;

domenica, gennaio 10, 2021

Quale è il tuo piano? | 10 Gennaio 2021 |

Quale è il tuo piano per il 2021? Ne hai uno? E comprende solo te stesso, o anche le persone che ti vivono attorno? Cristo vuole che tu sia il suo "altoparlante" in questo nuovo anno... ma devi avere un piano perché accada.
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 38 minuti

La scorsa settimana vi ho chiesto con quale mano stai accogliendo il 2021; con una mano che blocca la Grazia di Cristo, che la schiaccia assieme a tutto quanto il resto, che la rifiuta, oppure che la accoglie.

E' importante, perché siamo a quasi un anno di “lockdown”, questa parola che abbiamo imparato che significa grandi sacrifici, anche se a fin di bene.

Ma, nonostante tutto, siamo sopravvissuti, anzi, ci siamo “abituati”, abbiamo mutato le nostre abitudini, abbiamo scoperto nuovi modi di comunicare.

Chi aveva mai sentito parlare di Zoom prima? A casa mia forse mia moglie che insegna all'università, e Matteo che studia in Inghilterra.

Siamo stati comunque capaci  di mantenere contatti con le persone che amiamo, anzi, forse per via del Covid, del tempo da passare a casa  e grazie ai social abbiamo ripreso contatto con persone che non sentivamo da molto.

Questo ci è successo come persone, a livello individuale. Ma tu ed io, non siamo solo “noi”.. Il tuo corpo e il mio non si limitano a quello di cui sono “composti, ossa carne e cartillagini” come diceva Totò.

C'è qualcosa che va ben oltre noi stessi; se sei credente tu sei solamente la parte di un “corpo” enormemente più grande.

“Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito...Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.” (1 Corinzi 12:13, 27)

Cosa abbiamo fatto del “corpo di Cristo” nel 2021? Chi mi conosce sa che, nel mese di gennaio, una delle mie prime predicazioni è dedicata al riassunto di quello che abbiamo fatto durante l'anno passato.

Di norma vi faccio vedere foto di tutti gli  eventi, di chi abbiamo ospitato in chiesa, degli eventi pubblici all'aperto, dei pranzi assieme, dei ritiri, eccetera.

Quest'anno, per ovvie ragioni, non ho da mostrarvi nulla. Non ci sono stati eventi speciali, né agapi, né battesimi, né ritiri... nulla!

Dal 15 marzo al 24 maggio, per due mesi e mezzo  non siamo neppure venuti qua in sala, ma abbiamo fatto “dirette web”.

Potrebbe sembrare che “abbiamo perso un anno”... ed il timore è che, con il continuare della pandemia, potremmo perderne un altro!

Ma, vorrei vedere con voi alcune tabelle 










Siamo proprio sicuri che è stato un “anno perduto”? I dati ci dicono di no! Ci dicono anzi che per 13.294 volte, anche se per un minuto, siamo entrati nella casa di qualcuno vicino o lontano. La nostra piccola chiesa è arrivata in Italia, negli Stati Uniti, in Romania, in Svizzera,  in Basile, nel Regno Unito, in Venezuela. 

Per 13.294 volte qualcuno ha ascoltato  anche una sola parola del Vangelo. Qualcuno si è inginocchiato, qualcuno a pregato, forse qualcuno ha dato la sua vita a Cristo o ha riaffermato il suo patto personale con Lui senza che noi ne sapessimo nulla.

Ve lo sareste immaginato? Perché è successo? Perché siamo bravi? No, non perché siamo bravi... ma, per due motivi principali.

Il primo è perché c'è una chiesa "fisica, reale, che si incontra e prega, che dà la decima e con quella decima siamo capaci di pagare la tecnologia che ci permette di stare online. Senza chiesa fisica, non ci sarebbe stata la chiesa "virtuale",

Il secondo, e più importante, è semplicemente, perché invece di vedere il Covid come un disturbo lo abbiamo visto come una opportunità.

Invece di farci spaventare dal virus abbiamo cercato le persone che erano spaventate e che cercavano conforto, spiegazioni,  qualcosa che le aiutasse a “non dare di matto.

Abbiamo fatto qualcosa di nuovo? Assolutamente no! Questo è quello che i credenti di ogni epoca hanno da sempre fatto per aggiungerne uno in più a Cristo.

I grandi risvegli spirituali sono sempre avvenuti nei momenti più difficili attraverso persone che hanno visto i problemi non come un muro per il Vangelo, ma come una opportunità per Cristo.

Pensate a Paolo quando venne arrestato; fu portato in tribunale e gli fu offerto un “occhio di riguardo” dal governatore Festo:

“Ma Festo, volendo fare cosa gradita ai Giudei, disse a Paolo: «Vuoi salire a Gerusalemme ed essere giudicato in mia presenza intorno a queste cose?» Ma Paolo rispose: «Io sto qui davanti al tribunale di Cesare, dove debbo essere giudicato...Agrippa disse a Festo: «Quest’uomo poteva essere liberato, se non si fosse appellato a Cesare» ” (Atti 25:9-10, 26:32).

Paolo vedeva il suo arresto non come un ostacolo al vangelo, ma come una opportunità per portarlo oltre Gerusalemme, oltre la Giudea, oltre il medio Oriente, per portarlo al centro del mondo di allora, a Roma!

Quando Paolo scrisse la sua lettera ai Filippesi, era incatenato ad un soldato romano notte e giorno; invece di lamentarsi esprimeva  gratitudine per il fatto  che il Vangelo stava avanzando  a motivo della sua prigionia: 

“Desidero che voi sappiate, fratelli, che quanto mi è accaduto ha piuttosto contribuito al progresso del vangelo; al punto che a tutti quelli del pretorio e a tutti gli altri è divenuto noto che sono in catene per Cristo; e la maggioranza dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno avuto più ardire nell’annunciare senza paura la parola di Dio.". (Filippesi 1: 12-4)

Paolo aveva pianificato di finire in catene, ma  era in grado di vedere oltre le catene,  guardarle come una opportunità piuttosto che come un limite.

In che modo siamo disposti  a vedere le opportunità che il 2021 ci offre non come un limite ma come una opportunità?

Nel 2021 vogliamo vedere la pandemia come una limitazione, o come una opportunità?

Il 2020 ci ha dimostrato nei numeri che quello che credevamo un limite si è risolto in un megafono verso il mondo.

Siamo pronti, ciascuno per parte sua, ciascuno come “membra”, pezzi importanti, mani, braccia, occhi, voci del corpo di Cristo a vedere oltre le limitazioni? A portare Cristo oltre le zone rosse, arancio, gialle rinforzate?

Vogliamo piangerci addosso, perché siamo pochi, perché i nostri mezzi sono pochi, perché le occasioni di incontro sono poche?

Oppure vogliamo vedere il valore di essere pionieri come lo erano le chiese primitive, quelle di Atti, quelle “fatte in casa” tra un bimbo sul vasetto da notte e un soffritto sul fuoco?

Sapete, io negli anni ho imparato che se voglio che le cose accadano devo avere un piano  che guardi al futuro, ai prossimi 365 giorni, altrimenti le cose non accadranno, perché me ne dimentico  o perché ci sono cose che rubano spazio ad altre.

Questo ad esempio è il foglio dove scriviamo ciò che vogliamo accada in chiesa durante l'anno. Non tutto si concretizza sempre, ma molto viene fatto.

Quale è il tuo progetto per il 2021? Vorrei darti quattro suggerimenti per poter trasformare il 2021 in un anno di opportunità per Cristo.

1. Pregare

La parte che tutti possiamo fare, quella più facile … in apparenza, più difficile nella realtà, è pregare per la conversione di persone che neppure conosciamo.

E' facile pregare per la conversione di un amico, di un familiare di qualcuno che conosciamo  ed al quale siamo legati... Ma farlo per uno sconosciuto, o forse per qualcuno che conosciamo e poco (o niente) apprezziamo... beh, quello è un altro paro di maniche!

Paolo si preoccupava profondamente  per i suoi compagni ebrei  ed era addolorato perché molti di loro  non erano riusciti a ricevere Gesù  come il Messia promesso e il Salvatore del mondo.  In Romani 10: 1 dice: 

"Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati.". (Romani 10:1)

Ognuno di noi entra quotidianamente in contatto con non credenti.  La domanda da porsi è; "Chi è che Dio mi mette davanti perché vuole che sia salvato/salvata?"

Pensa a qualcuno che conosci di vista,  e che sta male... o anche che sta bene, ma senza Gesù! Hai un  peso per lui o per lei? Paolo lo aveva.  Noi dovremmo averlo allo stesso modo.

2. Parlare

Spesso il Vangelo non arriva semplicemente perché non ne parliamo mai. Magari aspettiamo il momento opportuno, quello dove c'è un tempo calmo, un incontro rilassato, una discussione che non va da nessuna parte per metterci dentro Cristo... e quel momento non arriva mai!

Paolo ha scritto In Romani: 

“Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunci?”   (Romani 10:14)

Il mio sogno  è di vedere una chiesa di  predicatori! Intendetemi bene,  non di persone che predicano  la domenica mattina,  ma di credenti che attivamente e intenzionalmente  proclamano il Vangelo ai non credenti nella vita quotidiana  attraverso normali conversazioni.  Di persone che non sono timide riguardo alla loro fede di persone come Paolo:

“Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede..." (Romani 1:16 a)

Ricorda una cosa: il punto più vicino  tra un non credente e Dio sei tu. 

Non presumere che prima o poi qualcuno  meglio di te evangelizzerà quella persona... perché potrebbe non accadere!

3. Condividere

La vita moderna è tanto veloce, le persone normalmente  non hanno tempo di sedere,  di vedere,  di ascoltare... Il Covid ha cambiato questa regola! Abbiamo miliardi di persone al mondo che purtroppo (o finalmente) hanno tempo! Tutto quello che vogliono!  Sono a casa in zona rossa!

I diagrammi che vi ho fatto vedere all'inizio dimostrano che le persone sono AFFAMATE di sapere! Tutto dipende da cosa troveranno.

Possono trovare cose che non li aiutano, mettersi su Facebook a polemizzare su vaccino si, vaccino no, solamente perché non hanno altro da fare.

Oppure possono ricevere qualcosa attraverso quello che noi condividiamo sui social. Quanti di voi condividono sulla propria pagina FB, Twitter, Whatsapp i messaggi della nostra chiesa? (Non dovete alzare le mani!)

Condividere sulla vostra pagina, o inviare a qualcuno che conoscete le predicazioni domenicali è un modo per fornire alle persone una condotta di acqua pulita a cui dissetarsi; potranno rifiutare di bere, ma se sono realmente assetati berranno!

Magari Mario ed io non saremo i migliori predicatori, se ne trovate di altri in rete, utilizzateli pure (non siamo gelosi e conosciamo i nostri limiti!), ma l'importante è condividere il vangelo.

Oppure potete offrire un libro (ce ne sono a decine nella nostra biblioteca).

4. Invitare

Anche se siamo in periodo di Covid, al momento ci è data la possibilità di incontrarci. Come chiesa stiamo appositamente rispettando tutti i protocolli che ci vengono dati, e questa sala è sufficientemente sicura.

Invitare persone è un atto di amore verso quelli che invitiamo; possono rifiutare, ma non scoraggiamoci! Io conosco bene uno a cui ci sono voluti dieci anni per arrendersi al Signore... a adesso vi sta parlando dal pulpito!

Tuttavia devo avvisarvi che questi quattro metodi possono essere totalmente inutili a causa nostra.

Perché? In che modo possiamo annientarli? Semplicemente se non siamo innamorati della Parola di Dio, se non ci cambia dentro, se non ci da gioia nella sofferenza,  se ci dimentichiamo che la nostra gioia non dipende da come stiamo ma da chi siamo in Cristo.

Possiamo annientare tutto il piano semplicemente essendo tristi, arrabbiati, impauriti, depressi, piuttosto che felici

Vorrei vedere un video assieme a voi...



Voglio rileggervi parte di ciò che Benigni dice:

"Se non vi innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria. Siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità. Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici. Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre."(Roberto Benigni -”La poesia” - da “La Tigre e la Neve”)

5. Essere felici

Dobbiamo annunciare Cristo "soffiando in faccia la felicità" di essere in Cristo.

“... siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera...” (Romani 12:12)

Preghiamo.

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOK

---

GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN HD





Share:

domenica, gennaio 03, 2021

Con quale mano accoglierai Cristo? | 3 Gennaio 2021 |

Tutti sperano che il 2021 sia meglio del 2020. Ma ciò che accadrà in questo anno che viene dipende soprattutto  da come metterai la tua mano per accettare il dono d'amore che Dio ci ha mandato attraverso Gesù. 
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 17 minuti

Abbiamo appena lasciato Natale e molti di noi hanno ancora su gli addobbi... e forse anche un “presepe”.

In qualsiasi presepe che si rispetti  ci sono  una serie di personaggi  che  sembrano fuori luogo, troppo ricchi, troppo ben vestiti. Sto parlando dei Magi, o Sapienti. 

Questa è la domenica che precede di tre giorni il giorno dell'Epifania, e vorrei parlare di “doni” visto che i Magi, per tradizione, sono coloro che per primi hanno recato Doni a Gesù.

E lo voglio fare  in una maniera “inusuale”, raccontandovi una “favola”:  la favola di una mano... e di un cuore... 

"C'era una volta una mano che si sentiva tanto sola e aveva tanto bisogno di pace e riposo. L'aveva cercato in tanti posti: nel lavoro,  nei soldi e anche nel sesso... ma senza trovarlo.

Fu così che un giorno si mise a riflettere  e disse...

“Io intrapresi grandi lavori: mi costruii case, mi piantai vigne, mi feci giardini e parchi, e vi piantai alberi fruttiferi di ogni specie; mi costruii stagni per irrigare con essi il bosco dove crescevano gli alberi. Comprai servi e serve ed ebbi dei servi nati in casa; ebbi pure greggi e armenti in gran numero, più di tutti quelli che erano stati prima di me a Gerusalemme. Accumulai argento, oro e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti e ciò che fa la delizia dei figli degli uomini, cioè donne in gran numero.” (Ecclesiaste 2:4-8)

Ma la mano non aveva trovato la pace, il riposo, e nemmeno l'amore: 

“Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.” (Ecclesiaste 2:11)

Il cuore guardò giù, e ascoltò le parole della mano, e gridò forte verso lei:

«La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo» (Esodo 33:14)

“Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare”, dice il Signore, Dio. “Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata, ma distruggerò la grassa e la forte; io le pascerò con giustizia.” (Ezechiele 34:15-16)

Il cuore decise di mandare un “dono” alla mano; Qualcosa che portasse significato nella sua vita... E di rivelaglielo in un modo speciale:

“E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia” (Luca 2:12)

Era un segno... ma la mano non capì che segno fosse. 

Ci vollero dei Saggi, dei Sapienti,  per rivelarglielo. Epifania significa “rivelazione”; è quel cuore di padre che rivela il suo amore."

Il giorno dell'Epifania ricorda che Gesù fu trovato dai Sapienti, e che i doni che avevano con loro hanno “rivelato” il destino di quel bimbo:

ORO

L'oro si donava ai re: è un metallo resistentissimo, stabile, che non muta colore  né consistenza negli anni. Questo è chi è Gesù: la cosa più stabile al mondo:

“Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine.” (Apocalisse 22:13)

Cristo è colui che non cambia.

INCENSO

Il salmo 141:2 dice: 

“La mia preghiera sia in tua presenza come l’incenso” (Salmo 141 2 a)

L'incenso si usava nei templi, e il suo fumo bianco e denso rappresentava le preghiere che salivano a Dio. Nel tempio,  nella parte più interna, nel luogo santissimo, solo il Sommo Sacerdote poteva entrare e pregare.

Questo è ciò che ha fatto Gesù: entrare nel luogo santissimo, alla presenza del Padre, e pregare, ed intercedere per noi: Paolo afferma in Romani 8:

“Cristo {Gesù} è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi.” (Romani 8: 34)

MIRRA

La mirra serviva ad uccidere i batteri che provocano la putrefazione del corpo dopo la morte, così che il cadavere non puzzasse di morte, ma anzi profumasse l'ambiente.

Questo è ciò che ha fatto Gesù, uccidere per sempre il batterio che fa marcire l'anima, vincendo la morte, così che i nostri corpi diventino un profumo per il nostro Padre. Sempre Paolo dice:

“Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione...” (2 Corinzi 2:15)

Epifania significa rivelazione,  di tutto ciò che Dio ci ha donato attraverso Gesù, ma...

Quando ero bambino io era l'Epifania il giorno dei doni, non Natale. Non c'era Babbo Natale, ma la Befana. E lei, a differenza di Babbo Natale, non portava doni a tutti, ma solamente a quelli che lo avevano meritato... agli altri, carbone e cocce d'uovo.

Noi bambini chiedevamo doni alla Befana, non a Babbo Natale; e non era lei  ma il nostro comportamento  a decidere se li avremmo avuti o meno... o almeno così ci raccontavano i nostri genitori.

Tutto dipendeva da come avevamo usato le nostre mani, i nostri pensieri, le nostre parole durante l'anno trascorso.

Oramai non siamo più bambini, ma continuiamo a vivere  una vita in attesa... di cosa? Di avere quei doni d'amore  che tanto bramiamo.

Gesù si è rivelato al mondo per dirti “Eccomi! Sono arrivato! E sono stabile, prego per te e guarisco la morte” Ma tutto dipende  da come metteremo la nostra mano...

Come metterai la tua mano nel 2021?

Con quale mano, con quale atteggiamento ti appresti ad accettare il dono di Gesù nel 2021?


Puoi fermarlo, lasciarlo fuori dalla tua vita, non farlo entrare, impedire che la cambi, cercare di fare da te,
per incredulità:  “Gesù non può fare questo per me”. Oppure perché te ne vergogni, perché è più facile,  fare come tutto il resto del mondo fa,  pensa  e dice.



Oppure puoi schiacciarlo, metterlo assieme a tutto il resto nella valigia della tua vita, comprimerlo fino a
che ci entra tutto, lui compreso... in mezzo a mille altre cose, e sperare che ti dia pace, serenità, amore, compresso come è.



Infine, lo puoi rifiutare; far finta che non sia importante, che non abbia a che fare con te.



Se hai deciso di fermarlo, di non farlo entrare nella tua vita nel 2021 questo è quello che ti dice oggi:

“... chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato».” (Luca 10:16 b)

Se la tua intenzione è quella di metterlo assieme a tutto il resto, schiacciandolo dentro finché c'è posto, perché pensi che Lui, da solo, non è abbastanza, ascolta quello che ti dice oggi:

“Cercate prima il regno {di Dio} e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso.” (Matteo 6:33-34 a)

O seppure vuoi completamente tagliarlo fuori, dire che non esiste, che non è influente per la tua vita, sei ancora in tempo per decidere, affinché lui non faccia  ciò che ha promesso farà:

“Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 10:33)

Manca un'ultima “rotazione” della mano, vero? Quella giusta con cui accogliere i doni... 

Oppure..

Oppure puoi decidere di accettare quel dono: 


“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono” (Apocalisse 3:20-21)

Conclusione

I Magi erano Sapienti, scienziati, ma non ti serve di essere anche te come loro per capire il dono che il cuore di Dio ci ha fatto. E ci ha rivelato nell'Epifania.

Con quale mano accogli il dono di Cristo nel 2021?

Con una mano che ferma, che schiaccia, che rifiuta,  o che accetta l'amore di Dio incarnato in Cristo Gesù?

Tutti sperano che il 2021 sia meglio del 2020; che la pandemia finisca, che l'economia riprenda, che ci si possa abbracciare di nuovo...

Mi spiace dirti che ciò che accadrà in questo anno che viene non dipende solo dagli scienziati, o dai politici, ma che molto dipende da come metterai la tua mano, per accettare il dono d'amore che Dio ci ha mandato attraverso Gesù.

“Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati.” (Romani 8:37)

Preghiamo.

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOK

---






Share:

domenica, dicembre 27, 2020

E voi, chi credete che io sia? | 27 Dicembre 2020 |

 

Chi è per te Gesù? E' un uomo saggio? Un profeta? Un rivoluzionario? Un politico? Un filosofo? Gesù è molto di più! E' Dio, sceso in terra, per aiutarti a camminare nella sua luce!
---
Predicatore: Mario Forieri
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di ascolto audio/visione video: 24 min.

"Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell'uomo, sia?».  Ed essi dissero: «Alcuni, Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti». Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli." (Matteo 16:13-17 ND)

 "Perché il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto." (Luca 19:10 ND)

"Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano." (Ebrei 11:6 ND)

Share:

venerdì, dicembre 25, 2020

La vera Luce del Natale | 25 Dicembre 2020 |

Oltre le luci sfavillanti del Natale c'è la Luce Pura la Luce Vera, la Luce Costante, la Fonte della Luce, e la Luce della Vita. Oltre le luci c'è un dono che è Cristo, colui che è Luce.
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 20 min.

E siamo giunti al giorno importante! Per quattro settimane di Avvento ci siamo interrogati su cosa ci fosse dietro le luci sfavillanti che usiamo esporre a Natale.

Abbiamo detto che dietro le luci ci stanno Speranza, Fede, Gioia e Pace... Ma tutte queste belle cose sarebbero solo parole vane se non ci fosse stato il giorno che celebriamo oggi.

Nella tradizione italiana non ci sono molto canti natalizi come ci sono nei paesi anglosassoni, ma le poche canzoni che si conoscono parlano di luce.

Prendete le versioni italiane di Stille Nacht,  sia quella cattolica “Astro del Ciel” sia quella protestante “Notte benigna”


In ambedue le versioni ci sono due aspetti comuni: la notte, e la luce; una luce che viene ad interrompere la notte, ad attraversarla per dare un segno.

Al principio di questo mondo, la “conditio sine qua non”, l'elemento essenziale  perché tutto potesse avere inizio era la luce.

“Nel principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.” (Genesi 1:1-4)

Giovanni molti millenni dopo, spiegherà in un modo differente quel primo giorno dell'universo:

“Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.” (Giovanni 1: 1-5)

La Parola  (o il Verbo in altre versioni) è il modo in cui Giovanni presenta Gesù al mondo. Giovanni dice che la luce era “in lei”, dentro la Parola (nota: nell'originale greco il pronome personale αὐτός autos  non ha genere, può essere lei o lui o esso, in questa versione è stato tradotto al femminile “lei” ma nelle versioni dove invece di Parola c'è Verbo è tradotto “in lui”).

L'origine della luce era IN GESU',  e Giovanni dice che OGNI COSA è stata fatta  attraverso Gesù. La luce è l'espressione esatta di chi è Gesù che viene a  interrompere la notte, a fenderla per dare un segno di se al mondo.

Che tipo di luce è Gesù?

Giovanni ci dice che in Gesù c'è la vita, e che la rappresentazione della  è la luce  “la vita era la luce degli uomini”

Ma che tipo di luce è Gesù? Perché nel mondo, ci sono state molte persone che hanno affermato di essere la luce: capi politici, fondatori di religioni, filosofi. Nel diciottesimo secolo durante l'Illuminismo, si affermava che la vera luce per l'uomo era la ragione, il pensiero.

1. Gesù è Luce Pura

Quale è la notte del mondo? Non quella che si alterna al sole; quella è necessaria per darci riposo, ma la notte dell'anima, quella che si chiama “peccato”.

Gesù ha smascherato il peccato attraverso la sua luce, senza essere contaminato dal peccato.  Gesù tocca, ora come allora, i peccatori,  ma il peccato non lo ha mai toccato  Quando la Bibbia chiama Gesù la "luce del mondo",  è un promemoria della purezza senza peccato   del Figlio di Dio.

Oltre le luci del Natale, c'è colui che può toccare te, e risolvere il buio che hai dentro, illuminare il tuo peccato, risolverlo e tramutarlo in luce.

Giovanni dice ancora di Gesù:

“Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.” (Giovanni 1:10)

Gesù non ha avuto la sua origine qui;  la sua nascita a Betlemme  non fu l'inizio della sua vita! Ma Gesù ha deciso di “nascere”,  così come nasce ogni bimbo ed ogni bimba del mondo per essere in tutto e per tutto simile a te, per assomigliarti, affinché tu possa conoscerlo ed assomigliare a lui.

2. Gesù è Luce Vera

Giovanni dice ancora di Gesù:

“La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.” (Giovanni 1:9)

Giovanni afferma implicitamente in questo versetto, che ci sono due tipi di luce: una falsa, e una vera. Gesù è venuto a stabilire la differenza tra la luce falsa  e la luce vera.

Il mondo ha tante “false” luci, ognuna  a supporto di qualcosa che va contro la luce vera. Possono essere le luci che ti spingono  a cercare appagamento nel denaro, o nel sesso, o nel potere. Ma sono luci che, prima o poi, si spengono, assieme alla tua vita.

Giovanni stesso scriverà quello che afferma Gesù di se stesso:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Giovanni 8:12)

La luce vera è quella che illumina tutto il mondo che ne mostra le vie, sia quelle sbagliate che quelle giuste, per farci scegliere quelle che portano alla vita vera.

3. Gesù è Luce Costante

In fisica, la velocità della luce è una costante:  trecentomila chilometri al secondo. Tutta la fisica si basa sul fatto che nell'universo c'è ALMENO una cosa che non può variare: se così non fosse, crollerebbero tutte le nostre conoscenze e certezze.

Albert Einstein ha detto  che il motivo per cui è stato in grado  di elaborare la sua famosa Teoria della Relatività  era perché c'è almeno una cosa al mondo che è costante:  la velocità della luce.  Tutto il resto è relativo.

Gesù dirà a Giovanni in Apocalisse:

“Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine.” (Apocalisse 22:13)

Gesù è la nostra costante, colui che non cambia, che c'era,  che c'è  e che ci sarà. Il mondo, così come lo conosciamo, cesserà di esistere.  Il sole non splenderà per l'eternità.  Anche se ci vorranno milioni di anni ancora, la sua energia si sta lentamente esaurendo.  Anche il sole un giorno cesserà di splendere...  Ma la luce di Gesù illuminerà il cielo per l'eternità!

4. Gesù è la Fonte della Luce

Cosa ne sarà di questo mondo, quando il sole non brillerà più? Quale sarà la nostra fonte di luce nella città santa?

Ancora Giovanni lo spiega:

"La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illuminino, perché la gloria di Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria.  (Apocalisse 21:23-24)

Vi immaginate? Non ci saranno più bollette Enel, o conti dell'elettricista, né lampadine da sostituire,  o interruttori da riparare...

Ma soprattutto, in mezzo a noi ci sarà, costantemente, la “lampada di Dio”, l'Agnello, Gesù: cammineremo guidati dalla sua luce... senza aver più paura di inciampare.

5. Gesù è la Luce della Vita

Giovanni ha detto della Parola:

“In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.” (Giovanni 1: 4)

Luce e vita sono indissolubilmente intrecciate.  Non puoi vivere senza luce; le piante creano materia attraverso la luce tramite la fotosintesi; quella materia diviene cibo per gli animali, e l'uomo può nutrirsi per vivere, di vegetali e di carni,   fonti provvedute  attraverso la luce.

Quando Gesù è nato a Betlemme, è venuto per darci la vita.  La luce del Vangelo nei nostri cuori fa crescere materia spirituale di cui noi possiamo cibarci, producendo la vita vera dove prima c'era solo il sopravvivere attendendo la morte.

Gesù è la Luce che porta la Vita: egli stesso ha detto:

"...io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Giovanni 10:10b).

Vorrei vedere assieme a voi un breve filmato.



Cosa c'è oltre le luci?

Cosa c'è dunque oltre le luci di Natale con le quali siamo abituati ad adornare le case e le vie? C'è la Luce Pura la Luce Vera, la Luce Costante, la Fonte della Luce, e la Luce della Vita. Oltre le luci c'è un dono che è Cristo, colui che è Luce.

Lascia che Gesù  porti la sua luce  e la sua vita  nel tuo Natale!

Non importa quanto freddo  e quanto buio  possa sembrare il tuo mondo,  soprattutto in questi tempi di Covid, ma può essere riportato in vita  se la  luce del Figlio di Dio  risplende nel tuo cuore.  Non c'è vita senza luce.

Quando rendi Gesù Cristo  luce della tua vita, guida della tua vita,   Signore della tua vita, tu stai dando significato alle luci che accendi a Natale.

Quando quelle luci diventano simbolo del tuo Salvatore,  colui che è entrato nel tempo e nello spazio  per venirti a riscattare inizia per te  un futuro di luce eterna.

Buon Natale.

Preghiamo.

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOK

---

GUARDA IL VIDEO IN HD



Share:

giovedì, dicembre 24, 2020

Cosa prendere da questo Natale? |24 Dicembre 2020 |


Cosa possiamo salvare di questo Natale "anomalo" in tempo di Covid?
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 1 minuto 
Tempo di ascolto audio/visione video: 6 min.

Sembra strano celebrare in un anno dove di gioie ci sono state davvero poche, e dove invece le lacrime sono state molte.

E' ancora più strano celebrare il Natale, che è la festa dove più di ogni altra le persone vogliono stare vicine, abbracciasi e baciarsi, in un anno dove la raccomandazione è il “distanziamento sociale”, l'assenza di strette di mano e di abbracci... figuriamoci di baci!

Che cosa ha da  dirci, allora questo Natale?

La prima cosa che mi viene in mente è proprio il fatto che celebriamo un Dio che vuole a tutti i costi starci vicino, tanto da scendere in terra ed incarnarsi nel seno di una donna, Maria.

La prima cosa che possiamo ricevere in questo Natale è ricevere questo bambino come Dio nella carne. La storia del Natale è che

"Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna."(Giovanni 3:16).

Il distanziamento non deve farci dimenticare che Gesù è venuto per vederci uniti e solidali gli uni con gli altri: nel vangelo di Matteo  Gesù ha detto :

"Ama il tuo prossimo come te stesso".  (Matteo 22:39)

Continuiamo ad amarci, anche se a distanza, anche sotto le mascherine, anche dietro gli schermi di plexiglass, perché il Natale parla di amore.

La seconda cosa che possiamo prendere è l'obbedienza: siamo stati chiamati ad obbedire a delle raccomandazioni per il nostro bene. Sono talvolta dure, richiedono sacrificio, ma il premio a cui mirano sarà sconfiggere il male.

Allo stesso modo Gesù è sceso per darci un esempio di obbedienza alle regole del Padre. Nella Seconda lettera di Giovanni Apostolo è scritto: 

“Questo è l'amore: che viviamo secondo i suoi comandamenti e come avete sentito fin da principio.”. (2 Giovanni 6)

Le regole dell'emergenza debbono rammentarci che Gesù è sceso per incoraggiarci a seguire le regole del Padre, che si chiamano Comandamenti, il cui premio sarà la vita eterna.

La terza cosa che possiamo prendere è la comunione fraterna: per il nostro bene ci si chiede di non riunirci, di stare poco assieme: ma questo è con il fine di tornare a stare assieme e a riunirci. 

Sempre l'apostolo Giovanni alla fine della sua lettera afferma: 

“Avrei ancora tante cose da scrivervi, ma non voglio farlo per lettera, perché spero di venire a trovarvi presto e di parlarne con voi da vicino. Così la nostra gioia sarà completa.” (2 Giovanni 12)

Gesù è sceso in terra per renderci una grande famiglia, unita sotto il suo nome. Quando tutto sarà finito, ricordiamoci che essere una famiglia non e solamente condividere il medesimo spazio fisico, ma incontrarsi (e non solo sui sociale)

Se vuoi conoscere la gioia del Natale anche in questo periodo difficile,: ricevi Gesù come Dio nella carne, cammina nei suoi comandamenti, ama gli altri e vivi assieme agli altri.

Queste cose non faranno sparire tutti i tuoi problemi. Viviamo in un mondo imperfetto. Ma cambierà il tuo cuore e inizierà a riempirlo di gioia.



Share:

domenica, dicembre 13, 2020

La Gioia oltre le luci - 3° Domenica di Avvento | 13 Dicembre 2020 |

La gioia può dipendere da come stai, ma la Gioia, quella con la G maiuscola, dipende da chi hai incontrato nella tua vita e da come quell'incontro la ha cambiata.
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 25 min.

Siamo alla terza Domenica di Avvento: nelle due precedenti domeniche abbiamo acceso le candele della Speranza e della Fede. Quest'oggi accendiamo la terza, quella della Gioia.

La Gioia: che cosa è la gioia? Come la definiresti? Cosa è che ti fa “essere gioioso?” Cosa ti muove il riso?

Oppure facciamo il contrario; cosa è che ti abbatte e ti affanna? Che ti affligge e ti rende amaro o amara? Che ti angoscia, che ti avvilisce... eccetera?

Se riuscissimo ad individuare cosa è che ci priva della gioia, allora sapremmo cosa fare per averla. Basterebbe solo “evitare” quelle cose, vero?

Fosse facile! Viviamo in un mondo che ci stressa, che sembra fatto apposta per toglierci la gioia. Spesso ci svegliamo la mattina  e il primo pensiero è:  Oh, mio Dio! Un altro giorno!”

E poi, a Natale, senti il tuo Pastore che ti parla di “gioia”! Che ti dice che dovresti avere “gioia”!

Quando sei senza lavoro, o con un matrimonio in bilico, o con dei figli problematici, o con una malattia che “chissà se la sfango?” Quando hai perso una persona cara... Perché il Natale  dovrebbe essere  un periodo di maggiore gioia?

Voglio vedere assieme a voi tre protagonisti del racconto biblico della nascita di Gesù, e cercare i motivi della loro gioia  in quel Natale di 2020 anni fa anno più, anno meno.

Maria

Maria era una poco più che adolescente quando un angelo le annunzia che rimarrà incinta, ma non del suo sposo...  anzi, prima che il suo sposo  l'avrebbe “conosciuta” in senso biblico.

Normalmente la prima parte del concepimento prevede anche il piacere fisico; è un premio che il Creatore a aggiunto per incoraggiarci a moltiplicarci.

Allora, ricapitoliamo: Maria, non sposata, ma promessa sposa, vergine, rimarrà incinta di nessun uomo prima di sposarsi, senza provare alcun piacere fisico...

Beh, certo, se sono alla ricerca di cose che mi portino via la gioia, qui ne ho un campionario completo!

Ma, incredibilmente, Maria non reagisce cominciando ad imprecare, a dire :”Me tapina, me meschina,  tutte a me le cose devono succedere!".

Tutt'altro: leggiamo in Luca 1 la sua reazione:

“E Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose mi ha fatte il Potente.” (Luca 1: 46-49) 

La parola tradotta con “esulta” nell'originale greco è ἀγαλλιάω agalliaō,  che è composto da agan  = tanto più hallomai = saltare.

Avete presente quando il centravanti della Nazionale fa gol ai mondiali? Cosa fanno i tifosi? Saltano! Saltano di gioia! La loro gioia è così incontenibile che deve in qualche modo avere uno sfogo fisico.

Maria, sapendo che rimarrà incinta, da vergine, non del suo sposo, invece di disperarsi... salta di gioia!

Cosa ha fatto, allora, Maria per avere una gioia così grande?

Per avere gioia... Non concentrarti sul problema ma affidalo a Dio

La prima cosa che toglie la gioia nella tua vita  è il guardare la realtà come una montagna insormontabile o come un abisso profondo.

Maria non menziona neppure il problema, è solamente curiosa di sapere  come avverrà il concepimento senza avere contatto con un uomo:

“Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?” (Luca 1:34b)

Lascia che l'angelo le spieghi che avverrà attraverso lo Spirito Santo, e poi afferma:

“Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola.” (Luca 1:38)

La parola che usa Maria è δούλη doulē; nella traduzione hanno “ingentilito” il termine, che non è “serva”,  ma “schiava”.

Uno schiavo non è un “collaboratore”, ma una proprietà personale del padrone,  sulla quale il padrone  ha potere di vita o di morte.

Maria trova la gioia nella sua situazione perché ammette di essere proprietà di Dio, e che lui ha potere di vita... non di morte, di sola vita! Dio non contempla la morte  per le sue figlie ed i suoi figli.

Quando hai un problema, cosa fai?  Ti concentri su di esso,  pensi solamente a quello? E' così che diventa  l'Everest  o l'abisso della fossa delle Marianne.

Maria trova la gioia affidando la sua vita  completamente nelle mani del suo Signore... ma non solo per quello...

Per avere gioia... Ricorda ciò che Dio ha già fatto per te

Maria dice:

“...perché grandi cose mi ha fatte il Potente.” (Luca 1:49) 

Il tempo usato in greco per “mi ha fatte”, è un tempo che non esiste in italiano, (se siete amanti di linguistica si chiama  “aoristo indicativo attivo”) che indica una azione  avvenuta in passato che si è completamente conclusa.

Mi spiego meglio: Maria non dice: “Beh, certo, in passato mi hai fatto dei favori, ma adesso si vede che ti sei dimenticato  di guardare giù per aiutarmi, eh!” ma dice:  “Il Signore mi ha già fatto in passato tutto le cose più grandi che mi poteva fare,  io sono ampiamente soddisfatta già così.”

Cosa fai, quando arrivano i problemi? Ti ricordi, o ti scordi? Tutto quello che Dio ha fatto per te, passa in sottordine, oppure è una solida base  con cui affrontare il futuro?

Maria trova la gioia perché sa che quello che il Signore ha già fatto per lei, nessuno potrà mai toglierglielo.

Il secondo protagonista che vogliamo vedere e che trova la gioia nel Natale non è un singolo, ma un gruppo di persone: sono i pastori.

I Pastori

Se Maria avrebbe avuto da recriminare  sulla sua situazione, anche i pastori  non è che se passassero molto bene.

I pastori non erano i padroni delle greggi; avere un gregge in Israele significava essere molto ricco... Ed un ricco non si sarebbe mai abbassato a stare in mezzo a bestie puzzolenti, dormendo all'aperto con ogni tipo di tempo.

Erano quasi sempre schiavi, costretti a dormire all'addiaccio... anzi, a non dormire affatto, perché dovevano vigilare che dalle greggi dei padroni non venisse rubato qualche capo, o che qualche animale le attaccasse.

Luca racconta così cosa successe a quei pastori  quella notte  di 2020 anni fa:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge..  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».” (Luca 2:8-12)

Ora, capiamoci bene, dire a degli schiavi, che dormono,  anzi non dormono,  in mezzo a bestie puzzolenti che se perdono una di quelle bestie saranno frustati, che stanno al freddo al vento e all'acqua e al gelo ,  di andare a cercare un bimbo in una stalla  (altro luogo puzzolente) e di provare gioia quando lo troveranno,  mi pare un po' esagerato!

E invece, miracolosamente, i pastori si dicono l'un l'altro:

“Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere». Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia... E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:15-17a, 20)

Non posso pensare che chi esce da una stalla glorificando e lodando non stia provando gioia... Ma che tipo di gioia è? E' la stessa di Maria, che fa saltare?

La parola degli angeli tradotta con “gioia” nel versetto di Luca 2:10 nell'originale è una parola differente da quella che ha usato Maria: non  è ἀγαλλιάω agalliaō,  ma è χαρά chara, che significa “avere una calma contentezza”. Non è la gioia che ti fa saltare  ma è una gioia che ti rende calmo, che ti fa pensare che tutto sta andando bene, tutto sta andando secondo i piani. 

Perché i pastori trovano la gioia? Quei pastori, quegli schiavi, erano ebrei, e gli angeli hanno usato una parola che loro conoscevano bene: in greco è Χριστός Christos ma io ebraico è מָשִׁיחַ mâšiyah, il Messia, l'Unto del Signore, il Prescelto da Dio per portare un regno di pace,  amore  e giustizia.

Per avere gioia... Ricorda che Dio ha un piano benevolo per te

I pastori avrebbero trovato gioia  perché avrebbero visto che il piano  che Dio aveva promesso stava funzionando, non era una illusione scritta su un libro, ma potenza che scendeva dal Cielo.

In qualsiasi situazione tu ti stia trovando puoi trovare gioia se ricordi che Dio  ha detto queste parole:

Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11)

Anche il terzo protagonista è un gruppo e non un singolo: un gruppo di persone sapienti, scienziati, non credenti.

I Magi

Anche i Magi avrebbero avuto di che non essere felici; erano partiti probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia,  700 chilometri da Gerusalemme.

Avevano viaggiato  attraversando il deserto, dove non ci sono autogrill  o stazioni di servizio per rifocillarsi.

Visto che portavano doni preziosi (oro, incenso e mirra) avevano dovuto fare turni di guardia notturni per evitare che i predoni  li uccidessero per derubarli.

Non c'era un gran che da essere gioiosi! Eppure Matteo racconta che...

“Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:10-11)

La gioia che provano, dice il testo è la stessa dei pastori, χαρά chara, una “contentezza calma e rilassata”... ma stavolta Matteo aggiunge davanti a chara la parola μέγας megas = grandissima, una “grandissima e calma contentezza”.

Da dove proveniva questo tipo di gioia? Ce lo spiegano loro al versetto 9 di Matteo 2:

“Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo” (Matteo 2:9)

La gioia dei Sapienti deriva dal fatto di aver visto i segni di averli studiati di averli seguiti, e di aver trovato il vero tesoro.

Per avere gioia... Studia, cerca e trova la tua gioia nella Parola di Dio

I Magi avevano trovato la gioia nel constatare che tutti i pezzi del puzzle andavano assieme e formavano l'immagine di bambino che era un re!

 Tu sei più fortunato, tu sei più fortunata dei Magi; non devi affidarti a segni nel cielo, né a sogni, né a profezie per poter trovare il Cristo,  il Messia,  il Prescelto, il Salvatore.

Ti basta aprire un libro, e trovarlo in ogni piega dei fogli che lo compongono che quel Salvatore a scritto per farsi trovare da te in qualsiasi momento tu lo cerchi... è anche in questo Natale anomalo, per portarti la vera Gioia di Cristo. 

Quel libro dice:

 “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.” (Salmo 119:105)

Se usi quella lampada, se segui quella luce, troverai la vera Gioia  che porta il Natale.

Preghiamo.

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOK

---

GUARDA IL VIDEO IN HD




Share:

domenica, dicembre 06, 2020

Doni Spirituali: la Parola di Conoscenza | 6 Dicembre 2020 |

Uno dei doni che Dio da al suo popolo è la capacità di parlare di cose oltre la propria normale conoscenza, che cambiano la vita di chi le ascolta. Non è un premio per chi le riceve, ma una fonte di benedizioni per chi le ascolta.
---

Predicatore: Mario Forieri
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di ascolto audio/visione video: 31 min.

Brani utilizzati:

Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui, del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, il figlio di Giuseppe». E Natanaele gli disse: «Può venire qualcosa di buono da Nazaret?». Filippo gli disse: «Vieni e vedi». Gesù vide venirgli incontro Natanaele e disse di lui: «Ecco un vero Israelita, in cui non c'è inganno».  Natanaele gli disse: «Come fai a conoscermi?». Gesù gli rispose, dicendo: «Ti ho visto quando eri sotto il fico, prima che Filippo ti chiamasse». Natanaele, rispondendogli, disse: «Maestro, tu sei il Figlio di Dio; tu sei il re d'Israele». Gesù rispose e gli disse: «Poiché ho detto di averti visto sotto il fico, tu credi; vedrai cose maggiori di queste». (Giovanni 1:45-50 ND)

Or a Damasco c'era un discepolo di nome Anania; e il Signore gli disse in visione: "Anania!" Egli rispose: "Eccomi, Signore".  E il Signore a lui: "Àlzati, va' nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera,  e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista,"(Atti 9:10 ND)

“La notte seguente, il Signore si presentò a Paolo e gli disse: "Fatti coraggio; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma." (Atti 23:11 ND)

“Desiderate ardentemente l'amore, non tralasciando però di ricercare i doni spirituali...” (1 Corinzi 14:1 ND)

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN BASSA DEFINIZIONE SU FACEBOOK

---





Share:

domenica, novembre 29, 2020

La Speranza oltre le luci - 1° Domenica di Avvento | 29 Novembre 2020 |


Cosa c'è, se c'è qualcosa,  oltre  la semplice bellezza delle luci colorate e intermittenti che ci sono a Natale? C'è l'eredità di Speranza che porta Cristo, venuto per cambiare la storia del mondo.
---

CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 26 min.

Oggi comincia l'Avvento, quel periodo di quattro settimane che ci condurrà a ricordare a Natale che Dio è realmente sceso tra noi.

Chi è che di voi ha già tirato fuori le scatole con le luci di Natale? Chi userà quelle dell'anno vecchio? Chi ne ha comperate  o che deve comperarne di nuove? Chi è che non farà addobbi luminosi?

In qualsiasi modo al vediate, circa le luci di Natale, che facciate il presepe o no, l'albero o no, non potrete fare a meno di essere attorniati da decorazioni luminose.

A casa nostra la tradizione vuole che gli addobbi si facciano rigorosamente l'8 Dicembre con Michael Bublè in sottofondo. Io da buon italiano mi occupo del presepe, mia moglie che è anglosassone si occupa dell'albero.

Sono qualcosa di “sacro? Certamente no! Sono qualcosa che a me ricorda di quando ero bambino, e il nostro presepe era enorme,  con tanto di volta stellata tirata su da mio fratello  (già all'epoca un genio del “fai da te”)  con filo di ferro e carta cielo, da cui fuoriuscivano  le lampadine a simulare le stelle  (e per fortuna non c'è mai stato un cortocircuito!) che si accendevano e si spegnevano con l'intermittenza.

Il nostro albero era un po' più piccolo,  ma pieno di luci e di quelle palle di vetro antiche   al cui interno c'erano paesaggi innevati  o angeli adoranti:  e in cima una enorme stella luminosa  che da sola consumava un kilowatt!

Ma, sinceramente, all'epoca,  mica capivo il perché di quelle luci: era, (anche se buona) una “tradizione”.

Se leggete sul web, troverete decine di spiegazioni sul perché abbiamo questa tradizione delle luci, sia di quello che ne dicono bene sia di quelli che ne dicono male.

Tranquilli, non voglio discutere sul “presepe si, albero no... tutti e due... nessuno dei due...” ma quello che mi interessa oggi è di riflettere assieme a voi di cosa c'è, se c'è, che vada oltre  la semplice bellezza  delle luci colorate e intermittenti.

Cosa c'é oltre le luci?

Se leggete l'Antico Testamento troverete che Dio aveva disseminato l'anno del suo popolo con decine di festività: gli Azzimi, Capanne, la Pentecoste, l'Espiazione, la Pasqua, eccetera.

Tutte queste festività servivano davvero a Dio? Certamente no! Servivano a al suo popolo, per ricordargli che Dio aveva un piano, e che era un piano benevolo di salvezza. Erano un “segno”, un promemoria, qualcosa che serviva a ricordare una verità  che il popolo potrebbe aver dimenticato preso come era  nel ritmo della vita di tutti i giorni.

Un attimo; non pensate che voglia dirvi che le luci di Natale  le ha stabilite Dio! Certamente no! Ma posso dirvi che la luce è una illustrazione assolutamente biblica (a seconda della versione della Bibbia che hai nelle mani, la parola “luce” c'è dalle 200 alle 280 volte) per indicare “guida, saggezza, rivelazione”.

Guardate quello  che scrive Paolo agli Efesini:

“Perciò anch’io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore per tutti i santi, non smetto mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del {vostro} cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi...” (Efesini 1:15-18)

Paolo ci parla di ottenere un “dono spirituale” particolare il dono di “sapienza”: questa sapienza arriverà attraverso una “luce” che “illumini” gli occhi spirituali del nostro cuore, per farci vedere una “eredità”.

Ora, seguitemi bene, una eredità è qualcosa che qualcuno ha già accumulato per darla a qualcun altro nel futuro.

Se tu erediti da tuo padre una somma di danaro significa che quella somma già c'è... è tua... devi solo prenderla!

Paolo sta dicendo che devi semplicemente VEDERE una “eredità”  che è già tua, crederci (“la vostra fede”)  conoscerla (“spirito di sapienza”) e vederla (“illumini”).

L'eredità che Paolo vuole che vediamo si chiama “speranza”, che, essendo un a eredità non è in dubbio, già c'è, già è stata stabilita.

Servirà solo qualcosa che ce la faccia vedere, la illumini e la riveli. A cosa si riferiva Paolo? Quale era la luce  che avrebbe dovuto rivelare agli Efesini l'eredità futura?

Non c'è evidenza che Paolo stesse pensando ad un brano specifico dell'Antico Testamento  (che lui conosceva a memoria), ma ce n'è uno che parla  di fede, speranza, e rivelazione: si trova in Isaia, al capitolo 9: leggiamolo assieme:

“Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende. Tu moltiplichi il popolo, tu gli elargisci una gran gioia; esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra al tempo della mietitura, come uno esulta quando spartisce il bottino...Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del Signore degli eserciti."(Isaia 9:1-2, 5-7)

Eccola l'eredità promessa: è la Speranza. Non è scritta nel brano, ma Isaia stava parlando ad un popolo diviso, lontano da Dio, assediato.. e a questo popolo che disperava, lui parla di un futuro radioso! Li porta a sperare!

La luce porterà: (guardate i termini che usa Isaia  evidenziati in viola) “gran gioia,  allegria,  esultanza,  incremento,  pace infinita,  diritto,  giustizia”.. e non per un momento,  ma “ora e per sempre”!

Mentre leggiamo la profezia  all'interno della Scrittura sopra,  è difficile non pensare a Colui  che la ha già adempiuta. Noi siamo benedetti di vivere nell'epoca in cui la luce in Cristo ha illuminato quell'eredità che si chiama Speranza, attraverso una luce nel cielo.

“In quel periodo alcuni Magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente e chiesero: 'Dov'è quello che è nato per essere re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti qui per adorarlo'... I Magi, dunque, ripresero il loro viaggio ed ecco, la stella apparve loro di nuovo e si fermò proprio sulla casa dov'era il bambino."( Matteo 2: 1b-2, 9) 

E' questo che c'è dietro le luci del Natale: c'è una eredità, qualcosa che è già tuo, ti appartiene... basta che tu afferri la rivelazione che Gesù è realmente venuto, la luce che illumina quella Speranza.

Dove sei tu, in questo momento? Come sei tu, in questo momento? Sono un facile profeta se dico che questo Avvento è uno di quelli più difficili che abbiamo mai vissuto dalla Seconda Guerra Mondiale in poi?

Potremmo disperare,  come era disperato il popolo di Dio  al tempo di Isaia, se non fosse venuta la luce di Cristo

Vorrei vedere assieme a voi un altro passo di Isaia, che Gesù stesso citerà.

A sinistra c'è la versione di Isaia,  a destra quella di Gesù... poi vi spiego perché:

 «Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio Spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni. Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade. Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; manifesterà la giustizia secondo verità. Egli non verrà meno e non si abbatterà finché abbia stabilito la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge». (Isaia 42: 1-4)

«Ecco il mio servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l’anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra di lui, ed egli annuncerà la giustizia alle genti. Non contenderà, né griderà e nessuno udrà la sua voce nelle piazze. Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia. E nel suo nome le genti spereranno»  (Matteo 12:18-21)

Avete visto la differenza? Isaia dice nel versetto 4 “e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge” (che è una frase tipicamente ebraica che significa “il mondo aspetterà”) mentre Gesù dice  “E nel suo nome le genti spereranno”

Gesù ha sbagliato un versetto! Se lo ricorda male! Non penso proprio che Gesù, che ha scritto la Bibbia, si ricordi male  di ciò che ha fatto scrivere ai profeti!

Gesù ha VOLUTAMENTE cambiato l'ultimo versetto, perché lui ha VOLUTAMENTE cambiato la storia del mondo venendo sulla terra. Ai tempi di Isaia c'era una attesa fiduciosa, ai tempi di Gesù c'è la Speranza dell'eredità. E poiché Gesù è sceso, l'eredità è stata stabilita, ed è certa.

Ecco cosa c'è dietro le luci che ci ricordano la notte in cui è nato, e ci ricordano che Lui è la luce:

«Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». (Giovanni 12:8)

Sapete quale è il più grande problema del mondo? Non è il Covid, e nemmeno la fame, o le guerre. Il più grande problema del mondo è il fatto che le persone continuino a sperare nelle cose sbagliate; a sperare in cose che non danno alcuna eredità: il potere, il danaro, il sesso, la carriera, la famiglia, i figli, il lavoro, la squadra di calcio, lo sport, l'hobby...

Intendete, alcune sono anche buone, ma non danno eredità: una delle battute del marito di mia cugina,  Antonio, con la sua saggezza di popolano romano, era:  “Ricodete, Mà: le bare nun c'hanno le saccocce (le tasche), c'hanno li manichi (le maniglie)”. 

L'eredità del potere o del danaro,  o di qualsiasi altra cosa in terra, sono maniglie per trasportarti quando ormai sarà troppo tardi; il Covid è qui a dimostrarcelo.

Le luci di Natale ci rammentano che dobbiamo decidere ADESSO, se inseguire luci che sono solo lampadine, o fidarci, avere fede nella luce di Cristo.

Ciò comporta fare come hanno fatto i Magi, che in base ad un segno, si sono mossi e hanno cercato... pur non essendo credenti.

Mentre appendi le tue luci di Natale quest'anno,  o se contempli quelle per le vie, fallo con un cuore in attesa,  avendo fede nell'eredità  che già ti è concessa se hai creduto o che è lì pronta da prendere se ancora non lo hai fatto.

Ecco cosa c'è dietro le luci a Natale: la Speranza.

Preghiamo.

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO IN BASSA DEFINIZIONE SU FACEBOOK

---

GUARDA IL VIDEO IN HD




Share:

domenica, novembre 22, 2020

Essere piantati per portare frutto | 22 Novembre 2020 |

Lo scopo di ogni credente è di portare frutto a Gesù; come semi dobbiamo essere piantati nella chiesa locale, il Corpo di Cristo, dove mettere a disposizione i nostri doni per il bene degli altri.
---
CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 25 min.

Oggi ho deciso di iniziare il mio messaggio facendovi vedere una pianta, un albero per la precisione.

E' un albero che può crescere fino a trenta metri di altezza e il cui fusto può raggiungere un  diametro di dieci metri, e può vivere più di mille anni.

 E, sapete, la cosa singolare, è che oggi lo ho portato qua con me e lo ho messo nella mia tasca... eccolo! 

(Tira fuori la castagna dalla tua tasca)

Siete autorizzati a chiamare la Croce Verde per un ricovero d'urgenza al Centro Igiene Mentale... ma aspettate un attimo!

Voglio prima leggere con voi un paio di versetti e poi decidete se chiamare, va bene?

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

Guardate le parole che ho evidenziato in azzurro:  “potentemente” e “fortificati”.

La prima, “potentemente”, è una parola a cui dovreste essere abituati se seguite i miei messaggi da qualche tempo: δύναμις - dynamis, : dinamite!

La seconda, “fortificati”, in greco è κραταιόω -  krataioō, significa “potenza in aumento”, e da cui deriva la nostra parola “cratere”.

Sapete cosa è un cratere, vero? E' un buco sulla superficie terrestre originato da una potenza (dynamis) dentro la terra che aumenta così tanto ( krataioō) che spacca la superficie per trovare sfogo in una eruzione.

Paolo sta pregando esattamente questo per te e per me; che noi come credenti  possiamo avere una potenza così grande da esplodere al mondo in una eruzione di fede e di segni che sia visibile a tutti.

Sarò mai capace di fare questo da solo? Certamente no! E Dio lo sa bene!

E' per questo che esiste un mezzo; Paolo dice,  “mediante”, che significa “attraverso il quale” , “grazie al quale” tutto ciò è possibile; lo “Spirito” (“suo”, specifica Paolo, ovvero lo Spirito di Dio); e sotto spiega cosa è quello Spirito, ovvero “tutta la pienezza di Dio”.

Lo Spirito Santo è POTENZA che AUMENTA, perché è DIO IN TE!

Guardate questa castagna: perché il castagno l'ha prodotta? Quale è lo scopo? Moltiplicarsi, far nascere altre piante di castagno, fare una foresta di castagni.

La castagna, come gran parte dei semi, è una riserva di nutrimento che servirà quando dovrà germogliare per dar vita ad un nuovo albero.

Quello che farà si che nasca un nuovo castagno non è la polpa (la parte buona che noi mangiamo) ma quella piccolissima frazione disegnata in verde,  il “germe”.

Tu potresti dirmi: “Ok. Marco, grazie per la lezione di botanica... ma che c'entro io con le castagne?”

C'entri, perché te ed io siamo esattamente la stessa cosa delle castagne sull'albero di Dio: guarda questi versetti:

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga...  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto...” (Giovanni 15:16a, 18a)

Come possiamo, allora, portare frutto a Gesù? Ci sono due cose che devo fare, esattamente come la castagna:

Per portare frutto devo...

1. Far abitare Cristo nel mio cuore.

Devo avere quel “germe” che nella castagna provoca la nascita di un nuovo albero.

Riprendiamo il brano di Paolo:

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

(Guardate le parole in verde

Cristo, dice Paolo, deve “abitare”,  κατοικέω - katoikeō; che in in greco significa  “avere casa assieme”. Una domanda per me e per te:  E' Cristo colui con il quale abiti assieme? E quello con cui parli quotidianamente, a cui dici “buongiorno” ed a cui auguri la buonanotte”?

Cristo è quel “germe” che risiede dentro il frutto che rende possibile utilizzare tutta la potenza, “dynamis” contenuta nella polpa per far nascere altri alberi, che ci rende fortificati, che aumenta la forza, che la rende "krataioō", un cratere che erutta  e si mostra al mondo per attirarlo a se.

Molte persone cercano di fare del bene, di aiutare il prossimo... ma senza quel germe, senza far abitare assieme a lui o a lei Cristo che è colui che da la potenza per agire.

Molti faranno buone opere, ma lo faranno faticando... e per Gesù, quello non è portare frutto; spesso, quando muore un fondatore, una persona carismatica di una qualche organizzazione benefica, l'organizzazione entra in crisi, talvolta si dissolve.

L'altra cosa  che mi fa assomigliare ad una castagna è che...

Per portare frutto devo...

2. Essere piantato 

La castagna ha dentro di se  la potenzialità di far nascere una pianta; ma anche se ha dentro di se il “germe” non potrà mai farlo, se non viene piantata.

Torniamo al versetto di Efesini:

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

(Guardate le parole in giallo)

Paolo usa due parole per descrivere  quello che ogni credente deve fare: la prima è “radicati”: ῥιζόω -rhizoō; che in greco si usava per le piante che venivano appunto “piantate”, ma anche per le cose che venivano “piantate” perché diventassero ferme e solide, come un palo.

L'altra è “fondati”: θεμελιόω - themelioō,  che significa non solo "essere piantati", ma "spuntare dal terreno in modo da essere ben visibile".

Paolo ci sta dicendo che, per portare frutto, non solo dobbiamo essere piantati come un seme, che nessuno vedrebbe, perché è sotto terra, ma che dobbiamo avere un segnale, un palo, qualcosa che individui che noi siamo lì perché gli altri lo vedano.

E' proprio questo che si fa quando semini qualcosa e vuoi che si veda che è seminato lì: ci metti una canna sopra, abbastanza profonda che non cada, resti su, e si veda.

Non basta che noi siamo seminati nell'amore, ma gli altri devono vedere che lo siamo, devono vedere quell'amore in azione!

Quale terreno?

Ogni credente è come un seme: ha in se la potenzialità di far nascere una pianta  che nasca, cresca e si riproduca. Ma abbiamo bisogno di essere “piantati” in un terreno  per poter crescere,  un terreno speciale che ci dia  tutte le sostanze nutrienti giuste e buone. 

Sapete come si chiama questo terreno speciale?  Si chiama “CHIESA LOCALE”! Perché dico questo? Per quello che Gesù ha detto:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. ” (Giovanni 15:4)

Gesù ci dice che, per portare frutto dobbiamo essere “piantati” in lui: (un altro modo per dire “piantate” è “mettere a dimora”).

Ma come faccio “fisicamente” ad essere piantato in Gesù? Gesù è spirito! Paolo ci aiuta a capire in quale luogo “fisico” dobbiamo essere piantati:

“Ora voi siete il corpo di Cristo, e membra di esso, ciascuno per parte sua” (1 Corinzi 12:27)

Eccolo il luogo! Eccolo il Gesù “fisico” dove essere piantati per portare frutto! Il Corpo di Cristo, la chiesa locale... quella dove altre persone proprio come te si riuniscono per adorare Dio, ascoltare la sua Parola, supportarsi (e talvolta sopportarsi!) a vicenda, e testimoniare l'amore di Cristo attraverso non sentimenti, ma azioni.

Un seme fuori dal terreno o si muffa, o si secca.. e non è più buono a nulla.

Un credente fuori da una chiesa o si muffa, e diventa acido o si secca, e diventa arido. Gesù userà un 'altra illustrazione, e dirà : 

«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. (Matteo 5:13)

In che modo posso “portare frutti” in una chiesa locale?

“Allora, per dare frutto basta che venga la domenica in chiesa, vero Marco?” Mi spiace, no!

Secondo te che mi ascolti, perché stiamo facendo una serie sui “doni”? Non mi rispondere: ti faccio rispondere da Pietro:

"Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri." (1 Pietro 4:10) 

Pietro NON dice “quello che ha ricevuto un dono lo metta al servizio degli altri” ma “secondo il dono che ha ricevuto lo metta al servizio degli altri”.

Questo significa che Pietro (non il tuo pastore, non Marco) ti sta dicendo  che tu HAI ricevuto doni da mettere al servizio degli altri.

Il verbo che usa Pietro, tradotto con  “mettere a disposizione degli altri”  è διακονέω -  diakoneō;  da cui deriva “diacono”: vi ricordate cosa facevano i primi “diaconi”?

In Atti al capitolo 6, ad un certo punto gli apostoli dissero: “Se noi dobbiamo continuare a servire tutti quanti compresi i pasti alle vedove,  finisce che non riusciamo più ad insegnare nulla.” E istituirono i “diaconi”, ovvero “dei servitori”.

Noi in chiesa abbiamo due diaconesse riconosciute ufficialmente, ma TUTTI in chiesa posso e DEBBONO essere diaconi, servire, attraverso i dono individuali.

Pietro dice:  “Hai uno o più doni,  non ne sei proprietario tu  ma appartengono a Dio,  riboccati le maniche  SERVILI agli altri!"


Vorrei farti vedere una tabella:

Questa è una tabella che fa parte del nostro Statuto di chiesa. E' stato già insegnato che esistono 9 tipi di doni;  all'interno di quella suddivisione ci sono chiaramente mostrate nel Nuovo Testamento almeno 26 possibilità di utilizzare quei doni;  campi dove puoi utilizzarli.  Non hai che l'imbarazzo della scelta.

La chiesa non è il pastore,  o i diaconi e le  diaconesse, e neppure il predicatore... tu sei la chiesa, il Corpo di Cristo ed il corpo ha necessità dei tuoi doni per poter vivere, crescere, moltiplicarsi.

Conclusione

Avevo detto di avere nella mia tasca un albero millenario alto trenta metri e largo dieci; eccolo! Quell'albero è qua dentro... se lo “metto a dimora”, se lo pianto in un terreno.

Allo stesso modo posso farti vedere la chiesa che sarà: eccola, guardati attorno, sei tu, assieme a chi ti siede a fianco, distante di un metro, se il tuo cuore dimora in Cristo,  e i doni che ti ha dato tu li semini nella tua chiesa locale mettendoli a disposizione degli altri.

Nascerà così una foresta di persone che credono in Cristo  e dimorano il lui...

Sei pronto, sei pronta a scoprire i tuoi doni e ad usarli per la gloria di Cristo?

Preghiamo. 

GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIO

GUARDA IL VIDEO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOK

---

GUARDA IL VIDEO IN HD



Share:
Per ascoltare l'audio dei messaggi
cliccare sul titolo per aprire il file audio

Per una migliore resa audio raccomandiamo di scaricare i messaggi tramite
iTunes iscrivendosi al podcast.
Per tutte le opzioni di ascolto cliccare qua sotto.

Come ascoltare i messaggi

Ricerca frase nel sito



In evidenza: "Un piano per proclamare Cristo"

Cliccando sui titoli qui sotto potrete accedere direttamente ai messaggi della serie attualmente in corso in chiesa.


1. Con quale mano accoglierai Cristo?
2. Quale è il tuo piano?

In evidenza: "Doni dal Padre"

Cliccando sui titoli qui sotto potrete accedere direttamente ai messaggi della serie attualmente in corso in chiesa


1. Non tralasciate i doni spirituali
2. La parola di Sapienza
3. Essere piantati per portare frutto
4. La parola di Conoscenza
5. E voi chi credete io sia?

Una tazza di caffè col Padre

Una tazza di caffè col Padre
Cinque minuti per ascoltare e parlare con Lui

Tutti i messaggi per data

Cerchi una chiesa Evangelica?

La nostra chiesa è connessa a

Anche noi abbiamo adottato dei bambini a distanza tramite...

Anche noi abbiamo adottato dei bambini a distanza tramite...
Fallo anche tu!
_________________________

English Version

La mia foto
Montefiascone, VT, Italy
Via Delio Ricci, snc Tel: 324/8374950 WhatsApp: 347/9740488 email: laveravite@gmail.com

Labels

 
Leggi le informazioni sull'uso dei cookies