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domenica, aprile 22, 2018

Perdonare come Dio mi ha perdonato – Introduzione | 22 Aprile 2018 |

Cosa significa "perdonare" per il mondo? E cosa significa per Dio? Ha a che fare con qualcosa che devo ricevere, o piuttosto con qualcosa che devo fare?
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Oggi iniziamo una serie di predicazioni sul perdono. Il perdono è, assieme alla croce, il centro dell'essere cristiani.

Siamo figli di Dio poiché Dio ci ha perdonato. Non siamo più sotto la legge che ci condanna ma sotto la grazia che ci salva perché abbiamo ricevuto il perdono da Dio.

Capire bene cosa significhi “perdono” è fondamentale per chi crede in Cristo

Vorrei partire da una domanda: cosa significa per voi “perdonare”; non mi riferisco al perdono di Dio verso di noi ma a quello più umano di tu che perdoni un altro o che vieni perdonato da un altro. Cercate di darmi una vostra definizione  tipo: ritornare assieme, cancellare il passato, ecc.

Le nostre definizioni di perdono sono “accurate”? Esiste un solo modo di perdonare, oppure ci sono più modi? C'è un modo che è migliore degli altri?

Quella che voglio fare con voi oggi, piuttosto che una predicazione, è una chiacchierata  di cosa significhi realmente perdonare.

Partiamo da un po' di etimologia: la parola italiana “perdonare” viene dal latino: “donare” = dare, concedere + il rafforzativo “per” = completamente” (esempio: qualcosa “perforato” è “forato completamente”). In francese in spagnolo e in portoghese la parola è la stessa.

In inglese la parola è “forgive”,  di derivazione germanica che non è altro  che la traduzione del latino: “give” = dare + “for” = completamente”. Questo è il modo in cui la società definisce il “perdono”: concedere all'altro senza limite, completamente.

Vedete che già c'è un concetto fondamentale: il perdono è qualcosa che riguarda soprattutto chi perdona: colui (o colei) che perdona “cede” qualcosa, dà qualcosa all'altro.

E nella Bibbia? Nella Nuova riveduta  la parola “perdonare” è presente 143 volte: 85 nell'AT e 58 nel NT.

L'Antico Testamento usa due parole : “salach”, che ha il solo significato di perdonare, e “nasha”, che significa anche, sollevare, elevare, far risalire.

Nel Nuovo Testamento a parola "perdonare"  è la parola greca aphiemi.  Significa liberare; lasciare andare; rilasciare, slegare;  per scaricare; o per liberare completamente.

Veniva usata quando un debito veniva cancellato, o  quando veniva sciolto un contratto,  un impegno o una promessa.

Una parafrasi moderna di questa parola greca  sarebbe semplicemente lasciar perdere!

Aldilà del fatto che Gesù ci chiede di perdonare  (e vedremo cosa significa nelle prossime predicazioni) quando perdoniamo qualcuno significa che  non abbiamo più il privilegio  di tenere le persone in ostaggio  per quello che hanno fatto in passato.

Per cui la Bibbia definisce il perdono non tanto come un atto di dare all'altro, ma come un cambiamento di posizione, tra noi e l'altro.

Quando perdoniamo “solleviamo” qualcuno, lo facciamo risalire alla nostra posizione dal basso.

Quando perdoniamo qualcuno, lo sleghiamo, tagliamo delle corde con cui lo abbiamo intrappolato.

E, vedete, qui già c'è il concetto che siamo noi, la parte offesa che ha creato delle corde, delle catene, per legare l'altro.

Vorrei vedere assieme a voi  tre diagrammi che ho fatto per rendere graficamente il processo che porta al perdono nella gran parte delle persone.

Gli antropologi (coloro che studiano i comportamenti umani) hanno individuato nove fasi che portano dall'offesa al perdono: vorrei commentarle assieme.

I diagrammi sono riferiti al perdono nell'ambito dell'amicizia e del matrimonio, ma funzionano anche in generale anche con le altre persone.



Un perdono vero secondo la società è quello che ristabilisce il rapporto attraverso la scalata della piramide dal basso verso l'alto.

Da qui capiamo perché spesso è così difficile perdonare. Il problema è  che molti si fermano a qualche livello della piramide. Dove si ferma il tuo perdono?

Su quale gradino della piramide  ti siedi normalmente? Forse alla “tolleranza”,   o al perdono condizionato ( (io ti perdono se...) o alla riappacificazione, o persino al perdono vero, ma non all'amicizia.

Sai perché è difficile perdonare? Perché scalare una piramide è faticoso! E' tutto in salita, la “gravità” lotta contro di te”. Ci vuole un gran dispendio di energie, e alla fine ti stanchi... e ti siedi su qualche gradino senza arrivare alla vetta.

Però, questo è lo schema del mondo. Esiste allora una maniera per fare meno fatica?

Fino ad adesso ti ho mostrato il TUO percorso per perdonare gli altri.

La Bibbia ci mostra un percorso differente, che parte da qualcuno che per primo ci ha perdonati. Anche tu ed io siamo stati perdonati da Dio. Allora, anche lui ha fatto la stessa piramide in salita?

C'è una strada più semplice, meno faticosa per giungere a perdonare.


Dio è partito dall'alto della piramide, ed è “sceso”: é partito dall'amicizia che una volta aveva con noi e che era stata interrotta  dalle nostre offese, e senza tenerne conto, ci ha offerto subito il perdono VERO.

Davide dice:

“Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe.” (Salmo 103:12)

Dio sceglie deliberatamente di “scendere” la piramide. Questo è quello che chiede anche a me e a te... perché sa che la via verso il perdono vero, non procede dal basso, non è fatta a gradini da salire (ci conosce, sa che ci stanchiamo  e che alla fine ci mettiamo seduti da qualche parte). Come figli amati,  ci chiede di fare come ha fatto lui.

Paolo dice ai Colossesi:

“Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi.” (Colossesi 3:13b)

Dalla prossima settimana per cinque settimane vedremo come la Bibbia ci da un modello attraverso il quale possiamo perdonare  senza dover necessariamente faticare e fallire dal  perdonare davvero.

Vedremo se perdonare  significa mettere in un cassetto, oppure bruciare il cassetto con tutto il mobile.

Vedremo anche la “fisiologia” del perdono, ovvero cosa accade nel nostro organismo a seconda che perdoniamo  o che teniamo in serbo il nostro rancore.

Ho detto che è più facile scendere la piramide, che ci vuole “meno fatica”. Questo non significa che per Dio sia stato senza un prezzo: lui non ha faticato a perdonarci, ma non è stato certo indolore.

“Mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo.” (Romani 5:10a)

Dio ci ha perdonato, è sceso verso noi... ma noi dobbiamo accettare quel perdono frutto della croce.


“A causa dei vostri peccati e della vostra vecchia natura corrotta, voi eravate morti, ma Dio vi ha dato la vita in Cristo.Dio ha perdonato tutti i nostri peccati,  cancellando l'atto di accusa contro di noi che è stato tolto di mezzo, inchiodato sulla croce.” (Colossesi 2:13-14 PV)



Dio è sceso per riappacificarsi con te, Dio ha superato tutte le fasi del perdono, te lo ha offerto gratuitamente per poter tornare ad essere  il tuo migliore amico.

Dio non ti accusa più per i tuoi peccati: ma neppure tu dovresti farlo, verso nessun altro. Chi è stato perdonato, perdona.

Preghiamo.

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