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domenica, maggio 04, 2014

Pionieri della Preghiera | 4 Maggio 2014 |

Siamo pionieri della Preghiera: vogliamo costruire su di essa non per 40 giorni... ma per la vita!
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Siamo realmente all'ultimo appuntamento di nostri 40 Giorni nella preghiera.

Sono trascorsi, abbiamo imparato molte cose... E ora cosa succede? Cosa ne facciamo di tutto quello che abbiamo imparato, vissuto, sperimentato?

La campagna 40 giorni nelle preghiera ha un sottotitolo: “Pregare è Cambiare”.Cambiare chi? Cambiare noi stessi... oppure cambiare il mondo che ci circonda?

Immaginate la chiesa primitiva, gli apostoli, Maria, Maria Maddalena, i fratelli di Gesù... Hanno visto morire Gesù, lo hanno visto risorto, lo hanno visto salire al cielo... L'ultima cosa che gli ha detto prima di partire è questa:

“Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8b)

Gesù aveva già cambiato quelle persone. Erano diventati suoi discepoli, lo avevano seguito nei tre anni di ministero, avevano dubitato di lui alla croce, avevano creduto in lui alla resurrezione
Ora Gesù lascia a un gruppo di una trentina di persone il compito di cambiare il mondo! Come sarebbero stati capaci di “cambiare il modo”?

All'epoca, Roma era la nazione più potente al mondo, Si estendeva dalla Spagna alla Russia e dall'Inghilterra all'Egitto. Là dove era arrivato, non aveva democraticamente lasciato i regnati, le leggi, la moneta del luogo, ma aveva cambiato tutto; governanti, leggi, moneta.

Sulla religione si comportava in un modo bizzarro: semplicemente aggiungeva i nuovi dei del luogo a quelli che già conoscevano, e li metteva nel “Pantheon”, a Roma.

Gesù stava chiedendo ad un gruppo di trenta persone di cambiare coloro che cambiavano gli altri,
di affermare che l'unico vero Signore non era Cesare, ma Dio,  di andare da loro e dire che tutti gli dei aggiunti nel Pantheon erano falsi e ne esisteva uno solo vero...

Facile, vero? No! Impossibile direi... ma è accaduto! Come è potuto accadere, dunque?

3 Fattori

1. L'intervento dello Spirito Santo

Leggiamo il versetto di Atti 1:8 completo

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8)

Gesù si rende conto dell'impresa... e decide di restare...sotto forma di Spirito Santo,
in Giovanni l'aveva promesso:

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre:lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” (Giovanni 14:15:18)

Nell'impresa di cambiare il mondo Gesù è direttamente coinvolto, non è che ha acceso il gas sotto la pentola ed è andato via, e ha detto: “ok, da ora in poi cucinatevela da soli”,  ma continua da essere lui il cuoco

2. La fame di Dio

Avete fatto caso che, quando succede qualcosa di brutto, le persone hanno in generale due atteggiamenti:

  • maledicono Dio (è colpa di Dio, Dio non è un dio buono, Dio non esiste) 
  • chiedono l'aiuto a Dio (aiutami Dio).

In ambedue i casi, c'è un'apertura a Dio.

E' difficile che parlino di Dio quando tutto va “alla grande”

Il mondo antico era un posto dove c'erano moltitudini di persona al più basso livello sociale,
persone affamate, sfruttate (gli schiavi), oppresse, ammalate. Questo stato di estremo bisogno di una fascia grandissima della popolazione metteva a disposizione una grande quantità di persone che erano “alla ricerca”. Gesù ne raccoglieva a migliaia:

“Fu così che, quando scesero dalla barca, un'enorme folla stava lì ad aspettarli. Gesù ebbe compassione di loro, perché sembravano pecore senza pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose.” (Marco 6:34 PV)

3. La preghiera “proskartereō”

Non vi spaventate, non è una “tecnica” new age di preghiera: leggiamo assieme Atti 1:12-14

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1:12-14)

Gesù è appena asceso al cielo, gli Apostoli sono ancora lì con la bocca aperta che guardano le nuvole,
arrivano due angeli che gli dicono: “chiudete le bocche che vi ci entrano le mosche. Gesù è tornato dal Padre e ritornerà con lo stesso ascensore con cui è salito”. Allora tutti tornano a Gerusalemme che era distante un chilometro  (un cammin di sabato = la quantità massima di strada che gli ebrei potevano fare il sabato prima di peccare, perché oltre era ritenuto “lavorare”).

Sottolineate la parola “perseveravano” e “concordi”

“Perseveravano” è la traduzione del termine greco “proskartereō” che significa : “essere dedicato costantemente a qualcosa”, “attendere assiduamente ad una attività”, “essere completamente coinvolto in qualcosa”.

“Concordi” è la traduzione dal termine greco “homothymadon” che significa: “avere la medesima passione”, “agire come se si avesse una sola mente”

Rileggiamo il versetto finale di Atti parafrasandolo:

Parafrasi:

“Tutti questi erano completamente coinvolti agendo come se avessero una sola mente nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.”

Quale era il risultato? Una crescita “esplosiva”...proprio quella che Gesù aveva sollecitato e predetto:

“Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.  Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.” (Atti 2:41-42)

Gran parte del ministero di Paolo è stato reso possibile dalla preghiera:  Paolo pregava e chiedeva di pregare agli altri, poiché conosceva per esperienza la potenza della preghiera quando della preghiera si fa uno stile di vita, una parte fondamentale della propria esistenza.

“Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera” (Romani 12:12)

“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza.” (Efesini 6:18)

“Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie.” (Colossesi 4:2)

Cosa posso cambiare per una crescita esplosiva?

1. Non posso cambiare lo “Spirito Santo

Lo Spirito Santo è Dio; non posso cambiare Dio. Dio fa ciò che vuole

Posso chiederlo

Posso, anzi, DEVO; chiedere l'aiuto di Dio sotto forma dello Spirito Santo, ma non è nelle mie possibilità di cambiarlo a mio piacimento

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi” (atti 1:8a)

2. Non posso cambiare la “fame di Dio”

L'Italia, e in particolare la nostra provincia è tutt'ora checchè se ne dica, un posto ricco. Il reddito medio “dichiarato” nella nostra provincia ed in particolare nella zona di Montefiascone, Marta, Capodimonte, Tuscania, Bagnoregio, Civitella, è al di sopra dei 22.000 Euro all'anno.

Le persone non hanno molto “bisogno”, possono fare a meno di Dio... fino a che non gli accade “qualcosa” che viene a sconvolgere le loro certezze.

Posso pregare perché le persone diventino "aperte".

Posso pregare perché ci siano occasioni dove le persone diventino “aperte”, ma non è nelle mie possibilità di cambiare questa situazione.

3. Posso cambiare la mia vita di preghiera

L'unico dei tre campi dove posso intervenire è la mia preghiera:

posso cambiare la mia quantità di preghiera

posso cambiare la mia qualità di preghiera

Posso pregare “proskartereō”, essere completamente coinvolto o coinvolta nella preghiera
farne non “un motivo” di vita... ma “IL motivo” della mia vita.

Come chiesa possiamo cambiare allo stesso modo. Possiamo pregare “homothymadon”, come se fossimo una sola mente.

La storia della chiesa ci insegna che quello che chiamiamo in gergo di chiesa “grandi risvegli”, ovvero città, nazioni che ritornano a Gesù, sono SEMPRE iniziati tramite la preghiera di due o tre.
Gesù l'ha promesso che accadrà questo

"Vi dirò di più: se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà. Perché dove due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò là fra loro". (Matteo 18:19-20)

Conclusione

Per alcuni di noi questa campagna di 40 giorni nella preghiera è stata come entrare in una nuova terra: mai esplorata, mai vista, piena di cose nuove.

Per altri è stata tornare a un posto già visto, guidare le persone per far scoprire le ricchezze di quel posto.

E' un po' come succedeva all'epoca dei pionieri in America,del nord o del sud, o in Africa:
c'erano persone che portavano altre persone ad esplorare posti nuovi, pieni di ricchezze, per prenderne possesso.

Erano chiamati “pionieri”.

In un certo senso noi, la nostra chiesa, siamo pionieri della preghiera, abbiamo esplorato o siamo tornati ad esplorare il continente stupendo della preghiera, tutte le sue ricchezze, tutte le sue benedizioni.

Non vogliamo andarcene,  ma vogliamo espandere la nostra conoscenza di questo continente,
vogliamo prenderne possesso in maniera stabile

Tu sei il pioniere della preghiera: quello che devi fare è essere “perseverante”, essere completamente coinvolto nella preghiera.

La nostra chiesa è una carovana di pionieri della preghiera:  quello che dobbiamo fare è di essere “concordi”, di agire come se avessimo una sola mente nella preghiera.

Sarà allora che vedremo le benedizioni, sarà allora che Dio manderà la crescita esplosiva

“Se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà”.

Preghiamo.


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