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domenica, aprile 02, 2017

Preparati per vincere | 2 Aprile 2017 |

Talvolta il deserto della mia vita è il posto dove imparo a lottare ed a vincere attraverso la Parola di Dio.
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Due settimane fa abbiamo iniziato questa serie di messaggi in preparazione alla Pasqua. E abbiamo visto che già nella chiesa primitiva  c'era un periodo di quaranta giorni che precedeva la Pasqua, che conduceva la battesimo dei neo credenti.

Un periodo di preghiera, digiuno e silenzio per coloro che sarebbero stati battezzati, a cui la chiesa si univa per sostenerli. Fu chiamata “quaresima”,  in ricordo dei quaranta giorni passati da Gesù nel deserto  per prepararsi al suo ministero nel mondo, e le cose che si fanno durante essa (ma non solo durante essa) sono dette “discipline spirituali”.

Vi ho lasciato con una domanda: dovremmo prepararci anche noi alla Pasqua, alla proclamazione della nostra certezza, per essere efficaci come testimoni della fede in Gesù? E vi avevo lasciato anche qualche versetto su cui riflettere  e pregare che il Signore mostrasse  in quale modo vuole prepararti, quali passi ti sta chiedendo di fare, quali “discipline” vuole tu pratichi, a cosa devi rinunciare e cosa devi aggiungere  per essere efficace per lui,

La settimana scorsa Janet ci ha detto che gli allenatori atletici dicono che  “se non fa male non fa bene”, se fai le cose che trovi facile non cresci, e che per crescere devi fare le cose che trovi difficile.

Le discipline spirituali  (preghiera, digiuno, studio, memorizzazione, silenzio, solitudine, ecc.) sono i nostri “attrezzi” con cui cresciamo i nostri “muscoli” spirituali.

Spero che abbiate praticato almeno alcune di queste discipline, durante queste due settimane, così che ora avrete scoperto che quando uno le applica  è completamente al sicuro,  protetto dal peccato,  ed inavvicinabile dalla tentazione...

E' così, vero? Assolutamente no!

Posso ben testimoniare che, per me non è così! Quando sto studiando, ad esempio, devo costantemente vincere la tentazione di “mangiare cioccolato”... io che non amo la roba dolce!

Quando sto pregando, invece, devo vincere la tentazione di controllare la mia posta elettronica...

Vi capita anche a voi? Beh, se vi capita, sappiate che siete in buona compagnia! Non la mia, ma quella di Gesù!

Tra i brani che vi ho dato da leggere, ce n'è uno che normalmente viene letto durante la quaresima,
ed è in Matteo;  leggiamolo assieme:

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”». 5 Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, 6 e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo” e “Essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti col piede contro una pietra”».  7 Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”». 8 Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». 10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”4». 11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.”(Matteo 4:1-11)

Gesù è nel bel mezzo della preparazione, sta praticando molte discipline spirituali: digiuna, prega, sta in silenzio, è da solo,  parla col Padre (che equivale per noi a leggere la Scrittura) ma, nel bel mezzo di tutto questo  viene tentato.

Gesù è il nostro modello, e tutto quello che ha fatto lo a fatto per lasciarci  un segno,   un avvertimento,
ma soprattutto una  soluzione!

Dal deserto di Gesù possiamo trarre tutti e tre.

1) Il segno: Preparati per annunciare il Vangelo”

Gesù aveva vissuto sino a quel punto a Nazaret,come un anonimo giudeo. La Parola non ci dice se lui praticasse le discipline spirituali prima di allora; non ce ne è evidenza nei Vangeli.

Ma sappiamo che PRIMA di iniziare il suo ministero, per un periodo  lo Spirito lo porta lontano da tutto e da tutti, dove lui prega, digiuna, sta in silenzio, è da solo...

Se vuoi essere efficace come testimone di Cristo al mondo, devi vivere NEL mondo, ma, di tanto in tanto,  devi avere un periodi LONTANO dal mondo  per caricare le tue batterie spirituali.

Può essere un periodo lungo (i quaranta giorni di Gesù) oppure  breve:

“Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.  Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare. Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte.” (Marco 6:30-32)

O anche brevissimo

“Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava.” (Marco 1:35)

“Dopo aver congedato la folla, (Gesù) salì sul monte in disparte a pregare. E, venuta la sera, rimase là da solo.” (Matteo 14:23)

“In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio.” (Luca 6:12)

Forse non puoi stare quaranta giorni lontano o lontana da tutto e da tutti, ma hai mai considerato un “ritiro, anche solo di un paio di giorni? Gesù prendeva i suoi in disparte, affinché fossero più efficienti una volta tornati nel mondo.

Ma quello che assolutamente puoi (e devi) fare, è avere ogni giorno un periodo breve dove se solo assieme al tuo Signore, per parlare, ma soprattutto per ascoltare.

2) L'avvertimento: “Il deserto non significa che Dio ti ha abbandonato

Praticare le discipline spirituali qualche volta porta alle esperienze “mistiche” quelle esperienze che vanno oltre i nostri cinque sensi, come quelle vissute da Isaia, Paolo, o Giovanni.

Ma non è sempre così: qualche volta può portarti anche in un deserto, dove trovi la tentazione.

“E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.  E il tentatore, avvicinatosi, gli disse...” (2-3a)

Qui nel testo dice che il diavolo si “avvicina” ovvero è più vicino di quanto normalmente non sia.

Attenzione a pensare che il diavolo sia sempre vicino a noi: il diavolo è un angelo caduto, e in Daniele 8:21 la Bibbia afferma che gli angeli si spostano in “rapido volo”, ma non possono stare dappertutto in ogni istante, non è onnipresente, non è Dio,  e  neppure i demoni suoi servi.

Quando qualcuno mi dice :” Sono stato tentato dal diavolo” io rispondo: “Ammazza! Proprio tu! Allora sei proprio importante!."

Il diavolo può avvicinarsi a noi  proprio nel periodo in cui stiamo cercando  di avere maggiore intimità con Dio.

Il fine?  Distrarci da Dio: “Smetti di scrivere la predicazione, Marco per dieci minuti”. Farci concentrare su noi stessi: “Prendi quel bel pezzo di cioccolata che tua moglie a comperato per fare il dolce stasera”. E portarci a peccare.

La tentazione di Gesù nel deserto  ha a che fare con l'incontro con il diavolo, ma a anche (e forse soprattutto) a che fare con l'incontro con se stesso.

Come rugbysta so che devo provare il placcaggio in allenamento, ma non saprò mai se ho imparato bene il gesto se non lo provo durante una partita, contro un vero avversario, contro uno che vuole a tutti costi passare, anche facendomi male.

Gesù ha dovuto sperimentare prima di agire nel mondo, se il suo essere Dio poteva funzionare dentro il corpo di un uomo, se l'uomo sarebbe stato in grado di sconfiggere il diavolo, attraverso l'aiuto di Dio.

Sapete, la vera battaglia per il domino sul mondo, è stata vita in quel deserto. Se Gesù avesse ceduto, e perso, non ci sarebbe stato il pane e il vino, né il Golgota, né la Croce, né la tomba vuota,  né la salvezza per te... e per me che ti parlo.

Ma Gesù ha vinto lì nel deserto... tutto il resto, dopo, era facile; umiliante, faticoso, doloroso, straziante, ma la vittoria non era più in dubbio.

Quando pratichi le discipline spirituali, quando preghi, digiuni, studi, sei da solo, quando cerchi di essere più pronto o più pronta per servire Dio, e accettare il dono di Gesù a Pasqua, allora puoi conoscere meglio il tuo cuore, sapere come reagirai di fronte ai problemi e alle tentazioni.

I gesuiti dicono che, come credente, dovresti essere sempre in grado di rispondere a due domande:

a) Cosa ti sta dicendo Dio in questo momento?
b) Come fai a sapere che è proprio Dio a parlarti?

Per rispondere a questo,  c'è la necessità di conoscere te stesso e di conoscere il tuo cuore

Geremia dice:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? «Io, il Signore, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni».” (Geremia 17:9-10)

Nel deserto Gesù incontra il diavolo, ma incontra se stesso, e il suo cuore di uomo: come usare il potere che lui aveva per soddisfare i propri bisogni, (“trasforma le pietre in pane”), quanto e quando richiedere interventi divini a supporto delle proprie azioni,  (“buttati giù, e fatti acchiappare dagli angeli”) e infine la gloria umana (“sarai osannato e rispettato da tutte le genti nel mondo").

Il deserto, talvolta, non è un male, perché nel deserto impari a conoscere te stesso.

Geremia dice che il cuore è ingannevole, e Dio lo mette alla prova. Se stai attraversando un deserto nella tua vita in questo momento, se le prospettive per la tua vita sono oscure, non pensare sia solo a causa tua, o neppure che Dio si sia disinteressato a te. Perché potresti essere proprio al centro della volontà dello Spirito.

Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per incontrare il diavolo, e per incontrare se stesso,
perché nel deserto potesse capire che l'unica soluzione al deserto e alla tentazione è questa.

3) La soluzione: Conosci la Parola di Dio per vincere la tentazione ”

Gesù avrebbe potuto decidere di trasformare il deserto in un'oasi, con il solo schiocco delle dita (e neppure quello sarebbe servito).

Essendo Dio, avrebbe potuto farlo... ma poi? Come avremmo fatto noi?  Lui sarebbe rimasto l'unico uomo al mondo capace di fare una roba del genere.

Quale era la soluzione, allora? Farci vedere che esiste un'arma SEMPLICE,  ma LETALE,  DISTRUTTIVA,  FINALE, che ciascun uomo avrebbe potuto usare, in ogni parte del mondo, in ogni era,  in ogni cultura, in ogni razza: la Parola di Dio!

Gesù risponde ad ogni tentazione del diavolo, con un passo della Parola. E non sceglie un libro a caso: sceglie il libro di Deuteronomio.

Deuteronomio è il libro dove un Mosè ormai vecchio, mette seduto il popolo di Dio nel deserto,
e racconta alle nuove generazioni perché sappiano, alle vecchie generazioni perché ricordino, tutto quello che il Signore ha fatto per loro, tutto quello che il Signore farà per loro,  e tutto quello che il Signore vuole da loro.

Secondo me Gesù ci sta indicando che, quando siamo nel deserto, è importante ricordare ciò che Dio ha fatto per noi, ed è fondamentale la conoscenza della sua Parola.

Il diavolo è sconfitto, e il banchetto inizia!

Se ti stai preparando per Dio, se provi il deserto nel mentre che pratichi le discipline spirituali, mentre ti stai impegnando per crescere nel Signore, per servirlo, per proclamarlo sappi che il deserto è per un tempo, finisce...

Il brano inizia con “Allora” e termina con “Allora”. Così come la Quaresima, la preparazione per il battesimo dei “competentes” (vi ricordate? Erano i “battezzandi”) finiva con la Pasqua, allo stesso modo il periodo inteso di preparazione deve finire. per tornare a una vita più “normale”, più equilibrata.

Ci toniamo più forti, più pronti, più preparati, e con la consapevolezza che possiamo sconfiggere la tentazione e il diavolo attraverso la Parola di Dio



Gesù, dopo questa preparazione, tornerà nel mondo, tra le folle, per predicare il Sermone sul Monte... ovvero le Beatitudini. Ma di questo parleremo la settimana prossima.

CONCLUSIONE

SE vuoi che Dio ti usi, durante questo periodo di avvicinamento alla Pasqua, e oltre  durante la tua vita di credente NEL mondo, oggi Gesù ti sta dicendo tre cose:

1) Preparati ad annunciare il Vangelo: stai con me, parlami,  cercami,  ascoltami.

2) Se sei nel deserto, non pensare che io non ti veda: sei lì, dove sono stato anche io, ma tu puoi vincere il deserto!

3) Per vincere ricordati di quello che ho già fatto per te, vivi nella mia Parola, studiala, meditala, memorizzala... perché se fai questo avverrà ciò che è già successo...


“Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.” (v. 11)

Preghiamo.

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