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13 giugno 2021

Percepire Dio coi miei sensi - Gustare Dio | 13 Giugno 2021 |

La Parola di Dio è il cibo spirituale più buono che possa esistere. Ma per gustarlo a pieno devi avere un rapporto costante ed intimo con colui che è il pane della vita, suo Figlio Gesù.
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Siamo al quarto messaggio sui nostri cinque sensi, e su come questi ci possano aiutare a sperimentare un rapporto  più intimo con chi ce li ha donati, ovvero il nostro Signore.

Quando pensate ad una vacanza, quali sono le prime memorie che vi vengono in mente?

Personalmente io ricordo per primi i paesaggi, quello che ho visto; le cime delle Dolomiti,  o i palazzi di Noto, o i tramonti in Zimbabwe. Se sei come me, significa che la tua memoria è prettamente visiva.

Ma ci sono altre persone che, invece, ricordano per prima cosa i profumi del luogo che hanno visitato; l'odore degli alberi di jacaranda che fiorivano quando eravamo a Bulawayo, oppure dell'erba delle malghe. Questo significa che hai una memoria olfattiva.

Conosco persone, invece, che hanno una memoria “digestiva”; tutti i racconti relativi ai loro viaggi vertono su quello che hanno mangiato: “Ah, mi ricordo quel posto, facevano un filetto stupendo, oppure quell'altro, una impepata di cozze sublime.”

Il gusto ci è stato dato perché possiamo non solo nutrirci ma fare della necessità quotidiana un mezzo di conoscenza, di cultura (si parla tanto di “cultura del cibo”) ma anche un modo per fissare un ricordo o un'esperienza.

Tanto del nostro gusto proviene dalla nostra cultura: non ti stupisci se a pranzo ti vengono  offerti questi, dei gamberetti

ma come reagiresti se ti venissero offerti questi, dei bruchi?  

A noi ci è capitato... Eravamo in Zimbabwe e questa è stata la nostra reazione nel mangiare i bruchi "mopane", che sono uno tra i  piatti tipici della zona sud dell'Africa



Talvolta bisogna andare “oltre” le proprie origini culturali,  oltre la tradizione, per scoprire che, quello che ci viene offerto, è qualcosa di veramente squisito... anche se non lo abbiamo mai assaggiato.

Questo non vale solamente per il cibo fisico, ma anche per il cibo spirituale: Davide nel Salmo 34 afferma:

“Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono; beato l'uomo che si rifugia in lui”. (Salmo 34:8 ND)

Appena una nota sulla versione della Bibbia che usiamo di solito, la Nuova Riveduta. Se prendete questo versetto, nelle vostre bibbie vedrete che è assolutamente differente; infatti suona “Provate e vedrete quanto l'eterno è buono” dove i tempi sono un indicativo e un futuro: sentite adesso e vedrete in futuro.

Io ho usato invece la versione della Nuova Diodati per due motivi ben precisi.

Il primo verbo (gustate per la ND e provate per la NR)  in originale ebraico è טָעַם  ṭâ‘am   è un termine poco usato nella Bibbia  ed è riferito propriamente al cibo. Il secondo è רָאָה râ’â, che significa “vedi, capisci, considera” Sia il primo verbo che il secondo verbo, nella lingua ebraica sono al tempo qal  che si traduce in italiano con l'imperativo.

Davide perciò non sta genericamente dicendo:  “Prova un po' questo e poi, vedrai  che in futuro sentirai che è buono”; sono due verbi all'imperativo: “GUSTA! Lo devi mangiare! Ne devi sentire il sapore!” E poi: “CAPISCI! Anche se è un gusto che non hai mai assaggiato devi arrivare a considerare quanto è buono!”

Per noi occidentali del ventunesimo secolo l'esempio che ci fa Davide, sinceramente, non ci fa né caldo ne freddo. Siamo abituati ai sapori... a tutti i sapori la scienza ci dice che noi percepiamo  attraverso le papille gustative che abbiamo in bocca sette sapori primari: Amaro, Acido, Dolce, Salato, Umami, Kokumi, Grasso.

Se pensavi fossero solo quattro,  il salato, l'acido, il dolce, l'amaro, sei in buona compagnia;  anche io lo credevo fino a questa predicazione.

Quali di questi è il migliore? Il più buono? Nessuno dei sei e ciascuno di essi!  Ognuno di noi ha le sue preferenze! Tu puoi lasciarmi sul tavolo il pezzo di cioccolata più buona al mondo, e sta sicuro che la ritrovi là... ma non provare a lasciare un sacchetto di patatine, o di arachidi o di mandorle tostate e salate... io posso uccidere per averle tutte!

Non era così al tempo di Davide: I tre sapori principali amaro, acido e salato erano facili da provare; facevano parte della cultura del cibo dell'epoca.

Non per il dolce; in Israele non esisteva zucchero. L'unico dolcificante che conoscevano era il miele, ma per prima cosa era molto raro in quanto non esisteva l'apicoltura (l'unico era quello trovato nei favi delle api selvatiche) e seconda cosa era costosissimo, solo i re potevano permetterselo.

Quando Davide parla di “gustare” Dio e di considerare quanto è buono stava riferendosi con tutta probabilità (e vedremo dopo perché) a quel sapore a quel dolce che era rarissimo, costosissimo, e che solo pochi potevano permettersi. E invece Davide dice: “Non solo lo puoi, ma anzi lo DEVI gustare, anche se non lo hai mai assaggiato”.

Ovviamente, quella di Davide, è una “metafora”, un'illustrazione, per far capire meglio come è Dio: “Hai presente quanto è buono il miele? Beh, Dio è enormemente meglio”

Ma come si fa a “gustare” il miele dell'Eterno? Ce lo spiega un altro salmo, il 119:

"Oh, quanto amo la tua legge! È la mia meditazione di tutto il giorno. I tuoi comandamenti mi rendono più saggio dei miei nemici; perché sono sempre con me. Ho più conoscenza di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze sono la mia meditazione. Ho più saggezza dei vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti. Ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola. Non mi sono allontanato dai tuoi giudizi, perché tu mi hai istruito. Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca.” (Salmo 119: 97-103)

Davide (probabilmente... ma non siamo sicuri) ci da la ricetta per gustare il dolce più buono del Creato.

1. Ama  la Parola di Dio

Oh, quanto amo la tua legge! (v. 97a)

Non è un libro qualsiasi. Non è un libro dove, se lo leggi,  trovi qua e là, in mezzo a tante storie talvolta strampalate, qualche indicazione di Dio: E' la Parola di Dio. E' tutta ispirata.

2. Meditala ogni giorno

È la mia meditazione di tutto il giorno (v. 97b)

Chi di noi è stato all'estero per un periodo di tempo più lungo di una settimana? Cosa vi è mancato di più?

Posso dirvi cosa manca a me, quando vado fuori per un po': il CAFFE'!  Quello vero, italiano, scuro, denso con la crema sopra! Talvolta tento con qualcosa  che imita l'espresso italiano... e ogni volta mi dico :”Non imparo mai! Ma perché l'ho preso?”

Per via della mia ernia iatale ho dovuto smettere prenderlo, altrimenti era un rito che, tutti i giorni, almeno due volte al giorno (se non di più) non poteva mancare. Ero “dipendente” dalla caffeina.

La lettura della Parola deve essere molto di più del caffè. Deve diventare una costante nel tempo da cui diventiamo dipendenti.

Così come i tempi con cui prendevo il mio caffè  erano variabili (potevo buttarlo giù d'un fiato prima di andare al lavoro, oppure sedermi a sorseggiarlo con un amico), allo stesso modo non tutti i giorni avrò tempo di trascorrere un'ora in lettura; talvolta saranno cinque minuti, ma l'importante è che lo faccia  su base quotidiana per gustare il miele che c' è in essa.

3. Applicala alla tua vita quotidiana

Ho più conoscenza di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze sono la mia meditazione (v. 99)

Ti ricordi quando eri a scuola cosa faceva il maestro? Per insegnarti come risolvere un problema te lo faceva vedere uno alla lavagna e lo risolveva, e poi diceva: “ecco, per risolvere quelli a casa, fate lo stesso”.

La Bibbia è un libro pieno di problemi risolti, dove trovi strategie, metodi, soluzioni,  per poter ottenere il miele da ogni giorno.

Ma non basta leggere le soluzioni devi anche meditale, ovvero pensare cosa significano per te e applicarle alla tua vita.

4. Rispetta le sue regole

Ho più saggezza dei vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti (v. 100)

Per risolvere un problema non basta solo applicare un metodo, ma bisogna rispettare alcune regole. Perché, anche se il tuo metodo è giusto, e sai che per misurare la circonferenza  devi moltiplicare per 2 il raggio, se poi non rispetti la regola  di moltiplicare per π, il risultato sarà sbagliato.

Ci sono delle regole date da Dio che vanno rispettate se vuoi assaporare il suo miele.

5. Scegli il percorso giusto

Ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola (v. 101)

La Parola di Dio è una mappa che contiene solo percorsi sicuri; questo non significa che saranno i più facili, spesso quelli che sembrano più semplici  portano verso i burroni.

Ma proprio per questo vanno “scelti” secondo quello che c'è scritto sulla mappa; se non sono là sopra, anche se sembrano scorciatoie sicure è meglio evitarle.

6. Non smettere mai di apprendere

Non mi sono allontanato dai tuoi giudizi, perché tu mi hai istruito.” (v. 102)

Il rischio più grande per ogni credente è quello di ritenersi “completo”; di aver appreso tutto, di sapere ora come fare. Ed è allora che cadiamo.

Lo scrittore Ernest Hemingway ha detto: “Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri: la vita.” In questa vita noi siamo apprendisti, siamo incompleti, siamo costantemente in debito di informazioni.

Abbiamo bisogno di sedere come Maria sorella di Marta, ai piedi del Signore. Il buono da assaporare arriva attraverso quello che lui giudica buono, non attraverso quello che io giudico tale.

Davide afferma:

“Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono...

I sei passi che ci indica ci possono davvero far assaggiare il cibo più buono del Creato... ma... Ma Davide aggiunge:

beato l'uomo che si rifugia in lui”

Cosa significa questo, per me e per te? Ce lo spiega Pietro ripetendo questo esatto versetto:

“...desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono. Accostandovi a lui (Gesù), pietra vivente, rifiutata dagli uomini ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1 Pietro 2: 2b-5)

Se non ti accosti a Gesù, se non “gusti” la  Parola di Dio attraverso Cristo, il miele non potrà arrivare nella tua vita.

Pietro afferma che ogni tuo sacrificio spirituale, come amare la Parola e meditarla ogni giorno, come applicarla alla tua vita rispettando le regole, scegliendo le vie giuste e non smettendo mai di apprendere, sarà gradito a Dio  SOLO per mezzo di Gesù Cristo. Gesù ha detto:

“ Io sono il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne.” (Giovanni 6:48-51)

Ho detto all'inizio del messaggio che talvolta bisogna andare “oltre” le proprie origini culturali,  oltre la tradizione, per scoprire che, quello che ci viene offerto, è qualcosa di veramente squisito... anche se non lo abbiamo mai assaggiato.

Molti di noi hanno sperimentato un solo tipo di cibo spirituale in passato e non hanno mai assaggiato il vero pane di Cristo, il rapporto profondo, costante e quotidiano sia con la sua Parola che con la sua presenza sotto forma di Spirito Santo.

Dove sei oggi? A quale mensa sei seduto, sei seduta?

Se stai mangiando ancora la manna nel deserto, se ti stai nutrendo dello stesso cibo da anni,  se ti illudi che basti leggere,  o frequentare una chiesa e vivere poi come vuoi, Gesù ti indica il tuo destino.

Ma se gusti il pane della vita, se credi e segui Gesù, il miele dell'Eterno, una vita al suo fianco, e per sempre, è ciò che Gesù è venuto a donarti.

Gustare Dio, come dice Davide, è un imperativo, se hai creduto. Ed è un imperativo anche capire che il suo cibo è un cibo di vita eterna, e ricercarlo ogni giorno.

Preghiamo .

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