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domenica, ottobre 30, 2011

Non fuggire dalla presenza del Signore | 30 Ottobre 2011 |


Un profeta disobbediente, un Dio misericordioso, un popolo che accetta, una salvezza che arriva: questi sono gli ingredienti del libro di Giona. Quale valenza hanno per noi credenti del 21° secolo? Giuseppe Longo ci illustra come spesso Dio operi nella nostra vita tramite gli eventi e tramite persone che non credono affinché noi diveniamo operai per la sua messe. C'è un unica domanda, a cui ciascuno di noi deve rispondere: sei disponibile ad essere operaio d'amore per un Dio d'amore? A te la scelta... e Dio la gloria!
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"Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me". Ma Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE. Scese a Iafo, dove trovò una nave diretta a Tarsis e, pagato il prezzo del suo viaggio, si imbarcò per andare con loro a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE. Il SIGNORE scatenò un gran vento sul mare, e vi fu sul mare una tempesta così forte che la nave era sul punto di sfasciarsi. I marinai ebbero paura e invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono a mare il carico di bordo, per alleggerire la nave. Giona, invece, era sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente. Il capitano gli si avvicinò e gli disse: "Che fai qui? Dormi? Àlzati, invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo". Poi si dissero l'un l'altro: "Venite, tiriamo a sorte e sapremo per causa di chi ci capita questa disgrazia". Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. (Giona 1:2-7)

Allora gridarono al SIGNORE e dissero: "SIGNORE, non lasciarci perire per risparmiare la vita di quest'uomo e non accusarci del sangue innocente; poiché tu, SIGNORE, hai fatto come ti è piaciuto". Poi presero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calmò. (Giona 1:14-15)

Dal ventre del pesce Giona pregò il SIGNORE, il suo Dio, e disse: "Io ho gridato al SIGNORE, dal fondo della mia angoscia, ed egli mi ha risposto; dalla profondità del soggiorno dei morti ho gridato e tu hai udito la mia voce. Tu mi hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato, tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi hanno travolto. Io dicevo: "Sono cacciato lontano dal tuo sguardo! Come potrei vedere ancora il tuo tempio santo?" Le acque mi hanno sommerso; l'abisso mi ha inghiottito; le alghe si sono attorcigliate alla mia testa. Sono sprofondato fino alle radici dei monti; la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre; ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio! Quando la vita veniva meno in me, io mi sono ricordato del SIGNORE e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Quelli che onorano gli idoli vani allontanano da sé la grazia; ma io ti offrirò sacrifici, con canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza viene dal SIGNORE". E il SIGNORE diede ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sulla terraferma. (Giona 2:1-11)

La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini: "Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando". Giona partì e andò a Ninive, come il SIGNORE aveva ordinato. Ninive era una città grande davanti a Dio; ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla. Giona cominciò a inoltrarsi nella città per una giornata di cammino e proclamava: "Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!" I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno, e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo. E poiché la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: "Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua; uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagità e dalla violenza compiuta dalle sue mani. Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo". Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità, e si pentì del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece. (Giona 3:1-10)

Se ubbidirete diligentemente ai miei comandamenti che oggi vi do, amando il SIGNORE, il vostro Dio, servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, io darò al vostro paese la pioggia nella stagione giusta: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; e farò pure crescere l'erba nei tuoi campi per il tuo bestiame, e tu mangerai e sarai saziato. (Deuteronomio 11:13-15)

Giona ne provò gran dispiacere, e ne fu irritato. Allora pregò e disse: "O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira e di gran bontà e che ti penti del male minacciato. (Giona 4:1-2)

Ma io vi dico: amate i vostri nemici, [benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano,] e pregate per quelli [che vi maltrattano e] che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. (Matteo 5:44-45)

Dio, il SIGNORE, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che salì al di sopra di Giona per fare ombra sul suo capo. Giona provò una grandissima gioia a causa di quel ricino. L'indomani, allo spuntar dell'alba, Dio mandò un verme a rosicchiare il ricino e questo seccò. Dopo che il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un soffocante vento orientale e il sole picchiò sul capo di Giona così forte da farlo venir meno. Allora egli chiese di morire, dicendo: "È meglio per me morire che vivere". Dio disse a Giona: "Fai bene a irritarti così a causa del ricino?" Egli rispose: "Sì, faccio bene a irritarmi così, fino a desiderare la morte". Il SIGNORE disse: "Tu hai pietà del ricino per il quale non ti sei affaticato, che tu non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito; e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?" (Giona 4:6-11)

Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. (1 Timoteo 2:3-4)

Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti". (Atti 17:30-31)
Mentre la gente si affollava intorno a lui, egli cominciò a dire: "Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona. Infatti come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. (Luca 11:29-30)

Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse". (Matteo 9:36-38)








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1 commenti:

simonetta ha detto...

in questo ultimo mese sto' trovando serenita' dedicandomi alla preghiera di intercessione e anche relativamente a questa storia di giona c'e bisogno si di opere si di ministeri attivi si di evangelizzazione a 360 gradi ma credo il signore abbiamesso nel mio cuore questa necessita' di intercedere e di pregare di adorare e lodare... ringraziare anche e sopratutto per le sofferenze che servono a fortificare la nostra fede e le risposte alle preghiere non si faranno attendere perche cosi e' promesso e io credo!

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