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domenica, febbraio 04, 2018

Affrontare la tempesta | 4 Febbraio 2018 |

Come affronti le tempeste nella tua vita? E, soprattutto, con chi le affronti?
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Nelle ultime quattro settimane  abbiamo parlato di gioia e di felicità e abbiamo detto che chi crede deve vivere nella gioia, ma che non sempre vive nella felicità.

La realtà è che molto spesso nelle nostre vite attraversiamo dei periodi veramente difficili, delle vere e proprie “tempeste” dove non sappiamo come  e se riusciremo a sopravvivere.

Siamo salvati,  siamo parte della famiglia di Dio,  abbiamo una casa in cielo... ma qua in terra le cose buttano decisamente al brutto. E essere discepolo di Gesù  non mi mette SEMPRE al riparo  dalle tempeste della vita

Cosa fai in queste situazioni? Come affronti le tempeste nella tua vita? E, soprattutto, con chi le affronti?

Sapete, nel Nuovo Testamento sono riportate due tempeste che hanno coinvolto i discepoli di Gesù. In entrambe le tempeste Gesù è presente: una volta è assieme ai discepoli, l'altra volta no. Oggi vedremo la prima tempesta.

“35 Quella sera, Gesù disse ai suoi discepoli: "Passiamo all'altra riva del lago".  36 Quelli allora, lasciata la folla, lo fecero salire in barca così com'era, e partirono insieme ad altre barche.  37 Ben presto si levò una terribile burrasca. Grosse onde cominciarono ad infrangersi nella barca, che in breve si riempì d'acqua, e stava per affondare.  38 Nel frattempo, Gesù stava dormendo a poppa su un cuscino. I discepoli lo svegliarono, gridando: "Maestro, non t'importa che stiamo tutti per affogare?" 39 Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma.  40 Poi disse ai discepoli: "Perché eravate così spaventati? Non avete ancora fiducia in me?"  41 I discepoli furono presi da una gran paura, e si dicevano l'un l'altro: "Chi sarà mai quest'uomo? Perfino il vento e il mare gli ubbidiscono!"(Marco 4:35-41 PV)

Voglio scoprire assieme a voi  cosa e come può aiutarci questo racconto ad affrontare le nostre tempeste. E vedremo che ci sono sei fasi distinte

Fase 1: “Così come era”

“Quelli allora, lasciata la folla, lo fecero salire in barca così com'era, e partirono insieme ad altre barche” (v. 36)

I discepoli fanno salire Gesù “così come era”  Che cosa significa?

Immaginatevi di chiedere ad un vostro amico  di fare un viaggio assieme nella sua macchina. e che lui risponda di si. E' probabile che gli chiederete:”Serve che porti qualcosa?” “No, vieni come sei”. Cosa state dicendo all'amico? “Non m'importa COME sei, ma m'importa chi sei.”

Che tipo di Salvatore ti aspetti?  Quali sono le caratteristiche che vorresti avesse,  per accettarlo nella tua barca.

Se accogli Gesù nella barca della tua vita, non importa cosa porti con se: non importa che si porti dietro delle “cose” (i riti, i pellegrinaggi, le statue, i santini) ma importa che LUI sia nella tua barca, non i santini o i rosari!

Notate bene: i discepoli hanno accolto Gesù nella barca quando il mare era calmo e il cielo azzurro.
Devi far entrare Gesù nella tua barca PRIMA che inizi la tempesta!

Fase 2: “Grosse onde”

"Ben presto si levò una terribile burrasca. Grosse onde cominciarono ad infrangersi nella barca, che in breve si riempì d'acqua, e stava per affondare."(v. 37)

I discepoli conoscevano da tempo Gesù, e avevano imparato che il fatto di stare con lui non li metteva al riparo da OGNI inconveniente delle loro vite.

Nei Vangeli non c'è traccia del fatto  che quando a pietro sfuggiva il martello  inchiodando le tavole della barca non provasse dolore se finiva sul dito! Però, c'è traccia di una febbre della suocera di Pietro sparita non appena Gesù era arrivato a casa.

Cosa significa questo? Avere Gesù nella barca  non è un'assicurazione totale che non ci accadrà nulla di male nella nostra vita.

Come uomini saremo soggetti alle  medesime leggi della fisica, per cui se cadiamo dalla bicicletta ci sbucceremo le ginocchia, se gira l'influenza è probabile che la prenderemo.

Cosa fai, quando nella tua vita vedi arrivare onde grosse? Ti occupi di chiedere aiuto a Gesù  e di  trovare una rotta con meno onde, se possibile, o ti preoccupi che le onde facciano affondare la tua barca?

Fase 3: “Maestro, non t'importa?”

“Nel frattempo, Gesù stava dormendo a poppa su un cuscino. I discepoli lo svegliarono, gridando: "Maestro, non t'importa che stiamo tutti per affogare?" (v. 38)

Gesù dorme a poppa su un cuscino.  I discepoli si “arrabbiano”  perché non fa nulla.

I discepoli conoscevano la potenza di Gesù:  la tempesta avviene molto dopo che i discepoli avevano visto persone guarite  demòni scacciati, morti risuscitati. Ma non avevano mai visto calmare una tempesta.

Sinceramente, mi sono domandato: “Stanno chiedendo a Gesù perché hanno davvero  fiducia che sappia farlo,  o è pura disperazione?” La risposta la vediamo tra un po'

Cosa fai, quando le onde  cominciano a riempire la barca della tua vita, quando preghi, e le tue preghiere  sembrano rimbalzare sul soffitto
e ricadere giù?

Gesù spesso sembra dormire, non fare nulla.  E noi ci arrabbiamo,  perché pensiamo che non veda e senta  quello che stiamo attraversando.

Gesù sapeva quello che sarebbe successo.  E sapeva anche quello che avrebbe fatto.  Lui non era preoccupato per i discepoli,  perché sapeva che loro avevano lui nella sua barca.

Se nella tua barca c'è Gesù,  la tua barca non può affondare.

Posso assicurarti, che se nella tua barca c'è Gesù, non affonderà.

Magari la soluzione  non sarà quella che tu hai in mente, ma la tua barca non affonderà.

Fase 4: "Silenzio! Calmati!"

"Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma." ( v. 39  ).

Gesù si sveglia e rimprovera il vento e le onde. E questo, secondo me,  è una indicazione chiara di come lui agisce.

Se fossi stato io, se qualcuno mi avesse svegliato nel bel mezzo di un pisolino, la mia prima reazione sarebbe stata quella  di mandare a quel paese chi mi aveva svegliato!

Gesù non lo fa! Non  sgrida i discepoli perché lo hanno svegliato.

Potremmo pensare:  “Beh, lui è Gesù, è morto per noi, la prima cosa che farà  sarà quella di confortare i discepoli, di dirgli :”Non vi preoccupate che ci penso io!”.

E invece no.  La prima cosa che fa  è quella di far cessare il motivo dello spavento:  un'azione piuttosto che parole di conforto.

Quando Gesù interviene nella tua vita  “lo vedi”, non “lo senti”:  i sentimenti potrebbero ingannarti,  potresti “non sentire” di essere salvato,  quando invece lo sei!

Fase 5: "Perché eravate così spaventati?"

“Poi disse ai discepoli: "Perché eravate così spaventati? Non avete ancora fiducia in me?" (v. 40 )

Gesù si gira, sorride, e gli dice: “Ragazzi, e che è? Ma che davvero eravate spaventati? Era solo vento! Vi pare che non sia capace di fermare il vento,  io che resuscito i morti?”

Attenzione però a una differenza sostanziale: Gesù “rimprovera” il vento, ma “dice” ai discepoli.
Ed è un bel po' è stupito  che non abbiano ancora capito chi lui sia e la sua potenza.

Gesù non li rimprovera per aver avuto paura,  ma gli chiede come mai avessero avuto paura  quando lui era nella barca con loro.

La paura, è un sentimento legittimo,  che Dio ha messo in noi per il nostro bene.  Per renderci prudenti in situazioni pericolose. Ma spesso usiamo la paura a sproposito,  invece di usare un altro sentimento che Dio ha messo in noi:  la fiducia in Gesù.

Avere fede non è aspettarsi una vita rose e fiori  (quella è superstizione, è cabala),  ma aspettarsi di ricevere l'aiuto  nelle tempeste che arriveranno nelle nostre vite.

Eravamo rimasti con una domanda in sospeso poco fa:  era vera fede che Gesù potesse calmare la tempesta,  o solamente “disperazione”? Vediamo la sesta fase per scoprirlo.

Fase 6: “Perfino il vento e il mare gli ubbidiscono!"

I discepoli furono presi da una gran paura, e si dicevano l'un l'altro: "Chi sarà mai quest'uomo? Perfino il vento e il mare gli ubbidiscono!"(v. 41 )

I discepoli si interrogano su chi sia  questo strano individuo  a cui obbediscono persino i venti e le onde.

Non era fede: era fifa!  Non era fede: era disperazione!  Ma la cosa straordinaria è che,  nonostante la fede fosse scadente,  l'essersi affidati a Gesù  ha provocato ugualmente il miracolo  nelle vite dei discepoli.

Gesù ci conosce,  sa i nostri limiti,  e sa che qualche volta la nostra fede è “corta”.   Come nel caso raccontato in Marco 9:14-29

Un uomo fra la folla rispose: "Maestro, ti ho portato mio figlio, perché è posseduto da un demònio che non gli permette di parlare. ... "Da quanto tempo è in queste condizioni?" chiese Gesù al padre. "Fin da quando era molto piccolo", rispose l'uomo. ...Ti prego, abbi pietà di noi e fa qualcosa, se puoi!" "Se posso?" disse Gesù. "Tutto è possibile per chi ha fede!"  Il padre esclamò subito: "Io ho fede, ma aiutami a superare i miei dubbi!" Quando Gesù vide che la folla aumentava, sgridò il dèmone, dicendogli: "Spirito sordo e muto, ti ordino di uscire da questo ragazzo e di non tornare mai più!"  (Marco 9:17-21 PV)

Gesù non agisce mai  in base alla quantità di fede che abbiamo,  ma in base alla presenza o meno della fede in lui.  Difatti, leggiamo in Matteo 17:20  il commento che egli fa ai discepoli  dopo questo miracolo,  quando gli viene chiesto  perché loro non erano riusciti  a scacciare il dèmone:

"Per la vostra poca fede", spiego loro Gesù. "Basterebbe una fede piccola come un granello di senape, e potreste dire a quella montagna: "Spostati!" E si sposterebbe. Niente vi sarebbe impossibile” (Matteo 14:20 PV)

La frase “poca fede” in greco è “apistia”,  che non significa “poca fede”,  ma “mancanza di fiducia”
 (pistis = fiducia + a = senza , si chiama “alfa privativo” :  tipo :a-morale = senza morale).

L'aiuto nelle tempeste della nostra vita  ci arriva non per la quantità di fede che abbiamo,  ma per la consapevolezza che Gesù è capace di agire.  Certo è che più abbiamo fede,  meno avremo paura,  perché sapremo affidare  tutte le nostre tempeste a Gesù  e attendere che Lui agisca.

Ma la frase che mi ha colpito di più,  è quella del versetto 36b.

C'erano altre barche

“partirono insieme ad altre barche”. (v. 36b)

Spesso tendiamo a concentrarci sulle nostre tempeste,  dimenticando che altri oltre noi  stanno attraversando la nostra medesima tempesta,  che sono anche loro in una barca  distante qualche metro dalla nostra,  che hanno le nostre medesime paure...  e che molti non hanno Gesù nella propria barca.

In quella notte, la “poca fede” in Gesù dei discepoli nella barca  provocò il miracolo della salvezza  anche per quelle barche che stavano là a fianco,  immerse nella medesima tempesta,  che videro dissolversi in un attimo

“e subito ci fu una gran calma”  (v. 38b)

Chissà quanti delle barche a fianco  avranno chiesto ai discepoli cosa fosse accaduto,  dando modo di testimoniare CHI aveva fatto tutto quello!

Conclusione

In che fase sei della tua vita?


1) Sei nella fase “così come era?” hai necessità di far salire Gesù anche se non sei pronto, anche se Gesù non porta le cose scintillanti  che altre religioni ti portano in dono? Sappi che non ti serve null'altro  se non la presenza di Gesù nella barca della tua vita.

2) Oppure sei nella fase “grosse onde”? Vedi avvicinarsi la burrasca,  l'acqua cominci a entrare, la barca ad affondare? Sappi che devi occuparti  non preoccuparti della tua vita.

3) O sei nella fase “Maestro, non t'importa”? Nella fase dove preghi  e nulla sembra succedere, Dio è silenzioso, Gesù addormentato?

Sappi che se Gesù sta dormendo nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.

4) Forse sei già nella fase “Silenzio, Calmati”, e il mare che voleva inghiottirti è diventato una tavola? E' ora di cominciare a testimoniare, perché altri che sono nelle onde possano provare quello che ora tu godi.

5) Stai sperimentando la fase “perché eravate così spaventati”? Gesù non giudica la tua paura, ma  vorrebbe che tu provasti fiducia invece di paura.

6) E non ti preoccupare se sei nella fase: “Perfino il vento e il mare gli ubbidiscono” Gesù non agisce  in base alla quantità di fede che hai, ma in base alla consapevolezza  che Gesù è capace di agire.

Essere credenti non è un'assicurazione sulla vita:  avremo tempeste.  Giovanni 16:33 “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo”

Essere credenti significa  che affronteremo le tempeste con Gesù nella nostra barca,  e la nostra barca non potrà affondare.  Ricordiamo che LA cosa più importante  per il credente non è QUESTA vita,  ma la prossima.

Paolo la mette così :

”Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. “ (2 Timoteo 4:7)

E non dimenticare: la nostra fede ha un effetto sulla vita degli altri a) direttamente: la tempesta è placata per noi,  ma altri ne godono il frutto b) tramite la nostra testimonianza:  altri arrivano a Gesù perché vedono  come noi abbiamo affrontato la tempesta vincendola,  dandoci la possibilità di testimoniare  il PERCHE' e tramite CHI l'abbiamo vinta.

Preghiamo.
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2. Una piccola fede per affrontare la tempesta
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