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domenica, novembre 16, 2014

Sette passi per parlare con Dio - 3: "Dipendi dal Padre" | 16 Novembre 2014 |

Come posso smettere di preoccuparmi per il mio futuro? Gesù afferma che c'è un solo modo: dipendere dal Padre. 

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Ammettiamolo, il mondo non è messo bene negli ultimi anni: in Italia c'è recessione, difficoltà di trovare lavoro, nel mondo ci sono guerre, attentati...
Più o meno come è da qualche miliardo di anni a questa parte! Più o meno come Israele al tempo in cui Gesù vi viveva!

Non c'è mai stato un momento nella vita di questo pianeta dopo la cacciata dall'Eden dove i suoi abitanti si sono potuti “rilassare” e dire “Ah, le cose vanno bene, sotto ogni punto di vista”!

E' logico che le persone siano preoccupate! SE non conosci Dio, hai tutte le ragioni di essere preoccupato! E' proprio per questo che Gesù ci ha dato la preghiera perfetta da pregare.

Abbiamo analizzato nei due precedenti messaggi le frasi:
  • "Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome"
Chiamalo Padre. Capisci chi è Dio: Dio è un Padre amorevole.
  • Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà in terra così come è fatta in Cielo.
Arrenditi al Padre: capisci quale è lo scopo della tua vita per eliminare lo stress .

Oggi vediamo come Gesù risolve completamente le nostre preoccupazioni circa la nostra vita su questo pianeta.

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano.” (Matteo 6:11)

Gesù ci sta dicendo: “C'è una maniera per essere salvo dalla preoccupazione per il tuo futuro: dipendi dal Padre.”

E non sta parlando SOLO di pane: infatti nella Bibbia il pane rappresenta  quattro differenti necessità per la nostra vita.

1. Rappresenta le necessità della vita

“Ecco il mare, grande e immenso, dove si muovono creature innumerevoli, animali piccoli e grandi. ... Tutti quanti sperano in te perché tu dia loro il cibo a suo tempo. “(Salmo 104:25, 28)

Allora dobbiamo sederci e rimanere a bocca spalancata ed attendere  che Dio provveda senza fare nulla? No!

“In ogni fatica c'è profitto, ma il chiacchierare procura la miseria.” (Proverbi 14:23 )

2. Rappresenta la Parola di Dio

Gesù ha affermato che “non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”: stava citando Deuteronomio 8:3

“Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive  soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del SIGNORE. “(Deuteronomio 8:3)

Dio dice che oltre a mangiare pane, dobbiamo mangiare la sua Parola questo significa leggere la Bibbia costantemente.

3. Rappresenta la famiglia di Dio e la comunione fraterna

Dio ci ha creati come esseri relazionali. In Genesi dice “non è bene che l'uomo sia solo”. Per i suoi figli Dio ha creato una famiglia speciale, la “sua” famiglia, la chiesa. E' il luogo dove poi trovare comunione fraterna. Il pane è simbolo attorno al quale si riunisce questa famiglia in Cristo

“Il pane che noi rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo?  Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane.” (1 Corinzi 10:16b-17)

4. Rappresenta la salvezza

Lo dico ogni volta: Gesù ha scelto due elementi che erano presenti su tutte le tavole, almeno due volte al giorno, affinché, tutte le volte che mangiamo pane o beviamo vino assieme, ci ricordassimo che Egli era venuto a morire per  la nostra salvezza Sono dei “simboli” non il vero corpo e sangue quando li ha istituiti non era difatti ancora morto in croce

Dio vuole darci tutto questo; lui me lo vuole dare, ma sono io che devo decidere di prenderlo.

Come? “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”; devo DIPENDERE da Dio Cosa significa? Significa soprattutto tre cose:

1. Devo riconoscere che Dio è mia fonte

La parola “fonte” ha come sinonimo “sorgente”.  E' da Dio che tutto è sorto e tutto sorge! Lui ha creato atomi e molecole, acqua e terra, aria e sole.

I. Tutto è un dono, un dono da Dio

Non ce lo siamo “meritato” non ce lo siamo guadagnato. Non posso “guadagnami” l'aria che respiro, o il sole, o la stessa vita! Giacomo dice che:

“ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre” (Giacomo 1:17)

II. Non c'è nulla che mi necessiti che Dio non possa darmi.

La Bibbia dice in Filippesi 4:19:

“Il mio Dio provvederà splendidamente a ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

Ce ne è per tutti, basta dividerlo equamente... Il problema è che noi viviamo con la mentalità del “non è abbastanza”, e ci “accaparriamo” di più del dovuto a scapito di altri.

III. Dio vuole dare

“Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:1)

Anche un padre imperfetto sa “dare” ai propri figli... Dio è un padre PERFETTO!

IV. Dio si aspetta che io chieda

“Voi...non avete, perché non domandate (a Dio)” (Giacomo 4:3b)

E' tanto bello quando uno dei miei figli mi chiede qualcosa che io so di potergli dare. Per più di venti volte nel Nuovo Testamento Dio dice “chiedimi!” Gesù ha detto specificatamente che SE chiediamo nel SUO nome, Dio ci esaudirà.

Quale è la tua fonte per la stabilità fisica, spirituale, emotiva, di relazione, economica... Lo Stato? La borsa? Il tuo lavoro? La tua famiglia? A chi ti rivolgi? Pietro affermò questo:

“ Simon Pietro gli rispose: "Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna”  (Giovanni 6:68)

Pietro affermava una verità: la mia sicurezza è in colui che mi ha creato. La mia sicurezza è in colui che ha parole di vita eterna. Mio padre diceva “se si chiude una porta si apre un portone”. Questo è possibile solo a Dio.

Dipendere da Dio significa vedere Dio come la fonte di tutto. Ma significa anche che ...

2. Devo avere fiducia in Dio giorno per giorno

La Bibbia dice “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.  Non il nostro pane settimanale. Non il nostro pane annuale. Ma un giorno dopo l'altro.

Dio ci dice: “Fidati di me per la tua vita, e fallo un giorno dopo l'altro, perché so che tu ti preoccupi del futuro, di ciò che ti accadrà tra una settimana, tra un mese o tra un anno. Per cui, FIDATI di me giorno per giorno.”

Come posso avere fiducia in Dio giorno per giorno? Ce lo spiega Paolo nella lettera ai Filippesi:

“Non state in ansia per alcuna cosa, rivolgetevi invece al Signore, chiedendogli tutto ciò di cui avete bisogno, e non dimenticate di ringraziarlo...Inoltre, fratelli, soffermatevi sulle cose che sono oneste, nobili, giuste e onorate” (Filippese 4:6,8 PV)

Primo passo: non stare in ansia per alcuna cosa

Facile a dire, difficile a fare! E' più facile obbedire a “non uccidere”, o “non commettere adulterio”.

Sapete quando mi capita più spesso di infrangerlo? Quando provo a risolvere i miei problemi da solo, quando non cedo a Dio il controllo della mia vita!

Gesù dice questo:

“Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.” (Matteo 6:34)

Attenzione, questo è un comandamento di Gesù! Infrangerlo è un peccato bello e buono. Perché sto dicendo  a Dio! “Dio, non mi fido di te! Dici che provvederai per me, ma io non ne sono convinto”.  Se i miei figli mi dicessero che sono preoccupati per quello che mangeranno o per la casa, mi sentirei insultato.

Quando ci preoccupiamo, agiamo non come se fossimo figli ma orfani! Senza un Padre spirituale in Cielo che ci ama e provvede per noi. Lo sapete cosa è la preoccupazione? E' l'espressione pratica dell'ateismo. Non credo alle promesse di Dio, non credo mi ami, non credo esita.

Ma, ogni volta che Dio ci dà un “negativo” (Non fare questo) immediatamente dopo aggiunge un “positivo” (Fai questo, invece):

Secondo passo: rivolgiti al Signore chiedendogli tutto

Paolo dice: “hai due possibilità: puoi preoccuparti, oppure puoi pregare!

Vuoi sapere quando è che sono più preoccupato? Quando non sto pregando!

E Paolo mi dice anche che posso pregare su “tutto”: dal raffreddore al tumore, dall'interrogazione a scuola alla perdita del mio lavoro.

La preoccupazione è come la sedia a dondolo: molto movimento, ma non ti sposti di un millimetro.

Paolo dice:

“Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32)

Dio ha risolto il problema più grande: farci accedere Cielo Tutto il resto sono bazzecole.

Terzo passo: non dimenticare di ringraziarlo.

Come ti senti quando tuo figlio ti dice “grazie”? Dio ti ama, non ha necessità del tuo “grazie”,
ma lo rende tanto felice! Ringrazialo “in tutto” non “per tutto” (Cfr: Paolo in Filippesi 4:11)

Quarto passo: soffermati sulle cose oneste

Questo si chiama “sostituzione”: il verbo usato da Paolo è “logizomai” = fare un inventario, fare una lista invece di preoccuparti (che ti fa sentire male), fai una lista di tutte le cose belle che conosci. Se ti trovi a corto di idee o di tempo, ti consiglio un posto dove trovare un elenco giù fatto: si chiama BIBBIA!

La Bibbia dice questo in Isaia:

“Alla mente che riposa in te (Dio) tu conservi una pace perfetta, perché confida in te.” (Isaia 26:3)

(Etim. riposa= si sdraia sopra, si abbandona)

Quanto spesso la tua mente riposa in Dio? Forse solo la domenica mattina? Dove riposa più spesso? Sul lavoro, sul sesso, sui soldi? A cosa pensi di più?

Dio dice che per avere pace perfetta devi pensare a lui, tramite la Sua Parola.

3. Devo  condividere tutto quello che Egli mi provvede.

Quello che ho , tutto quello che ho non è mio, è un dono del Signore che va condiviso con gli altri. La frase del Padre Nostro infatti non dice “dammi oggi il mio pane quotidiano” ma “dacci oggi il nostro pane quotidiano”: lo dobbiamo condividere.

Dio è generoso, e vuole avere dei figli generosi. Giovanni 3:16 dice che “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unico figlio”. Puoi dare senza amare, ma non puoi amare senza dare. Dio ama, Dio dà. Dio vuole che tu gli assomigli. Si legge AMORE, ma si scrive DARE ; “Ho bisogno di te” non è una frase d'amore, ma una frase di libidine.

C'è un aspetto della vita di noi tutti dove il dare è più difficile: sono i soldi; ed è lì che  Dio mette alla prova la tua fede

Dio dice: “Cosa farai? Ti preoccuperai per i tuoi soldi, o ti fiderai di me?

Il problema è che più soldi abbiamo, meno sentiamo di dipendere da Dio Ci  fidiamo più dei nostri soldi che di Dio E' per questo che Gesù ha detto che “è più facile per un cammello passare attraverso la cruna d'un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio” (Matteo 19:24)

Il denaro è un male dunque? No, tutto dipende da dove è il tuo cuore: se è con i soldi o con chi i soldi li ha provveduti, se è con l'effetto o con la causa della benedizione. Gesù lo dice: "è più facile avere vede quando sei povero perché quando non hai nulla, sai di dipendere da Dio per il tuo pane quotidiano, e lo ammetti!"

3 REGOLE PER CONDIVIDERE

Queste regole sono valide non solo per il danaro, ma anche per tutte le altre benedizioni concesse da Dio.

I. Dio vuole che ciò che da a me venga dato attraverso di me

Il progetto di Dio è di benedire il numero massimo di persone; per questo è alla ricerca di “cannucce” e non di “tazze”, persone che siano un canale dove le benedizioni possano essere condotte ad altri, piuttosto che un recipiente che accumuli le benedizioni.

Sarai una “tazza” o una “cannuccia”? Verrai riempito dalla grazia di Dio, e la terrai per te, oppure sarai il mezzo tramite cui la Grazia di Dio raggiungerà altri? Dio riempie le tazze, ma ama e benedice le cannucce!

Leggete quello che dice Paolo:

“Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia.   Così, arricchiti in ogni cosa, potrete esercitare una larga generosità, la quale produrrà rendimento di grazie a Dio per mezzo di noi.  Perché l'adempimento di questo servizio sacro non solo supplisce ai bisogni dei santi ma più ancora produce abbondanza di ringraziamenti a Dio” (Corinzi 9:10-12)

Dio non dà solo il “pane quotidiano”, ma anche i “semi quotidiani”, in maniera abbondante così da poterla dar via ad altri. Tutto questo NON per il proprio utile, ma per la gloria di Dio.

Non pensare “io non ho abbastanza” (soldi, doni, talenti). Ricordati l'offerta della vedova.

"In verità io vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri:  poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere". (Marco 12:44)

Se stai in una crisi finanziari, se i tuoi soldi non bastano, è questo il momento di dare a Dio Perché? Perché...

2. Quando mi occupo dei bisogni di altri, Dio si occupa dei miei

“Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il Signore degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla. (Malachia 3:10)

Sapete quando Dio prova la nostra fiducia in lui? Quando aiutiamo gli altri nel suo nome!

Guarda quello che avviene quando condividi con altri  ciò che hai ricevuto da Dio!

“Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?”  (Isaia 58:7)

"Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame,

OK, Si può fare.

che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo,

Si può fare anche questo.

che quando vedi uno nudo tu lo copra

Anche questo posso farlo.

e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?

Eh, no! Non ci siamo più! Fino ad ora mi hai chiesto di aiutare persone veramente bisognose... ma quelli della mia famiglia! Quelli che mi prendono in giro!

Dio ti sprona a non nascondere in chi credi, e ad aiutare nel suo nome! Che lo meritino o meno! Ti ho detto che è una prova! SE lo farai, allora guarda cosa accadrà!

"Allora la tua luce spunterà come l'aurora, la tua guarigione germoglierà prontamente;  la tua giustizia ti precederà,  la gloria del SIGNORE sarà la tua retroguardia.  Allora chiamerai e il SIGNORE ti risponderà; griderai, ed egli dirà: Eccomi!” (Isaia 58:8-9)

Ma c'è di più! C'è un terzo effetto

3. Qualsiasi cosa io affido a Dio, Egli la moltiplica

Vi ricordate la moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci? Un ragazzo aveva affidato a Gesù la sua merenda, e invece di sfamare uno, vengono sfamati 5000... e ne rimangono 12 ceste!

Se affido a Dio i miei talenti, la mia energia, il mio tempo, i miei soldi, le mie amicizie, lui le moltiplicherà. Ci vuole vede a dare il proprio cibo, l'unico che ho, ma il risultato è la sovrabbondanza!

“C'è chi offre liberalmente e diventa più ricco, e c'è chi risparmia più del giusto e non fa che impoverire.” (Proverbi 11:24)

Se offri, avrai indietro, se trattieni, non avrai neppure ciò che hai trattenuto.

Conclusione

Se voglio essere salvo dalle preoccupazioni che reca il domani, devo pregare ogni giorno “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Devo imparare a dipendere dal mio Abba, babbo, papà Dio. Da dove iniziare, dunque?

Comincia da dove sei nel tuo cammino di fede, comincia da oggi.

  • accettando Gesù nella tua vita
  • ritornando a lui se ti sei allontanato
  • accettando la sfida di pregare e mettere in pratica la preghiera di dipendenza ogni giorno se stai camminando assieme a lui.

Gesù ha detto:

“Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo".  Essi quindi gli dissero: "Signore, dacci sempre di codesto pane".  Gesù disse loro: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.” (Giovanni 6:33-35)

Non importa quanto o cosa mangi, se non è di Gesù che ti nutri, avrai fame di nuovo.

Ti sfido ad aprire il tuo cuore a Cristo e ad accettare questi tre passi guardando a Dio come tua fonte; non il governo, non il tuo lavoro, non la tua famiglia, non il tuo conto in banca, ma Dio, tuo Padre;
avendo fiducia in Lui giorno per giorno; non per il tuo pane mensile, o per il tuo pane annuale, ma per il tuo pane quotidiano; condividendo con gli altri tutto ciò che ti concede.
SE il tuo cuore è stato toccato oggi, prega con me queste parole:



Gesù, ho bisogno che tu sazi la fame del mio cuore vuoto. Io ho bisogno di te, ho bisogno che il pane della vita sfami il mio cuore, così da non avere mai più fame. Signore, io accetto la sfida, e voglio vederti come mia fonte, avendo fiducia in te giorno per giorno. Ti chiedo di aiutarmi a non preoccuparmi di nulla ma a pregare su tutto. Aiutami a ringraziarti in tutto e a riempire la mia mente della tua Parola, Aiutami a condividere con gli altri tutto ciò che tu mi concedi, affinché gli altri possano avere quelle tua benedizioni attraverso me. Fammi essere non una coppa, ma una cannuccia. Ed aiutami ad imparare che tutto ciò che io ti affido, tu lo moltiplicherai. Ti prego questo nel tuo santo nome. Amen

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