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21 settembre 2008

Come riconoscere la voce di Dio | 21 Settembre 2008 |


Continuiamo anche questa settimana la nostra serie su come sentire la voce di Dio

La scorsa settimana avevamo visto che uno dei modi che Dio usa per parlarci è mandarci delle “idee”, quelle che noi chiamiamo “ispirazioni”, con delle visioni o con dei sogni

Ma come faccio a sapere se le idee che mi sovvengono in mente siano realmente “ispirazioni” da Dio, “tentazioni” da Satana o “suggestioni” dall'io?

Come faccio a sapere che è realmente Dio che mi parla tramite le idee ispirate, i sogni o le visioni? Posso fare a meno di chiedermi se viene o no da Dio l'idea di andare a quel ristorante cinese che ha appena aperto in città, ma debbo sapere se l'idea di sposare quella ragazza viene realmente da Dio.

1 Giovanni 4:1 dice:

Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. (1 Giovanni 4:1 CEI)

Sottolineate la parola “mettete alla prova”; la Bibbia dice che dobbiamo essere capaci di distinguere la voce di Dio tra le altre.

Oggi vi voglio dare sette metodi semplici per testare un'idea , un'ispirazione, un sogno o una visione; essi formano un filtro e sono connessi l'uno all'altro.

Questo significa che un'idea , un'ispirazione, un sogno o una visione sono da Dio non se rispettano uno o più dei sette test, ma se sono in accordo con tutti e sette.

Per spiegare questi sette metodi, vedrete che useremo delle “applicazioni pratiche” tramite delle "scenette" piuttosto che parlarne in astratto.

  • 1) E' in accordo con quanto dice la Bibbia?

Dio è un dio di ordine che non si contraddice mai, e perciò non può mai per nessun motivo contraddire la fonte principale della sua Parola, la Bibbia: in Luca 21:33 sta scritto:

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Luca 21:33)

Non esiste un solo versetto della Bibbia che contraddica quanto è stato detto in un versetto precedente; Dio è “consistente”. La Bibbia dice “paga le tasse allo stato”, e non esiste un versetto successivo che affermi “beh, se lo stato utilizza male i tuoi soldi allora sei autorizzato ad evadere”.

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Giovanna: “Cristina, debbo dirti una cosa. Sai che ho avuto problemi col mio lavoro ultimamente...”

Cristina: “Hai forse trovato un nuovo lavoro?”

Giovanna: “Ne ho trovato uno che penso Dio voglia io faccia”

Cristina: “Bene! Di cosa si tratta?”

Giovanni:”Beh, lavorerò in un bar dove ci sono le ragazze che fanno la lap-dance”

Cristina: “Ma sei matta? Il Salmo 1 dice “beato l'uomo – E LA DONNA! -che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori.

Giovanna: “Si, ma quello era stato scritto tanto tempo fa. Penso proprio che Dio voglia che faccia quel lavoro... e poi sono un sacco di soldi, e mica la devo fa io la lap-dance!!”
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Gran parte del volere di Dio per la tua vita sta scritto nella Bibbia; non devi fare nulla se non seguire le istruzioni.

Per alcune cose, non ci devo neppure più pensare e pregare su, so che sono il volere di Dio per me: venire in chiesa, parlare di Lui agli altri...

So che altre non le devo fare. Seguo le istruzioni.

Se la mia idea è contraria alle istruzioni di Dio, semplicemente non viene da Lui.

  • 2) Mi rende più simile a Cristo?

Filippesi 2:5 dice:

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù (Filippesi 2:5)

Gesù è lo standard su cui devo misurare ogni cosa che io faccio; Dio dice chiaramente nella Bibbia che che il suo obiettivo per la nostra vita è di renderci più simili a Gesù

Giacomo dice:

Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la saggezza che scende dall'alto; ma è terrena, animale e diabolica. Infatti dove c'è invidia e contesa, c'è disordine e ogni cattiva azione. La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. (Giacomo 3:14-17)

Sai che quell'idea non viene da Dio se porta “amarezza, gelosia, contesa, perché quello che viene da Dio porta “purezza, pace, mitezza, conciliazione misericordia, fruttuosità, imparzialità, sincerità”

Se quello che hai pensato porta tutto questo, allora hai di sicuro sentito la voce di Dio.

Poniti una semplice domanda: lo farebbe Gesù?
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Giovanna: “Dai, vieni ci sono tante belle cose, qui!
Cristina: “Voglio andare via di qui! Gesù entrerebbe in questo posto? Non penso proprio!”
Giovanna: “Rilassati! E' solo un negozio di borse ... e hanno dei prezzi imbattibili;
Cristina: “Ah si? E come fanno ad avere questi prezzi?”
Giovanna: “magari sarà perché non è un vero negozio, cioè, beh, non si sa bene da dove viene la roba, ecco.
Cristina: “Che idea è mai questa di venire in un posto del genere?”
Giovanna: “ Me lo ha detto Dio: oggi ho sentito che mi diceva – Giovanna, hai bisogno di una nuova borsetta,; vai là che si risparmia!”
Cristina: “Sei proprio convinta che fosse Dio a parlarti?.
Giovanna: “Beh, o è stato Dio o la mia amica Teresa, non ricordo. Ma ora fammi divertire a scegliere!!”

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Lo farebbe anche Gesù? Questo è il secondo metodo per testare un'ispirazione.

  • 3) La mia famiglia di chiesa lo approva?

Da bambino, mia madre mi regalò una maglietta con scritto sopra: “Non mi correggete so sbag-liare da solo” (con l'errore di ortografia di andare a capo con la “l” invece che con la “gl)”!

Io ero famoso in casa come “il dottor si-lo-so”.

Chi non chiede mai consigli, potrà vantarsi di aver commesso i propri sbagli tutti da solo; ma sarà soddisfatto alla fine?

La via dello stolto è diritta ai suoi occhi, ma chi ascolta i consigli è saggio. (Proverbi 12:15)

Uno dei vari motivi per cui Dio ha stabilito che i credenti vivano a stretto contatto con altri credenti nella chiesa locale è perché ognuno possa ricevere dall'altro sostegno, anche sotto forma di saggi consigli o, come dice Paolo:

affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio (Efesini 3:10)

Proverbi dice:

Quando manca una saggia direzione il popolo cade; nel gran numero dei consiglieri sta la salvezza. (Proverbi 11:14)

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Giovanna: “Ciao Cristina! Senti. Volevo chiederti una cosa. L'altro giorno stavo dal fruttivendolo, e discutevamo della politica italiana, e lui mi ha detto che persino io farei meglio dei nostri governanti. Per questo ho deciso di correre per la presidenza della Regione Lazio. Penso proprio che Dio mi abbia parlato tramite le parole del mio fruttivendolo. Che ne pensi?”
Cristina: “Ma sei pazza? Cosa ti fa pensare che saresti capace di governare un'intera regione?”
Giovanna “Beh, alle elementari ho fatto la capoclasse per tre anni!

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Se pensi di aver avuto un'idea ispirata da Dio, chiedi sempre conferma ai membri della tua famiglia in Cristo, e sii aperto a ricevere un “No, non farlo”.

  • 4) E' in accordo con i doni e i talenti con cui Dio mi ha equipaggiato?

Paolo afferma in Efesini:

infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. (Efesini 2:10)

Sottolineate “precedentemente”; Dio ha pianificato la tua vita ben prima della tua nascita. Tu sei stato fatto con uno scopo per raggiungere il quale Dio ti ha dotato di doni e talenti che sono solamente tuoi e di nessun altro.

La forma di una cosa ne determina l'uso; questa sedia è stata studiata per sorreggere il mio peso e farmi stare in maniera confortevole, mentre questo leggio è stato costruito per sorreggere i fogli della mia predicazione.

La loro forma non è casuale, ma funzionale allo scopo che debbono adempiere.

SE vogliamo utilizzare l'oggetto per uno scopo differente a quello per cui è stato studiato difficilmente otterremo quello che ci siamo prefissati.

Allo stesso modo tu sei stato progettato per adempiere agli scopi (opere buone) che Dio ha precedentemente preparate; e per far si che possiamo adempiere ad essi Egli che ha disegnati in una maniera piuttosto che in un'altra.

Dio ti ha dato capacità differenti a tutti noi; a me risulta facile scrivere una predicazione, ma impossibile suonare la tastiera. Tuttavia in chiesa servono sia la predicazione che la musica.

Dio ha dato a Janet la capacità di saper suonare, così da poter avere sia musica che messaggio.

Cosa accadrebbe se, una bella mattina, io decidessi di suonare piuttosto che portare il messaggio?

Quando pensi di avere avuto un'idea da Dio, la domanda che ti devi fare è: è in accordo con i doni e i talenti con cui Dio mi ha equipaggiato?

  • 5) E' qualcosa che riguarda le mie responsabilità?

Se l'ispirazione che hai ricevuto non riguarda qualcosa per cui tu sei direttamente o indirettamente responsabile, perché mai Dio avrebbe dovuto parlarti di quella cosa?

C'è un episodio nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 21, nel quale Gesù sta parlando a Pietro dicendogli in che modo lui sarebbe morto e che avrebbe sofferto per il solo fatto di essere un cristiano; a un certo punto Pietro, con fare inquisitorio, indica Giovanni a Gesù, e gli chiede : “E di lui, che ne sarà? Come morirà?”. La risposta di Gesù non tarda ad arrivare: “Pietro, questi sono fatti che non ti riguardano, e pertanto non te ne preoccupare”.

Quando Dio ti parla, parla a te di cose che riguardano te, la tua vita; possono riguardare anche altre persone, ma per il solo fatto che TU devi fare o non fare, dire o non dire qualcosa. Non saranno mai cose che riguardano qualcun altro.

In Romani 14 Paolo afferma:

Quindi ciascuno di noi renderà conto di sé stesso a Dio. (Romani 14:12)

Quando ascolti la voce di Dio, ascoltala per te, non per qualcun altro.
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Giovanna: “Senti, Cristina, vorrei parlarti... l'altra sera stavo pregando e Dio mi ha parlato.
Cristina: “Ancora! Che ti ha detto stavolta Dio, sentiamo!.”
Giovanna: “Oh, niente su di me, stavolta è qualcosa che riguarda te e il tuo peccato segreto”
Cristina: “Dio ti ha detto il mio peccato segreto? Perché mai avrebbe dovuto dirlo a te?”
Giovanna: “Beh, penso che doveva informarmi, visto che tu sposerai mio fratello!”
Cristina: “Sposare tuo fratello? Ma non ci penso neanche!”
Giovanna: “E' inutile che lotti Cristina, perché Dio mi ha detto esattamente che questo succederà”
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La storia della Chiesa è piena di persone che, in perfetta buona fede, hanno detto ad altre persone cosa dovevano fare nelle loro vite, perché Dio aveva parlato; gli aveva parlato circa gli investimenti finanziari, su chi sposare, su quale lavoro scegliere.

La storia della Chiesa è piena di persone che sono andate in bancarotta, che hanno avuto matrimoni difficili o che hanno preso l'esaurimento nervoso al lavoro grazie a qualcuno che aveva ricevuto da Dio un messaggio per loro.

Se Gesù è venuto per squarciare il velo del Tempio che divideva l'uomo da Dio, se possiamo avere libero accesso al Padre in preghiera, perché mai Dio dovrebbe dire a qualcun altro quello che può dirci direttamente?

SE Dio parla a te di qualcosa che riguarda un'altra persona, lo fa per due esclusive ragioni:

  • ti usa per confermare qualcosa che ha già detto all'altro.

Più di una volta mi è capitato di sentire la voce di Dio in modo non chiaro. Non ero sicuro di aver capito bene il messaggio, sino a quando qualcun altro è arrivato dicendomi la stessa cosa. Quella era una conferma.
  • ti usa per aiutare l'altro.

Moltissime volte accade che tu neppure ti accorgi di aver detto qualcosa di veramente importante per l'altro, sino a quando lui stesso ti dice: “Sai, quello che hai detto mi ha aiutato moltissimo in questa o quella situazione.” Dio ti ha parlato, al fine di aiutare l'altro, ma tu non ne eri neppure consapevole,

Tanti anni fa, io conobbi una ragazza inglese, e tramite lei conobbi il Signore. Mi innamorai, ci innamorammo, ma valutammo che il nostro legame non era possibile. Così decidemmo di rimanere solo due buoni amici.

Una notte ebbi un sogno (avevo circa 25 anni); mi trovavo in una grande chiesa, ai piedi dell'altare, ed era come se stessi aspettando qualcuno.

Quel qualcuno arrivò, entrando dalla porta in fondo alla chiesa, vestita di bianco; quel qualcuno aveva il volto di Janet. Non mi capitava spesso di sognare donne in abito da sposa a 24 anni, anzi quello fu l'unico sogno del genere di cui mi sia rimasta memoria la mattina.

Io non ho mai raccontato a nessuno il mio sogno, perché coinvolgeva la decisione di qualcun altro oltre me.

Mentre gli anni passavano, vedevo quel sogno come frutto del mio desiderio di sposarmi con qualcuna, qualcuna che avevo amato e che avevo perduto anche (ma non solo) per via della distanza.

Ma quando, sei anni dopo, Janet mi annunciò con una telefonata di aver deciso di trasferirsi in Italia (per sposarmi), allora e solo allora capii che Dio mi aveva realmente parlato tramite il sogno, e le parole di Janet lo confermavano, anche se a distanza di sei anni

Le idee, le ispirazioni, i sogni che Dio manda che coinvolgono altri oltre noi sono usati da Dio per confermare idee, visioni e sogni nelle vite di altri credenti

  • 6) Serve a convincere di peccato o a condannare per il peccato?

Il convincere di peccato per cambiare vita viene da Dio, condannare il peccato per far sentire una “schifezza d'omm!” viene dal Diavolo.

Quando Dio ti convince di peccato, è sempre specifico; ce l'ha con qualcosa di specifico, esatto, limitato, circoscritto, evidente nella tua vita a te come a Lui , ti dice di cambiare QUELLO, non tutto!

All'opposto, quando il Diavolo ti condanna non è mai specifico, è vago, è generale: “tu non vali niente! Tu sei cattivo!, Tanto tu non cambi mai! Tu puzzi di peccato! Dio non ti userà mai! Che cavolo di cristiano sei se ti comporti così e fai questo e quello?”

La convinzione di peccato porta sempre ad un'azione, la condanna ti fa solo sentire male.

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Cristina: “Dai, non può essere così grave!
Giovanna: “E' così grave!”
Cristina: “Cosa c'è di così grave?”
Giovanna: “MI sento, anzi sono monnezza
Cristina: “no, che non sei monnezza!”
Giovanna: “Hai ragione. Non sono monnezza, sono una discarica di monnezza
Cristina: “Sei in gamba, invece!”
Giovanna: ”No, non lo sono. Su una scala da uno a dieci io valgo -5!
Cristina: “Ma di cosa parli? Cos'hai fatto di così grave?”
Giovanna: “Questo è il problema! Non riesco a capirlo! Sembra solo che Dio mi voglia far sentire colpevole sempre
Cristina: “Dio non fa sentire i suoi figli colpevoli. Gesù ha pagato per i tuoi peccati. Forse dovresti cercare da dove provenga questa sensazione di colpevolezza.
Giovanna: “Hai ragione. Vado a rovistare nella mia monnezza!”
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SE hai posto la tua fede in Gesù, devi anche comprendere che TUTTI i tuoi peccati sono stati cancellati dai chiodi che hanno sorretto il corpo morente di Cristo,; devi comprendere che TUTTI i tuoi peccati sono stati bruciati via dalla fiamma dello Spirito Santo che ha avvolto il corpo risorto di Cristo.

Molti pensano che per essere spirituali bisogna soffrire tutta la vita; allora ecco il cilicio, ecco gli autoflagellanti, ecco le clausure. Al contrario, chi ha compreso il sacrificio della croce, non può sentirsi più colpevole. In Giovanni 19, Gesù sulla croce ha detto: «È pagato!»

Dio è tuo padre; ti ama, e non vuole che tu soffra neppure quando deve convincerti di cambiare strada e smetterla col tuo peccato. Giovanni dice:

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni1:9)

Se quello che senti ti convince che devi smetterla con un peccato specifico, quella è la voce di Dio che ti chiede come Padre di cambiare, perché vede che soffri a causa di quel peccato e non raggiungi lo scopo della tua vita.

Satana è il tuo nemico, ti odia, e ha la sua tattica; prima “minimizza” la tentazione:

  • tanto è un piccolo peccato!
  • tanto lo fanno tutti!
  • dai, fallo ancora questa volta, tanto è l'ultima!

Poi, una volta compiuto il peccato, ingrandisce, accende fari per illuminarti:

  • guarda quello che hai fatto!
  • Non ti vergogni?
  • Che ipocrita che sei! Tu non sei realmente credente!

Sa che SE tu confessi il tuo peccato a Dio ne sarai libero; è per questo che vuole continuare a farti sentire colpevole, perché sa che credenti che si sentono colpevoli non possono servire Cristo pienamente!

Se quello che senti ti fa sentire una “monnezza” tutto il tempo, quello è colui che viene chiamato “l'accusatore dei fratelli”; è il Diavolo a parlare.

  • 7) La mia idea o ispirazione mi fa provare la pace di Dio?

1 Corinzi 14:33 dice:

perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace. (1 Corinzi 14:33)

Se la tua idea ti fa sentire sotto pressione, quella di sicuro non è la voce di Dio. Non c'è un solo versetto nella Bibbia dove Dio chieda a qualcuno di prendere una decisione su due piedi, senza riflettere.

Al contrario Dio è sempre quello che dice: “Calma, rilassati, prendi un grande respiro, e riflettici su. Non mi rispondere adesso sotto l'impulso dell'urgenza, perchè io non voglio da te una risposta superficiale, dettata dall'emozione del momento. Io voglio il tuo cuore. Pensaci con calma, e poi rispondimi; io ho tutto il tempo del mondo!”

L'unico caso in cui ci sentiamo sotto pressione a ragione è quando Dio ci chiede di fare o non fare una determinata cosa, e noi non lo ascoltiamo; lo stress deriva dal nostro senso di colpa (quello di cui parlavamo poco fa), non dalla pressione di Dio, in questo caso.

Colossesi 3:1:

E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; (Colossesi 3:15)

Se Dio sta realmente parlando al tuo cuore, sarà Lui a dare pace al tuo cuore, quella pace a cui ci ha chiamati quando abbiamo accettato di essere suoi figli.

Conclusione

Non esiste cosa più vitale per la crescita di un figlio che ascoltare la voce del proprio padre. Dio ci ha disegnati per udire la sua voce.

Tu hai bisogno di ascoltarla, perché solo in questo modo la tua vita può essere guidata da colui che l'ha progettata; e sappi che Dio non vuole giocare con te a “indovina che voglio?”.
Lui ti ama, e vuole che tu sia capace di distinguere la Sua voce da tutte le altre che ascolti durante la tua giornata; vuole che ti giunga “forte e chiara”, senza interferenze o incomprensioni.

Il segreto per per ascoltare Dio in modo chiaro e inequivocabile è quello di conoscerlo ogni giorno di più, leggendo la Sua parola, ascoltando persone con un dono d'insegnamento, diventando capaci di capire quali idee ed ispirazioni sono da Lui e quali no.

E per fare questo, ricordati dei sette passi che abbiamo visto oggi; se l'idea ispirata che hai in mente è in accordo con tutti e sette, allora Dio ti ha realmente parlato. Altrimenti, è l'Io o il Diavolo; non ci badare, concentrati per ascoltare la vera voce di Dio.

Vorrei pregare come la settimana scorsa per voi:

Se ancora non hai accettato a pieno Cristo come tua guida, se lo riconosci, ma non lo conosci, prega con me:

Caro Gesù, io voglio sentire la tua voce. Io ho bisogno di sentirla e di farmi guidare da essa. Io ho bisogno di conoscere il tuo volere per la mia vita, mio Signore, ed avere un rapporto personale con te, Gesù. Vieni nella mia vita e poni nella mia mente la tua parola e nel mio cuore il tuo amore. Io apro la mia vita a te.

Se invece Gesù è l'amico dei tuoi giorni, se lo conosci, e lo ami, prega con me:

Ti chiedo di perdonarmi, Gesù, perché ho lasciato che il peccato si mettesse tra noi due. Ti prego di perdonarmi per questo, perché so che i miei peccati tu li hai già pagati sulla croce al posto mio. Aiutami a cambiare, e a sentire la tua voce ogni giorno. Parlami, fammi sentire il tuo amore, perchè io voglio seguirti ed amarti; ovunque tu mi chieda di andare, io andrò, perché so che tu già sarai là, in attesa di me.
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14 settembre 2008

I modi in cui Dio ci parla | 14 Settembre 2008 |




Qualche settimana fa abbiamo iniziato una serie in cui parlavamo di come udire la voce di Dio; oggi continueremo concentrandoci specificatamente sui modi con cui Dio comunica con noi.

Quando si parla di persone che ascoltano la voce di Dio, molti sono portati a pensare ad una esperienza mistica ed inusuale.

In realtà, parlare con Dio non ha a che fare assolutamente con una esperienza fuori dal normale e rara; Dio stesso ci ha programmati per ascoltarlo sin dalla nostra creazione. Ognuno di noi può parlare con Dio, e Dio è ansioso di parlare alla sua creatura, proprio come noi non vediamo l'ora di tornare a casa dal lavoro per parlare con i nostri figli.

Ognuno di noi è stato creato con la capacità di sintonizzarsi con la sua stazione radio, per sentirlo, ascoltarlo e rispondergli; non c'è nulla di straordinario o inusuale; ognuno di noi lo può fare.

In Giobbe 33:14 sta scritto:

“Dio infatti parla in un modo o nell'altro, ma l'uomo non ci bada” (Giobbe 33:14)

Giobbe afferma che il problema non sta nel fatto che Dio non parla, ma nel fatto che noi non lo percepiamo; talvolta è semplicemente che non siamo sintonizzati sulla sua radio.

Dio brama comunicare con noi perché non è possibile avere una rapporto senza avere comunicazione. Dio vuole avere un rapporto con te, vuole parlarti: Ed è per quello che ti ha creato con la capacità di udire la sua voce.

  • In quale modo ci parla?

Essendo onnipotente, Dio non ha un singolo modo per parlarci, ma ne ha innumerevoli; giusto per citarne alcuni che dovremmo conoscere dalla Bibbia, Dio parla attraverso un roveto ardente, o attraverso una nuvola, o attraverso degli angeli, o attraverso una colonna di fuoco.

Una volta ha addirittura parlato attraverso un'asina! Se non ci credete, leggete Numeri 22!

Oggi identificheremo le quattro principali vie di comunicazione che il Signore usa per parlarci

1) Dio ci parla attraverso la Bibbia

In 2 Timoteo sta scritto:

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3:16-17)

La Bibbia non è semplicemente un buon libro pieno di ottime riflessioni ed idee di uomini. Sottolineate la parola “ispirata”: in greco “theopneustos”, che significa “soffiata da Dio”.

La Bibbia è il soffio del mio e de tuo Creatore; è per questo che è assolutamente affidabile; non ci sono altri libri che possano vantare la medesima affidabilità, perché non ci sono altri libri dove vibra la voce di Dio.

Sulla Bibbia ci puoi contare; ella ti guiderà, ti conforterà, ti aiuterà... ma come potrà Dio parlarti se non leggi la sua voce?

E' per questo che è così importante di riservare un momento quotidiano alla sua lettura; 5, 10, 15, 20 minuti, il tempo non è importante, ma è importante che ogni giorno tu dia al Signore la possibilità di parlarti attraverso di essa. Se non lo fai quotidianamente, stai perdendo il mezzo principale di comunicazione con il quale Dio vuole parlarti.

Alcuni dicono “Dio non mi parla mai”. Apri la Bibbia tutti i giorni? Se aspetti una chiamata da qualcuno ti accerti che il telefono funzioni e che la cornetta sia agganciata o il portatile inserito nella sua base. Se non leggi quotidianamente, Dio si prende un bel po' di segnali di occupato all'altro capo della linea telefonica.

A prescindere dalle tue idee politiche, se ti dicessero che domani il Presidente della Repubblica vuole incontrarti al Quirinale alle cinque della mattina, sono sicuro che non obietteresti sull'orario o sul posto, ma ti alzeresti in tempo per arrivare all'appuntamento. Quando qualcuno così importante vuole incontrarti, tu ci vai.

Lo sai, c'è qualcuno di immensamente più importante che vuole incontrarti tutti i giorni; e non devi andare al Quirinale, puoi incontrarlo nella cucina di casa tua, o in salotto, in camicia da notte o in pigiama, e sei tu a stabilire l'orario.

Il Creatore sarà lì, desideroso di parlare con la sua Creatura.

Ammetto che la Bibbia può essere un libro che spaventa; in primo luogo, quanti libri avete in casa che sono rilegati in pelle e che hanno l'etichetta in oro? Quanti altri libri hanno un “numerino” vicino ad ogni frase? Tutto questo spesso ci allontana dalla Bibbia, perché ci fa sentire “inadeguati” a un libro così “prezioso.”

Qualche mese fa mi sono “regalato” un nuovo giocattolo elettronico: un registratore digitale super-mega-ultra; io sono una di quelle persone che è affetto da impazienza cronica, per cui trovo una perdita di tempo inaccettabile leggere le istruzioni.

Preferisco “fare” piuttosto che leggere, e anche stavolta ho buttato in un cassetto le istruzioni ed ho cominciato a “smanettare” sul registratore... fino al momento in cui ho alzato bandiera bianca e, con mio sommo disappunto (e con un godimento totale da parte di mia moglie!) ho dovuto cedere e consultare il libretto delle istruzioni. Solo allora ho cominciato realmente ad “utilizzare” il mio nuovo registratore, evitando di fare azioni sbagliate che avrebbero potuto danneggiare il mio prezioso giocattolo nuovo!

La Bibbia è il libretto di istruzioni per il credente, che ci dice per filo e per segno come utilizzare il dono stupendo che Dio ci ha fatto – la nostra vita -e, per di più, dà la possibilità a Lui di parlarci direttamente.

E' questo il primo strumento che Dio usa per parlarci.

2) Dio ci parla per mezzo di persone che hanno un dono d'insegnamento

Hai mai provato la sensazione, sedendo in una chiesa e ascoltando un insegnante, che Dio stesse parlandoti in modo diretto, che quel determinato messaggio fosse esclusivamente per te e per nessun altro?

Non era una “sensazione”; Dio ti stava parlando! Proprio in quel momento stava usando le labbra di quella persona che parlava per dirti esattamente cosa voleva da te. Dio usa spesso altre persone per condividere con noi i suoi pensieri.

1 Tessalonicesi 2:13 dice:

“Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.” (1 Tessalonicesi 2:13)

Dio parla attraverso insegnanti, predicatori, pastori; e cambia le nostre vite se ascoltiamo quello che udiamo.

Sono sicuro che molti di voi potrebbero citare una o più occasioni dove le parole di un insegnate hanno illuminato una decisione da prendere o una cosa da correggere.

La Bibbia afferma con certezza che Dio provvede delle persone con un dono di insegnamento per comunicare la sua parola. Più di una volta alcuni di voi, al termine del culto, sono venuti da me e mi hanno detto che sembrava proprio che quella predica l'avessi scritta esclusivamente per loro.

Sinceramente, non sono abbastanza brillante da venire in questa sala due volte al mese e riuscire a dirvi qualcosa che vi tocchi dentro, che vi faccia riflettere, ragionare, cambiare.
Io no, Dio può! Più di una volta, dopo aver scritto una predicazione ed averla “testata” sulla mia cavia preferita (mia moglie), mi sono chiesto: “Ma perché ho scelto questo brano, o questo tema?” La risposta della “cavia” è sempre la stessa: “Tu non lo sai, ma Dio si!”

Sto forse dicendo che Dio parla attraverso la mia voce? Sinceramente, per quanto possa stupirmi, per quanto possa sentirmi inadeguato, piccolo, impreparato, per quanto possa sentirmi indegno, la risposta è “SI!”.

Ma, se tu sei credente, questo vale anche per te! Dio parla attraverso la tua voce, attraverso i consigli che dai ai tuoi amici, attraverso i versetti che citi o che scrivi sui segnalibri e che distribuisci a chi ami.

Quante volte ti è capitato di dare un consiglio a un amico o a un'amica e vedere che quello era proprio azzeccato per la sua situazione, e magari riflettere che, cinque minuti prima, non avevi la più pallida idea di cosa avresti detto? Da dove credi derivi quell'improvvisa saggezza?

Dio parlava attraverso di te; e non c'è nulla di arcano o di soprannaturale in questo. Dio stesso ci ha progettato per servirlo come suoi altoparlanti; non è merito nostro, non possiamo portarlo suo petto come una medaglia

Paolo dice in 1° Corinzi:

“e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.” (1 Corinzi 2:13)

Insegnanti dotati prestano voce alle parole che Dio vuole comunicarci; e più insegnamenti ascoltiamo, più possiamo sentire la voce di Dio che ci parla.

E' per questo che avremmo bisogno di ascoltare insegnamenti più di una sola volta a settimana, la domenica.

Nella nostra chiesa, oltre la domenica, abbiamo la cellula il mercoledì; sarebbe bene poter ascoltare di più, in cassette, in MP3, in radio, in televisione...

La realtà italiana dove viviamo è povera di questi materiali; qualcosa potrete trovarlo tramite internet se cercate “predicazioni + MP3”; non posso assicurare la qualità di tutto quello che troverete, ma è comunque una risorsa da utilizzare.

Sappiate che la nostra chiesa è in questo senso “all'avanguardia” avendo tutti o quasi i messaggi disponibili sul web. Per chi può connettersi, vale magari la pena di “ripassare” qualche vecchio messaggio audio, alzando il volume nel frattempo che stirate o spolverate

Per chi non è connesso, metto a disposizione la mia nastroteca personale; piuttosto che entrare in macchina ed ascoltare per l'ennesima volta il solito nastro di Eros Ramazzotti tra Montefiascone e Viterbo, perché non provi ad ascoltare un messaggio? Dio potrà così continuare a parlarti tramite dei bravi insegnanti durante tutta la settimana!

3) Dio ci parla attraverso idee

Quando Dio mette un'idea nella nostra mente noi la chiamiamo “ispirazione”: “Ero ispirato! Ho avuto un'idea creativa!”

Da dove pensi che venga quell'idea creativa? Viene, per l'appunto dal Creatore! Dio è il Creatore! Quando Dio ti ha creato ha detto queste esatte parole

“Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza “(Genesi 1:26)

Tu sei stato fatto a immagine del Creatore, ed egli ha messo in te parte della sua unica capacità di “creare” dal nulla; tu sei differente da tutti gli altri animali che sanno anche “creare” ma sempre dal concreto (un utensile da un'osservazione o da un'esperienza, per esempio).

Tu sei capace di creare dal nulla, dall'astratto, perché Dio ha messo in te una capacità di ricevere messaggi da lui, chiamata “ispirazione.

Attenzione, perché questa capacità di creare dal nulla e di ricevere ispirazione è spesso sfruttata da Satana, il quale invia allo stesso modo messaggi... mai positivi, sempre negativi: che in questo caso le chiamiamo “tentazioni”.

Giovanni 14:26 dice:

“ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare (sottolineate questa parola) tutto quello che vi ho detto.” (Giovanni 14:26)

La frase tradotta con “farà ricordare” nell'originale greco sta a significare “metterà nella tua mente”. E' Dio che mette nelle nostre menti le sue idee, le sue intuizioni; è Lui che ci dà queste emozioni istintive.

Ora sai che gran parte delle tue idee più brillanti non erano le tue idee, ma appartenevano a Dio. Non puoi più sentirti fiero, ma nemmeno frustrato, perché il tuo Creatore ha deciso di darle PROPRIO A TE!!!! Sei benedetto!!!!

Dio ti ama, si preoccupa di te, ed è interessato anche al più piccolo dettaglio della tua vita; rilassati, non devi essere sempre brillante di tuo, perché Dio interverrà e ti parlerà tramite le idee creative.

Purtroppo c'è una grande confusione sulla maniera di ricevere queste idee da Dio, e la prossima settimana avremo un intero messaggio su questo; vedremo come ricevere ispirazione ed idee da Dio, quindi vedremo come valutare se queste ispirazioni sono realmente da Dio o più semplicemente il frutto di troppi dolci la sera prima.

Ma nel frattempo vi basti sapere che esistono due estremi che è bene evitare: il primo è l'atteggiamento “razionale” il secondo quello “mistico”.

Il razionalista nega che Dio possa mai parlare alla nostra mente, dicendo che Egli parla attraverso la Bibbia e che non ci manda mai alcuna idea.

Il mistico dice invece che ogni cosa che lui pensa è ispirata da Dio.

Effettivamente, sono molto dispiaciuto per entrambi questi individui.

Il primo che dice “Dio non mi dà mai alcuna idea” si priva dei consigli, della consolazione,della cura, dell'interesse, della sfida e della guida di Dio nella sua vita.

All'altro estremo abbiamo chi crede che ogni sua idea provenga direttamente da Dio: “Dio mi dice di fare questo”.

“Dio mi dice di lasciare mia moglie e mio figlio per unirmi a quella chiesa” (non sto scherzando, alcuni di noi conoscono una persona che lo ha fatto davvero!).

Era Dio che parlava o era l'io? Per quanto possiamo cercare di essere sensibili alla voce che Dio ci manda tramite le idee, dobbiamo sempre sottometterla a un test.

Domenica prossima ne parleremo più approfonditamente, ma il principio è questo: deve SEMPRE essere in accordo con quello che dice la Bibbia.

Abbiamo già detto che le idee che vengono da Dio le chiamiamo ispirazione, quelle che vengono da Satana le chiamiamo tentazione; quelle che vengono dall'io suggestione.

Non tutto ciò che riceviamo è da Dio, ma possiamo sapere rapidamente se è suggestione, tentazione o ispirazione.

Supera la “prova Bibbia”? E' in accordo con la Parola che Dio ha scritto in essa?

Dio dunque ci invia sue idee utili per le nostre vite; per alcuni, me compreso, uno dei momenti migliori per ricevere le idee da Dio è il sonno.

Come sapete molte delle mie predicazioni sono frutto di ispirazioni ricevute durante la notte.

Giobbe dice così:

(Dio) parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti” (Giobbe 33:15-16)

Perché Dio ci parla tramite i sogni? Perché nel sonno siamo rilassati, nulla ci distrae, le nostre difese si abbassano.

Spesso quando vado a letto, l' ultimo pensiero cosciente è una domanda o una richiesta al Signore. La gran parte delle volte mi risveglio senza che nulla abbia attraversato la mia mente che possa essere chiamato “ispirazione”. Ma talvolta accade che riceva un versetto, o un'illustrazione, o un tema su cui costruire un insegnamento.

Se non lo hai mai sperimentato, e lo desideri, prova a chiedere qualcosa a Dio prima di addormentarti; è possibile che non succeda nulla come pure che Egli scelga un sogno per farti sentire la sua voce.

Ma, anche in questo caso, devi far passare il tuo sogno attraverso la “prova Bibbia” di cui abbiamo parlato prima per sapere se esso era da Dio o dai peperoni che avevi mangiato la sera prima.

4) Dio parla attraverso la sofferenza

Forse può sembrati una strana via di comunicazione, ma è stato detto che Dio sussurra nei giorni di sole ma grida nella tempesta.

La realtà è che a nessuno di noi piace il cambiamento; e anche Dio lo sa. Sa che non cambiamo quando vediamo le fiamme ma quando sentiamo il calore.

Abbiamo paura di cambiare e non cambiamo sino a che il dolore diventa più grande della nostra paura di cambiare.

Dio è cosi ansioso di parlarti e così desideroso di avere un rapporto personale con te tramite il quale amarti ed essere amato, essere capace di parlare con te di qualsiasi cosa, che può arrivare fino a questo per attrarre la tua attenzione.

Proverbi 20: 30 dice:

“Le battiture che piagano guariscono il male; e così le percosse che vanno in fondo al cuore.” (Proverbi 20:30)

Otto anni fa facevo parte della chiesa di Monterosi; predicavo una decina di volte l'anno, partecipavo attivamente alle riunioni e gestivo il giornalino della chiesa. Dopo cinque anni dal mio arrivo in quella comunità ero uno dei suoi “responsabili”.

Avrei dovuto essere soddisfatto; stavo lavorando attivamente per il Signore... ecco il problema; stavo “lavorando”, stavo “faticando” come si dice a Napoli. Non c'era più gioia, sentivo quello che facevo come un peso; nessuno aveva scelto quel ritmo di lavoro se non io. In una parola, stavo avvicinandomi ad essere “cotto”. Non vedevo più il “fine” di quello che stavo facendo

Poi, in un incidente banale, è morto mio padre; lui era per me il “consigliere saggio” a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Non mi sono mai sentito così “solo” e bisognoso di affetto, spaventato dal non poter più contare sui suoi consigli.

Ma, proprio in quel momento doloroso, ho visto il “perché” stavo lavorando per la mia chiesa.

In quei mesi ho avuto persone che mi hanno aiutato in ogni cosa; dal confortare mia madre disperata al guardare Matteo piccolo; dall'accompagnarmi negli uffici per le varie carte da preparare, al telefonarmi quasi ogni giorno per confortami, farmi sentire amato, farmi sentire desiderato ed importante.

Ecco perché stavo lavorando! Perché la chiesa è questo!

A distanza di anni, se riguardo indietro, vedo che Dio aveva colto il mio sommo dolore per insegnarmi che quello per cui lavoravo non era “lavoro” ma il “SUO” lavoro, l'edificazione della SUA chiesa locale, quel corpo che ora mi stava dando amore, affetto, sostegno.

Dio può usare anche il dolore per risvegliare un animo assopito.

  • Perché è così importante sentire la voce di Dio?

1) Mi assicura che faccio parte della famiglia di Dio

La prova che tu conosci veramente Gesù e che hai un rapporto con lui è che tu senti la voce di Dio. Gesù ha detto :

“Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me ...Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono” (Giovanni 10:14, 27)

Se non hai mai, in nessun caso e in nessun momento, percepito che Dio ti stesse parlando, faresti bene a riflettere in chi e in cosa stai credendo; Gesù afferma che coloro che sono suoi possono sentire la sua voce, capirla e seguirlo.

All'inizio forse è più difficile capire se realmente ti sta parlando o no, ma col tempo diventa sempre più facile, perché col tempo impari a riconoscere in maniera inequivocabile la Sua voce.

Quando io chiamo Matteo e Benjamin, non è che tutte le volte debbo dire: “Matteo, è tuo padre che ti parla, vieni a pranzare!”; semplicemente Matteo conosce la mia voce e sa che sono io che lo chiama per pranzo. E viceversa, quando Ben o Matteo mi chiamano, non debbono specificare ogni volta: “Papà , è tuo figlio Benjamin che ti chiama!”.

Conosco la sua voce come lui la mia, perché esiste un rapporto costante e quotidiano tra noi due. Se pensi che la comunicazione tra te e tuo Padre sia scadente, è probabile che tu non ti stia impegnando quotidianamente a parlare con lui e ad avere un rapporto, così come faccio io con i miei figli. Il mio consiglio è prima di pregare tuo Padre dicendogli “Signore, io voglio parlare con te, e voglio che tu mi parli” e poi di dedicarti quotidianamente a sviluppare un rapporto con Lui.

Se invece continui a riservare a Dio soltanto l'ora e mezza in cui siedi in questa sala, avrai una “religione”, non una relazione.

Sappi che il cristianesimo è tutt'altro che una religione; è una relazione tra due persone, te e Gesù. Dio si è fatto uomo in lui proprio per scendere da lassù e venire ad incontrarti; e non ha fatto mezza strada, ma l'ha fatta tutta, è sceso fino a te, che non ti sei mai mosso da qui, pur di avere una relazione con te.
C'è una persona che viene tutti i giorni al mio negozio eccetto la domenica; si chiama postino. Io lo so riconoscere tra altri, so il suo nome, lo saluto ogni giorno e ci scambio qualche battuta divertente. Qualche volta mi porta anche dei regali... ma non lo “conosco”; lo “riconosco” ma non lo “conosco”, questa è la differenza.

Per Gesù vale lo stesso; forse lo riconosci tra altri, lo saluti di tanto in tanto, ci scambi qualche battuta e forse ti ha fatto dei regali... ma lo “conosci”? Hai un rapporto quotidiano con lui? Gli parli TUTTI I GIORNI?

Molte persone pensano che Dio parli esclusivamente ad una casta eletta di super-santi, come pastori, predicatori, insegnati. Posso farti una domanda? Se tu fossi padre , o madre, e avessi più figli, con quali di loro parleresti?

Parleresti solo col più brillante, col più intelligente, o con tutti?

Dio parla a tutti i suoi veri figli, senza distinguere che siano credenti da un giorno o da ottanta anni, che siano seduti per la prima volta sulla sedia di una chiesa o che siano alla loro duemilacinqucentesima predica.


2) Mi protegge dagli errori.

La Bibbia afferma in Giobbe::

“(Dio) Parla nel sogno, visione notturna,quando cade il sopore sugli uomini e si addormentano sul loro giaciglio;apre allora l'orecchio degli uomini e con apparizioni li spaventa, per distogliere l'uomo dal male e tenerlo lontano dall'orgoglio, per preservarne l'anima dalla fossa e la sua vita dalla morte violenta.” (Giobbe 33:16-18 CEI)

Personalmente posso dirvi che gran parte degli errori che ho commesso in questi anni nella conduzione della chiesa sono tutti merito mio, ma che altri errori sono stati evitati dal Signore che talvolta mi ha sussurrato “no, non farlo”, altre volte mi ha gridato “MA SEI SCEMO?”.

D'altro canto, delle poche cose buone (rispetto agli errori) che ho fatto, per ciascuna Dio mi ha detto, “OK, lo puoi fare”; qualche volta mi ha detto “TI SERVE UN CALCIO PER METTERTI IN MOVIMENTO?”.

Quando dovete prendere una decisione importante nella vostra vita, chiedete a chi la vita ve l'ha data; Lui è più esperto di qualunque altro, e vuole proteggervi dagli errori.

3) Il segreto per una vita produttiva è ascoltare a Dio in ogni momento.

Più dipendo dalla guida di Dio, più ho successo nella vita; e una vita di successo per un figlio di Dio è conoscere il Suo volere e rimanere al centro di esso.

Se vuoi essere efficace, sintonizzati sulla lunghezza d'onda di Dio ed ascolta ciò che ti dice di fare.

Dio parla, e vuole parlare proprio a te, anche se non ci credi, anche se non ti senti pronto, o degno, o capace. Questi che abbiamo visto sono i quattro modi più comuni con cui Dio ci parla, ma ce ne sono molti altri, e forse tu stai pensando proprio in questo momento che mi sono dimenticato quel modo speciale con il quale lui ama di parlare a te.

SE hai altri modi di comunicazione, va bene; l'importante è che tu sappia che Dio parla, e che vuole parlare con te, perché tu gli interessi, perché tu sei importante per Lui.

Egli ti ha creato non per occupare un posto fisico sulla terra, ma per occupare un posto spirituale nel suo cuore, per sentirsi bruciare d'amore per te e per sentire la tua voce che gli parla e vedere i tuoi occhi mentre lo ascolti.

Forse Dio ti ha parlato proprio oggi, forse con le mie parole (che in questo caso, non sono “mie”), forse con uno dei brani che abbiamo letto.

Cosa ha da dirti oggi Dio? TU lo sai, come pure Dio che ti ha parlato; è fra voi due. Fa parte della relazione che avete voi due e che vi rende uniti.

Ebrei 3 dice:

"Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione". (Ebrei 3:15)

E non importa se è da tempo che non ascolti più la sua voce; Dio è lì al tu fianco, e vuole iniziare o tornare a farsi una bella chiacchierata col suo figlio o con la sua figlia amatissima. Non indurire il cuore. Non indurirlo, ma aprilo a Lui.

Al termine di questo messaggio, voglio pregare per voi; VI chiedo di chiudere i vostri occhi e di ascoltare queste parole.

Forse oggi c'è qualcuno tra noi che soffre. Forse alcuni sono depressi, o forse sono ansiosi. Forse c'è una malattia fisica, o forse c'è una situazione finanziaria traballante. Forse è il tuo matrimonio a preoccuparti, o forse sei solo stanco o stanca dal lavoro. Forse qualcuno si sente solo, e lo è da troppo tempo, tanto da dire “non ce la faccio più.

Dio sta cercando la tua attenzione. Serviranno forse dei cambiamenti nella tua vita e Lui ti aiuterà nel farli; ma devi avere una relazione con Lui.

Un rapporto che forse si è raffreddato, o forse non è mai veramente iniziato.

Vuoi pregare con me questa preghiera nella tua mente?

“Gesù, so che tu vuoi avere una relazione con me. Io desidero che tu mi parli. Aiutami a leggere ogni giorno la Tua Parola. Aiutami a partecipare agli eventi della mia chiesa e a trovare il modo di ascoltare durante la settimana altri insegnamenti. Aiutami ad aprire la mia mente alle idee che tu mi vorrai suggerire. Aiutami a vedere come ogni dolore possa portarmi più vicino a te. Oggi, Gesù, voglio aprire la mia vita a te e chiederti di essere l'organizzatore di essa, di condurmi, di guidarmi, di salvarmi.”

Se hai pregato assieme a me questa preghiera, e se l'hai fatto con tutto il tuo cuore, allora Dio ti ha ascoltato. Sei all'inizio di un viaggio stupendo chiamato “vita in Cristo”. Sei all'inizio, alla riscoperta, o al perfezionamento della tua relazione personale con Cristo.

Se percepisci in te questo, non tenertelo per te; parlane con la persona che hai più cara nella tua vita; un amico o un'amica del cuore, tuo marito, tua moglie: “oggi ho deciso di camminare col mio amico Gesù”.
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03 agosto 2008

Come sentire la voce di Dio | 3 Agosto 2008 |



Uno dei fondamenti della fede cristiana è il fatto che Dio parla al suo popolo. Sono innumerevoli i passi dove viene scritto “...e Dio disse”. Il fatto di parlare direttamente è la dimostrazione che Dio vuole un rapporto personale con la sua creatura – tu, io, noi. Dio ha deliberatamente scelto di parlarci.

Tuttavia, esiste un problema nel comunicare; talvolta non ci si capisce; quando parlo con Janet, di solito accadono...possono accadere due cose; o non la sto ascoltando, o non capisco quello che ha da dirmi...Si dice si siano due cose che gli uomini devono capire circa le donne, ma il problema è che nessuno ha mai scoperto quali siano...

Comunque, personalmente sono scettico circa le persone che dicono di capire per filo e per segno quello che dice loro Dio. La mia personale esperienza è che Dio non manda e.mail, né fax, e che non c'è un telefono rosso con cui comunicare direttamente quando voglio con il mio Creatore, e spesso rimango al “buio” per giorni o mesi.

Altre volte, invece, Dio parla in modo così chiaro (con me usa i sogni) che non c'è dubbio che quella è la sua voce.

Qual'è dunque la differenza tra questi due estremi? La differenza sta nell'atteggiamento.

Gesù parla di questo in Luca 8:4-15: Leggiamo assieme il brano.


Luca 8:5-15 "Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. (6) Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. (7) Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. (8) Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". Dicendo queste cose, esclamava: "Chi ha orecchi per udire oda!" (9) I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola. (10) Ed egli disse: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano. (11) Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio. (12) Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. (13) Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro. (14) Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. (15) E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza.

Gesù parla di terreni in cui cade il seme, ma realmente sta parlando di atteggiamenti mentali verso la parola di Dio. Se osserviamo questi quattro terreni, che sono anche quattro atteggiamenti mentali, forse riusciremo a capire meglio i segreti per ascoltare il nostro Padre.

1.Debbo coltivare una mente aperta

Qual'è il primo terreno? Versetti 5 e 12:

Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono...Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.

Quali sono le caratteristiche di una strada di campagna? Principalmente sono due:

  • è battuta/dura
  • è stretta (soprattutto rispetto al campo)

Conoscete qualcuno con un atteggiamento da “strada di campagna” verso la Parola di Dio? Qualcuno duro e stretto, dove i pochi semi gettati non trovano nido ma vengono portati via rapidamente dagli uccelli? Qualcuno con una mente chiusa ed un cuore indurito, che non ascolta Dio perché dentro di se ha già deciso cosa fare e cosa dire in ogni situazione...

Anche io sono così, talvolta; non lascio l'opportunità al Padre mio di parlarmi perché, dentro di me, ho già deciso tutto, che sia bene o no.

Sono svariate le cause che provocano un tale atteggiamento:

  • L'orgoglio.
Talvolta penso: “ Non ho bisogno di Dio, posso farcela da solo, non voglio 'disturbarlo' per questo, so come fare da solo”... ogni volta che manco di pregare per qualcosa, automaticamente sto dicendo: “Non ho bisogno di Dio in questa cosa, posso gestirla da solo, posso correggere da solo il problema, posso risolvere quest conflitto da solo...non ho bisogno di Dio stavolta”. Questo si chiama orgoglio; non prego, non ascolto, non ricevo. Punto. Sono una strada riarsa e la Parola di Dio viene portata via dagli uccelli.

  • La paura.
“E se adesso mi dice di no? Se prego il mio Dio ed Egli mi dice che non è buona quella cosa che il mio cuore desidera tanto? O mi dice di perdonare quella persona che odio tanto? O mi dice di fare quell'altra cosa mentre io vorrei continuare a fare questa? Sono preoccupato che mi dica di rinunciare a quella cosa che mi diverte tanto. No, grazie Dio, meglio non rischiare chiedendo e ascoltando. Anche stavolta sono come una strada battuta dalle ruote dei carri e spazzata dal vento.
  • L'amarezza.
“Signore, perché proprio a me? Se tu mi ami, perché io? Come hai permesso che succedesse?” Ogni volta che veniamo feriti e che ci aggrappiamo alla memoria di quell'evento doloroso, ed ogni volta che ci domandiamo “Dio, perché?”, stiamo chiudendo l'antenna che ci fa percepire la frequenza radio di Dio.

Forse vi sembrerà strano o addirittura blasfemo, ma non tutto quello che succede al modo è la volontà di Dio. Si, avete capito bene: non tutto quello che accade è la volontà di Dio. C'è un detto che recita “non si muove foglia che Dio non voglia”. Beh, non è vero.

Nella creazione, Egli ci ha lasciato la libertà di scegliere, e concedendoci questo ha ceduto un po' della sua potenza alla sua creatura- noi-. Siamo liberi, anche di sbagliare. Il mondo così non è più perfetto come Dio lo aveva immaginato, ma è un mondo dove le libere decisioni di liberi esseri provocano contrasti, dolori sofferenze.

Se sei stato ferito, Dio lo è stato assieme a te; se hai provato dolori, Dio non ha deciso quei dolori, ma li ha sopportati assieme a te. Una volta una donna che aveva perso il suo giovane figlio mi disse: “Dov'era Dio quando mio figlio stava morendo?”. Ed io pensavo: “nello stesso posto dov'era mentre anche il suo di figlio moriva. Sulla croce.”

Puoi credere in Dio, ed essere stato ferito, ma non tagliarlo fuori dalla tua vita; saresti, ancora una volta, una strada polverosa e arsa mentre tutto intorno ci sono campi fertili e verdi.

Il primo passo per ascoltare la voce di Dio è di coltivare una mente aperta.

2.Debbo dare il mio tempo per ascoltare

Non so se capita anche a voi, ma una delle cose che mi manda in bestia è di aspettare che il mio computer “faccia qualcosa”, come aprire un file, salvarlo, modificare la foto che ho fatto, stamparla, connettersi ad internet o accendersi; e più compero computer aggiornati, più la mia frustrazione cresce perché la velocità non è mai abbastanza.

Viviamo in un mondo veloce, dove siamo sempre in fretta...in un mondo così, a Dio rimangono gli “avanzi” del nostro tempo per parlaci”.

Voglio che mi parli, ma diamine, che si sbrighi un pochino e che lo faccia dalle 14 alle 15 nella mia ora di pausa pranzo! Leggiamo i versetti 6 e 13:

Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. ...Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.

Un seme per poter germogliare, deve essere piantato in profondità, dove è protetto dall'arsura; se è troppo in superficie, viene bruciato dal sole. Possiamo essere anche noi così: superficiali, poco profondi.

Qualche volta ci può accadere di ascoltare la voce di Dio, di essere toccati da quella voce, di essere attratti e di iniziare a “germogliare” nella sua Parola...ma tutto rimane “superficiale”.

Non raggiunge profondità, rimane “sopra sopra”, perché non diamo a Dio il tempo di “sprofondare” nella nostra anima, di arrivare al centro di noi stessi.

“Marco, quanto mi ha toccato il tuo messaggio!” Bene... anzi MALE! Se ti ha “toccato” è ancora lì, sulla tua pelle; spetta a te spingerlo “dentro di te” al centro della tua anima, dova darà frutto... se rimane lì, sulla tua pelle, invece, durerà lo spazio di una giornata, forse nemmeno. E perché quel messaggio affondi dentro te, non bastano i minuti della pausa pranzo.

Da quanto sei “credente”? Da 1, 5, 10 o 20 anni? Quante ore di questi hai passato con Gesù? Quante davanti al computer o alla TV?

Il secondo passo per ascoltare la voce di Dio è dare il proprio tempo per ascoltare.

3.Debbo eliminare le distrazioni

A quanti di voi è capitato di ricevere una telefonata sul proprio cellulare mentre era sul treno, in discoteca, al supermercato nell'ora di punta la vigilia di Natale, o nel traffico di una grande città? Quanto abbiamo capito di quella conversazione? “Ciao, ciao...ti chiamo dopo che qui non si capisce un acca!”.

I rumori intorno ci disturbano se vogliamo ascoltare qualcosa; il nostro Signore ci ha dotato di due microfoni (le nostre orecchie) che, in gergo si chiamano “panoramici”, ovvero che assorbono i suoni da tutte le direzioni, invece di microfoni “unidirezionali” i quali basta puntarli verso una fonte sonora e ricevono i suoni emessi solo da quella tagliando fuori gli altri.

Per il nostro Signore funziona allo stesso modo; abbiamo una mente ”panoramica” e non “unidirezionale”, e per sentire la voce di Dio non è sufficiente volgerci verso di lui, ma bisogna anche eliminare tutti i rumori intorno per poter capire qualcosa. Leggiamo i versetti 7 e 14:

Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. ...Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.

Gesù ci dice che le distrazioni nella nostra vita sono come rovi pieni di spine che ci avviluppano, facendoci soffocare, e ci da tre esempi di queste distrazioni:

  • le preoccupazioni: sono la pressione della vita di ogni giorno. La parola originale greca “merimna” sta ad indicare qualcosa che tira verso tutte le direzioni a 360 gradi. Ti sei mai sentito così? Questa è la definizione “biblica” per preoccupazione; qualcosa che ti tira da tutte le parti e tu non sai da che parte andare per primo. E quando sei preoccupato non puoi sentire a voce di Dio, sei distratto.
  • Le ricchezze: possiamo essere più occupati a fare soldi o a ripianare debiti di quanto lo siamo ad ascoltare Dio.
  • I piaceri: non c'è nulla di male nel provare piacere. Dio ci ha disegnati e programmati per provarlo: ci ha dato il gusto per assaporare un buon cibo, l'olfatto per un buon profumo, il sesso...ma se diventano il centro della nostra vita, allora piuttosto che essere un bene diventano una mania ed una schiavitù, facendoci ammalare. La nostra giornata sarà scandita nella ricerca del cibo, o di quant'altro è il centro del nostro piacere.

Ci sono molti tipi di spine nelle vite di credenti o meno ed ognuno, facendo la propria lista, ne aggiungerebbe qualcuna e ne toglierebbe altre; ma qualunque siano le mie spine, esse mi impediscono di ascoltare la voce del mio Padre Celeste. Così come le persone intorno in treno o al supermercato, ci distraggono dall'avere un colloquio con Lui.

Ciò che devo fare è uscire dal treno, o dalla discoteca, trovare un posto silenzioso, e attendere che lui mi chiami; qualche volta accadrà, altre no, ma avrò la possibilità di ascoltarlo quando mi chiamerà.

Ora, una riflessione moto “teologica”: cosa serve per far crescere i rovi? Niente! Mentre per far crescere un fiore dobbiamo nutrirlo, innaffiarlo, curarlo, i rovi nascono a dispetto di tutto e tutti.

Ma una cosa è necessaria affinché possano crescere; l'abbandono, più o meno totale. Se per un po' non vado a tagliare i rovi alla fine del mio campo, nel giro di un paio di mesi prenderanno il sopravvento ed io dovrò faticare più di un pomeriggio per tagliarli e riconquistare quella parte di terreno.

Come per i rovi, se abbandono la mia vita con Cristo, se non prego regolarmente, se non leggo la Bibbia regolarmente, se non frequento gli appuntamenti di chiesa regolarmente , le distrazioni prenderanno il sopravvento sulla mia vita, e dovrò faticare un bel po' per riappropriarmi dello spazio che hanno conquistato in essa..

Il terzo passo per ascoltare la voce di Dio è eliminare le distrazioni.

4.Debbo cooperare con ciò che Egli dice

Dio parla alle persone che sono decise a seguire ciò che Egli dice; Egli conosce il nostro cuore, e non spreca parole se già sa che non saremo obbedienti alla sua voce.

L'ultimo terreno che Gesù ci mostra è quello di un cuore aperto e volenteroso: leggiamo i versetti 8 e 15:

Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno". ... E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza.

Questo è quello che vuole Dio da parte tua; se vuoi che Egli ti parli, ciò che devi fare è dire: “OK, Signore, sono pronto a fare quello che mi chiederai, che ne comprenda il perché o meno, che mi piaccia o no, che sia rischioso o no, perché so che è il meglio per me e che tu conosci meglio di me ciò che mi renderà felice.
Il quarto suolo è quello di colui (o colei) che sente la parola di Dio, e la spinge all'interno di se, al centro della propria anima.

C'è la pubblicità di uno shampoo che tenta di convincerci che noi abbiamo il diritto di lavarci i capelli, non perché dopo un po' fanno schifo, ma “perché io valgo”.

Vuoi che la tua vita valga? Vuoi che sia produttiva, realizzata e soddisfacente? Non fare lo shampoo, o meglio, fallo ma non ti aspettare che la tua vita cambi per questo. Piuttosto, segui quello che dice Giacomo :

Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. (Giacomo 1:22)

Se pensi di crescere perché vieni in chiesa, ti stai prendendo in giro; se cresci è perché ascolti la Sua voce, e la metti in pratica.

Stamattina vi voglio lasciare con una domanda, piuttosto che con un'affermazione: cosa farai come conseguenza della Parola che hai udito oggi? La Bibbia dice “non ascoltatela soltanto”.

Fai qualcosa! Spingi la Parola dentro di te, falla arrivare al centro della tua anima!

Nell'attimo in cui uscirai dalla porta di questa sala, ci sarà un uccellino pronto a rubare il seme di quello che hai sentito oggi; è il Diavolo.

Proverà a distrarti, ti farà pensare a tutto quello che hai da fare a casa, o a quella situazione non risolta con il tale o il tal altro, ti farà provare orgoglio, paura, amarezza, proverà a rubarti il tempo...

Se vuoi che la parola di oggi non ti abbia solo “toccato”, ma abbia inciso in te, abbia scavato un solco dove il seme possa essere protetto e nutrito, fa qualcosa! Potresti iniziare un Libro della Bibbia, oppure iniziare con un momento di riflessione quotidiana di 5, 10 15 minuti...scegli tu... ma fa qualcosa!

Spingi la parola di Dio all'interno di te. Spingila al centro della tua anima, dove possa portare il cento per uno, dove possa portare il frutto che il Signore brama di ottenere dal suo figlio amato.
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20 luglio 2008

Capire Giovanni 1 | 20 Luglio 2008 |

La parola del Signore è come una "formula 1"; possiamo essere solo appassionati, possiamo essere i meccanici della Ferrari, oppure possiamo essere i "Michael Shumaker" di essa...

Oggi proviamo a "aprire" il motore di un brano e a vedere cosa c'è dentro.

(File AUDIO 44 MB. Per comprendere meglio il messaggio, visualizzate o stampate l'immagine qui a fianco cliccando sopra di essa)
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  • Cosa ci dice il brano della natura di Gesù?
  1. Non può essere/rimanere nascosto (v.9)
  2. brilla come il sole (v.9)
  3. la sua luce rende possibile all'uomo di vedere( (v.9)
  4. è stato la causa della creazione (v.10)
  5. l'intelligenza suprema è divenuta un uomo, si è "abbassata” al nostro livello “animale” (v.14)
  6. ci ha fatto un dono svelandoci la verità senza aspettare nulla in cambio (v.14)
Il mondo tende a sminuire e nascondere la verità su Gesù, a renderlo uguale a tanti altri, ma è lui che ha creato il mondo e i suoi abitanti.
  1. E' solo lui la “VERA luce; non una luminescenza diffusa, che dà un po' di chiarore qua e là, ma una luce diretta e calda come quella del sole, e questa luce è venuta, incarnandosi in forma di un semplice uomo, con uno scopo; far vedere all''uomo la verità, svelandocela senza attendere nulla in cambio.
  • Cosa ci dice della natura dell'uomo?
  1. non è consapevole di Gesù (v.10)
  2. è stato creato da Gesù, ma non lo ha voluto accanto (v.11)
  3. non può tramite la sua volontà raggiungere Dio (v.14)
L'uomo, anche se è stato creato da Gesù, non lo riconosce; la creatura si è ribellata al creatore credendosi egli stesso capace di creare la propria fortuna. Ma ogni sforzo per innalzarci da nostro stato di “animali intelligenti” è destinato a fallire.
  • Come posso ristabilire il rapporto infranto con Gesù?
  1. Affidandosi a lui (v.12)
L'unico modo per ristabilire il rapporto con il proprio creatore è ripercorrere a ritroso la storia e tornare ad affidarsi/avere fede in Gesù
  • Cosa mi accade se mi affido a lui?
  1. Ho il privilegio/libertà di diventare figlio di Dio (v.12)
  2. Dio ha seminato in me il suo spirito (v.12)
  3. Dio mi dà una nuova nascita (v14)
Se ci affidiamo a Gesù, il seme che Dio ha seminato in noi sboccia portando il frutto di una nuova vita.
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13 luglio 2008

Avere fame, avere sete | 13 Luglio 2008 |


Avete mai avuto “fame”? No, non sto parlando del senso di languore che sentiamo alle 12,45 e che alle 13,30 già si è trasformato in una sensazione di “pienezza totale” specie la domenica...
Avete mai avuto sete? Non quella che potete estinguere aprendo il vostro frigo o entrando nel bar di fronte...

Nella nostra società avere fame significa essere passati davanti alla pizzeria “zi Gì” ed avere annusato l'odore che ne esce; avere sete significa aver  visto il giaccio girare all'interno della macchina per la granita da “Bilbao”...

Nel nostro mondo occidentale abbiamo perso il peso delle parole “aver fame” e aver sete”...

Ma, basta spostarsi in un altro continente, a un paio di ore di volo da noi, come l'Africa, e possiamo trovare ancora posti dove il reale peso di queste due frasi è ancora drammaticamente presente.

E lo era anche ai tempi di Gesù, in Palestina; in un passo famoso, quello che tutti conoscono come “il sermone sul monte” egli parla proprio di fame e sete a una moltitudine di persone che conosceva bene cosa significassero quelle due parole, perchè le vivevano quotidianamente nelle loro carni.

Leggiamo assieme da Matteo 5:6: 
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. (Matteo 5:6)

Come sempre, una piccola precisazione etimologica: la parola che qui viene tradotta con “beati” nell'originale greco in realtà è “essere pienamente soddisfatti” o anche “essere più felici”

Gesù parlava di fame e di sete a persone che probabilmente provavano spesso quelle sensazioni, le cui menti associavano a quelle parole il senso di dolore fisico e di vuoto...

Ma Gesù non è venuto per “quel” tipo di fame e di sete.; e quell'altro tipo di “fame e di sete” per cui egli è venuto, è terribilmente presente nel nostro mondo occidentale.

Madre Teresa ha detto che, se in India le persone muoiono per la fame fisica, in occidente le persone muoiono per la fame spirituale.

Noi tutti abbiamo fame spirituale dentro di noi, ma semplicemente non la chiamiamo così; usiamo frasi del tipo: “la mia vita è vuota” , “sono annoiato dal mondo” “sento che manca qualcosa alla mia vita”.

Inseguiamo la felicità, vogliamo essere pienamente soddisfatti... e non lo siamo? Perché? Semplicemente perché cerchiamo nel posto sbagliato.

  1. Non troveremo soddisfazione nei “piaceri”

Gran parte delle pubblicità di auto e di cibi ci mostrano un uomo o una donna che si diede soddisfatta sulla sua nuova BMW o che addenta il suo Magnum appena uscito dal frigo... e subito la sua faccia si illumina di piacere, gli occhi si socchiudono...

La Bibbia ci dice in Ecclesiaste:

Ogni cosa è in travaglio, più di quel che l'uomo possa dire; l'occhio non si sazia mai di vedere, e l'orecchio non è mai stanco d'udire. (Ecclesiaste 1:8)

Ed è così; la nostra macchina invecchia, ne esce un nuovo modello, il Magnum finisce... e abbiamo fame di nuovo.

2. Non troveremo la soddisfazione nel lavorare

Chi mi conosce sa quanto ami il mio lavoro e quanto non sappia farne a meno. Molti sono come me; cercano la soddisfazione nel lavorare sodo, ma giunti al culmine del successo, semplicemente si accorgono che non ne valeva la pena.

Dovremmo saperlo, perché anche questo sta scritto nelle nostre Bibbie:

Infatti, ecco un uomo che ha lavorato con saggezza, con intelligenza e con successo, e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non vi ha speso nessuna fatica! Anche questo è vanità, è un male grande. (Ecclesiaste 2:21)

3. Non troveremo soddisfazione negli averi

I miei due figli ricevono per Natale una grande quantità di giocattoli; mia mamma invece mi racconta che il suo regalo di Natale era una bambola di coccio e stoffa che le veniva data (sempre la stessa) il giorno di Natale per poterci giocare qualche giorno, prima di rimetterla via sino all'anno seguente.
I miei figli ricevono almeno venti volte di più di mia madre a Natale... ma sono venti volte più felici?

L'avere non riempie la nostra pancia spirituale; più abbiamo, più non siamo soddisfatti di avere.

Chi ama l'argento non è saziato con l'argento; e chi ama le ricchezze non ne trae profitto di sorta. Anche questo è vanità. (Ecclesiaste 5:10)

Come posso essere pienamente soddisfatto nella mia vita?Ci sono tre passi da fare, se vogliamo realmente arrivare ad esserlo.

1. Riconosci di cosa hai fame veramente

Cosa manca nella mia vita? Cosa non ho? Molte persone realmente non sanno cosa vogliono dalla loro vita. La Bibbia ci dice che siamo degli esseri spirituali creati da Dio per amarlo, per conoscerlo e per essere amati da lui

E' come se in noi, dentro di noi esistesse uno spazio vuoto fatto a forma di Dio e che può essere riempito solo da Dio, non da altro.

E se manca stiamo male, perché è come se mancasse in noi un organo vitale, un polmone, la milza, il fegato... e non posso sostituire il fegato con un rene, o lo stomaco con un polmone...

In Deuteronomio c'è un passo dove si dice:

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE. (Deuteronomio 8:3)

La fame interiore che sentiamo serve a “renderci umili”, a capire che abbiamo bisogno di Dio, e che non possiamo sostituirlo con nulla nella nostra vita.

Gli stessi problemi che abbiamo sono talvolta dei segnali luminosi con cui il nostro Padre cerca di attrarre la nostra attenzione su di Lui a dire; “Guarda, quello che tu realmente vuoi non sono i piaceri, né gli averi, né il lavoro. E' me che vuoi! Fammi riempire lo spazio che ho creato dentro di te con il mio Spirito, e allora sarai realmente soddisfatto! E' di me che hai fame veramente!”

2. Smettila di mangiare porcherie

In Australia cresce un tipo di felce che produce delle bacche dalle quali si può produrre una farina con cui fare del pane.

Il pane così prodotto ha anche un buon sapore, ma non contiene né carboidrati, né vitamine né proteine; chi ne mangia si sazia, ma in breve tempo comincia a deperire, fino a morire di fame Si sentirà pieno, ma non si sentirà mai sazio, continuando a mangiare, e a deperire sino alla morte.

Nel mondo ci sono molti cibi spirituali simili: cose che ci riempiono, ci fanno sentire pieni ma mai sazi, e che pian piano ci portano alla morte spirituale.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti! (Isaia 55:2)

E' tra l'altro interessante vedere come veniamo influenzati dalla comitiva con cui stiamo. Ad esempio, io non sono una persona che mangia molto, ma non mi mettete assieme ad un'altra persona che mangia molto durante un pranzo, perchè allora mi scateno e divento una “trebbia umana”!

La compagnia di altri influenza le nostre abitudini; è contagioso. Vuoi avere più “fame” per le cose di Dio? Allora, circondati di altre persone affamate delle cose di Dio come te. Anche la fame spirituale è contagiosa.

SE continui a frequentare persone che mangiano porcherie spirituali, anche tu mangerai porcherie spirituali.

3. Inizia a guardare a Cristo per essere soddisfatto

Gesù disse loro: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.... Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo". ..(Giovanni 6:35,51)

Il pane è un elemento essenziale; quando c'è un'emergenza e qualche popolazione si trova in pericolo di carestia, la prima cosa che si porta è la farina per fare il pane.


Gesù è un elemento essenziale; in questo versetto egli sta dicendo: “quello di cui hai bisogno in primo luogo sono IO! Tu puoi cercare qualsiasi altra cosa nella tua vita, ma IO sono il pane della vita, io sono essenziale, io sono quello di cui hai bisogno. Tu hai bisogno di me e non puoi fare a meno di me:”

Il nostro mondo è pieno di filosofie più o meno recenti che dicono “trova la forza in te stesso”, oppure “la felicità va ricercata in te stesso”.

E' più o meno come dire al tuo stomaco affamato: “datti da mangiare da te stesso”! Funziona?

Gesù ha anche detto :

chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna". (Giovanni 4:14)

L'uomo è fatto per oltre il 70% di acqua; se il pane era essenziale, l'acqua è indispensabile. Se possiamo sopportare la fame anche per lungo tempo, la sete ci uccide in poche ore.

(dai a ciascuno un bicchiere di acqua)

Ecco, ora avete il vostro bicchiere d'acqua; ci vediamo domenica prossima, e guai a chi di voi beve qualcosa oltre quello che avete in mano!

Sembra impossibile, ma il nostro comportamento di credenti talvolta è proprio così; sappiamo che Gesù è la fonte di vita eterna, ma ci costringiamo a berne qualche sorso, una volta ogni tanto, magari la domenica tra le 10,30 e le 12.

Magari quel sorso ci fa sentire abbastanza colpevoli per evitare di peccare, ma ci teniamo ben lontani dallo sperimentare Gesù nella nostra vita, in tutta la nostra vita, in ogni istante della nostra vita.

Molti di noi hanno sperimentato la fame e la sete per Cristo dei nostri primi momenti dopo averlo accettato come Signore delle nostre vite, ma poi ogni appetito si è smorzato. In ospedale, se un paziente smette di avere appetito, quello è un sintomo grave, è il sintomo che la sua salute sta peggiorando, non migliorando.

Altri non sono forse mai arrivati a questo, e sentono che il loro appetito per Cristo non si è mai elevato più di tanto; è probabile che troppi cibi/spazzatura stiano impedendo la tua sana fame di Cristo.

C'è soddisfazione nella tua vita? Sei “pienamente soddisfatto”, come dice Gesù in Matteo 5?

Quando è l'ultima volta che sei entrato in macchina, hai spento la radio, e hai parlato con il tuo Signore? Quand'è l'ultima volta che, entrando a casa, non hai automaticamente acceso la televisione? Se non dai spazio a Gesù per saziare la tua fame e la tua sete, troverai cibo/spazzatura altrove, e non starai meglio, ma peggio.

Vi prego di sottolineare nel foglio che avete tre parole: in Giovanni 6:35, sottolineate la parola “viene” e “crede”, ed in Giovanni 4:14 sottolineate la parola beve.
Tre parole: “viene...crede...beve”. Il problema con la fame e la sete è che non sono auto-estinguenti: non se ne vanno da sole, ma dobbiamo essere noi ad agire. Puoi avere fame, ed il tuo stomaco può brontolare, ma rimarrai affamato sino a quando non deciderai di agire.

Gesù ti dice: Io sono qui, sono qui per te; ma sei tu che devi accostarti, credendo a me e alla potenza che è in me di riempire la tua vita. Se tu fai ciò, allora io ti farò bere la mia acqua, e non avrai più sete, anzi, tu stesso diverrai una fonte inesauribile per altri che, come te, hanno provato la fame e la sete”

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. (Matteo 5:6)

La parola greca tradotta con “affamati” è “peinao”: in greco esistono due parole che si traducono con “affamati”.

La prima significa “ho un po' di fame...dammi un pezzo di pane”; la seconda, invece, significa “ho moltissima fame...dammi tutta la pagnotta di pane”

Indovinate quale parola ha usato Gesù qui? Gesù sta dicendo: “la piena soddisfazione è per coloro che dicono ' io voglio tutto di Dio, e voglio conoscerlo completamente. Non mi basta avere una qualche benedizione qua e là. Voglio che sia il centro della mia vita.”

Quella è la persona che giungerà in Cristo alla piena soddisfazione nella sua vita.

Avete mai avuto fame? Avete mai avuto sete? Non troverete pace a quella fame e a quella sete né nei piaceri, né negli averi né nel lavoro.

  • Riconosci che la tua fame è la fame di Cristo
  • Smetti di mangiare porcherie spiritali e cibati di Cristo
  • Inizia a guardare a Cristo per essere veramente soddisfatto

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati. (Matteo 5:6)
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