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28 aprile 2013

Come servire insieme | 28 Aprile 2013 |

Dio ci ha messo sulla terra non per occupare semplicemente spazio, ma per renderla un posto migliore. E possiamo raggiungere questo scopo servendolo insieme ad altri, formando una squadra unita dal suo amore.
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Dio non ci ha creati per vivere una vita egoistica, ma ci ha creati per far si che il mondo sia un luogo migliore. E vuole che lo facciamo servendo Lui: ricordate che la terra è la prova generale di quello che faremo per l'eternità.

Come posso servire Dio?

C'è un solo modo:  servire gli altri.

Ogni volta che usi il tuo tempo, i tuoi doni e i tuoi talenti, la tua energia, le tue risorse, la tua esperienza, quello che noi chiamiamo SHAPE (o FORMA: doni spirituali, cuore, abilità, personalità, esperienza) per aiutare qualcun altro, tu stai servendo Dio. La Bibbia chiama questo “ministero”.

Al contrario di molte chiese, noi crediamo che OGNI credente sia un ministro. Paolo afferma questo:

“Se veramente c’è in voi affetto e comprensione, allora fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Perché per servire Dio devo servire assieme ad altri?

Ci sono tre motivi:

1. Perché siamo una famiglia

“Ora davanti a Dio voi non siete più stranieri né ospiti, ma fate parte del popolo e della famiglia di Dio, come ogni altro cristiano.” (Efesini 2:19 PV)

Far parte della medesima famiglia di cui Dio è il padre è una cosa importante.

2. Perché abbiamo bisogno gli uni degli altri

Nessuno di noi possiede TUTTI i doni e TUTTI i talenti, ma assieme possiamo lavorare affinché l'intero corpo di Cristo, la chiesa, di cui ciascuno di noi è una parte, possa funzionare al meglio.

“Insieme formiamo il corpo di Cristo e, individualmente, ognuno di noi ha una funzione diversa da svolgere. Quindi apparteniamo gli uni agli altri, e ognuno ha bisogno di tutti gli altri.”  (Romani 12:5 PV)


3. Perché assieme facciamo di più

“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.” (Ecclesiaste 4:9)

Questo si chiama “lavoro di squadra”. Dio ti vuole usare, ma soprattutto vuole usarti in una “squadra”, soprattutto vuole che ti la smetta di pensare “io non ho un gran che da dare”, perché quello che tu non reputi un gran che:
  • a) è un dono di Dio
  • b) è una parte del lavoro che messo assieme alle altre parti crea l'opera di Dio.
Una squadra di rugby è composta da 15 giocatori e ognuno è indispensabile; ma bisogna avanzare tutti assieme ed arretrare tutti assieme per far si che non ci sia un “buco” dove l'avversario possa infilarsi.

Anche se ti sembra di non fare niente perché la palla è lontana da te, il tuo compito è di stare in linea con gli altri per non concedere  lo spazio agli  avversari di passare. E ci si sente fieri di far parte della squadra anche se non segni il punto, perché sei PARTE della squadra.

COSA SERVE PER SEVIRE COME UNA SQUADRA

Anche questa volta, i principi biblici non sii applicano solo all'ambito della chiesa: lo puoi applicare al lavoro, a scuola, in famiglia, ecc.

I. Per servire come una squadra serve...

FIDUCIA

La fiducia è la colla emozionale che ti fa restare vicino ai tuoi amici, alla tua famiglia, al tuo piccolo gruppo. Senza di essa non potrai ottenere quella relazione intima che Dio vuole tu abbia con le persone.

“Timòteo, custodisci con cura tutto quel che ti è stato affidato.” (1 Timoteo 6:20 TILC)

Paolo aveva avuto fiducia in Timoteo; gli aveva affidato dei compiti. Il primo passo per costruire una squadra è condividere le responsabilità. E' per questo che in chiesa Marco e Berni non fanno tutto, ma fanno poche cose. E in futuro ne faranno sempre di meno!

Nel rugby OLD, se non passo la palla dopo 20 metri mi fermano e mi danno punizione contro, perché TUTTI devono poter giocare, non solo alcuni.

Cos'è che devi avere il coraggio di affidare nella tua famiglia, al lavoro, nel tuo piccolo gruppo? Cos'è che devi avere il “coraggio” di passare ad altri? Sappi che la fiducia crea fiducia; se vuoi far crescere qualcuno devi affidargli alcuni dei tuoi compiti.

Come posso diventare una persona affidabile?

“Molti pretendono di essere leali, ma una persona fidata chi la troverà?” ( Proverbi 20:6)

1. Essendo costante

Gran parte delle persone non amano le sorprese: mia moglie l'ha scoperto di me nel peggiore dei modi, quando mi ha organizzato una festa a sorpresa per i miei 40 anni...e io ho evidentemente non ho gradito.

La costanza è una dote che quasi tutti apprezzano; è quella su cui si fonda il commercio; acquisire una fetta di clienti fedeli che ritornino costantemente e non amino cambiare.

La Bibbia ci dice che Dio vuole insegnarci la costanza servendo Lui:

“Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi” (Luca 16:10a)

Dio non ti sta chiedendo di essere costante in impegni gravosissimi, ma di esserlo in quelli “minimi”, quelli che affronti tutti i giorni, comportandoti sempre allo stesso modo (ovviamente, comportandoti “bene”).

2. Essendo riservato

Le persone si affidano a coloro che sanno tenere per se un segreto. Quello che si dice in famiglia rimane in famiglia, quello che si dice nel piccolo gruppo rimane nel piccolo gruppo.

“Chi va sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale tiene celata la cosa.” (Proverbi 12:13)

Fai pettegolezzi quando non sei né parte del problema né parte della soluzione.

3. Essendo vicino/a

Devi passare tempo con le persone per poter guadagnare la loro fiducia. Difficilmente diamo fiducia a chi non conosciamo.

“Un amico ti ama in ogni circostanza, è un fratello nel giorno dell'avversità.” (Proverbi 17:17 TILC)

Il tempo crea la fiducia, e la fiducia richiede tempo; si può perdere la fiducia in qualcuno molto rapidamente, ma ci vuole molto tempo per guadagnarsela. E per guadagnare fiducia devi passare tempo con le persone.

II. Per servire come una squadra serve...

EMPATIA

Empatia è quando tu riesci ad immedesimarti in ciò che vive e prova l'altro così come se stesse accadendo a te.

“Infine siate tutti di una sola mente, compassionevoli, pieni di amor fraterno, misericordiosi e benevoli.” (1 Pietro 3:8 ND)

Per avere una squadra che funzioni, tutti devono sapere cosa sta pensando l'altro in quel momento.
Allo stesso modo, come credenti dobbiamo sforzarci di pensare non come pensiamo noi, ma come pensa l'altro quando è sotto pressione. In questo modo:

  • eviteremo di giudicare l'altro. “Io avrei fatto così”,
  • l'altro si sentirà compreso,
  • e soprattutto non si sentirà in colpa per quello che prova.

Come posso avere empatia?

1. Rallenta

La velocità distrugge l'empatia: più rapidamente mi muovo, meno vedo. (aereo/treno/bici/piedi)

“Fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira.” (Giacomo 1:19)

Si stima che un uomo riesca a comprendere circa 650 parole al minuto; ma che allo stesso tempo non riesca a dirne più di 150 al minuto. C'è una distanza di 400 parole che molto tentano di colmare con “altro”: “Si ti ascolto” e leggo il giornale/guardo la tv, gioco col tablet... Molte volte mia moglie mi dice qualcosa prima di uscire, io rispondo “si cara!”... per poi accorgermi che non ho capito cosa voleva... quando è ormai partita!

2. Fai domande

“I pensieri umani sono come acqua  profonda; chi è intelligente sa attingerla.” (Proverbi 20:5 TILC)

A scuola  coloro che volevano dimostrarsi intelligenti non facevano mai domande...mentre coloro che facevano domande prendevano 8!

Allo stesso modo,  fai domande; vai oltre il “comestai – benegrazie”; se solo chiedi due volte quel “Come stai?”, vedrai che la risposta sarà differente. E non essere spaventato dal silenzio... aspetta!
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello”. (Gesualdo Bufalino)

3. Mostra l'emozione

“Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:15)

Empatia è più di dire :”mi dispiace” è mostrare che realmente ci dispiace.
C'è un solo modo di fare questo: guardare chi hai dinanzi non con i tuoi occhi... ma con quelli di suo padre, con gli occhi di Dio. E per fare questo devi pensare come pensa suo padre...

Leggi la Bibbia!

III. Per servire come una squadra serve ...

SPAZIO

“Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.” (Romani 12:18)

Fare spazio significa lasciare che l'altro possa esprimere se stesso, non aspettandomi che sia un mio “clone”, ma facendo il possibile, per quanto dipende da me... Ma tutto questo “se”.

Alcune volte, per quanto facciamo il possibile, non è possibile, perché abbiamo a che fare con esseri umani imperfetti e talvolta feriti.

Come posso fare spazio all'altro?

1. Dando spazio ai bisogni l'uno dell'altro

“Non dobbiamo cercare il nostro piacere, ma quello degli altri, in modo di fare il loro bene e di aiutarli a progredire nella fede.” (Romani 15:2 PV)


Potresti dire: “Io dovrei pensare ai bisogni dell'altro, quando non riesco a pensare neppure ai miei”?
Avresti ragione! Ma il fatto è che da soli non potremo mai provvedere ai nostri bisogni...ma assieme si!
E' per questo che Dio ha disegnato una famiglia speciale che si chiama chiesa!

2. Dando spazio alle idee l'uno dell'altro

“Chi è intelligente cerca di conoscere, chi è saggio è sempre pronto a imparare.” (Proverbi 18:15 TILC)

Sii pronto ad imparare nuove cose...e l'unico modo per imparare nuove cose è ascoltare le idee degli altri.

3. Dando spazio alle personalità l'uno dell'altro

“Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi.” (Romani 12:6 CEI)

A ognuno di noi sono stati doni differenti, e per esercitarli dobbiamo avere differenti personalità:
se uno ha ricevuto il dono di saper evangelizzare, gli sarà stata data anche la personalità estroversa per farlo. Se ha ricevuto il dono di sapienza, avrà anche la personalità calma e riflessiva per utilizzarlo, ecc.

Ricordiamoci che l'altro non è un nostro clone, e che siamo parti di un medesimo corpo ma con funzioni differenti.

“Dio ha dato ad ognuno di voi particolari capacità: fate in modo di servirvene per aiutarvi a vicenda, mettendo così al servizio degli altri i doni che avete ricevuto da Dio” (1 Pietro 4:12 PV)

4. Dando spazio agli errori l'uno dell'altro

“Siate sempre umili e gentili, pazienti l’uno verso l’altro, e sopportate i reciproci errori con amore.” Efesini 4:2 PV)

Hai mai pensato “ora che credo in Gesù non commetterò più i vecchi errori”? Si? Complimenti, sei in buona compagnia! Ci sei riuscito ? No? Complimenti, sei di nuovo in buona compagnia!

Siamo tutti peccatori bisognosi di grazia, non di giudizio, perché l'unico che ha il diritto di giudicarci è Dio, che ha semplificato il tipo di giudizio:

  • In Cristo = perdonato
  • Non in Cristo = condannato.

IV. Per servire come una squadra serve una...

MISSIONE

Per formare una squadra basta mettersi assieme. Ma per far durare una squadra c'è bisogno di altro:
c'è bisogno di avere una causa, uno scopo, una missione.

Lo scopo della mia squadra di rugby Old, non è solo stare assieme, giocare assieme, divertirsi assieme:
il vero scopo che la unisce sono i soldi che riusciamo a raccogliere per donare alla Croce Rossa o ai reparti pediatrici. Senza di quello avremmo già smesso da un bel pezzo.

Nella chiesa, nei piccoli gruppi, accade lo stessi: devi essere una squadra condotta da propositi.

“Fatemi davvero felice amandovi a vicenda e vivendo in perfetto accordo, collaborando insieme uniti da uno stesso sentimento, una stessa anima e uno stesso scopo.” (Filippesi 2:2 PV)

Sottolineate la parola “vivendo”: non è qualche cosa che può accadere una volta e via, ma deve diventare uno stile di vita, un “modus operandi”, devi metterci del tuo perché non viene naturale. Come?

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda.” (Ebrei 10:25a PV)

Semplicemente, non smettendo di fare quello che fate durante questi 40 Giorni: incontrarvi nelle case, studiare assieme la Parola di Dio, partecipare ai culti la domenica. Mantenendo questo avrai un gruppo che continuerà a imparare insieme, ad avere comunione fraterna insieme, a raggiungere gli altri insieme e a servire insieme. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché insieme è meglio.

Vorrei tornare brevemente sull'esempio della mia squadra: esso illustra cosa serva ad una chiesa e ai piccoli gruppi per rimanere sani e vitali: FARE insieme! LAVORARE insieme!

Sapete quando abbiamo problemi tra noi? Quando per un lungo periodo facciamo solo allenamenti e partite. Ma quando lavoriamo assieme per uno scopo (es. Torneo di VT) torniamo ad unirci ben oltre quella giornata.

“Ricordate sempre di vivere come si addice a dei veri credenti in modo che, sia che vi riveda o no, possa continuare a sapere che restate ben fermi in uno stesso spirito e che lottate uniti per la fede che nasce dal Vangelo.” (Filippesi 1:27 PV)

Lottare uniti per uno scopo rinsalda i rapporti tra di noi e rafforza la fede. Lottare uniti ci fa raggiungere mete che da soli non sono neppure immaginabili.

Quale è il tuo “sogno” per questa chiesa e per il tuo piccolo gruppo? Posso affermare con certezza che riuscirai, riusciremo a raggiungerlo SOLO se lavoriamo assieme come una squadra.

“Il SIGNORE disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare.” (Genesi 11:6)

Ma dobbiamo avere “una lingua sola; questo è il principio del nostro lavoro”. Se riuscirai a parlare la stessa lingua, avere gli stessi pensieri, nutrire gli stessi propositi di ciascun altro a cui stai seduto a fianco, allora “nulla impedirà di portare a termine ciò che intendiamo fare insieme”.

Sei pronto, sei pronta a far parte di questa squadra?

Conclusione

Io credo con tutto il mio cuore se continuiamo a costruire la nostra comunità e i nostri piccoli gruppi sulla reciproca fiducia, sull'empatia, dandoci spazio gli uni gli altri, la nostra missione di costruire una comunità grande, felice e che arrivi alle persone con Cristo in questa provincia sarà irrefrenabile.

Dio vuole usarti come parte di questa squadra: siamo pionieri, e il percorso non sarà facile; dovremo aprirlo a colpi di fede, Parola e preghiera. Comincia pregando questo nel tuo cuore:

“Signore io voglio che tu mi usi con quello che ho. Ovunque tu mi porti e qualunque sia il costo, io sono pronto o sono pronta; in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, in qualsiasi modo. Voglio imparare a servirti, ma lo voglio fare servendoti assieme agli altri. Con fiducia, empatia, dando spazio all'altro o all'altra, ma con la chiara missione di servire te. Usami per fare la differenza, Signore. Qualsiasi cosa serva, Signore; qualsiasi cosa serva! Nel tuo santo nome questo io prego. Amen."
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