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domenica, ottobre 25, 2020

Guida tuo figlio sulla via di Cristo | 25 Ottobre 2020 |


I figli non sono nostri, ma sono una benedizione che Dio ci concede; spetta a noi crescerli facendoli consapevoli dell'amore che Cristo ha per loro.
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Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 23 min.

Qualche rapida spiegazione  per chi vede per la prima volta una “presentazione”.

Che cosa NON è la Presentazione

Non è “ un “battesimo asciutto”... senza acqua: Gesù ha detto prima di partire per tornare al Padre:

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19-20a)

Gesù ci chiede di fare discepoli, di rendere le persone consapevoli che lui è morto per liberarci dai nostri peccati  e per essere nostro mediatore presso il Padre e poi di battezzarli come un atto di obbedienza.

Davide Noah non può capire ancora tutti questo, e scegliere di obbedire a Gesù. Quando sarà cresciuto spetterà a lui decidere se e quando battezzarsi.

Ma la presentazione non è nemmeno una cerimonia di “inclusione”, con la quale diviene membro della chiesa;  anche questo spetterà a lui, se vorrà un giorno fa parte di questa o di qualsiasi altra comunità di credenti.

Che cosa è allora?

La presentazione esisteva ai tempi dell'Antico Testamento  dove i genitori si recavano al Tempio  (quello mobile nel deserto durante i quaranta anni nel Sinai, quello di Gerusalemme poi) ed offrivano un dono al Sommo Sacerdote come “riscatto” per il figlio o la figlia nata; era come ammettere che quel figlio non era loro, ma gli era stato affidato. Il Salmo 127 dice:

“Ecco, i figli sono un dono che viene dal Signore; il frutto del grembo materno è un premio.” (Salmo 127:3)

Giovanni e Bianca,  presentando oggi Davide Noah alla loro chiesa, stanno ammettendo che lui non è  una loro proprietà, ma gli è stato concesso da Dio in “comodato d'uso gratuito” come premio.

Persino Gesù fu presentato al Tempio:

“I genitori portarono Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, perché sta scritto nella legge di Dio: "Se il primo figlio di una donna è un maschio, deve essere consacrato al Signore".  In tale occasione i genitori di Gesù offrirono il sacrificio stabilito dalla legge: un paio di tortore o due piccioni.” (Luca 2:22-24 PV)

Il battesimo è per chi crede in Gesù; la presentazione è per chi è consapevole che i figli non sono nostri, ma sono un dono ed una benedizione di Dio.

Al tempo di Gesù era il Sommo Sacerdote  a ricevere le offerte: sarò dunque io a ricevere le offerte di Bianca e Giovanni?

Assolutamente no! Ebrei afferma che:

“Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo.” (Ebrei 34:14)

Ora il nostro unico e Sommo Sacerdote è Gesù... Lui ci ha riscattati, non dobbiamo ancora più pagare pegno al Tempio! Da Giuseppe e Bianca non vogliamo certo piccioni o colombe... (magari una crostata di Bianca... quella si...  appena finisce l'emergenza Covid e torniamo a pranzare assieme).

Perché allora siamo qui oggi? 

Vedete,  ogni genitore prima o poi si rende conto  che essere genitori  non è un compito facile. 

Dobbiamo incoraggiarci a vicenda,  pregare gli uni per gli altri  e sostenerci a vicenda  in quei periodi di stress in cui i nostri figli  attraversano momenti diversi.  Non esiste una formula facile,  ogni bambino è diverso,  tutti abbiamo bisogno di imparare... E quanto è bello sapere che abbiamo amici cristiani  che pregano e ci sostengono davanti a Dio. 

Essere  buoni genitori non significa dire:  "Ho tutte le risposte  e sarò un genitore perfetto". 

Ma è dire:  "Non posso farlo da solo  e ho bisogno dell'aiuto dei miei fratelli e sorelle credenti... Potete pregare per noi? "

Bianca e Giovanni si impegnano oggi ad  aiutare Davide Noah  a crescere nella consapevolezza  che Dio esiste, che è un Padre buono, e che Gesù è suo figlio e che può essere il suo amico per la vita... se lo accetterà e lo seguirà. Allora sarà battezzato.

E' un compito difficile,  e noi come loro chiesa  promettiamo solennemente di aiutarli in questo.

Ho fatto già vedere in passato la foto di questa conca: 

Ormai non c'è più... L'ho buttata...  e devo dire che non è stato facile...

Non aveva alcun valore,  era solo una conca in plastica  comperata al supermercato, ma rappresentava qualcosa di speciale  tra me e i miei due figli quando erano ancora neonati.

I miei figli passavano gran parte della giornata ad essere accuditi dalla madre... ma la sera, tra le sette e le otto,  erano tutti miei!

Correvo  a casa dal mio lavoro, riempivo di acqua calda quella conca,  chiudevo la porta del bagno, prendevo mio figlio tra le mani  e lo immergevo in qualcosa di buono,  qualcosa di rassicurante, qualcosa che gli ricordava forse  il grembo di sua madre.

E mentre le mie mani  lo sostenevano nell'acqua  ci scambiavamo lunghi sguardi pieni d'amore.

In quei momenti io ero  il suo sostegno,  l'amore,  e il benessere.

A molti genitori piacerebbe  continuare per sempre questo tipo di rapporto, essere indispensabili (la nostra cultura italiana ci aiuta molto in questo).

Ma purtroppo, o per fortuna,  i figli crescono (e i genitori invecchiano), le conche si rompono, e non basta più l'acqua calda  e una mano sotto la testa...

Arriverà un momento in cui  il ricordo della conca sarà lontano, sarà, appunto, un ricordo, e noi genitori non potremo più essere il sostegno l'amore, il benessere. Non l'unico e non il più importante.

Quale mano sorreggerà i nostri figli nel fluido della vita, quando non sarà più  un liquido caldo e rassicurante? (Vi pare un fluido caldo e rassicurante la vita di oggigiorno?)

Quale “conca” troveranno per essere caldi, protetti, al sicuro? Quale sguardo li fisserà per trasmettere loro amore?

Bianca e Giovanni vogliono oggi fornire a Davide Noah  un'“altro ” tipo di mano,   un “altro” tipo di conca  e un altro sguardo d'amore...

“Signore, tu mi hai esaminato e mi conosci.  Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero.  Tu mi scruti quando cammino e quando riposo e conosci a fondo tutte le mie vie.  Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci appieno.  Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle e poni la tua mano su di me.” (Salmo 139:1-5)

Viviamo in un mondo relativista, dove credere in qualcosa o in qualcuno  non è così importante;  l'importante è credere in noi stessi:  “Tanto ce la faccio da solo.”

Oppure dove basta credere a qualsiasi cosa,  filosofia o religione, è una via verso la sommità di un monte dove siede “qualcosa” di molto potente,  tanto fa lo stesso. 

Quella di Bianca e di Giovanni  è una grande sfida. Ma Gesù ha detto:

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

Tu potresti dirmi: “Allora Marco, tu vuoi che Davide diventi della stessa religione tua  e di Bianca e Giovanni, perché pensi sia la migliore, vero?”

Io ti rispondo che poco mi importa di che religione diventi. Se mi chiedete quale sia la migliore religione potrò elencarvene svariate che sono molto più belle,  piene di riti, profumi, vesti colorate, meditazioni, diete...

Tutte molto più affascinanti del cristianesimo che indicano una via per l'oggi, che appagano la nostra ansia. Ma tutte hanno un limite: sono per “l'oggi”, e appagano  noi stessi.

La via che Bianca e Giovanni hanno deciso di seguire e sulla quale vogliono accompagnare Davide Noah, non è quella di una religione, ma quella di un rapporto con qualcuno mandato dal Padre che  è sostegno (la mano!) è protezione (la conca!) ed è sguardo d'amore.

L'apostolo Paolo afferma:

“...l'amore non verrà mai meno...”.  (1 Corinzi 13:8 PV)

La religione può deludere, gli uomini che la seguono anche (quello è matematico). Ma l'amore di Cristo,   quando hai un rapporto personale con lui, quello non verrà mai meno,

In tanti proveranno a convincere Davide Noah che lui è un caso,  e  che nulla esiste oltre se stessi. Oppure che che una filosofia o l'altra  una religione o un'altra, tutto va bene ugualmente, l'importante è che ci credi davvero.

Spetta a Bianca e a Giovanni di fargli vedere quale differenza fa nella loro vita la relazione che hanno con Gesù.

E' per questo che Bianca e Giovanni lo presentano a Dio che lo conosce già, perché lo ha creato, chiedendo il suo aiuto 

E' per questo che noi, come loro chiesa ci impegniamo oggi a sostenerli  in quella che è e sarà una battaglia, in preghiera, in atti, in testimonianza, in amore verso Davide e verso i suoi genitori.

Nonostante tutto, arriverà un giorno dove Davide  Noah dovrà decidere da solo, se la via dove lo hanno accompagnato Bianca e Giovanni è anche la sua.

Non dovrà scegliere tra “la religione di mamma e papà” e qualche altra, filosofia o religione, o il  niente;  ma dovrà decidere se ne vale la pena di avere un rapporto personale con Cristo.

Se deciderà che ne vale la pena potrà lui stesso diventare acqua che conforta,  braccio che sostiene  e sguardo d'amore per altri.  Sarà chiamato ad esserlo.

Noi oggi lo presentiamo a Dio,  che lo conosce bene,  pregando per lui e per i suoi genitori affinché possiamo un giorno sentirlo dire queste parole:

“Poiché tu sei la mia speranza, Signore, Dio; sei la mia fiducia sin dalla mia infanzia. Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo materno, tu m’hai tratto dal grembo di mia madre; a te va sempre la mia lode.” (Salmo 71:5-6)

Preghiamo

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domenica, ottobre 18, 2020

Il programma di protezione di Dio | 18 Ottobre 2020 |


Dio ti ha provveduto un programma di protezione se hai creduto, come si fa per i pentiti, per far dimenticare quello che eri prima di Cristo, e per ricordarti quello che ora sei in Cristo.

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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 32 min.

Brani utilizzati:

“Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti,  corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.” (Filippesi 3: 13)

 “Fateci posto nei vostri cuori! Noi non abbiamo fatto torto a nessuno, non abbiamo rovinato nessuno, non abbiamo sfruttato nessuno.” (2 Corinzi 7:22)

“Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo.” (Galati 6:14)

“Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio.  Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;  poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.” (Colossesi 3:1- 3)

“...ringraziando con gioia il Padre che vi ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio.” (Colossesi 1:12)

“Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.” (Apocalisse 2:17)

“Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, cosí anche noi camminassimo in novità di vita.” (Romani 6:4)

“Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta...” (Efesini 4:1)   

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore...” (Filippesi 3:20)

“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.” (Ezechiele 36:26)

“Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?» Ora noi abbiamo la mente di Cristo.” (1 Corinzi 2:16)

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domenica, ottobre 11, 2020

Essere misericordiosi perché abbiamo ricevuto misericordia | 11 Ottobre 2020 |


Non cercare la tua giustizia. E se proprio la vuoi, preparati a non peccare mai più.  Ma se usi misericordia, riceverai misericordia.

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Tempo di lettura: 9 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 30 min.

La scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare di una virtù cristiana speciale, definendola “amore in azione”: “eleemon” ovvero la misericordia.

Abbiamo visto che la misericordia non va pensata né parlata, ma va praticata: e abbiamo visto quattro modi per praticare la misericordia


1. La misericordia è essere paziente con le persone

2. La misericordia è perdonare coloro che sbagliano

3. La misericordia è  aiutare chi soffre

4. La misericordia è fare del bene ai miei nemici


Tu potresti dirmi: “Ok Marco, ho capito che devo praticare la misericordia... che è amore in azione,  ma non ho capito PERCHE', il motivo che mi deve spingere ad esserlo! Non potrei vivere in pace, senza dover praticare tutte queste cose che sono l'opposto di quello che il mondo pratica? E' Dio che mi ha fatto nascere in questo mondo! Perché vuole che agisca come se vivessi un mondo sottosopra?”

Io ti rispondo che i sono almeno tre buoni motivi-

I motivi per avere misericordia

1. Perché Dio ha avuto misericordia di me

Un giorno Pietro fece una domanda a Gesù:

“Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?»  E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.” (Matteo 18:21-22)

Sappiate che nella legge ebraica era scritto che bisognava perdonare 5 volte. Cosa gli viene pensato al buon Pietro? “Ma si! Aggiungiamone una... anzi due, così,  per fare bella figura con Gesù.”

Si aspetta che Gesù gli dica “Bravo, Pietro!”: a risposta di Gesù lo gela: 

«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.” (v.22)

Ovvero, devi perdonare 70x7 = 490 volte... Ma non è nemmeno quello il numero giusto: Gesù sta dicendo a Pietro: “Aggiungi alla legge quello che vuoi... tanto io ne aggiungerò sempre un po' di più. Significa che devi perdonare SEMPRE!”

Perché dico questo? Perché la parabola che segue dice che a chi è stato perdonato il molto, molto deve perdonare.

“Perciò il regno dei cieli può essere paragonato ad un re che volle fare i conti con i suoi servi.  Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti.  E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato.  Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”.  Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito."  (Matteo18:23-27)

La scena che dipinge Gesù è quella di una situazione disperata: diecimila talenti fanno circa 8.600.000 Euro!   Dato che la paga di un servo era di qualche euro al giorno, ci sarebbero volute più vite per ripagare il debito.

Ma succede l'incredibile: il signore, “mosso a compassione” (in greco: σπλαγχνίζομαι splagchnizomai = sentire qualcosa che si muove nella pancia) lo lascia andare.

Ma la storia di Gesù non finisce qui

"Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: “Paga quello che devi!”  Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava, dicendo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò”.  Ma l’altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito.  I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.  Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu me ne supplicasti;  non dovevi anche tu avere pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?” (Matteo18:28-33)

La parola che qui è tradotta con “pietà”, in originale è “eleemon” ...misericordia! Proviamo a sostituirlo nel versetto: 

“Non avresti dovuto a tua volta avere MISERICORDIA come io ho avuto MISERICORDIA di te?” (v.23)

Ovviamente nella storia, il Signore è Dio e il servo malvagio sono io... e te.

Dio si aspetta che tu tratti gli altri con la stessa misericordia con la quale lui ha trattato te;  che tu abbia “amore in azione” verso gli altri, esattamente come lui ha avuto “amore in azione”, verso te, e me!

Abbiamo parlato la scorsa settimana, delle persone che ti rendono nervoso, che ti fanno perdere la pazienza, che non sopporti... hai mai pensato che stai descrivendo te stesso dinanzi a Dio?

Paolo afferma in Efesini:

“Una volta voi eravate morti per sempre a causa dei vostri peccati.” (Efesini 2:1 PV)

Dio avrebbe potuto guardarti con occhio malevolo...ma non lo ha fatto, perché Lui è misericordia!

“Perché, se mentre eravamo ancora suoi nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte di suo Figlio, tanto più ora saremo salvati, perché egli vive!” (Romani 5:10 PV)

Tu ed io, eravamo persone difficili...e forse lo siamo ancora! Anzi, di sicuro lo siamo! 

Ma Dio ha avuto misericordia di te e di me.Persino un campione di fede come Paolo, parla di se stesso come di un “peccatore incallito”a cui è stata offerta misericordia:

“Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza, e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere vita eterna.” (1 Timoteo 1:15-16)

Nell'episodio della donna adultera che abbiamo visto la scorsa domenica Gesù afferma una cosa precisa:

“«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».” (Giovanni 8:7)

La legge IMPONEVA di lapidare la donna, la misericordia di risparmiarla... Romani 6:14 dice:

“...infatti il peccato non avrà più potere su di voi, perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia.” (Romani 6:14)

Grazia = χάρις charis da χαίρω chairō, che significa felicità contentezza, gioia.

Noi siamo nella gioia,  perché abbiamo ricevuto misericordia... e misericordia dobbiamo dare agli altri, se vogliamo essere felici nella nostra vita.

2. Perché avrò bisogno di più misericordia in futuro

Dio non è stato misericordioso solo al passato  ma lo sarà anche nel futuro con te... E questa è una buonissima notizia, perché, non so voi, ma  io continuo a sbagliare e peccare:

“...perché il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha usato misericordia: la misericordia trionfa sul giudizio.”(Giacomo 2:13 PV)

La misericordia mi serve, ma Dio la userà verso di me solamente se io la uso verso gli altri... altrimenti non ci sarà misericordia, ma ci sarà la legge... non mi conviene...

Il mio futuro sarà pieno di errori,  e se chiedo giustizia  devo stare attento ad essere giusto per primo io  (che è impossibile) perché sarò giudicato attraverso la legge e non attraverso la misericordia.

Ebrei dice:

“Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!» E ancora: «Il Signore giudicherà il suo popolo».” (Ebrei 10:30)

Non sta a te, né a me, stabilire la pena; lascia che sia Dio a stabilirla  per colui che ti ha offeso,  umiliato,  maltrattato,  fatto del male.


Non cercare la tua giustizia. E se proprio la vuoi, preparati a non peccare mai più.  Ma se usi misericordia, riceverai misericordia.

3. Perché mi rende felice

La serie di messaggi si intitola “Costruisci la tua felicità per vivere felice”. La misericordia è una delle maniere più potenti per costruire la tua felicità.

 Non lo dico io, è Gesù che lo dice! 

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia” (Matteo 5:7)

Sappiamo che “beati”  significa, semplicemente, “felici”. 

Nella mia esperienza non ho mai incontrato una persona che fosse felice  e nel contempo arrabbiata contro qualcun altro. Persone del genere sono amare, arrabbiate, non sono mai felici.

Sapete chi paga il conto della rabbia? Non chi la riceve, ma chi la prova

“L'uomo buono fa del bene a sé stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne.” (Proverbi 11:17)

L'odio è un boomerang... torna sempre indietro. Ma anche la misericordia è un boomerang;  torna sempre indietro...  se lo sai lanciare bene!

 Come diventare misericordiosi

La prima cosa è: sei stato perdonato? Sei stata perdonata? Hai accettato che attraverso Gesù i tuoi peccati sono stati perdonati ed hai ricevuto misericordia da Dio? Questo è il primo passo, fondamentale. 

Il secondo è: hai ricevuto il perdono? CI CREDI che Gesù ha coperto tutti i tuoi peccati passati, presenti e futuri? Uno dei maggiori motivi  perché non offriamo misericordia   è perché non ci sentiamo perdonati.

Non basarti sulle tue sensazioni, ma sul sacrificio di Cristo: sulla croce. Su queste basi puoi perdonare,  e puoi dare misericordia.

Inizia a guardare le persone  nella stessa maniera con cui le guarda Dio.

Inizia guardare le persone che passano nella tua vita,  i tuoi colleghi di lavoro,  i tuoi compagni di scuola,  la tua famiglia,  nella stessa maniera con cui le guarderebbe Gesù

Gesù è l'immagine stessa della misericordia:  ha risollevato gli oppressi, 

accettato i reietti,  sollevato coloro che erano addolorati,  amato quelli che nessuno voleva amare,  aiutato coloro che erano senza speranza e addolorati. 

Gesù si è interessato di loro;  non ha vissuto questi momenti come uno stress,  non ha visto negli altri qualcuno con cui lottare giorno dopo giorno,  ma li ha visti come lo strumento con il quale dimostrare che Dio è amore,  non risentimento,  non odio,  ma amore!

Tratta le persone con la stessa misericordia con cui sei stato trattato;   ricordati che la misericordia è amore in azione!

Voglio lanciarti una sfida:  oggi non andare a casa  senza aver deciso nel tuo cuore  chi è la persona a cui vuoi dimostrare che Dio è amore. 

Sappi che tutte le volte che tu dimostri misericordia,  Gesù, colui che è morto e resuscitato per te e per me,  verrà glorificato.

Potrebbe essere qualcuno che ti ha fatto del male, o che non sopporti... sono quelle le persone  che hanno più bisogno di misericordia!

Forse ti servirà di pregare (e molto!)  per mettere in moto la misericordia;  ma ricordati che la misericordia è “amore in azione”,  che l'amore non è un sentimento,  ma è un “movimento”! 

Prega prima, ma poi agisci!

Preghiamo.

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domenica, ottobre 04, 2020

La misericordia: amore in azione in un mondo sottosopra | 4 Ottobre 2020 |


Cristo ci chiama a vivere un mondo "sottosopra", dove i valori che contano sono opposti a quelli che il mondo acclama, e a praticare la vera misericordia, piuttosto che parlarne.

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Sono alcune settimane che sitiamo parlando di come costruire la nostra felicità per vivere felici.

Uno dei suggerimenti che Paolo da  ai Filippesi  è quello di applicare alcune “buone abitudini” alla vita di tutti i giorni.

Quando parliamo di “buone abitudini” in ambito cristiano queste vengono definite “virtù” Uno dei risultati dell'applicazione   delle virtù cristiane alla propria vita  è  appunto la felicità.

Sino ad ora abbiamo visto cinque virtù: quella della gratitudine (ringraziare gli altri per quello che hanno fatto nella nostra vita), quella dell'intercessione (essere in preghiera un ponte tra il trono di Dio e le persone), quella della fede/fiducia (aspettarsi il meglio dalle persone on cui viviamo), quella dell'incoraggiamento (incoraggiare le persone nel loro cammino con Cristo), e quella della pazienza (non aspettarsi cambiamenti tutti e subito dagli altri).

Però, sapete, va tutto bene nel praticare le virtù con le persone “amabili”... Con quelle è facile: ci piacciono, le amiamo,  non ci è difficile praticare la pazienza, la gratitudine ecc.

Poi ci sono quelle persone “neutre”: non ci piacciono più di tanto, ma alla fin fine non ci dispiacciono nemmeno tanto.

Il problema arriva quando le virtù dobbiamo praticarle verso persone “abrasive” che sono morbide come che ci massaggi con  una manciata di sabbia sulla schiena dopo la prima uscita al mare  senza aver messo la crema protettiva.

Sono quelle persone che chiedono troppo,  che non danno nulla, persone che ci hanno fatto del male (poco o tanto che sia), persone naturalmente e perennemente depresse, persone che vorrebbero manipolarci per trarne vantaggio.

In questi casi, come credenti dobbiamo attingere ad un'altra virtù.

Mentre le prime cinque (gratitudine, intercessione, fede, incoraggiamento e pazienza) tendevano a cambiare l'altro, con quel tipo di persone  che non sono proprio intenzionate a cambiare l'unico modo è.. cambiare me stesso!

Nel Sermone sul Monte Gesù parla di questa virtù, e di chi la pratica:

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia.” (Matteo 5:7 PV)

E' la quinta  delle Beatitudini che Gesù ci consegna nel suo Sermone sul Monte 

Cosa significa “misericordia”?

La parola misericordia in greco è ἐλεέω eleeō; la parola “misericordiosi” è ἐλεήμων eleēmōn (è da essa che deriva la parola “elemosina”)  è composta da “eleeō” = misericordia,  + suffisso “mon” che indica un azione: fare, praticare; “eleemon” significa “colui che pratica la misericordia”. 

Quante volte mi avete sentito dire che l'amore non è un sentimento, ma un'azione?Sapete come si chiama quest'azione? Misericordia!

La misericordia è “amore in azione”

La misericordia non è farci venire i lucciconi se vediamo un bambino denutrito in TV. La misericordia non è piangere perché qualcuno ha subito un lutto. Il Salmo 145 dice:

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.” (Salmo 145:8) 

Qui c'è una parola in ebraico per “misercordia: רַחוּם  raḥûm  che è un derivato di רָחַם râḥam  che significa letteralmente “accarezzare”.

Sapete quando Davide ha scritto questo salmo? E' l'ultimo salmo che ha scritto: una lunga vita dove Davide non è stato sempre obbediente a Dio, dove Dio avrebbe potuto a ragione punirlo... Ma Davide afferma, alla fine dei suoi giorni, che Dio, nonostante i sui sbagli, lo ha “accarezzato”.

La misericordia è la mano di Dio che si allunga per accarezzare i suoi figli, piuttosto che percuoterli, è fare qualcosa;   Dio è un Dio di misericordia:  è “amore in azione” sin dal principio del mondo.

Se dico di credere in quel Dio e di seguire le istruzioni di suo Figlio devo praticare la virtù della misericordia.

Come praticare la virtù della misericordia?

1. La misericordia è essere paziente con le persone

Della pazienza avevamo parlato anche la volta scorsa. Vedete come le virtù cristiane non siano “isole” regola 1 + regola 2 + regola 3, ma siano interconnesse tra di loro.

Ah, non sto manco a specificare che la pazienza va esercitata verso TUTTE le persone... anche e soprattutto con quelle “particolari”.

La vita è fatta di persone “particolari”, “strane”,  di persone che stimolano il peggio di noi stessi! 

Guardate quello che dice Paolo ai Tessalonicesi:

“Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14)

Paolo non dice di essere pazienti con gli educati, coi savi, con i simpatici... ma con TUTTI, per cui, con i maleducati coi pazzi, con gli antipatici... E'  una sfida alla normalità della mia vita! E' un mondo sottosopra!

Io non sono famoso per la mia pazienza. Magari voglio che gli altri lo siano con me;  ed è una mancanza su cui lavoro da anni... qualche volta va bene... altre volte ho una miccia “troppo corta”.. ed esplodo!

Una cosa che ho trovato utile per “allungare” la mia “miccia”, per evitare di “esplodere”, è, semplicemente, stare zitto io e cercare di ascoltare l'altro, cercare di capire attraverso le sue parole perché è così “difficile”.

Stress? Situazioni di lavoro? Situazioni familiari? Certamente non posso capire tutto in cinque minuti, ma posso evitare di giudicare senza ascoltare.

Paolo in Romani dice che dovremmo accoglierci a vicenda, perché siamo stati per primi accolti da Cristo.

“Perciò, accoglietevi a vicenda con amore, proprio come Cristo ha accolto voi; fatelo per la gloria di Dio” (Romani 15:7 PV)

Tu potresti pensare:  “Beh, io in fondo non avevo fatto un gran che di male nella vita. Perché Gesù non avrebbe dovuto accogliermi?”

Te lo spiega Paolo perché:

“Una volta voi eravate morti per sempre a causa dei vostri peccati.” (Efesini 2:1 PV)

Perché Gesù mi ha accolto quando anche io ero “particolare”:  perché Gesù mi ha accolto quando io ero suo nemico. 

Tu potresti ancora dirmi: “ Si, va bene, ma io che beneficio ne traggo oltre farmi un fegato tanto ad “accogliere”  quelli che mi risultano “difficili”?

Tu, nessuno... Dio tutto: il versetto di Romani dice:

 “fatelo per la gloria di Dio”  (v.7b)

Perché voglio che Dio venga glorificato attraverso la mia accoglienza.

2. La misericordia è perdonare coloro che sbagliano

Sei uno, o una che sottolinea o che cancella? 

Quando qualcuno sbaglia contro di te, prendi la matita rossa e blu, e sottolinei oppure prendi il bianchetto, e cancelli?

Nel mondo sottosopra di Dio, la misericordia dimentica,  la misericordia cancella!

“Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi”. (Colossesi 3:13)

Le parole “sopportatevi”, “perdonatevi” sembrano così giuste quando siamo noi che dobbiamo riceverle, vero? Ma sono così difficili c'è da applicarle agli altri: “Io non voglio perdonare, voglio giustizia!”

Dio come è stato con te?  Ha “sottolineato”  o ha “cancellato” i tuoi peccati? Rileggi il versetto di Colossesi per trovare la risposta.

3. La misericordia è  aiutare chi soffre

Ti ricordi? In greco “essere misericordiosi” si dice ἐλεήμων eleēmōn è fare la misericordia è una azione:

“Non negare il bene a quelli a cui è dovuto, quando è in tuo potere di farlo” (Proverbi 3:27) 

E qui, in molti, interpretano quel “bene” in una maniera “creativa”, “estensiva”: adoperasi per i diritti dei più poveri, visitare gli infermi, essere vicini agli emarginati...

Tutte cose molto belle e molto giuste... che escono direttamente dal cuore...

Gesù ha una chiave di lettura forse meno “nobile”, meno da premio Nobel per la pace, ma tremendamente più pratica: infatti Giovanni dice: 

“Ma se uno, che dice di essere cristiano, ha denaro a sufficienza e vede un fratello bisognoso, ma non vuole aiutarlo, come si può dire che in lui c’è l’amore di Dio?  Figli miei, dimostriamo il nostro amore, non a parole, con dei bei discorsi, ma con i fatti, concretamente. “(1 Giovanni 3:17-18 PV)

Giovanni, seguendo gli insegnamenti di Gesù, dice: “piuttosto che far uscire la tua misericordia dal tuo cuore falla uscire dal tuo portafoglio.”

Vi ricordate la storia del buon samaritano?  Un uomo era stato picchiato, derubato, e buttato a lato di una strada.  Arrivano due persone in due momenti differenti, ma ambedue dicono guardandolo: “Non è affare mio, non mi riguarda.” Mi spiace per quello che ti è accaduto, ma non voglio essere coinvolto”.  È solo il terzo uomo che decide di agire, che lo porta all'Urbano V (il miglior albergo di Montefiascone), gli lascia la sua MasterCard, e dice al titolare: “Dagli tutto quello che chiede, tanto pago io! “ 

Secondo te, chi di questi tre si comporto da "prossimo" verso quell'uomo, vittima dei banditi?"  Il dottore della legge rispose: "Quello che ha avuto compassione di lui".Allora Gesù gli disse: "Ora va', e comportati così anche tu!" (Luca 10:36-37 PV)

Nel mondo sottosopra  dove i valori disprezzati sono quelli che valgono di più Gesù sta dicendo : felici coloro che si lasciano coinvolgere! Felici coloro che AGISCONO con misericordia”.

4. La misericordia è fare del bene ai miei nemici

Suona male, vero? La nostra natura e la nostra cultura ci dice che noi dobbiamo FARE MALE a chi ci fa del male magari incrementando un po' il male ricevuto  così da essere in vantaggio!

Quello che propone Gesù, invece, è ancora una volta,  un mondo sottosopra:

“E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. ...Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”(Luca 6:33, 35-36)

La società ti dice: “ diffama i tuoi nemici, distruggili con qualsiasi mezzo  tu possa.”  Dio invece ti dice: “io non voglio che tu reagisca, ma voglio che tu agisca!”.  E questo è così difficile da fare!  Ma è quello che farebbe Gesù. 

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Allora, abbiamo capito che, nel mondo sottosopra di Dio essere misericordiosi non significa avere la “lacrima facile”, ma AGIRE:

1. La misericordia è essere paziente con le persone

2. La misericordia è perdonare coloro che sbagliano 

3. La misericordia è aiutare (anche economicamente) chi soffre 

4. La misericordia è fare del bene ai miei nemici


E' facile? Assolutamente no! Significa dove girare  il  mondo dove viviamo sottosopra, fare l'opposto di quello che il mondo fa, vivere “a penzoloni” in un mondo dove gli altri sono in piedi per essere simili a Cristo, aggrappandoci a lui per non cadere  e ricevere il suo premio.

Personalmente sono sempre più convinto che l'unica maniera per cambiare la natura umana che c'è in ognuno di noi, non viene né dal leggere la Bibbia, né dall'ascoltare una predica, e nemmeno dal pregare... ma viene dall'applicare a se stessi quelle regole di vita sottosopra che Dio ha scritto attraverso le virtù cristiane.

Conclusione

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.”(Salmo 145:8)

La misericordia è la mano di Di che si allunga per accarezzare i suoi figli, piuttosto che percuoterli, è fare qualcosa.

Dio è un dio di misericordia:  Dio vuole che tu assomigli a sui figlio Gesù, che in questo mondo sottosopra pagò essendo innocente, morì essendo immortale, ed amò essendo odiato.

Preghiamo

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domenica, settembre 27, 2020

Speranza nella tragedia | 27 settembre 2020 |

Cosa accade quando hai perso anche la speranza in Dio, e tutto sembra nero, buio, desolato? E' proprio in
quei momenti che puoi scoprire un dio eterno, fedele al suo patto verso chi lo riconosce, all'ascolto... perché lui è Speranza!

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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 39 min.

Brani utilizzati:

“O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?  No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo” (Luca 13: 4)

“Anche quando grido e chiedo aiuto a gran voce, egli rifiuta di ascoltare la mia preghiera. Egli ha sbarrato le mie vie con pietre tagliate, ha reso i miei sentieri tortuosi. Egli è stato per me come un orso in agguato, come un leone in luoghi nascosti. Ha deviato le mie vie, mi ha dilaniato e mi ha reso desolato. Ha teso il suo arco e mi ha fatto il bersaglio delle sue frecce. Ha fatto penetrare nel mio cuore le frecce della sua faretra.Sono diventato lo scherno di tutto il mio popolo, la sua canzone di tutto il giorno. Mi ha saziato di amarezza, mi ha fatto bere assenzio, Mi ha spezzato i denti con la ghiaia, mi ha coperto di cenere.- Hai allontanato la mia anima dalla pace, ho dimenticato il benessere.”(Lamentazioni 3:8-17)

“Ho detto: «E' scomparsa la mia fiducia e la mia speranza nell'Eterno».” (Lamentazioni 3:18)

“Essa piange, piange durante la notte, le lacrime le rigano le guance; fra tutti i suoi amanti non ha chi la consoli. Tutti i suoi amici l’hanno tradita, le sono diventati nemici.” (Lamentazioni 1: 2) 

“Ho chiamato i miei amanti, ma essi mi hanno ingannata...” (Lamentazioni 1: 19a) 

“Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare.  E' una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. «L'Eterno è la mia parte», dice l'anima mia, «perciò spererò in lui». L'Eterno è buono con quelli che sperano in lui, con l'anima che lo cerca. Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell'Eterno.” (Lamentazioni 3: 21 -26)

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domenica, settembre 20, 2020

Costruisci la tua felicità per vivere felice - Parte 3 | 20 Settembre 2020 |

Amare le persone significa avere fiducia che gli altri possano cambiare, avere compassione perché io non sono più giusto di loro, esortare incoraggiando le persone attorno a te e avere pazienza, perché il cammino verso Cristo è lungo.
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Tempo di lettura: 12 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 37 min.

E' da qualche settimana che stiamo parlando della ricerca della felicità ed abbiamo visto cinque leggi che la Parola di Dio ci provvede per vivere felici  indipendentemente dai problemi che viviamo. Le rivediamo brevemente.

5  Leggi della Felicità 

   1. Non ricercare la felicità: creala!

La felicità è una tua scelta. Sarai tanto felice quanto decide di essere felice

2. La felicità non è un obiettivo:  è il risultato di pensieri e di azioni giuste.

Se la felicità è il tuo obiettivo vivrai una vita egoistica = misera!

3. Le mie abitudini creano la mia felicità.  

E' una scelta. Noi modelliamo le nostre abitudini, e poi le nostre abitudini modellano noi!

4. La felicità basata sugli eventi è temporanea, ma la felicità basata sulle abitudini è duratura.

Se sei felice per via degli eventi lo sarai finché ci sono eventi. Se sei felice per via delle tue abitudini, tu porterai assieme a te la felicità come un abito.

5. Le abitudini che creano felicità danno dipendenza come le cattive abitudini.

...ma portano una ricompensa molto più grande!

Paolo nel libro ai Filippesi elenca una serie di comportamenti giusti da praticare verso le persone con cui viviamo, che, se praticate, hanno come effetto una vita felice.

Abbiamo detto anche che queste “abitudini buone” noi le chiamiamo “virtù cristiane”. Ne abbiamo viste due: la virtù della gratitudine, ovvero devo essere grato per le persone della mia vita, dove Paolo ha scelto di non soffermarsi sui ricordi dolorosi perché i ricordi sono una scelta.

Da fare:

  • fai una lista di tutte le persone che devi ringraziare
  • trova la maniera di dirgli grazie durante i prossimi due mesi

Due settimane fa abbiamo visto la virtù della intercessione, ovvero pregare per gli altri,  perché il modo più semplice per cambiare una relazione è iniziare a pregare con gioia per lui/lei affinché crescano nell'amore, prendano decisioni sagge,  vivano con integrità e diventino come Gesù.

La terza caratteristica che Paolo indica ai Filippesi è questa:

Per essere felice devo...

3.  ASPETTARMI IL MEGLIO DALLE PERSONE NELLA MIA VITA

All'interno di questa propensione di Paolo ci sono diverse virtù cristiane.

Paolo dice:

“E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesú.” (Filippesi 1:6)

La virtù della fiducia, o fede, che in generale è riferita alla fede in Dio ma che si applica anche nell'avere fiducia negli altri (fino a prova contraria). In sostanza Paolo dice: “Prendi l'abitudine di credere nelle persone piuttosto che criticarle”.

Questa virtù è molto semplice per me da insegnare; la mia vita di credente si basa sulla fede in Dio. Ma diventa difficile da praticare,  trasformandola in abitudine quando devo applicarla non a Dio ma al mio prossimo!  

Normalmente non ci aspettiamo il meglio  dalle persone intorno a noi,  ci aspettiamo il peggio.   Ci aspettiamo che ci deludano  perché lo hanno già fatto un precedenza

Come affrontava Paolo il problema dell'avere fede nel suo prossimo? Come aveva trasformato la brutta avventura di un soggiorno a Filippi fatto di frustate, di carcere  e di gente che ti dice: “Vedi di non farti vedere mai più da queste parti” in fiducia?

1. Credeva nelle persone. Gli dava fiducia.

“E ho questa fiducia” (6a)

Il verbo che usa Paolo in greco è πείθω -  peithō, che non significa tanto “avere fede” ma “essere convinti di qualcosa”. Quella di Paolo nel prossimo non è una fede che viene dall'alto, “Dio mi ha rivelato questo” ma una fede che viene da dentro: “Io ci ho ragionato su e mi sono convinto che...”.

E' un processo che io faccio, che io devo fare, dove sono io che mi sforzo di avere fede nel mio prossimo nonostante mi abbia deluso nel passato, (magari qualcuno dei Filippesi era in piazza a godersi le frustate su Paolo).

Lo fai tu? Lo faccio io? Quando tuo figlio piccolo inciampava,  cosa facevi?  Lo criticavi perché non sapeva ancora camminare,  oppure lo incoraggiavi a rialzarsi  e riprovare a camminare?

Se tuo figlio sta correndo una maratona,  e inciampa, cosa fai? Gli dici di lasciare perché non è bravo a correre oppure lo incoraggi a rialzarsi,  perché il traguardo è ancora molto lontano  e c'è tutto il tempo di recuperare? Un buon genitore si alza e urla ancora di più:  “ Alzati!  Io credo in te!  So che ce la puoi fare.  Alzati.! Non è niente di che, non ti preoccupare!  Basta che continui a correre!”

Cosa faceva Gesù dinanzi alle persone  che “inciampavano” nel peccato? Le squalificava a vita... o dava loro una seconda chance?

C'è un episodio molto controverso nel vangelo di Giovanni, dove la folla istigata dai Farisei porta dinanzi a Gesù una adultera colta in flagrante, e prova a  farlo cadere in contraddizione circa la legge di Mosè che stabiliva in questi casi la lapidazione.

E' molto controverso perché tutto sta indicare nella storia che la donna era caduta in una sorta di trappola con persone che stavano spiando il suo comportamento ed un “amante” che viene dalla folla escluso dal subire la stessa sorte dell'adultera; secondo la legge di Mosè entrambi avrebbero dovuto subire la lapidazione.

Gesù pare tacere ed essere in imbarazzo, e mentre lo incalzano dicendogli :”E allora? Che cosa ci dici tu. Gran maestro?” lui continua a disegnare col dito per terra, fino a quando non si alza in piedi e dice:

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».  (Giovanni 8:7b)

...e ad uno ad uno, prima i più anziani, poi i più giovani,  tutti se ne vanno.

Tu cosa avresti fatto al posto di Gesù? Ti dico quello che avrei fatto io: avrei fatto alla donna una gran ramanzina: “...eh, così no si fa, ma sei matta, che che ti è venuto in mente, stavolta ti è andata bene, ma la prossima non so...” eccetera, e l'avrei lasciata andare...  guardandola allontanarsi per la strada... e magari  pensando, tra me e me : ”Questa qua è una gran m..., tanto non cambierà mai”

Cosa fa, invece Gesù?

“Gesù, alzatosi, le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?»  Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neppure io ti condanno; va’ e da ora in poi non peccare più».” (Giovanni 8:10-11)

Domanda: era Gesù convinto che la donna avrebbe imparato la lezione e non avrebbe peccato più, per tutto il resto dei suoi giorni? Certamente NO! Anzi, era convinto del contrario, era convinto che avrebbe continuato a peccare, magari non quel peccato, ma altri... era convinto che serviva qualcuno che pagasse per quei peccati futuri...

Paolo stesso dice in Romani:

“...tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue...” (Romani 3:23-25a)

Dio è il dio della seconda chance, e della terza, e della quarta... e della ennesima; fino a quando c'è ancora vita ce ne sta una.

Questo è ciò che Dio fa con voi quando inciampiamo.  Questo è ciò che Dio vuole che tu faccia  con le persone della tua vita quando inciampano.   Questo è ciò che significa essere come Gesù: essere “compassionevoli”.

Avere fede che le persone possono cambiare è una virtù cristiana, che si associa ad un'altra virtù cristiana che si chiama “compassione”.

Compassione viene dal latino  pateo = soffrire + cum = con- assieme; avere compassione di chi sbaglia, anche contro di noi  significa capire che l'altro soffre di una malattia che è anche la mia, che soffriamo assieme dello stesso male, che non siamo perfetti, che sbagliamo assieme che pecchiamo assieme.

Ma questo non deve portarci  a credere che, se l'altro sbaglia, è finita! Noi per primi dobbiamo vivere la virtù della fede nel prossimo e la virtù della compassione quando sbaglia se vogliamo che altri abbiano fiducia in noi e compassione verso i nostri errori e i nostri peccati.

Non si può cambiare a meno che  qualcuno creda in te  e compatisca i tuoi errori invece di sottolinearli.  L'accettazione precede sempre la trasformazione. 

Un suggerimento per me, e per voi: davanti ad una situazione difficile con qualcuno  non dire le cose come stanno,:  “Ecco tu hai fatto questo e questo” prova a dire le cose come potrebbe essere: “Tu potresti fare così e così”: vedrai che dimezzerai i conflitti che puoi avere con le atre persone.

E infatti, Paolo era così che agiva:

2. Dava alle persone una visione, dipingendogli un'immagine del futuro

“colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento” (v.6b)

In sostanza Paolo stava dicendo ai Filippesi;  “Siete un cantiere aperto; Dio ha cominciato con voi un'opera di sistemazione ma non ha ancora concluso, sta lavorando in voi, e non si fermerà fintanto che non avrà finito il lavoro, se lo lasciate fare.”

Non dirgli come è ora, fagli immaginare come sarà domani. Gli studi hanno dimostrato che  se ci sono persone attorno a noi a cui noi teniamo molto, che rispettiamo e riconosciamo l'autorevolezza e quelle persone hanno fiducia in noi tendiamo a raggiungere maggiori traguardi.

La mia professoressa di matematica del liceo  era una persona con un carattere difficile: si arrabbiava molto, e molto velocemente era enormemente critica verso ciò che faceva, ma pensava che le cose come le faceva lei  nessuno era capace di farle.

Per chi mi conosce, sa che ho descritto come sono io.

Io normalmente prendevo 4/4 in matematica il che, per uno che fa lo scientifico può essere un problema, la la mia professoressa aveva visto in me  le sue medesime caratteristiche di una persona difficile, esplosiva...  ma che aveva grandi potenzialità in testa...

Serviva qualcuno che mi dicesse: “E' dura, ma io so che ce la puoi fare, perché non credo che tu sei quel quattro, perché io vedo un 8!". Se non avessi avuto lei a dirmele queste cose ” non avrei mai raggiunto il 58 su 60 alla maturità.

Così Paolo dice:  “Mi aspetto il meglio dalle persone.  Io credo nelle persone.  Io do la gente visione.”

Questa è un'altra  virtù cristiana, e si chiama “esortazione” o “incoraggiamento”. Paolo era un campione nell'esortazione: guardate quello che dice ai Tessalonicesi:

“Ordiniamo a quei tali e li esortiamo, nel Signore Gesù Cristo, a mangiare il proprio pane, lavorando tranquillamente.Quanto a voi, fratelli, non vi stancate di fare il bene.” (2 Tessalonicesi 3:12-13)

Le persone che stava esortando Paolo erano persone che avevano preso la chiesa come una mensa gratis; erano non credenti pagani convertiti al cristianesimo, ma che continuavano a fare quello che erano stati abituati a fare in passato da non convertiti.

Paolo sapeva che nella loro vita stavano accadendo tanti terremoti: stavano abbandonando gli dei pagani, stano accettando una nuova fede... per questo stava esercitando un'altra virtù cristiana.

3. Era paziente con i progressi delle persone

Un'altra traduzione dello stesso versetto di Filippesi dice:

“Sono sicuro che Dio, che ha cominciato in voi la sua opera, vi aiuterà a crescere nella sua grazia fino a completare questa sua opera in voi il giorno in cui Gesù Cristo tornerà.” (Filippesi 1:6 PV)

Paolo sa che la crescita  è un processo che richiede tempo ed aiuto.

Per far crescere un fungo basta un po' di pioggia, una temperatura mite, e una notte.

Per far crescere una quercia ci vogliono anni ed anni, ci vuole il sole, il vento, la siccità, il gelo... tante cose che la aiutano a diventare quello che sarà:  una quercia secolare.

Un fungo dura un giorni, forse due; una quercia dura centinaia di anni.

Cristo non vuole far crescere funghi, che durano una notte, ma querce spirituali, che durano questa vita e la prossima...  eterna!

I Filippesi sono sulla strada della perfezione,  ma sono ben lontani dall'essere perfetti ... e Paolo, questo, lo sa!

Perché è così importante essere pazienti per costruire la  felicità?   Perché non c'è nessuno perfetto ... soprattutto te!   Paolo dice: “Io sono paziente, con il progresso della gente".

Quando è che hai accettato Gesù? Pensaci: eri maturo, eri matura all'epoca? Cosa sarebbe accaduto di te se Dio fosse stato “impaziente” se avesse voluto che tu divenissi perfetto o perfetta all'istante?

Dio non aspetta che tu sia “maturo”  per cominciare ad amarti. Neppure tu dovresti farlo  con le persone che ti circondano. Paolo dice in Romani:

“Difficilmente uno morirebbe per un giusto, ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” (Romani 5:7-8)

Un pastore ha detto una volta questo: "Celebra quanto le persone sono arrivate lontano  piuttosto che giudicare quanta strada ancora devono fare."

Si scrive “pazienza” si legge  AMORE

E Paolo afferma che questa virtù della pazienza, non è qualcosa che lui sta “aggiungendo” una sorta di “bonus”, ma un atto di giustizia dinanzi al Padre:

“Ed è giusto che io senta così di tutti voi, perché io vi ho nel cuore” (Filippesi 1:7)

Personalmente, ho scoperto che se le persone  non sono sul mio cuore  è molto facile che saranno  su altre parti anatomiche che non cito per correttezza.

Se non sto pregando per loro,  sarò probabilmente infastidito dal loro

Conclusione

Quanto durante la nostra giornata  passiamo pensando in maniera  “empatica” alle persone che scorrono nella nostra vita, avendo fiducia in loro, facendogli vedere un futuro positivo, dimostrandoci pazienti con il loro cammino ed i loro progressi?

Aspettarsi il meglio  dalle persone che girano attorno alla tua vita è un modo per costruire la tua felicità.

Amare con il cuore comincia con la comprensione. Amare le persone significa  esercitare nella tua vita

quattro virtù cristiane

  • quella della fede, avendo fiducia che gli altri possano cambiare,
  • quella della compassione, perché io non sono più giusto di loro,
  • quella dell'esortazione, incoraggiando le persone attorno a noi
  • e quella della pazienza, perché il cammino verso Cristo è lungo.

Preghiamo.

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domenica, settembre 13, 2020

Quando le tue preghiere sembrano trovare una porta murata | 13 Settembre 2020 |

Talvolta capita che pensiamo che Dio non sia in ascolto, o che sia disinteressato ai nostri problemi. Dobbiamo essere certi che non ci siano ostacoli tra noi e Dio che impediscano alle nostre preghiere di raggiungerlo, trovando una porta murata.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 43 min.


Brani utilizzati:

“Ti sei avvolto in una nuvola, perché la preghiera non potesse raggiungerti...” (Lamentazioni 3:44)

“...ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto...” (Isaia 59:2)

“...poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».” (1 Pietro 1: 16)

“Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri  Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.” (Salmo 139:23-24)

“Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini [le loro colpe], neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.” (Matteo 6:14-15)

“...domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.”  (Giacomo 4:3)

“Ed egli non fece lí molte opere potenti a causa della loro incredulità...” (Matteo 15:38)

"Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede le otterrete." (Matteo 21:22)

“Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch’esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.” (1 Pietro 3:7)



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domenica, settembre 06, 2020

Costruisci la tua felicità per vivere felice - Parte 2 | 6 Settembre 2020 |

Tu sei lo strumento che il Signore ha deciso di usare per pregare con gioia per le persone che incontri nella tua vita, per mettere una mano sul di Dio trono e l'altra sulla spalla di uomini e donne che cercano la felicità, e non la trovano...
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Tempo di lettura: 8 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 26 min.



La scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare della ricerca della felicità

E abbiamo anche detto che, come credenti abbiamo il vantaggio di poter prendere la nostra felicità indipendentemente da quello che ci accade attorno e seguiamo le leggi della Felicità che sono contenute nella Parola di Dio

Avevamo visto le 5 leggi della Felicità per i credenti:

5  Leggi della Felicità

  1. Non ricercare la felicità: creala!

Sarò tanto felice quanto decido di essere felice.

2. La felicità non è un obiettivo:  è il risultato di pensieri e di azioni giuste.

La felicità non è una spiaggia, un castello, una montagna,  ma l'effetto di un mio modo di pensare e di agire.

3. Le mie abitudini creano la mia felicità. 

… oppure la mia “infelicità” se sono abitudini sbagliate.

4. La felicità basata sugli eventi è temporanea ma la felicità basata sulle abitudini è duratura.

Le abitudini sono un abito che mi porto addosso, se sono giuste avrò addosso il motivo della mia felicità.

5. Le abitudini che creano felicità danno dipendenza come le cattive abitudini.

Posso essere dipendente da una sostanza che mi rende infeliceoppure dipendente da una abitudine che mi rende felice: sta a me la scelta.

Abbiamo letto di Paolo che  incoraggia i Filippesi ad applicarsi su alcune caratteristiche della vita cristiana che creano la felicità.

Paolo non lo dice, ma quelle caratteristiche per i credenti si chiamano “virtù cristiane”, e uno dei risultati dell'applicazione  delle virtù cristiane alla propria vita è la felicità.

Paolo comincia dalla dalla cosa più vicina che avevano i Filippesi per poter cominciare a cambiare le loro vite in vite piene di felicità, e la raccomandazione è: coltiva relazioni sane.

Questo era il brano che abbiamo visto assieme che dimostra tutta la positività do Paolo nei confronti di chi lo aveva accolto  in una città dove era stato bastonato, imprigionato e messo alla porta.

La prima virtù di cui Paolo parla ai Filippesi è quella della gratitudine; egli dice: “Devi ringraziare e ricordare il meglio degli altri.”

La seconda caratteristica ( o virtù)  che Paolo indica ai Filippesi è questa:

Per essere felice devo...

2. PREGARE CON GIOIA PER LE PERSONE NELLA MIA VITA

La preghiera è in se una virtù cristiana, ma esistono più modi di pregare: Paolo sta parlando di un tipo di preghiera specifica che è la preghiera di “intercessione”.

Chi “intercede” è come se colmasse la distanza,  tra Dio e gli uomini,  per mettere una mano sul trono di Dio  e l'altra sulla spalla di uomini e donne.

Ti piacerebbe sapere che Paolo prega per te? Lui non può, ovviamente, perché è morto... ma ti piacerebbe sapere che uno dei tuoi leader spirituali preferiti stesse pregando per te? Non ti senti incoraggiato, incoraggiata nel sapere che qualcuno prega per te?

Personalmente,  il fatto di sapere che molti di voi pregano per me  è il motore che mi fa andare avanti  da quasi trenta anni nel ministero nell'Alto Lazio  e da quasi venti come pastore di questa chiesa.

Paolo afferma:

e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia  ” (Filippesi 1:4a)

E qui casca l'asino (o il credente): per chi devo pregare? Perché, sapete, spesso quando io prego mi faccio un progetto di preghiera “a modo mio”.

“Allora, preghiamo per:  mia moglie, i miei figli,  babbo, mamma,  fratelli, le persone in chiesa, quell'amica tanto simpatica ma non credente affinché accetti Gesù...”

E così posso andare avanti, facendo tutto un elenco pieno delle persone che amo di più che sono piacevoli, e che vorrei venissero con me in Paradiso.

Facile vero? Ma è questo quello che stava facendo Paolo? Rileggiamo il versetto:

“e sempre, in ogni mia preghiera per tutti quelli che mi stanno simpatici, prego con gioia  ”

Ho letto bene? O forse ho aggiunto una parte che “mi fa comodo”?

Paolo dice “tutti”... e di sicuro tra quei tutti, c'era pure qualcuno  che non era il massimo della simpatia... magari qualcuno di quelli che al capitolo 16 di Atti aveva bastonato in piazza lui e Sila...

Pensa a qualcuno che ti irrita,  o con il quale hai un rapporto teso.

Quel tuo parente che ti abbraccia e bacia ma poi dice peste e corna di te con tutti.

Quel vicino di casa che continua a parcheggiare la sua auto nel tuo posto macchina riservato.

Il tuo capo al lavoro che gratifica la tua collega perché ha la minigonna e tacco dodici ma non fa nulla mentre tu porti avanti l'ufficio tutto sulle tue spalle.

Hai mai pregato per queste persone?? Oppure  ti sei solo lamentato,  hai mugugnato,  cercato il pelo nell'uovo  in ogni suo comportamento?

Forse lo hai fatto... Ma lo hai fatto con gioia... o lo hai fatto con rabbia?

Ti dico segreto:  pregare positivo  è più potente di pensare positivo! Può cambiare le persone!!!

 Il modo più semplice per cambiare una relazione: è  iniziare a pregare con gioia per lui/lei.

Cosa pregare?? Quello che ha pregato Paolo!

“E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento,  perché possiate apprezzare le cose migliori , affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo,  ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.” (Filippesi 1:9-11)

Prega  per loro affinché...

1.  Crescano nell'amore

 “che il vostro amore abbondi sempre piú”  v. 9

Molte di quelle persone che non sono amabili lo sono perché non si sentono amate. Prega che possano ricevere amore.

2. Prendano decisioni sagge

 “in conoscenza e in ogni discernimento,  perché possiate apprezzare le cose migliori” vv. 9b-10a

Molte di loro sono prigioniere di decisioni sbagliate che si trascinano dal passato. Prega che possano prendere decisioni giuste da ora in poi.

3. Vivano con integrità

“affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo” v.10b

Molte di loro non vivono una vita integra, ma una vita di eccessi e di peccato. Prega che possano essere spezzate le catene che le legano.

4. Diventino come Gesù

“ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio” v.11 

Di quali frutti sta parlando Paolo?

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;  contro queste cose non c'è legge.” (Galati 5:22-23)

Paolo sta pregando quattro caratteristiche che vuole che i Filippesi sperimentino che sono quattro delle virtù cristiane.

E le prega per un semplice motivo: perché sa che lui non può trasformare la vita dei Filippesi! Non li ha trasformati attraverso le predicazioni quando era con loro, non li può modificare adesso attraverso una lettera... Ma Dio si!

Personalmente, sono sempre più convinto che né un pastore, né un predicatore, né un missionario, possiamo cambiare le vostre vite semplicemente raccontandovi le istruzioni alla vita cristiana contenute nella Bibbia, se poi quelle istruzioni non diventano “virtù” modi di agire, abiti in cui voi vivete  per il resto della vostra vita.

Paolo ricorda le parole di Gesù:

“...quello che chiederete nel mio nome, lo farò... Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto...” (Giovanni 14:13a, 15:7)

Sa che la sua preghiera può agire nelle vite degli altri, e spingere le persone per cui prega ad applicare la sola cosa che possa trasformare quelle vite: applicare le virtù cristiane alla propria vita.

Ma sa bene che tutto è condizionato da quel “Se dimorate in me”:  "se la mattina vi mettete l'abito delle virtù cristiane e ve lo togliete la sera quando andate a letto".

Paolo non li vuole  solo salvi, li vuole felici, e la felicità è il risultato dell'applicazione delle virtù  alla propria vita

Se pensi che il campo sia un po' stretto su quello che puoi pregare per  le persone che hai attorno, ti mostro la tabella (sicuramente incompleta) delle virtù che emergono dalla lettura della Bibbia.



Sono 139...  di sicuro ne manca qualcuna... Non dirmi che non sai cosa pregare per le persone che hai attorno!

Conclusione

Tu sei lo strumento che Dio ha deciso di usare  per per colmare la distanza,  per mettere una mano sul trono di Dio  e l'altra sulla spalla di uomini e donne  che cercano la felicità, e non la trovano, perché non hanno compreso che la felicità è qualcosa si crea attraverso  l'abito di virtù cristiane che decidi di indossare ogni giorno.i

Prega queste cose per i figli,  per il tuo sposo o la tua sposa,  per i colleghi...  e guarda quello che accade!

Preghiamo.



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lunedì, agosto 31, 2020

Costruisci la tua felicità per vivere felice 1° Parte | 31 Agosto 2020 |

Se vuoi vivere felicemente, devi CREARE la tua felicità, attraverso pensieri ed azioni giuste abituandoti e divenendo dipendente da quelle azioni giuste.
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Il titolo del messaggio di oggi sembra un po' uno scioglilingua. E sembra anche un po' assurdo:
sto affermando che, per vivere felice, io debbo costruire DA ME la felicità che vivrò.

Tu potresti dirmi. “Marco, è assurdo! Io non posso fare in modo di essere felice! La felicità dipende da quello che mi accade,  da dove vivo, da come vivo, dalle persone che ho attorno, che non posso modificare perché io sia felice!”

OK. Dobbiamo allora metterci d'accordo su cosa intendiamo per “essere felici”.

La mattina, quando ti svegli per andare al lavoro, a scuola, in ufficio, nel tuo negozio, o a casa tua, ti senti felice?

La tua risposta varierà da “spesso”, a “qualche volta” , a “raramente”... mi auguro per te che la tua risposta non sia “mai”!

E' difficile essere pienamente felici ogni mattina se ti svegli alle quattro e fai il camionista e fuori nevica, o se vai in un reparto di malati terminali e sai che quella mattina un tuo paziente morirà, o se, semplicemente, hai un matrimonio in bilico un figlio ammalato, un lavoro che potresti perdere.

La ricerca della felicità è un tema vecchio quanto il mondo; hanno provato a spiegarla scrittori filosofi, scienziati.

Nel 2006 un regista italiano (Gabriele Muccino) decise di fare un film  con Will Smith come protagonista attualizzando una pellicola italiana del 1963 (si chiama “remake”) ambientandola in America e prendendo a spunto un fatto realmente accaduto; il film si intitolava “La ricerca della felicità”.

Vorrei vedere assieme a voi il trailer di quel film... Fate attenzione all'ultima frase.




Le parole di Will Smith erano  “Se vuoi qualcosa, vai e prenditela; punto.” E quello che si prefiggeva Smith nel film, era, appunto, la felicità.

E noi? Come credenti, come ci dobbiamo comportare? Dobbiamo “prendere” anche noi la nostra felicità, come dice Will Smith?

Sapete, come credenti abbiamo il vantaggio di poter prendere la nostra felicità indipendentemente da quello che ci accade attorno.

Come? Se seguiamo le leggi della Felicità che sono contenute nella Parola di Dio

5  Leggi della Felicità 

  1. Non ricercare la felicità: creala!

“Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore. (Salmo 37:4)

La felicità non è un prodotto su uno scaffale, ma è una scelta della tua volontà. Sarai tanto felice  quanto decidi di essere felice.

2. La felicità non è un obiettivo:  è il risultato di pensieri e di azioni giuste.

“Va’, mangia il tuo pane con gioia e bevi il tuo vino con cuore allegro, perché Dio ha già gradito le tue opere.” (Ecclesiaste 9:7)

Se la felicità è il tuo obiettivo  tu vivrai una vita impostata per essere felice; e per fare questo non tutte le tue azioni saranno azioni “di giustizia”,  e passeranno sopra la felicità di altri. Sarà una vita molto egoistica e misera!

3. Le mie abitudini creano la mia felicità.  

“Io ho sempre posto il SIGNORE davanti agli occhi miei; poich'egli è alla mia destra, io non sarò affatto smosso.” (Salmo 16:8)

Così come le cattive abitudini creano una vita infelice  allo stesso modo le buone abitudini  creano una vita felice

Noi modelliamo le nostre abitudini,  e poi le nostre abitudini modellano noi!

Se io bevo per abitudine un litro di grappa al giorno io avrò problemi di salute a quella abitudine modellerà la mia vita.

Se io per abitudine sono gentile verso i miei vicini io avrò degli amici nella casa a fianco e quella abitudine modellerà la mia vita.

4. La felicità basata sugli eventi è temporanea

“Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano...” (Matteo 6:19)

Dura solo quanto l'evento. Ma la felicità basata sulle abitudini è duratura.

“ … ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano.” (Matteo 6:20)

Quanto dura la gioia  di una giornata al luna park? Dura quel giorno, ma il giorno seguente  dovrai tornare alla tua vita (il lavoro, la scuola, la famiglia)..

Se la mia felicità è basata sugli eventi, allora proverò a riempirne la mia vita per essere felice ogni giorno.

Ho detto che la felicità duratura è basata sulle abitudini; la parola “abitudini” viene da “abito”. L'abito è qualcosa che ci mettiamo addosso, che viene con noi, ci accompagna durante tutta la giornata.

Se la mia felicità è in funzione di quell'abito, allora io sarò felice per gran parte del mio tempo, in quanto avrò addosso il motivo della mia felicità.

5. Le abitudini che creano felicità danno dipendenza come le cattive abitudini.

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

Io ho la cattiva abitudine  di andare a letto molto tardi la sera; ormai sono così abituato a mettermi a letto oltre mezzanotte, che se vado a letto prima non ho sonno! Io una dipendenza da una cattiva abitudine, e la mia cattiva abitudine  è causa del fatto che, svegliandomi alle 6, io sia stanco già dal mattino.

Se invece io avessi la buona abitudine di andare a letto alle dieci e mezza di sera, dormirei due ore di più e la mattina sarei riposato, e sicuramente più felice!

Sarei sempre dipendente da un'abitudine  ...ma porta una ricompensa molto più grande!

Questi cinque principi non me li sono inventati io durante una notte, ma sono scritti nella Parola di Dio.

Sapete quale è il libro più felice della Bibbia? Il libro di Flippesi! E' il libro in cui Paolo si dimostra più felice dove per 17 volte ripete le parole,”felice, contento, gioia, gioire”, e al capitolo 4 versetto 4 dice: 

“Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi.” (Filippesi 4:4)

Eppure sapete dove scrive il libro Paolo? Durante la prigionia a Roma,  incatenato a un soldato romano 24/7.

Paolo incoraggia i Filippesi a d applicarsi su alcune caratteristiche della vita cristiana che creano la felicità.

Non è importante, ma sappiate  che queste caratteristiche che Paolo indica sono spesso chiamate  le “virtù cristiane”.

Uno dei risultati dell'applicazione  delle virtù cristiane alla propria vita è la felicità.

Se vuoi essere felice, dove cominciare? Paolo dice: “Comincia dalle RELAZIONI!”

E' impossibile essere felici con relazioni infelici!

1° ABITUDINE: DEVO COLTIVARE RELAZIONI SANE!

Nei primi 11 versetti Paolo descrive  il rapporto che ha con i Filippesi e fa 4 affermazioni

“Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi;  e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia  a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino a ora.  E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesú.  Ed è giusto che io senta cosí di tutti voi, perché io vi ho nel cuore, voi tutti che, tanto nelle mie catene  quanto nella difesa e nella conferma del vangelo, siete partecipi con me della grazia.  Infatti Dio mi è testimone come io vi ami tutti con affetto profondo in Cristo Gesú.  E prego che il vostro amore abbondi sempre piú in conoscenza e in ogni discernimento,  perché possiate apprezzare le cose migliori , affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo,  ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesú Cristo, a gloria e lode di Dio.” (Filippesi 1:2-11)

Paolo modella 4 virtù/abitudini relazionali  facili da spiegare, difficili da applicare

Per essere felice devo...

1. ESSERE GRATO PER LE PERSONE NELLA MIA VITA! 

Sarai molto più felice 
e le tue relazioni saranno molto più piacevoli se sviluppi l'attitudine alla gratitudine! Paolo afferma:

“Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi” (Pilippesi 1:3)

Paolo dice:“Io ricordo le cose belle di voi Mi focalizzo sui momenti belli vissuti assieme”

Nella mia vita di pastore ho costatato che questo è uno dei motivi perché le amicizie e molti matrimoni entrano in crisi e finiscono.

Soprattutto nel matrimonio, ci si dimentica dei momenti belli vissuti assieme e ci si focalizza su quelli brutti.

Ci dimentichiamo di come il cuore ci batteva al primo appuntamento con la nostra sposa o il nostro sposo, delle ore passate assieme senza dirsi niente ma sazi solo dal fatto di tenersi per mano...

E invece ci focalizziamo sulla busta di immondizia che non è stata portata fuori ancora, sul tubetto di dentifricio schiacciato dal centro e non dal fondo...

Paolo invece,  dice :”Io mi ricordo solo il vostro bene per me... perché è quello che mi rimane dentro! Perché è per quello che vi sono grato!”

Ti pongo una domanda: quando pensi alle persone della tua vita  il tuo primo pensiero è la gratitudine?

Più tempo conosci una persona  più dai le cose per scontate (amore, rispetto, attenzioni),  più ti concentri sui suoi sbagli, più è facile ricordare gli episodi brutti.

Cosa fa Paolo, invece?

“...il mio cuore si riempie di gioia per tutto l’aiuto che mi avete dato nel diffondere il Vangelo di Cristo dal giorno in cui l’avete conosciuto fino ad ora.” (Filippesi 1: 4b-5 PV)  

Paolo ricorda le cose belle: ricorda l'aiuto di una donna, Lidia,  (una commerciante) che lo ha aiutato  al suo arrivo a Filippi  per piantare una chiesa  portandolo nel luogo dove le persone si incontravano per pregare.

Ricorda che gli hanno inviato soldi  e addirittura un fratello in Cristo (Epafrodito)  è arrivato a dorso di mulo da Filippi a Roma mandato per aiutarlo... e si è pure ammalato per questo (e nella lettera dice che lo sta rimandando a casa).

Ti faccio una domanda: cosa hai dimenticato  di quello che gli altri hanno fatto per te?

Tu potresti dirmi, “Va beh, Marco, i Filippesi avevano un debole per Paolo gli stava propri simpatico e lo avevano amato da subito”

Se pensi così, leggi Atti 16), e scoprirai che Paolo era stato picchiato dai Filippesi, era stato frustato dai Filippesi, era stato arrestato dai Filippesi, era stato messo in prigione a Filippi, era sopravvissuto ad un terremoto, mentre era in carcere a Filippi, e infine gli avevano chiesto di lasciare la città... perché portava jella!

Ma Paolo ha deliberatamente scelto  di non soffermarsi  sui ricordi dolorosi. Il ricordare non è una funzione chimica del tuo cervello è una scelta che fa la tua volontà! Addirittura alcune volte la tua volontà cancella memorie troppo dolorose, come quella di una violenza subita, per proteggerti.

Come credente, devi sviluppare una memoria selettiva; non su tutto, certamente, ma per alcune cose devi decidere cosa vuoi ricordare e cosa no.

Ti lascio un compito da fare: fai una lista di tutte le persone che devi ringraziare; trova la maniera di dirgli grazie  durante i prossimi due mesi.

Conclusione

Se vuoi vivere felicemente,  devi CREARE la tua felicità,  attraverso pensieri ed azioni giuste abituandoti e divenendo dipendente da quelle azioni giuste.

La prima cosa da fare è : sii grato delle persone nella tua vita.

Preghiamo.


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