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domenica, febbraio 21, 2016

A cosa serve il mio dare? | 21 Febbraio 2016 |

Perché dovrei dare i miei soldi alla chiesa locale? E a cosa servono i miei soldi? Il Nuovo Testamento svela che i soldi che Dio ti ha concesso possono essere strumento per proclamare il Vangelo agli altri.
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Ci eravamo lasciati due settimane fa parlando dello stress che provocano i soldi, sia che non ci sono sia che ci sono.

E avevamo visto che Gesù ha parlato moltissimo dei soldi,  più di Paradiso e Inferno, e che ha una strategia economica per noi per liberaci da questo stress, investendo i nostri averi non solo su di noi, ma anche sull'opera di Dio - la chiesa -, riponendo la nostra sicurezza in Dio e non nei soldi, sviluppando un cuore disposto a dare anche se ho poco,  perché se testimonio Gesù con la mia vita Dio provvederà per me.

Fra due settimane vedremo di più sulla strategia da seguire; ci sono cinque metodi pratici per avere meno stress con le nostre finanze.

Ma questa volta voglio sfatare un altro “mito” che gira nelle chiese: l'altra volta era quello che dice che Gesù non parlava di soldi,  ma di cose più spirituali, più elevate; ma invece più della metà delle sue parabile parlano di soldi, di beni e di averi.

Il mito di questa settimana è il seguente:  “Non dobbiamo più dare soldi a Dio perché non siamo sotto la Legge ma sotto la Grazia.” Per cui: “Niente più decima, niente più offerte,  niente più collette, magari qualche piccolo “contributo spese” di tanto in tanto, ma fuori le mani delle chiese dal mio portafoglio!”.

Davvero Gesù ha detto questo? Davvero ha detto che la Legge - TUTTA LA LEGGE -  la “Torah”, ovvero i primi cinque Libri della Bibbia,  Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio,  non valgono più e possiamo farne a meno?

Vediamo quello che dice Gesù nel “sermone sul monte”:

“Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire, ma per portare a compimento.” (Matteo 5:17)

Sottolineate la frase  “portare a compimento”: nell'originale greco è un'unica parola , “pleroo”, che significa si finire, completare, ma significa anche “riempire fino al bordo”, esattamente quello che facciamo noi  con una bottiglia  di acqua  quando la portiamo via per stare una giornata fuori: la “riempiamo fino al bordo.

Rileggiamo allora il versetto sostituendo “compimento”:

“Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire, ma per riempirla fino al bordo.” (Matteo 5:17)

Gesù sta dicendo una cosa precisa: “Io non sono venuto a svuotare la Legge, ma sono venuto a riempirla fino al bordo, a renderla completa, a innalzare il livello da qua a qua.”

Gesù non è venuto a cambiare gli “standard della Legge, ma a innalzarli. Non è venuto a svuotare la bottiglia, ma riempirla fino al bordo.

E cosa succede quando tu “aggiungi” alla tua bottiglia altro liquido? Che i due liquidi si mescolano l'uno con l'altro, divenendo un tutt'uno.

Vediamo tre esempi, sempre tratti dal “sermone sul monte”.

“Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere; chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale”;  ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale.” (Matteo 5:21-22a)

Gesù cita il 6° comandamento, e ne innalza lo standard:


Livello della Legge
Livello della Grazia
“Non uccidere” “Non ti devi nemmeno adirare”

“Voi avete udito che fu detto: “Non commettere adulterio”. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.” (Matteo 5:27-28)

Gesù fa lo stesso col 7°:

Livello della Legge
Livello della Grazia
“Non tradire il tuo coniuge” “Non devi guardare nemmeno altre/altri”

“Avete anche udito che fu detto agli antichi: “Non giurare il falso; da’ al Signore quello che gli hai promesso con giuramento”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio.” (Matteo 5:33-34)

Idem con il 9°:

Livello della Legge
Livello della Grazia
“Non giurare il falso” “Non giurare affatto”
Cosa dice, allora Gesù della decima?

“Voi date in offerta al Tempio la decima parte anche di piante aromatiche come la menta, l'aneto e il cumino; ma poi trascurate i punti più importanti della legge di Dio: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste sono le cose da fare, anche senza trascurare le altre.” (Matteo 23:23 TILC)

Applichiamo lo stesso metodo applicato prima:

Livello della Legge
Livello della Grazia
“Dai la decima” “Sii giusto, misericordioso e fedele senza dimenticare di dare la decima””

Gesù sta dicendo: “Non devi dare “solo” la decima”, anzi, non devi trascurare di darla, ma la decima “è poco” devi dare anche quelle cose che ti costano di più, quelle che ti richiedono impegno personale , quelle che non ti vengono per nulla naturali da dare.”

Davide un giorno voleva offrire qualcosa a Dio per far cessare una pestilenza: la persona che li possedeva li offrì gratis al suo re, ma Davide rispose questo:

Non offrirò al SIGNORE, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla. Davide comprò l’aia e i buoi per cinquanta sicli d’argento.“ (2 Samuele 24:24)

Davide stava dicendo: “Il mio Dio vale più di ogni altra cosa, molto più dei miei denari. IO non troverò “scorciatoie”;  se c'è da investire ciò che ho per la gloria di Dio, io lo faccio...”

Ma tu potresti dirmi: “Eh, ma è scritto di dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. I soldi sono del mondo, le opere buone, invece sono di Dio. Io do i miei soldi allo stato e il mio impegno alla chiesa.! Sono a posto.”

Vediamo un attimo questo famoso brano:

“Allora i farisei si ritirarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nelle sue parole.  E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: «Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno perché non badi all’apparenza delle persone.  Dicci dunque: che te ne pare? È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?»  Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: «Perché mi tentate, ipocriti? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli porsero un denaro.  Ed egli domandò loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?»  Gli risposero: «Di Cesare». E Gesù disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio». “ (Matteo 22:15:21)

Questo passo è spesso usato per affermare che allo stato vanno pagate le tasse, a Dio va dato l'impegno personale, la fede, il venire in chiesa.

C'è una parola ripetuta due volte nel testo:  una volta detta dai farisei e ripetuta da Gesù:“tributo”. Questa parola indicava  ESCLUSIVAMENTE i soldi da dare agli invasori Romani.

Al tempo di Gesù in Israele coesistevano due monete: quelle Romane, usate solo per pagare i Romani
e quelle Ebree, usate tutti i giorni per comperare. Al tempio si poteva dare l'offerta e la decima solo con le monete Ebree difatti nei cortili del tempio c'erano i cambiavalute  (quelli a cui Gesù rovescerà i banchi) che si occupavano di convertire le monete Romane o quelle di altri paesi in monete Ebree.

Gesù stava parlando con ebrei, che usavano solamente monete ebree, se non per pagare gli odiati Romani; prende la moneta con su impresso il volto dell'Imperatore Romano e dice: “I soldi con questo qua sopra non sono di Dio; restituiteli pure a chi li ha coniati; ma gli altri soldi, quelli con cui pagate tutti i giorni il latte, il pane e le erbe, quelli li dovete dare a Dio, perché a lui appartengono.

Gesù fissa due principi importanti:

  • le tasse vanno pagate, anche se al governate c'è un dittatore,
  • il Tempio va pagato, perché i tuoi soldi non sono tuoi, ma sono di Dio.

Ma tu potresti dirmi :”Ma  a cosa servono i miei soldi, Marco, se io già  li do alla missione tale e all'orfanotrofio tal altro?”

Io ti risponderei “Certo, stai facendo una buona cosa...  ma ti voglio illustrate perché servono i tuoi soldi nella chiesa locale così come  è illustrato nel Nuovo Testamento.

1. I miei soldi servono perché sia predicato il Vangelo

“Con (Gesù) vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, l'amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni. (Luca 8:2-3)

La parola “beni” è la stessa che Gesù ha usato in due parabole che trattavano di “soldi”,  quella del “tesoro in Cielo” di Matteo 19 e quella dei “talenti” di Matteo 25.

Le donne erano assieme a Gesù e ai discepoli; il nucleo della prima chiesa evangelistica e pagavano per sostentare Gesù e i dodici, la loro chiesa, e permettergli di continuare nell'insegnamento e nella predicazione del Vangelo.

I tuoi soldi servono affinché la tua chiesa possa continuare a nutrire spiritualmente te  e quelli che entreranno la porta di questa sala.

Nessuno dei responsabili di questa chiesa percepisce uno stipendio, ma le spese di tenere una struttura come questa aperta sono nondimeno enormi. Più tu dai, più la tua chiesa sarà capace di parlare agli altri di Gesù.

2. I miei soldi servono per le esigenze dentro la chiesa

“Tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose vendute, e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi, veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.” (Atti 4:34b-35)

Sottolineate la parola “importo”: le vendite fruttavano “soldi”,  che venivano divisi all'interno della chiesa locale per le esigenze ,  anche “logistiche” all'interno della chiesa locale. Sappiamo che i credenti invitavano amici a mangiare nelle case per evangelizzarli, parte di quei soldi saranno stati spesi per i cibi, le stuoie, i lumi.

Alcune volte la chiesa ha aiutato membri in difficoltà con offerte di cibi o vestiti, altri hanno offerto di pagare per loro lavori; la nostra chiesa preferisce (tranne casi eccezionali) “fare” azioni d'amore con i soldi, piuttosto che dare semplicemente soldi.

Più dai, più la tua chiesa sarà capace di aiutare i membri in difficoltà e di raggiungere i non credenti con atti d'amore, come i soldi che abbiamo dato alle persone di Montefiascone per l'incendio delle loro case

3. I miei soldi servono per le esigenze di altre chiese

Quanto poi alla colletta per i santi, come ho ordinato alle chiese di Galazia, così fate anche voi. “ Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano più collette da fare” (1 Corinzi 16:1-2)

Qui abbiamo Paolo che raccomanda una colletta per i “santi”, e Paolo si riferiva alle persone povere nelle chiese della  Giudea. I soldi che i credenti avevano raccolto nella loro chiesa locale venivano utilizzati a favore di altri credenti di altre chiese nella necessità.

E Paolo introduce anche un concetto nuovo del dare: non si parla più di “dare la decima parte” ma di dare “secondo la prosperità concessa”. Paolo non dice che la decima è abolita, ma che sotto la Grazia devi dare anche di più, se puoi.

Più dai, più la tua chiesa sarà capace di sostenere missionari che operano in altre chiese, come Giuseppe e Annarita in Zimbabwe, o di sostenere organizzazioni che aiutano i poveri come Compassion, o di aiutare enti che difendano le chiese evangeliche in Italia, come l'AEI o l'Ucebi.


Conclusione

Gesù non è venuto a cancellare la Legge, ma ad innalzarne i parametri. Gesù ancora ti chiede di “dare”, perché i tuoi soldi , la tua prosperità poca o tanta che sia ti è stata “concessa” affinché tu la metta a disposizione dell'opera di Dio dentro e fuori la tua chiesa locale.

Forse Dio ti sta chiamando ad un atto di fede, di metterlo alla prova, dando alla sua opera  anche se ora sei nel bisogno, anche se pensi che i soldi non sono abbastanza neppure per te.


Io non posso convincerti,  ma Gesù può:

“Gesù si volse ai discepoli e rispose: 'Io vi assicuro che se qualcuno ha abbandonato casa, moglie, fratelli, genitori e figli... per il regno di Dio, costui riceverà molto di più già in questa vita, e nel mondo futuro riceverà la vita eterna.' “ (Luca 18:29-30 TILC)

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