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venerdì, aprile 02, 2021

Quel venerdì che cambia la mia storia | 2 Aprile 2021 |

 Riflessioni del Venerdì Santo 
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Tempo di ascolto audio: 19 minuti

Il processo -  Matteo 27:11-14

Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli disse: «Tu lo dici». E, accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla.Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?»  Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto. …

Gesù, Pilato, i sacerdoti, le guardie. E' un tribunale atipico... ma è un tribunale. Ma Gesù non parla. Perché? Non è forse il Figlio di Dio? Non potrebbe chiamare angeli a liberarlo? 

Ma forse è perché aspetta che siano i lebbrosi, i ciechi, gli storpi guariti a proclamare chi lui sia...

Lasciamo siano loro a dire a Pilato chi è e cosa fa. Lasciamo che Pilato mostri Gesù dalla terrazza del suo appartamento a popolo: chi ha tanto ricevuto, saprà dire da chi lo ha ricevuto!

Gesù è condannato - Matteo 27:22-26

 E Pilato a loro: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?» Tutti risposero: «Sia crocifisso».  Ma egli riprese: «Che male ha fatto?» Ma quelli sempre più gridavano: «Sia crocifisso!»  Pilato, vedendo che non otteneva nulla ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente di questo sangue; pensateci voi». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora egli liberò loro Barabba; e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Ma come? Nessuno lo difende? Nessuno prova a spiegare tutto il bene che ha fatto?  Dove sono i lebbrosi che furono guariti? Dove i ciechi che ora possono vedere? Dove  tutte le persone che hanno mangiato il pane e il pesce sulla collina? Dove sono quelli che hanno seguito Gesù così facilmente quando  pensavano che sarebbe diventato il re degli ebrei? Eppure nessuno parla. Nessuna voce nella folla viene in difesa di Gesù. Gesù è solo.

Dove sarei stato io? Averi avuto il coraggio di parlare del bene che mi ha fatto? Avrei taciuto? O averi gridato “Crocifiggilo”?

Gesù è coronato di spine e deriso - Matteo 27:27-31

Allora i soldati del governatore portarono Gesù nel pretorio e radunarono attorno a lui tutta la coorte.  E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto; intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano, dicendo: «Salve, re dei Giudei!» E gli sputavano addosso, prendevano la canna e gli percuotevano il capo. E, dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto e lo rivestirono dei suoi abiti; poi lo condussero via per crocifiggerlo.

Ed eccolo, il figlio di Dio, coronato di spine, percosso, sputato. Quale sia stato per Gesù più grande tra il dolore fisico e quello spirituale non saprei. Chi lo sta maltrattando potrebbe aver ricevuti da lui salvezza eterna:  Isaia aveva detto:

“Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca.” (Isaia 53:7)

Gesù ha “lasciato”; ha permesso che lo umiliassero... Era nei piani. Era disposto sin dall'inizio a sopportare qualsiasi cosa, senza nessuna lamentela, per raggiungere uno scopo maggiore, più alto, eterno.  Questo è il “servire sino in fondo”. 

Io sono abituato a servire “fino a quando non fa male”, fintanto che so che c'è una via di ritorno, un'uscita... e tutto tornerà a come era prima.  Ma sarei disposto a fare un passo più in là,  a servire gli altri, anche anche se potrebbe non essere sempre facile o conveniente? Anche se potrebbe essere il mio ultimo atto?

La mia risposta fa la differenza tra un buon lavoratore, e un servitore: tra chi adempie ad un lavoro, e chi adempie ad una missione. 

Là nel cortile di Pilato vediamo un vero servitore.

Simone porta la croce - Luca 23:26

Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù.

Simone non era un discepolo: passava solo lì, era uno spettatore, e si trova a portare un peso non suo. Cosa avrei fatto io? Avrei tirato dritto, fatto finta di non capire i soldati, oppure avrei aiutato un uomo distrutto, a portare il suo peso?

È facile fingere di non vedere i bisogni, il dolore e la sofferenza intorno a me ogni giorno. È facile fingere di non sentire le grida di aiuto che provengono in molte forme da coloro tra i quali cammino ogni giorno.

È facile convincermi che sono troppo occupato, o troppo stanco, o ne ho già troppe nel piatto per essere coinvolti nella vita degli altri.

Gesù ha servito molti nella sua vita terrena... Simone è l'unico che serve Gesù nel momento del bisogno... anche senza essere un campione della fede.

Cosa farò io? Aspetterò di essere perfetto, o metterò a disposizione il mio tempo, la mia mente, i mie muscoli, quando sentirò un grido d'aiuto, quando vedrò un peso troppo grande da portare?

Gesù è inchiodato sulla croce - Marco 15:25-32

Era l’ora terza (le nove del mattino) quando lo crocifissero. L’iscrizione indicante il motivo della condanna diceva: «Il re dei Giudei».  Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.  E si adempì la Scrittura che dice: «Egli è stato contato fra i malfattori». Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Eh, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso e scendi giù dalla croce!». Allo stesso modo anche i capi dei sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l’uno all’altro: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso. Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!» Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

La croce non serviva solo a punire il colpevole; per quanto atroce fosse, i Romani avevano altri modi per finirla in più breve tempo. 

Ma serviva a scoraggiare chi guardava la morte in croce. Non c'era solo il dolore, ma anche lo scherno di chi passava e guardava. Tu morivi lentamente, mentre altri ti ridevano attorno.

Eppure quella croce era differente. Pian piano che Gesù moriva al mondo, io cominciavo a vivere! Quell'unica morte avrebbe generato miliardi di nuove vite per chi avrebbe scelto la croce come simbolo della propria vita.

Isaia aveva detto :

“Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:5)

Gesù muore - Marco 15:33-34, 37-39

All’ora nona (le tre del pomeriggio)Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lamà sabactàni?», che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»...Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito. E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. E il centurione che era lì presente di fronte a Gesù, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!»

All'improvviso la notte, il terremoto, la cortina del Tempio che si squarcia in due... 

Cosa significa?

Significa che nell'ora più buia della terra, Dio è di nuovo accessibile. C'è persino un romano che riconosce in Gesù qualcosa di molto più alto di un uomo: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!»

Il peccato sembra trionfare per sempre.... e invece è sconfitto per sempre. L'ultima parola non spetterà più a satana, ma a Dio. Quando guarderò la croce, quando capirò che su di essa non ci sono io, ma Suo figlio al mio posto, allora Egli si ricorderà del nuovo patto... ed io sarò salvo.

Sono vivo, a motivo dell'obbedienza di Gesù al Padre.

Paolo dice: “...trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.” (Filip. 2: 8b)

Gesù è sepolto - Matteo 27:57-60

Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che gli fosse dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò.

Cosa sta trasportando Giuseppe nella sua tomba? Il simbolo di una sconfitta, o quello di una vittoria? Gesù è solo un corpo martoriato da seppellire, oppure uno spirito libero che produrrà benedizioni su benedizioni da allora in poi?

Giuseppe non comprende che quel corpo straziato rappresenta il trionfo sulla morte. 

“Tetelestai .Tutto è compiuto Tutto è pagato” . Gesù non ha più bisogno di quell'involucro mortale; può tornare a Padre e sedere alla Sua destra ed intercedere per Giuseppe, per Simone, per le pie donne che stavano ai piedi della croce...  Per l'umanità intera che guarderà d'ora innanzi alla croce come simbolo non di morte, ma di vita eterna.

“Perciò il mio cuore si rallegra e l’anima mia esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro; poiché tu non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione.” (Salmo 16:9-10)

Fate questo in memoria di me – Luca 22:19-20

 Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.

Tutto questo è accaduto per firmare un patto, un nuovo accordo con Dio che nessun uomo avrebbe mai potuto firmare; un corpo spezzato ed un sangue versato che diventano ricordo indelebile di quel venerdì che ha trasformato la storia del mondo.

Accostiamoci agli elementi con riverenza, ricordando che Gesù è morto per sconfiggere la morte al posto nostro.

La gioia che verrà – Giovanni 16:19-22

Per tre giorni il mondo fu senza Gesù. Furono le pie donne a scoprire che Gesù non era più là. A loro fu riservato l'onore di essere le prime testimoni della potenza della resurrezione. Attendiamo questi tre giorni che ci dividono dalla Pasqua avendo fede nelle parole che Gesù ci ha consegnato prima di lasciarci:

“Gesù comprese che volevano interrogarlo e disse loro: «Voi vi domandate l’un l’altro che cosa significano quelle mie parole: “Tra poco non mi vedrete più” e: “Tra un altro poco mi vedrete”? In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia. La donna, quando partorisce, prova dolore perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia, per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana. Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia...».”

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