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domenica, marzo 01, 2015

Non avrai altri dèi | 1 Marzo 2015 |


La libertà  non è la capacità di fare ciò che vogliamo, ma la capacità di fare ciò per cui siamo stati creati da Dio. E noi siamo stati creati per riconoscerlo come unico Dio.
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Qualcuno potrebbe pensare che facciamo i “10 Comandamenti” sulla scia emotiva del successo
televisivo di Benigni. La verità è che avevamo già deciso a Luglio scorso che li avremmo letti assieme. Questa comunque è un'ottima occasione per rimettere a posto le molte castronerie di dimensione biblica riportate dal pur bravo attore.

Quello che faremo è passare dieci settimane su Esodo 20. Esodo è uno di cinque libri che compongono il Pentateuco (Penta = cinque Teuco = libri): Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Tutti e cinque i libri sono stati scritti da Mosè.

Genesi ed Esodo ci raccontano la storia del mondo all'inizio  Adamo, Eva, Caino, Noè,
e poi del “nuovo inizio” dopo il diluvio. Dio adotta un popolo attraverso Abraamo, il popolo è costretto dalla fame a spostarsi in Egitto, lì diviene prima potente con Giuseppe, poi schiavo al tempo di Mosè. Il Signore ama il popolo che si è scelto e lo libera dalla schiavitù attraverso Mosè.

Liberati  ma non vivendo liberi

Sono passati circa 440 anni da quando gli Ebrei erano arrivati in Egitto; Erano schiavi del Faraone, e schiavi di quello che commettevano nella loro vita, I loro cuori si sono induriti durante questi quattro secoli. Commettono impunemente ogni tipo di peccato: sono adulteri, rubano l'uno all'altro, sono bugiardi, desiderano ciò che l'altro possiede. Non stanno crescendo i loro figli nell'amore del Signore:
li educano piuttosto ad adorare falsi dei di pietra e di legno...

Dio li libera: ora non sono più schiavi del Faraone... ma continuano ad essere schiavi! Anche se sono stati liberati non stanno vivendo come uomini e donne libere, dovrebbero essere liberi e correre nella loro libertà,  ma si incatenano da soli ai propri peccati.

Vi suona familiare? Un popolo schiavo è stato liberato, un popolo in catene è stato riscattato, quello che era accaduto con Mosè in piccolo e in un tempo, Dio lo ha fatto su scala planetaria, e per sempre con Gesù.

E tuttavia così come gli Ebrei liberati tramite Mosè, uomini e donne liberati da Cristo continuano a vivere incatenati ai propri peccati.

Commettono impunemente ogni tipo di peccato: sono adulteri, rubano l'uno all'altro, sono bugiardi, desiderano ciò che l'altro possiede. Non stanno crescendo i loro figli nell'amore del Signore:
li educano piuttosto ad adorare falsi dei che parlano di successo, di soldi, di sesso...

I Comandamenti non sono una prigione ma un recinto.

E' per questo che i Dieci Comandamenti sono ancora assolutamente rilevanti per noi: essi rappresentano non una prigione, ma un recinto, uno steccato.

Il problema è che spesso, come credenti, li sentiamo come una “prigione”: “Se fai questo ti amerò, se non fai questo ti odierò” “Non fare questo che ti fulmino”

Non è questo: bisogna capire il contesto di Esodo 20;  ed il contesto è quello di un Dio d'amore che è già intervenuto, ha già protetto, ha già liberato, ma che ora interviene perché vede il peccato che li incatena e vuole che i suoi figli e le sue figlie siano veramente liberi.

La libertà infatti non è la capacità di fare ciò che vogliamo,  ma la capacità di fare ciò per cui siamo stati creati da Dio.

Si dice che le cose importanti vanno dette per prime, e  prima di dare la legge, Dio dice così:

IO sono il Signore

“Allora Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.” (Esodo 20:1-2)

E' come se Dio battesse sulla spalla di ciascuno ebreo  per farlo girare, e dire “Alo? Mi vedi, sono io! Ti ricordi di tutto quello che ho fatto per te?” E allo stesso modo batte sulla spalla a ciascuno di noi per rammentarci: “Ti ricordi che queste sono le mie parole? Che questa è la mia voce? Che se mi cerchi nella Bibbia io ti parlo?”

Le cose importanti vanno dette per prime: e Dio comincia con la cosa più importante: "Io sono il TUO Dio, io desidero, bramo un rapporto personale con te, ed io ti voglio parlare."

E' stupefacente! Tutto quello che dirà da ora in poi non saranno “leggi”, ma saranno un discorso d'amore verso il proprio figlio, la propria figlia.

Questo era necessario, perché i primi cinque libri dell'Antico testamento costituivano per gli Ebrei  la “Torah”. Una brutta traduzione di Torah, è “legge”; il 68,5% di questi primi cinque libri contengono “leggi”, e se ne contano ben 613. I Dieci Comandamenti sono la sintesi delle 613 leggi contenute nei cinque libri della Torah.

Quanti di noi sono favorevolmente impressionati quando sentiamo la parola “legge”?
Immaginatevi come reagireste se vi dicessi che, per le prossime 10 settimane vi illustrerò la nuova legge di stabilità del Governo Italiano. E' per questo che i comandamenti non vanno letti come una legge, ma come una lettera d'amore dal nostro Padre:

“Caro figlio, cara figlia, mi manchi tanto. Ti amo. Ricordati di mettere il maglione pesante che la mattina fa fretto e non voglio ti venga una polmonite. Ricordati di mangiare di tanto in tanto un po' di verdure, e non solo le schifezze che comperi al supermercato perché hai fretta. Ti serve un po' di fibra per il tuo intestino, che è messo male”.

Gli Ebrei erano stati soggetti alle leggi del Faraone: qual'era la differenza tra quelle leggi e queste leggi? Il Faraone voleva ottenere il massimo per se da quelle leggi,  Dio vuole ottenere il massimo per te da quelle leggi!

Quando Dio riunisce ai piedi del Monte Sinai il suo popolo e gli da le leggi, non sta dicendo “Fate questo e io vi adotterò”. Sta dicendo: ” Io vi ho già adottato, voi siete gli uomini e le donne che io amo! Ed è necessario che osserviate queste leggi perché vi amo e voglio il meglio per voi e per tutti gli altri che ancora non mi conoscono.”

Ritorniamo all'immagine di prima: i 10 comandamenti non sono una prigione, ma piuttosto uno recinto, uno steccato.

Quando siamo andati a casa nuova, davanti a casa c'era una discesa di terra e alla fine un muretto con un salto di circa un metro, Noi l'avevamo lasciata così, in attesa di farci un muro. Poi è arrivato Matteo, il nostro primo figlio. Un giorno ha deciso di prendere la bici e lanciarsi giù, con tanto di craniata sul cemento sottostante. E' allora che ho capito che dovevo mettere un recinto, non per limitare mio figlio, ma per impedirgli di farsi del male. Sarebbe strano che Matteo, discutendo con i suoi amici ora, recriminasse circa la mancanza di libertà che gli avevo imposto costruendo il recinto.

Ogni comandamento di Dio è una tavola nello steccato fatto per difendere i suoi figli. E la libertà non è saltare lo steccato, ma giocare nel giardino, al sicuro, protetto.

Prima di iniziare a studiare i comandamenti, voglio rispondere ad una domanda che mi ha fatto uno di voi: “I comandamenti sono ancora importanti? Ora non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia.”

Come chiesa della Vera Vite noi crediamo che l'intera Bibbia, da Genesi a Apocalisse, parli di Gesù;
e non lo crediamo per una convinzione personale, ma perché Gesù stesso ce lo ha detto:

“Poi (Gesù) disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quando ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». (Luca 24:44)

Tutta la Bibbia parla di Gesù;  e Gesù stesso dice anche che non è venuto per cancellare la Legge, ma per completare la legge:

"Non pensate che io sia venuto per abolire la legge di Mosè e gli scritti dei profeti. No, non sono venuto per fare questo, ma per adempirli." (Matteo 5:17 PV)

La Legge ci fa vedere quanto noi abbiamo bisogno di un Salvatore; perché capiamo che non saremo mai all'altezza di un Dio perfetto, buono, giusto e santo, ed è per quello che Gesù è venuto: qualcuno che potesse vivere come uomo una vita di obbedienza totale alla legge, quella che tu ed io non avremmo potuto mai fare.

Qualcuno potrebbe però dirmi: “Perché debbo obbedire alla Legge, tanto è Gesù che mi salva, non la legge”. Se pensi questo, ti invito a leggere con me 2 Pietro:

“Perché ognuno è schiavo di ciò che lo ha vinto” (2 Pietro 2:19b)

Qui si parla di schiavi: erano felici gli ebrei in Egitto? No! Erano stati liberati per non soffrire più.

Molti pensano: “Non riguarda me. Ringraziando Dio vivo in un paese dove non esiste la schiavitù”. Certo che esiste; è solo che gli abbiamo cambiato nome...  o forse qualcuno che ci odia gli ha cambiato nome...  per non farci spaventare, per non farci preoccupare.

Satana è abilissimo nell'illuderci  che stiamo sfruttando la nostra libertà...  mentre invece siamo tornati ad essere schiavi. Non la chiamiamo più “schiavitù”, la chiamiamo “dipendenza”.

Pietro dice che tutto ciò che mi controlla,  tutto ciò che guida la mia giornata,  tutto ciò che i impone uno stile di vita,  un ritmo di vita, tutto ciò che mi ha vinto...  è come il Faraone.  Ed io sono il suo schiavo.

Sono “tossicodipendente”: sono schiavo della droga.  Sono alcool dipendente: sono schiavo dell'alcool.  Sono video dipendente: sono schiavo della TV, o dei videogiochi, o del tablet/smartphone/pc.  Sono porno dipendente: sono schiavo del sesso virtuale che trovo in rete.

Ci sono mille modi in cui posso tornare ad essere schiavo: dipendere dai soldi, o dalla carriera, o dall'aspetto fisico.

Tutto ciò per cui vivo mi ha vinto. Ed io sono uno schiavo.

Scegliere di peccare è scegliere di soffrire. Ma non solo. Immagina che tuo padre ti dica di non correre con l'auto: lo fa perché ti ama, perché vuole che tu non ti faccia male.  Ma tu decidi di essere libero, o libera, e corri, così tanto da avere un incidente, e rimani completamente paralizzato per il resto dei tuoi giorni. Non solo avrai spezzato la tua di vita,  ma avrai spezzato anche il cuore di tuo padre.

Quando decidi di peccare, non solo stai spezzando la tua di vita,  ma stai anche spezzando il cuore di tuo Padre, del Signore, del tuo Dio.

Allora, arriviamo alla prima tavola nello steccato:




"Non avere altri dèi oltre a me." (Esodo 20:3)

Anche qui vale la stessa regola: le cose più importanti si dicono per prime;  Abbiamo già accennato che i 10 Comandamenti sono la sintesi delle 613 leggi contenute nei cinque libri della Torah.

La prima legge è la più importante:  "Io voglio essere il tuo unico, solo, esclusivo Dio: non voglio essere il uno dei tanti, e non mi sta bene neppure che sia il primo di tanti altri."

“Io ho Dio... poi ho il mio lavoro... poi ho i miei amici.. ecc”.

Sapete, noi credenti siamo molto bravi a difendere il fatto che c'è un solo Dio, e che Allah, Manitou, Budda, Confucio, Krishna, sono falsi, ma poi in casa, nella nostra vita, ci creiamo dei “tempietti privati” a nostro uso e consumo.

Abbiamo il nostro Dio reale e il nostro dio funzionale (più di uno spesso). Al primo ci crediamo, ma operiamo attraverso gli altri: so che c'è Dio, ma faccio del tutto per fare carriera; so che c'è Dio, ma faccio del tutto per accumulare soldi, so che c'è Dio, ma faccio del tutto per provare piacere nel sesso.

All'epoca erano pieni di dei:  Astarte, Baal, Moloch, Chemos (tutti citati nella Bibbia); a Roma c'è il Pantheon: “tutti gli dei”.

Quando leggiamo la Bibbia pensiamo: “Che persone sciocche c'erano all'epoca Sacrificavano a Baal, a Moloch o ad Astarte per ottenere potere, sesso, soldi, fama, vittoria.” Noi non siamo differenti:  sacrifichiamo le nostre vite per il potere, per i soldi, per il sesso e per la fama... solo che non ci sembra di stare ad adorare falsi dei, vero?

Satana è stato capace di cancellare i vecchi nomi dei suoi demoni, facendoci credere che non li stiamo più adorando,  ma che stiamo invece sfruttando la nostra libertà.

Crediamo in Dio, sappiamo che è reale  ma ci piace “flirtare”, corteggiare, amoreggiare con altri dei funzionali. Dio qui dice una cosa: “Aspetta un attimo, io e te siamo sposati: se tu sei credente fai parte della chiesa di Cristo. E se fai parte della chiesa, Cristo è il tuo sposo.

“Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò, dicendo: «Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello».” (Apocalisse 21:9)

Nella mia vita io non ho mai stato tradito da una donna, anche perché mia moglie è stata l'unica e sola donna con cui sia mai stato fidanzato, per cui non saprei come descrivervi cosa si prova. Ma, sapete che Dio usa parlarmi attraverso i sogni, e la notte che in cui stavo scrivendo questo messaggio, ha provveduto a colmare questa mia lacuna, facendomi sognare mia ma moglie tra le braccia di un altro; io ero lì, assieme ad un'altra donna anche io, e vedevo mia moglie agire come agiva con me.  E tra me pensavo: “Aspetta un attimo: noi siamo sposati, ci siamo promessi di amarci per tutta la vita, di non avere altri o altre, di dedicare i nostri abbracci e i nostri baci solo ed esclusivamente all'altro e all'altra.”

Mi sono svegliato di soprassalto, col cuore in gola... Istintivamente mi sono girato cercando con la mano Janet, per essere rassicurato che fosse solo un sogno un brutto sogno, che lei era ancora lì, che nulla era cambiato tra noi dalla sera prima.
 n quel preciso istante ho sentito Dio sussurrarmi: “Marco, ora sai come mi sento io. Quello che tu hai provato in un sogno, io lo provo ogni volta che  tu flirti con uno dei tuoi dei funzionali. Ogni volta che mi tradisci con i tuoi peccati.Ogni volta che mi rinneghi scegliendo la via più facile, la via più redditizia, la via più piacevole... non la mia via.”

Scoprire i tuoi dei funzionali

Io amo il mio Signore. Io non voglio che Dio si senta a causa mia come mi sono sentito io quella notte: mai più.  E non voglio che si senta così neppure a causa tua.

Ti do cinque metodi per scoprire quali sono i dei funzionali con cui stai flirtando.

1. Per chi o per cosa stai vivendo?

Per il tuo sposo, la tua sposa, i tuoi figli, il tuo lavoro, i tuoi soldi, il sesso, la tua bellezza?  Molte di queste sono cose buone e degne: ma quando sono vissute come centro della propria vita, diventano il tuo dio funzionale,  e stai tradendo con lui il tuo vero Dio.

2. Di chi o di cosa non puoi fare a meno?

C'è qualcosa o qualcuno di cui non riesci a privarti?  La TV,  i videogiochi,  un sito web,  oppure un'amicizia? Quando non possiamo fare a meno di qualcosa, faremo del tutto per non privarcene,  e questo condizionerà tutte le nostre decisioni.

3. Da chi o da cosa corri nei momenti difficili?

Hai avuto una giornata pessima: cosa fai?  Apri una bottiglia,  oppure fai una telefonata? Dio vuole aiutarti anche attraverso gli altri,  ma vuole che tu lo cerchi per primo nei momenti difficili.

4. Cosa produce in te le gioie più grandi e i dolori più profondi?

A chi dai il merito dei tuoi successi?  Alla tua bravura,  al tuo sex-appeal,  al tuo amico potente?
E a chi dai la colpa per le tue sconfitte?  Dio è in controllo di ogni cosa.  Ogni benedizione proviene da lui,  ed è con te in ogni dolore.

5. Chi o cosa è al centro della tua vita?

Su cosa o su chi pianifichi la tua vita?  Attorno a chi o o cosa orbitano le tue emozioni quotidiane? E' Dio, o un dio funzionale il centro della tua vita?

Perché le persone liberate non vivono libere?

Paolo dice questo:

“Cristo ci ha liberati perché rimanessimo liberi; resistete dunque e non vi lasciate sottoporre di nuovo alla schiavitù della legge.” (Galati 5:1 PV)

Ci sono cinque motivi perché  le persone continuano a vivere come schiavi, anche se Cristo le ha liberate.

1. Io non posso cambiare

“Io sono fatto così!” Questa è una bugia! Se credi in Gesù sei già stato cambiato. Ma devi dare il permesso a Gesù di continuare a cambiarti. Inizia a farlo non avendo altri dei.

2. Ho più paura del cambiamento che della schiavitù del peccato.

Una delle reazioni tipiche di coloro che sono stati in carcere per moltissimi anni è la paura di uscire dal carcere, perché lì si sentono protetti. Esci dal tuo carcere, e rimani all'interno del recinto che Dio ha disegnato per te attraverso i Dieci comandamenti; lì sarai protetto.

3. Non posso tradire la mia storia personale e familiare

“Io ho un'identità: la mia famiglia, i miei amici mi conoscono per come sono. Se accetto di vivere secondo le regole di Dio, perderò i miei amici, la mia famiglia, la mia identità di fronte agli altri”. L'unica identità che ti deve interessare, è quella di colui che ti ha creato, e che conosce realmente chi tu sei.

4. Ho ancora abitudini che mi rendono schiavo/schiava

"Ho avuto una giornata tremenda... e mi scarico guardando il porno sul tablet."
"Il capo mi ha fatto un “cazziatone” di fronte a tutti... ed io distruggo il barattolo della Nutella."
"Ho litigato con mia moglie.... ed io apro la nuova bottiglia di grappa."

Stai  chiedendo ai tuoi “dei funzionali” di distoglierti dalla tua situazione...  mentre stai lasciando fuori l'unico Dio che può risolvere quella situazione.

5. In fondo non stavo poi così male prima

“Si, avevo qualche problemino, ma nulla di serio. Anzi, qualche volta stavo anche meglio di adesso”.
E' la stessa cosa che dicevano gli Ebrei a Mosè:

“Tutta la comunità dei figli d’Israele mormorò contro Mosè e contro Aaronne nel deserto. 3 I figli d’Israele dissero loro: «Fossimo pur morti per mano del Signore nel paese d’Egitto, quando sedevamo intorno a pentole piene di carne e mangiavamo pane a sazietà! Voi ci avete condotti in questo deserto perché tutta questa assemblea morisse di fame!» “ (Esodo 16: 2-3)

Ti è mai capitato di ricordare ridendo con gli amici di quelle volte che ti sei ubriacato al liceo e hai vomitato? Se si guarda la schiavitù stando seduti nella libertà spesso può apparire  persino divertente.

Liberati per vivere liberi

Sei stato, sei stata liberata? Dio vuole portarti all'interno del recinto della sua legge. Devi solo accettare Suo Figlio Gesù: fallo ora!

“Di questo siamo certi: le nostre vecchie persone sono state inchiodate alla croce con Cristo, distrutti, così che non siamo più schiavi del peccato.” (Romani 6:6 PV)

Se lo sei già stato, stai vivendo all'interno del suo recinto? Rinnova il tuo patto con Lui ora!


Gesù ha conquistato e sconfitto il nostro Faraone, Satana! Noi siamo stati liberati. Ora possiamo
vivere liberi.

Ricorda: la libertà non è saltare lo steccato, ma giocare nel giardino, al sicuro, protetto.

La libertà  non è la capacità di fare ciò che vogliamo, ma la capacità di fare ciò per cui siamo stati creati da Dio. E noi siamo stati creati per riconoscerlo come unico Dio: “Non avrai altri dei”.

Preghiamo.

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