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domenica, febbraio 28, 2021

Il dono di operare miracoli | 28 Febbraio 2021 |

I miracoli sono eventi che vanno oltre le leggi naturali, sovvertendole.  La Bibbia ci dice chiaramente che i miracoli accadono... ma che non tutti provengono da Dio. Solo quelli che portano testimonianza a Cristo e che spingono ad affidarsi a lui per essere salvi lo sono.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 30 minuti

“Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annunzia un segno o un prodigio,  e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie, ed egli ti dice: "Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli",   tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il SIGNORE, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il SIGNORE, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra.” (Deuteronomio 13:1-3) 

“Allora, se qualcuno vi dice: "Il Cristo è qui", oppure: "È là", non lo credete;  perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.” (Matteo 24:23.24)

“La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi,  con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati. Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna...” (2Timoteo 2:9 -11)

“E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini.   E seduceva gli abitanti della terra con i prodigi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita.” (Apocalisse 13:13-15)

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domenica, febbraio 21, 2021

All in: punta tutto sull'amore per Dio - 3° Parte: tutta la mente | 21 Febbraio 2021 |

Gesù non ti chiede solo di dare a Dio cuore ed anima, ma anche quello che cuore ed anima controlla: la tua mente.
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Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 30 minuti

Siamo alla terza parte della nostra puntata “all in”, dove Gesù ci dice che  il primo e più grande comandamento, è mettere sul piatto tutto per Dio.

Abbiamo visto come Dio chieda  di puntare “tutto il cuore”, nel senso ebraico del termine ovvero l'intelligenza, il ragionamento, i pensieri, la logica, tutta l'anima, sempre nel senso ebraico ovvero corpo, vita ed anima e di metterle a disposizione di Dio.

Oggi vediamo la terza puntata “all in”  che ci chiede di fare Gesù.

«Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua e con tutta la forza tua”..» (Marco 12:30).

Parliamo oggi della mente.

Non so se vi ricordate, nella prima predicazione  vi avevo fatto vedere questa diapositiva:

“Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.” (Deuteronomio 6:5)

«Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua e con tutta la forza tua”..» (Marco 12:30).

Gesù stava citando un passo di Deuteronomio e avevamo visto che tra l'originale e la versione riportata da Marco, Matteo e Luca sembra che Gesù abbia “aggiunto” una cosa, “mente”.

Premetto che Gesù può fare quello che gli pare e piace, visto che è lui che ha scritto la Bibbia, e può permettersi di aggiungere o togliere ciò che vuole anche stavolta dobbiamo parlare  delle parole che ha usato Gesù in origine.

Su questo versetto gli studiosi della Bibbia sono divisi cercando di interpretare cosa volesse davvero significare Gesù. 

Alcuni dicono che Gesù non abbia aggiunto “mente” ma che sia stato aggiunto da Matteo, Marco e Luca per meglio spiegare “cuore” che, come abbiamo visto nel primo messaggio ha poco a che fare col sentimento ma ha tutto a che fare col ragionamento.

Altri invece dicono che Gesù ha deliberatamente aggiunto “mente”; io sono di questo avviso per due motivi.

Il primo è perché TUTTI e tre gli evangelisti Matteo, Marco e Luca lo hanno messo; pare strano che tutti e tre abbiano deciso  di “spiegare di più” di quello che voleva dire Gesù.

Il secondo è perché tutti e tre mettono “mente” lontano da “cuore”: se avessero voluto “spiegare meglio” li avrebbero messi vicini : “tutto il tuo cuore e tutta la tua mente”.

Allora, perché Gesù ha “aggiunto “mente”? Vediamo le prime due cose che ha elencato Gesù: il cuore, ma anche la comprensione, la capacità di agire, la strategia ed il coraggio; e poi l'anima, ma anche il corpo e la vita.

La parola “mente” nel testo in greco è   διάνοια – dianoia, è una parola composta da “noia”, che non significa annoiarsi davanti alla TV, ma “intelletto- ragionamento” e “dia” che è una preposizione usata  per indicare qualcosa che compie una azione.

Mi spiego meglio, “noia” l'intelletto, è qualcosa che rimane confinato nella nostra scatola cranica (per gli ebrei era nel cuore); “dianoia” è quando l'intelletto mette in moto una azione. Possiamo definirla “mente attiva”.

Anche stavolta vorrei spiegarvelo  banalizzando il concetto con un esempio.

Io ho un martello e un tavolo;  chiedo ad uno di voi di fare da “cavia”. Quello che farò è chiedergli di mettere la mano sulla tavola e poi io tirerò una martellata sulla tavola, ma prima di farlo dirò “SPOSTA!!!”. Pronti? (Tira una martellata sul tavolo, e appena prima grida “sposta”)

Questo è “dianoia”: se la cavia avesse avuto solo “noia – mente” avrebbe capito che stava per arrivare una martellata sulla sua mano, avrebbe capito che gli chiedevo di spostarla, ma l'avrebbe lasciata lì.

Ma visto che ha “dianoia”, la sua “mente attiva” ha capito il pericolo, ha capito l'istruzione “SPOSTA!!!” è ha tramutato il pensiero in una azione.

Quello che Gesù ti sta chiedendo non è solamente quello di mettere sul piatto della tua vita, di dare a Dio tutto il cuore/strategia/coraggio e tutta la tua anima/corpo/vita/, ma anche tutta la tua mente attiva, quella che trasforma il pensiero in azione.

La mente attiva è quella che fa la differenza tra un buon proposito e una buona azione.

Però, attenzione, la mente attiva non è che ci consiglia  sempre le cose buone: Paolo scrive in Efesini:

“...non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza (dianoia) ottenebrata, estranei alla vita di Dio...” (Efesini 4:17-18 a)

Per cui, la mente attiva, quella che mi fa agire, può spingermi a fare sia cose buone sia cattive. Perché?

Paolo usa una parola specifica “ottenebrata”: è una parola molto bella in italiano, ma un po' difficile, poco usata. In greco è σκότος – skotos , che significa molto semplicemente “mettere nell'ombra”.

Quello che sta dicendo Paolo è che la mente  deve essere illuminata da Dio, ma c'è qualcosa che si mette di mezzo e crea un'ombra, un alone oscuro. La volontà di Dio è chiara: fa dire a Geremia:

“...ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni», dice il Signore: «io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo.” (Geremia 31:33)

La parola che è usata per cuore già la abbiamo vista nel primo messaggio: è לֵב lêḇ , che significa si cuore,  ma nel senso ebraico della parola, ovvero anche volontà/intelletto... E' la “mente attiva” di cui stiamo parlando, una mente che non solo capisce, non solo analizza,  ma che agisce di conseguenza.

Dio dice che vuole scrivere le sue leggi “nel nostro cuore/volontà/intelletto”; vuole che esse siano una “lampada”  che guidi la “mente attiva”.

“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.” (Salmo 119:105)

...dice Davide. Le leggi di Dio sono scritte a chiare lettere nella Parola di Dio, nella Bibbia: seguile e la tua mente attiva avrà la luce per agire.

Perché Gesù ha aggiunto “la mente”? Perché la mente attiva controlla le due cose che abbiamo letto prima nel versetto di Deuteronomio; ha detto che dobbiamo offrire a Dio cuore/strategia/coraggio/anima/corpo/vita.

La mente attiva da una giustificazione alle azioni: nel caso della martellata la giustificazione per spostare la mano è la necessità di evitare una frattura del metacarpo!

Nel XVI secolo Thomas Crammer,  l'arcivescovo Canterbury , che fu uno dei leader della Riforma inglese, scrisse:

"Ciò che il cuore ama, la volontà sceglie e la mente giustifica.
Il cuore ama la verità. La volontà cerca la verità. La mente giustifica la verità.
Il cuore ama i pettegolezzi. La volontà incoraggia i pettegolezzi. La mente giustifica i pettegolezzi.
Il cuore ama servire. La volontà cerca modi per servire. La mente giustifica una vita di  servizio..
Il cuore ama essere egoista. La volontà vive egoisticamente. La mente giustifica una vita egoistica.”

Gesù ha aggiunto la mente perché vuole che tu dia autorità a Dio di decidere quale azione far fare a cuore ed anima.

Tu potresti dirmi: “Ma Marco, tu mi stai dicendo che Dio vuole essere “in controllo” di tutto me stesso?” la risposta è: si! Il grande re Salomone afferma:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento.” (Proverbi 3:5)

Se non dai ANCHE la tua mente attiva a Dio la mente attiva non troverà giustificazioni per dare a Dio cuore, anima, corpo, vita, e non ti spingerà ad AGIRE secondo la volontà di Dio.

Così avrai soltanto la conoscenza delle leggi di Dio ma non le praticherai; e, come dice Paolo, la conoscenza non salva, ma “gonfia” (1 Corinzi 8:1)

Se Dio non ha anche la tua mente, essa continuerà a sussurrarti: “Ma chi te lo fa fare? Ma fai come tutti gli altri! Vivi e godi senza regole! Si campa una volta sola!” Eccetera.

Come?

Come faccio, allora,  a dare a Dio la mia mente? Ci soni cinque passi da fare.  

1. Chiedi al Signore di proteggere la tua mente.

La prima cosa, è anche la più ovvia: chiedi. Chiedi a Dio di proteggere la tua mente. Hai mai pregato il Signore di proteggerti da una malattia? Sai che puoi farlo anche per la tua mente?

2. Riconosci le ombre

Paolo parlava di menti “ottenebrate”, menti nell'ombra. Quali sono i pensieri che ti disturbano? Quelli che ti fanno salire la pressione e girare lo stomaco?

Uno dei sistemi più semplici è: “ Se non mi recano pace, non vengono da Dio” Meglio evitali.

3. Vigila sulla tua mente

Tutto ciò che vedi, senti e guardi, ha un impatto sulla tua mente; vigilare può voler dire cambiare canale,  cambiare discorso, cambiare amicizie. Ma ne vale la pena  per preservare la tua mente per Dio

Paolo afferma:

“Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.” (Colossesi 1:2-3)

4. Riposa in Cristo

Più la tua mente sta nell'ombra, più ti verrà in mente di “non essere giusto/giusta”. Quella è la voce di uno che  si chiama “l'accusatore dei fratelli”, satana.

Riposa nella certezza che:

“Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.” (Romani 8:1-2)

5. Ripeti i passi da 1 a 4 ogni giorno

Dare la tua mente a Dio non è come il battesimo o accettare il Signore che si fa una volta nella vita e basta quella; è un'azione costante nel tempo, che va rinnovata ogni giorno.

Conclusione

Il terzo passo per adempiere al Grande Comandamento è di affidare tutti i tuoi pensieri a Dio, e lasciare che sia lui ad illuminarli, guidarli, orientarli e deciderli.

La differenza che c'è tra un buon proposito di vita e una buona vita in Cristo sta nel dare il controllo dei tuoi pensieri a Dio.

Preghiamo.

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domenica, febbraio 14, 2021

All in: punta tutto sull'amore per Dio - 2° Parte: tutta l'anima | 14 Febbraio 2021 |

Dare tutta la tua anima a Dio significa mettere a disposizione il tuo corpo, la tua vita e la tua anima come cittadino dei Cieli, straniero ai quei desideri malvagi del mondo che vorrebbero controllare la tua vita.
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Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 30 minuti

La scorsa settimana abbiamo iniziato parlando delle puntata “all in”, quella dove mi gioco tutto quello che ho.  Gesù ci dice che quello è il primo e più grande comandamento, se voglio obbedire al Padre; mettere sul piatto tutto per Dio.

Abbiamo visto come Dio chieda  di puntare “tutto il cuore”, nel senso ebraico del termine, ovvero tutta l'intelligenza, il ragionamento,  i pensieri, la logica, e di metterle a disposizione di Dio attraverso delle azioni che lo dimostrino.

Oggi vediamo la seconda “puntata all in”  che ci chiede di fare Gesù.

«Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua...» (Luca 10:27).

La seconda cosa che Gesù mi chiede di mettere sul piatto è la mia anima.

Vi siete mai chiesti  cosa intenda dire Gesù? Perché  è una affermazione un po' strana: io devo mettere a disposizione di Dio la parte immortale di me, l'anima, quando in Ezechiele lui stesso afferma che...

“Ecco, tutte le anime sono mie; tanto l'anima del padre come l'anima del figlio sono mie.” (Ezechiele 18:4a)

Come posso dargli qualcosa che Dio afferma  essere già sua?

La parola “anima” nel vangelo di Luca, che è scritto in greco, è ψυχή – psychē. Ma ovviamente Gesù non parlava in greco, ma in aramaico. Non stupitevi che non parlasse in ebraico; quella era la lingua parlata dai sacerdoti, ma parlava la lingua  che tutto il popolo usava all'epoca.

Anche stavolta dobbiamo vedere la differenza tra la cultura greca, dalla quale deriva  la nostra cultura occidentale, e quella ebraica. Lo farò aiutandomi con dei bicchieri colorati.

Luca usa la parola psychē.;  nelle nostre copie del Nuovo Testamento  psychē viene tradotto sia con “anima” sia con “vita”.

Nella cultura greca gli esseri umani erano composti da due diverse entità una dentro l'altra (tipo matriosca).

Una era σῶμα – sōma, (bicchiere rosso) ovvero la parte fisica, il corpo l'altra ψυχή – psychē, (bicchiere azzurro) ovvero la parte metafisica (che va oltre il fisico),  lo spirito vitale, l'anima.

Per i greci sōma, la parte fisica, il corpo, era la parte ignobile, quella che non valeva niente perché sottoposta agli eventi del mondo alla fame, alla sete, al caldo, al freddo, all'invecchiamento, alla morte, ed era da disprezzare.

Psychē invece, la parte metafisica, lo spirito vitale, l'anima,  era la parte importante, quella nobile,
(bicchiere azzurro) quella che valeva tutto perché era fuori dal tempo ed era immortale.

La questione si complica ulteriormente con la cultura tardo latina (quella da cui proveniamo noi).

Per i latini gli esseri umani erano composti da “corpŭs”, il corpo (bicchiere rosso) “vīta”,  l'energia vitale, (bicchiere verde)... e molti si fermavano qua; già all'epoca c'era chi non credeva più agli dei,  e “ănĭma”, l'anima (bicchiere azzurro).

La parte importante per il latini era il corpo, (bicchiere rosso) per cui l'importante nella vita era godere,


l'anima non era così importante  (e forse nemmeno c'era per molti).

Lunga premessa per capire  a cosa si stia riferendo Gesù. Visto che non parlava in greco, ma in aramaico; che parola avrà usato?

La parola che quasi sicuramente ha usato Gesù in aramaico  è רוחא- nepesh (pronuncia "now-sha") che è identica alla parola ebraica  נֶפֶשׁ  - nep̱eš .(pronuncia “nefesh”).

Perché è importante tutto questo? Perché in ebraico la parola “anima/ psychē  si traduce con  nep̱eš e la parola corpo/ sōma si traduce con  nep̱eš.

Per gli ebrei corpo, vita ed anima  erano un tutt'uno indivisibile, (bicchiere giallo) il corpo senza vita ed anima non poteva esistere, e l'anima senza corpo e vita non potevano sussistere.

Per cui nep̱eš racchiudeva sia il corpo, sia la vita, sia l'anima. Erano parti inscindibili, non divisibili di ogni essere umano.

Tu potresti però dirmi: “Beh, Marco, aspetta un attimo, il corpo è mortale, mentre l'anima è immortale:
come possono essere una sola cosa? Prima o poi una delle due si separerà dall'altra!”

Spero di non “scandalizzarvi”; ma nell'Antico Testamento non si parla mai di immortalità dell'anima. Infatti, se leggiamo tutto il versetto di Ezechiele 18, non solo la prima parte, Dio dice:

“Ecco, tutte le anime sono mie; tanto l'anima del padre come l'anima del figlio sono mie. L'anima (nep̱eš) che pecca morirà.” (Ezechiele 18:4)

Gesù stesso dirà:

“E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima (psychē); temete piuttosto colui che può far perire l’anima (psychē) e il corpo nella geenna.” (Matteo 10:28)

Ma nell'Antico Testamento si parla di resurrezione; Daniele parla di resurrezione del corpo:

“Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per un’eterna infamia.” (Daniele 12:2)

e Davide parla di resurrezione dell'anima:

“Ma Dio riscatterà l’anima mia (nep̱eš) dal potere del soggiorno dei morti, perché mi prenderà con sé.” (Salmo 49:15)

Poiché corpo ed anima erano indivisibili, per gli ebrei il corpo moriva e con esso moriva anche l'anima.

Il concetto di morte per gli ebrei, e per Dio è differente da quello che abbiamo noi occidentali: la morte non è la fine di tutto; il corpo tornava ad essere polvere come era stato all'inizio in Genesi 2, e l'anima finiva in un posto chiamato (lo dice Davide)  שְׁאוֹל , Shoel, (Ades in greco) “soggiorno dei morti” in attesa della risurrezione (dice Daniele) di vita eterna per chi avrà creduto nel Figlio di eterna vergogna per chi non avrà creduto in lui.

Vi faccio un esempio banale: è come spengere la tv con il telecomando: la tv sembra spenta, ma è in attesa che ci sia un nuovo segnale per riaccendersi. Non dobbiamo comperare una nuova TV per vedere i programmi, basta riattivare i circuiti di quella che abbiamo spento.

Ritorniamo al nostro quesito da risolvere: cosa intende dire Gesù quando afferma che devo mettere sul piatto tutta la mia anima?

Da quello che abbiamo visto, non posso “staccare” l'anima dal mio corpo e dalla mia vita per darla a Dio; devo dargli l'intero pacchetto, ovvero:

“Ama il Signore Dio tuo ... con tutto il tuo corpo, con tutta la tua vita, con tutta l’anima tua...” (Parafrasi)

Come faccio?

La domanda è: come? Come faccio a mettere sul piatto corpo, vita e anima? Pietro ci da un suggerimento:

“Fratelli miei, qui siete soltanto forestieri. Dato che la vostra vera casa è in cielo, vi prego di non aver nulla a che fare con i desideri malvagi di questo mondo, che sono sempre in lotta contro la vostra anima (psychē).” (1 Pietro 2:11 BDG)

L'obiettivo principale del mondo  è fare guerra per avere la tua anima, far si che  il tuo corpo e la tua vita obbediscano a tutt'altro che Dio. Il mondo vuole essere l'autorità ultima  che fornisce le fondamenta alla totalità del tuo essere. Questo è ciò che noi dobbiamo affrontare tutti i giorni.

Cosa suggerisce Pietro, allora? Di non aver nulla a che fare con il mondo? Isolarsi in un monastero, e aspettare che passi la vita?

Assolutamente no! Pietro ci chiede di non aver nulla a che fare coi i DESIDERI MALVAGI del mondo!  E Pietro ce ne fornisce anche una lista:

v. 12 “Comportatevi bene fra i non credenti...” (1 Pietro 2:12 PV)

Il desiderio di “essere buoni” solo con quelli che credono in Cristo... Agli altri, giù mazzate!

v. 13 “Per amore del Signore, siate sottomessi ad ogni autorità umana... (1 Pietro 2:13 PV) v. 17 … e onorate chi vi governa...” (1 Pietro 2:17 PV)

Il desiderio di “farsi le proprie leggi”: passo col rosso, viaggio senza biglietto, lavoro a nero, evado le tasse.

v. 18 “Voi servi rispettate i vostri padroni...” (1 Pietro 2:18 PV)

Il desiderio di restare a casa e far timbrare il cartellino a qualcun altro, il desiderio di stare in ufficio davanti al pc e navigare su Amazon per fare compere.

v. 22 “Egli (Gesù) non peccò mai, né disse mai la minima bugia...” (1 Pietro 2:22 PV)

Il desiderio di crearsi una verità “parallela” diversa da quella vera.

v. 23 “Quando (Gesù) fu insultato, non rispose mai per le rime, e mentre soffriva non minacciava... (1 Pietro 2:23 PV)

Il desiderio di ferire l'altro insultandolo, il desiderio di farla pagare a chi ci fa del male...

Sono questi quelli che Pietro chiama  “desideri malvagi di questo mondo”,  con i quali non dobbiamo aver nulla a che fare.

Si, ma come?

Pietro ci dice che qui, in questo mondo, siamo “soltanto forestieri”, stranieri, immigrati.

Come si comporta uno straniero che sa che prima o poi tornerà a casa?

1. Conserva la lingu

La prima cosa che accade ad uno straniero è che pian piano perde la sua lingua madre; smette di pensare nella sua lingua, smette di conoscere le parole nuove della sua lingua perde l'accento della sua lingua.

Quando mia moglie si è trasferita in Italia non esisteva la possibilità di vedere le TV  o ascoltare le radio britanniche attraverso il web.

Per non perdere la sua lingua avevamo comperato una radio ad onde corte tramite cui poteva ascoltare tutti i giorni una emittente che si chiama BBC World Service. Era l'unico modo per non far morire il suo inglese.

Allo stesso modo,  dobbiamo come figli e figlie di Dio continuare ad ascoltare la nostra lingua madre, quella con cui siamo nati di nuovo; questo significa, semplicemente, leggere la Bibbia ogni giorno.

2. Conserva le tradizioni

L'altra cosa che, venendo in Italia, Janet rischiava di perdere, erano quelle tradizioni tipiche della sua vera patria. Ad esempio, in Inghilterra la sera di Martedì Grasso, si mangiano i pankakes... e si mangiano anche a casa nostra.

E' importante mantenere le tradizioni, perché ci ricordano che nella nostra vera patria si fanno cose differenti da quelle che si fanno dove viviamo.

Allo stesso modo, dobbiamo come figli e figlie di Dio mantenere le tradizioni che Dio ci ha indicato: questo significa, semplicemente, venire in chiesa la domenica FISICAMENTE: le dirette in streaming sono una ottima cosa per chi è impossibilitato a venire, ma sono quello che si chiama un “succedaneo” qualcosa che assomiglia costa di meno, ma non c'è paragone con l'originale.

3. Chiama a casa 

Quando Janet si è trasferita in Italia, ventotto anni fa, non esisteva Whatsapp, e l'unica maniera  di essere in contatto, era telefonare... e le telefonate costavano una enormità.

Ma le faceva lo stesso, perché in questo modo poteva ascoltare  la voce dei suoi genitori, raccontargli quello che era accaduto qua in Italia, e magari chiedere consiglio su qualcosa.

Dio ha da sempre avuto un Whatsapp, una linea completamente gratuita con la quale lo puoi chiamare  ad ogni ora del giorno e della notte... tanto per lui fa lo stesso.

Si chiama “preghiera”, quella chiamata ad un Padre che è sempre disponibile che è desideroso di sapere come stai, cosa ti accade, ed è pronto a parlarti  per darti i suoi suggerimenti.

Conclusione

Per adempiere al Gran comandamento la seconda parte della mia puntata “all in” è amare Dio con tutto me stesso: corpo, vita, anima, perché sono un tutt'uno, capire che la mia patria non è questa, ma la mia cittadinanza è nei Cieli, e comportarmi come uno straniero, vivendo dove sono, ma obbedendo alle leggi del Padre.

Preghiamo.

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domenica, febbraio 07, 2021

Il dono della fede speciale | 7 Febbraio 2021 |

Talvolta avere fede in Dio non basta: davanti ad eventi o prove particolari, c'è bisogno di una fede che vada oltre ciò che sappiamo possibile a Dio.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 31 minuti

“Il Signore disse a Mosè: "Vedi, io ti ho stabilito come Dio per il faraone e tuo fratello Aaronne sarà il tuo profeta. Tu dirai tutto quello che ti ordinerò e tuo fratello Aaronne parlerà al faraone, perché lasci partire i figli d'Israele dal suo paese. Ma io indurerò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto." (Esodo 7:1-3)

“Sadrac, Mesac e Abed-Nego risposero al re: "O Nabucodonosor, noi non abbiamo bisogno di darti risposta su questo punto.  Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re. Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai fatto erigere".(Daniele 3:16-18)

“Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” (Ebrei 11:6)

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domenica, gennaio 31, 2021

All in: punta tutto sull'amore per Dio - 1° Parte: tutto icuore | 31 Gennaio 2020 |


Se hai creduto in Cristo, Dio ti chiede di puntare tutto sul suo amore per te, a partire dal tuo cuore.
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Sapete cosa significhi la frase “all in”?  Se non la conoscete,  è perché non avete mai giocato a poker o a qualche altro gioco d'azzardo.

Quando stai giocando a poker e fai una puntata “all in” significa che metti sul piatto tutto quello che hai, senza lasciarti nulla.

Oggi cominciamo una serie di messaggi dove studieremo un passo che richiede a chi crede in Cristo di fare una puntata “all in”, puntando la propria vita tutta su qualcuno senza risparmiare nulla di se stessi.

Sto parlando di quello che  in gergo “tecnico” viene chiamato il “Gran Comandamento”.

La storia di questo brano è quella di un Gesù  che ha iniziato il suo ministero di predicazione, ha con se i dodici apostoli, ha mandato settanta discepoli per tutta la Galilea dandogli il potere di scacciare gli spiriti, guarire gli ammalati e predicare la Salvezza.

E' chiaro che qualche “nemico” se lo era già fatto, soprattutto tra i sacerdoti, i farisei ed i dottori della legge; ed è per questo che questi ultimi avevano preso a seguirlo costantemente e ad interrompere la sua predicazione con delle domande “trabocchetto” per farlo cadere in contraddizione o fargli negare qualche passo dell'Antico Testamento che sarebbe equivalso a bestemmiare, con la conseguenza di essere messo a morte.

E proprio grazie ad una di queste “provocazioni” Gesù ci consegna una perla per la nostra fede, che in appena due frasi racchiude tutto l'evangelo, spiegandoci cosa dobbiamo fare per essere graditi a Dio e cosa si aspetta da noi come suoi discepoli.

Il brano è contenuto in tre dei quattro Vangeli, e leggendo le tre versioni che ne fanno Matteo, Luca e Marco abbiamo una informazione completa di quello che è accaduto.

Ciò che ho fatto io è di mettere assieme i tre racconti per poi trarne delle informazioni per le nostre vite di credenti.

“I farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si radunarono e uno di loro, {dottore della legge,} gli fece una domanda per metterlo alla prova: «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» (Matteo 22:34-36) Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua...» (Luca 10:27). Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti». (Matteo 22:38-40) Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto, secondo verità, che egli è l’unico e che non v’è alcun altro all’infuori di lui; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come se stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». (Marco 12: 32-33) Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa’ questo e vivrai». Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?»  (Luca 10:28-29)

I comandamenti  sono due; ma ci sono 5 azioni da fare. Nelle prossime settimane  vedremo come si applicano alla nostra vita quotidiana quelle cinque parole che ho evidenziato: cuore, anima, forza, mente e prossimo, perché Gesù afferma che se facciamo questo vivremo.

Tutti e tre gli evangelisti sono concordi nell'affermare che il dottore della legge non era lì a caso e che la sua domanda non era una richiesta di chiarimento a Gesù, ma un “guanto di sfida”, una sorta di esame sulla Torah, i primi 5 libri dell'Antico Testamento fatta per mettere in difficoltà colui che radunava folle oceaniche.

Gesù risponde alla domanda, infatti, citando un versetto di Deuteronomio, questo:

“Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.” (Deuteronomio 6:5)

Avete notato qualche differenza tra il versetto di Deuteronomio e come lo racconta Gesù? Se non lo avete notato, ve lo faccio vedere io:

"Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze.” (Deuteronomio 6:5)

«Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua...» (Matteo 22:38)

Quando arriveremo al messaggio sulla mente,  vedremo perché c'è una differenza.  Oggi vediamo cosa intende Gesù per amare Dio con tutto il cuore.

Come posso amare Dio con tutto il mio cuore?

Ho detto più volte che, quando noi occidentali parliamo del cuore, pensiamo subito al sentimento, all'amore, alla parte irrazionale di noi che ci fa compiere cose folli e senza senso.

Questo è perché veniamo dalla cultura greca, che metteva le emozioni nel cuore e i pensieri nella testa. Nella cultura greca  le emozioni  erano la parte irrazionale di noi e quella meno nobile, e i pensieri erano la parte razionale di noi ed era quella più nobile.

Per gli ebrei non era così: il ragionamento, i pensieri, la logica, erano contenuti nel cuore, le emozioni nella pancia.

E non c'era distinzione tra le due: emozioni e ragionamento andavano di pari passo, entrambi erano parti “nobili”: non bisognava reprimere le emozioni a favore della ragione, ma erano tutte e due  da seguire.

Nel cuore c'era la comprensione, la capacità di agire, la strategia ed il coraggio.

Qui Gesù non sta chiedendo un atto di fede irrazionale, ma un atto di fede ponderato, riflettuto. Sta chiedendo non di amare e basta... perché amare non è un sentimento,  ma un'azione.

Chiede di amare con delle azioni delle strategie, ed avendo il coraggio di farle.

Se il cuore è la sede di tutto questo (facciamo finta lo sia, come credevano gli ebrei, anche se sappiamo che è un muscolo pieno di vasi sanguigni) come dovremmo trattarlo?

Proverbi dice:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.”  (Proverbi 4:23)

Ho aggiunto sotto anche la versione delle Bibbia TILC, che “spiega” che dobbiamo “vigliare”,  dobbiamo mettere una guardia che controlli i nostri pensieri, perché da essi dipende quello che siamo, facciamo e viviamo.

“Vigila sui tuoi pensieri: la tua vita dipende da come pensi.” (Proverbi 4:23 TILC)

La vita (e la morte) per un credente si svolgono all'interno del “cuore”, sono in funzione di ciò che pensiamo; Gesù (non io, Marco) lo afferma:

“L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca. (Luca 6:45)

Gesù dice che il tuo cuore può contenere due diversi prodotti: il bene e il male.  Ti suona familiare? Ti ricorda di una storia tanto vecchia, messa nelle prime pagine della Bibbia? Leggiamo Genesi:

“Dio il Signore ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai». (Genesi 2:16-17)

Ti sei mai chiesto, mai chiesta perché? Perché Adamo (e poi Eva, che ancora non c'era) non dovevano avere conoscenza del bene e del male? Sembra una contraddizione per delle creature libere!

Nei piani di Dio egli non aveva creato degli “automi”, degli essere programmati per fare SOLO il suo volere, il bene, ma degli esseri puri dal male, che si sarebbero volontariamente affidati a lui, e che  avrebbero amato con tutto il loro cuore, colui che E' amore.

Sappiamo tutti  come è andata a finire la storia; abbiamo fatto di testa nostra, abbiamo voluto avere conoscenza ANCHE del male, e abbiamo infranto un patto con il Padre, scegliendo il “male”... perché è più divertente!

Ma, c'è una maniera di “resettare” tutto, di eliminare il “bug”, la falla, l'errore di sistema: amare Dio con TUTTO il nostro cuore, capire che LUI solo è in controllo, che le SUE scelte sono le migliori possibili per me, anche se le altre sembrano a breve più divertenti.

Gesù dice che se il tuo cuore non ama Dio,  allora quella mancanza d'amore  è ciò che uscirà fuori,  ciò che si vedrà nelle tue azioni quotidiane.

Mirare al cuore

La tattica, ora come allora, è rimasta la stessa:

“Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto;  ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».” (Genesi 2:4-5)

Secondo voi, se io volessi rendere “inattivo”, inutile un credente, a cosa mirerei per primo? Ma certamente! Al cuore! Fargli credere che ci sono più possibilità di quelle che ci mostra Dio! Minare la certezza che dica la verità! Mirare al cuore!

Ecco perché il comandamento di amare Dio "con tutto il cuore"   è il primo della lista. Se il tuo cuore non ama Dio,  se non ti fidi e non ti affidi, se lui non è al controllo di ciò che pensi se non c'è azione, strategia e coraggio, allora Gesù non farà differenza  nella tua vita.

Mirare al cuore! Come? Basta sostituire Dio con cose che controllino la tua vita e il gioco è fatto.

Possono essere cose “cattive”, come quelle che Dio vedeva in Genesi 6 prima di mandare il Diluvio:

“Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.” (Genesi 6: 5)

Oppure possono essere cose “buone”;  puoi metterti una maschera e fingere. Puoi provare a imitare l'amore che non c'è in te. Puoi andare in chiesa, leggere tutte le Scritture  pregare , cantare salmi, inni e canti spirituali.

Puoi fare beneficenza, aprire missioni in Africa, costruire ospedali... tutto buono, ma...

“Poiché io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti.” (Osea 6:6)

Gesù citerà proprio questo brano in Matteo dicendo:

“Se sapeste che cosa significa: “Voglio misericordia e non sacrificio”, non avreste condannato gli innocenti...” (Matteo  12:7)

Puoi fare tutte le migliori azioni,  ma... ma senza un vero amore per Dio è tutto sterile.

Paolo dice:

“...infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.” (Romani 10:10)

Il cuore serve ad ottenere la giustizia di Dio: tutti parte da lì. La bocca, senza che sia comandata dal cuore, è solo “aria”, finzione,  “fake”, come ormai va di moda dire.

Per rendere “inutile” un credente non mi serve far altro che riempire il suo cuore di “altre cose” piuttosto che Dio.

Come posso proteggere il mio cuore?

Esiste allora un modo per proteggere il mio cuore? Per impedire a satana di attaccarlo, riempiendolo di altro che non sia Dio?

La risposta è: no... con le risorse umane., con la forza di volontà.  Il versetto di Genesi 6: 5 (quello prima del Diluvio che abbiamo visto all'inizio), è il primo della Bibbia dove compare la parola “cuore” riferita alla volontà umana; e la prima volta non se ne parla come una cosa positiva.

Dio racconta a Geremia che:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Geremia 17: 9)

Ed è per questo che ha provveduto una barriera che possa preservarlo: ce la spiega Paolo:

“...ed ha impresso su di noi il suo sigillo. Ha messo nel nostro cuore lo Spirito Santo come garanzia che apparteniamo a lui e come anticipo di tutto ciò che ci darà.” (2 Corinzi 1: 21-22 PV)

L'unico modo per amare Dio con tutto il nostro cuore è quello di lasciare che lo Spirito Santo lo riempia quotidianamente, affinché non ci sia spazio per altro.

Non ci sia Dio e... il mio lavoro Dio e... la mia famiglia, Dio e... le mie amicizie... Dio è... la mia preghiera.

Ma Dio NEL mio lavoro, nella mia famiglia, nelle mie amicizie, nella mia preghiera.

Se lo autorizzi a riempire il tuo cuore lui troverà la via per parlarti; attraverso sogni, attraverso la lettura della Bibbia, attraverso la sua voce quando preghi, attraverso fratelli e sorelle in Cristo  che spesso inconsapevolmente ti parleranno di cose  che solo tu pensi di conoscere, e che ti spingono a cambiare.

Conclusione

Per adempiere al Gran comandamento la prima parte della mia puntata “all in” è riempire il mio cuore di Spirito Santo, chiedere il suo intervento, seguire ciò che mi chiede di fare per svuotarlo dalle cose cattive del mondo e riempirlo della presenza di Cristo, per amare Dio con tutto il mio cuore.

Preghiamo.

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domenica, gennaio 24, 2021

Discernere gli spiriti per il bene della chiesa | 24 Gennaio 2021 |

Ad alcuni Dio da il dono di capire cose che non sono state dette o viste, non per il proprio interesse, ma per il bene delle persone che credono in Cristo.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 34 minuti

"Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. Infatti a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito;  a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole." (1 Corinzi 12:7-11)

"Ma se non fate così, voi avrete peccato contro il SIGNORE; e sappiate che il vostro peccato vi ritroverà."(Numeri 32:23)

“Ma Pietro disse: "Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere?  Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio".” (Atti 5:3 -4)

“ "O uomo pieno d'ogni frode e d'ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore? Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole". In quell'istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano. Allora il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla dottrina del Signore." (Atti 13:10-12)

“ "Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. Vedo infatti che tu sei pieno d'amarezza e prigioniero d'iniquità".” (Atti 8:22-23)

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domenica, gennaio 17, 2021

Far parte del progetto di Cristo | 17 Gennaio 2021 |

Quale era il progetto di Gesù per le persone che, credendo in lui, venivano salvate? Era quello di trasformare gente comune in degli ambasciatori del suo messaggio di salvezza. Il progetto non è cambiato: sei pronto, sei pronta a far parte di quel progetto?
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Oggi vorrei parlarvi di lockdown.... “Ancora?” dirai. Aspettate un attimo, non voglio parlarvi di quello per via del Covid. Voglio parlarvi di quello che c'è nella Bibbia.

Chi conosce l'esatta tradizione della parola inglese, tanto abusata dai media? La traduzione esatta è “confinamento”, ovvero, dice il vocabolario Treccani, “relegare in un dato luogo o spazio chiuso”.

Vi viene in mente qualche episodio nel quale dei credenti stavano rinchiusi in un posto? Si? No? Vediamo qualche brano.

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato (un km circa). Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.” (Atti 1:12-13)

Perché erano tutti assieme? Ve lo ricordate?

“Trovandosi con essi, (Gesù)  ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me.” (Atti 1:4)

Perché Gesù aveva fatto un DPCM...  anzi un DFUD (Decreto Figlio Unigenito di Dio) e li aveva messi in “zona rossa”.

Quale era lo scopo di Gesù per metterli in “zona rossa”, di obbligarli a stare tutti a Gerusalemme, tutti assieme? Di evitargli il contagio? Leggiamo ancora:

“Perché Giovanni battezzò, sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni.” (Atti 1:5)

Perché tutti assieme?

Vi siete mai chiesti “perché”? Perché li voleva tutti assieme? Perché li voleva tutti a Gerusalemme? Ve lo siete mai chiesto? Avreste dovuto!

Tu potresti rispondermi: “Ma è chiaro! Lo dice Gesù! Per ricevere lo Spirito Santo!”

E' vero... ma questo non risponde alla mia domanda: perché tutti assieme in uno stesso posto?

Per quale motivo dovevano essere in lockdown per poter ricevere lo Spirito Santo? Forse perché lo Spirito Santo è come il tampone? Devi andare al “drive in” dell'ospedale per poterlo avere? O forse perché lo Spirito Santo sotto a 12 persone per volta non agisce?

Questa serie di messaggi parla del nostro “piano” per il 2021, come credenti e come chiesa. Quale era il “piano” di Gesù, allora? Leggiamolo sempre in Atti:

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Il progetto di Gesù era quello di trasformare una massa di artigiani, contadini, pescatori, esattori corrotti, massaie, ex prostitute, in soldati d'un'armata di conquista... prima a Gerusalemme, poi nella regione (Giudea) poi in quella a fianco (Samaria) poi nel resto del mondo...

E qui entra in gioco il “lockdown”. Vi siete fatti la domanda  “perché dovevano stare tutti assieme,  tutti nello stesso posto”? Leggiamolo perché:

"Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.” (Atti 2:2-4)

Avete capito perché dovevano essere tutti assieme? Lo Spirito Santo sino a quel momento non aveva mai agito sulla terra. E' una parte della Trinità, ha operato nella Creazione: Genesi dice:   “...lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.” (Genesi 1:2) ma non aveva ma agito  sino a quel momento negli uomini.  (E' un argomento controverso, ma questa è la mia opinione.)

Le persone non avevano mai visto la manifestazione dello Spirito Santo in un uomo o in una donna: dovevano essere tutti lì  ciascuno per VEDERE l'altro.

Dio poi ha aggiunto anche gli “effetti speciali” per quella prima volta, con le “fiammelle” che si dividono  e si posano sulla testa di ciascuno; non servivano na niente, se non a far vedere  ciò che è invisibile, ma che arde.

Dovevano essere tutti lì, per sentire l'altro che a malapena parlava ebraico tirare giù tutta la 5° declinazione in latino: “Rēs, Rĕī, Rĕī, Rĕm, Rēs, Rē” “Giuà, ma che stai a dì?” “E che ne so Mattè? Me viene da parlà così!”

Dovevano vedere, per credere che quello che Gesù aveva promesso era vero,  funzionava,  ed era incredibilmente potente!

Quanti erano e chi erano?

Quanti erano quel giorno? Tendenzialmente (anche perché in tutti i film la Pentecoste è stata ritratta così) saremmo portati a dire: 12, gli Apostoli.  Infatti Giuda era stato rimpiazzato da Mattia:” (Atti 1:26) Ma, se leggiamo bene, vedremo che erano molti di più:

“Tutti questi (gli apostoli) perseveravano concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1: 14)

Per cui c'erano anche le donne: non sappiamo di preciso chi fossero, ma di sicuro comprendevano: le mogli, le sorelle convertire,  le donne che erano andate al sepolcro descritte in Luca 16:1 (Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome).

Ma in realtà erano molti di più: infatti, quando decisero che dovevano rimpiazzare Giuda, in Atti è scritto:

“In quei giorni Pietro, alzatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse...” (Atti 1:16)

Tenete conto che, nella società ebraica, le donne non contavano nulla, e, pertanto, non venivano neppure contate come presenze in una folla: si contavano solo gli uomini.

E' probabile che il giorno di Pentecoste nella “sala di sopra” ci fossero più di duecento persone, tutte appartenenti al popolo, alle caste più umili, scacciate, schifate...

 Perché proprio quelli?

E qui, arriviamo ad una seconda domanda: perché proprio quelli?

Immagina che tu sia un imprenditore, e che voglia pubblicizzare il tuo nuovo prodotto: tra quali persone,  sceglieresti i tuoi “rappresentanti”?

Posso anticiparti che cercheresti  persone con una cultura medio/alta, fedina penale integra, ben vestite, che parlino almeno un paio di lingue... non certo quelle riunite in quella sala a Gerusalemme.

Ti sei chiesto, allora,  perché Gesù non ha scelto “quelli meglio”? Quelli istruiti, quelli sapienti, magari i sacerdoti o i governanti? Vediamo perché in Atti:

“Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.E si stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa?” (Atti 2:6-8)

All'epoca nelle scuole non si insegnavano le “lingue”; solo se tu eri di una famiglia ricchissima avevi la possibilità di pagare insegnanti che venivano a casa ad insegnarti un'altra lingua.

La folla non si sarebbe stupita se dalla sala alta fossero scesi dieci nobili in vestiti damascati e avessero iniziato a parlargli nelle loro lingue.

Ma vedere duecento e più “straccioni” parlare in tutte le lingue possibili, beh, doveva fare un certo effetto.

E Pietro, ispirato dallo Spirito, era lì, pronto a spiegare alla folla cosa stesse succedendo:

“...questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele:“Avverrà negli ultimi giorni”, dice Dio, “che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito e profetizzeranno.” (Atti 2:16-18)

Erano passati 53 giorni dalla crocifissione, da quando tutti i discepoli erano scappati, da quando Gesù era stato rinnegato da quel Pietro che ora lo proclamava come unico Salvatore... Voi ci avreste creduto che poteva accadere questo?

“Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.” (Atti 2:41)

Cosa c'entra questo con me?

A questo punto tu potresti dirmi: “Va bene, Marco, ma tutto questo, cosa c'entra con me? Cosa c'entra con noi? Cosa c'entra con i progetti personali e di chiesa del 2021?”

Ti rileggo una frase che ho detto poco fa: Il progetto di Gesù era quello di trasformare una massa di artigiani, contadini, pescatori, esattori corrotti, massaie, ex prostitute, in soldati d'un'armata di conquista...

Pensi che il progetto di Gesù sia cambiato? Pensi che, oramai, il compito di portare altri a Cristo spetti solo ai pastori, ai predicatori, agli anziani? Gente “adatta” ben vestita, che parla tre lingue a conosce l'etimologia, legge la bibbia in ebraico e in greco, che ha fatto la “scuola biblica”?

Poiché io, il Signore, non cambio...” (Malachia 3:6 a)

“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.” (Ebrei 13:8)

Il piano, è rimasto il medesimo; gli attori, anche. Gesù come suoi rappresentanti non cerca professionisti, ma continua a cercare  artigiani, contadini pescatori, massaie, impiegati, liberi professionisti, dottori, disoccupati, pensionati, studenti, … tutti!

Questo lockdown reale può essere il momento in cui tu accetti la sfida di diventare  non solo un/una credente “seduto/a” in chiesa o a casa davanti ad uno smartphone o un pc che segue il culto della sua chiesa virtuale, ma un soldato nell'armata di conquista di Cristo.

Come fare?

La base di tutto è:

1. Ricevi lo Spirito Santo

Tutto parte da qui. Se non c'è questo, tutto il resto non funziona. Non vedrai più la fiammella sulla tua testa, non ti serve più di vedere “fisicamente” che lo Spirito Santo è in te, perché lo vedrai dall'effetto che ha sulla tua vita.

E non devi neppure essere assieme ad altre 200 persone; perché puoi vedere l'effetto dello Spirito Santo nei tuoi fratelli e nelle tue sorelle in Cristo; basta che ti guardi attorno.

Ma solo questo non basta a spiegare l'esplosione esponenziale della chiesa primitiva. Cos'altro c'era?

“Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere...E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio...” (Atti 2:42,46)

Mentre lo Spirito Santo lo puoi chiedere, ci sono altre cose che devi fare:

2. Leggi la Bibbia

Atti dice:  "Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli".  Gli Apostoli insegnavano quello che Dio aveva scritto nell'Antico Testamento e quello che lo Spirito Santo gli metteva nel cuore, che forma il Nuovo Testamento. Sono la Bibbia.

3. Interessati agli altri credenti 

Atti dice che  erano: "perseveranti... nella comunione fraterna".  Non erano “isole”, ma erano informati di come stavano gli altri fratelli e le altre sorelle, giovano assieme a loro,  piangevano assieme a loro,  aiutavano quando c'era bisogno.

4. Ricordati del sacrificio di Gesù

Atti dice che  erano: " perseveranti ... nel rompere il pane". Ovvero ricordavano su base quotidiana il sacrificio di Gesù attraverso il pane e il vino.

Più di una volta vi ho incoraggiato a farlo quando vi riunite assieme (quando sarà possibile) oppure durante lo studio del giovedì: non è una prerogativa del pastore.

5. Prega

Atti dice che erano: "perseveranti ... nel pregare".  Più di una volta mi avete sentito dire: “tanta preghiera, tanta potenza, poca preghiera, poca potenza, niente preghiera, niente potenza.

Tutto questo a pro di che?

Perché dovresti fare tutto questo come piano per il 2021? Ti rispondo facendoti vedere il frutto di tutto quello che faceva la chiesa di Gerusalemme:

“...lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.” (Atti 2:47)

Il frutto di tutto questo: la comunità vedeva qiello che quest'armata di straccioni era capace di fare: amore, aiuto, supporto, amicizia... e tutti li lodavano! Ed il Signore (attenzione, non loro!) aggiungeva altri, perché vedeva che loro erano stati capaci di creare quella comunione fraterna, ed in virtù di quello, mandava le persone!

Il frutto era, ed è, la conquista di anime per Cristo.

“... e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Era, ed è, adempiere al Grande Mandato a cui il Signore ti ha chiamato quando lo hai accettato nella tua vita.

Non prendere scuse, sono tutte attività che puoi fare, nonostante il lockdown; ma ti chiedo:  vuoi essere parte del progetto di Cristo?

Preghiamo

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domenica, gennaio 10, 2021

Quale è il tuo piano? | 10 Gennaio 2021 |

Quale è il tuo piano per il 2021? Ne hai uno? E comprende solo te stesso, o anche le persone che ti vivono attorno? Cristo vuole che tu sia il suo "altoparlante" in questo nuovo anno... ma devi avere un piano perché accada.
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La scorsa settimana vi ho chiesto con quale mano stai accogliendo il 2021; con una mano che blocca la Grazia di Cristo, che la schiaccia assieme a tutto quanto il resto, che la rifiuta, oppure che la accoglie.

E' importante, perché siamo a quasi un anno di “lockdown”, questa parola che abbiamo imparato che significa grandi sacrifici, anche se a fin di bene.

Ma, nonostante tutto, siamo sopravvissuti, anzi, ci siamo “abituati”, abbiamo mutato le nostre abitudini, abbiamo scoperto nuovi modi di comunicare.

Chi aveva mai sentito parlare di Zoom prima? A casa mia forse mia moglie che insegna all'università, e Matteo che studia in Inghilterra.

Siamo stati comunque capaci  di mantenere contatti con le persone che amiamo, anzi, forse per via del Covid, del tempo da passare a casa  e grazie ai social abbiamo ripreso contatto con persone che non sentivamo da molto.

Questo ci è successo come persone, a livello individuale. Ma tu ed io, non siamo solo “noi”.. Il tuo corpo e il mio non si limitano a quello di cui sono “composti, ossa carne e cartillagini” come diceva Totò.

C'è qualcosa che va ben oltre noi stessi; se sei credente tu sei solamente la parte di un “corpo” enormemente più grande.

“Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito...Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua.” (1 Corinzi 12:13, 27)

Cosa abbiamo fatto del “corpo di Cristo” nel 2021? Chi mi conosce sa che, nel mese di gennaio, una delle mie prime predicazioni è dedicata al riassunto di quello che abbiamo fatto durante l'anno passato.

Di norma vi faccio vedere foto di tutti gli  eventi, di chi abbiamo ospitato in chiesa, degli eventi pubblici all'aperto, dei pranzi assieme, dei ritiri, eccetera.

Quest'anno, per ovvie ragioni, non ho da mostrarvi nulla. Non ci sono stati eventi speciali, né agapi, né battesimi, né ritiri... nulla!

Dal 15 marzo al 24 maggio, per due mesi e mezzo  non siamo neppure venuti qua in sala, ma abbiamo fatto “dirette web”.

Potrebbe sembrare che “abbiamo perso un anno”... ed il timore è che, con il continuare della pandemia, potremmo perderne un altro!

Ma, vorrei vedere con voi alcune tabelle 










Siamo proprio sicuri che è stato un “anno perduto”? I dati ci dicono di no! Ci dicono anzi che per 13.294 volte, anche se per un minuto, siamo entrati nella casa di qualcuno vicino o lontano. La nostra piccola chiesa è arrivata in Italia, negli Stati Uniti, in Romania, in Svizzera,  in Basile, nel Regno Unito, in Venezuela. 

Per 13.294 volte qualcuno ha ascoltato  anche una sola parola del Vangelo. Qualcuno si è inginocchiato, qualcuno a pregato, forse qualcuno ha dato la sua vita a Cristo o ha riaffermato il suo patto personale con Lui senza che noi ne sapessimo nulla.

Ve lo sareste immaginato? Perché è successo? Perché siamo bravi? No, non perché siamo bravi... ma, per due motivi principali.

Il primo è perché c'è una chiesa "fisica, reale, che si incontra e prega, che dà la decima e con quella decima siamo capaci di pagare la tecnologia che ci permette di stare online. Senza chiesa fisica, non ci sarebbe stata la chiesa "virtuale",

Il secondo, e più importante, è semplicemente, perché invece di vedere il Covid come un disturbo lo abbiamo visto come una opportunità.

Invece di farci spaventare dal virus abbiamo cercato le persone che erano spaventate e che cercavano conforto, spiegazioni,  qualcosa che le aiutasse a “non dare di matto.

Abbiamo fatto qualcosa di nuovo? Assolutamente no! Questo è quello che i credenti di ogni epoca hanno da sempre fatto per aggiungerne uno in più a Cristo.

I grandi risvegli spirituali sono sempre avvenuti nei momenti più difficili attraverso persone che hanno visto i problemi non come un muro per il Vangelo, ma come una opportunità per Cristo.

Pensate a Paolo quando venne arrestato; fu portato in tribunale e gli fu offerto un “occhio di riguardo” dal governatore Festo:

“Ma Festo, volendo fare cosa gradita ai Giudei, disse a Paolo: «Vuoi salire a Gerusalemme ed essere giudicato in mia presenza intorno a queste cose?» Ma Paolo rispose: «Io sto qui davanti al tribunale di Cesare, dove debbo essere giudicato...Agrippa disse a Festo: «Quest’uomo poteva essere liberato, se non si fosse appellato a Cesare» ” (Atti 25:9-10, 26:32).

Paolo vedeva il suo arresto non come un ostacolo al vangelo, ma come una opportunità per portarlo oltre Gerusalemme, oltre la Giudea, oltre il medio Oriente, per portarlo al centro del mondo di allora, a Roma!

Quando Paolo scrisse la sua lettera ai Filippesi, era incatenato ad un soldato romano notte e giorno; invece di lamentarsi esprimeva  gratitudine per il fatto  che il Vangelo stava avanzando  a motivo della sua prigionia: 

“Desidero che voi sappiate, fratelli, che quanto mi è accaduto ha piuttosto contribuito al progresso del vangelo; al punto che a tutti quelli del pretorio e a tutti gli altri è divenuto noto che sono in catene per Cristo; e la maggioranza dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno avuto più ardire nell’annunciare senza paura la parola di Dio.". (Filippesi 1: 12-4)

Paolo aveva pianificato di finire in catene, ma  era in grado di vedere oltre le catene,  guardarle come una opportunità piuttosto che come un limite.

In che modo siamo disposti  a vedere le opportunità che il 2021 ci offre non come un limite ma come una opportunità?

Nel 2021 vogliamo vedere la pandemia come una limitazione, o come una opportunità?

Il 2020 ci ha dimostrato nei numeri che quello che credevamo un limite si è risolto in un megafono verso il mondo.

Siamo pronti, ciascuno per parte sua, ciascuno come “membra”, pezzi importanti, mani, braccia, occhi, voci del corpo di Cristo a vedere oltre le limitazioni? A portare Cristo oltre le zone rosse, arancio, gialle rinforzate?

Vogliamo piangerci addosso, perché siamo pochi, perché i nostri mezzi sono pochi, perché le occasioni di incontro sono poche?

Oppure vogliamo vedere il valore di essere pionieri come lo erano le chiese primitive, quelle di Atti, quelle “fatte in casa” tra un bimbo sul vasetto da notte e un soffritto sul fuoco?

Sapete, io negli anni ho imparato che se voglio che le cose accadano devo avere un piano  che guardi al futuro, ai prossimi 365 giorni, altrimenti le cose non accadranno, perché me ne dimentico  o perché ci sono cose che rubano spazio ad altre.

Questo ad esempio è il foglio dove scriviamo ciò che vogliamo accada in chiesa durante l'anno. Non tutto si concretizza sempre, ma molto viene fatto.

Quale è il tuo progetto per il 2021? Vorrei darti quattro suggerimenti per poter trasformare il 2021 in un anno di opportunità per Cristo.

1. Pregare

La parte che tutti possiamo fare, quella più facile … in apparenza, più difficile nella realtà, è pregare per la conversione di persone che neppure conosciamo.

E' facile pregare per la conversione di un amico, di un familiare di qualcuno che conosciamo  ed al quale siamo legati... Ma farlo per uno sconosciuto, o forse per qualcuno che conosciamo e poco (o niente) apprezziamo... beh, quello è un altro paro di maniche!

Paolo si preoccupava profondamente  per i suoi compagni ebrei  ed era addolorato perché molti di loro  non erano riusciti a ricevere Gesù  come il Messia promesso e il Salvatore del mondo.  In Romani 10: 1 dice: 

"Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati.". (Romani 10:1)

Ognuno di noi entra quotidianamente in contatto con non credenti.  La domanda da porsi è; "Chi è che Dio mi mette davanti perché vuole che sia salvato/salvata?"

Pensa a qualcuno che conosci di vista,  e che sta male... o anche che sta bene, ma senza Gesù! Hai un  peso per lui o per lei? Paolo lo aveva.  Noi dovremmo averlo allo stesso modo.

2. Parlare

Spesso il Vangelo non arriva semplicemente perché non ne parliamo mai. Magari aspettiamo il momento opportuno, quello dove c'è un tempo calmo, un incontro rilassato, una discussione che non va da nessuna parte per metterci dentro Cristo... e quel momento non arriva mai!

Paolo ha scritto In Romani: 

“Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunci?”   (Romani 10:14)

Il mio sogno  è di vedere una chiesa di  predicatori! Intendetemi bene,  non di persone che predicano  la domenica mattina,  ma di credenti che attivamente e intenzionalmente  proclamano il Vangelo ai non credenti nella vita quotidiana  attraverso normali conversazioni.  Di persone che non sono timide riguardo alla loro fede di persone come Paolo:

“Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede..." (Romani 1:16 a)

Ricorda una cosa: il punto più vicino  tra un non credente e Dio sei tu. 

Non presumere che prima o poi qualcuno  meglio di te evangelizzerà quella persona... perché potrebbe non accadere!

3. Condividere

La vita moderna è tanto veloce, le persone normalmente  non hanno tempo di sedere,  di vedere,  di ascoltare... Il Covid ha cambiato questa regola! Abbiamo miliardi di persone al mondo che purtroppo (o finalmente) hanno tempo! Tutto quello che vogliono!  Sono a casa in zona rossa!

I diagrammi che vi ho fatto vedere all'inizio dimostrano che le persone sono AFFAMATE di sapere! Tutto dipende da cosa troveranno.

Possono trovare cose che non li aiutano, mettersi su Facebook a polemizzare su vaccino si, vaccino no, solamente perché non hanno altro da fare.

Oppure possono ricevere qualcosa attraverso quello che noi condividiamo sui social. Quanti di voi condividono sulla propria pagina FB, Twitter, Whatsapp i messaggi della nostra chiesa? (Non dovete alzare le mani!)

Condividere sulla vostra pagina, o inviare a qualcuno che conoscete le predicazioni domenicali è un modo per fornire alle persone una condotta di acqua pulita a cui dissetarsi; potranno rifiutare di bere, ma se sono realmente assetati berranno!

Magari Mario ed io non saremo i migliori predicatori, se ne trovate di altri in rete, utilizzateli pure (non siamo gelosi e conosciamo i nostri limiti!), ma l'importante è condividere il vangelo.

Oppure potete offrire un libro (ce ne sono a decine nella nostra biblioteca).

4. Invitare

Anche se siamo in periodo di Covid, al momento ci è data la possibilità di incontrarci. Come chiesa stiamo appositamente rispettando tutti i protocolli che ci vengono dati, e questa sala è sufficientemente sicura.

Invitare persone è un atto di amore verso quelli che invitiamo; possono rifiutare, ma non scoraggiamoci! Io conosco bene uno a cui ci sono voluti dieci anni per arrendersi al Signore... a adesso vi sta parlando dal pulpito!

Tuttavia devo avvisarvi che questi quattro metodi possono essere totalmente inutili a causa nostra.

Perché? In che modo possiamo annientarli? Semplicemente se non siamo innamorati della Parola di Dio, se non ci cambia dentro, se non ci da gioia nella sofferenza,  se ci dimentichiamo che la nostra gioia non dipende da come stiamo ma da chi siamo in Cristo.

Possiamo annientare tutto il piano semplicemente essendo tristi, arrabbiati, impauriti, depressi, piuttosto che felici

Vorrei vedere un video assieme a voi...



Voglio rileggervi parte di ciò che Benigni dice:

"Se non vi innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria. Siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità. Per trasmettere la felicità, bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici. Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura a soffrire. Tutto il mondo soffre."(Roberto Benigni -”La poesia” - da “La Tigre e la Neve”)

5. Essere felici

Dobbiamo annunciare Cristo "soffiando in faccia la felicità" di essere in Cristo.

“... siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera...” (Romani 12:12)

Preghiamo.

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domenica, gennaio 03, 2021

Con quale mano accoglierai Cristo? | 3 Gennaio 2021 |

Tutti sperano che il 2021 sia meglio del 2020. Ma ciò che accadrà in questo anno che viene dipende soprattutto  da come metterai la tua mano per accettare il dono d'amore che Dio ci ha mandato attraverso Gesù. 
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Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 17 minuti

Abbiamo appena lasciato Natale e molti di noi hanno ancora su gli addobbi... e forse anche un “presepe”.

In qualsiasi presepe che si rispetti  ci sono  una serie di personaggi  che  sembrano fuori luogo, troppo ricchi, troppo ben vestiti. Sto parlando dei Magi, o Sapienti. 

Questa è la domenica che precede di tre giorni il giorno dell'Epifania, e vorrei parlare di “doni” visto che i Magi, per tradizione, sono coloro che per primi hanno recato Doni a Gesù.

E lo voglio fare  in una maniera “inusuale”, raccontandovi una “favola”:  la favola di una mano... e di un cuore... 

"C'era una volta una mano che si sentiva tanto sola e aveva tanto bisogno di pace e riposo. L'aveva cercato in tanti posti: nel lavoro,  nei soldi e anche nel sesso... ma senza trovarlo.

Fu così che un giorno si mise a riflettere  e disse...

“Io intrapresi grandi lavori: mi costruii case, mi piantai vigne, mi feci giardini e parchi, e vi piantai alberi fruttiferi di ogni specie; mi costruii stagni per irrigare con essi il bosco dove crescevano gli alberi. Comprai servi e serve ed ebbi dei servi nati in casa; ebbi pure greggi e armenti in gran numero, più di tutti quelli che erano stati prima di me a Gerusalemme. Accumulai argento, oro e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti e ciò che fa la delizia dei figli degli uomini, cioè donne in gran numero.” (Ecclesiaste 2:4-8)

Ma la mano non aveva trovato la pace, il riposo, e nemmeno l'amore: 

“Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole.” (Ecclesiaste 2:11)

Il cuore guardò giù, e ascoltò le parole della mano, e gridò forte verso lei:

«La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo» (Esodo 33:14)

“Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare”, dice il Signore, Dio. “Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata, ma distruggerò la grassa e la forte; io le pascerò con giustizia.” (Ezechiele 34:15-16)

Il cuore decise di mandare un “dono” alla mano; Qualcosa che portasse significato nella sua vita... E di rivelaglielo in un modo speciale:

“E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia” (Luca 2:12)

Era un segno... ma la mano non capì che segno fosse. 

Ci vollero dei Saggi, dei Sapienti,  per rivelarglielo. Epifania significa “rivelazione”; è quel cuore di padre che rivela il suo amore."

Il giorno dell'Epifania ricorda che Gesù fu trovato dai Sapienti, e che i doni che avevano con loro hanno “rivelato” il destino di quel bimbo:

ORO

L'oro si donava ai re: è un metallo resistentissimo, stabile, che non muta colore  né consistenza negli anni. Questo è chi è Gesù: la cosa più stabile al mondo:

“Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine.” (Apocalisse 22:13)

Cristo è colui che non cambia.

INCENSO

Il salmo 141:2 dice: 

“La mia preghiera sia in tua presenza come l’incenso” (Salmo 141 2 a)

L'incenso si usava nei templi, e il suo fumo bianco e denso rappresentava le preghiere che salivano a Dio. Nel tempio,  nella parte più interna, nel luogo santissimo, solo il Sommo Sacerdote poteva entrare e pregare.

Questo è ciò che ha fatto Gesù: entrare nel luogo santissimo, alla presenza del Padre, e pregare, ed intercedere per noi: Paolo afferma in Romani 8:

“Cristo {Gesù} è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi.” (Romani 8: 34)

MIRRA

La mirra serviva ad uccidere i batteri che provocano la putrefazione del corpo dopo la morte, così che il cadavere non puzzasse di morte, ma anzi profumasse l'ambiente.

Questo è ciò che ha fatto Gesù, uccidere per sempre il batterio che fa marcire l'anima, vincendo la morte, così che i nostri corpi diventino un profumo per il nostro Padre. Sempre Paolo dice:

“Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione...” (2 Corinzi 2:15)

Epifania significa rivelazione,  di tutto ciò che Dio ci ha donato attraverso Gesù, ma...

Quando ero bambino io era l'Epifania il giorno dei doni, non Natale. Non c'era Babbo Natale, ma la Befana. E lei, a differenza di Babbo Natale, non portava doni a tutti, ma solamente a quelli che lo avevano meritato... agli altri, carbone e cocce d'uovo.

Noi bambini chiedevamo doni alla Befana, non a Babbo Natale; e non era lei  ma il nostro comportamento  a decidere se li avremmo avuti o meno... o almeno così ci raccontavano i nostri genitori.

Tutto dipendeva da come avevamo usato le nostre mani, i nostri pensieri, le nostre parole durante l'anno trascorso.

Oramai non siamo più bambini, ma continuiamo a vivere  una vita in attesa... di cosa? Di avere quei doni d'amore  che tanto bramiamo.

Gesù si è rivelato al mondo per dirti “Eccomi! Sono arrivato! E sono stabile, prego per te e guarisco la morte” Ma tutto dipende  da come metteremo la nostra mano...

Come metterai la tua mano nel 2021?

Con quale mano, con quale atteggiamento ti appresti ad accettare il dono di Gesù nel 2021?


Puoi fermarlo, lasciarlo fuori dalla tua vita, non farlo entrare, impedire che la cambi, cercare di fare da te,
per incredulità:  “Gesù non può fare questo per me”. Oppure perché te ne vergogni, perché è più facile,  fare come tutto il resto del mondo fa,  pensa  e dice.



Oppure puoi schiacciarlo, metterlo assieme a tutto il resto nella valigia della tua vita, comprimerlo fino a
che ci entra tutto, lui compreso... in mezzo a mille altre cose, e sperare che ti dia pace, serenità, amore, compresso come è.



Infine, lo puoi rifiutare; far finta che non sia importante, che non abbia a che fare con te.



Se hai deciso di fermarlo, di non farlo entrare nella tua vita nel 2021 questo è quello che ti dice oggi:

“... chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato».” (Luca 10:16 b)

Se la tua intenzione è quella di metterlo assieme a tutto il resto, schiacciandolo dentro finché c'è posto, perché pensi che Lui, da solo, non è abbastanza, ascolta quello che ti dice oggi:

“Cercate prima il regno {di Dio} e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso.” (Matteo 6:33-34 a)

O seppure vuoi completamente tagliarlo fuori, dire che non esiste, che non è influente per la tua vita, sei ancora in tempo per decidere, affinché lui non faccia  ciò che ha promesso farà:

“Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 10:33)

Manca un'ultima “rotazione” della mano, vero? Quella giusta con cui accogliere i doni... 

Oppure..

Oppure puoi decidere di accettare quel dono: 


“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto con il Padre mio sul suo trono” (Apocalisse 3:20-21)

Conclusione

I Magi erano Sapienti, scienziati, ma non ti serve di essere anche te come loro per capire il dono che il cuore di Dio ci ha fatto. E ci ha rivelato nell'Epifania.

Con quale mano accogli il dono di Cristo nel 2021?

Con una mano che ferma, che schiaccia, che rifiuta,  o che accetta l'amore di Dio incarnato in Cristo Gesù?

Tutti sperano che il 2021 sia meglio del 2020; che la pandemia finisca, che l'economia riprenda, che ci si possa abbracciare di nuovo...

Mi spiace dirti che ciò che accadrà in questo anno che viene non dipende solo dagli scienziati, o dai politici, ma che molto dipende da come metterai la tua mano, per accettare il dono d'amore che Dio ci ha mandato attraverso Gesù.

“Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati.” (Romani 8:37)

Preghiamo.

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