiamo o pensiamo.” (Efesini 3: 20 PV)

“Sono troppo vecchio...ho troppi problemi...sono un gran peccatore”; tutte scuse per non lasciarsi usare! Non è mai troppo tardi perché Dio può fare in una settimana sola quello che tu non sei capace di fare in tutta una vita.

Come posso dunque ricevere la potenza di Dio nella mia vita? Ci sono tre azioni che devi compiere, deliberatamente, per ottenerla.

I. Pregare

La preghiera è la connessione alla potenza di Dio:  tanta preghiera tanta potenza, poca preghiera poca potenza, niente preghiera niente potenza Dimmi quanto preghi e ti dirò quanta potenza hai!

“La preghiera del giusto, fatta con fervore, è molto potente ed efficace” (Giacomo 5:16 PV)

Se vuoi essere efficace nella vita devi pregare, perché preghiera e potenza vanno di pari passo.

II. Prendere il rischio di obbedire a Dio

Qualche volta obbedire a Dio non ci renderà le persone più popolari del mondo (pensa all'aborto, ai matrimonio gay, al sesso prematrimoniale). Altre volte ci domanderemo “Dio, ma davvero vuoi questo?” perché non sembra avere molto senso. Noi cresciamo soltanto quando la nostra fede è messa alla prova, quando dobbiamo prendere dei rischi.  Se non stai prendendo nessun rischio come credente, avere fede non ti serve, e per questo sei in-fedele!
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C'è una storia nell'antico testamento di quando Israele stava entrando in Palestina dopo essere stato per centinaia di anni schiavo in Egitto. Giosuè conduceva il popolo, e ad un certo punto giungono al fiume Giordano, ma in quella stagione era praticamente impossibile attraversarlo, perché era in piena. A quel punto il popolo comincia a disperare di poter entrare nella terra promessa; ma Dio dice a Giosuè: “vuoi vedere un miracolo?”Si” “hai fede in me?” Si. “Allora, cammina  nell'acqua!”.

Tutti pensano che Dio avrebbe fatto un miracolo come quello del mar Rosso, che le acque si sarebbero miracolosamente fermate, creando un passaggio per il popolo. Ma Dio dice: “non farò come nel mar Rosso, a me piace fare le cose senza mai ripetermi; e questo è un test, una prova della tua fedeltà. Voglio che tu entri nell'acqua”.

Giosuè e i capi entrano titubanti nel fiume: fino alle caviglie: non accade nulla. Entrano fino alle ginocchia: nulla! Entrano fino alla vita: nulla! “Quando vuoi Signore!” “Continua a camminare”.L'acqua arriva al petto... ed è a questo punto che accade il miracolo! Il fiume si ferma, il passaggio appare, il popolo attraversa...Giosuè ha dimostrato fede, il suo popolo ne riceve la benedizione.
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Se vuoi vedere il miracolo, sei tu che devi fare il primo passo. Sei tu che devi scendere in acqua; una tartaruga si muove soltanto quando mette fuori dal guscio zampe e testa!

Ti senti una tartaruga? Vuoi vedere un miracolo? Metti fuori zampe e testa e guarda il miracolo mentre accade! La tartaruga non deve “sentirsi pronta” per mette fuori zampe e testa,
deve avere solo la voglia di muoversi. Il frutto della tua obbedienza non arriverà all'istante, ma arriverà durante, così come per Giosuè.

III. Non mollare.

Riceviamo potenza da Dio quando preghiamo,  ma la riceviamo anche quando abbiamo il coraggio di non mollare quando siamo scoraggiati.

Vivere nel regno di Dio significa mettere Dio primo; vivere attraverso la potenza di Dio e poi...

3. Vivere per la gloria di Dio

“Cristo morì una volta per sempre al peccato, ma ora vive per Dio. Perciò anche voi consideratevi come morti, per quanto riguarda il peccato, ma vivi per Dio grazie alla vostra unione con Cristo Gesù.” (Romani 6:10-11 PV)

Per la gloria di chi stai vivendo?  Per la tua? Per quella di tua moglie o di tuo marito? Dei tuoi figli?, Dei tuoi genitori? Dio dice: “io voglio che tu viva per la mia gloria”.  La vita è come salire una scala,
non aspettare tutta la vita per accorgerti che hai poggiato la tua scala sul muro sbagliato.

Come faccio per poggiarla sul muro “giusto”, per dare la gloria a Dio?

I. Dimostra amore verso tutti

Dio è amore (non HA amore, ma E' amore), quando dimostri amore, stai mostrando uno “spicchio” dell'orizzonte di Dio.

Una delle maniere per dimostrare amore è quella di accettare le altre persone. Questo non significa approvare tutto quello che gli altri fanno,  (ricordati che Dio non approva molto di quello che tu fai... ma ti accetta lo stesso!).

La Bibbia dice:

Accoglietevi l'un l'altro, proprio come Cristo ha accolto noi. Fatelo per la gloria di Dio “ (Romani 15:7 PV)

Quando tu tratti con amore tuo prossimo (non solo i fratelli e le sorelle di chiesa) stai portando gloria a Dio. Non devi avere un gran talento per glorificare Dio; la semplice ospitalità, l' essere garbato con le persone, il dimostrarsi amico, il dare supporto, tutto questo porta gloria non a te che la pratichi a te poterà buona fama (che non guasta) ma la porterà a Dio.

Quali persone hai invitato nell'ultimo anno di chiesa a casa tua per un pranzo o una cena tra amici?
E questo include anche i tuoi fratelli e le tue sorelle che fanno parte di questa chiesa...  sei chiamato a dimostrare amore a tutti, compresi i membri della tua chiesa!

II: Usa le tue abilità per servire tutti

La Bibbia dice questo:

“Usate i doni che Dio vi ha dato per aiutarvi a vicenda... in tal modo Dio sarà glorificato” (1 Pietro 4:10-11)

Sottolinea ”a vicenda”; cosa accade quando usi i doni che Dio ti ha dato?  Dio è glorificato!

Ciò che Dio ti ha dato, i tuoi doni (intelligenza, capacità pratiche, ecc) non ti sono stati dati per il tuo piacere o per il tuo utile ma per l'utile degli altri. Se tu li usi solo per te stesso tu non sarai appagato
e gli altri ne soffriranno. Se io non uso il mio dono di insegnamento, non ne soffro io, ma ne soffrite voi che mi ascoltate. MA se lo uso, voi siete benedetti, non io!

III. Condividi la buona notizia con tutti

La Bibbia dice:

“Più sono quelli che vengono in chiesa, più saranno quelli che staranno seduti in sala; e così il pastore sarà glorificato ancora di più,” (2 Corinzi 4:15 riveduto e scorretto!)

No! la Bibbia dice qualcosa di completamente differente!

“Più sono quelli che si convertono a Cristo, più saranno quelli che lo ringrazieranno per l'abbondanza della Sua Grazia; e così il Signore sarà glorificato ancora di più.” (2 Corinzi 4:15 PV)

Se parlassimo di Gesù per avere una sala piena o per “vendergli” una nuova religione sarebbe davvero triste! Glie ne parliamo perché conosciamo la differenza che Cristo ha fatto in noi! E vogliamo che anche loro la possano provare!

Nel versetto non c'è scritto “più sono quelli che vengono in chiesa”, ma c'è scritto “che si convertono a Cristo”. Ed il fine non è “più saranno quelli seduti in sala”, ma “più saranno quello che lo ringrazieranno”; il fine è sempre la gloria di Dio, non di una denominazione, di una chiesa o di un pastore specifico!

A quanti hai parlato di Gesù in settimana? Prendiamola alla larga... negli ultimi dodici mesi? Forse so quello che hai provato:

  • Hai iniziato a parlare di Gesù con la tua famiglia, e magari non hai ottenuto nessun interesse;
  • poi hai parlato di Gesù con i tuoi amici, e magari anche qui l'interesse non è stato un gran che.
  • Poi è stata la volta dei tuoi compagni di lavoro.
  • A un certo punto hai esaurito il tuo “portafoglio clienti”, e ti sei messo l'anima in pace;
  • fine dei clienti, si chiude l'esercizio.

Non è questo quello che ti chiede Dio. Scegli il RISCHIO di obbedire a Dio e di parlare di lui agli altri!

Questo periodo dell'anno è una di quelle “rare finestre” nelle quali puoi parlare di Gesù con gli atri senza sembrare un  talebano cristiano” Tira fuori le zampe e il collo dal tuo guscio di tartaruga,
entra nel Giordano fino al collo! La benedizione non arriverà all'istante, ma arriverà durante!

C'è un problema: quante volte avete sentito questa frase: “Io credo in Gesù, ma non credo nella chiesa.”?

Ovviamente qua in Italia, quando si parla di chiesa, è sottinteso che si parli di chiesa cattolica, non di una determinata chiesa, ma della chiesa come istituzione.

L'amore che mostri, i doni che metti a disposizione degli altri, il modo in cui condividi il Vangelo di Gesù, queste sono le armi che hai a tua disposizione per far comprendere agli altri che la chiesa non è un'istituzione, ma un corpo vivente, che è il posto speciale dove persone normali incontrano altre persone normali per aiutarsi a vicenda nel conoscere di più Dio.

La Bibbia dice:

“A Dio sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli.” (Efesini 3:21)

La gloria di Dio è nella chiesa, voi, il corpo di Cristo, siete la gloria di Dio in terra!

Tra 1000 anni da oggi non esisterà più la Microsoft, e neppure Mediaset. Non ci sarà più la Mercedes, e neppure la Apple.

Non ci saranno più neppure gli Stati Uniti,  l'Europa unita, e neppure la Cina così come la concepiamo adesso;  nulla dura, tutto è destinato a cambiare.

Ma posso dirvi qual è la cosa che fra 1000 anni sarà presente: è la chiesa, non l'edificio, ma le persone, la famiglia di Dio.

Conclusione

Vuoi che Dio benedica la tua vita? Vuoi vivere una vita realizzata? Segui questo piccolo suggerimento: ogni mattina, quando ti svegli, prima ancora di farti il caffè, di farti la barba o di truccarti, di questo: “padre, Pane!”

Tutto qui? Sì, tutto qui! Già, perché quando preghi “pane”, starai dicendo :” Padre oggi voglio vivere:

P . per la sua gloria
mostrando amore a tutti, usando le mie abilità per servire di quelli che incontro, e condividendo con loro la buona notizia e compassione e di pietà che è in Cristo Gesù.
A. Attraverso la sua potenza
pregando costantemente, prendendomi il rischio di obbedire a te, e non mollando quando sarò scoraggiato.
N. nel  suo regno
mettendoti al primo posto nei miei problemi, nelle mie relazioni, nei miei interessi, nei miei soldi, nei miei obiettivi.
In E. eterno.

E infine padre voglio essere connesso di chiesa, dividere il pane, il cibo spirituale assieme ai miei fratelli ed alle mie sorelle

(Se trovate un acrostico migliore vi prego di suggerirmelo.)

Preghiamo                                                                                       SCARICA APPUNTI IN PDF

Ora sai quello che devi fare, la domanda è: lo farai? Il segreto della soddisfazione non è conoscere la strada, ma percorrerla. Padre ciascuno di noi vuole che tu benedica la propria vita ma spesso non vogliamo sottometterci ed obbedire a quello che tu ci chiedi. Io prego affinché tutte le persone che sono state colpite oggi da questo messaggio possano prendere una decisione e percorrere quella strada.

Se Dio ha parlato al tuo cuore attraverso le mie parole, prega assieme a me questo:

SCARICA SCHEDA RIEPILOGO IN PDF

Caro Abba, Papà, Babbo, Padre,, io non voglio accontentarmi di avere una vita insoddisfacente, perché so che tu stesso mi hai creato per una  vita  abbondante. È per questo che da oggi voglio percorrere la strada che porta alla realizzazione della mia vita in te. Voglio metterti al primo posto in ogni area della mia vita; finanze, interessi, relazioni, obiettivi, e problemi, tutto io affido a te. Padre io voglio vivere attraverso la tua potenza; aiutami a dipendere sempre di più su di te e sempre meno su di me. Dammi la fede per prendere i rischi che sono necessari affinché io cresca e viva per la tua gloria. Aiutami a non mollare quando sono scoraggiato /a o impaurito/a; aiutami a fare le cose di cui ho più paura ma che tu mi stai chiedendo di fare. E, caro padre, io voglio vivere per la tua gloria, usando le capacità che  mi hai dato per servire altri. Io voglio che la mia vita sia una benedizione per altri, così che tu possa benedire me. Voglio mostrare amore ed ospitalità a tutti, servirli, condividere la buona notizia di Gesù con coloro che ancora non ti conoscono. Io non ti chiedo di benedire quello che faccio, ma di chiedo di aiutarmi a fare ciò che tu vuoi benedire. Amen
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07 dicembre 2014

Sette passi per parlare con Dio - 6: Lasciati redimere dal Padre | 7 Dicembre 2014 |

Ti sei mai chiesto, o chiesta "Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero?"  Gesù dice di si, se accetti che sia il Padre a redimerti!
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Quante volte avete detto una delle frasi seguenti:
  • ho questa brutta abitudine;
  • so che non dovrei, ma lo faccio:
  • ho provato, ma non ci riesco;
  • ci ricasco sempre.
Questa è la lettera che ha ricevuto un pastore da un suo membro di chiesa, che esprime in maniera forte quei sentimenti:

“Ogni mattina inizio la mia giornata con la voglia di cambiare il mio comportamento, e penso 'oggi sarà diverso'. Ma, in un modo o nell'altro, mi ritrovo ogni giorno a ripetere le solite cattive abitudini. E' come se in me ci fosse un tiro alla fune, dove io voglio fare davvero ciò che è giusto, ma riesco solo a deludere me stesso e Dio. Ho realmente provato di tutto: preghiera, promesse, metodi, persino l'ipnosi... Niente sembra funzionare in me. Perché continuo a commettere sempre gli stessi errori?Perché sono così resistente al cambiamento? Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero? Sono scoraggiato, ed ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a sbloccarmi.”

Vi riconoscete nella lettera? Io si!

Viviamo di buone intenzioni che spesso rimangono solo intenzioni, senza mai raggiungere le decisioni. E dire: “Domani farò meglio” non è la soluzione.

Viviamo in un cerchio fatto di “buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione, buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione” e così via.

Gesù non vuole che viviamo questo tipo di vita;  assolutamente no. Gesù dice: “Lascia che sia il Padre a redimerti”

“E non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13)

Sapete che succede quando molti di noi leggono questo versetto?  Che pensano “Che bello! Io non sono stato mai tentato da oltre trent'anni!”.

Spesso pensiamo che Dio non ci debba esporre alla tentazione delle cose “grosse”:  l'omicidio, l'adulterio... insomma tutte quelle cose da “cartellino rosso”,  insomma tutte quelle cose che “gli altri fanno, mica io!”.

 Io non sono mai stato tentato di uccidere qualcuno, ma ho un vario catalogo di tentazioni “sottili”:
  • la tentazione di aver sempre ragione, anche quando non la ho;
  • la tentazione di dimostrarmi efficiente e brillante per “fare bella figura”;
  • la tentazione di fare quello che è semplice per risparmiare tempo;
  • la tentazione di fare cose secondarie pur di non fare la cosa importante, continuando a buttare tempo utile su cose inutili (tipo navigare su internet quando invece dovrei scrivere la predicazione);
  • la tentazione di attendere che siano gli altri a fare quello che so che io devo fare;
  • la tentazione di non dire nulla, quando so che dovrei dire una parola di conforto o di esortazione, o di lode.
Se fossimo capaci di non cadere nella trappola delle tentazioni sottili, non avremmo bisogno di pregare la frase precedente del Padre nostro: “ perdona i nostri peccati, come noi abbiamo perdonato a quelli che ci hanno offesi”. Ma Gesù sa che ci caschiamo, ed è per quello che ha provveduto una via di fuga.

Quale è dunque la via di fuga? Paolo la spiega così:

“Le tentazioni che vi assalgono sono quelle comuni che tutti affrontano e potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile, ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla”. (1Corinzi 10:13 PV)

La sintesi di Paolo è: se dici (o quando dici) “nessuno può capire come mi sento” stai sbagliando.
Le tue tentazioni sono non più né meno quelle di qualche altro miliardo di persone al mondo. Tutti veniamo tentati.

Paolo dice anche che dobbiamo smetterla di pensare e di dire che non possiamo resistere alla tentazione: dice "potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla". Quando dici “la tentazione era così forte che non ho saputo resistere” sai cosa stai affermando? Stai affermando : "Dio, sei un bugiardo”.

Paolo afferma in sostanza che la  tentazione non è un obbligo, ma una scelta;  io “scelgo” di cedere alla tentazione,  non cerco neppure la soluzione che Dio ha già provveduto per superarla,  semplicemente mi “abbandono” ad essa.

Vi prego di sottolineare la parola “soluzione” perché di quella parleremo questa settimana.

Gesù ha provveduto una via d'uscita attraverso il Padre nostro: lasciati redimere dal Padre. L'etimologia di redimere è “pagare per avere indietro”: Dio ha pagato per liberarti dalla tentazione,
ora tocca a te afferrarla.

La strategia

1) Devo identificare quello che mi rende vulnerabile

Non ti serve di identificare quello che ti tenta;  quello già lo sai molto bene.  Ma quello che ti rende vulnerabile,  debole,  suscettibile.

Gesù ha detto questo in Matteo 24:41:

“Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". (Matteo 26:41) 

Gesù afferma:” tu puoi avere la più grande forza di volontà di non cedere alla tentazione, ma non è abbastanza.”

Conta mentalmente tutte le volte che hai provato tramite la tua forza di volontà di smettere di … e aggiungi quello che volevi smettere di fare (fumare, arrabbiarti, mangiare troppo, ecc.). Ci sei riuscito? Ci sei riuscita?

Abbiamo parlato di “forza di volontà”: la forza richiede SFORZO...e prima o poi ti stanchi.  E quando sei stanco, cedi, e torni al punto di partenza!

Gesù, il figlio di Dio e Dio lui stesso, ha sperimentato che  “la carne è debole”:  la soluzione che propone non è “vegliate e sforzatevi”, ma  “Vegliate pregate”:  state svegli, state “con gli occhi aperti”!

Pregare “non ci esporre alla tentazione” va bene ma non basta. La mia natura mi rende una potenziale bomba di peccato pronta ad esplodere; ma per esplodere, la bomba ha bisogno di un “innesco”, di una “spoletta”. di una "miccia".

 Dio non fa “copie”, ma fa creature uniche.  Tu sei unico (o unica), e Dio ha disegnato un ministero per te che solo tu puoi adempiere. Ma, allo stesso modo, ognuno ed ognuna ha il suo “innesco” la sua “spoletta”, la sua "miccia". Alcune cose non ti tentano affatto (io non sono tentato minimamente da un tiramisù in frigo), mentre altre invece ti tentano in maniera estrema (ma non  mi lasciate con una busta di patatine o di pop corn in casa!)

La differenza tra le mie spolette e le tue dipendono dal DNA e dalla famiglia dove siamo cresciuti;
se sei cresciuto in una famiglia dove le discussioni si affrontavano a sediate, quello è il sistema che hai appreso per discutere, e tenderai inconsciamente a replicare quell'atteggiamento.

Non sei tu che scegli le tue tentazioni, ma sono loro a scegliere te,  perché sono semplicemente i lati negativi della tua personalità.  Non pensare di auto-assolverti pensando ai peccati degli altri: “”I miei peccati non sono così male, ma i tuoi, fanno veramente schifo! Com'è possibile che qualcuno faccia cose simili?”.

Agli occhi di Dio ogni peccato vale 1, e non ci sono peccati da 1, da 5 o da 10 punti! I peccati hanno poi ricadute differenti sulla tua vita e su quella degli altri. Nessun peccato è troppo piccolo o troppo grosso: un peccato è un peccato.

Perciò,  devi sapere da cosa sei tentato!

I. Quando sono più tentato?

In quale giorno della settimana, oppure in quale momento della giornata. Alcuni sono più tentati di lunedì, altri di domenica; alcuni sono tentati la mattina, altri la sera.

Io posso stare lontano da patatine e pop corn tutta la giornata, ma quando torno a casa, e inizio a preparare il pranzo, immediatamente comincio a pensare che ho voglia di qualcosa salato e croccante.
Ed è inutile che mi auto convinca che è per fame;  è una scusa!

II. Dove sono più tentato?

Alcuni sono più tentati al lavoro. Altri a casa del vicino...per via della vicina. Alcuni sono tentati ai centri commerciali. Alcuni sono tentati in spiaggia.  Molti sono tentati di fronte ad un computer, a uno smartphone, o a un tablet. Io sono tentato in cucina, non nel bagno non nel salone.

III. Chi è con me quando sono più tentato?

Sono più tentato quando sono da solo, o sono più tentato quando sono con gli amici perché mi lascio trascinare?  C'è il detto “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Io sono tentato quando ancora non è arrivato nessuno a casa, e sono da solo.

IV. Quale temporaneo beneficio ricevo se cedo alla tentazione?

Intendiamoci, il peccato è divertente, altrimenti non ci piacerebbe così tanto; quasi nessuno è tentato di tirarsi mazzate da 10 chili sui pollici! C'è sempre una ricompensa nel peccare, e anche la Bibbia lo dice: Proverbi dice che "le acque rubate sono dolci, che il pane mangiato di nascosto è delizioso." (Proverbi 9:17)

Cedere alla tentazione mi da conforto, o eccitazione, o piacere, o gioia?   Mi sento più sicuro in me stesso?  Devi conoscere quale sia la ricompensa che ottieni.

V. Come mi sento appena prima di essere tentato?

A seconda della bomba c'è un tipo di miccia differente. La mia è il sentirsi affamato. Quale è la tua? La frustrazione? Oppure lo stress? Sei tentato quando sei annoiato? Oppure quando sei da solo? Sei tentato la notte quando non riesci a prendere sonno?

Fai un identikit della tua tentazione; occhi aperti, non solo preghiera.

2) Pianifico per evitarla

Per non rischiare di cadere in un burrone, è meglio cambiare strada, piuttosto che attendere di frenare all'ultimo secondo.

Sapete cosa si consiglia ai giovani quando hanno i loro primi appuntamenti con uno dell'altro sesso? Pianifica il tuo incontro in anticipo, perché se non sai quello che farai, non avrai nient'altro da fare che parcheggiare sotto un platano e reclinare i sedili.

La Bibbia dice questo:

“Fa attenzione alla via da percorrere e tutti i tuoi progetti siano ben pensati. Nel tuo cammino non voltare né a destra né a sinistra; non perderti nella via del male” (Proverbi 4:26-27 TILC)

La tentazione inizia con un desiderio normale in te.  In me è “la fame”  che è normale,  che mi è stata impostata in fabbrica da Dio per mantenermi sano.

Il desiderio diventa tentazione e poi peccato quando il desiderio normale (ho fame) diventa anormale (ho fame di patatine e pop corn).

La tentazione sorge quando noi abusiamo o facciamo un uso cattivo di ciò che Dio ci ha dato per il nostro bene. Mangiare è un bene,  ma mangiare schifezze no. Bere è un bene ,  ma ubriacarsi no.
Il sesso è un bene,  ma la pornografia no.

La tentazione è quando desideri normali che Dio ci ha dato per il nostro bene vengono usati al momento sbagliato, nella quantità sbagliata o per l'uso sbagliato.

E' meglio fare una “mappa” del percorso, così da passare distante dai burroni della tentazione. Perché se arrivo “vicino vicino” al burrone poi sarà difficile non caderci dentro.

Forse si servirà qualcuno che ti aiuti: se sei tentato o tentata di comperare di più di quanto hai, vai a fare spesa con qualcuno che freni il tuo impulso. Se sei tentato di stare sul PC oltre una certa ora, chiedi a qualcuno in casa che ti chiami.

3) Vigilo sul mio cuore

Proverbi dice questo:

"Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa,poiché da esso provengono le sorgenti della vita." (Proverbi 4:23)

Il versetto di proverbi svela una realtà che tendiamo a nascondere a noi stessi: la tentazione, non è fuori di me, ma all'interno del mio cuore.  Non ci credi? Leggi quello che dice Giacomo:

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono” (Giacomo 1:14 VP)

L'innesco, la spoletta, la miccia è al di fuori di noi,  ma l'esplosivo è dentro di noi.  Non ci credi ancora? E' Gesù che parla stavolta:

“Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo". (Marco 7:21-23)

Ti interessa rompere col tuo passato di - tentazione-caduta-vergogna- ? Molti medici alla prima visita ti danno da compilare una scheda per sapere “a che punto sei”. Io non sono il vostro medico, ma sono qui come “facente funzioni” del vero medico, Gesù, per questo ti propongo questa scheda.

(Vedi test su scheda appunti)

Fate le vostre somme. Ecco il responso:
  • se hai totalizzato da 31 a 40, sei in gran forma, e sarai più che resistente alle tentazioni;
  • se hai realizzato da 20 a 30, sei in grave pericolo; c'è la luce gialla lampeggiante e devi sapere che Satana sta preparando il laccio per farti cadere, perché lui colpisce sempre quando sei a terra (lo sai che è un vigliacco!);
  • se hai meno di 20, allora sappi che stai vivendo una crisi e che forse non te ne sei neppure accorto; parlane con qualcuno dei tuoi fratelli o delle tue sorelle in Cristo, parlane con uno dei responsabili della chiesa, perché hai disperata necessità di aiuto immediato.
L'altra cosa che devi fare è chiederti: “da quanto tempo sto in questo stato?”; perché più tempo hai passato in quello stato, più vulnerabile sei alla tentazione.  Se è molto tempo che sei così nella tua testa girerà questa frase “in fondo mi merito quello! Mi merito di avere qualche sollievo, o qualche divertimento.”.  Sei tentato e sei pronto per la caduta se non è già avvenuta.

Paolo dice questo:

“Non offrite al diavolo un punto d'appiglio” (Efesini 4:27 PV)

Sottolineate “punto d'appiglio”.  Il diavolo cerca le “maniglie” in te a cui attaccarsi. La rabbia,  la preoccupazione, la paura,  l' amarezza  la gelosia o altre cose simili sono le maniglie a cui si attacca la tentazione .  Più tempo le porti in te, più crescono, più sono facili da acchiappare.

Per cui: individuo ciò che mi rende vulnerabile, pianifico per evitare la tentazione, vigilo sul mio cuore, e poi... una volta che ho imparato a vigilare sul mio cuore, proseguo col prossimo passo.

4) Accetto che Dio mi redima dalla tentazione

Abbiamo detto che “redimere” significa” “pagare per avere indietro”; devo accettare che non c'è altro modo per essere salvo dalle mie tentazioni se non tramite l'intervento di Dio; Dio ha pagato per avermi indietro, con la morte di Gesù.

 Chiedo aiuto direttamente a Dio. Come? Semplice! Per prima cosa cerco una chiesa nelle vicinanze; entro, mi prostro a terra e prego così: “Oh, Padre Santo e degno di ogni Santità, io t'imploro affinché tu voglia accogliere la mia umile prece. Prostrato ai tuoi piedi io t'invoco...Deh! Liberami...!”

No! Non c'è tempo, la miccia per la mia tentazione è lì davanti a me pronta a far esplodere ciò che di cattivo c'è nel mio cuore... non c'è tempo, ho bisogno di una “preghiera” per forno a microonde... ”AIUTO, SOS, HELP, MAY DAY"!

Prego “Dio, tra un minuto da quella porta entra quella persona che mi provoca. Aiutami a rimanere calmo.” “ Dio tra poco sarò solo a casa, e tu sai cosa combino quando sono solo! Aiutami!”

La Bibbia dice:

“Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai" (Salmo  50:15)

Basta poco, sai perché? Perché Gesù è sceso dal Cielo, ha vissuto come un vero uomo e CAPISCE!!!! quello che provi! Per questo ti ha chiesto di pregare qualcosa semplice come:  “non mi esporre alla tentazione, ma liberami dal maligno”.

In Ebrei è scritto questo:

“(Gesù infatti) non è incapace di soffrire con noi nelle nostre debolezze, anzi, è stato tentato esattamente come noi, ma non ha peccato. Perciò avviciniamoci con piena fiducia al trono della Grazia, per ottenere misericordia e trovare la Grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:14-15 PV)

Sottolinea “è stato tentato esattamente come noi”.  Le stesse tue tentazioni, tutte.

Sei tentato dal denaro? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dal sesso? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dall'essere pigro? Anche Gesù lo è stato...  Con la differenza che lui non ha mai lasciato che la miccia desse fuoco alla polvere del suo cuore umano.

La notte prima di essere crocifisso, nel Getzemani, Gesù ha pensato e ha detto “io non voglio morire, non così, non sulla croce”.  Era il cuore di un uomo che parlava,  con i suoi dubbi, le sue frustrazioni, le sue paure.  Ma poi ha detto “Non la mia, ma la tua volontà si fatta”:  Gesù tra il cuore dell'uomo e il piano di Dio, ha scelto il piano di Dio,  pensando a te.

Dopo aver accettato che Dio mi redima...

5) Rivolgo la mia attenzione altrove

Tutto ciò a cui RESISTO, PERSISTE

Se continuo a pensare a patatine e pop corn, prima o poi cederò; ciò che faccio è rifocalizzare la mia mente su qualcosa di diverso. Nella Bibbia non viene mai detto che devi resistere alla tentazione. Viene detto di resistere al Diavolo, non alla tentazione!  La chiave per sconfiggere la tentazione non è respingerla: è rifocalizzarsi su qualcos'altro.

“Pensare ai tuoi comandamenti mi fermerà dal commettere azioni sciocche” (Salmo 119:6 CEV Tradotta) 

Ti è mai capitato di guardare giù da un dirupo e di sentire la "paura" di aver voglia di buttarti? Non è che vogliamo buttarci, ma l'essere concentrati sul dirupo attrae la nostra mente, e la devia verso di esso.  Qualsiasi cosa su cui ti focalizzi ti attrae; e questo è vero per qualsiasi area della tua vita, sia essa buona che cattiva.

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono. Sono questi che, una volta concepiti, partoriscono il peccato” (Giacomo 1:14-15a PV)

La tentazione segue sempre uno schema prevedibile:  attenzione, eccitazione, azione.  Questo è lo schema che segue ogni singola tentazione:
  • Attenzione: “lo attirano:” la tua mente viene “agganciata”.
  • Eccitazione: “lo seducono”: la tua mente dice: “mi interessa!!!”
  • Azione: “partoriscono il peccato”: agisci secondo la tentazione.
Paolo dice che è possibile fermare tutto questo:

“Facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2° Corinzi 10:5b)

Gesù ha messo in pratica questo principio nel deserto, davanti alle tentazioni di satana che gli diceva “trasforma queste pietre in pane”.  Cosa ha risposto Gesù: “Ah, no, non ho fame!”? No! Ha rifocalizzato la mente altrove, ha fatto prigioniero ogni pensiero. Ha risposto citando la Bibbia, la verità, la parola del Padre.

Per cui, identifico cosa mi rende vulnerabile, pianifico come evitarlo, vigilo sul mio cuore, prego Dio perché mi liberi, mi redima dalla tentazione, rivolgo la mia attenzione altrove, ed infine...

6) Trovo un gruppo e un compagno (o compagna) di viaggio

Da solo (o sola) difficilmente potrai vincere la tua tentazione:  devi far parte di un gruppo di credenti, di quello che noi chiamiamo “piccolo gruppo”,  e devi avere un (o una ) partner spirituale con cui “fare i conti”!

Ti voglio fare una domanda, non come predicatore, non come pastore, non come anziano, ma come uno che ti vuole bene: quanto ti interessa rompere con le vecchie abitudini?  Quanto ti interessa essere libero o libera dal tuo peccato abituale?  Quanto ti interessa sentirti “libero”, sentirti “pulito” davanti alla tua sposa o al tuo sposo, davanti ai tuoi figli, davanti a te stesso... e soprattutto, davanti al tuo Padre Dio?

Se ti interessa, devi avere un gruppo e devi avere un partner. Non te lo sta dicendo Marco, ma è la Bibbia che lo afferma:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.  Infatti, se l'uno cade (in tentazione), l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:9-10)

Sapete che da sei anni, ho iniziato a giocare a rugby; non solo ad allenarmi, ma proprio a giocare partite vere. Mia moglie, il dottore, un po' tutti mi avevano consigliato di fare del movimento, così ho provato. In realtà, la mia intenzione era quella di andare un paio di volte al mese per una sgambatina, ma tra i miei compagni di squadra ce n'è uno in particolare con il quale mi sono preso da subito. Si chiama Ugo, e siccome siamo in contatto tramite Facebook, si accerta ogni volta che c'è  l'allenamento (ovvero due volte a settimana) che io sia presente. Sapete di chi è il merito di essere così costante nell'andarmi ad allenare? Di Ugo!

Tu hai bisogno di un “Ugo”, nella tua vita, perché senza il tuo Ugo che ti sprona e ti stimola due volte alla settimana ad “allenarti”contro il peccato, da solo non ce la puoi fare. Ed è meglio confessare tentazioni che confessare peccati.

Fatto tutto questo, fatti i sei passi, trovato il gruppo e il partner, la tentazione si attenuerà? Sparirà?
Assolutamente no! Più diventi efficace per Gesù, più diventi pericoloso per satana.

E' per questo che più cresci nella fede, più hai bisogno di un gruppo e di un partner spirituale.

La Bibbia dice questo:

“Fratelli, se scoprite che qualcuno di voi sta commettendo un errore, voi che siete guidati dallo Spirito, aiutatelo con dolcezza e umiltà a ritornare sulla strada giusta, ma fate attenzione a non essere tentati anche voi. Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo” (Galati 6:1-2)

E qual'è la legge di Cristo? "Ama il prossimo tuo come te stesso"(Matteo 22:39).  Come faccio ad amarlo?  Aiutandolo nelle sue tentazioni.

La maniera migliore per tenere sotto controllo le tentazioni è avere un partner. Nel momento in cui confessi la tua tentazione, da lì inizia il tuo cammino verso la libertà;  ed è immediato.  Perché se sei in grado di parlarne ad altri allora significa che non hai più voglia di nasconderle  e per questo non controllano più la tua vita,  le tue tentazioni cominceranno a diminuire.

Lascia che cancelli però un ultimo dubbio: forse pensi “Che cosa penserà l'altro (o l'altra) di me? Cosa penserà quando gli confesso la mia tentazione?” La risposta? Ti amerà di più, perché sarai vero, sarai vera,  non porterai la maschera di quello per il quale “è tutto OK!”.

Tutti siamo tentati; onestamente non c'è alcun peccato che possa scandalizzarmi, perché so che la chiesa, anche questa chiesa, è un ritrovo di peccatori...ma che hanno ammesso di essere tali, e che vogliono cambiare!

Essere seguaci di Gesù non significa non avere tentazioni, non significa combattere contro di esse, ma significa rifocalizzare la propria mente su ciò che è degno agli occhi di Gesù.

Non voglio illudervi, e non sto dicendo che seguendo questi sei passi potrete fare a meno di peccare, ma che potrete peccare meno.  Non potrete fare a meno di peccare (siete uomini e donne) ma potrete peccare meno.

Ma, cosa succede se nessuno viene e ti chiede di essere suo partner? Giacomo  dice questo:

“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro,  costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati”.(Giacomo 5:19-20)

Conosci qualcuno che ha bisogno di aiuto?  Non dire “non sono fatti miei”;  lo sono se gli vuoi bene. E' tuo compito eccome!  E' tuo compito amarlo e aiutarlo.  Non potrà fare a meno di peccare, ma assieme a te potrà peccare meno.

Come uomini e donne è impossibile  fare a meno di peccare, ma è possibile peccare di meno.

Preghiamo.
Caro Padre, conosco bene  le cattive abitudini e le tentazioni che mi hanno accompagnato lungo la mia vita. Tu conosci anche le mie tentazioni attuali, come pure quelle future. E' per questo che chiedo il tuo aiuto. Io prego la preghiera di redenzione. E voglio seguire la strada dei tuoi principi per sfuggire alla tentazione così che ne possa essere libero, ne possa essere libera. Aiutami a vedere in modo chiaro il suo schema, dammi la forza di pianificare come evitarla, aiutami a rifocalizzare la mia attenzione su altro quando sono tentato, quando sono tentata. Voglio connettermi al mio piccolo gruppo, e voglio trovare un partner con cui condividere il cammino. Rimuovi da me le  emozioni negative che mi rendono vulnerabile e sostituiscile con il tuo amore, con il tuo perdono e con la tua fiducia in me. Io chiedo a te Gesù di iniziare a cambiarmi completamente da oggi. Amen.


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