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20 febbraio 2022

In Cristo puoi...essere perspicace | 20 Febbraio 2022 |

In Cristo possiamo essere perspicaci,  possiamo guardare con una vista moltiplicata,  avere un microscopio che ci faccia vedere anche quello che non vediamo, vedere perfettamente ed in profondità l'essenza delle cose che ci scorrono attorno. Non importa chi sei, che fai, da dove vieni. Serve solo di essere in Cristo.
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CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 12 minuti 
Tempo di ascolto audio/visione video: 35 minuti

Un motto popolare recita:  “Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere”. Sembra una battuta spiritosa... ma è spesso la nostra realtà di uomini e donne nel mondo.

Abbiamo orecchi per sentire ed occhi per vedere, sentiamo e guardiamo... ma ciò che i nostri sensi ci restituiscono vengono poi filtrati dalla nostra mente, distorti dalla nostra percezione delle cose... E, alla fine, vediamo solo ciò che ci fa piacere di vedere, quello che fa comodo a noi.

La stessa cosa può accadere nella nostra vita spirituale.  Vediamo la creazione di Dio; vediamo la croce e la salvezza in Cristo, vediamo come questa può cambiare e cambia  le nostre vite e le nostre reazioni.

Ma stiamo davvero vedendo?  Capiamo davvero cosa sta succedendo?  Sappiamo come filtrare tutte queste informazioni  di "grazia" e "perdono" e "vita eterna"? Paolo in Filippesi ci sta dicendo che possiamo:  possiamo essere “perspicaci”.

Perspicace: è una parola “difficile”, poco usata. Viene dal latino perspĭcax -acis  e dal verbo perspicio, che è un composto di spicio che significa guardare (è la radice del verbo italiano “spiare”) più il rafforzativo per: in matematica quando moltiplichi qualcosa metti il segno “per”.

Essere perspicaci è guardare con una vista moltiplicata, è avere una lente di ingrandimento, un microscopio che ci faccia vedere anche quello che non vediamo, è vedere perfettamente ed in profondità l'essenza delle cose che ci scorrono attorno.

Paolo afferma che in Cristo possiamo avere questo tipo di vista che va in profondità, un microscopio che analizzi il mondo mentre lo viviamo.

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Filippesi 4:8)

Come faccio a far funzionare il mio microscopio per vedere davvero la vita che vivo, e non essere un cieco con la vista?

Anche stavolta per capire cosa ci dice Paolo guarderemo ogni parola e cercheremo dove altro funziona nella Scrittura  e poi vedremo come possiamo essere persone che sono perspicaci.

1. Quindi -  λοιπόν loipon

Normalmente Paolo usa questa parola  per chiudere un insegnamento  su un'importante aspetto della vita di credenti e poi puntare l'attenzione su un'azione.

“Del resto (λοιπόν loipon), fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza.” (Efesini 6:10)

Nei precedenti versetti, dal capitolo 5 versetto 21 al 6 versetto 9  ha parlato di come imitare Cristo, del rapporto tra mogli e mariti, tra genitori e figli, tra lavoratori e datori di lavoro e di come indossare l'armatura del cristiano.

A conclusione di questo lungo discorso dice: “Loipon” ovvero “visto tutto quello che vi ho detto, questo è ciò che dovete fare: fortificatevi nel Signore”.

Altro esempio in 1 Tessalonicesi:

“Del resto (λοιπόν loipon), fratelli, avete imparato da noi il modo in cui dovete comportarvi e piacere a Dio ed è già così che vi comportate. Vi preghiamo e vi esortiamo nel Signore Gesù a progredire sempre di più.” (1 Tessalonicesi 4:1)

Loipon” ovvero “visto tutto quello che avete imparato, questo è ciò che dovete fare: Non fermatevi, anche quando vi pare di aver capito tutto. Continuate ad andare avanti, continuate a crescere, continuate a maturare.”

Perciò in Filippesi 4 Paolo sta dicendo: “Quindi, visto che, poiché siete in Cristo,  avete gioia, siete gentili, siete calmi,  allora...”

E inizia la sua lista di “tutte le cose ” che debbono riempire la nostra mente invece delle altre cose che normalmente la occupano in pianta stabile, invitandoci a dare lo sfratto immediato ad inquilini indesiderati per far posto agli inquilini che ci parlino di Dio.

2. Tutte le cose vere - ἀληθής alēthēs;

Paolo aveva già usato la parola in Romani:

“Anzi, sia Dio riconosciuto veritiero (ἀληθής alēthēs); e ogni uomo bugiardo, com’è scritto: «Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato».” (Romani 3:4)

Chi è per Paolo, l'unico che sia vero, veritiero, in cui c'è verità? Quello non può essere che Dio; tutto il resto è “fuffa”, “aria fritta” è un “correre dietro al vento” per dirla con le parole di Salomone in Ecclesiaste. Anche perché Geremia dice:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? (Geremia 17:9)

Il tuo cuore non dice sempre il vero... anzi, quasi mai... e non guarisce, anzi...

“Voi siete figli del diavolo.... Quando dice il falso parla di quel che è suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. quando mente, parla la sua lingua madre.” (Giovanni 8:44)

Quindi non puoi sempre fidarti del tuo cuore per la verità, neppure quando pensi che  sia un'idea luminosa:

“Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce.” (2 Corinzi 11:14)

Il suo schema è quello di ingannare gli eletti: sembrare luce, quando invece è tenebra. Quindi cerca di distorcere le verità nella tua vita.

Per cui Paolo dice: “Date lo sfratto nella vostra mente alle bugie di Satana, e riempitele con la verità di Dio”.

3. Ciò che è nobile -  σεμνός semnos

Paolo aveva menzionato la nobiltà a Tito parlando di come dovremmo apparire per gli altri man mano che passano gli anni:

“Ma tu esponi le cose che sono conformi alla sana dottrina: i vecchi siano sobri, dignitosi (σεμνός semnos), assennati, sani nella fede, nell’amore, nella pazienza” (Tito 2:1-2)

Semnos deriva dal verbo σέβομαι sebomai, che significa “adorare, essere devoti a”. Paolo sta dicendo che nella nostra mente  ci debbono stare cose di fronte alle quali ognuno si inchinerebbe, a cui tutti darebbero credito, che sono degne di essere adorate.

Dobbiamo dare lo sfratto a quelle cose che nessuno adorerebbe e darebbe credito, per far entrare quelle  davanti a cui tutti si possano inchinare e che tutti possano vedere come fonte di ispirazione.

4. Tutte le cose giuste - δίκαιος dikaios

Paolo con “giuste” non sta pensando alle cose esatte, corrette, ma alle cose che caratterizzano chi applica la giustizia alla propria vita; come Giuseppe marito di Maria, ad esempio:

“Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto (δίκαιος dikaios) e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente.” (Matteo 1:19)

O il padrone della vigna nella parabola di Gesù:

“...e disse loro: “Andate anche voi nella vigna e vi darò ciò che è giusto (δίκαιος dikaios).” (Matteo 20:4)

O quelli a cui pensa Gesù parlando con gli scribi e i farisei:

“Così anche voi, di fuori sembrate giusti  (δίκαιος dikaios) alla gente, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Matteo 23:28)

Ma cosa significa essere “giusti”, allora? Secondo questi versetti essere giusti significa: agire con grazia, essere inaspettatamente generosi, avere un cambiamento dentro e fuori piuttosto che solo fuori.

Paolo afferma che dobbiamo dare lo sfratto nella nostra mente a tutto ciò che non ci fa agire con grazia verso gli altri, a tutto ciò che ci impedisce di essere generosi, a tutto ciò che mette una barriera tra noi e gli altri rendendoci ipocriti In una sola frase, Paolo ci chiama a vivere la grazia di Dio quotidianamente.

5. Tutte le cose pure  - ἁγνός hagnos

Paolo aveva già detto ai Corinzi:

“Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo per presentarvi come una casta (ἁγνός hagnos) vergine a Cristo. Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità {e dalla purezza}(ἁγνότητος hagnotētos) nei riguardi di Cristo.” (2 Corinzi 11:2)

Il desiderio di Paolo per coloro che aveva discepolato era quello di presentarli puri a Gesù. E il suo timore era che quella purezza  che c'è in Gesù potesse essere messa in pericolo da Satana.

Ho detto puri, non perfetti. Ho detto puri, non senza errori. Ho detto puri, non senza peccato. Se sei in Cristo non sei perfetto, o perfetta, non smetti di fare errori, ma sei  senza colpa e pulito, e pulita perché Cristo si è accollato i tuoi peccati dinanzi al Padre.

Quando facciamo un passo fuori da Cristo  perdiamo la purezza,  diventiamo contaminati,  non degni di stare dinanzi a Dio,  impuri, perché ci allontaniamo dalla fonte che ci trasforma  in esseri puri dinanzi a Dio.

Nell'Antico Testamento nessuna cosa impura che fosse viva o meno,   poteva essere usato nel culto al tempio, neppure un oggetto, un utensile, in quanto non era presentabile a Dio: tutto doveva essere “purificato” prima, attraverso lavacri e abluzioni per poter entrare alla presenza di Dio; solo allora sarebbe stato adatto e presentabile.

Paolo non sta qui chiedendoci di “lavare” ciò che pensiamo, ma di cambiare i nostri usuali pensieri, di avere pensieri che ci spingano  a concentrarci  sulla santità di Dio, sul suo essere differente da tutto ciò che quotidianamente viviamo.

Questo significa cancellare gran parte delle immagini che questo mondo ci propone circa il sesso, il potere, il danaro.

In quest'epoca visiva forse è la sfida maggiore,  lo sfratto più difficile da fare, ma necessario secondo Paolo perché  se quei pensieri risiedono nella nostra mente  saranno capaci di influenzare il nostro comportamento.

6. Tutte le cose amabili - προσφιλής prosphilēs

In termini tecnici di chi studia la Bibbia  questo si chiama un “ hapax legomenon” ,  ovvero un termine che è usato una sola volta nelle Scritture  Nella Bibbia ci sono molte parole come questa.

Dobbiamo allora andare a cercare il concetto che esprime vedendo parole simili che abbiano la stessa radice.

La parola greca προσφιλής prosphilēs è composta da pros,  che significa “verso l'altro” e philes che significa “amore”; per cui προσφιλής prosphilēs significa "estendere l'amore verso un altro".

Più di una volta vi ho parlato delle sette parole con cui si parla di “amore” nel Nuovi Testamento: c'è l'amore Eros, quello romantico, fisico  e passionale, quello Ludus, l' amore giocoso e  per il divertimento, quello Storge, amore incondizionato di un padre o di una madre per i figli, quello Philautia, ovvero l' amore egoistico e per se stessi, quello Pragma: l'amore  di compagnia verso chi conosciamo.

Poi ci sono due tipi di amore particolari, quelli che più spesso incontriamo, e i più importanti: l'amore Agápe, quello totale, di Gesù, e l'amore Phileoo, quello che indica un'amicizia intima e autentica. ...

Gesù stesso parla di questi due tipi di amore durante l'ultima cena:

“Nessuno ha amore (ἀγάπη agapē) più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici (φίλος philos). Voi siete miei amici (φίλος philos), se fate le cose che io vi comando.” (Giovanni 15:13-14)

Paolo ci chiede di  “prosphilēs”  di "estendere l'amore verso gli altri", di dare lo sfratto a tutti i pensieri cattivi verso gli altri, e di far abitare nella nostra mente  lo stesso amore, la stessa amicizia intima e autentica  che abbiamo per Gesù,  estendendolo agli altri.

7. Tutte le cose di buona fama - εὔφημος euphēmos

Questo è un altro “hapax legomenon”, una parola usata una sola volta, e qui,  nel Nuovo Testamento.

Euphēmos è una parola composta da εὖ eu buona,  e . φήμη phēmē - fama.

“Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama (φήμη phēmē) si sparse per tutta la regione” (Luca 4:14)

Paolo chiede di dare lo sfratto a tutto ciò che non abbia una fama pari a quella di Gesù, di concentrarci sulle cose che siano allo stesso livello di importanza del sapere che Cristo è venuto per renderci liberi, redimerci, salvarci.

8. Quelle in cui è qualche virtù - ἀρέτη aretē

La parola ἀρέτη aretē deriva da ἄῤῥην arrhēn che significa, molto semplicemente, “un uomo capace di sollevare un peso”.

Pietro ci spiega:

La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù (ἀρέτη aretē)....Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù (ἀρέτη aretē), alla virtù la conoscenza...” (2 Pietro 1:3,5)

La virtù, la forza di sollevare  pesi, è presso Dio, che ce ne fa dono. Paolo chiede di fare posto nella nostra mente a questa forza alla capacità di sollevare pesi  che non è nostra,  ma ci è stata donata gratuitamente.

Quali sono le i cose eccellenti  che Dio ha fatto?  Cosa dà a Dio fama e alta stima?  Pensa alle cose che fanno una tale impressione nella vita degli altri  e che non possono fare a meno di prenderne nota ed esserne colpiti.  Quelle sono le cose che devi avere dentro i tuoi pensieri.

9. E qualche lode - ἔπαινος epainos

Letteralmente  epainos, non significa solo "lode", ma significa “una lode superiore” (epi = su, sopra + aineō = lode).

Paolo dice in Romani:

“...ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode (ἔπαινος epainos) proviene non dagli uomini, ma da Dio.” (Romani 2:29)

Paolo dice che se sei circonciso nel cuore se tu hai letteralmente tagliato via non un pezzo del tuo corpo, ma un pezzo del tuo vecchio io per far posto all'uomo nuovo in Cristo; solo allora la tua non è una semplice lode, ma è una lode superiore.

Sono così? Sei così?  Siamo così... soprattutto quando nessuno ci guarda? Paolo sta parlando qui di avere una vita tale che Dio  (e  Dio  vede e conosce tutto)  inizi a lodare ciò che facciamo e pensiamo

Quali sono i tipi di cose che farebbero dire a Dio: "Io  ti lodo per questo"?  Sono esattamente quelle che Paolo ha elencato: tutte le cose: vere, onorevoli, giuste,  pure, amabili, di buona fama,  virtuose, lodevoli.

Se le nostre menti fossero piene di questo tipo di pensieri Dio ci loderebbe in ogni istante, e potrebbe fare a meno di doversi ogni volta ricordare  che Gesù ci ha coperti con la sua grazia anche quando abbiamo le menti piene di tutt'altro.

Immagina per un solo attimo, è difficile lo so, ma immagina se, alzandoti ti imponessi, ogni mattina, di dare lo fratto a tutto il resto nella tua mente, e di riempirla con tutto questo! Come cambierebbe la tua vita? Come cambierebbe il modo in cui ti vedono gli altri?

E così arriviamo all'ultima frase di Paolo.

10. siano oggetto (dei vostri pensieri) - λογίζομαι logizomai

Il verbo λογίζομαι logizomai in realtà significa “fare un inventario”. Paolo sa come siamo fatti, perché conosce come lui stesso è fatto: sa che non ci verrà automatico di svuotare del vecchio  e riempire col nuovo. Allora ecco quello che suggerisce: “Fai un inventario di quello che hai nei tuoi pensieri”.


Quando io faccio l'inventario del materiale da riordinare al negozio, ho spesso con me una “check list” (quella che vedere qui è una recente), un foglio dove ho già scritto le cose  che voglio siano presenti sugli scaffali: “Questo ce l'ho.. (segno di spunta verde), questi anche, (segno di spunta verde) ..ah, questo mi manca (cerchio rosso)”.

Paolo ci chiede di fare lo stesso: “Pensieri veri... ce l'ho... onorevoli, pure... giusti... anche puri... mancano... amabili... mancano...”-

E non lo dobbiamo fare una sola volta: il modo del verbo tradotto con l'imperativo “siano oggetto” in greco è al presente imperativo attivo (ne abbiamo già parlato) e sta a significare “siano oggetto e continuino ad essere oggetto dei vostri pensieri.”: è un elenco, una check list che devo fare ogni giorno.

Conclusione

All'inizio vi ho detto che in Cristo possiamo essere perspicaci; possiamo guardare con una vista moltiplicata,  avere una lente di ingrandimento, un microscopio che ci faccia vedere anche quello che non vediamo, vedere perfettamente ed in profondità l'essenza delle cose che ci scorrono attorno.

Non importa chi sei.  Non importa quale sia la tua situazione,  o il tuo background o le circostanze, o le difficoltà.

Non importa il dolore, o la sofferenza,  o il lutto, o la disperazione,  o qualsiasi cosa sia che sta cercando di abbatterti in questo momento.

Se sfratti dalla tua mente tutto ciò che non è 

  • vero, 
  • onorevole, 
  • giusto, 
  • puro, 
  • amabile, 
  • di buona fama, 
  • virtuoso, 
  • lodevole.

Se lo farai ogni giorno vivrai così in Cristo  e avrai la sua prospettiva: .

“Infatti «chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo istruire?» Ora noi abbiamo la mente di Cristo.” (1 Corinzi 2:16)

Preghiamo.

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