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domenica, luglio 12, 2020

Legami di sangue | 12 Luglio 2020 |

Gesù ha firmato per te un patto con Dio tramite il quale non copre il tuo peccato, ma lo cancella per sempre, attraverso un legame di sangue che ha con te, se tu lo accetti nella tua vita. 
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 38 min.


Brani utilizzati:

"Infatti Dio, biasimando il popolo, dice: «Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto; non come il patto che feci con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano #per farli uscire dal paese d’Egitto; perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia volta, non mi sono curato di loro», dice il Signore. Questo è il patto che farò con la casa d’Israele #dopo quei giorni», dice il Signore: «io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori, e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: “Conosci il Signore!” Perché tutti mi conosceranno, #dal più piccolo al più grande di loro. Perché avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati». Dicendo «un nuovo patto», egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è prossimo a scomparire” (Ebrei 8:6-13)

“Il Signore disse ad Abramo: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione.  Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».” (Genesi 12:1-3)

“Tutto il paese che vedi lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre.” (Genesi 13:15)

“Allora la parola del Signore gli fu rivolta, dicendo: «Questi non sarà tuo erede; ma colui che nascerà da te sarà tuo erede». …  Il Signore gli rispose: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione».” (Genesi 15:4,9)

“Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua discendenza dopo di te: ogni maschio tra di voi sia circonciso.” (Genesi 17:10)

“... e disse a quegli uomini: «Io so che il Signore vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Poiché noi abbiamo udito come il Signore asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall’Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio” (Giusuè 2:9-10)

“Questi sono i nomi dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide: Ioseb-Basebet, il Tachemonita, capo dei principali ufficiali. Egli era Adino l’Eznita, che in un solo scontro sconfisse ottocento uomini.” (2 Samuele 23:8)

“Abisai, fratello di Ioab, figlio di Seruia, fu il capo di altri tre. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini, li uccise e si acquistò fama fra i tre.” (2 Samuele 23:18)

“Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Ed egli disse loro: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti...” (Marco 14:23-24)




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domenica, luglio 05, 2020

Cosa custodisci nel tuo cuore? | 5 Luglio 2020 |

Chi determina il modo in cui io mi comporto? La famiglia, la società, oppure quello che scorre nel mio cuore? Dio mi dice che debbo custodire il mio cuore e i miei pensieri, perché quello che penso influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.
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La scorsa settimana abbiamo parlato di “pelle”: di quella che il mondo e noi stessi ci siamo cuciti sopra quella vera quella di creature di Dio, e che si “irrita” a contatto con la sua Parola, la Bibbia,

La nostra pelle nuova si chiama Cristo Gesù, tramite cui possiamo ricevere il balsamo che la guarisce
piuttosto che l'acido che la irrita se ci comportiamo da digli obbedienti.

Infatti l'ultimo versetto che avevamo visto era quello di 1 Pietro:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Voglio farvi un altro esempio, sempre tratto da Proverbi, di come la pelle che indosso ora
si “irriti” a contatto con la verità della Bibbia

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Perché trovo questo versetto “irritante”? Perché va contro la pelle che indosso ogni giorno? Vorrei che leggeste la tradizione di questo versetto  che ne fa la Bibbia TILC:

Vigila sui tuoi pensieri: la tua vita dipende da come pensi.” (Proverbi 4:23 TILC)

Il versetto mi dice che quello che penso, influenzerà quello che faccio.

La psicologia moderna   si  è chiesta se il comportamento umano  sia determinato da dentro, ovvero sono io a stabilire cosa voglio fare, oppure da fuori, ovvero il mondo, la società la famiglia dove vivo influenza il mio comportamento e stabilisce per me cosa devo fare.

Insomma, la colpa è mia, (se c'è una colpa) o la colpa è degli altri?

Gran parte degli psicologi affermano che è più probabile il secondo caso, ovvero che come agiamo è determinato da quello che ci accade attorno, e che la responsabilità per le nostre azioni deve essere ricercata  nella società in cui viviamo.

In pratica, se vivo in una famiglia di ladri, ed io divento ladro, la colpa non sarà mia, ma della mia famiglia.

Moltissimi processi terminano con pene minime perché i giudici vedono come attenuanti la situazione in cui io ho vissuto.

Leonardo Vitale era un mafioso, figlio di mafiosi, che aveva commesso già molti delitti prima di finire in carcere; descriveva così la sua vita:

“La mia colpa è di essere nato, di essere vissuto in una famiglia di tradizioni mafiose e di essere vissuto in una società dove tutti sono mafiosi e per questo rispettati, mentre quelli che non lo sono vengono disprezzati; [...] bisogna essere mafiosi per avere successo. Questo mi hanno insegnato ed io ho obbedito”.  (Leonardo Vitale - condannato per associazione mafiosa ed omicidio=

La pelle che il mondo mi ha cucito addosso è quella che dice che “non è colpa mia” che la famiglia, la società, il mondo intorno è il vero responsabile se io agisco male.

E poi arriva Proverbi 4 che mi dice:

“Custodisci il tuo cuore perché esso determina il corso della tua vita” (Proverbi 4:23 NLT)

Dio mi dice che non è vero che io sono diventato così come sono a causa del mondo che ho attorno, ma che c'è qualcosa dentro di me che mi ha fatto diventare  così' come sono.
Gesù dirà:

“Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.” (Matteo 15:18)

Ma, un attimo! Dio mi dice che devo custodire il mio cuore, perché in esso c'è una fonte,  qualcosa che sgorga acqua pura, e invece Gesù mi dice che nel mio cuore ci sono tutte le peggiori schifezze del mondo! Chi dei due ha ragione? A chi devo credere?

Vogliamo anche questa settimana andare un po' più in profondità nel versetto di Proverbi, vedere cosa c'è sotto la superficie letteraria.

Per cominciare, rivediamo il versetto, e soprattutto i suoi “verbi”:

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Nel versetto c'è un verbo  “statico”: custodisci (è all'imperativo, è un ordine”); per custodire non devo fare nessun movimento, la chioccia per custodire i pulcini sotto le sue ali
 rimane completamente ferma. In ebraico è נָצַר  - nâṣar, che significa “proteggere, mantenere”.

Forse starete pensando che ho sbagliato la diapositiva, perché non ho evidenziato l'altro verbo, “provengono”.

Di questo verbo poco vi posso dire: non posso dirvi il significato in ebraico... semplicemente perché nel testo originale non c'è! E' stato aggiunto  nelle nostre traduzioni per dare più senso alla frase ma nell'originale c'è un solo verbo, e la frase è costruita in un modo differente, e suona così:

"più di ogni altra cosa il tuo cuore Custodisci poiché da esso le sorgenti della vita"

Questa è una struttura tipicamente ebraica che serve a focalizzare l'attenzione di chi legge su un solo verbo, una unica azione, una sola cosa da fare che viene messa al centro della frase.

L'imperativo centrale che Dio  attraverso Salomone che ha scritto questo proverbio, mi vuole indicare è di “custodire, proteggere, mantenere”:

Immagina questo versetto come fosse una persona, quale è la parte centrale di una persona? La testa! La testa del versetto è

Custodisci

La testa è il centro tra due braccia; su un braccio Dio ha messo il “cosa custodire” e sull'altro il “perché custodire”.

A sinistra c'è il cosa:

 il tuo cuore Custodisci 

In ebraico לֵב  - lêḇ. Cuore in realtà si dice  לֵבָ  lêḇâḇ,  che indica quello che il cuore è una parte del corpo, mentre   לֵב  - lêḇ, indica quello che il cuore fa e che non era solo pompare sangue.

Per chi segue le mie predicazioni da tempo, sa che più volte ho detto che gli ebrei intelligenza e emozioni risiedevano  in parti differenti del corpo  rispetto a noi occidentali.

Nella nostra cultura greco/romana  noi abbiamo diviso l'intelligenza dalle emozioni, mettendole in due parti diverse: la parte emotiva nel cuore, (che, secondo la cultura greca è negativa e va limitata) e l'intelligenza nella testa (che, invece, sempre secondo la cultura greca è positiva e va incoraggiata).

Gli ebrei non avevano questa divisione tra intelligenza ed emozioni, emozioni ed intelligenza avevano lo stesso valore e tutto era messo nel cuore (altre emozioni erano situate nelle visceri e nei reni).

Per cui quando Dio fa dire a Salomone di custodire il cuore, non ti sta chiedendo di vigilare solo sulle tue emozioni, ma anche sul tuo intelletto, intelligenza, cervello.

Ciò che devi proteggere, custodire, mantenere non è solo la parte irrazionale di te, ma parte razionale, la logica, la tua intelligenza.

Dio vuole avere possesso sia delle tue emozioni che dei tuoi pensieri, perché quello che pensi  influenzerà quello che senti e quello che senti guiderà quello che fai.

Non a caso Paolo scrive così ai Corinzi, che avevano più di un problema con tutto quello che la cultura dell'epoca gli stava mettendo nel cuore (ovvero in testa):

“In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo...” (2 Corinzi 10:3-5)

Ciò  che sento e ciò che penso, dice Paolo, io lo αἰχμαλωτίζω -  aichmalōtizō, letteralmente lo accompagno dentro una prigione. Una prigione  che  in qualche modo, custodisca i miei pensieri.

Vediamo sul braccio a destra  cosa ci porta Dio:

Custodisci  le sorgenti della vita

Cosa vi viene in mente quando pensate ad una sorgente? A dell'acqua che sgorga...  ovvero a qualcosa liquido, a qualcosa di dinamico, qualcosa che fluisce, si muove  non sta mai fermo,

Ma da un cuore, secondo voi, cosa può sgorgare di “liquido” che da la vita? Il sangue!

Gli ebrei individuavano nel sangue  la fonte della vita, non perché fossero laureati in medicina, ma perché Dio glielo aveva detto:

“...perché la vita di ogni carne è il sangue; nel suo sangue sta la vita...” (Levitico 17:14 a)

E' per questo che il Sommo Sacerdote durante i sacrifici spargeva il sangue dell'animale ucciso, perché rappresentava una vita sacrificata per purificare i peccati, secondo la Legge di Mosè.

Ma noi non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia, poiché abbiamo avuto qualcuno che ha versato il suo sangue una volta, e per sempre!

“In Cristo, attraverso il suo sangue versato per noi, abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati, secondo la ricchezza della grazia di Dio...” (Efesini 1:7 PV)

Gesù è la sorgente della vita, che scorre in me attraverso la sua Parola.

Mettiamo assieme le due braccia e la testa del versetto:

il tuo cuore Custodisci le sorgenti della vita

Io devo custodire, proteggere, mantenere sia nella parte logica di me quello che penso, sia nella parte emotiva di me quello che sento, la vita che scorre attraverso il sangue di Cristo,  attraverso la sua Parola perché quello che penso  influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.

Gesù  stesso ci ha detto:

“In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.” (Giovanni 6:53)

Vedete perché ancora una volta, la Parola di Dio è “irritante” su una pelle non mia che il mondo o me stesso mi sono cucito addosso?

La psicologia mi dice che io sono un frutto dell'ambiente dove sono cresciuto. Dio mi dice che io sono il frutto di quello che scorre in me.

Forse ti oggi stai pensando “Dici bene tu, Marco, che sei nato in una famiglia “normale” che sei vissuto in una città “normale”,  che ha avuto un lavoro “normale... Ma io...”.

Qualsiasi sia la tua storia familiare, qualsiasi sia la città e la società  in cui sei cresciuto o cresciuta, qualsiasi sia quello che hai fatto per vivere, io ti dico:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita. (Proverbi 4:23)

Gesù è venuto per iniettare in te  una fonte inesauribile di vita, per cambiare il tuo sangue, per darti una nuova pelle.

All'inizio vi ho parlato di Leonardo Vitale, un mafioso, un assassino, condannato al carcere per vari omicidi, che affermava che “non era colpa sua” se era cresciuto così.

Leonardo aveva riempito le sue vene
con tutto quello che Gesù aveva detto in Matteo 15:18:  “omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.”

Era lui,  come molti fanno ogni giorno nel mondo, che aveva scelto quella vita.

Dopo più di dieci anni in un manicomio giudiziario dove si era fatto trasferire fingendosi pazzo sperando forse di evadere, qualcuno regalò a Leonardo una Bibbia... e la sorgente di vita che stava in quella Bibbia cambiò il cuore, lo fece pentire, e accettare Cristo.

Vitale divenne il primo VERO pentito di mafia, e pagò quel suo pentimento con la morte, venendo ucciso una domenica  sui gradini di una chiesa.

Ma il suo cuore era al sicuro, la vita scorreva ormai per sempre  nelle sue vene,

Custodire il proprio cuore significa   imparare a controllare i propri pensieri,  le proprie parole, la propria disposizione  ma significa soprattutto far si che nelle tue vene scorra la vita della Parola di Dio.

Non è mai troppo tardi  per cambiare ciò che scorre in te, non è mai troppo presto  per iniziare a custodire il tuo cuore.

Custodire il tuo cuore significa strappare via la pelle falsa che copre la tua vera, riempire costantemente, ogni giorno il tuo cuore con la vita che è nella Parola di Dio perché possa cambiare quello che pensi  influenzare quello che senti e guidare quello che fai.

Preghiamo.


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domenica, giugno 28, 2020

Quale pelle stai indossando? | 28 Giugno 2020 |

La pelle che indossi non è la tua vera pelle, ma quella che la società, il mondo, te stesso ti sei cucito sopra quella che Dio aveva progettato per te. Gesù è venuto per dartene una nuova, se lo accetti nella tua vita.
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Quale è il vostro libro preferito nella Bibbia? Ognuno di noi ha un libro preferito nella Bibbia,
ed io non faccio eccezione.

Certo, mi piace tutto il “consiglio di Dio”, so che in ogni parte,  anche in quelle che “per me” (e solo per me, uomo limitato)  non hanno senso...Dio ha messo il suo “tocco.

Ma certi passi, come l'elenco delle bestie pure e di quelle impure in Deuteronomio o il conteggio dei censimenti delle tribù in Numeri... beh, ne farei volentieri a meno!

Ma ci sono libri che più di altri mi emozionano, come il libro di Neemia, e la storia della ricostruzione di Gerusalemme o Giovanni con il lungo discorso di Gesù ai discepoli.

Libri che non mi piacciono,  libri che mi piacciono...

Poi ci sono libri che sinceramente, li trovo “irritanti”...

A questo punto starete pensando:“Che dici Marco? La Bibbia è tutta ispirata, tutta bella, tutta santa..Stai bestemmiando!”, vero? Lasciatemi spiegare...

La definizione medica di “irritazione” è :

Irritazione: reazione di un tessuto eccitabile a uno stimolo.”

C'è un tessuto, una parte del mio corpo che è “eccitabile” = sensibile che reagisce, si muove, di arrossa quando incontra qualcosa di che va contro la sua natura.

Una doccia di acido sulla mia pelle va contro la natura della mia pelle... che si irrita...

Uno dei libri che trovo “irritante” è il libro di Proverbi.

Attenzione a quello che ho detto prima: la mia irritazione viene dal fatto che qualcosa che mi tocca va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

Vi faccio un esempio:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Questo versetto, personalmente, mi “irrita”... va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

La mia natura, la società, spesso la mia famiglia, la scuola, il governo, mi hanno sempre detto che devo appoggiarmi su quello che capisco! La mia intelligenza, i miei studi... far funzionare i miei neuroni!

La Parola di Dio attraverso Proverbi  sta mettendo sulla mia pelle qualcosa che va contro la mia “natura”.

La mia natura è quella di fare da me, di essere il “capitano del mio cuore” “chi fa da se fa per tre” ecc.

Ma, un attimo... Dio mi ama... non può volere il mio male... quelle parole che sono così distanti
 dalla mia natura debbono contenere un balsamo... non un acido...

Quando leggiamo la parola di Dio in fretta e non comprendiamo l'immenso amore con cui è stata scritta, allora il balsamo che dovrebbe essere quella parola diventa un acido che mi irrita...  se non la leggo bene e la leggo in fretta.

Oggi  più che una predicazione è uno strumento che cerco di darti: rallenta, e cerca per trovare il balsamo che lenisce le tue ferite.

Quello che sentirai oggi sono tutte cose che puoi trovare anche tu sia online, sia su un buon commentario di carta (come si faceva una volta) sia chiedendo allo Spirito Santo  di farti capire la Parola di Dio.

Spesso la Parola di Dio  è un balsamo già alla prima lettura, ma  rallentando,  andando oltre quello che semplicemente leggi, tu farà scoprire ancora di più la sua ricchezza e il suo balsamo sarà più efficace.

Rileggiamo il versetto:

Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Nel versetto ci sono tre verbi principali, che sono usati all'imperativo e stanno ad indicare tre azioni che dobbiamo fare noi.

1. CONFIDA 

Il verbo in ebraico è בָּטַח – ḇâṭaḥ che significa “affrettarsi verso un rifugio”.

Il versetto si apre con una nota positiva: Dio è un rifugio, che devo affrettarmi a trovare.

Nella Bibbia sono moltissime le volte che Dio è illustrato come un rifugio.

Davide descriveva così Dio

"Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio, il mio asilo." (2 Samuele 22:2-3)

In chi, o in cosa stai confidando per la tua vita? Dove trovi la rocca la fortezza, il rifugio,  lo scudo per vivere la tua vita tutti i giorni?

Capite perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché in poche parole sovverte l'ordine della mia vita quotidiana. Perché mi chiede di non confidare in me, o nel mio lavoro, o nei miei amici, ma nel Signore.

Sulla mia pelle si poggia qualcosa che è differente dalla natura della mia pelle che invece confida in tutto prima di confidare in Dio.

Ciò che ci chiede il Signore non è semplicemente di pregarlo, o di obbedirgli, o di parlare di lui agli altri. Anche tutto questo,  ma la prima cosa che vuole da me... e da te è essere il primo rifugio, la prima scelta, la prima persona a cui mi rivolgo.

Vederlo come il solo rifugio, l'unica cosa a cui rivolgersi per qualsiasi problema, dal più piccolo al più grande.

Un buon rifugio è' nascosto, è sicuro, è lontano Se mi rifugio nel Signore  gli altri non potranno trovarmi  e portarmi via dalla sua protezione

2. NON TI APPOGGIARE

Il verbo in ebraico è שָׁעַן – šâ‘an che significa “supportarsi da solo”.

La nostra società occidentale ha fatto del “self made man” “l uomo che si è fatto da se” il pilastro della società.

Se guardate la programmazione annuale dei film sulle varie piattaforme un 80% saranno di storie dove c'è uno contro tutti, l'eroe che sconfigge le potenze mondiali a mani nude.

Cresciamo così, e come uomini tendiamo costantemente  ad appoggiarci su noi stessi, a pensare che l'impegno  porti sempre alla vittoria.

Molte volte è cosi, ma altre volte la situazione non cambia  sia che ci impegniamo o meno.

L'immagine è quella di cercare di appoggiarci su noi stessi; così, invece di riposarci, ci affatichiamo ancora di più

Quello che invece ci chiede Dio è ciò che ha scritto Pietro:

“Affidate a lui tutte le vostre preoccupazioni ed ansietà, perché siete importanti per lui.” (1 Pietro 5:7 PV)

3. RICONOSCILO

In ebraico è יָדַע yâḏa‘; che è, molto semplicemente, “sapere”.

La Bibbia dice che devo sapere che tutto quello che accade accade perché Dio lo vuole  oppure perché Dio lo permette.

Ma non mi basta saperlo qua, nel cuore, non devo necessariamente buttare tutta la mia intelligenza che Dio stesso mi ha dato, ma la devo sfruttare per VEDERE ciò che Dio fa e ciò che Dio vuole. Devo “sperimentare”, non solo intuire la grandezza di Dio.

Paolo infatti dice:

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

Il versetto di Proverbi dice che: se confidiamo,  se non ci appoggiamo,  se riconosciamo, allora Dio farà una cosa stupenda.

Se facciamo tutto questo, se obbediamo ai tre verbi all'imperativo, il versetto dice che Dio  non sarà genericamente contento, ma che agirà in nostro favore

Qui viene usato un verbo al futuro, ci mostra cosa accadrà  SE noi rispettiamo il suo volere.

4. APPIANERA'

In alcune Bibbie è scritto “dirigerà”.

L'ebraico è “יָשַׁר - yâšar; che significa “rendere qualcosa diritto o liscio”-

Allora, se obbedisco a quello che mi dice Dio la mia vita sarà un'autostrada, vero?

Assolutamente no! Il versetto non dice che i nostri sentieri saranno lisci; i sentieri sono sentieri, pieni di buche, di salite, discese e curve.

Il versetto non dice è che DIO  userà la “pialla”, che renderà ciò che è ruvido liscio, ciò che è scosceso piano... ma che  farà si che noi li affrontiamo  COME SE fossero dritti e lisci.

Pensate ad una macchina: attualmente la mia ha gli ammortizzatori finiti ed ogni piccola buca risulta in un botto tremendo all'interno dell'abitacolo.

Gli ammortizzatori quello fanno, le strade continuano ad avere buche, ma se abbiamo dei buoni ammortizzatori  sembrano lisce.

E Dio ha mandato un “ammortizzatore” speciale per percorrere le strade del mondo:

“Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

Capite adesso perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché espone al mia pelle di uomo ad una realtà che c'entra poco o niente con la vita che vivo.

Perché mi mette davanti ad una sfida: continuare a cercare la via del mondo, oppure fermarmi a cercare la via di Dio.

Ma sapete? Tutta la Bibbia è “irritante” fintanto che non decido  di togliere da me la “pelle” che mi sono costruito negli anni, che il mondo, la società, la famiglia, la scuola mi hanno cucito addosso.

Quando la tolgo, scopro la vera pelle, quella vera, quella con cui sono stato creato  sono stata creata da Dio, quella dove la sua Parola non è qualcosa che irrita, ma un balsamo  che guarisce.

Pietro dice:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Quale pelle stai indossando oggi? Quella del tempo passato, o quella del figlio, della figlia obbediente?

Se cerchi il balsamo per le tue ferite e trovi invece che la Parola non le guarisca è probabile che tu abbia su ancora la pelle che ti ha cucito sopra il mondo.

Dio ti ha dato una nuova pelle attraverso Cristo Gesù; continua, o torna ad essere un figlio, una figlia obbediente per avere il balsamo che guarisce.

Preghiamo.





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domenica, giugno 21, 2020

Non screditare ciò che Dio ti ha promesso | 21 Giugno 2020 |

Dio non ama racconti negativi circa quello che ha promesso di darti, ma ama la fede di chi ha il coraggio di impegnarsi per ottenere e vivere quelle promesse.
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Predicatore: Mario Forieri
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Brani utilizzati:

“Sí, le nazioni temeranno il nome dell'Eterno e tutti i re della terra la tua gloria, quando l'Eterno ricostruirà Sion e apparirà nella sua gloria. Egli ascolterà la preghiera dei derelitti e non disprezzerà la loro supplica. Questo sarà scritto per la generazione futura, e il popolo che sarà creato loderà l'Eterno, perché egli guarda dall'alto del suo santuario; dal cielo l'Eterno osserva la terra,per udire il gemito dei prigionieri, per liberare i condannati a morte; affinché proclamino in Sion il nome dell'Eterno e la sua lode in Gerusalemme, quando i popoli e i regni si raduneranno insieme per servire l'Eterno” (Salmo 102:13-22)

“E ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato di dar ai nostri padri.” (Deuteronomio 6:23)

“Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per mostrare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui.” (2 Cronache 16:9)

“Il Signore disse a Mosè:  «Manda degli uomini a esplorare il paese di Canaan che io do ai figli d’Israele.” (Numeri 13:2) 

“Ma gli uomini che vi erano andati con lui dissero: «Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi».  E screditarono presso i figli d’Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista è gente di alta statura;  e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro».” (Numeri 13: 31 -33)

“...parlarono così a tutta la comunità dei figli d’Israele: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese buono, molto buono.” (Numeri 14:7)

“Caleb allora calmò il popolo che mormorava contro Mosè e disse: «Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo»” (Numeri 14:7 ND)


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domenica, giugno 14, 2020

Aprire il sipario sulla tua nuova vita | 14 Giugno 2020 |

La fede in Cristo fa aprire un sipario sulla tua nuova identità, dove la tua vecchia natura è stata resa completamente nuova e migliore grazie al prezzo pagato per te da Gesù sulla croce.
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Predicatore: Mario Forieri
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Tempo di ascolto audio/visione video: 29 min.


BRANI UTILIZZATI:

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, tutte le cose sono diventate nuove.”( 2 Corinzi 2 :5-17)

“...e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù...”  (Efesini 2:6)

“Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Corinzi 5 :21) 

“...poiché, come pensa nel suo cuore, così egli è” (Proverbi 23:7)

“...ma voi avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa.” (1 Giovanni2:20)

“...infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi10:4)


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domenica, giugno 07, 2020

La tua identità in Cristo | 7 Giugno 2020 |

Se hai creduto in Gesù, tu sei una persona nuova: ma quale è la tua vera identità in Cristo? Lo Spirito Santo che hai ricevuto è il medesimo di quello di ciascun altro credente, e ti è stato dato nella stessa quantità di tutti gli altri: spetta a te impegnarti a scoprire cosa vuole Gesù che tu faccia attraverso di lui.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 23 min.
(Predicatore: Mario Forieri)

BRANI UTILIZZATI:

"Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità” (Salmo 103:2-3)

“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio  per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.”  (Romani 5:1)

“Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata;  quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.”   (Giovanni 16:12-14)

"Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.  (Giovanni 16: 7)

“Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.”  (Giovanni 9:5)

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta.”   (Matteo 5:14)

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.”  (Matteo 5 : 16)

"Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa.  È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori,  per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo,  fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.”  (Efesini 4:10-13) 

“Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio.”  (Romani 8:19)

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domenica, maggio 31, 2020

Pregare che lo Spirito ci cambi - Pentecoste | 31 Maggio 2020 |


Sei pronto sei pronta a pregare affinché quello stesso Spirito che cambiò la storia della chiesa ci cambi, per cambiare il mondo?
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Tempo di lettura: 12 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 33 min.

Vorrei iniziare oggi  il nostro “primo culto” dopo la clausura per il Coronavirus guardando  un video di qualche anno fa: i più “anziani qua dentro forse lo ricordano, ma per molti di voi è assolutamente nuovo.

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La tecnologia ci mette a disposizione nuovi mezzi, per cui possiamo utilizzare nuovi modi di “fare chiesa”.

Grazie al web, ai computer, agli smartphone, ai tablet, io posso in questo momento essere connesso con voi anche se non sono “fisicamente” con voi, le mie parole vi giungeranno lo stesso, il messaggio di Cristo sarà allo stesso modo predicato. E tutto questo lo potrete ottenere da casa vostra, senza dove sprecare tempo per venire qui, per trovare parcheggio, al caldo al freddo o all'acqua.

Tutto ciò che dovrete fare sarà semplicemente collegarvi al sito della chiesa la domenica mattina, 
cantare assieme i canti (sul video ci saranno i sottotitoli),  ascoltare il messaggio, dare la vostra decima attraverso la carta di credito,  e prendere il pane e il vino che vi sarà recapitato ogni mese in quantità adeguata alle vostre esigenze.

Tutto questo ci permetterà di risparmiare su affitti, luce, acqua, riscaldamento... Sarà per voi più comodo, potrete, che so, seguire la mia predicazione mentre preparate le lasagne al forno o lo spezzatino, o cambiate il pannolino a vostro figlio.

In fondo, non cambierà nulla, saremo sempre una chiesa, saremo sempre un unico corpo... il corpo di Cristo... Siete contenti, vero?

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Questo video risale al 14 settembre 2014, quasi sei anni fa... e non ditemi che non sono stato profetico!

Perché quello che nel video dicevo come provocazione si è realmente verificato dall'8 marzo 2020 in poi a causa del Coronavirus.

Sono trascorsi esattamente 83 giorni dall'ultima volta che ci siamo incontrati in chiesa, e in questi quasi tre mesi  abbiamo imparato molte cose.

Alcuni di noi hanno imparato ad usare i mezzi “tecnologici” per la prima volta, ad usare il proprio smartphone  non solo per telefonare, ma anche per vedere video  e partecipare a collegamenti in diretta con gli altri.

Molti hanno scoperto nuovi software, Zoom e Skype su tutti, e ad utilizzarli non solo per vedere predicazioni ma anche per parlare con parenti ed amici distanti.

Questi mezzi “virtuali” non solo ci hanno permesso di mantenere “aperta” la nostra chiesa;  perché la chiesa non è un edificio ma il “corpo di Cristo.

Chiesa viene dal greco ἐκκλησία – ekklēsia, che deriva dal verbo ἐκκαλέω – ekkaleo, kaleo = chiamare + ek = fuori; la chiesa non sono sassi, ma persone, uomini e donne chiamate da Cristo a uscire fuori  da tutta la folla per seguirlo.

La tecnologia ci ha consentito di incontrarci anche se eravamo ognuno a casa propria. Siamo stati capaci di pregare assieme, di chiedere preghiere, di testimoniare cosa il Signore stava facendo nelle nostre vite di testimoniare cosa il Signore stava facendo nelle vite di altri.

Questi mezzi ci hanno permesso di raggiungere persone che non avremmo mai raggiunto; le dirette dei nostri messaggi domenicali  queste 11 domeniche trascorse a casa sono state viste 2090 volte, con una media di 190 spettatori a domenica; abbiamo moltiplicato per 10 la nostra normale audience sul web.

Tutte le chiese, di qualsiasi denominazione hanno offerto culti interi, messaggi, riflessioni, canti.

Mai come in questo 83 giorni  il Vangelo è stato predicato e mai come in questi 83 giorni il Vangelo ha raggiunto persone che non avremmo mai raggiunto.

Paolo afferma in Romani:

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28)

Dio è riuscito a trasformare un evento tragico come la pandemia nella più grande campagna di evangelizzazione mai messa in piedi da quando è nato Gesù!

Vedete che, allora la mia profezia di sei anni fa era giusta! Abbiamo fatto ESATTAMENTE
quello che avevo predetto: abbiamo ascoltato la Parola di Dio assieme, abbiamo pregato assieme, abbiamo cantato assieme, abbiamo anche preso la Cena del Signore assieme stando nelle nostre case... MA.... ma la chiesa è un'altra cosa!

Nulla può e potrà mai sostituirsi  a quello che è il “fare chiesa assieme. Se Gesù avesse voluto raggiungere il mondo attraverso i social, sarebbe venuto come telepredicatore, avrebbe scelto  un secolo differente da quello dove è nato.

Se Gesù avesse voluto raggiungere il mondo attraverso uno smartphone sarebbe venuto adesso, non duemila e venti anni fa.

Ma Gesù è venuto quando l'unico modo di parlare di lui al mondo era quello di incontrasi stare assieme, aiutare, parlare...

Cosa vi è mancato di più in questi 83 giorni?  Vi posso dire cosa è mancato a me: il contatto fisico. Il fatto di vedere ciascuno di voi, di passare con voi due ore assieme, scambiarci battute alla fine del culto, vedere i vostri occhi, per sapere se quel “come stai? “tutto bene” era solo una frase... oppure dovevamo metterci seduti, e parlare, e pregare...  qualche volta piangere assieme, altre volte ridere assieme.

Intendete, non dico che la tecnologia sia un nemico da combattere, la nostra piccola chiesa è stata tra le prime in Italia a sfruttare i mezzi elettronici, i “podcast” i video, le dirette,
perché, come dice Paolo:

“... con i Giudei mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni.  E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.” (1 Corinzi 9:20-23)

Tutto quello che facciamo, con qualsiasi mezzo lo facciamo, lo facciamo per il Vangelo di Cristo, perché altri possano partecipare assieme a noi a questo... alla chiesa... a coloro che Cristo a chiamato fuori... MA...

Ma sapete che giorno è oggi? Ricordate cosa si celebra cinquanta giorni dopo Pasqua? Oggi si ricorda la Pentecoste.

Vi ricordate cosa è successo a Pentecoste, vero? Che un gruppo di discepoli spaventati che vivevano “isolati” dal resto del mondo, è divenuto un gruppo di evangelizzatori che sapevano parlare  in quasi tutte le lingue del mondo.

Che dallo stare sempre assieme  e anche un po' nascosti per proteggersi a vicenda, si sono sparsi nel mondo cercando in tutti i modi di essere visti.

Sapete, a mio avviso non è un caso che la nostra chiesa torni ad incontrasi proprio oggi. Per me oggi è un punto di svolta, una nuova nascita  della nostra piccola comunità.

Dio non fa niente per caso, e non fa accadere le cose per caso, ma ci da delle informazioni circa la sua volontà e quello che si aspetta da noi, attraverso dei messaggi, dei simboli, delle “coincidenze”... che poi coincidenze non sono.

Ma per spiegarvi perché  secondo me non è un caso, e perché secondo me siamo a un punto di svolta dobbiamo vedere  cosa è successo quel giorno...

Cosa è successo quel giorno?

Era il giorno dello “Shavout”, una delle tante feste ebraiche, cinquanta più due giorni dopo “Pascha” (infatti “Pentecoste, in greco, significa “50 giorni”), dove si ricordava il passaggio dell'angelo della morte in Egitto che aveva salvato le case degli ebrei attraverso il sangue di un agnello sparso sull'architrave delle porte. Per noi ora, si chiama Pasqua.

Si festeggiavano i raccolti ma anche il giorno in cui Mosè aveva ricevuto la Torah,  le tavole della Legge sul Sinai.

Dove stavano festeggiando i discepoli lo Shavout? Lo leggiamo in Atti 2:

Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo.” (Atti 2:1)

Quale era questo “stesso luogo”? Bisogna che andiamo indietro ad Atti 1:12:

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato [1 chilometro].Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.” (Atti 1:12-13)

Vi suona familiare? Una “stanza di sopra” ad appena un chilometro da un monte chiamato “Uliveto”.

Sarò più chiaro: torniamo indietro di 53 giorni:

“Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». Essi gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?»  Ed egli rispose loro: «Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà. E dite al padrone di casa: “Il Maestro ti manda a dire: ‘Dov’è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?’”. Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; lì apparecchiate».” (Luca 22: 7-12)

Il “solito posto” è la stessa sala di sopra dove hanno preso per la prima volta la Santa Cena, e che era a meno di un chilometro da l'Orto degli ulivi, il Getzemani.

Tornavano sempre in quel luogo, dove tutto era iniziato... o finito. Forse sembrava un rifugio. In che stato d'animo erano? Non c'è scritto, ma possiamo immaginarcelo!

Avevano visto morire Gesù in croce (quasi tutti... chi ai piedi della croce,  chi nascosto tra i cespugli).

Lo avevano visto risorto entrare senza aprire le porte di quella stessa sala di sopra (pochi... e Tommaso non c'era).

Lo avevano visto preparare la colazione sul greto del lago una mattina aspettando che finissero di pescare (alcuni).

Lo avevano visto salire in cielo e scomparire tra le nubi (molti), prima di tornare alla solita sala di sopra.

Erano passati 10 giorni da quell'evento, dall'ultima volta che avevano visto Gesù... ed erano ancora tutti assieme...  nella stessa sala di sopra.

Cosa stavano aspettando? Non lo sapevano precisamente... ma Gesù l'aveva promesso:

“...io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce.” (Giovanni 14:

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Dieci giorni dopo, erano, dice Luca in Atti 2:1, “tutti assieme”... uomini e donne, giovani e vecchi... e, all'improvviso...

“Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti.  Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.” (Atti 2:2-4)

E tutto cambiò: la paura scomparve, arrivò la potenza di Cristo in loro... e scesero in strada a proclamare il Vangelo al mondo!

“E si stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,  della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». Tutti si stupivano ed erano perplessi, dicendo l’un l’altro: «Che cosa significa questo?»” (Atti 2:7-12)

Luca fa un elenco di 17 nazioni... che parlano 17 lingua diverse... E tutti lì a stupirsi... perché “li capiscono”!

Cosa c'entra la Pentecoste con noi, oggi?

I discepoli erano stati “in clausura” in lockdown per 50 giorni; noi 83... 33 in più.

I discepoli avevano avuto paura, paura di morire; alcuni di noi anche.

Nonostante questo,   discepoli avevano continuato a riunirsi e a pregare assieme; noi l'abbiamo fatto virtualmente, ma lo abbiamo fatto anche noi.

E il premio a tanta fedeltà da parte di Gesù era una cascata di potenza che li inondava, toglieva la paura, e dava loro capacità  di farsi capire da tutti.

La chiesa di Cristo  già esisteva prima della Pentecoste, ma è con la Pentecoste  che la storia della chiesa cambia, esce dalla stanza di sopra, scende in strada e va a parlare a tutti... e a parlare  in modo che tutti capissero!

Ci sono tanti segni, tante profezie, tanti altri pastori che sentono come me che stiamo ad un punto di svolta per le nostre chiese  in Italia e nel mondo.

Abbiamo due possibilità: far finta che non sia accaduto nulla, e cercare di ricostruire la nostra chiesa “ordinata” come era prima della pandemia.

Oppure possiamo aspettare nella sala di sopra che il Signore mantenga la promessa, premi la nostra fedeltà, e mandi il suo Spirito Santo, che penetri in noi, che tolga la paura, che ci dia potenza e saggezza e strumenti per uscire nelle strade e parlare a tutti in modo che possano capire chi è realmente Gesù.

Forse avremo una chiesa “meno ordinata”, meno perfetta, un po' più “pasticciata”... ma una chiesa capace di farsi capire da tutti e di portare altri a Cristo.

Cosa chiedi, oggi, allo Spirito Santo? Una chiesa “come me la ricordavo prima”, o una chiesa “come se la ricorderà Gesù" ?

Una chiesa dove tu sia comodo o comoda, o una chiesa che adempia al grande mandato  per il quale ti è stato dato lo Spirito Santo?

Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Una chiesa che “faccia per me”... o una chiesa che obbedisca a Cristo?

Posso assicurarti che, se preghiamo assieme, uniti, come siamo stati uniti durante la clausura, il lockdown lo Spirito arriverà, e cambierà te... la tua chiesa... e altri là fuori!

Sei pronto, sei pronta, a chiedere che lo Spirito ci cambi?

Siamo pronti, a chiedere che lo Spirito ci cambi?

Preghiamo.

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domenica, maggio 24, 2020

Affida il timone a Dio | 24 Maggio 2020|

Ti serve un'àncora per dare direzione alla tua vita quando l'ansia cresce: quell'àncora è la Parola di Dio. Affida a Lui il timone della tua barca nella tempesta.
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Tempo di lettura: 12 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 32 min.


Siamo giunti al terzo messaggio sull'argomento “ansia”.

Nel primo messaggi avevamo visto  che per combattere l'ansia la strategia generale è quella di rendere  “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:5)

  • sottomettendomi alla volontà del Padre,

anche quando le cose sembra volgere al peggio, fidandomi di lui,

  • continuando a  sottomettermi al Padre,

non solo una volta, ma durante tutta la mia vita,

  • chiedendo l'aiuto di Gesù,

visto che lui ci ha detto che faremo cose più grandi di lui se chiediamo il suo aiuto.

La scorsa settimana avevamo visto cosa fare, la  pratica per contrastare e vincere l'ansia:

  • devo concentrarmi sulle cose che piacciono a Dio

ovvero le cose giuste, vere, pure, amabili, da lodare,

  • devo imparare e ricevere

ovvero non devo solo conoscerle ma devono diventare una parte di me,

  • devo guardare ed ascoltare

ovvero devo vedere e sentire quello che altri credenti maturi fanno e dicono,

  • devo fare

non solo udire e vedere, quello che essi fanno.

C'è una cosa che, però in tutto questo “fare” io sto lasciando indietro un aspetto che forse, anzi, sicuramente, è quello principale: PREGARE!

Non sto pensando alla preghiera in generale, che ,ovviamente, è sempre buona e una parte fondamentale dell'essere discepoli di Cristo ma voglio riferirmi ad una preghiera “specifica”, mirata, non fatta  da soli, ma assieme ad altri credenti.

Per vincere l'ansia...

1. Chiedi Preghiera per l'Unzione

È importante comprendere una cosa:  l'ansia ci cambia.  Cambia la nostra percezione.  Sfida i nostri corpi fisici.  Talvolta sappiamo perché siamo in ansia,  altre volte sappiamo che non esiste una spiegazione logica  per l'adrenalina che scorre nelle nostre vene.

Sappiamo che dobbiamo pregare  per eliminare le nostre preoccupazioni.  Sappiamo che dobbiamo andare da Dio  e riporre i nostri pensieri su Cristo.  Sappiamo che esiste un campo di battaglia  nelle nostre menti e nei nostri corpi.

Sapete, chiediamo spesso preghiere quando la nostra ansia è legata a qualcosa di “fisico”, di reale:
una malattia, un problema di lavoro, un problema economico.

Ma quasi mai chiediamo preghiere quando la nostra ansia è ansia... e basta.

Giacomo afferma questo:

“C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni. C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà...” (Giacomo 5:13-14)

La parola che usa Giacomo e che è tradotta con“malato” è ἀσθενέω – astheneō: se avete pratica con un po' di linguaggio medico vi dovrebbe suonare familiare: “astenia” e “nevrastenia” provengono anche essi dal verbo greco ἀσθενής - asthenēs; verbo composto da σθένος - sthenos = forza più (alfa privativo) = senza. Per cui, senza forza.

Giacomo dice che chi è astheneō, “senza forza” deve chiamare gli anziani della chiesa e ricevere l'unzione.

Giacomo non aveva studiato medicina, e non poteva sapere che, quasi duemila anni dopo il medico statunitense G.M. Beard nel 1869  avrebbe usato il termine “nevrastenia” per indicare...

“facile esauribilità ed eccitabilità del sistema nervoso centrale. I sintomi sono numerosi e vaghi: cefalea gravativa, tensiva, a casco, prevalentemente nucale, senso di debolezza muscolare, ‘tirature’ in varie parti del corpo, astenopia (vista sfocata), cardiopalmo (battito cardiaco accelerato) allarme e timore generico, debolezza di memoria e di concentrazione, ipereccitabilità, senso di instabilità o di capogiro.”

Ho descritto bene i sintomi che hai quando ti assale l'ansia, sia che abbia un motivo o meno?

Se si, Giacomo ti dice che:

“la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà...” (v.14)

Pregare assieme ad altri, pregare assieme ai tuoi anziani di chiesa ai tuoi pastori, ricevere l'unzione con l'olio... anche quello serve per spezzare l'ansia  quando sembra volerti strangolare.

Ma per poter pregare assieme ad altri, per poter chiamare anziani e pastori, DEVI essere connesso o connessa al “corpo di Cristo”, ad una chiesa locale, a un gruppo di credenti, uomini e donne che condividano con te la stessa fede, e che possano fisicamente e spiritualmente essere vicini a te.

Il problema è che Giacomo sa come siamo fatti; sa che chiediamo preghiere per tutto, o quasi... quando pensiamo per gli altri: ci sembra tanto spirituale chiedere preghiere per Tizio o Caio, ma poco spirituale chiedere per noi stessi (soprattutto quando si tratta di ansia, aggiungo io).

Guarda il versetto 14:

"C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa "(v.14)

Il modo del verbo “chiami” usato nelle nostre bibbie è congiuntivo; in greco invece  è un modo (che non esiste in italiano) che si chiama “aoristo imperativo medio”, che indica qualcosa che devi fare per forza,  non se ti va:  “CHIAMA! DEVI CHIAMARE! DEVI ESSERE TU A CHIAMARE!"

L'ansia è una catena che può essere spezzata, ma spesso servono più persone per farlo.

Ma c'è un'altra cosa  che ho “dimenticato” di citare come soluzione all'ansia.

Per vincere l'ansia...

2. Usa l'àncora della Parola

Avete presente una barca a vela in una tempesta? Per quanto grande sia, se la tempesta è abbastanza grande, verrà sballottata in su e in giù, rischiando  di capovolgersi e di affondare.

Così fa l'ansia nella nostra vita: la sensazione di terrore e panico  manda i nostri cuori in gola e il nostro stomaco per terra.

Cosa fa un bravo velista nella tempesta? Prova a tenere la sua barca con la prua (la punta della barca) controvento, ovvero nella direzione contraria a quella del vento; le onde colpiranno la barca nella parte più piccola, più affusolata, quella che è nata per attraversare le onde.

Solo che non è facile  tenere una barca nella tempesta controvento, sfidare le onde che crescono, andare CONTRO quella forza enorme che vuole far ribaltare la barca.

Ogni velista sa che,  per tenete la barca controvento in una tempesta, non basta sforzarsi di dirigerla con il timone, ma bisogna gettare un'àncora.

Nelle tempeste della vita, quando l'ansia si infrange sulla nostra barca e rischia di farla ribaltare,
tu devi fare lo stesso: tenere la prua della tua vita controvento, attraversare l'ansia, impedire che spinga la tua vita di lato facendola ribaltare.

La tua àncora si chiama “La Parola di Dio”: In Isaia 23 è detto:

“A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Confidate per sempre nel Signore, perché il Signore, sì, il Signore, è la roccia dei secoli.” (Isaia 23:3-4)

L'immagine di una tempesta, di acqua che ci copre e ci sommerge, è quella che Dio fa usare ad Isaia per dirci che non ci abbandonerà mai:

“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore; io ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto e dei popoli in cambio della tua vita.”  (Isaia 43:2-4)

Noi abbiamo un'àncora.  Mentre i nostri sentimenti  cercano di farci rompere gli ormeggi,  il Vangelo ci àncora in modo stabile.

Quando sei in ansia, guarda quello che dice di te Dio in Isaia 43: Dio ci ha scelto,  ci ha “chiamati per nome". Dio ci ha “adottati” ha detto “quell'uomo lì è mio, quella donna lì è mia” prima della creazione di questo mondo.

Dio non ti dice “SE dovrai attraversare le acque” ma “QUANDO le dovrai attraversare”; ti dice che viviamo in un mondo caduto, dove ci sarà acqua e fuoco, e tempeste che vorranno sommergerti.

Ma Dio inizia il versetto rassicurandoti che lui ti ha “riscattato”: in ebraico גָּאַל - g̱â’al,  che significa “pagare un prezzo”.

Il prezzo per te che mi ascolti, l'ha pagato Gesù.

Chi è stato in una tempesta in mare, sa che una delle cose più brutte è il buio, il non sapere dove  siamo e dove stiamo andando: Gesù è venuto per perforare il buio nelle tempeste: lui stesso ha detto:

“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Giovanni 12.46)

Però, se tu sei un appassionato di barche, so cosa stai pensando: “Ma che dici Marco? In una tempesta l'àncora fa solo danni! Anzi, per impedire che la barca si sfasci  spesso vengono tolti ormeggi e àncora! E poi la tempesta ti coglie in mezzo al mare, dove non è possibile gettare l'àncora per la profondità del fondale!”

Hai ragione; l'àncora di cui io sto parlando, non è quella cosa di metallo legata ad una catena,
pesante e che termina con degli uncini.

Raramente le tempeste ci colgono quando siamo in porto, dove il fondale è basso, ma ci colgono in mare aperto, quando il fondale è sotto di centinaia e centinaia di metri.

Sarebbe impossibile gettare l'àncora in mezzo all'oceano, e anzi sarebbe dannoso tenere ferma la barca in mezzo alle onde.

Quello che serve quando la tempesta ci coglie in mare aperto, è quella che vien definita una “àncora galleggiante”.

Quando la tempesta è talmente violenta che la barca non riesce a navigare controvento, allora si ammainano le vele, e si manovra gettando l'àncora galleggiante, con un capo della corda legato ad una boa e l'altro legato alla prua della nave.

L'àncora galleggiante è una specie di paracadute  che si riempie di acqua, e si svuota di quella in eccesso da un foro in cima, mantenendo la barca controvento e perpendicolare alle onde, che è la posizione migliore per affrontare le tempeste.

La Parola di Dio, la Bibbia, non è qualcosa che ti “lega” come una barca ormeggiata in un porto, qualcosa che limita il tuo movimento!

Ma è un'àncora galleggiante nell'oceano della vita, qualcosa che ti rallenta quando vai troppo veloce, che dà direzione alla tua vita, che la mette con la prua verso le onde dell'ansia e dei problemi che la generano, nella posizione migliore per affrontare la tempesta, dove le onde della vita colpiscono la tua barca ma non la fanno affondare.

E la Parola di Dio è un paracadute, che ti fa atterrare dolcemente, invece che farti schiantare al suolo.

Tuttavia, l'àncora galleggiante, non è qualcosa che puoi “costruire” durante la tempesta: devi averla già a bordo. Devi averla preparata quando il mare è calmo e nessuna nuvola si vede all'orizzonte, e tu hai tempo per cucirla, comporla, piegare, riporla.

E' per questo che l'àncora galleggiante per la tua anima che è la Parola di Dio devi averla preparata, cucita, ripiegata e riposta  dentro di te nei momenti in cui l'ansia non c'è, nei momenti dove tutto sembra filare liscio e le onde sono basse e piacevoli.

Questo significa leggere la Bibbia ogni giorno, farla entrare in te, cucirla dentro la tua mente, riporla dentro la tua memoria.

Una delle cose che i marinai sanno è che in una tempesta, la cosa migliore è stare fermi all'interno della barca: non c'è necessità di corre da un capo all'altro.

La stessa cosa accade quando sei nella tempesta dell'ansia.

Per vincere l'ansia...

3. Fermati e riconosci chi è in controllo

Il Salmo 46 al versetto 10 dice:

“Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.” (Salmo 46:10)

L'ansia spesso arriva con cose reali, come una malattia o un problema serio a lavoro, ma può arrivare senza un apparente motivo, magari quando c'è poco da fare, e abbiamo tempo per pensare, oppure quanto abbiamo troppo da fare, e non sappiamo come venirne fuori.Non c'è una regola.

Dio non ci ha progettato né per non fare nulla né per fare troppo; Dio ci ha progettati per “fermarci” nelle tempeste, per smettere di correre da una parte all'altra della nostra barca e pensare che possiamo mantenerla a galla con le nostre corse su e giù per lo scafo, e dare a lui il timone, dare a lui le cose che non sappiamo portare, perché lui è Dio, non io.

Fermarsi, "essere fermi", significa riposare alla presenza di Dio.  Il salmista non aveva scritto questo dopo una bella giornata alle terme e dopo una sauna; .ma è stato scritto nel contesto di una guerra.

Il significato del Salmo è:  “Fermati!  Smetti di lottare!  Smetti di combattere da solo! Fermati! E pensa a chi sono io! Pensa a quello che ho fatto (il Creato) Pensa a quello che mio figlio ha fatto (la Salvezza). Pensa a quello che farò (giudicherò con giustizia ed equità). Non sei tu in controllo del mondo! Fermati! Sono io che lo controllo! Ti fidi di me?"

Chi non conosce il Salmo 23?

“Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.” (Salmo 23:1-4)

La sensazione è che Davide lo abbia scritto in un momento di calma piatta, dove tutte le cose andavano alla grande, nessuna nuvola all'orizzonte...

Ne sei sicuro? Se hai una bibbia a portata di mano, guarda l'inizio del salmo precedente, il 22:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!” (Salmo 22:1)

Davide aveva capito che l'unico modo per affrontare la tempesta non era muoversi, ma fermarsi, e riconoscere che Dio è Dio.

Conclusione

L'ansia è qualcosa che puoi vincere, ma non da solo, non da sola: ti serve un gruppo di persone credenti che preghino assieme a te, che preghino per te, che ti ungano sia fisicamente che metaforicamente con l'olio della Parola di Dio; quell'àncora mobile  che tiene la tua vita controvento nella tempesta e non fa affondare la tua barca.

Fermati, riconosci chi è Dio e ciò che ha fatto per te, e affida a lui il timone e i tuoi pesi.

Preghiamo.

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domenica, maggio 17, 2020

Sconfiggi ogni giorno l'ansia della vita | 17 Maggio 2020 |


Come posso sconfiggere ogni giorno la mia ansia di vivere? Dio ti chiede di prevenirla concentrandoti sulle cose che rispecchiano il suo carattere. E di agire secondo quelle.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 28 min.


La scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare dell'ansia, ponendoci la domanda se, come credenti, fosse giusto essere preoccupati.

Avevamo detto che l'ansia è nata con l'uomo e che anche super eroi della fede come Paolo si preoccupavano, e che persino Gesù (nella sua parte umana) aveva subito l'ansia.

E vedendo come Gesù aveva agito per sconfiggere l'ansia, avevamo trovato una “ricetta” per rendere
 “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:5)

La ricetta era questa:

1. Sottomettiti alla volontà del Padre

Gesù  aveva obbedito al Padre anche a costo della propria vita e della propria sofferenza.

Per noi significa obbedire a Dio  ed avere fiducia anche nei momenti difficili,  dire:”Padre fa che questo momento passi... ma io mi fido di te, comunque!”

2. Continua a  sottomettersi al Padre

Gesù  aveva continuato a sottomettersi (per tre volte nell'orto degli Ulivi aveva chiesto “passi da me questo calice”  ma aveva subito dopo  detto “non la mia ma la tua volontà”(Matteo 26:39), e questo per spezzare la sua natura umana a favore di quella divina).

Per noi significa perseverare ad obbedire a ciò che ci chiede Gesù lungo tutta la nostra vita di credenti perché non siamo solo umani ma in noi vive la scintilla divina.

3. Chiedi l'aiuto di Gesù

Gesù ci ha detto che se crediamo in lui faremo cose anche più grandi di quelle che lui ha fatto: basta che glie lo chiediamo.

Come vincere ogni giorno l'ansia?

Oggi vorrei passare dal “generale” allo “specifico”; dal “grande panorama”  della nostra vita di credenti al “panorama del giorno”, quello che vediamo ogni mattina.

Insomma, le cose “pratiche” da fare ogni giorno per sconfiggere l'ansia.

Perché, sapete, è vero che Paolo ha detto:

“Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.” (1 Corinzi 15:19)

ovvero che non dobbiamo aspettarci  una vita tutta rose e fiori, ma è anche vero che Davide dice:

“Ho cercato il Signore, ed egli m’ha risposto; m’ha liberato da tutto ciò che m’incuteva terrore.” (Salmo 34:4)

E' vero che Gesù ha detto:

“Nel mondo avete tribolazione.” (Giovanni 16:33 b)

ma è anche vero che ha subito aggiunto:

“...fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33 c)

Dio non vuole che viviamo una vita fatta di ansia; l'ansia non è solo uno stato d'animo, ma una malattia in se e la fonte di molte altre malattie.

Le statistiche dicono che le persone con un disturbo d'ansia  hanno da tre a cinque volte in più  la probabilità di dover ricorrere al  medico  e sei volte in più probabilità  di essere ricoverate in ospedale  rispetto a coloro che non soffrono di disturbi d'ansia.

Dobbiamo affrontare l'ansia PRIMA che arrivi: come dicono i medici prevenire è meglio che curare... e costa anche di meno, sia in termini economici che spirituali!

Come prevenire l'ansia

Bisogna partire da un concetto: il nostro fisico e la nostra anima non sono due cose separate, sono interdipendenti l'uno con l'altra.

Non ci credi? Pensa ad una cosa: ti risulta più facile pregare quando sei stanco o stanca, oppure quando sei completamente riposato o riposata?

Rifletti: il pregare è una attività spirituale... ma che attinge al lato fisico,  il tuo cervello.

Se non capisco  che quello che faccio col mio fisico ha ricadute sulla mia anima allora vivrò una vita di frustrazioni.

Paolo lo spiega bene in Romani 7:

“Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:22-24)

Fisico e spirito sono interconnessi, e l'uno influisce sull'altro. Ma noi non viviamo in un mondo spirituale, ma fisico... e indovina chi tra i due avrà più naturalmente il sopravvento tra fisico e spirito? Quello che penso  influisce su quello che sento.

Se quello che penso influisce su quello che sento allora quello che sento può essere gestito attraverso quello che penso.

Te lo ripeto in un altro modo: se quello che penso  (penso che perderò il lavoro per via della recessione) influisce su quello che sento  (sono in ansia per come andrò avanti) allora quello non voglio sentire (essere in ansia per come andrò avanti) può essere gestito attraverso  quello che penso (è inutile preoccuparmi se perderò il lavoro).

E' nelle tue possibilità di controllare la recessione mondiale? La risposta, ovviamente è “no”. Che senso ha preoccuparmi, dunque?

Gesù ha detti in Matteo 6:

“E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?” (Matteo 6:27)

(In alcune versioni è scritto “ aggiungere alla sua statura un sol cubito?” )

Billy Graham ha detto:

"Nel migliore dei casi, l'ansia ci distrae dal nostro rapporto con Dio e dalla verità che Egli è: il Signore dei cieli e della terra.  Nel peggiore dei casi, l'ansia è una malattia paralizzante, che prende il controllo delle nostre menti e fa precipitare i nostri pensieri nelle tenebre. "

Leggiamo assieme Filippesi 4:

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:8-9)

In questo versetto c'è la chiave per eliminare  gran parte dell'ansia quotidiana... ma non è una cosa automatica!

Paolo dice che posso avere  il “Dio della Pace” con me. La parola “pace” è εἰρήνη - eirēnē; è una parola che Gesù ha detto moltissime volte a moltissime persone differenti...  sapete quando? Quando venivano guarite!

Un solo esempio: quando la donna con l'emorragia viene guarita dall'aver toccato la veste di Gesù lui si volge a lei e le dice:

«Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace (εἰρήνη - eirēnē) e sii guarita dal tuo male». (Marco 5:34)

La “pace di Dio” porta sempre guarigione: Gesù ha detto in Giovanni 14:

“Vi lascio pace (εἰρήνη - eirēnē); vi do la mia pace.(εἰρήνη - eirēnē)” (Giovanni 14:27 a)

Gesù può guarire la tua ansia... ma devi  APPLICARE OGNI SUA PARTE quello che chiede Paolo:

Perché il Dio della Pace sia con me...

1. Devo concentrarmi sulle cose che piacciono a Dio

Scorri assieme a me il versetto e rifletti su quello che afferma Paolo:

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (v.8)

Quali sono alcune caratteristiche di Dio? Te le elenco alcune: Dio è  un Dio vero, un Dio onorevole, un Dio giusto, un Dio puro, un Dio amabile, un Dio con una buona fama, un Dio che ha tutte le virtù, un Dio della lode.

Sono tutte caratteristiche che Paolo elenca in questo brano e che dice debbono essere al centro della tua attenzione.

Se tu vuoi essere guarito, essere guarita ogni giorno dalla tua ansia, ti devi concentrare sulle cose che nel mondo riflettono il carattere di Dio.

Pensa per un attimo al tuo programma preferito in TV (se hai la mia età) o al tuo canale YouTube preferito (se sei molto più giovane di me): quello che vedi lì... è giusto? E puro? E' amabile? Porta buona fama? Ha qualche le virtù? E' da lodare?

Penso che su questa base dovremmo eliminare un bel po' di programmi e canali, a partire dai TG!

Paolo ci  dice che se vogliamo che il Dio della pace sia con noi se vogliamo LA PACE di Dio che elimina l'ansia,  allora dobbiamo focalizzare la nostra mente solamente su una serie di cose che hanno un effetto positivo sulla nostra anima.

2. Devo imparare e ricevere

"Le cose che avete imparate, ricevute..." (v.9)

Imparate è μανθάνω - manthanō, che è lo stesso verbo che Gesù usa spesso  con i suoi discepoli dopo avergli spiegato qualcosa:  qui c'è un episodio in Matteo 24:

“Imparate (μανθάνω - manthanō) dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.” (Matteo 24:32)

Ma non devo solo aver “imparato a pappagallo”, imparato a memoria la regola come molti di noi facevano a scuola, la devo anche aver “ricevuta”.

Avete presente quando due soldati  si parlano alla ricetrasmittente? Uno dà un ordine, e l'altro dice “ricevuto”; che significa  “ti ho sentito ed ho capito il comando”.

A baseball il “ricevitore”  è quello che fisicamente “prende” la palla, la tiene in mano, e la lancia di nuovo per far proseguire il gioco.

Paolo ci sta dicendo che,  per conoscere le cose su cui mi devo concentrare devo essere stato attento alla lezione e la regola deve essere passata  dal libro al mio cervello, la devo “tenere in mano” deve essere mia adesso.

Paolo dice che c'è da “imparare”, non ci viene naturale, così come non ci viene naturale saper risolvere una equazione di terzo grado.

3. Devo guardare ed ascoltare

“...udite da me e viste in me...” (v.9)

Se c'è una lezione c'è anche un insegnante; tu puoi anche studiare chirurgia sui testi, ma se non ascolti il chirurgo e vedi come opera sul cuore non riuscirai,  per quanto bravo o brava tu sia, a fare il bypass o il trapianto.

Il cristianesimo non è una disciplina da autodidatti, è un rapporto con altri credenti maturi che di dicono e ti mostrano su cosa ti devi concentrare.

Paolo dirà un Efesini 4:1

“E' Lui (Gesù) che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.” (4:11-13)

Questo significa che, se vuoi vincere l'ansia, devi avere una comunità di credenti, una chiesa,  e un piccolo gruppo  dove poter essere arricchito edificato, istruito fino “alla piena conoscenza del Figlio di Dio... all'altezza della statura perfetta di Cristo”

La pandemia ha moltiplicato i “predicatori online”,  che è un bene e un male allo stesso tempo; un bene (se il messaggio è buono) perché c'è più Parola di Cristo in circolazione un male perché illude molti che posso “fare chiesa” essere istruiti semplicemente stando a casa davanti a un pc, a un tablet, a uno smartphone.

I lupi solitari nella vita reale finiscono sbranati dall'ansia.

4. Devo fare

“...fatele...”(v.9)

Versetto secco, preciso; è un imperativo... FALLE!

Si accetta Gesù in un momento ma crescere come discepoli è un percorso: prima imparo la regola e la faccio mia, poi ascolto e vedo chi quella regola  già la pratica da tempo, e poi la metto in pratica nella mia vita.

Giacomo 1:22 dice:

“Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi.” (Giacomo 1:22)

Se ogni giorno mi concentro sulle cose che piacciono a Dio, imparo e faccio mie le istruzioni del Padre  attraverso la lettura della Bibbia guardo ed ascolto altri che le mettono in pratica e le faccio io stesso, allora sarà capace di sconfiggere la mia ansia.

Ma pensi che questo gioverà solo a te? Dio non fa mai nulla se il frutto è limitato, ma moltiplica gli effetti  dell'obbedire a lui.

A che pro tutto questo? Vincere la mia ansia? Sconfiggere le paure? Certamente, ma non solo: Proverbi 12:25 dice:

“La preoccupazione nel cuore dell'uomo l'abbatte, ma una buona parola lo rallegra.” (Proverbi 12:25 ND)

Se vincerai la tua battaglia (e lo puoi con Gesù a fianco) tu sarai chiamato, tu sarai chiamata a portare guarigione,  ad essere la cura, la guida, e la testimonianza, ad altri cuori nell'ansia.

Preghiamo.

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