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domenica, aprile 05, 2020

Uno sguardo fisso su Gesù per affrontare la tempesta | 5 Aprile 2020 |


Quando sei nella tempesta, Gesù è pronto a prendere la tua mano, se fissi lo sguardo su di lui e non sul vento.
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Tempo di lettura: 9 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 33 min.

La scorsa settimana abbiamo visto la tempesta che si abbatte sui discepoli mentre stanno vivendo la loro normale vita lavorativa

Non stavano facendo nessuna attività per Gesù, non testimoniavano, non guarivano. Ma, semplicemente “vivevano”.

Nella vita, come abbiamo detto le tempeste arrivano per tutti non solo per i credenti, non solo quando ce le aspettiamo perché sappiamo che satana vuole opposi alla nostra testimonianza, dove il male c'è, talvolta a motivo di satana, talvolta semplicemente perché viviamo in un mondo caduto

Questa volta Gesù non è nella barca ma prima è a pregare su un monte, poi sulla riva sapendo che i discepoli avrebbero avuto bisogno del suo intervento.

Gesù stavolta non calma il vento e le onde, ma prima si avvicina a loro... a piedi... sull'acqua... E i discepoli si spaventano a morte.

Questa settimana vediamo le rimanenti quattro fasi contenute nel Vangelo di Matteo.

“28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» 31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» 32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. 33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (Matteo 14:28-33)

Fase 1: “Comandami di venire da te”

“ Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». Egli disse: «Vieni!»” (v. 28-29a)

Attenzione, al momento per i discepoli  non è cambiato nulla, le onde minacciose ancora ci sono, il vento anche... Gesù è vicino... ma non è ancora nella barca con loro!

Per quanto Gesù possa amarci, per quanto il suo desiderio sia quello di aiutarci in tutte le nostre battaglie quotidiane, la decisione di seguirlo spetta solo a noi.

Amo pietro, vorrei assomigliare a lui, perché è una persona focosa, perché ha un carattere forte  (un caratteraccio, direbbero alcuni, ricordatevi che taglia un orecchio al servo di Caifa) perché parla spesso a sproposito  (ricordatevi quando prima non voleva che Gesù gli lavasse i piedi poi voleva che gli facesse la doccia: “Lavami tutto!")  é un impulsivo... ma è a persona sincera, e quando dice una cosa la dice dal cuore... senza calcolare l'importanza  e il costo il costo di ciò che dice.

La voglia di raggiungere Gesù è vera, crede con tutto se stesso che basterà che Gesù lo chiami per camminare sulla acque!

In molti dicono che Pietro  abbia ricevuto il battesimo quella notte: non è un battesimo in acqua (che non sappiamo quando è stato) e neppure un battesimo “nello Spirito” (forse quello è avvenuto quando ha detto  «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Matteo 16:16)

Ma è un battesimo “anomalo”; è un battesimo nella vergogna, un battesimo nell'ammettere che la sola parola di Cristo non mi basta per non affondare nelle onde della vita.

Attenzione, l'affermazione che faccio è “forte”: “Come come? La Parola di Cristo, la Bibbia non mi basta per affrontare la vita? Cosa stai dicendo, Marco?”

Già, perché Gesù risponde alla fede genuina di Pietro risponde nostra fede con un verbo all'imperativo: “Vieni”! Che cosa accade quando Gesù dà un ordine?

“Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma.” (Marco 4:39)

“Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E in quell’istante egli fu purificato dalla lebbra.” (Matteo 8:3)

“Allora, dov'è il problema, Marco? Dov'è la vergogna? Dov'è che non basta la Parola di Gesù?”
Leggiamo i prossimi versetti:

Fase 2: “ebbe paura”

“ E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» ” (v. 29b-30a)

Pietro era stato spaventato dalle onde  fintanto che non era arrivato Gesù. Dopo essersi spaventato ANCHE di vedere Gesù che camminava sulle acque Pietro aveva fatto questa bella professione di fede: guarda negli occhi Gesù e grida: “Chiedimi di venire”.

E realmente cammina sull'acqua... ma... "vedendo il vento {forte}".

Non sono le onde il problema probabilmente neppure lo toccano, distoglie per un secondo gli occhi da Gesù... e vede... cosa?

Vede qualcosa... che non si vede... vede il vento! Non sono le onde (che vede) a spaventarlo ma qualcosa di impalpabile, inafferrabile, invalutabile... Cosa ti spaventa di più di un problema? Il problema stesso, o l'attesa che arrivi un potenziale problema?

Sapete, nella mia esperienza ho parlato  con persone che stavano morendo per malattie lunghe e travagliate, e, incredibilmente, ho trovato quasi sempre persone serene  nell'affrontare il male... la paura non c'era per la malattia... ma per cosa sarebbe venuto “dopo”.

Per i non credenti era la paura di non sapere cosa accadeva dopo la fine, per i credenti cosa sarebbe accaduto ai propri cari...

Sapete, spesso le cosa che ci spaventa di più non è quello che ci sta accadendo, ma quello che potrebbe accaderci nel futuro.

In questo periodo di Coronavirus le nostre paure non sono perché siamo ammalati, ma perché potremmo ammalarci noi, o qualche nostro caro, oppure perché perderemo il lavoro, oppure perché non arriveremo a pagare le bollette o il mutuo...

Gesù lo sa. Gesù ci conosce!

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete {o di che cosa berrete}; né per il vostro corpo, di che vi vestirete... Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.” (Matteo 6:25, 31-32)

Pietro in mezzora è passato  dall'essere preoccupato per il vento, all'essere preoccupato per il fantasma, all'essere preoccupato di affogare!

Perché? Perché ha smesso di guardare Gesù, e ha fissato il problema. Perché la parola di Gesù ha valore nella nostra vita e agisce nella nostra vita se non è solo ascoltare ma è anche fare di quella Parola il centro della nostra attenzione e della nostra vita.

Quando ci preoccupiamo affermiamo due cose:

a) Gesù non si cura di me
b) Dio non è in controllo.

Questo si chiama “ateismo” La preoccupazione è la forma più comune dell'ateismo.

Qual'è l'effetto della preoccupazione? La paura!  “ebbe paura … gridò: «Signore, salvami!» .”

Eccolo il vero battesimo di Pietro, quello nella vergogna, quello nell'ammettere che  non mi basta ascoltare chi può salvarmi  ma HO BISOGNO di chi mi salvi.

Pietro fa la cosa giusta:  GRIDA! La Bibbia è ricchissima di persone che GRIDANO, forse il libro più ricco di grida verso il Signore  è il Libro dei Salmi,

L'urlatore più famoso Davide.

“Con la mia voce io grido al Signore” (Salmo 3:4) 
“Quando io grido, rispondimi, o Dio” (Salmo 4:1)
“sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera” (Salmo 17:1)
“Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio.”(Salmo 18:6)

Nei soli Salmi per 67 volte  Davide ed altri GRIDANO al Signore … esattamente quello che ha fatto Pietro.

Fase 3: “perché hai dubitato?”

“ Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» " (v. 31)

Pietro ha avuto il suo battesimo, e Gesù lo sottolinea con un gesto “fisico”: stende la sua mano. Che necessità aveva di farlo? Sarebbe bastato un millisecondo di un suo pensiero, e sarebbe sorto un monte sotto  i piedi di Pietro.

Ma Gesù VUOLE toccarlo: Gesù ama “TOCCARE”; anche il lebbroso che chiedeva guarigione:

“«Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato»” (Matteo 8:2-3)

SE tu gli gridi in questo momento  dove il mondo sembra affondare e tu assieme ad esso, lui sarà pronto a stendere la sua mano, a toccare la tua vita, a portarti dentro la barca.

Sarà lui a fare più strada, sarà lui a metterci i muscoli  per ritirarti su dalle onde.

Non ti preoccupare,  se hai avuto “paura”, se i problemi ti hanno distratto da lui. Gesù non ti condanna... come non ha condannato Pietro.

Gli ha solo chiesto: “Perché?” E a Pietro e neppure a te,  è richiesta una risposta.

E' pronto ad afferrarti anche se hai “poca” fede, anche perché sa che anche con una fede grande quanto un granello di senape, puoi spostare le montagne  e dirgli di gettarsi nel mare. Ma non vuole che tu dubiti mai del suo amore, e della sua presenza al tuo fianco!

Fase 4: “il vento cessò”

“E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.  Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (v. 32-33)

Quando è che il vento cessa? Non quando Gesù raggiunge i discepoli, non quando Pietro si lancia con fede sulle acque, non quando Gesù afferra Pietro per un braccio... ma quando Gesù ENTRA nella barca con i discepoli.

Cessa quando Gesù ENTRA nella quotidianità di Pietro  e dei suoi compagni pescatori

Se nella tua barca c'è Gesù, se nella tua quotidianità c'è Gesù, se nel tuo lavoro c'é Gesù, se nella tua famiglia c'è Gesù, la tua barca non può affondare.

Non significa che non ci saranno tempeste (una la stiamo attraversando tutti) ma la tua barca non potrà affondare.

Il Salmo 23 dice:

“Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.” (Salmo 23:2-4)

Vedete? Anche qui il salmista parla della paura non di qualcosa che si vede (la morte), ma di qualcosa impalpabile, intoccabile, irreale, l'ombra! Esattamente come il “vento di Pietro!

Quando Gesù è nella tua barca, qualsiasi sia la tempesta che affronti, fosse pure la tempesta della morte, non temere, sei al sicuro.

Ma la cosa che mi colpisce di più di tutta questa storia, è il versetto finale:

 A quel punto gli altri che erano nella barca s'inginocchiarono davanti a Gesù, esclamando: "Tu sei davvero il Figlio di Dio!" (v. 33)

Chi aveva ricevuto il miracolo? Pietro! Sarebbe stato lui a doversi inginocchiare! Ma la “poca fede” di Pietro ha reso possibile un miracolo per il quale le persone hanno proclamato che Gesù è il vero Figlio di Dio!

La tua POCA fede, può portare altri ad inginocchiarsi e riconoscere Gesù come il Figlio di Dio, e come il Salvatore... se...

Se... che cosa? Se la tua fede è sincera come quella di Pietro, che chiede a Gesù di farlo camminare sull'acqua Se il tuo sguardo è fissato su Gesù e non sul mondo attorno.

Pochi giorni prima della crocifissione, ci furono centinaia di uomini e donne che accolsero Gesù cantando e osannando:

“Molti stendevano sulla via i loro mantelli, e altri delle fronde che avevano tagliate nei campi. Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nei luoghi altissimi!»” (luca 11:8-10)

Avevano Ascoltato Gesù? Di sicuro! Avevano fede? Forse alcuni si. Ma di una cosa erano mancanti:
guardavano attorno, e il loro sguardo non era fisso su Gesù.

Cinque giorni dopo, molte di quelle persone era in piazza a gridare “CROCIFIGGILO!”

Non basta ascoltare Gesù, non basta leggere la Bibbia, non basta andare in chiesa, non basta gridare osanna, non basta pregare... se il tuo sguardo non è fisso su Gesù.

Preghiamo.


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domenica, marzo 29, 2020

Un grande amore per affrontare la tempesta 1° parte | 29 Marzo 2020 |


Quando ti sembra di essere solo, di essere sola, ad affrontare la tempesta, sappi che c'è un amore che ti sta a fianco e vuole affrontarla assieme a te.
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Tempo di lettura: 9 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 33 min.

La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta, dove Gesù era direttamente presente nella barca, e avevamo detto che se hai Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.

Ma c'è un'altra tempesta descritta nei Vangeli. La troviamo sia in Matteo che in Marco,  e per sapere cosa realmente è accaduto, dobbiamo saltare tra i due brani. Oggi vedremo il racconto che ne fa Marco.

Leggiamo assieme:

“46 Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. 47 Fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. 48 Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare; e voleva oltrepassarli, 49 ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono; 50 perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»“(Marco 6:46-50)

Questa volta il miracolo avviene in otto fasi differenti vediamo oggi le prime quattro.

Fase 1: “vento contrario”

Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, ” (v. 48a)

La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta dove Gesù era DENTRO la barca... e dormiva.

Questa volta i discepoli sono da soli ad affrontare le onde e la paura. Non erano lì  per piacere, ma per lavoro, essendo pescatori.

Andare per mare di notte era il LORO lavoro, non avevano “opzioni”; pescare o morire di fame.

Somiglia molto alla situazione attuale: come credenti ci aspettiamo di essere attaccati quando parliamo di Gesù. Accettiamo i pericoli e persino la morte con coraggio se lo stiamo facendo per testimoniare Cristo... (Pensate a tutti i martiri cristiani uccisi nel Colosseo).

Ma ci stupiamo, invece quando gli attacchi arrivano quando non stiamo facendo nulla per Gesù, quando semplicemente stiamo lavorando vivendo.

Il Covid-19 non è un missile “dedicato”, satana non lo ha lanciato solo contro i credenti... ma contro l'umanità intera, perché lui odia tutti.

Sapete, l'ambizione più grande di satana, è quella di “friggere” in olio bollente  non solo i credenti, non solo chi  parla di Gesù, non solo chi sta lavorando per Gesù,  (certo, loro sono il suo obiettivo principale) ma tutti.

Satana odia il mondo... mentre

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Io penso che quando Gesù diceva:

“... nel mondo avrete tribolazioni...” (Giovanni 16:33 a)

non stesse pensando solo a noi, non solo ai credenti... ma a tutti indistintamente.

Come stai reagendo  a questo periodo travagliato? Hai paura? Ti senti solo, ti senti sola? Ti sembra che stai affrontando l'emergenza in perfetta solitudine, e non vedi all'orizzonte nulla e nessuno che possa alleviare le tue preoccupazioni?

Ti do una buona notizia: non sei solo, non sei sola. Guarda la prima parte di questo versetto 48 di Marco: “Vedendo i discepoli che si affannavano a remare”

Gesù non è disinteressato  a quello che accade nel mondo; Gesù non ti guarda solamente  quando stai lavorando per lui, ma sempre.

Vi ricordate che cosa aveva fatto fino a quel momento Gesù?

“Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.” (v. 46)

Che strano, un Dio (perché Gesù è Dio) che deve appartarsi per pregare... a se stesso? Noi, quando ci appartiamo, normalmente lo facciamo per pregare Dio. E Gesù, perché si apparta? Ce lo spiega Paolo;

“... è alla destra di Dio e anche intercede per noi.” (Romani 8:34 b)

E lui stesso dice:

“Io prego per loro (i discepoli) non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi.” (Giovanni 17:9)

Gesù vede  anzi, pre-vede,  vede prima quello che ti accadrà. E prega PRIMA che ti accada
che tu possa farcela. Sappi che lui ha già pregato per te per quando affronterai momenti difficili, per quando perderai il lavoro, per quando vedrai andarsene una persona cara... per la tua paura di adesso!

Ma Gesù non solo prega per te. Ricorda che Gesù non ha amore, Gesù è amore, e amore non è un sentimento, ma un'azione.

Fase 2: “Gesù andò incontro a loro”

“... verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare;.(v. 48b)

Gesù non è intervenuto subito; ha lasciato che il vento si alzasse e le onde assieme. Quando interviene? Quando vede che la disperazione ha preso il sopravvento sulla logica e sulla fede.

Stavolta decide di fare in un'altro modo rispetto alla tempesta precedente (Dio non fa mai le cose nello stesso modo... e Gesù neppure). Stavolta non “sgrida il vento”.

Perché? Perché non è nella barca! Gesù preferisce “arrivare vicino abbastanza”, affinché tu possa vederlo,  toccarlo,  parlare con lui.

Gesù non vuole farti da “balia” risolvere i tuoi problemi, a distanza, ma vuole essere coinvolto con la tua vita, toccarla, trasformarla... In una parola, entrare nella tua barca! Da cosa sono spaventati i discepoli? Dalle onde! Ma chi le crea le onde? Il vento!

Il problema non era far calmare le onde, ma far cessare il vento. Le onde erano l'effetto visibile di qualcosa invisibile (il vento)

Noi facciamo lo stesso: non mi spaventa perdere il lavoro, ma mi spaventa il suo effetto:  non avrò di che far vivere i miei figli.

Non mi spaventa il tumore, ma il suo effetto: la sofferenza mia e delle persone care che mi vedranno malato.

Non mi spaventa  il Covid-19, è invisibile, ma il suo l'effetto: la malattia, l'isolamento...

Gesù decide di intervenire “a modo suo”, mostrandogli che le onde  non sono un problema, che, addirittura, ci si può camminare sopra!

Perché lo fa? Per dimostrare i suoi superpoteri?

Gesù ha detto più di una volta che tutto ciò che stava facendo su questa terra erano esempi per chi avrebbe creduto in lui, e che le stesse cose che faceva lui sarebbero state possibili a chiunque avesse fede in lui.

 “Io vi ho dato un esempio da seguire: fate come me..” (Giovanni 13:15 PV)

“In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Sei spaventato, sei spaventata  dall'effetto che il Covid-19 provoca nella tua vita, in termini fisici,
in termini economici,  in termini di separazione da amicizie? Quello di cui hai bisogno di più è seguire Gesù in questo preciso momento. Fare quello che lui ha fatto riprodurre le cose che lui ha insegnato.

Dove trovi gli esempi di Gesù? Nella Bibbia. Se sei spaventato, se sei spaventata  dagli effetti che la tempesta potrebbe avere sulla tua vita, leggi la Bibbia, nutriti di lei,  rendila una parte indispensabile  della tua vita quotidiana.

Fase 3: “gridarono”

“ ... e voleva oltrepassarli,  ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono” (v.48b-49)

Perché urlano? Non conoscevano Gesù? Non avevano forse già visto  tutto quello che era capace di fare?

Eppure, credetemi,  accade spesso che Gesù ci mostri come fare a vincere gli effetti  del vento che si alza nelle nostre vite, dicendoci di fare o di non fare qualcosa... e noi diciamo :”Naaa! Non è possibile!” E ci spaventiamo di ciò che ci chiede.

Gesù conosce i nostri limiti, e non ci chiederà mai qualcosa che lui sa  che non possiamo raggiungere.

Paolo lo ha sperimentato, e dice:

“So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:12-13)

Paolo  stava parlando della sua vita reale, di quello che vedeva nel piatto ogni giorno. Diceva che la forza di stare a pancia piena o a pancia vuota era data da Gesù, e che quella forza non era la sua ma quella di Gesù.

Sei preoccupato, sei preoccupata di come sarà il tuo futuro di lavoro dopo il Covid-19? Stai “urlando” come i discepoli? Guarda allora la prossima fase.

Fase 4: “Coraggio, non abbiate paura!”

“... tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»" (v. 50)

Questa volta Gesù, a differenza della volta in cui era nella barca, la prima cosa che fa è confortare i discepoli quando il mare è ancora grosso.

Perché? Perché Gesù non è ancora nella barca.

Gesù sa che la cosa importante, non è far cessare lil vento, ma darti la vita eterna.

Gesù sa che, per poterti venire vicino deve prima cacciare la paura.

Gesù sa che, per poterti dare la sua potenza, deve essere assieme a te nella barca. Ti ripeto quello che ha detto C.S Lewis:   “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta. Gesù sa che per arrivare a te, deve cancellare il rumore assordante della tempesta. per far cessare le tue paure, anche al tempo del Covid-19.

Giovanni dice:

“Nell'amore non c'è posto per la paura; anzi l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV)

Chi è la fonte dell'amore perfetto? Gesù è la fonte dell'amore; tutto l'amore che esiste nel mondo lo si deve grazie a lui!

Sostituisci ora nel versetto “amore” con “Gesù”:

“In Gesù non c'è posto per la paura; anzi lGesù caccia via la paura, perché chi non ha Gesù teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV - parafrasi)

Conclusione

Siamo in una tempesta, e il vento non è cessato: ma Gesù vuole che tu non abbia paura, che domini le onde, anzi, che le usi come tappeto per i tuoi piedi

“Allora Pietro lo chiamò: "Signore, se sei davvero tu, dimmi di venire da te, camminando sull'acqua!" "Vieni!" disse il Signore.” (Matteo 14:28-29 a PV)

Il Signore vuole vederti camminare sull'acqua, perché assieme a lui le onde non fanno più paura.

Preghiamo.

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domenica, marzo 22, 2020

Una piccola fede per affrontare la tempesta | 22 Marzo 2020 |


Se attraversi questa tempesta con Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.
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Tempo di lettura: 9 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 38 min.

Quella che stiamo attraversando a livello mondiale penso sia una delle “tempeste” più grandi che il mondo abbia mai affrontato.

E' forse più grande della 2° Guerra mondiale, che, in realtà, ha risparmiato ampie zone del globo. Perché questa rischia di estendersi realmente a TUTTO il mondo.

In questa grande tempesta noi italiani ci siamo in mezzo, anzi, siamo proprio nell'occhio del ciclone, avendo più morti in assoluto da Coronavirus.

Ed è una tempesta che no ha preferenze, ha impatto su tutti indistintamente, non credenti e credenti.

Siamo accomunati da una stessa realtà; non sappiamo come attraversarla, né come uscirne.

L'essere credenti tuttavia ci fa qualche “arma” in più: possiamo vedere come i credenti prima di noi hanno attraversato altre tempeste, e a chi si sono rivolti per trovare aiuto.

Nel Nuovo Testamento sono riportate due tempeste. In entrambe le tempeste Gesù è presente: una volta è assieme ai discepoli, l'altra volta no. Oggi vedremo la prima tempesta.

“35 In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36 E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. 37 Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva. 38 Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» 39 Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. 40 Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» 41 Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»” (Marco 4:35-41 )

Questa tempesta è molto simile a quella che stiamo vivendo adesso: non arriva annunciata, non arriva tutta insieme ma cresce man mano che viene vissuta.

Esattamente come il Covid-19: non è la “solita influenza” che ogni anno arriva.  Non era “annunciato”.

Non è arrivato tutto insieme, ma ha interessato prima la Cina, poi la Corea, poi il Giappone, poi l'Iran, poi l'Italia... poi tutto il resto del mondo.

Man mano che cresce diventa sempre più preoccupante: prima dicevano che interessava solo gli anziani, poi gli anziani e gli ammalati, fino a realizzare che interesserà tutti!

Ci sono state sei fasi:

Fase 1: “così come era”

“ E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca” (v. 36)

E' la fase iniziale:  la tempesta non c'è, nessuno l'ha predetta, I discepoli fanno salire Gesù “così come era”  Che cosa significa?

E' come quando inviti un amico a fare un giro in macchina:“Serve che porti qualcosa?” “No, vieni come sei”.

L'importante non è quello che l'amico può portare, l'importante è l'amico con cui viaggiare. E' lui che ti importa!

Se accogli Gesù nella barca della tua vita, non importa che si porti dietro delle “cose” (i riti, i pellegrinaggi, le statue, i santini) ma importa che LUI sia nella tua barca.

Notate bene: i discepoli hanno accolto Gesù nella barca quando il mare era calmo e il cielo azzurro.

Fase 2: “le onde nella barca”

"Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva."(v. 37)

Esattamente come con il Coronavirus: abbiamo visto “arrivare” la burrasca. L'abbiamo vista avvicinarsi: Cina, Pakistan, Iran, Turchia, Italia... e le grosse onde hanno cominciato a muovere la barca.

I discepoli conoscevano Gesù e lo avevano già visto operare nelle loro vite e in quelle degli altri, sapevano che se c'era pericolo lui era pronto ad intervenire...

Non so se fosse per questo che lo avevano invitato, ma il fatto è che avevano Gesù NELLA barca... non sulla riva!

Avere Gesù nella barca è un'assicurazione totale sulla vita? Certo che no, anche i credenti soffrono, si ammalano e muoiono!  Ma è meglio averlo assieme a te  nella tua barca, piuttosto che ad aspettarti che tu ritorni sulla riva.

Fase 3: “Maestro, non t'importa”

“Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?»" (v. 38)

Quando il Covid-19 ha cominciato a fare paura, a mietere vittime, l'Italia ha avuto due tipi di reazione: hanno bestemmiato contro il cielo:  “Dio non c'è perché c'è il male.” oppure
hanno gridato a Dio:  “Dio perché succede questo?”

Come credenti ci siamo comportati esattamente come Pietro e i discepoli.

Gesù dorme a poppa su un cuscino.  I discepoli si “arrabbiano”  perché non fa nulla.  Eppure avevano visto persone guarite  demòni scacciati, morti risuscitati... Ma non avevano mai visto calmare una tempesta.

Sinceramente, mi sono domandato: “Stanno chiedendo a Gesù perché hanno davvero  fiducia che sappia farlo,  o è pura disperazione?” La risposta la vediamo tra un po'

Per cosa stai pregando tu, adesso? Per protezione per la tua famiglia? Per la guarigione degli ammalati... o per vedere la POTENZA DI CRISTO  in una tempesta mondiale?

E cos pensi quando le onde crescono e riempiono la barca, quando le preghiere sembrano rimbalzare sul soffitto  e ricadere giù? “Gesù, perché dormi? Non t'importa?  E ci arrabbiamo,

Gesù sapeva esattamente quello che avrebbe fatto.  Lui non era preoccupato per i discepoli,  perché sapeva che loro avevano lui nella sua barca; qualsiasi cosa fosse accaduta, loro erano assieme a Lui!

Se nella tua barca c'è Gesù,  la tua barca non può affondare.

Magari la soluzione  non sarà quella che tu hai in mente, ma la tua barca non affonderà.

Fase 4: "Taci! Calmati!"

"Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia." ( v. 39  )

Questa fase noi non l'abbiamo ancora vissuta: la nostra esperienza di questa tempesta si ferma alla fase 3.

Non posso dirti come e quando accadrà,  ma posso dirti COSA accadrà. Accadrà che Gesù si sveglierà  e rimprovererà il vento e le onde.

Il virus passerà,  la gente tornerà a fare affari, a prender e dare moglie... la vita riprenderà. Quando non lo so, ma è sempre stato così, sin dalla creazione del Mondo.

E cosa dirà, allora, ai credenti che hanno detto  “non t'importa, non vedi, non agisci”?

Chi ha sgridato Gesù? Le onde e il vento, non i discepoli. Chi sgriderà Gesù? Il Covid-19, non i credenti  che hanno paura adesso!

Fase 5: Perché siete così paurosi?

“Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» " (v. 40 )

Anche questo lo stiamo aspettando, arriverà, non so come né quando.

Gesù si girerà verso noi,  e sorridendo dirà: "Ragazzi, cosa succede? Ma che davvero eravate spaventati? Era solo un virus! Vi pare che non sia capace di fermare un virus,  io che resuscito i morti? E soprattutto, perché temi per la tua vita terrena visto che hai in eredità la vita eterna attraverso di me?”

Guardate il versetto: Gesù “rimprovera” il vento,  ma “dice” ai discepoli”. Gesù non li rimprovera per aver avuto paura,  ma gli chiede come mai avessero avuto paura  quando lui era nella barca con loro.

Aver paura è un sentimento umano che Dio ha messo in noi per il nostro bene.  Per renderci prudenti in situazioni pericolose. Ma in queste situazioni, piuttosto che usare il sentimento della paura dobbiamo usare quello della fiducia,  la fiducia in Gesù.  Si chiama “avere fede”.

Avere fede non è aspettarsi una vita rose e fiori  (quella è superstizione, è cabala),  ma aspettarsi di ricevere l'aiuto  nelle tempeste che arriveranno nelle nostre vite.

Eravamo rimasti con due domande in sospeso: una per i discepoli e una per te:

“Era vera fede che Gesù potesse calmare la tempesta,  o solamente “disperazione”?

“Per cosa stai pregando? Per protezione e guarigione, o per vedere la POTENZA DI GESU' nel Mondo?”

Fase 6: “Persino il vento e il mare ubbidiscono!"

"Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?» " (v. 41 )

Non era fede: era sana fifa!  Non era fede: era disperazione!  Ma Gesù accetta anche la loro fede  scadente,  e  grazie a quella fede scadente il miracolo avviene lo stesso.

Gesù non agisce mai  in base alla quantità di fede che abbiamo,  ma in base alla presenza o meno della fede in lui.

"…perché in verità io vi dico che se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Passa da qui a là”, e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20)

Veniamo alla seconda domanda, quella per te: per cosa stai pregando? Per Protezione e guarigione, o per vedere la potenza di Cristo nel mondo?

C'erano alte barche

Guarda il versetto 36, la seconda parte:

“C’erano delle altre barche con lui.”(v. 36b)

C'erano altre barche nella tempesta, esattamente come ci sono altre persone, miliardi di altre persone coinvolte nella tempesta che si chiama Covid-19; siamo passeggeri di barche differenti  su un medesimo mare in burrasca.

In quella notte, la fede scadente” in Gesù dei discepoli nella barca  provocò il miracolo della salvezza  anche per quelle barche che stavano là a fianco,  immerse nella medesima tempesta,  che videro dissolversi in un attimo.

“e si fece gran bonaccia”  (v. 38b)

Chissà quanti delle barche a fianco  avranno chiesto ai discepoli  cosa fosse accaduto,  dando modo di testimoniare  CHI aveva fatto tutto quello!
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Quando preghi non pregare solo per protezione e guarigione, non solo: prega anche affinché il mondo veda la POTENZA DI CRISTO in questa tempesta: affinché altre persone abbiano dubbi, affinché altre persone cerchino, affinché altre persone credano, affinché altre persone vivano in eterno assieme a te.

Prega questo, anche se la tua fede è piccola: Gesù sa trasformare una piccola fede  per affrontare la tempesta in un grande miracolo!

Preghiamo.


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domenica, marzo 15, 2020

Un megafono nella tempesta | 15 Marzo 2020 |


Cosa posso fare, come credente, quando c'è una tempesta? Essere il megafono di Dio!
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Tempo di lettura: 8 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 28 min.

Tutti quanti stiamo vivendo questo periodo di forzata “clausura”.

Se scorrete le pagine social dei vostri amici e delle vostre amiche, potrete notare tutta una serie di attività che stiamo facendo perché dobbiamo restare a casa.

Una di quelle che sembra più gettonata è il “fare le torte”! Che purtroppo nessuno potrà assaggiare, e andranno solo ad aumentare glicemia e colesterolo di chi le ha fatte e, al limite dei suoi familiari.

Un'altro 21degli effetti “collaterali” è il moltiplicarsi dei predicatori sul web.

E' chiaro che, avendo più tempo da passare a casa sia più facile produrre riflessioni da parte dei predicatori e sia più facile per le persone ascoltarli.

In questo periodo va molto di moda il Salmo 91 soprattutto i versetti 3 e 7, che dicono:

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale...Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.” (Salmo 91:3,7)

Sinceramente non ho la capacità biblica di dirvi se realmente questo versetto possa essere applicato alle nostre vite.

Per quel poco che so penso che questo salmo c'entri poco con la salvezza fisica dei credenti.

I credenti di tutte le epoche non soltanto di questa si sono ammalati, hanno sofferto, alcuni sono stati guariti, moltissimi sono tornati al Padre anzitempo rispetto alle statistiche.

L'alta cosa che abbonda in questo momento specialmente sui social dei credenti, ma non solo, sono le richieste di pregare.

Attività assolutamente legittima, buona, sana...ma... Vorrei mettervi un dubbio, piuttosto che una certezza.

Perché preghiamo? Se Dio conosce ogni cosa, se sa di cosa ho bisogno ancor prima che glie lo chieda... perché devo chiedere? Non potrebbe fare tutto da solo?

Dio lo sa che l'Italia, la Cina, il mondo ha bisogno di Lui... Non è forse evidente? perché dovrei pregare, dunque?

Sapete, uno dei miei più grandi difetti è credere che alcune cose sono fatte bene solo se le faccio io.

Per alcune cose sono un bravo insegnante... o almeno così dicono. Per altre sono pessimo... perché non ho pazienza di spiegare, e quando anche lo spiego... beh, faccio prima a farlo da solo che risparmio tempo e viene meglio!

E così, la persona a cui dovrei insegnare quella certa cosa, non capisce niente, è frustrata perché non lo saprà mai fare e probabilmente non mi chiederà mai più di fargli vedere come si fa qualcosa.

Dio è un insegnante migliore di  me! Dio sa fare tutto meglio di me, e di te... ma vuole comunque che partecipiamo a quello che fa nelle nostre vite perché vuole che noi siamo coinvolti in ciò che lui fa.

Cosa sta facendo, in questo momento Dio, dunque? Come sta provvedendo in questa “pandemia”?

Voglio leggere assieme a voi un brano da Atti:

“In quei giorni, alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia. E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la si ebbe infatti durante l’impero di Claudio. I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” (Atti 11:27-29)

Dove è la similarità con la situazione del CoronaVirus? Beh, nel fatto che c'era un evento che stava impattando non una sola città, non una sola regione, ma, dice Luca (lo scrittore di Atti)coinvolgeva tutta la terra.

Dov'è Dio nella situazione che stiamo vivendo del Covid19, che ha ucciso, uccide e ucciderà forse milioni di persone?

Dove era Dio nella situazione di Atti dove di lì a poco sarebbe scoppiata una carestia in tutto il mondo che avrebbe ucciso anch'essa milioni di persone?

Nel versetto, Luca non dice che la carestia è una punizione di Dio ma si limita a dire che “ci sarebbe stata”. La realtà della vita sulla terra dopo la caduta è che non siamo più in Eden, il male è presente nel mondo.

Vuole Dio intervenire in situazioni del genere? Può Dio intervenite in una situazione del genere?
Certamente si!

Rileggiamo il versetto 28:

"E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra." (v. 28)

Chi è che suscita la profezia in Agabo? Lo Spirito (che noi chiamiamo Spirito Santo) Quello stesso Spirito che in Genesi  “... aleggiava sulla superficie delle acque”  (Genesi 1:2) prima di creare la luce.

Dio può sembrare indifferente a ciò che accade nel mondo; può sembrare che ha acceso il fornello sotto la pentola e poi se ne sia andato... e l'acqua bolle e va fuori senza che lui se ne accorga.

Dio, invece è presente e vede: vedeva la carestia, come vede il Covid-19.

La domanda era “vuole Dio intervenire” sulla carestia? Certo che si! E' per quello che da la visione ad Agabo.

“E allora, se lo sapeva, se lo vedeva, perché non ha agito contro la carestia? E perché non agisce adesso?”

Poco fa avevamo parlato della preghiera: quando preghiamo diveniamo in un certo senso
“collaboratori” di Dio nelle sue azioni; non lo dico io, ma Paolo:

“Noi siamo infatti collaboratori di Dio,” (1 Corinzi 3:9a)

“Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini.” (1 Timoteo 2:1)

Dio ci vuole coinvolti, parte attiva nell'opera che mette in campo quando ci sono emergenze.

Ma nel libro di Atti, Dio non vuole SOLO preghiera... ma anche azione: il versetto 29 infatti dice:

“I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” ( v. 29)

Dio vede, Dio agisce... Come? Attraverso la sua chiesa! Dio manda la visione ad Agabo, e la chiesa manda la sovvenzione alle chiese in Giudea.

Dio non aveva mandato la carestia, così come non ha mandato il CoronaVirus; ma può mandare te e me come suoi collaboratori,  come dice Paolo.

“Si, ma come, se siamo tutti bloccati a casa, Marco?":Beh, esattamente come stiamo facendo stamattina assieme. Agiamo in maniera “virtuale” ma non di meno siamo una chiesa, e nondimeno stiamo ascoltando la Parola del Signore.

Ci sono forse persone che conosci che sono magari sole, a cui farebbe piacere sentire una voce amica, una telefonata, un WhatsApp di conforto e di sostegno.

Se magari sono vicine a dove abiti, e non possono uscire perché anziane, forse quando esci a fare compere per te vale la pena di chiedere se hanno bisogno di qualcosa dal supermercato o dalla farmacia.

Altre persone sono terrorizzate dalla paura di ammalarsi, e magari gli serve qualcuno che le conforti,
che le ascolti e le dia una prospettiva differente da quella che ascolta in TV; la prospettiva di un Dio che è vicino anche e soprattutto nella sofferenza, che protegge, che spesso guarisce, ma che comunque è più interessato alla nostra vita futura quella eterna, che a questa.

Vedete, io non sono mica d'accordo con lo slogan “Andrà tutto bene” che ormai circola in rete da diversi giorni.

Vi ricordate il Salmo 91 con cui abbiamo aperto?

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale..." (Salmo 91:3)

La “peste micidiale” è una frase che è usata spesso nell'Antico Testamento, ed era il segno della punizione divina talvolta per i popoli che circondavano il popolo di Dio, ma talvolta anche per il popolo di Dio quando era disobbediente.

Era il “giudizio” di Dio sull'operato dell'uomo. Le cose non “andranno bene”, ma andranno sempre peggiorando; lo dice Gesù in Matteo e in Marco quando parla della “desolazione dell'abominazione.

“Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.” (Matteo 24:29-30)

Non andrà tutto bene per chi non avrà creduto in Gesù e a lui si sarà affidato. Forse scamperanno il Covid-19, o anche il prossimo virus letale... ma la “peste micidiale”, il giudizio di Dio sulle loro vite
la scamperanno solo attraverso Gesù.

C.S Lewis ha detto: “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Un altro modo di dire è che “Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta”.

Quella che stiamo affrontando è una tempesta; e Dio sta urlando nelle pene di milioni di uomini e donne per farsi ascoltare.

Tocca a me e a te essere il suo megafono.

Preghiamo.

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domenica, marzo 08, 2020

Adorare è... leggere la mente del Padre | 8 Marzo 2020 |

Adorare è anche fare un viaggio nella Parola di Dio per essere trasformati per sempre.
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Tempo di lettura: 11 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 33 min.

Una delle cose che mi piaceva da bambino, era andare al lago e fare la “ranocchia”.

Chi di voi sa cosa sia? La “ranocchia” è prendere un sasso piatto   farlo rimbalzare sulla superficie, per vedere quanti salti siamo capaci di fargli fare.

Nulla di male, se lo faccio al lago, anche adesso che ho 57 anni... Ma il problema è che la “ranocchia”  illustra bene la maniera di leggere la Bibbia  che avevo quando ho iniziato a seguire Gesù.

Cosa voglio dire con questo? Che ero “fiero di “quanto” leggevo, di quanti “salti” facevo fare al mio impegno di lettura sulla superficie della Parola di Dio...

Ma il problema è che “rimbalzavo” sopra di essa, senza mai andare in profondità, senza fermarmi, immergermi in essa, preso come ero a contare i capitoli della Bibbia letti.

Leggevo molto, ma la lettura sembrava non avere nessun impatto sulla mia vita. Leggevo,  e restavo come ero. Rimbalzavo sul pelo dell'acqua e la Parola di Dio neppure mi bagnava.

In una frase, continuavo ad essere lo stesso Marco anche se leggevo sei ore al giorno.

Era questa la volontà di Dio per me? Voleva che diventassi un lettore assiduo oppure voleva che io traessi dalla sua Parola qualcosa di diverso, di migliore?

Qualcosa che mi cambiasse che mi trasformasse... Paolo dice in Romani:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV)

In questo brano ci sono tre  parole “interessanti”: la prima è “adattatevi”. In greco è scritta “συσχηματίζω” “syschēmatizō” che significa “compararsi agli altri per essere uguali agli altri”

Il Signore sta dicendo qui che spesso noi ci “compariamo” con gli altri perché abbiamo voglia di essere uguali agli altri.

Vi suona familiare? Quanti di voi sono stati adolescenti negli anni settanta? Vi ricordate  i jeans “ a zampa d'elefante”? Quanti li hanno portati? Per sentirci “diversi”  ci vestivamo “tutti uguali”

L'altra parola interessate che usa Paolo è “siate trasformati”  in greco “μεταμορφόω”  “metamorphoō” composto da “meta”  = al di là, in seguito, dopo” e “morphoō” = forma, per cui “una forma dopo”,  “un'altra forma”.

L'ultima è “rinnovamento” in greco “ἀνακαίνωσις” “anakainōsis” composto sa “ana" = dentro” e "kainosis" = nuovo.

Vogliamo fare il solito gioco? Sostituiamo queste frasi nel versetto di Paolo e vediamo se ci dice qualcosa:

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Paolo ci dice:  “non vi guardate intorno per vedere come essere, ma pensate alla forma che avrete dopo attraverso il nuovo che avete dentro.".

Il bruco che sta nel bozzolo si gira intorno.. e cosa vede? Altri bruchi! Ma dentro il suo DNA c'è qualcosa che non lo fa restare bruco per sempre, ma gli da una forma nuova, quella di una farfalla.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio è  affermare che Dio vale per me riallineare la mia vita sotto il trono di Dio offrirgli  tutto di me, anima e corpo

Pensare come pensa Dio

L'ultimo passo nell'adorazione che vi voglio far fare oggi è appunto mettere dentro noi quel quel “dentro nuovo” per avere “un'altra forma”:  pensare come pensa Dio.

Adorare Dio è ANCHE far si che i miei pensieri siano gli stessi di Dio.

Vi ho raccontato che da giovane leggevo molto ma non cambiavo affatto. Quale era il problema? Stavo leggendo a “ranocchia”, non andavo in profondità  e non riuscivo a capire  cosa pensasse realmente Dio

Leggi  in profondità, non in distanza

Io facevo il “salto in lungo” quando mi avrebbe giovato di più fare il “salto dentro” la Parola.

Cosa succede quando “salto dentro” quando mi immergo nella Parola?

Questo è un bicchiere di acqua. E tra l'altro non è nemmeno di acqua bollente,  perché spesso, quando leggiamo la Bibbia,  arriviamo che non siamo molto “bollenti” per farlo.

Questa è una bustina di the. Cosa accade quando immergo la bustina una sola volta? Assolutamente niente! Ma se lascio la bustina per 10:15 minuti,  l'acqua assumerà il colore, il sapore e il profumo del the.
(immergi la bustina di the nell'acqua )

L'acqua rappresenta la nostra anima e la busta di the è la Bibbia: per essere trasformato da quello che sono (acqua) in quello che Dio vuole divenga (the), devo “immergere” la Sua Parola dentro di me.

Come faccio?

Viaggiare nella Parola

Devo “viaggiare nella Parola di Dio”. Una delle cose che mi piaceva di più da ragazzo  era di prendere la mia 500,  mettere su una cassetta che mi piaceva,  e fare delle lunghe passeggiate.

Mi piaceva andare lontano da casa,  per vedere nuovi posti che erano differenti  da quelli dove vivevo ogni giorno, fermarmi per vedere un bel panorama,  fare una foto,  spedire una cartolina,  e poi si tornava a casa.

Quando viaggio nella Parola di Dio faccio più o meno le stesse cose che facevo viaggiando con la mia 500!

Sei passi per viaggiare nella Bibbia

1) Fai il pieno

Per andare lontano, dovevo avere il pieno nella mia 500: è la stessa cosa che accade leggendo la Bibbia:

Paolo dice questo:

“E nessuno può conoscere i pensieri di Dio, eccetto lo Spirito che viene da Dio. Ora, il Signore ci ha dato il suo Spirito, che non è lo spirito del mondo, per farci conoscere i doni meravigliosi e gratuiti che egli ci ha dato...Ma l’uomo che non è cristiano non può capire, né accettare le verità che lo Spirito Santo rivela; gli sembrano una pazzia e non le può capire, perché soltanto chi ha lo Spirito Santo dentro di sé può comprendere ciò che lo Spirito intende. Noi cristiani, invece, abbiamo la mente di Cristo.” ( 1 Corinzi 2: 11b-12, 14, 16b PV)

Paolo dice: ”Fai il pieno! Riempiti di Spirito Santo per capire ciò che leggi!” Come? Semplicemente... chiedi! “Signore, lo so che senza l'aiuto dello Spirito Santo, tutto quello che leggerò sarà difficile da capire Allora, puoi farmi un pieno di Spirito Santo così da avere orecchie per sentire quello che tu hai da dirmi per la mia vita di oggi?”

2) Scegli il tuo percorso

Quando viaggiavo,  qualche volta mi piaceva  fare strade  che conoscevo bene e che mi piacevano molto.

Altre volte invece mi piaceva  esplorare nuove strade,  strade dove non ero mai passato.

Cosa significa questo parlando della Bibbia? Che alcune volte leggerai passi che conosci a memoria e godrai le curve che già conosci, ti farà piacere vedere di nuovo quei panorami.

Altre volte, invece, leggerai passi completamente nuovi, altre curve e altri panorami.

La differenza tra il leggere e il leggere la Parola di Dio sta nel fatto che Dio ti parlerà  sia che siano curve e panorami già conosciuti, sia che siano completamente nuovi Paolo dice:

“Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci la verità, ci convince, ci corregge e ci aiuta a fare ciò che è giusto. In questo modo il credente viene perfezionato e preparato a fare opere buone. (2 Timoteo 3:16-17)

Una sola accortezza: quando hai scelto un percorso, finiscilo! Non tornare indietro! Termina la strada!

3) Rallenta e goditi il panorama

Le strade che mi piacevano di più,  erano le strade con le curve,  perché mi obbligavano ad andare più piano, e così potevo gustare meglio  ciò che vedevo fuori dal finestrino.

Leggere velocemente la Bibbia è come andare in autostrada: non vedi nulla, e ti fermi all'autogrill solo per andare alla toilette!

Rallenta, invece, fatti qualche domanda: “Cosa succede negli altri versetti del libro?  Cosa mi dice questo passo del carattere di Dio?  Cos'è che non ho mai visto nella Bibbia e che invece vedo ora?”

Ricordati che quando leggi la Bibbia  sei alla presenza di Tuo Padre! E lui non ha fretta!

4) Fermati in un punto panoramico

Quando trovavo un luogo veramente bello,  magari indicato da una freccia con su scritto “belvedere”,  allora parcheggiavo la macchina,  prendevo la mia macchina fotografica,  e scendevo per apprezzarlo più da vicino.

Vedrai che leggendo la Bibbia accadrà lo stesso. Alcune volte ti sembrerà che Dio sia dietro di te ti batta sulla spalla dicendo:  “Fai attenzione, perché questo passo è importante per te!”.

Quando accade,  fermati, scendi,  e vai a vedere più da vicino cosa c'è.

Uno dei metodi più semplici è quello che si chiama “leggi e enfatizza”

Ti spiego cosa significa. Prendi la prima parte di Colossesi 3:16, per esempio. Il versetto dice:

“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" (Colossesi 3:16)

La prima volta che leggi il versetto, enfatizza la parola “parola"." Quale è la cosa veramente importante? Che la Parola di Dio abiti nella tua mente.

Enfatizza poi la seconda parola del versetto, "Cristo". A chi appartiene la Parola? A Cristo, al Salvatore, al Figlio di Dio... Non è una parola comune!  E' Cristo che ti parla!

Enfatizza quindi la parola "abiti".  Cosa significa "abitare"? Risiedere in un posto per molto tempo. La Parola deve risedere in te,  stare dentro di te non per un week end, non per un mese, non per un anno, ma deve essere inquilino stabile.

Enfatizza poi la parola "in". Cosa significa? Che è dentro, non intorno, non sopra, non a lato,
ma dentro. E' lì che deve stare per darti la forza di non comparti, di avere una forma successiva, di avere un dentro nuovo.

Siamo a "voi".  La Bibbia non dice che la  Parola di Dio  abita nei predicatori, nei missionari, nei pastori, ma in VOI, in te che credi e che la stai leggendo. Non è per gli “specialisti” ma è per tutti.

Infine,  "abbondantemente". Che cosa significa?  Che non basta un po' di Parola, ma che ne serve tanta, in abbondanza, più ce n'è, meglio è.

Quando fai questo processo tu stai liberando energia che ti cambia, perché capisci meglio la volontà di Dio per te, e gli permetti di parlarti.

Chiedigli: “Signore, mi stai dicendo che io posso portare Cristo con me in ogni istante? Vuoi che gli faccia uno spazio dove risieda sempre dentro di me? E' questo quello che mi stai dicendo?"

5) Fatti un selfie

Alla mia epoca non c'erano gli smartphone, che mi permettevano di immortalarmi da solo con su lo sfondo del posto che visitavo, ma prendevo comunque foto per ricordarmelo. Con la Parola di Dio è la stessa cosa.

La Bibbia dice che  la Parola di Dio è sia una lampada che uno specchio  per la nostra anima. Una luce per illuminarci e uno specchio in cui vedere se stessi.

Prendi il passo che stai leggendo, e mettitici dentro. Mettiti all'interno del panorama come in un selfie. Come ti ci vedi?  Cosa dovresti fare o non fare?  Cosa devi cambiare? Domandati: “In questa luce, c'è qualcosa che ora mi è più chiaro e che non avevo visto prima?”.  Oppure: “In questo specchio, cosa devo cambiare nella mia vita?”.

6) Spedisci un WhatzApp a casa

Qualche volta, nei miei viaggi,  trovavo anche il tempo di fermarmi,  comperare una cartolina,  e scrivere a qualcuno per condividere  quello che avevo visto di bello in quel luogo.

Ormai non si mandano più cartoline, si condividono post, storie, foto sui “social”.

Questo è il momento in cui  la lettura e la meditazione  diventa preghiera.

Io ho ancora una agenda di carta su cui metto i miei appunti  e la data di quando li ho scritti

Se fai come me in forma cartacea, o elettronica, nel futuro ti ricorderà dove sei stato  e cosa hai visto, sentito e provato vedendo quel panorama, leggendo quel brano.

Se leggi la Bibbia in questo modo,  oltre ad appendere di più, oltre a darti la forza per cambiare tu permetterai a Dio di guidare ANCHE la tua preghiera,  pregando ciò che Lui vuole che tu preghi.

In una parola: tu starai leggendo la mente di Dio e la sua volontà per te.

Questo cambierà in maniera permanente   e irreversibile il tuo modo di essere ...proprio come la busta di the  ha cambiato in modo permanente e irreversibile  il bicchiere d'acqua.

(pendi il bicchiere)

Ora l'acqua ha acquisito  il colore,  il sapore  e l'odore della busta di the.

Ma è accaduta anche un'altra cosa fondamentale: questo non è più un bicchiere d'acqua,  con una bustina di foglie di the dentro... Questo è un bicchiere di the; la sua natura è cambiata  in maniera permanente e irreversibile.

Questo è ciò che succede alla tua anima  quando la Parola di Dio
abita in te abbondantemente.

Come la busta ha cambiato l'acqua in the,  la Parola di Dio cambierà completamente te stesso (o te stessa).

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Non ti comparerai più agli altri per essere uguale penserai ad avere ”un'altra forma”,  al tuo “dentro nuovo”.

Non continuerai più a sentirti bruco tra i bruchi ma avrai la certezza della farfalle che è in te, pronta ad aprire le ali e a librarsi, attraverso la potenza della Parola di Dio.

Conclusione

Adorare e... una costante,  silenziosa,  segreta conversazione con Dio;  e questo è il segreto dell'amicizia  con il tuo Padre Celeste.

Fermiamoci a pregare.

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domenica, marzo 01, 2020

Adorare è... offrire tutto di me al Padre | 1 Marzo 2020 |


Adorare è anche offrire il mio corpo, la mia mente, tutto di me al Padre ed essere riempito del suo Spirito.
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Tempo di lettura: 10 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 32 min.

Quanti di voi vedono almeno un telegiornale al giorno? Quale di queste due affermazioni  rispecchia meglio i vostri sentimenti dopo aver ascoltato le notizie?

Il mondo è un posto stupendo, popolato da persone stupende e gentili che si adoperano per il bene di tutti.

Oppure:

Il mondo è un posto tremendo, popolato da esseri orribili che opprimono i più deboli per il loro utile personale.

Temo che percentualmente siate più d'accordo con la seconda affermazione; magari non pensare a qualcosa di così estremo, magari qualcosa che sia una via di mezzo, ma certo, il sentimento comune è che il mondo non è il Paradiso Terrestre, ma che assomiglia spesso di più ad un Inferno.

A me capita talvolta di pensare: “Ma come fa Dio a sopportare tutto questo? Se Dio vede, non può che  odiare il mondo! Con tutto il male, i peccati, la violenza che c'è, quando guarda giù di certo non sorride, ma anzi avrà una faccia piena di  disgusto!

Sapete quando mi capita? Quando non rifletto,  quando mi faccio trascinare da ciò  che vedo e che ascolto,  quando lascio libro il mio “lato negativo”. Quando dimentico questo versetto che so recitare così bene a memoria

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Dio è ancora follemente innamorato del mondo!

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Dopo avervi detto di abbracciare il Padre per adorarlo, e di riallineare la vostra vita colTrono di Dio per adorarlo, oggi voglio portarvi un passo più avanti.

Offrire tutto di me al Padre

Cosa vede Dio quando guarda giù? Vede gli uomini e le donne per le quali ha mandato a morire suo Figlio, li vede bisognosi di ritrovare il Suo amore.. e vuole arrivare a loro e dare quell'amore ANCHE attraverso te e me:

Paolo a scritto in Romani 12:1:

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente...” (Romani 12:1a) 

La parola che Paolo usa e che è stata tradotta con “corpi” è “σῶμα” “sōma” che significa il corpo “fisico” ( (viene usato anche in italiano: “i tratti somatici”, ovvero i tratti del corpo).

Ma per gli ebrei, corpo mente ed anima  erano un tutt'uno: quando dice “corpo” sta dicendo “offri tutto di te a Dio”.

Ma perché è così importante offrire il “corpo” offrire tutto di noi?

“Non avete ancora capito che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che vive in voi, lo stesso Spirito che Dio vi ha dato? Il vostro corpo adesso non appartiene più a voi stessi, perché Dio vi ha comprato a caro prezzo. Perciò, usatelo per rendere gloria a Dio. ” ( 1 Corinzi 6:19-20 PV)

L'abbiamo già visto nel primo messaggio: dove si incontrava Dio col suo popolo nell'Antico Testamento? Nel tempio!

Il Tempio non c'è più dal 70 DC, ed è stato sostituito da un tempio “portatile” che non è fatto di pietra e legno.

Paolo sta dicendo che  il mio corpo è il luogo dove Dio è presente sulla terra!

Questo significa che ci saranno persone che udranno la voce di Dio attraverso di te; ma non la udranno  fin quando tu non parlerai loro di Dio e della sua Parola.

Ci saranno persone che vedranno il volto di Dio attraverso di te; ma non vedranno mai il volto di Dio fin quando non vedranno il suo amore brillare nei tuoi occhi.

Ci saranno persone che sentiranno il tocco di Dio; ma non sentiranno mai il tocco di Dio fin quando tu non le raggiungerai con la  pietà e la compassione delle tue mani.

Il tuo corpo fisico è uno degli strumenti con cui Dio arriverà nella vita di altre persone

“Io uno strumento di Dio? Senti Marco, conosco i miei peccati,  conosco i problemi con cui lotto da anni, conosco le mie abitudini e il mio modo di pensare. Per rendere possibile tutto questo prima devo buttare via un bel po' di immondizia e  far spazio allo Spirito Santo! Credimi, vorrei... ci ho provato... ma non so farlo!"

Semplicemente, non è che “non sai”... non puoi! Non puoi … Non con i tuoi sforzi, non da solo...

Gesù ha detto in Giovanni 15:5:

“Senza di me, invece, non potete far nulla” (Giovanni 15:5b PV)

Non poco... non qualcosa...  nulla!

Un attimo... ma  Paolo  in Filippesi 4:13 mi dice:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:13b ND)

Se da un lato non posso fare nulla senza di Gesù,  dall'altro posso qualsiasi cosa attraverso di lui. Non ci sono vie di mezzo: o tutto o niente. Devo avere la sua forza nella mia vita

In quali campi mi mi dà forza?

  • Gesù mi dà forza per adempiere i miei compiti nella vita.
  • Gesù mi dà forza per influenzare il mondo attorno a me.
  • Gesù mi dà forza per sopportare i pesi e le prove nella vita.
  • Gesù mi dà forza per resistere alle tentazioni.

Tutto questo,  attraverso lo Spirito Santo.

Come essere ripieni di Spirito?

Cosa significa “essere ripieni di Spirito”. E' qualcosa che accade  una volta e via nella vita? O piuttosto è qualcosa che mi accade  di tanto in tanto, periodicamente?

Paolo dice in Efesini 5:18

“...siate invece pieni di Spirito Santo” (Efesini 5:18b PV)

Il termine che usa Paolo per “pieni” è “πληρόω” “plēroō”; che non significa tanto “riempire qualcosa vuoto”, ma piuttosto “aggiungere così che sia pieno”.

Paolo sta dicendo “dovete far si che siate COSTANTEMENTE pieni di Spirito Santo” Voglio mostrarvi cosa intende Paolo con un'illustrazione

(prendi il bicchiere e riempilo di acqua)

Quando abbiamo creduto,  quando abbiamo accettato Gesù nei nostri cuori,  abbiamo ricevuto un “pieno” di Spirito Santo in noi.

Ma poi la vita è quello che è,  e abbiamo cominciato ad aggiungere  cose che realmente non dovrebbero esserci, tipo:

ACETO = è liquido, può sembrare anche acqua... ma puzza rappresenta il senso di superiorità - (“farisaico”) “Io sono meglio degli altri credenti”, io non commetto quel peccato che lui commette”...  e alla fine diventiamo fieri  della nostra superiorità spirituale rispetto agli altri.

Ma anche se è liquido,  e noi possiamo far finta che sia acqua,  gli altri lo sentono a distanza...  perché ne sentono l'odore, come per l'aceto.

PEPERONE: brucia se si poggia sugli occhi o sulla lingua; rappresenta la rabbia. La rabbia che scarichiamo contro il nostro sposo, o la nostra sposa,  contro i nostri figli, contro i nostri compagni di lavoro. Sappiamo che non dovremmo,  che quando gliela buttiamo in faccia  ha lo stesso effetto del peperone gettato negli occhi

BIRRA: se ne metti troppa e con troppa velocità,  diventa tutta schiuma e non puoi bere nulla; rappresenta la dissolutezza.

Nella prima parte versetto che ho citato prima di Efesini 5:18, Paolo dice:

Non siate dediti all'alcool che ha conseguenze dannose; siate invece pieni di Spirito Santo”(Efesini 5:18a PV)

Una delle caratteristiche di quando beviamo troppo alcool è la “nebbia mentale”,  che copre tutto; non riusciamo più a vedere bene, né a pensare bene,  né a camminare bene.  Siamo come dentro una “nuvola” che ci isola dal resto,  come fa la schiuma con la birra.

Può essere qualsiasi cosa che “copre” e diventa una mania:  TV, internet, sport, famiglia... Paolo ci dice che le cose, se prese con moderazione,  persino l'alcool, sono buone  (suggerisce a Timoteo di bere vino per la sua salute!):  ma quando ne abusiamo  hanno conseguenze dannose per la nostra vita di credenti.

SENAPE: la senape è famosa per macchiare di giallo dove si posa; rappresenta l'egoismo. Se facciamo le cose per noi stessi,  le tracce di sporco si vedono,  ed è difficile mandarle via.

SALSA DI WORCESTER: ha un sapore intensissimo se la metti troppa, non senti nessun altro sapore; rappresenta l'invidia. Il lavoro, la casa, la famiglia... ci sono una marea di campi dive la applichiamo ; pensiamo “perché a lui si e a me no? IO mi merito quello, non lui!”.

Il problema con l'invidia è che, alla fine,  non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo,  perché passiamo il tempo ad invidiare altri per le cose che non abbiamo.

LIMONE: ha un gusto acido ed amaro; rappresenta l'amarezza. Nasce dal non perdonare le offese,  dall'essere offeso sempre anche dalle piccole cose,  dal portare ancora le ferite del passato  e dal non volerle lasciar andare. Sappiamo che dovremmo perdonare...  ma decidiamo di rimanere arrabbiati, e amari.

SALSA DI SOIA: è nera, e salatissima; rappresenta tutto ciò che è più oscuro nelle nostre vite. I siti internet dove navighiamo e non dovremmo,  i film che vediamo e che non dovremmo,  i post sui social che leggiamo e non dovremmo, i pensieri malvagi.

Vi ricordate? Questo bicchiere era pieno di acqua pura, pieno di Spirito Santo.... Ma è diventato così a causa di quelle abitudini  con le quali lottiamo  e da cui non riusciamo a liberarci,  vivendo come schiavi di esse.

Spesso le odiamo, e  vorremmo separarci da esse;ì quando pensiamo che siamo credenti e dovremmo amare il Signore ci chiediamo: “che razza di credente sono se continuo a fare queste cose qui!” ...e ci sentiamo impotenti, ipocriti, falsi!
(mescola il bicchiere)

Eccoci qua, uomini e donne di Dio, ripieni di Spirito Santo,  pronti per andare a compiere il proprio servizio per il Signore!

Tra un minuto berrò questo bicchiere,  ma prima voglio domandarti: ti ci ritrovi anche tu?

Stai lottando contro cose che sai non dovresti fare e invece continui a fare?

Stai pensando: “Io lo so come sono dentro! E per fortuna gli altri non possono vedere dentro me come realmente sono! Devo levare almeno qualcosa, magari il peperone della rabbia, o il limone dell'amarezza, o la salsa Worcester dell'invidia...”

Il problema è uno: non puoi. Non puoi estrarre un solo elemento, quello che reputi più grave e lasciare gli altri.

Per ripulire la tua vita  devi tornare alla fonte della potenza  che aveva riempito la tua vita all'inizio:

Gesù ha detto in Giovanni 7:38

“Da chi crede in me, come dice la Scrittura, sgorgheranno fiumi d'acqua viva" (Giovanni 7:38 PV)

(comincia a versare acqua fresca nel bicchiere)

Devi tornare dunque alla fonte, e dire:  "Gesù, io credo in te, e credo che da me sgorgheranno fiumi d'acqua viva. E so anche che senza di te io non sono capace di purificare me stesso. Io ti offro il mio corpo come un sacrificio vivente! Vieni nella mia vita, e purificami! Ho bisogno di più calma, di più gioia, di più speranza, di più amore, di più gentilezza, di più ...”

Il Signore verserà in te  nuova acqua di vita,  nuovo Spirito Santo,  fino a che tutta l'acqua inquinata  sarà rinnovata da quella fresca e vivente!

Vi ho detto che avrei bevuto il bicchiere... ora posso farlo!

(bevi dal  bicchiere)

Potresti comunque pensare  che ci sono cose pesanti come sassi nella tua vita,  le dipendenze veramente grandi,  che non “escono” dal tuo bicchiere”  semplicemente versandoci acqua nuova sopra.

Ricorda quello che fa il fiume con le rocce;  col tempo e con la costante corrente,  anche le montagne diventano sabbia!  E la sabbia può uscire facilmente dal tuo bicchiere!

Come faccio in pratica?

Eravamo partiti dicendo  che posso adorare Dio  offrendogli tutto di me  il mio corpo come un atto di adorazione.

Come faccio in pratica? Posso dirti quello che faccio io la mattina.

Semplicemente, chiedo! La mattina ho due sveglie, una che suona alle 6,30 e una che suona alle 6,20.

Quella delle 6,20 è fatta con i suoni  degli uccelli in un bosco. Quando sento quella, e prima che suoni l'altra, chiedo: “Signore, riempimi di Spirito Santo oggi”.

Non è una grande preghiera ciclopica,  non ci vuole una fede che smuove le montagne per farla,  basta quella di un seme di senape; la stessa quantità di fede che avevo  quando per la prima volta ho accettato Gesù  nella mia vita da bambino.

Non è ricevere nuovamente lo Spirito Santo per ottenere la salvezza,  ma solo di “riconnettermi” a Lui,  e di ricordare che senza di Lui  non posso fare nulla, ma che attraverso Lui  posso ogni cosa.

Chiedo una dose nuova di Spirito Santo  per affrontare la giornata  per adempiere i miei compiti,  influenzare il mondo,  sopportare gli attacchi  e resistere alla tentazione.

Per non dimenticare

Spesso ci dimentichiamo di iniziare la nostra giornata  dando lode al nostro Signore. Viviamo di corsa, e dimentichiamo la cosa più importante, chiedere la potenza  per vivere la nostra giornata  come un atto di adorazione, e lavare via i nostri peccati.

Stasera,  metti sotto al letto, dalla tua parte, qualcosa che ti servirà domani mattina quando ti alzi: una pantofola, gli occhiali, il cellulare.

Domani mattina,  quando ti dovrai inginocchiare per trovarla,  ricordati di chiedere lo Spirito Santo,  e prega qualcosa simile a  qualcosa tipo questa:

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  • Signore, ammetto che senza di te non posso fare nulla, ma che attraverso Gesù che mi da forza posso fare qualsiasi cosa. 
  • Per questo ti offro oggi il mio corpo come un atto di adorazione. E ti chiedo: puoi riempirmi, Signore, col tuo Spirito Santo! 
  • Puoi darmi la forza per ciò che devo affrontare oggi? 
  • Puoi darmi la forza per influenzare il mondo per il tuo regno? 
  • Puoi darmi la forza per sopportare e resistere alle prove che potrei trovarmi ad affrontare oggi? 
  • E puoi darmi la forza per resistere alle tentazioni? 
  • E poi, Signore, guarda attraverso i mie occhi e dimmi cosa vedi. 
  • Ascolta attraverso le mie orecchie e dimmi cosa senti. 
  • Usa le mie mani per toccare il mondo che incontrerò oggi con la tua grazia, la tua misericordia e la tua compassione. 
  • Lo so, Signore, che ami ancora questo mondo., per questo io t'invito ad amarlo attraverso me quest'oggi. 
  • Te lo chiedo in nome di Gesù. 

Amen
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Inizierai la tua giornata con una dose nuova di Spirito Santo,  con cui essere riempito fino all'orlo.

Preghiamo.

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domenica, febbraio 23, 2020

Vuvuzelas di Dio: incontrare Dio al suono della tromba | 23 Febbraio 2020 |

Il ritorno di Gesù ACCADRA'! Ma nessuno sa quando! Meglio essere pronti , celebrando ora quello che avverrà quel giorno.
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CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIO
Tempo di ascolto audio/visione video: 40 min.
Messaggio di Mario Forieri

“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Ecco le feste dell'Eterno che voi proclamerete come sante convocazioni. Le feste sono queste: Si lavorerà per sei giorni, ma il settimo giorno è un sabato di riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è il sabato consacrato all'Eterno in tutti i luoghi dove abiterete. Queste sono le feste dell'Eterno, le sante convocazioni che proclamerete nei loro tempi stabiliti.” (Levitico 23 :2-4)

“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una celebrazione festiva annunciata a suon di tromba, una santa convocazione. Non farete in essa alcun lavoro servile e offrirete all'Eterno dei sacrifici fatti col fuoco.” (Levitico 23:24-25)


“Il terzo giorno, come fu mattino, ci furono tuoni, lampi, una fitta nuvola sul monte e si udì un fortissimo suono di tromba. Tutto il popolo che era nell’accampamento tremò. Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento per condurlo a incontrare Dio; e si fermarono ai piedi del monte.” (Esodo 19:16 -17)

“Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.  Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;  perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo;  poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:16-17)

“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo], ma tutti saremo trasformati,  in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.  Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.” (1 Corinzi 15: 51-52)

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.” (Giovanni 14:2)

“Colui che attesta queste cose, dice: «Sì, vengo presto!» Amen! Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22 :20)


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domenica, febbraio 16, 2020

Adorare è...rimanere sotto il Trono del Padre | 16 Febbraio 2020 |

Dio non gioca mai a nascondino coi suoi figli e le sue figlie, ma ti chiede di riallineare la tua vita con Lui per poterti dare le Sue benedizioni.
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Tempo di lettura: 12 min.
Tempo di ascolto audio/visione video: 32 min.

Vi ricordate dei giochi che facevate quando eravate bambini? Se avete dai quaranta anni in su, eravate come me, abituati a giocare “col niente”!

Quando ero bambino non c'erano gli smartphone, e neppure la Play Station. La cosa più tecnologica con cui giocavo erano i trenini o l'allegro chirurgo!

E' per questo che eravamo abituati a giocare “col niente”, semplicemente con i posti dove vivevamo, le strade, le campagne, le case diventavano i nostri “giocattoli preferiti”!

Penso che il gioco che meglio spieghi il concetto di “giocare col niente” sia il “nascondino”.

Cosa serve per il “nascondino”? Almeno tre persone, un posto abbastanza grande (un giardino, una casa), … e un po' di tecnica acquisita con l'esperienza.

Per esempio, giocando a nascondino, col tempo avevo imparato  che il nascondiglio ideale doveva essere buio e doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Sapete quale era  il mio nascondiglio preferito? Ve lo mostro:


Ero molto piccolo, e riuscivo ad entrare dentro la macchina da cucire di mia madre; potevo restare per ore là  senza che nessuno mi trovasse.

L'altra cosa che avevo imparato è che non dovevo muovermi! Dovevo stare assolutamente fermo.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

La scorsa settimana abbiamo detto che “adorare”  è scoprire che Dio mi cerca, e con l'adorazione io lo abbraccio per farlo esultare con canti di gioia.

Oggi  voglio sfidarvi a vedere l'adorazione come qualcosa di più di accorgersi di Dio e di abbracciarlo.

Il salmo 22 dice:

“Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,e anche di notte, senza interruzione. Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:2-3)

La parola che viene tradotta con “siedi” in ebraico è “יָשַׁב " “ yâšaḇ” , che è un termine che normalmente  veniva riferito a chi sedeva  non su di una sedia, ma su di un trono. Infatti un'altra versione traduce così:

“Eppure tu sei il Santo,tu siedi in trono fra le lodi d'Israele.” (Salmo 22: 3 CEI 2008)

Davide stava parlando di Dio, del suo Signore, del suo RE che siede su un trono, e dice che siede circondato dalle “lodi”, ovvero da persone che adorano.

Isaia al capitolo 6 usa più o meno la stessa immagine,  ma ci da più dettagli  di come e dove siede Dio:

“Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.” (Isaia 6:1)

Che strano! Sia Davide che Isaia raccontano di una situazione di crisi, Davide inseguito da Saul per ucciderlo Isaia senza più un re che governi, ma tutt'e due hanno la visione di Dio seduto sul trono!

Ma, attenzione, con una differenza sostanziale:  Davide si lamenta che Dio è lontano, Isaia invece vede Dio seduto (in Cielo) e i lembi del suo mantello arrivare fino a dentro il Tempio (in terra) e riempirlo.

Cosa significa questo? Significa due cose fondamentali:

1. nei momenti di crisi, Dio continua ad essere RE (come afferma Davide)
2. nei momenti di crisi, il suo mantello riempie il Tempio (come dice Isaia).

L'abbiamo detto tante volte: dov'era la presenza di Dio prima di Gesù? Nel Tempio!

Ma, un attimo, il Tempio non c'è più, è stato distrutto dai Romani nel 70 DC! Dov'è allora Dio, adesso?

 “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16)

Quale tempio, allora, riempiono i lembi del mantello di Dio  nei periodi di crisi? Certo, stanno riempiendo ancora il Tempio di Dio; solo che stavolta non è un luogo fatto di colonne e travi di legno, ma un corpo fatto di carne e sangue. Tu ed io siamo il Tempio di Dio.

Perché il lembi del mantello? Cosa stanno a significare? Vi ricordate la guarigione della donna col flusso di sangue? Cosa disse la donna?

“Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva.” (Marco 5:28)

Gli Ebrei sapevano di non poter stare alla presenza di Dio; solo il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, dopo aver fatto tutte le possibili e immaginabili purificazioni, poteva entrare nel “Luogo Santissimo”, dove era l'Arca del Patto con dentro le Tavole della Legge, i Dieci Comandamenti, che pensavano fosse il posto dove Dio poggiava i suoi piedi.  Per questo si immaginavano di poter ricevere benedizione e Grazia solamente toccando una minima parte di stoffa che fosse a contatto con il corpo del Signore.

La vedova credeva in questo, e la vedova aveva ragione, perché fu guarita dall'aver toccato il lembo della veste di Gesù

Dio stava dicendo ad Isaia in visione: “Guarda, io sono sopra di voi, la mia benedizione e la mia grazia sarà efficace per voi che mi adorate, nel tempio.”

Però... c'è un problema. La visione di Isaia è chiara: i lembi del mantello di Dio  scendono nel tempio... da sopra a sotto. Questo significa che il tempio  deve “stare sotto” “essere allineato” con Dio.

E' molto più probabile  che possa mangiare e far festa con il Re  se sto già sedendo ai suoi piedi. E' molto più probabile che mi bagni  se sto in mezzo ad un fiume,  piuttosto che in mezzo al deserto.

La Grazia di Dio  è cibo per le nostre anime affamate; la Grazia di Dio  è acqua fresca per la nostra sete di giustizia. ...ed adorare Dio mi pone nel bel mezzo  del fiume che è la Grazia di Dio.

Davide ha detto:

“Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:3)

Se sto lodando Dio, se lo sto adorando questo significa che sono “sotto di lui” e che la sua Grazia (i lembi del suo mantello) possono riempire il tempio, ovvero me stesso, proprio nel momento del bisogno, così come  era Davide inseguito da Saul.

C'è un problema: parlo per me... voi sicuramente siete differenti. L'ultima cosa che mi sento di fare quando ho un problema grave, quando sono nel bisogno è di “adorare”.

Magari mi lamento, prego, supplico, urlo... ma “adorare”, mettere a disposizione la mia vita allinearmi con Dio e con la sua volontà... beh, quello è un po' più difficile.

Non alzate le mani,  ma quanti di voi, quando hanno avuto una brutta notizia o un periodo difficile, invece di adorare, hanno cercato “gratificazione” in qualcos'altro? Cibo... dormire... alcool... sesso... pornografia... droga... così, tanto per non pensarci.

Lo scrittore di Ebrei dice invece:

“Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare la grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:16 PV)

C'è un versetto nel salmo 89  che ci aiuta a capire  il ruolo che gioca l'adorazione nella vita del credente:

“Felice il popolo che ti sa acclamare:camminerà alla luce della tua presenza, Signore.” (Salmo 89:15 TILC) 

Qui “acclamare” è in ebraco  "תְּרוּעָה", “ṯerû‘â” che significa “fare un rumore assordante”  Cosa significa “acclamare”? Non è una parola che usiamo spesso, vero? Viene dal latino “clamare” = gridare + “ad” = a, verso",  e significa “gridare ad alta voce con gioia”. Pensate a quello che accade quando ai concerti entra la rock star  o allo stadio entra il bomber.

Il salmista lega il fatto di “acclamare” che è un modo di dire  “adorare Dio”, con la felicità. Sapete vero,  come viene tradotta la parola “felice” nel Nuovo Testamento? Benedetto!

Il salmo dice che se vuoi essere benedetto, se vuoi essere benedetta,  devi acclamare, adorare Dio. E se acclami, adori Dio, dice il salmo camminerai alla luce della Sua presenza 

Come vivi la tua vita? Stai camminando alla luce della sua presenza? Se la risposta è no, probabilmente non sei “sotto il trono”, probabilmente il “lembi del suo mantello  non riempiono il “tempio”  che sono il tuo corpo e la tua mente.

Probabilmente devi “riallinearti” per ottenere benedizioni, Grazia e guida. Devi, semplicemente, tornare ad adorare Dio; con la tua voce,  con la tua obbedienza ai suoi comandamenti con la tua testimonianza di credente.

Cosa c'entra tutto questo col nascondino?

Vi ricordate le caratteristiche  del nascondiglio ideale? Doveva essere buio, doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Anche qui parlo per me, voi sicuramente siete diversi: io ho giocato spesso a “nascondino” con Dio... proprio nei momenti più difficili, in quelli dove avrei avuto più bisogno di lui... trovando un posto buio, stretto, dove rimanere da solo. Mi ci rinchiudevo da solo.

Qualche anno scrissi questa testimonianza parlando di un periodo specifico dove ho giocato a “nascondino con Dio”.
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Ognuno di noi passa momenti nella vita dove sembra che Dio si nasconda, dove ci troviamo nel buio, stretti dalle situazioni.

Quest'anno compio venti (ormai sono ventotto, quasi ventinove!!!) anni di servizio al Signore, e prima di diventare pastore di questa comunità, sono stato coinvolto a vario titolo con almeno altre quattro comunità.

In ognuna ho cercato di mettere a disposizione i miei doni e i miei talenti, ma questo spesso non è sufficiente a far si che le cose filino lisce al 100%.

Ad un certo punto della mia vita di credente mi sono trovato ad essere coinvolto, molto coinvolto come anziano nella conduzione di una  chiesa abbastanza grande. Molto coinvolto... molto giovane... e molto inesperto!

Ho cominciato a capire che, sebbene amassi le persone con cui conducevo la comunità, e sebbene loro amassero me, la visione di come portare avanti la chiesa era completamente differente.

Non volevo andare via, perché volevo “dare” ancora ( e anche perché non c'era un gran che da scegliere in zona a quell'epoca...) ma non potevo neppure restare come anziano!

Mi sentivo in trappola, stretto da due lati:  la voglia di andare e mettere dietro le spalle i conflitti,  e quella di restare per poter continuare a dare e ricevere. Pensai che la soluzione migliore fosse quella di abbandonare la conduzione della chiesa e l'anzianato, e rimanere come semplice membro. Non fu una buona soluzione.

Ricordo che in quei giorni non avevo una gran voglia di “adorare” il Signore; cantavo poco in chiesa la domenica, e lo lodavo forse ancora meno durante le mie giornate (o forse non lo lodavo per niente).

Ma, una cosa l'avevo decisa: avrei continuato a servire il Signore lì, senza mormorare né parlare dietro le spalle, perché quello sarebbe stata disobbedienza al Signore, che dice: 

“Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro”, ( Ebrei 13:17)

Io avevo deciso di ritornare ad essere un semplice membro di chiesa che doveva obbedienza e sottomissione agli anziani.  Ricordo che non fu facile, né breve... ma ora, guardando indietro, so che se non avessi preso quella decisione, con tutta probabilità, a distanza di anni, non sarei stato chiamato a piantare una chiesa nella mia città natale. La mia “carriera” di servitore per il Signore si sarebbe interrotta lì.

Avevo pensato che non stessi adorando Dio, in quel periodo... ed invece gli stavo dando un tipo di adorazione differente:  non con la mia voce, non con le mie lodi,  ma “allineando” la mia vita con il Suo volere, obbedendo alle sue leggi, evitando di peccare contro altri.

Ero stato nel buio, ero stato “stretto”, ma da buon giocatore di “nascondino” avevo deciso di “non muovermi”, di fidarmi della promessa che il Signore mi aveva fatto tramite una telefonata di una credente dal Canada, proprio nell'attimo esatto che avevo detto “basta, io non ci vado più in chiesa!”. Una telefonata arrivata dopo nemmeno due minuti dal mio “basta, me ne vado” che diceva :”Stavamo pregando col mio piccolo gruppo ed ho sentito forte che Dio mi chiedeva di dirti che lui ha in serbo per te e per l'opera a Montefiascone delle benedizioni che non  puoi minimamente immaginare”. 

Ero stato nel buio, ero stato sotto pressione, ma ora vedo che in tutto quel periodo, Dio non stava giocando a nascondino con me: lui era lì, era sopra il tempio che io avevo deciso di costruire attraverso la mia obbedienza alle sue leggi. 

L'oscurità che avevo provato erano una piega del suo mantello. La pressione che avevo sentito erano le sue mani che mi mi tenevano stretto al suo fianco. Era lui che mi aveva nascosto, per non farmi trovare dallo scoraggiamento, e per impedirmi di finire il mio servizio a Lui. Avevo sperimentato, senza esserne consapevole, quello che sta scritto nel salmo 91:

“Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Salmo 91:1-2) 

Tutto questo, perché avevo allineato la mia vita alla sua Parola,  il mio comportamento al suo volere.  Perché lo avevo adorato, senza canti e senza lodi, ma con la mia vita.  Ed oggi posso vedere il frutto di quell'adorazione.
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Vorrei ascoltare assieme a voi una canzone.


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"Nascondino" di Scott Alan Hansen

Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.
Occhi chiusi, tu contavi, mi nascondevo bene da te.
"Pronto o no, io vengo!" (dicevi) "E ti vedo, sai!
Ti faccio tana; sei lì dietro quelle foglie grandi. Arrenditi ormai."

Mi ricordo nel primo giardino l'uomo giocava a nascondino con Dio.
Occhi aperti, ma cuore caduto cercava un posto nascosto dal cielo.
"Pronto o no, io vengo!" (disse Dio) "Uomo dove sei?
Non ti nascondere dall'amore che ti può salvare."
Perché fuggi da me?"

Nascondino, Nascondino.

Il tempo passa, siamo ormai grandi,
giochiamo ancora a nascondino con Dio.
Ci copriamo con scuse vane, mascherando i dolori e le paure.
"Pronti o no, io vengo!" (dice Lui). Il crocifisso Re.
"Fate di me il vostro nascondiglio.
Arrendetevi a me."

Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.

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Conclusione

Forse in questo momento ti stai trovando in una situazione  dove sembra che Dio stia giocando “a nascondino” con te. Forse sei nel buio, e sei sotto pressione.

Non cercare un posto buio e stretto, ma cerca il Trono di Dio  e metti la tua vita sotto di esso.

Adora Dio!  Adora Dio con la tua vita!  Adoralo con l'obbedienza alla sua Parola e alle sue leggi!

Vieni ad immergerti nel fiume della sua grazia! Allinea la tua vita sotto il suo trono! Dagli il benvenuto, e fallo partecipe dei tuoi problemi!

Gesù ha detto in Giovanni 4:23:

“...il Padre cerca tali adoratori.” (Giovanni 4:23b)

Usa l'altro trucco del “nascondino” Fermati!  Fatti trovare da lui! Adoralo con la tua vita! Lui sta cercando di te...per poterti inondare di benedizioni!

Preghiamo.

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