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domenica, gennaio 19, 2020

Come guarisce Gesù? | 19 Gennaio 2020 |


Dio vuole coinvolgere te nella sua azione di guarigione, sia spirituale che fisica, delle persone. Sei pronto, sei pronta ad agire come Gesù ti ha mostrato, e pregare per guarire gli altri?
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Tempo di ascolto audio/visione video: 35 min.

Siamo alla fine... quasi... di questa serie di messaggi sulla guarigione.  Abbiamo passeggiato per circa tre mesi assieme a “Yahwe Rapha”, "Dio guarisce", e la settimana prossima Mario chiuderà il ciclo con l'ultimo messaggio.

Nel frattempo che Mario stava predicando i precedenti messaggi c'è nessuno che ha mai pensato “Si, va beh, Mario, ma io mica sono convinto che Gesù guarisca PROPRIO come dici tu, attraverso la preghiera di altri!”.

Sapete, avere pensieri simili verso i vostri predicatori domenicali non è un “peccato grave”. Nutrire dubbi è lecito, ma questo deve spingerci a cercare, piuttosto che rimanere con il dubbio.

Lo sarebbe solo se tu rimanessi coi tuoi dubbi senza chiedere a nessuno, senza chiedere al predicatore... e soprattutto,  senza chiedere alla Parola di Dio le risposte.

Quante volte abbiamo detto che Gesù è venuto a darci un “esempio”? Lui stesso  dice agli Apostoli in Giovanni 13: 15  “Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” 

Mario ha detto più volte che non non c'entriamo nulla con la guarigione; non siamo noi che guariamo, ma noi semplicemente portiamo in preghiera il caso di quella tale persona a Gesù affinché lui guarisca.

Se Gesù è venuto per darci un esempio di quello che dobbiamo fare, per vedere se è vero  quello che Mario va dicendo da novembre, dobbiamo cercare nella Bibbia esempi di come lui ha guarito.

Se fosse vero quello che afferma Mario, ovvero che Gesù guarisce ancora adesso ANCHE attraverso qualcuno che  gli “porta” un ammalato, dovremmo trovare uno schema simile  nelle molte guarigioni miracolose presenti nei quattro Vangeli.

Quante guarigioni ci sono nei Vangeli?

Nei quattro Vangeli sono moltissime le guarigioni,  ma solo di 27 abbiamo la storia dettagliata, che ci mostra il prima (la malattia), il come (in che modo il malato si è presentato a Gesù) e il dopo (la guarigione).

Tramite esse possiamo vedere come agiva Gesù,  e cercare di imparare qualcosa. Vogliamo vederle assieme?

Dato che non possiamo vedere 27 passi dei Vangeli (altrimenti la predica finisce domani all'alba), quello che ho fatto è di riassumere in una tabella tutti i passi dei vari Vangeli dove si trovano queste 27 guarigioni e di suddividerle in tre categorie: "guarigione richiesta dall'ammalato", "guarigione non richiesta né dall'ammalato né da altri", "guarigione richiesta da altri e non dall'ammalato stesso".

Se fosse vero quello che Mario va affermando da tre predicazioni, dovrei trovare più miracoli nella terza colonna della tabella che nella prima e nella seconda. Vediamo se è vero.



Cosa ci dice, secondo voi, la tabella? Secondo voi in questa tabella quello che dice Mario, ovvero che se portiamo in preghiera a Gesù la malattia di un altro, Gesù la guarisce, è verificato e testimoniato dalla Parola di Dio?

Visto che a me piacciono le statistiche, ho immesso i dati in una pagina excel per vedere le percentuali dei tre tipi di guarigione:


Attenzione a questo grafico, perché il grafico ci dice cose importantissime che ci aiutano a comprendere  come funzioni la guarigione attraverso l'intervento di Gesù.

Per prima cosa, guardate quante persone hanno richiesto la guarigione direttamente: 6 su 27.

Per 6 volte persone hanno chiesto direttamente, ovvero se ci fossero dieci ammalati poco più di due persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura umana e del perché, spesso, non c'è guarigione.

1. Come uomini, cerchiamo guarigione dappertutto... tranne che da Dio

La natura umana è quella di cercare DAPPERTUTTO pur di essere guariti: medicina allopatica  (quella medicina che cura i sintomi attraverso farmaci... insomma quella “ufficiale”), medicina olistica  (quella medicina che cura tutto il corpo per curare i sintomi), agopuntura, omeopatia, bio-feedback (dice che puoi imparare a controllare le tue funzioni vitali e, pertanto ti puoi auto-guarire), eccetera.

E' giusto cercare di essere guariti attraverso tutte queste scienze (più o meno tutte scienze)? Dovrebbero i credenti affidarsi alle cure  di questo o di quel medico di una delle varie discipline? Certo che si! La scienza medica è un dono che Dio ci ha dato!

E' Lui che ha messo ordine  nella creazione (non la ha fatta “a caso”) affinché l'uomo attraverso l'intelletto che Lui stesso gli ha donato potesse decrittare, capire i codici, scoprire la sequenza esatta degli amminoacidi che compongono il DNA umano, scoprire quello che si chiama “genoma” ovvero l'intero progetto di un uomo... e curarlo!

Dove sta il problema, allora? E' che noi chiediamo SOLO alla scienza medica...

E' come se stessimo chiedendo  a un elettricista di trovare e riparare il corto circuito che ha mandato in black out un grattacielo invece di chiedere all'ingegnere  che ha progettato l'intero sistema elettrico dove sia la soluzione.

L'elettricista sarà utile, ma l'ingegnere è indispensabile

2. Come Dio, Gesù è interessato a guariti

Per 10 volte  Gesù ha guarito senza nessuna richiesta, ovvero poco più di tre persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura di Dio e del perché, spesso, c'è guarigione spontanea.

Hai mai avuto un figlio o un familiare gravemente ammalato? Ti sei preoccupato, preoccupata? Avresti fatto di tutto perché guarisse?

Dio è il Creatore di tutto, per cui lui è "biologicamente" Padre di tutti; ma  la sua famiglia è composta solamente da quelli che lo hanno accettato come Padre. E, come qualsiasi padre, vuole il meglio per i suoi figli, e manda guarigioni anche senza che siano state richieste.

Ma Lui è preoccupato non solo per quelli  che fanno parte della sua famiglia, ma è preoccupato anche (e soprattutto) per quelli che hanno scelto di abbandonare la sua famiglia, che sono “fuori casa”...

E talvolta li guarisce  per dimostrare loro che Lui esiste, che è benevolo,  che li ama, sperando così che si volgano a Lui e lo riconoscano come Padre.

Ok, veniamo al “punto” della predicazione di oggi (questa era solo l'introduzione!).

Ci eravamo riproposti di vedere nei Vangeli se Gesù ci aveva dato esempi di persone che erano state guarite perché altri avevano portato quelle persone a lui, e per vedere così se Mario ha ragione oppure ci ha raccontato un sacco di favole.

3. Come discepoli, dobbiamo imitare gli esempi che Gesù ci mostra

Per 11 volte  Gesù ha guarito qualcuno perché qualcun altro lo ha portato a Gesù, ovvero quattro persone ogni dieci. Questo spiega molto della volontà di Dio di coinvolgerci nella guarigione.

Vediamo un solo esempio degli 11 presenti nei Vangeli:

“Ed ecco che si presentarono alcuni uomini che portavano un paralitico in barella e cercavano di farsi largo tra la folla per portarlo davanti a Gesù, ma non ci riuscivano. Allora salirono sul tetto sopra di lui, tolsero delle tegole e calarono la barella con l'invalido giù tra la folla, proprio davanti a Gesù. Vedendo la loro fede, Gesù disse a quell'uomo: "Amico, i tuoi peccati ti sono perdonati!"... Poi, rivolto al paralitico, gli comando: "Alzati, raccogli la tua barella e vattene a casa tua!" Immediatamente, sotto gli occhi dei presenti, l'uomo balzò in piedi, raccolse la barella, e se ne andò a casa sua lodando Dio.” (Luca 5:18-25 PV)

Cosa hanno fatto  gli amici del paralitico?

Hanno saputo di Gesù, hanno sentito  che Gesù guariva, hanno creduto che Gesù potesse guarire l'amico, hanno presentato l'amico e il suo problema a Gesù, hanno avuto fede.

Chi è che ha guarito? Non certo la strada fatta dagli amici, e neppure il buco nel tetto... ma Gesù! Ma chi ha ”portato” l'ammalato  a Gesù? Gli amici!

Quando preghiamo per la guarigione noi facciamo il medesimo percorso: abbiamo saputo di Gesù (siamo divenuti credenti), abbiamo creduto che Gesù può guarire (abbiamo letto la Bibbia, che lo dice), presentiamo a Gesù il nostro amico e il suo problema (preghiamo), abbiamo fede che Gesù agisca.

Dio non ha bisogno di noi per guarire, tuttavia vuole che noi siamo direttamente coinvolti  nella guarigione delle persone.

Perché? La risposta è... non lo so!  (E' una delle tante domande che sto scrivendo su un quaderno da fargli la prima volta che lo vedo... in Cielo!)

Possiamo fare delle supposizioni dire che aiuta la testimonianza, la fede, l'unità... Ma la realtà è che non ce lo ha detto il perché... ma ci ha detto di farlo e come farlo! Come?

1. Sii attento, sii attenta alle necessità delle persone

"Nella città, vicino alla "Porta delle Pecore", c'è una vasca con il nome ebraico di Betesda, circondata da cinque portici. Molti malati, zoppi, ciechi e paralitici si mettevano sotto questi portici,  {aspettando che l'acqua della vasca si muovesse. Di tanto in tanto, infatti, un angelo del Signore veniva a smuovere l'acqua e la prima persona che vi entrava guariva.}  Fra quelli che aspettavano c'era un uomo invalido da trentotto anni. Quando Gesù lo vide lì sdraiato, sapendo da quanto tempo era malato, gli chiese: "Vuoi guarire?" "Signore," rispose l'uomo, "non ho nessuno che mi porti nella vasca, quando l'acqua si muove. Ogni volta che cerco di entrarci, c'è sempre qualcun altro che vi scende prima di me".  Allora Gesù gli disse: "Alzati, prendi la tua branda e cammina!" (Giovanni 5:2-8)

Gesù viveva “fisicamente” a contatto con le persone,  camminava con loro e in mezzo a loro,  faceva quello che gli altri facevano, frequentava i posti  che gli altri frequentavano.

Ma non era lì per “passare il tempo”, era lì con un proposito: VEDERE di cosa avevano bisogno le persone, era ATTENTO a cercare le opportunità  per dimostrare amore... piuttosto che parlarne.

Noi dovremmo, come credenti, fare lo stesso. Una fede vissuta ESCLUSIVAMENTE in mezzo ad alti credenti è uno spreco di opportunità di testimoniare e di portare guarigione, quella guarigione che Dio vuole dare sia all'anima che al fisico.

Come va la tua vita di credente? Ti guardi intorno per capire le necessità di chi ti vive a fianco, i tuoi familiari, i tuoi amici, i tuoi compagni di scuola i tuoi colleghi di lavoro, oppure ti fa “un po' schifo tutto”, perché tu riservi il meglio solo ai “credenti”?

Sono sicuro che nessuno qua dentro, o che mi legga,  o che mi ascolti, o veda sia così... e per fortuna, perché così avresti vanificato una delle benedizioni che Dio ti ha concesso, portare guarigione nel mondo attraverso il nome di Gesù.

2. Sii pronto , sii pronta a rispondere alle necessità delle persone

“Quando Gesù arrivò a Cafàrnao, un centurione romano venne a lui e lo supplicò: "Il mio giovane servo è stato colpito da una paralisi, e soffre terribilmente!" Gesù disse: "Verrò a guarirlo". “ (Matteo 8:5-7 PV)

Gesù non dilaziona,  non prende tempo,  non dice :”Aspetta  che finisca quello che devo fare e poi vengo”. Ma AGISCE subito,  interrompendo quello che stava facendo,  di fronte alla necessità del prossimo.

Come è la tua “tempistica”? Tendi a mantenere i tuoi appuntamenti in agenda qualsiasi cosa accada, oppure sei “flessibile”, e se vedi una necessità, e se qualcuno ti chiede aiuto abbandoni tutto e fai quello per primo?

So cosa stai pensando:  “Eh, si, Marco, beato te! Tu mica lo sai che vita indaffarata ho io! Non me lo posso permettere di lasciare tutto e aiutare prima gli altri.. Lo farò... appena posso!”

Se tu pensi di avere una vita molto indaffarata, pensa a come poteva essere quella di Gesù che in soli tre anni  doveva salvare il Mondo  e sconfiggere la morte!

3. Ricorda che ogni bisogno è il più importante

Tutte le guarigioni miracolose di Gesù  non sono “programmate” ma avvengono come “interruzione”.

“Quando Gesù ebbe attraversato il lago in barca e fu giunto sull'altra riva, una gran folla si radunò intorno a lui.  Ed ecco che uno dei capi della sinagoga, un certo Iairo, gli si avvicinò e si gettò ai suoi piedi,  implorandolo di guarire la sua figlioletta....  Gesù andò con l'uomo, mentre la folla lo seguiva e lo stringeva da tutte le parti. Fra la gente c'era una donna che da dodici anni soffriva di perdite di sangue  e aveva sofferto molto; si era affidata alle cure di diversi medici, che le erano costati tutto il suo denaro, ma non aveva avuto miglioramenti, anzi, stava sempre peggio.  Questa donna ... pensava: "Se riesco anche solo a toccare il suo vestito, sarò guarita!"  E fu proprio così: non appena lo toccò, l'emorragia si fermò, e la donna sentì di essere guarita. Gesù s'accorse subito che una forza gli era uscita, perciò si rivolse alla folla, chiedendo: "Chi mi ha toccato i vestiti?"... Fu allora che la donna, tremante e impaurita per quello che le era successo, si fece avanti e si gettò ai suoi piedi spiegando tutta la verità. Allora Gesù le disse: "Figliola, la tua fede ti ha salvata; vai in pace, guarita dalla tua sofferenza!" (Marco 5:21-34 PV)

Era importante guarire la figlia di Iairo? Certamente si,  ma anche la guarigione della donna  era importante! E' per quello che si ferma,  la cerca, per confermarle che quello che aveva sentito  non era una sua speranza, ma che era realmente guarita.

Supponiamo allora che, dopo la serie di messaggi di Mario, tu senta dentro il “fuoco” di pregare per la guarigione, e che le persone comincino anche a chiederti di farlo...  Come fissi i tuoi appuntamenti?

“Allora, prima vado da Tizio che ha avuto un infarto... potrebbe non arrivare a domani... Poi vado da Caio che ha il tumore... ma tanto gli hanno dato ancora sette mesi... Beh, se non c'è qualcos'altro di più grave vado da Sempronio che c'ha solo l'influenza...”

Gesù guariva...  tutti...  subito...  appena poteva... Si fermava,  non si curava dell'interruzione ai suoi piani, AGIVA, perché TUTTI i bisogni degli altri sono i bisogni numero 1 per lui. La stessa cosa dovremmo fare noi.

4.  Non aver timore di toccare chi ha bisogno.

“Ed ecco che un lebbroso si avvicinò, s'inginocchiò davanti a lui e lo implorò: "Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi!"  Gesù lo toccò con la mano e disse: "Sì, lo voglio. Sii guarito!" E subito la lebbra scomparve.” (Matteo 8:2-3 PV)

Gesù non aveva bisogno di toccare il lebbroso per guarirlo, ma stava modellando per noi come dovremmo comportarci.

Uno di motivi per cui i credenti non pregano per la guarigione di altri credenti,  sapete quale è? La paura di “toccare” la malattia dell'altro. Non fisicamente, ma qui, nella nostra mente

Cominciamo a pensare: “E se poi non sono buono a guarire? E se poi non succede niente?". E ci fermiamo... perché pensiamo che siamo noi ad agire.

Dobbiamo superare lo “schifo” e la paura,  per poter essere efficaci, perché non saremo noi ad agire.

5. Non aver timore ci coinvolgerti emotivamente con i problemi delle persone

“Quando Gesù vide Maria e i Giudei che piangevano, si sentì profondamente turbato: 34 "Dov'è sepolto?" domandò."Vieni a vedere", risposero.  Gesù pianse.” (Giovanni 11:33-35 PV)

Gesù è Dio, e Dio è un dio “emotivo”: la Bibbia dice che Dio piange,  Dio ride,  Dio si adira,  Dio, è triste,  Dio cambia idea... Dio ti ha dato emozioni perché  quelle emozioni sono le SUE emozioni!

Spesso non vogliamo pregare  per la guarigione di altri perché non vogliamo provare dolore  per la malattia di altri. Non vogliamo piangere.

Gesù piangeva... anche se sapeva bene che avrebbe guarito... Chi sono io più di Gesù per rifiutarmi di provare dolore  e stare accanto a chi soffre?

Conclusione
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Dio ha mostrato la sua volontà, il “cosa”, ovvero guarire l'uomo  sia nello spirito che nel fisico. Gesù ha mostrato il “come”, portandolo a lui in preghiera e avendo fede che lui agirà

Ora tocca a me e a te obbedire, essere attento, essere attenta alle necessità degli altri, essere pronto, essere pronta alle richieste degli altri, perché ogni bisogno è importante, non avendo timore né di toccare né di coinvolgerci con il male dell'altro, ma ricevendo l'onore di essere strumenti della guarigione di Dio.

Sei pronto, sei pronta ad essere il suo strumento?

Preghiamo.

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domenica, gennaio 12, 2020

Guarigione Divina VS Sapienza senza potenza | 12 Gennaio 2020 |

Hai mai provato ad "alzare l'asticella" della tua fede, e pregare non solo per la salvezza... ma anche per la guarigione? Gesù ti ha chiesto di farlo, se credi in Lui!
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Messaggio di Mario Forieri

“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così». Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele». Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro»." (2 Re 5:1-10)

“Il sacerdote offrirà l'olocausto e l'oblazione sull'altare; farà per quel tale l'espiazione, ed egli sarà puro.” (Levitico 14:20)

“Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.” (Numeri 21:9)

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.” (Marco 16:15-20)

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:4-5)

“Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli, con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati,  affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: «Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie».” (Matteo 8:16-17)

“Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24)

(Immagine base del pannello: "Healing Touch" di Mary Southard" - usata con permesso)


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domenica, gennaio 05, 2020

Chi è che stai aspettando? - Epifania | 5 Gennaio 2020 |

Aver visto i segni di Dio, aver conosciuto Gesù, non è abbastanza. Sei pronto, sei pronta a iniziare con lui un viaggio che duri tutta la tua vita?
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Domani sarà il l'Epifania, il giorno in cui gran parte del mondo cristiano ricorda l'arrivo dei Magi a Betlemme.

In realtà, per molti secoli, soprattutto nelle chiese in Oriente la notte del 5 Gennaio si festeggiava  il Natale, e a mezzogiorno del 6 il battesimo di Gesù.

Nelle chiese occidentali, invece, si prese a festeggiare la rivelazione di Gesù al mondo, (Epifania in greco significa, appunto, rivelazione) con l'arrivo dei Magi.

Come abbiamo più volte detto queste date sono solamente una “convenzione” che i credenti prima di noi hanno scelto; non sono le vere date, e onestamente è assolutamente ininfluente che lo siano davvero.

Sono “tradizioni umane”...  ma attenzione a voler per forza affermare che sono solo tradizioni umane.

Quello che i credenti di circa 200 anni dopo il primo Natale sia in Oriente che in Occidente volevano affermare è che Gesù è realmente venuto nel mondo  (il Natale) e che Gesù si è realmente rivelato al mondo (il battesimo nel Giordano e l'Epifania)

Cosa c'entra questo con l'attesa del credente?

Vorrei vedere assieme a voi un breve filmato:



Certo, non sono proprio i Magi che ci aspettiamo, sono un po' cialtroni, sono indecisi, trattano male uno di loro... insomma... ci rassomigliano al 100%! Ma, una cosa hanno di buono che li rende assolutamente migliori di quei primi Magi: ed è contenuta nell'ultima didascalia del filmato.

Il regista del film ci informa che per questi Magi cialtroni il viaggio non era finito con l'arrivo alla stalla, con l'aver visto Gesù, e con l'averlo adorato, ma ci dice che quello era solo l'inizio di un viaggio ben più lungo.

Leggiamo il viaggio vero:

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ».  Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1. Il viaggio comincia vedendo ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante... Ma non sappiamo cosa. La Bibbia ci parla  di un ἀστήρ,  “astēr”, la parola in greco  per qualsiasi cosa  che brilli nel cielo.

E non sappiamo neppure  perché i Magi hanno associato quella luce con l'arrivo di un re. Possiamo fare solo supposizioni, tipo si sia trattato della congiunzione tra Giove (stella che era associata ai re) e Saturno (stella associata ad Israele) avvenuta nella costellazione dei Pesci (dove sorge il Sole): “Un re in Israele sta per sorgere”... Ma sono solo ipotesi.

Qualsiasi cosa fosse, Dio si è servito dei Magi (che erano pagani) ed erano astrologi (che è una pratica pagana) per svelare al mondo il suo piano.

Dio è il dio dell'impossibile,  ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa  per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Quale è il messaggio che dobbiamo prendere? E' importante sapere cosa vediamo, o è importante vedere  cosa Dio ci vuole far sapere?

I pastori, la sera del primo Natale, si dissero l'un l'altro:

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere.” (Luca 2:15:b)

Se pronto, sei pronta,  a  vedere Dio  anche quando pensi  “qui Dio non c'entra”?

Dio controlla l'intero Universo,  e per lui è facile “usare” le situazioni  che sembrano distanti mille miglia  da qualcosa di “cristiano.”

Può essere un sogno,  una malattia,  una guarigione,  una crisi economica,  qualcosa che ti “scuota”...

Ma per vederlo, devi stare col naso all'insù, scrutare il cielo, guardarti attorno, essere attento, essere attenta ai messaggi che Dio ti manda anche attraverso cose o persone che non c'entrano niente con la Bibbia,  la chiesa  o il tuo pastore

2.  Il viaggio prosegue cercando Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2:2a PV)

I Magi hanno visto un “segno”  in Persia (l'attuale Iraq). Potrebbero aver detto:  “Và, che bella stella!” E basta.

Se vedi il “segno”,  e anche lo capisci,  ma non fai nulla, nulla accadrà nella tua vita. Se il segno che Dio ti manda non porta a nessuna decisione personale, tu stai vanificando quel segno  che Dio ti ha mandato; lo rendi assolutamente inutile. Se non ti porta a dire:  “Vado a cercare Gesù”... che spreco! Che delusione per Dio! Che perdita per te!

Se hai visto la stella,  e te ne rimani in Iraq, il tuo viaggio con Dio finisce prima di iniziare.

3. Il viaggio è guidato dalla Parola di Dio

I Magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme),  ma nel palazzo sbagliato.

Io ammetto avrei fatto lo stesso: sto cercando un re, e vado nella reggia: “Dove sta il nuovo re?” E  Erode si arrabbia!

Di tutte le cose sbagliate che ha fatto in vita sua Erode una ne ha fatta giusta! Si informa da chi ne sa più di lui! “Mi dite dov'è 'sto re?”

E per sua fortuna, trova delle persone, che anche loro erano completamente sbagliate (i capi sacerdoti),  ma cercano nel libro giusto, nella Parola di Dio.

“... così infatti scrisse il profeta Michea “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” (Matteo 2:5 PV)

Spesso siamo come i Magi; cerchiamo le risposte nel palazzo sbagliato dalle persone sbagliate Non sempre abbiamo la fortuna dei Magi  che quelle persone sbagliate cercano nel libro giusto la risposta alla nostra domanda.

Se hai visto il segno di Dio, e sei partito alla ricerca di Gesù, fatti guidare dalla Parola! Ci sono milioni di persone che sono morte per darti la possibilità di non dover chiedere a nessuno di leggerla per te.

Tu la mappa la hai a portata di mano ogni istante: usala!

4. La meta del viaggio è trovare Gesù

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

I Magi arrivano a Betlemme,  e trovano non una reggia. Se lo sarebbero aspettati? Te lo saresti aspettato tu? Un re, in una stalla.

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio,  è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”,  meno “umile e mansueto”,  che “metta a posto tutto il male nel mondo”  ("e fino a che non lo fa io non gli credo"),  meno “rigido verso il sesso”,  “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”.

Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”:  “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Gran parte del mondo  vuole sentirsi dire  “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I Magi hanno dovuto forse  rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re,  e trovano un bambino. Tu cosa ti aspetti? Anche tu forse hai bisogno  di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”,  ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Lo scopo del viaggio è  inginocchiarmi di fronte a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

Non nel senso fisico (non solo almeno) ma nel senso di cedere la propria supremazia  la propria autorità,  la propria volontà a Gesù.

Quanto gli sarà costato ai Magi inginocchiarsi davanti a un bambino? I Magi erano “pezzi da 90”,  erano persone importanti,  scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio,  avevano cercato Dio,  avevano ascoltato la Parola di Dio,  avevano accettato Gesù così come era: “... e mò basta! Che voi de più da me?”

La parola “si inginocchiarono in greco è  πίπτω,  piptō  e significa  “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”,  non i “sapienti”,  i “saggi”, gli “scienziati”... ma persone “in ginocchio, col capo chino, lo sguardo a terra, dinanzi a un bambino  che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso Dio mi ha detto durante la scrittura di questo messaggio: “Quanto ci tieni a te stesso, Marco? Quanto sei fiero del tuo intelletto, del tuo saper studiare, della tua posizione sociale, del tuo lavoro,della tua famiglia?”

Cosa sta dicendo a te? Quanto ti serve di cadere giù perché lo scopo del tuo viaggio sia quello giusto?

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

6. Il premio del viaggio è dare il mio meglio a Gesù.

“Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

Ti piace fare regali? Se si, non sei come me! I doni non sono il mio “linguaggio d'amore” preferito! Ma anche io regalo talvolta qualcosa. E lo sai la cosa più bella  del fare un regalo a qualcuno? Vedere che quel regalo è gradito, usato, indossato.

I Magi sapevano che avrebbero incontrato un re,  e si erano preparati dei regali degni del re c he andavano ad incontrare.


  • Oro = si offriva ai re. 

Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re.

  • Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità.

Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio

  • Mirra = lo si usava per guarire le ferite. 

Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico  capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità,  e avrebbe sconfitto la morte.

Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Se hai viaggiato per tanto tempo pur di trovarlo, penso ti farebbe piacere sapere che ciò che gli regali sarà da lui gradito, che lo potrà usare, che lo indosserà come un anello prezioso.

Se tu gli dai il meglio di te, lui potrà usarlo, e renderti un uomo, o una donna migliore, curare le tue ferite indossarlo come si indossa un anello con cui tu gli hai promesso di essere su, di essere sua.

Conclusione

I Magi non rimasero per sempre con Gesù,  ma tornarono in patria,  raccontando probabilmente di quell'incontro  ma non sappiamo se il loro viaggio con Gesù finì lì, oppure proseguì.

Tu che mi ascolti, o mi leggi, o mi vedi a che punto sei del tuo viaggio con Gesù?

Hai visto i segni? Lo stai cercando? La Parola guida i tuoi passi? Hai trovato Gesù? Ti sei inginocchiato, ti sei inginocchiata davanti a lui? Gli stai dando il meglio di te?

Se la risposta è si, prosegui. Il tuo viaggio non avrà mai fine.

Se la risposta è no, cosa stai aspettando?

Preghiamo.

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mercoledì, dicembre 25, 2019

Accettare la Luce - Natale | 25 Dicembre 2019 |


Il Natale ha portato la Luce nel mondo, e quella luce lo ha cambiato per sempre. Hai accettato quella luce? Quelle luce brilla in te?
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Tempo di lettura: 8 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 20 min.

Oggi abbiamo acceso l'ultima candela: non siamo più nell'Avvento, non stiamo più aspettando, il Natale è qui, la luce è qui.

Vorrei raccontarvi due storie che parlano di "luce".

Alba del 1908, il 30 giugno: Tunguska è una remota località della Siberia dove pochi abitano,  per via della lontananza da tutto, della palude, e delle zanzare.

All'improvviso la poca gente di Tunguska vede un gran bagliore attraversare il cielo, e qualche secondo dopo  ode un'enorme boato.

La terra trema, le case di pietra vibrano, i vetri si rompono una ventata caldissima arriva... le traversine della Transiberiana (la mitica ferrovia che unisce San Pietroburgo sul Mar Baltico a Vladivostok sul Mar del Giappone)  vibrano per centinaia e centinaia di chilometri... poi il nulla. Tutto torna come prima. Non è successo niente. E ognuno ritorna a fare ciò che stava facendo.

Ci vorranno trent'anni  perché il primo esploratore decida di recarsi più a nord delle città per vedere cosa era accaduto  in quell'alba del 30 giugno 1908. Troverà una vastissima area devastata, dove non c'è più vita.

Quasi 150 anni dopo dei ricercatori italiani scopriranno che un lago della zona, il “lago Čeko”
altri non è che il cratere dovuto all'impatto di un meteorite... o più probabilmente, di una cometa tra i 30 e i 60 metri di diametro che viaggiava a 54.000 chilometri/ora che ha distrutto 80.000 alberi, ucciso due uomini,  devastato 2150 chilometri quadrati di Taiga (la foresta di conifere) generato un terremoto dell' 8° grado della scala Richter, sviluppato una potenza di 5 megatoni  (pari a 1000 bombe atomiche di Hiroshima), prodotto un'onda sonora  chiaramente udibile a 1000 chilometri di distanza, e un bagliore visibile diversi minuti a oltre 700 km.

Altro scenario: anno zero: la notte. Betlemme è una piccolissima città del regno di Giuda, a sette chilometri in linea d'aria  dal centro di Gerusalemme dove non molti abitano.

All'improvviso compare una stella, forse una cometa, che si ferma su un luogo, e la rimane più tempo, come un segnaposto su una mappa di Google.

Non c'è nessun boato, la terra non trema affatto, nessuna ventata di calore, anzi la notte è piuttosto rigida. Ma quella luce è destinata a rimanere ben oltre i minuti di Tunguska, e ad essere vista su tutta la terra.

Invece di aspettare anni per andare a vedere cosa sia successo, non sono gli scienziati  ad arrivare per primi sul posto, né gli esploratori, (quelli arriveranno moto dopo, i Magi) ma dei semplici pastori.

Cosa è successo quella notte di 2019 anni fa, anno più, anno meno, in quella remota regione della Giudea?

“Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende...Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.”(Isaia 9: 6)

A differenza di Tunguska, la cometa non ha recato morte e distruzione ma ha recato vita,  e luce che non durerà qualche minuto, ma sempre:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». ” (Giovanni 8:12)

A Tunguska gli scienziati ancora stanno studiando e non capendo cosa sia realmente successo  quella mattina del 1908.

A Betlemme il Signore ci ha fatto sapere la stessa sera cosa era accaduto:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà. Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Nessuno aveva annunciato agli abitanti della Taiga quello che sarebbe accaduto. Dio stesso, invece,  attraverso un profeta, aveva annunciato 700 anni prima cosa sarebbe accaduto in Giudea:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:5)

Cosa è successo, allora?

1.  La luce perenne è arrivata

Attenzione alle frasi che Gesù dice nel versetto di Giovanni che abbiamo letto prima: "luce del mondo" e "luce della vita" . Non sono metafore, ma quello che un giorno accadrà davvero. Alla fine, Gesù sarà l'unica luce  a risplendere.

“Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce del sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli...Io (Gesù) sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».". (Apocalisse 22:5, 16b)

Chi vedrà quella luce? Molto più delle persone della Taiga Siberiana.

" ...e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me". (Giovanni 12:32)

Gesù sta parlando della luce che emana la Croce; non dice che tutti la seguiranno ma dice che tutti si gireranno a guardarla.

Tu che sei qui oggi, o che mi leggi,  o mi ascolti sul podcast, o mi vedi sul canale YouTube,
hai visto la luce della Croce... Cosa fai? Cosa hai fatto? Ti sei girato a guardarla?

Hai fatto come gli abitanti di Tunguska, per cui la vita non è affatto cambiata, oppure hai capito il motivo e la ricaduta per te di quella luce che viene dall'alto?

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 2:41)

Ti potresti dirmi: “Ma Marco, questo lo so, avverrà in futuro... ma ora? Chi mi aiuta ora?”

Io (Gesù) sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Hai accettato quella luce perenne? La stai seguendo? Il Natale è questo che ti chiede. Ti chiede di essere l'esploratore che non aspetti trenta anni  per andare a vedere cosa è successo, ma piuttosto il pastore che abbandona le greggi e va ad accertarsi  quella stessa notte.

2. La guida per i miei passi è arrivata

“L’Aurora dall’alto ci visiterà  per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». (Luca 1:78b-79)

Proprio come un faro guida le navi  attraverso acque pericolose,  così la luce di Gesù ci guida  attraverso le tenebre di questo mondo.

Gesù è venuto  per dare la direzione della nostra vita.  Così come una stella speciale  ha guidato i Magi verso la loro destinazione.

Hai mai provato a guidare la tua auto  con gli occhi bendati?  Ricordo un illusionista  che lo fece una volta in TV … ma c'era un trucco.

Gesù ha detto:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. ” (Giovanni 8:12)

Gesù è venuto a Natale affinché chi si affida a lui non guidi mai  con una benda sugli occhi non navighi mai tra le onde senza sapere dove è terra ferma.

Non sempre la strada sarà facile; ci potranno essere incidenti  lungo il percorso.

Non sempre il mare sarà calmo, ci potranno essere tempeste, durante la navigazione.

Sapete quale è la cosa più difficile per il comandante di una nave quando si trova in una tempesta? Mantenere la rotta verso la terra ferma.

Quando le onde sono così grandi che non capisci più  quale è il sotto e quale è il sopra puoi smarrire la rotta. Il faro che Dio ti ha provveduto per tenere la rotta  durante le tempeste della tua vita non sarà mai troppo distante da non essere visto da te

E' un faro che puoi portare con te, si chiama “La Parola di Dio”, la Bibbia, tramite cui Gesù ti illumina e ti indica la rotta da seguire.

3. La luce che illumina la realtà è arrivata

"Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte." (Giovanni 3:20 )

La luce ha due effetti: uno positivo, e uno negativo; quello positivo è che fa vedere le cose per come sono. Quello negativo è che va vedere le cose per come sono.

La luce non ha meriti né colpe di ciò che mostra; illumina semplicemente ciò che accade. Se accade una cosa bella, la luce la mostra, ma non è merito suo.

Se accade una cosa brutta, la luce la mostra, ma la colpa non è la sua.

Hai mai notato  che la maggior parte dei crimini  si svolgono di notte?

Lo stesso arresto di Gesù si svolse di notte... e Gesù glielo fece notare: disse:

“Perché non mi avete arrestato nel tempio? Ogni giorno ero là e non mi avete toccato, ma questo è il vostro momento, il momento in cui trionfa la potenza delle tenebre!" (Luca 22: 52-53 PV)

Gesù è venuto come luce e ha messo in evidenza tutte le cose brutte che accadono perché il mondo non obbedisce  ai suoi comandamenti

“Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.  ”. (Giovanni 3:19)

Ma Gesù è anche venuto come luce perché il mondo possa vedere quella luce nelle persone che obbediscono ai suoi comandamenti.

"Voi siete la luce del mondo ... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.." (Matteo 5: 14a, )

Non dobbiamo nascondere la nostra luce,  ma piuttosto dobbiamo essere luce, dobbiamo essere là fuori nel mondo a brillare.  Non abbiamo solo bisogno  che la luce di Gesù  risplenda dentro di noi,  ma abbiamo bisogno  che quella luce risplenda anche  per mezzo di noi.

Conclusione

La  cometa che giunse dal cielo a Tunguska nel 1908, portò una luce di devastazione, e la fine della vita per coloro che erano troppo vicini...  ma per i molti che la videro, nulla cambiò, e rimasero lì, a lottare con la palude e le zanzare.

La cometa che  giunse a Betlemme nell'anno 0, portò  un'altro tipo di Luce:

"Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre." (Giovanni 12:46)

“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Mentre la luce a Tunguska  non cambiò nulla per chi viveva là, e sparì in pochi attimi, la Luce a Betlemme ha cambiato la vita del mondo intero, è rimasta, non siamo più nelle tenebre, possiamo avere guida,  gioia, calore, VITA!

Gesù è la luce del mondo  ed è la vera luce del Natale,  e offre a tutti questo dono di luce,  che non è altro che la luce della vita,  la vita eterna.

Se tu lo hai accettato, esci nel mondo, proclama la luce, brilla  affinché le persone si volgano verso quella luce.

Se non lo hai ancora accettato sappi che La Luce è arrivata!  Esci dal freddo e dall'oscurità  ed entra nella sua luce meravigliosa!

Cosa stai aspettando?

Preghiamo.

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domenica, dicembre 22, 2019

Aspettare ricercando la Pace-IV° di Avvento | 22 Dicembre 2019 |


Quale pace stai ricercando? L' assenza di guerre, l'essere concordi con gli altri e con se stessi? Sappi che Gesù è nato per darti una pace che puoi avere anche quando sei nella tribolazione e tutto sembra essere contro di te.
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Siamo alla quarta candela dell'Avvento: abbiamo già acceso quelle della Speranza, poi della Fede, la scorsa settimana della Gioia, e oggi siamo arrivati ad accendere quella della Pace.

Cosa vi viene in mente  quando sentite la parola “pace”? E' una parola usata ed abusata  e si lega ad una infinità di diverse situazioni.

Ci può essere la pace dopo una guerra, o la pace sociale (che non ho mai capito cosa sia  ma va tanto di moda nei TG). Un bel tramonto sul lago o sul mare ci può dare una sensazione di pace, oppure la pace è quando i tuoi figli adolescenti sono usciti con gli amici e tu hai la casa vuota.

Di quale pace vogliamo parlare oggi? Partiamo come di consueto dalla definizione di un vocabolario; questa volta usiamo lo Zingarelli:

Pace: 1 assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni, periodo di buon accordo internazionale 2 buona concordia, serena tranquillità di rapporti: 3 tranquillità e serenità interiore: 

Il vocabolario afferma che la pace è l'assenza di guerra oppure che essere “concordi” (dal latino “cum cordis” = con lo stesso cuore), o anche essere tranquilli dentro.

Avete fatto caso che, secondo il mondo, la pace è qualcosa legata strettamente alla volontà umana?

Mi spiego meglio: prendiamo la prima definizione: assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni. Che significa questo? Che ci sono stati uomini (o meglio capi di stato) che hanno deciso di non fare la guerra. E' una decisione della volontà di due o più uomini.

Prendiamo la seconda:  serena tranquillità di rapporti. Anche qui c'è la volontà di due o più persone di essere d'accordo, concordi, con lo stesso cuore.

Anche per la terza vale la stessa cosa:  tranquillità e serenità interiore. Qui ci sono solo uno, ma che ottengo pace  attraverso un processo dentro di se.

E' questa la pace di cui parla la Bibbia? E questo che simboleggia  la nostra candela dell'Avvento?

La sera che Gesù nacque gli angeli, dopo aver annunciato ai pastori che era nato il Cristo, il Messia, il Salvatore, e avergli indicato dove lo avrebbero trovato, come nella migliore tradizione delle gite scolastiche si misero a cantare:

“E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:  «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:13-14)

Gli angeli, quella sera, stavano affermando una cosa  completamente differente dalla definizione di pace che abbiamo letto.

La pace non è qualcosa che crea l'uomo, ma qualcosa che scende dall'alto... ma non per tutti! Scende per gli uomini ( e le donne) che Dio gradisce.

La parola “gradisce” in greco è εὐδοκία – eudokia che è una parola formata dal verbo δοκέω - dokeō che significa “essere contenti” più il suffisso εὖ – eu che significa “buono” ma che messo prima di una parola che è un rafforzativo della parola.

Vi faccio un esempio: conoscete la parola “vescovo”, vero? Ma se io metto davanti a “vescovo” una parola come “arci” diventa “arcivescovo”, che significa che è molto di più  di un vescovo.

Io posso essere “contento” e questo è già una cosa buona; ma se aggiungo “arci” divento “arcicontento”.

Significa che sono contentissimo, che salto dalla gioia che canto, ballo e tiro baci a tutti  da quanto sono felice!

Dio, nel versetto di Luca, dice che sta mandando la pace sulle persone di cui è “eudokia”, di cui è “arcicontento”.

Se voglio quella pace, allora debbo rendere arcicontento Dio. Come posso fare, allora?

1. Dio da la pace a chi lo segue

In ebraico la parola pace è un termine che conosciamo bene:

שָׁלוֹם  = sâlôm = pace

che deriva dalla parola שָׁלַם  = šâlam che significa “essere al sicuro”.

Quando noi credenti ci salutiamo  dicendoci “pace” stiamo usando un saluto che era tipico del popolo di Dio al tempo di Gesù e prima.

Gli ebrei non si salutavano con “ciao” (che è una parola derivata dal veneziano  “sciao”, “schiavo”, ovvero “servo vostro”) ma con “sâlôm”, pace.

Chi gli aveva insegnato questo saluto? Leggiamo assieme Numeri:

“Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!  Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’”. (Numeri 6:22-26)

Di questa lunga benedizione il popolo di Dio aveva preso ad usare la sola parola “sâlôm”, “pace” come riassunto di tutta la frase.

Nel versetto di Numeri, chi è che da la pace? Se non fosse chiaro, leggiamo un passo di Levitico:

“Io (DIO) farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi.” (Levitico 26:6a)

Chi è l'autore della pace? Certamente non l'uomo, ma la pace è data da Dio!

So cosa state pensando, “ Ma Marco, non mi sembra ci sia tanta pace attorno a me e nel mondo! Basta che guardo qualsiasi TG e vedo solo guerra; guerre tra nazioni, tra gruppi etnici, tra gruppi politici... Dov'è la pace che Dio ha promesso?”

Avete ragione: il mondo non è un esempio di pace. Dio, è vero, ha promesso la sua pace... ma ad una semplice e benevola condizione: leggiamo Isaia:

“Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti, la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare” (Isaia 48:17b-18a)

Dio da la pace quando l'uomo segue i suoi comandamenti che sono stati dati per il nostro bene, Le regole che Dio ha dato sono poche, appena dieci, più una che ha aggiunto Gesù, (“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. ” Gv 13:34a); dovrebbe essere semplice seguirle, ed ottenere pace.

L'uomo, invece, sin dall'inizio, ha deciso di fare di testa sua.  Ricordate  ad Adamo ed Eva?  Avevano solo UN Comandamento: “Fai tutto quello che vuoi, ma non fare solo UNA cosa: mangiare dall'albero del bene e del male”.

Ed è la PRIMA cosa che fanno appena Dio gira lo sguardo da un'altra parte.

Allora, perché non c'è pace nel mondo? Perché il mondo non segue le “istruzioni per l'uso" date da Dio!

Tuttavia Dio è un Dio di pace, e ha deciso, 2019 anni fa, anno più anno meno, di  provvedere un sistema con cui dare la SUA pace al mondo: il sistema si chiama Gesù. Egli stesso dice:

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.” (Giovanni 14:27a)

Attenzione a quello che dice Gesù: non è la “pace del mondo”, non è l'assenza di guerra,  o l'andare d'accordo o sentirsi in pace con se stessi come diceva lo Zingarelli... ma qualcosa di differente, attraverso cui noi possiamo gioire anche quando tutto ci è contro, e non vediamo vie d'uscita:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Come sei messo, come sei messa  in quanto a pace, adesso? C'è qualche guerra nella tua vita? Forse è nella tua famiglia, forse è al lavoro, forse è un problema  che qualcun altro ha creato e di cui tu non ne sei responsabile... ma comunque sei nella “tribolazione” piccola o grossa che sia.

Sappi che Gesù  vuole darti la SUA pace, una pace che puoi avere anche nel mezzo di una tempesta.

Una pace che deriva dalla consapevolezza che tutto quello che ti accade è, momentaneo, come dice Paolo:

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria.” ( 2 Corinzi 4:17)

Gesù ha già vinto per te e per me. La sua pace è a tua disposizione. Ad una sola condizione: quella che ci dice Salomone dall'alto della sua saggezza:

“Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:15)

2. La pace di Dio va conservata

Ora che siamo obbedienti a Dio abbiamo la sua pace.

Però, c'è un problema: anche se Dio è una fonte inesauribile, anche se lui può farmi il pieno di pace ogni giorno... il mio serbatoio è bucato.

Per quanto possa essere santo, per quanto possa sforzarmi  la vita crea danni costanti al mio serbatoio di pace. Paolo afferma:

"Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta,  con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace.” (Efesini 4:1-3)

La pace, dice Paolo, è un “vincolo”; sapete il significato di questa parola? In meccanica,  un vincolo è qualsiasi cosa che limiti  il movimento di un corpo:  vi faccio un esempio.

Qui ho due aste di legno; se le metto una sopra l'altra la prima sorregge la seconda. Ma basta un piccolo colpo e l'asse che è sopra cade.

Ma basta che io metta una vite su uno dei due lati un “vincolo” che ne limiti il movimento reciproco e le due assi rimarranno assieme; potranno anche muoversi, ma non si staccheranno più; potranno allontanarsi un po', ma alla fine saranno sempre unite.

Paolo sta dicendo proprio questo; la pace è un “vincolo”, è una vite speciale, qualcosa che limita il movimento così che non sia troppo grande da far cadere, allontanare, perdere le persone con cui viviamo.

Sarà facile come mettere una vite? Su due assi di legno si; ma tra due persone assolutamente no!  Nella vita reale mantenere la pace è un gran lavoro! Ci vuole (dice Paolo) umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione, amore, sforzo... tutto per poter ottenere questo (è' Gesù che parla):

“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.” (Matteo 5:9)

Vuoi essere chiamato, vuoi essere chiamata figlia di Dio? Adoperati per la pace, sii umile, sii mansueto, sii paziente,  sopporta quando vorresti fare guerra, sforzati, ama...

“Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro.  Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2 Timoteo 2:22)

Quale “vite” devi mettere nella tua vita? Hai qualche conto aperto, dove devi essere più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, più amorevole,  per poter conservare la pace di Dio?

3. La pace di Dio va passata

Adesso che siamo obbedienti a Dio e a Gesù, ci sforziamo di mantenere la pace... abbiamo fatto tutto, vero? Possiamo rilassarci e goderci la pace di Dio!

Assolutamente no! Se vogliamo che Dio e Gesù continuino a riempire il nostro serbatoio con la loro pace c'è un'ultima cosa da fare... e che dovremo fare per tutta la nostra vita terrena:

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9)

Cosa significa? Semplicemente, che devi testimoniare Cristo, devi parlare agli altri di quella pace devi spiegare agli altri la differenza che Gesù ha fatto in te.

So cosa pensi: “Ma Marco, io non sono come te, o come Mario, io non so parlare agli altri di Gesù, non so da dove cominciare,  non ho la preparazione biblica...” eccetera eccetera.

Leggi bene il versetto: Paolo non ti sta chiedendo di laurearti in teologia per testimoniare Cristo e ottenere un piano di pace. Paolo ti dice che  devi imparare, devi ricevere, devi udire, devi vedere.

Paolo ti sta indicando cose “pratiche” da fare, non studi di teologia! E Paolo copre tutti i tipi di carattere umani.

Forse sei uno o una che apprende leggendo: Paolo dice che devi “imparare e ricevere” che sono attività legate allo studio. Tu puoi studiare la Bibbia, prendere appunti, leggere commentari.

O forse  tu non apprendi molto studiando ma invece capisci le cose  quando senti qualcuno che te le spiega. Per te è meglio ascoltare le predicazioni, non solo quelle mie o di Mario, ma altre ;  sul web ci sono centinaia di siti che pubblicano l'audio e i video dei messaggi.

Oppure non apprendi né studiando né ascoltando  ma vedendo un altro  che fisicamente ti fa vedere come fare, e poi lo fa fare a te. Per te è meglio partecipare attivamente alla vita della tua chiesa, la domenica,
ma anche al gruppo preghiera e a quello del giovedì. Lì puoi vede come gli altri pregano  li puoi vedere come conducono un incontro e come parlano di Gesù agli altri. E pian piano fare lo stesso.

Ma, alla fine, se vuoi la pace di Dio, qualsiasi tipo di credente tu sia, che apprenda studiando, ascoltando, o vedendo, dice Paolo “fatele”; devi FARE! Non basta sederti in chiesa una volta alla settimana!

Conclusione

Nella notte di Natale di 2019 anni fagli angeli cantarono questo:

«Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:14)

Che tipo di pace stai aspettando questo Natale?

Vuoi la pace del mondo, ovvero l'assenza di guerra la concordia, la tranquillità interiore? Tutte cose che dipendono da te, ma anche da altri uomini attorno a te.

Oppure vuoi la pace che è data, che scende dal Cielo, che non dipende da te, ma da chi ti ha creato? Quella pace che ti da gioia anche nel bel mezzo delle tempeste della vita?

Se è quella pace che cerchi devi, semplicemente, obbedire ai Comandamenti di Dio e di Gesù, mettere una “vite” un vincolo  che ti leghi agli altri, diventando più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, , più amorevole,  per poi passare quella pace ad altri testimoniando di Cristo.

Cosa stai aspettando?

Preghiamo

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domenica, dicembre 15, 2019

Aspettare inseguendo la Gioia - III° di Avvento | 15 Dicembre 2019 |


C'è gioia nella tua vita? Se si, da dove la prendi? Dio ha un piano per darti una gioia completa; e quel piano passa attraverso Gesù.
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Tempo di ascolto/visione audio/video: 29 min.

La scorsa settimana abbiamo parlato della Speranza e della Fede che sono legate al Natale,
simboleggiate dalle prime due candele della nostra ghirlanda dell'Avvento.

Oggi abbiamo acceso la terza candela, quella che simboleggia la Gioia.

Come definiresti la parola “gioia”? Cosa è che ti fa gioire nella vita? Un bel voto a scuola ? Una promozione al lavoro? La vittoria della tua squadra del cuore?

Partiamo anche questa volta dalla definizione che ne fa  un famoso vocabolario (stavolta il Treccani)

gioia¹ [dal fr. ant. joie, lat. gaudia, plur. di gaudium "gioia"]. - intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici o quando un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento

Notiamo anche questa volta un paio di caratteristiche della gioia come è intesa per il mondo.

La prima si trova nell'origine della parola “gioia”: viene dal latino “gaudia” che è il plurale di “gaudium” che, in latino, significa... gioia! Per cui la trasposizione in italiano dovrebbe essere stata “gioio”: Quando UNA cosa mi rende felice, allora provo UN “gioio”.

Sembra invece che, a noi italiani, una sola cosa non basti  per renderci felici... e abbiamo scelto il plurale: le gioie! Insomma, non basta una, ma servono più di una cosa piacevole per rendermi felice!

Come seconda cosa il Treccani dice che la gioia arriva quando “un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento” in altre parole, io ho un progetto in testa, in qualche modo (volontario o involontario)  il progetto va a buon fine, e solo quando ho ottenuto ciò che mi ero prefissato o avevo desiderato allora sono felice, provo “gioia”.

Questa è la gioia “secondo il mondo”... E per noi che crediamo? Le fonti della gioia sono le stesse... oppure?

Voglio vedere assieme a voi qualche brano della Bibbia dove i protagonisti provano gioia.

1. La gioia viene da qualcosa che non ti aspetti.

Ricordate la storia  di come è nato Isacco  da Abraamo e Sara ormai vecchi?

“Poi (gli angeli) gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?» Ed egli rispose: «È là nella tenda».  E l’altro: «Tornerò certamente da te fra un anno; allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Sara intanto stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, che era dietro di lui.  Abraamo e Sara erano vecchi, ben avanti negli anni, e Sara non aveva più i corsi ordinari delle donne.  Sara rise dentro di sé, dicendo: «Vecchia come sono, dovrei avere tali piaceri? Anche il mio signore è vecchio!»  Il Signore disse ad Abraamo: «Perché mai ha riso Sara, dicendo: “Partorirei io per davvero, vecchia come sono?”  Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il Signore? Al tempo fissato, l’anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio». ” (Genesi 18: 9-13)

Sara non si aspettava di avere un figlio da vecchia... eppure...

“Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato.  Sara disse: «Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l’udrà riderà con me». E aggiunse: «Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia». (Genesi 21:2, 6-7)

Il nome Isacco significa “risata”, perché Sara si ricordava di aver fatto una gran risata quando Dio aveva detto ad Abramo   che avrebbe avuto un figlio da una donna ultraottantenne e da un uomo centenario. Sara aveva aspettato un figlio... ma quando diceva lei. Quando era giovane, bella, in forze.

Dove era la vera gioia per Sara? Avere un figlio? Quello di sicuro, ma soprattutto di averlo avuto “al tempo che Dio gli aveva fissato”.

Dio è il dio dell'impossibile Diceva Sara:  “Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli?” Nessuno! Ma Dio lo aveva detto!

Vi ricorda qualcosa  il dubbio di Sara? Di qualche altra donna della Bibbia che aveva dubitato di quello che Dio gli aveva mandato a dire circa una gravidanza?

Dovrebbe! Leggiamo Luca 1:

“L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù... Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»  L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.  Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile; poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». (Luca 1:31, 34-37)

Stesso dubbio di Sara... al contrario! Sara era troppo vecchia, Maria troppo giovane e vergine. Stesso risultato: l'angelo afferma che “ nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” Maria avrà provato più gioia nella nascita di Gesù, o nel vedere che Dio era stato fedele?

C'è un versetto nel vangelo di Luca che ci fa in parte capire la risposta, che sembra scritto piuttosto da uno psicologo invece che da un apostolo.

“Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.” (Luca 2:17-19)

Maria “ci pensa a quello che è accaduto a quello che gli era stato detto. Penso che Maria avesse gioia nel tenere tra le braccia Gesù, ma più gioia nel vedere che Dio era stato fedele.

Per chi crede, la gioia vera viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio ha promesso.

Facciamo che io vi dica che fra mezz'ora Gesù entrerà da quella porta non come Spirito Santo (che è già qui) ma fisicamente, con tanto di veste lunga, sandali e velo in testa, … mi credereste? Probabilmente chiamereste il CIM (Centro Igiene Mentale)!

Ma supponete che accadesse davvero? Quale sarebbe la gioia più grande? Vedere Gesù, oppure vedere che quello che Gesù ha promesso, il suo ritorno  sulla terra, (e di conseguenza tutto il resto, il giudizio, la vita eterna, il Paradiso e così via) si avvera? Che Dio è stato fedele?

Dio è già stato fedele, 2019 anni fa, anno più anno meno...

“La Parola divenne uomo e visse qui fra noi, e noi abbiamo visto la sua gloria, la gloria dell'unico Figlio del Padre pieno di grazia e di verità.” (Giovanni 1:14 PV)

La vera gioia del Natale è un dono che non ti aspetti,  è Dio che scende e si fa uomo.

2. La gioia viene da qualcuno che non ti aspetti

A chi regalerai qualcosa quest'anno a Natale? Al tuo coniuge? Ai tuoi figli, Hai tuoi genitori? Forse a qualche amico caro?

Oggi voglio stupirti, e dimostrarti che ho il dono di profezia. Ti dirò a chi NON regalerai di sicuro nulla.

Non regalerai nulla al tuo ex o alla tua ex, quello (o quella) che ti ha tradito, che ha speso tutti i tuoi soldi, e ti ha trascinato in tribunale per un divorzio che non volevi.

Non regalerai nulla a quella collega di lavoro che ha preso la promozione al tuo posto perché è andata a letto col capo e ti ha fatto retrocedere e dimezzare lo stipendio.

Non regalerai nulla al giovane  che ha violentato tua figlia. Non regalerai nulla al tizio che ti ha svaligiato casa. Non regalerai nulla alla tizia  che dicendo bugie ti ha fatto licenziare.

Sono un buon profeta vero? Nessuno regalerebbe qualcosa a quegli individui...

Non sono un buon profeta, perché, in realtà c'è qualcuno che lo ha fatto e continua a farlo... ogni giorno... Dio!

Dio non aveva alcun motivo  per farci dei doni,  anzi, tutt'altro.

“Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»  Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».  Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero che ti avevo comandato di non mangiare?»  L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato».  Dio il Signore disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».” (Genesi 3:9-13)

Paolo dice:

“Una volta voi (attenzione, sta parlando di me e te) eravate estranei e nemici (di Dio), a causa delle vostre menti pervertite dal vostro malvagio modo di vivere.” (Colossesi 1:21 PV)

Io sono l'ex che ha tradito e derubato, io sono il collega che compiace il capo per avere il posto, io sono quello che ha violentato tua figlia, io sono quello che ha svaligiato casa tua, Io sono quello che ti ha fatto licenziare ingiustamente... Magari non tutto assieme, ad ognuno il suo... ma io sono uomo, peccatore, nemico di Dio...

Come posso aspettarmi la gioia nella vita? Ma Dio ha provveduto anche per me,  mi ha dato  un dono  che non mi aspettavo e non meritavo,  ci ha mandato qualcuno che non ci saremmo mai aspettati:

“Tu moltiplichi il popolo, tu gli elargisci una gran gioia; esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra al tempo della mietitura, come uno esulta quando spartisce il bottino... Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:3, 5)

La vera gioia del Natale  è qualcuno che che ti fa un dono,  nonostante tu lo abbia deluso e ferito.

3. La gioia viene da un valore che non ti aspetti

Che cosa regalerai a Natale? Ci hai pensato? Hai già i pacchetti fatti? Oppure sei quello del “last minute”?

Vorrei vedere con voi un breve filmato:



Non mi dite “basta il pensiero”, perché se una cosa è “piccola” ma di buon gusto, se è di poco valore economico, ma la posso usare, mi è utile, la posso portare,  allora “basta il pensiero” va bene...

Ma se è di pessimo gusto, se è “brutto”, inutile, ...che cosa te ne fai? E magari è di un parente... te la devi tenere, e pure ricordarti di tirarla fuori quando viene!

E ci rimani male, perché magari ti aspettavi qualcosa di diverso!

Abbiamo detto la scorsa volta che gli ebrei stavano attendendo il Messia, il Cristo, l'Unto... Si aspettavano un Re come Davide, che andasse in battaglia sul cavallo e combattesse con la spada...

E' per quello che non capirono il valore del dono che Dio gli stava facendo, in pochi provarono gioia per l'arrivo di Gesù: Isaia lo aveva detto  che sarebbe accaduto:

“Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio del Signore? Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci” (Isaia 53:1-2)

Eppure gli angeli lo avevano annunciato:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Non tutti gioirono: la scorsa settimana abbiamo visto chi  di sicuro non gioì: politici (Erode), Sacerdoti, Scribi,e assieme a loro  gran parte del popolo.

Ma ci fu chi gioì quella stessa notte:

I pastori tornarono lodando Dio per tutto quello che avevano visto e sentito, proprio come l'angelo aveva annunciato loro. (Luca 2:13-20 PV)

Quelle persone umili furono quelle  che divennero poi i discepoli e poi gli apostoli, a cui Gesù consegnò la sua gioia:

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa. “ (Giovanni 15:10-11)

Abbiamo visto allora che la gioia nella Bibbia viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio fa accadere, viene da qualcuno che non ti aspetti ma che Dio fa arrivare, viene da un valore che non ti aspetti ma che Dio vuole dare.

Facciamo la stessa cosa della scorsa settimana: incrociamo la definizione di gioia del vocabolario  con quello che abbiamo scoperto nella Bibbia

gioia per la Bibbia: intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici  quando il  fine di Dio viene raggiunto e un desiderio di Dio verso l'uomo trova appagamento

Avete fatto caso alle parole che ho detto? Accadere, arrivare, dare...

La gioia per chi crede è quando accade qualcosa

“ecco, la giovane concepirà,

arriva qualcuno

 partorirà un figlio,

che da un dono di valore immenso.

e lo chiamerà 'Dio con noi' ” (Isaia 7:14b)

Conclusione

Stai aspettando  questo tipo di gioia a Natale? Oppure pensi  che quello che Dio ti ha promesso sia, impossibile,  irraggiungibile, inattuabile?

Dio è fedele al tempo che Dio ha fissato. (Genesi 21:2) nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (Luca 1:37): la gioia arriverà

La gioia è arrivata, si è fatta uomo, è morta ed è risorta, per darti la sua gioia:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia, perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12)

Cosa stai aspettando?

Preghiamo.

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domenica, dicembre 08, 2019

Aspettare cercando la Speranza - II° di Avvento | 8 Dicembre 2019 |


Come stai aspettando di ricordare l'arrivo di Gesù a Natale? Con il cuore freddo di uno scienziato, con quello impaurito di colui che non lo segue... o con quello umile ed aperto di chi ha fede e spera?
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Abbiamo introdotto la scorsa settimana il tema dell'Avvento, ed abbiamo acceso la prima candela,
quella che rappresenta la speranza.

Cosa significa “sperare”? Il dizionario Devoto lo definisce cosi:

“Attesa fiduciosa di un evento desiderato perché ritenuto gradito o vantaggioso”

Secondo il dizionario le caratteristiche di chi spera sono:

a) l'attesa;
b) a fiducia;
 c) il desiderio.

Non so se ci avete fatto caso, attesa, fiducia, desiderio, sono tutte cose che prevedono... che cosa? Stare ASSOLUTAMENTE FERMI! Sono azioni-non-azioni, dove l'importante è non muoversi.

E per noi credenti? Abbiamo detto che l'Avvento parla della speranza. Valgono le stesse categorie quando parliamo di Gesù?

Sappiamo che per noi l'attesa è terminata circa 2019 anni fa, anno più, anno meno, e che ogni anno in questo periodo festeggiamo appunto la fine dell'attesa.

Ma invece cosa significava la parola speranza,  per le persone di 2019 anni fa, in Israele? Leggiamo il Salmo 25:

“Fammi conoscere le tue vie, Signore; insegnami il cammino da seguire. Guidami con la tua verità, istruiscimi:sei tu il Dio che mi salva, ogni giorno sei la mia speranza.” (Salmo 25:4-5 TILC)

E poi nel Salmo 37:

“Spera nel SIGNORE e segui la sua via.” (Salmo 37:34a)

Per gli ebrei il concetto di speranza era spessissimo associato a quello di un cammino,  una strada,  una via da percorrere e che Dio ha già stabilito.

Facciamo un gioco; fondiamo le due definizioni di speranza, quella del mondo e quella della Bibbia e vediamo cosa ne esce:

“Attesa fiduciosa di percorrere un cammino desiderato che Dio  ha stabilito.”

Ora tu potresti giustamente chiedermi: “Ma Marco, che c'entra tutto questo con l'Avvento, col Natale, con la speranza, con l'attesa, e la fede?”

Vorrei leggere assieme a voi un brano dal Vangelo di Matteo:

"Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro:  «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via. "(Matteo 2:1-7, 9-11)


I Magi , che in alcune versioni  vengono chiamati “Uomini Sapienti”., erano una sorta di astronomi/astrologhi e provenivano probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia. Al giorno d'oggi Aleppo dista  circa 700 chilometri da Gerusalemme. Google Maps dice che una persona  impiega a piedi 136 ore:  calcolando di camminare 8 ore al giorno,  attualmente, con le strade moderne,  ci vogliono più di 17 giorni per arrivare...

All'epoca  non c'erano le strade che ci sono ora,  né il Tom Tom o il Garmin.  Bisognava attraversare più stati,  e bisognava ottenere il passaggio dalle autorità  e stare attenti dai predoni.

Probabilmente ci volevano circa tre mesi  per raggiungere Gerusalemme da Aleppo “in sicurezza”. (Ricordate che tipo di regali portavano e come erano vestiti!  Non passavano di certo inosservati!  Avrebbe fatto gola a chiunque  assalirli e derubarli!)

Ora … chi glie lo fa fare? Perché lo fanno?

Se tu sei un astronomo, cosa fai la notte invece di dormire? Guardi il cielo! Immaginatevi ora di essere astronomi e di guardare il cielo in direzione di questa costellazione.

Sapete di cosa si tratta vero? E' il Gran Carro,  che si trova all'interno della Costellazione con l'Orsa Maggiore  (poco più a destra in alto c'è la Stella Polare).




Immaginatevi che i Magi,  abituati a stare sempre con il naso all'insù una notte vedono questo:

Molti di noi, ammesso che si sarebbero accorti, avrebbero detto: “E beh? Chissene...”

I Magi invece erano “Uomini Sapienti” ovvero erano non solo astronomi ma erano anche studiosi. Di certo avevano letto la Torah (l'Antico Testamento) e queste profezie:

“Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele.” (Numeri 24:17a)

I Magi non erano Ebrei, e non erano neppure credenti; erano scienziati (dell'epoca)  che stavano aspettando un segno e che quando lo vedono, ragionano, agiscono, si muovono, cercano... sperano, in un certo senso, che il loro ragionamento sia giusto: “Questa è  la profezia, adesso c'è una stella nuova... ecco il segno!  Andiamo! Troviamolo!”

«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (v.2)

I Magi hanno aspettato  il momento giusto per muoversi, hanno cercato, hanno sperato hanno trovato. E lo facevano con gioia

“(la stella) giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.” (v. 10)

Ma, nello stesso momento dei Magi, c'erano altri  che stavano cercando un segno, e non erano di certo gioiosi:

“Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere.” (v. 3)

Il versetto dice  che  Erode era turbato. Lui aveva tutto il diritto di esserlo: era un re fantoccio, messo lì dai Romani. Contava meno di niente... ma era re!

Ma Erode non era il solo ad essere turbato. Guardate il versetto: dice che “tutta Gerusalemme” era turbata.

Gerusalemme era la capitale della Giudea, dove viveva gran parte delle persone “importanti”: i ricchi,  i sacerdoti,  gli scribi e i farisei.

Era governata dai Romani, che, da buoni politici, si erano ingraziati  facendogli favori  e dandogli cariche di prestigio  agli occhi del popolo ma inutili politicamente ricchi, sacerdoti scribi e farisei.

Capite bene che un “nuovo re” invece di Erode  avrebbe potuto “cambiare le carte in tavola”... c'era troppo da perdere, bisognava mantenere lo “status quo”, la situazione così come era.

Anche a Gerusalemme c'erano degli “scienziati”, degli studiosi, stavolta non del cielo, ma della Bibbia: erano i capi sacerdoti e gli scribi.

Anche loro “cercano” e trovano le profezie che si legano a quella stella nel cielo... che loro non hanno visto,  e neppure cercato... ma i Magi si:

“Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"»” (vv. 5-6)

Anche i sacerdoti e gli scribi hanno cercato, e hanno trovato... ma l'effetto non è stato “grandissima gioia”... ma piuttosto  paura per il futuro.

I Magi hanno fatto un lungo cammino... sacerdoti e farisei... nemmeno un passo.

Ma quella stessa sera c'erano anche altre persone che stavano aspettando e cercando: leggiamo Luca 2:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:  Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.  E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».... Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere».  Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; … E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:8-12, 14-16, 20)

Essere pastore  era il lavoro più comune per un ebreo, e se erano ebrei  credevano in Dio  e stavano aspettando il Messia che significa “l'Unto del Signore” colui che il Signore ha scelto.

La parola “messia” in greco  (la lingua in cui è scritto il vangelo di Luca) si traduce con “Cristo”.

Gli angeli annunciano ai pastori ebrei che il Cristo, il Messia  il re promesso, il Salvatore, è arrivato! Che non avevano sperato invano!

Cosa fanno i pastori? Dicono “Eh beh... ciccia, noi dobbiamo badare alle pecore.”? Assolutamente no: i pastori si muovono, agiscono, rispondono. Si incamminano, vanno, cercano... trovano.

E quale è l'effetto del loro muoversi del loro cercare la stalla col bimbo?

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Non so se avete fatto caso: avevamo detto che la speranza per la Bibbia è un cammino con Dio che porta a lodare Dio. Cosa avevano fatto i Magi dopo aver cercato Gesù, dopo aver trovato Gesù?

“(i Magi) Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono” (v. 11)

Hanno adorato Gesù! Cosa hanno fatto i pastori, dopo aver cercato la stalla, dopo aver trovato Gesù? Hanno glorificato Dio!

Cosa hanno fatto i sacerdoti e gli scribi dopo aver trovato il luogo dove sarebbe nato Gesù attraverso le profezie della Bibbia? Assolutamente nulla!

Secondo voi, chi ha apprezzato di più Dio di queste tre categorie di persone? Forse chi si è prostrato e ha adorato Gesù? I Magi, gli “uomini sapienti” gli scienziati che, attraverso lo studio del cielo si erano mossi,  avevano cercato,  avevano trovato?

Può essere... in fondo Dio in un certo senso li ha “usati”, si è servito di loro per rivelare suo figlio al mondo... ma...

Oggi abbiamo acceso la seconda candela dell'Avvento, quella relativa alla fede. Perché si erano mossi? Cosa stavano aspettando davvero? Avevano realmente capito chi avevano trovato? C'era fede in quello che avevano fatto?

Erano arrivati a Gesù attraverso l'intelligenza... ma questo non li aveva cambiati. Non erano divenuti credenti in Dio: infatti, se ne ritornano ad Aleppo in Siria e di loro non sapremo più nulla.

Quanti, al giorno d'oggi, credono che Gesù è realmente esistito è realmente il Figlio di Dio è realmente risorto... ma questa rivelazione non fa alcuna differenza nella loro fede?

Allora forse Dio ha gradito chi aveva capito studiando la Bibbia dove sarebbe nato Gesù, i sacerdoti e gli scribi?

Avevano capito... ma non si erano mossi da Gerusalemme. Erano arrivati a capire  che Gesù era nato attraverso la lettura della Parola... ma questo non li aveva cambiati, anzi; li aveva turbati,  spaventati per quello che avrebbe significato per loro. Erano credenti, ma che razza di fede avevano?

Ebrei dice:

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1)

Speranza e fede sono legate assieme, e la fede vera porta a sperare, non ad avere paura.

Molti al giorno d'oggi vivono la stessa situazione. Sanno che Dio esiste,  che Gesù è venuto ma vivono la loro fede non con speranza, ma con la paura.

Temono il giudizio, e la punizione, perché la loro fede è solo nella conoscenza di Gesù, non nell'affidarsi a lui e seguirlo.

Chi ha gradito Dio, allora?

I pastori si erano mossi dalle proprie greggi per andare ad incontrarlo, seguendo la speranza  nella promessa di Dio  di mandargli il Messia,  l'Unto, il Cristo. Non li aveva guidati la loro intelligenza e neppure la loro conoscenza della Bibbia ma la fiducia, la fede che se Dio promette qualcosa, quello avverrà.

Dove sei tu,  in questo Natale? Cosa  stai aspettando?

Stai aspettando di sapere tutto su Gesù sfrutti la tua intelligenza, la scienza., i libri ome hanno fatto i Magi (intendi, tutte cose più che lecite, anzi ottime) ma non sei disposto, non sei disposta a seguirlo... e te ne torni ad Aleppo...  come i Magi?

Oppure stai aspettando il Natale  con paura, come i sacerdoti e gli scribi, perché sai che la conoscenza della Bibbia non ti mette al riparo dal giudizio, se la leggi e basta, e non la metti in pratica?

Luca dice:

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Gli unici che stavano davvero aspettando, gli unici che avevano davvero sperato erano i più poveri,  i più semplici,  i più umili di tutti.

Cosa stai aspettando a Natale? Sappi che Dio sta cercando cuori poveri cuori semplici cuori umili, a cui rivelarsi, e offrire “ un Salvatore, che è Cristo, il Signore”

Gesù dice:

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. ...Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:25, 28)

Se lo hai già trovato, ritorna a lodare  e glorificare Dio  per tutto quello che hai visto e udito.

Se non lo hai ancora trovato, cosa stai aspettando? Lui aspetta te, questo Natale.... e sempre!

Preghiamo.

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