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domenica, dicembre 07, 2014

Sette passi per parlare con Dio - 6: Lasciati redimere dal Padre | 7 Dicembre 2014 |

Ti sei mai chiesto, o chiesta "Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero?"  Gesù dice di si, se accetti che sia il Padre a redimerti!
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Quante volte avete detto una delle frasi seguenti:
  • ho questa brutta abitudine;
  • so che non dovrei, ma lo faccio:
  • ho provato, ma non ci riesco;
  • ci ricasco sempre.
Questa è la lettera che ha ricevuto un pastore da un suo membro di chiesa, che esprime in maniera forte quei sentimenti:

“Ogni mattina inizio la mia giornata con la voglia di cambiare il mio comportamento, e penso 'oggi sarà diverso'. Ma, in un modo o nell'altro, mi ritrovo ogni giorno a ripetere le solite cattive abitudini. E' come se in me ci fosse un tiro alla fune, dove io voglio fare davvero ciò che è giusto, ma riesco solo a deludere me stesso e Dio. Ho realmente provato di tutto: preghiera, promesse, metodi, persino l'ipnosi... Niente sembra funzionare in me. Perché continuo a commettere sempre gli stessi errori?Perché sono così resistente al cambiamento? Perché faccio cose che so che mi fanno del male? Riuscirò mai a cambiare per davvero? Sono scoraggiato, ed ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a sbloccarmi.”

Vi riconoscete nella lettera? Io si!

Viviamo di buone intenzioni che spesso rimangono solo intenzioni, senza mai raggiungere le decisioni. E dire: “Domani farò meglio” non è la soluzione.

Viviamo in un cerchio fatto di “buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione, buona intenzione, fallimento, colpevolezza, confessione” e così via.

Gesù non vuole che viviamo questo tipo di vita;  assolutamente no. Gesù dice: “Lascia che sia il Padre a redimerti”

“E non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matteo 6:13)

Sapete che succede quando molti di noi leggono questo versetto?  Che pensano “Che bello! Io non sono stato mai tentato da oltre trent'anni!”.

Spesso pensiamo che Dio non ci debba esporre alla tentazione delle cose “grosse”:  l'omicidio, l'adulterio... insomma tutte quelle cose da “cartellino rosso”,  insomma tutte quelle cose che “gli altri fanno, mica io!”.

 Io non sono mai stato tentato di uccidere qualcuno, ma ho un vario catalogo di tentazioni “sottili”:
  • la tentazione di aver sempre ragione, anche quando non la ho;
  • la tentazione di dimostrarmi efficiente e brillante per “fare bella figura”;
  • la tentazione di fare quello che è semplice per risparmiare tempo;
  • la tentazione di fare cose secondarie pur di non fare la cosa importante, continuando a buttare tempo utile su cose inutili (tipo navigare su internet quando invece dovrei scrivere la predicazione);
  • la tentazione di attendere che siano gli altri a fare quello che so che io devo fare;
  • la tentazione di non dire nulla, quando so che dovrei dire una parola di conforto o di esortazione, o di lode.
Se fossimo capaci di non cadere nella trappola delle tentazioni sottili, non avremmo bisogno di pregare la frase precedente del Padre nostro: “ perdona i nostri peccati, come noi abbiamo perdonato a quelli che ci hanno offesi”. Ma Gesù sa che ci caschiamo, ed è per quello che ha provveduto una via di fuga.

Quale è dunque la via di fuga? Paolo la spiega così:

“Le tentazioni che vi assalgono sono quelle comuni che tutti affrontano e potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile, ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla”. (1Corinzi 10:13 PV)

La sintesi di Paolo è: se dici (o quando dici) “nessuno può capire come mi sento” stai sbagliando.
Le tue tentazioni sono non più né meno quelle di qualche altro miliardo di persone al mondo. Tutti veniamo tentati.

Paolo dice anche che dobbiamo smetterla di pensare e di dire che non possiamo resistere alla tentazione: dice "potete fidarvi di Dio che farà in modo che la tentazione non diventi insopportabile ma egli stesso vi darà una soluzione che vi permetterà di superarla". Quando dici “la tentazione era così forte che non ho saputo resistere” sai cosa stai affermando? Stai affermando : "Dio, sei un bugiardo”.

Paolo afferma in sostanza che la  tentazione non è un obbligo, ma una scelta;  io “scelgo” di cedere alla tentazione,  non cerco neppure la soluzione che Dio ha già provveduto per superarla,  semplicemente mi “abbandono” ad essa.

Vi prego di sottolineare la parola “soluzione” perché di quella parleremo questa settimana.

Gesù ha provveduto una via d'uscita attraverso il Padre nostro: lasciati redimere dal Padre. L'etimologia di redimere è “pagare per avere indietro”: Dio ha pagato per liberarti dalla tentazione,
ora tocca a te afferrarla.

La strategia

1) Devo identificare quello che mi rende vulnerabile

Non ti serve di identificare quello che ti tenta;  quello già lo sai molto bene.  Ma quello che ti rende vulnerabile,  debole,  suscettibile.

Gesù ha detto questo in Matteo 24:41:

“Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". (Matteo 26:41) 

Gesù afferma:” tu puoi avere la più grande forza di volontà di non cedere alla tentazione, ma non è abbastanza.”

Conta mentalmente tutte le volte che hai provato tramite la tua forza di volontà di smettere di … e aggiungi quello che volevi smettere di fare (fumare, arrabbiarti, mangiare troppo, ecc.). Ci sei riuscito? Ci sei riuscita?

Abbiamo parlato di “forza di volontà”: la forza richiede SFORZO...e prima o poi ti stanchi.  E quando sei stanco, cedi, e torni al punto di partenza!

Gesù, il figlio di Dio e Dio lui stesso, ha sperimentato che  “la carne è debole”:  la soluzione che propone non è “vegliate e sforzatevi”, ma  “Vegliate pregate”:  state svegli, state “con gli occhi aperti”!

Pregare “non ci esporre alla tentazione” va bene ma non basta. La mia natura mi rende una potenziale bomba di peccato pronta ad esplodere; ma per esplodere, la bomba ha bisogno di un “innesco”, di una “spoletta”. di una "miccia".

 Dio non fa “copie”, ma fa creature uniche.  Tu sei unico (o unica), e Dio ha disegnato un ministero per te che solo tu puoi adempiere. Ma, allo stesso modo, ognuno ed ognuna ha il suo “innesco” la sua “spoletta”, la sua "miccia". Alcune cose non ti tentano affatto (io non sono tentato minimamente da un tiramisù in frigo), mentre altre invece ti tentano in maniera estrema (ma non  mi lasciate con una busta di patatine o di pop corn in casa!)

La differenza tra le mie spolette e le tue dipendono dal DNA e dalla famiglia dove siamo cresciuti;
se sei cresciuto in una famiglia dove le discussioni si affrontavano a sediate, quello è il sistema che hai appreso per discutere, e tenderai inconsciamente a replicare quell'atteggiamento.

Non sei tu che scegli le tue tentazioni, ma sono loro a scegliere te,  perché sono semplicemente i lati negativi della tua personalità.  Non pensare di auto-assolverti pensando ai peccati degli altri: “”I miei peccati non sono così male, ma i tuoi, fanno veramente schifo! Com'è possibile che qualcuno faccia cose simili?”.

Agli occhi di Dio ogni peccato vale 1, e non ci sono peccati da 1, da 5 o da 10 punti! I peccati hanno poi ricadute differenti sulla tua vita e su quella degli altri. Nessun peccato è troppo piccolo o troppo grosso: un peccato è un peccato.

Perciò,  devi sapere da cosa sei tentato!

I. Quando sono più tentato?

In quale giorno della settimana, oppure in quale momento della giornata. Alcuni sono più tentati di lunedì, altri di domenica; alcuni sono tentati la mattina, altri la sera.

Io posso stare lontano da patatine e pop corn tutta la giornata, ma quando torno a casa, e inizio a preparare il pranzo, immediatamente comincio a pensare che ho voglia di qualcosa salato e croccante.
Ed è inutile che mi auto convinca che è per fame;  è una scusa!

II. Dove sono più tentato?

Alcuni sono più tentati al lavoro. Altri a casa del vicino...per via della vicina. Alcuni sono tentati ai centri commerciali. Alcuni sono tentati in spiaggia.  Molti sono tentati di fronte ad un computer, a uno smartphone, o a un tablet. Io sono tentato in cucina, non nel bagno non nel salone.

III. Chi è con me quando sono più tentato?

Sono più tentato quando sono da solo, o sono più tentato quando sono con gli amici perché mi lascio trascinare?  C'è il detto “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Io sono tentato quando ancora non è arrivato nessuno a casa, e sono da solo.

IV. Quale temporaneo beneficio ricevo se cedo alla tentazione?

Intendiamoci, il peccato è divertente, altrimenti non ci piacerebbe così tanto; quasi nessuno è tentato di tirarsi mazzate da 10 chili sui pollici! C'è sempre una ricompensa nel peccare, e anche la Bibbia lo dice: Proverbi dice che "le acque rubate sono dolci, che il pane mangiato di nascosto è delizioso." (Proverbi 9:17)

Cedere alla tentazione mi da conforto, o eccitazione, o piacere, o gioia?   Mi sento più sicuro in me stesso?  Devi conoscere quale sia la ricompensa che ottieni.

V. Come mi sento appena prima di essere tentato?

A seconda della bomba c'è un tipo di miccia differente. La mia è il sentirsi affamato. Quale è la tua? La frustrazione? Oppure lo stress? Sei tentato quando sei annoiato? Oppure quando sei da solo? Sei tentato la notte quando non riesci a prendere sonno?

Fai un identikit della tua tentazione; occhi aperti, non solo preghiera.

2) Pianifico per evitarla

Per non rischiare di cadere in un burrone, è meglio cambiare strada, piuttosto che attendere di frenare all'ultimo secondo.

Sapete cosa si consiglia ai giovani quando hanno i loro primi appuntamenti con uno dell'altro sesso? Pianifica il tuo incontro in anticipo, perché se non sai quello che farai, non avrai nient'altro da fare che parcheggiare sotto un platano e reclinare i sedili.

La Bibbia dice questo:

“Fa attenzione alla via da percorrere e tutti i tuoi progetti siano ben pensati. Nel tuo cammino non voltare né a destra né a sinistra; non perderti nella via del male” (Proverbi 4:26-27 TILC)

La tentazione inizia con un desiderio normale in te.  In me è “la fame”  che è normale,  che mi è stata impostata in fabbrica da Dio per mantenermi sano.

Il desiderio diventa tentazione e poi peccato quando il desiderio normale (ho fame) diventa anormale (ho fame di patatine e pop corn).

La tentazione sorge quando noi abusiamo o facciamo un uso cattivo di ciò che Dio ci ha dato per il nostro bene. Mangiare è un bene,  ma mangiare schifezze no. Bere è un bene ,  ma ubriacarsi no.
Il sesso è un bene,  ma la pornografia no.

La tentazione è quando desideri normali che Dio ci ha dato per il nostro bene vengono usati al momento sbagliato, nella quantità sbagliata o per l'uso sbagliato.

E' meglio fare una “mappa” del percorso, così da passare distante dai burroni della tentazione. Perché se arrivo “vicino vicino” al burrone poi sarà difficile non caderci dentro.

Forse si servirà qualcuno che ti aiuti: se sei tentato o tentata di comperare di più di quanto hai, vai a fare spesa con qualcuno che freni il tuo impulso. Se sei tentato di stare sul PC oltre una certa ora, chiedi a qualcuno in casa che ti chiami.

3) Vigilo sul mio cuore

Proverbi dice questo:

"Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa,poiché da esso provengono le sorgenti della vita." (Proverbi 4:23)

Il versetto di proverbi svela una realtà che tendiamo a nascondere a noi stessi: la tentazione, non è fuori di me, ma all'interno del mio cuore.  Non ci credi? Leggi quello che dice Giacomo:

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono” (Giacomo 1:14 VP)

L'innesco, la spoletta, la miccia è al di fuori di noi,  ma l'esplosivo è dentro di noi.  Non ci credi ancora? E' Gesù che parla stavolta:

Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo". (Marco 7:21-23)

Ti interessa rompere col tuo passato di - tentazione-caduta-vergogna- ? Molti medici alla prima visita ti danno da compilare una scheda per sapere “a che punto sei”. Io non sono il vostro medico, ma sono qui come “facente funzioni” del vero medico, Gesù, per questo ti propongo questa scheda.

(Vedi test su scheda appunti)

Fate le vostre somme. Ecco il responso:
  • se hai totalizzato da 31 a 40, sei in gran forma, e sarai più che resistente alle tentazioni;
  • se hai realizzato da 20 a 30, sei in grave pericolo; c'è la luce gialla lampeggiante e devi sapere che Satana sta preparando il laccio per farti cadere, perché lui colpisce sempre quando sei a terra (lo sai che è un vigliacco!);
  • se hai meno di 20, allora sappi che stai vivendo una crisi e che forse non te ne sei neppure accorto; parlane con qualcuno dei tuoi fratelli o delle tue sorelle in Cristo, parlane con uno dei responsabili della chiesa, perché hai disperata necessità di aiuto immediato.
L'altra cosa che devi fare è chiederti: “da quanto tempo sto in questo stato?”; perché più tempo hai passato in quello stato, più vulnerabile sei alla tentazione.  Se è molto tempo che sei così nella tua testa girerà questa frase “in fondo mi merito quello! Mi merito di avere qualche sollievo, o qualche divertimento.”.  Sei tentato e sei pronto per la caduta se non è già avvenuta.

Paolo dice questo:

“Non offrite al diavolo un punto d'appiglio” (Efesini 4:27 PV)

Sottolineate “punto d'appiglio”.  Il diavolo cerca le “maniglie” in te a cui attaccarsi. La rabbia,  la preoccupazione, la paura,  l' amarezza  la gelosia o altre cose simili sono le maniglie a cui si attacca la tentazione .  Più tempo le porti in te, più crescono, più sono facili da acchiappare.

Per cui: individuo ciò che mi rende vulnerabile, pianifico per evitare la tentazione, vigilo sul mio cuore, e poi... una volta che ho imparato a vigilare sul mio cuore, proseguo col prossimo passo.

4) Accetto che Dio mi redima dalla tentazione

Abbiamo detto che “redimere” significa” “pagare per avere indietro”; devo accettare che non c'è altro modo per essere salvo dalle mie tentazioni se non tramite l'intervento di Dio; Dio ha pagato per avermi indietro, con la morte di Gesù.

 Chiedo aiuto direttamente a Dio. Come? Semplice! Per prima cosa cerco una chiesa nelle vicinanze; entro, mi prostro a terra e prego così: “Oh, Padre Santo e degno di ogni Santità, io t'imploro affinché tu voglia accogliere la mia umile prece. Prostrato ai tuoi piedi io t'invoco...Deh! Liberami...!”

No! Non c'è tempo, la miccia per la mia tentazione è lì davanti a me pronta a far esplodere ciò che di cattivo c'è nel mio cuore... non c'è tempo, ho bisogno di una “preghiera” per forno a microonde... ”AIUTO, SOS, HELP, MAY DAY"!

Prego “Dio, tra un minuto da quella porta entra quella persona che mi provoca. Aiutami a rimanere calmo.” “ Dio tra poco sarò solo a casa, e tu sai cosa combino quando sono solo! Aiutami!”

La Bibbia dice:

“Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai" (Salmo  50:15)

Basta poco, sai perché? Perché Gesù è sceso dal Cielo, ha vissuto come un vero uomo e CAPISCE!!!! quello che provi! Per questo ti ha chiesto di pregare qualcosa semplice come:  “non mi esporre alla tentazione, ma liberami dal maligno”.

In Ebrei è scritto questo:

“(Gesù infatti) non è incapace di soffrire con noi nelle nostre debolezze, anzi, è stato tentato esattamente come noi, ma non ha peccato. Perciò avviciniamoci con piena fiducia al trono della Grazia, per ottenere misericordia e trovare la Grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:14-15 PV)

Sottolinea “è stato tentato esattamente come noi”.  Le stesse tue tentazioni, tutte.

Sei tentato dal denaro? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dal sesso? Anche Gesù lo è stato.  Sei tentato dall'essere pigro? Anche Gesù lo è stato...  Con la differenza che lui non ha mai lasciato che la miccia desse fuoco alla polvere del suo cuore umano.

La notte prima di essere crocifisso, nel Getzemani, Gesù ha pensato e ha detto “io non voglio morire, non così, non sulla croce”.  Era il cuore di un uomo che parlava,  con i suoi dubbi, le sue frustrazioni, le sue paure.  Ma poi ha detto “Non la mia, ma la tua volontà si fatta”:  Gesù tra il cuore dell'uomo e il piano di Dio, ha scelto il piano di Dio,  pensando a te.

Dopo aver accettato che Dio mi redima...

5) Rivolgo la mia attenzione altrove

Tutto ciò a cui RESISTO, PERSISTE

Se continuo a pensare a patatine e pop corn, prima o poi cederò; ciò che faccio è rifocalizzare la mia mente su qualcosa di diverso. Nella Bibbia non viene mai detto che devi resistere alla tentazione. Viene detto di resistere al Diavolo, non alla tentazione!  La chiave per sconfiggere la tentazione non è respingerla: è rifocalizzarsi su qualcos'altro.

“Pensare ai tuoi comandamenti mi fermerà dal commettere azioni sciocche” (Salmo 119:6 CEV Tradotta) 

Ti è mai capitato di guardare giù da un dirupo e di sentire la "paura" di aver voglia di buttarti? Non è che vogliamo buttarci, ma l'essere concentrati sul dirupo attrae la nostra mente, e la devia verso di esso.  Qualsiasi cosa su cui ti focalizzi ti attrae; e questo è vero per qualsiasi area della tua vita, sia essa buona che cattiva.

“In realtà, ognuno è tentato dai propri cattivi pensieri e desideri, che lo attirano e lo seducono. Sono questi che, una volta concepiti, partoriscono il peccato” (Giacomo 1:14-15a PV)

La tentazione segue sempre uno schema prevedibile:  attenzione, eccitazione, azione.  Questo è lo schema che segue ogni singola tentazione:
  • Attenzione: “lo attirano:” la tua mente viene “agganciata”.
  • Eccitazione: “lo seducono”: la tua mente dice: “mi interessa!!!”
  • Azione: “partoriscono il peccato”: agisci secondo la tentazione.
Paolo dice che è possibile fermare tutto questo:

“Facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2° Corinzi 10:5b)

Gesù ha messo in pratica questo principio nel deserto, davanti alle tentazioni di satana che gli diceva “trasforma queste pietre in pane”.  Cosa ha risposto Gesù: “Ah, no, non ho fame!”? No! Ha rifocalizzato la mente altrove, ha fatto prigioniero ogni pensiero. Ha risposto citando la Bibbia, la verità, la parola del Padre.

Per cui, identifico cosa mi rende vulnerabile, pianifico come evitarlo, vigilo sul mio cuore, prego Dio perché mi liberi, mi redima dalla tentazione, rivolgo la mia attenzione altrove, ed infine...

6) Trovo un gruppo e un compagno (o compagna) di viaggio

Da solo (o sola) difficilmente potrai vincere la tua tentazione:  devi far parte di un gruppo di credenti, di quello che noi chiamiamo “piccolo gruppo”,  e devi avere un (o una ) partner spirituale con cui “fare i conti”!

Ti voglio fare una domanda, non come predicatore, non come pastore, non come anziano, ma come uno che ti vuole bene: quanto ti interessa rompere con le vecchie abitudini?  Quanto ti interessa essere libero o libera dal tuo peccato abituale?  Quanto ti interessa sentirti “libero”, sentirti “pulito” davanti alla tua sposa o al tuo sposo, davanti ai tuoi figli, davanti a te stesso... e soprattutto, davanti al tuo Padre Dio?

Se ti interessa, devi avere un gruppo e devi avere un partner. Non te lo sta dicendo Marco, ma è la Bibbia che lo afferma:

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.  Infatti, se l'uno cade (in tentazione), l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:9-10)

Sapete che da sei anni, ho iniziato a giocare a rugby; non solo ad allenarmi, ma proprio a giocare partite vere. Mia moglie, il dottore, un po' tutti mi avevano consigliato di fare del movimento, così ho provato. In realtà, la mia intenzione era quella di andare un paio di volte al mese per una sgambatina, ma tra i miei compagni di squadra ce n'è uno in particolare con il quale mi sono preso da subito. Si chiama Ugo, e siccome siamo in contatto tramite Facebook, si accerta ogni volta che c'è  l'allenamento (ovvero due volte a settimana) che io sia presente. Sapete di chi è il merito di essere così costante nell'andarmi ad allenare? Di Ugo!

Tu hai bisogno di un “Ugo”, nella tua vita, perché senza il tuo Ugo che ti sprona e ti stimola due volte alla settimana ad “allenarti”contro il peccato, da solo non ce la puoi fare. Ed è meglio confessare tentazioni che confessare peccati.

Fatto tutto questo, fatti i sei passi, trovato il gruppo e il partner, la tentazione si attenuerà? Sparirà?
Assolutamente no! Più diventi efficace per Gesù, più diventi pericoloso per satana.

E' per questo che più cresci nella fede, più hai bisogno di un gruppo e di un partner spirituale.

La Bibbia dice questo:

“Fratelli, se scoprite che qualcuno di voi sta commettendo un errore, voi che siete guidati dallo Spirito, aiutatelo con dolcezza e umiltà a ritornare sulla strada giusta, ma fate attenzione a non essere tentati anche voi. Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo” (Galati 6:1-2)

E qual'è la legge di Cristo? "Ama il prossimo tuo come te stesso"(Matteo 22:39).  Come faccio ad amarlo?  Aiutandolo nelle sue tentazioni.

La maniera migliore per tenere sotto controllo le tentazioni è avere un partner. Nel momento in cui confessi la tua tentazione, da lì inizia il tuo cammino verso la libertà;  ed è immediato.  Perché se sei in grado di parlarne ad altri allora significa che non hai più voglia di nasconderle  e per questo non controllano più la tua vita,  le tue tentazioni cominceranno a diminuire.

Lascia che cancelli però un ultimo dubbio: forse pensi “Che cosa penserà l'altro (o l'altra) di me? Cosa penserà quando gli confesso la mia tentazione?” La risposta? Ti amerà di più, perché sarai vero, sarai vera,  non porterai la maschera di quello per il quale “è tutto OK!”.

Tutti siamo tentati; onestamente non c'è alcun peccato che possa scandalizzarmi, perché so che la chiesa, anche questa chiesa, è un ritrovo di peccatori...ma che hanno ammesso di essere tali, e che vogliono cambiare!

Essere seguaci di Gesù non significa non avere tentazioni, non significa combattere contro di esse, ma significa rifocalizzare la propria mente su ciò che è degno agli occhi di Gesù.

Non voglio illudervi, e non sto dicendo che seguendo questi sei passi potrete fare a meno di peccare, ma che potrete peccare meno.  Non potrete fare a meno di peccare (siete uomini e donne) ma potrete peccare meno.

Ma, cosa succede se nessuno viene e ti chiede di essere suo partner? Giacomo  dice questo:

“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro,  costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati”.(Giacomo 5:19-20)

Conosci qualcuno che ha bisogno di aiuto?  Non dire “non sono fatti miei”;  lo sono se gli vuoi bene. E' tuo compito eccome!  E' tuo compito amarlo e aiutarlo.  Non potrà fare a meno di peccare, ma assieme a te potrà peccare meno.

Come uomini e donne è impossibile  fare a meno di peccare, ma è possibile peccare di meno.

Preghiamo.
Caro Padre, conosco bene  le cattive abitudini e le tentazioni che mi hanno accompagnato lungo la mia vita. Tu conosci anche le mie tentazioni attuali, come pure quelle future. E' per questo che chiedo il tuo aiuto. Io prego la preghiera di redenzione. E voglio seguire la strada dei tuoi principi per sfuggire alla tentazione così che ne possa essere libero, ne possa essere libera. Aiutami a vedere in modo chiaro il suo schema, dammi la forza di pianificare come evitarla, aiutami a rifocalizzare la mia attenzione su altro quando sono tentato, quando sono tentata. Voglio connettermi al mio piccolo gruppo, e voglio trovare un partner con cui condividere il cammino. Rimuovi da me le  emozioni negative che mi rendono vulnerabile e sostituiscile con il tuo amore, con il tuo perdono e con la tua fiducia in me. Io chiedo a te Gesù di iniziare a cambiarmi completamente da oggi. Amen.


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