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domenica, ottobre 04, 2020

La misericordia: amore in azione in un mondo sottosopra | 4 Ottobre 2020 |


Cristo ci chiama a vivere un mondo "sottosopra", dove i valori che contano sono opposti a quelli che il mondo acclama, e a praticare la vera misericordia, piuttosto che parlarne.

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Tempo di ascolto audio/visione video: 30 min.

Sono alcune settimane che sitiamo parlando di come costruire la nostra felicità per vivere felici.

Uno dei suggerimenti che Paolo da  ai Filippesi  è quello di applicare alcune “buone abitudini” alla vita di tutti i giorni.

Quando parliamo di “buone abitudini” in ambito cristiano queste vengono definite “virtù” Uno dei risultati dell'applicazione   delle virtù cristiane alla propria vita  è  appunto la felicità.

Sino ad ora abbiamo visto cinque virtù: quella della gratitudine (ringraziare gli altri per quello che hanno fatto nella nostra vita), quella dell'intercessione (essere in preghiera un ponte tra il trono di Dio e le persone), quella della fede/fiducia (aspettarsi il meglio dalle persone on cui viviamo), quella dell'incoraggiamento (incoraggiare le persone nel loro cammino con Cristo), e quella della pazienza (non aspettarsi cambiamenti tutti e subito dagli altri).

Però, sapete, va tutto bene nel praticare le virtù con le persone “amabili”... Con quelle è facile: ci piacciono, le amiamo,  non ci è difficile praticare la pazienza, la gratitudine ecc.

Poi ci sono quelle persone “neutre”: non ci piacciono più di tanto, ma alla fin fine non ci dispiacciono nemmeno tanto.

Il problema arriva quando le virtù dobbiamo praticarle verso persone “abrasive” che sono morbide come che ci massaggi con  una manciata di sabbia sulla schiena dopo la prima uscita al mare  senza aver messo la crema protettiva.

Sono quelle persone che chiedono troppo,  che non danno nulla, persone che ci hanno fatto del male (poco o tanto che sia), persone naturalmente e perennemente depresse, persone che vorrebbero manipolarci per trarne vantaggio.

In questi casi, come credenti dobbiamo attingere ad un'altra virtù.

Mentre le prime cinque (gratitudine, intercessione, fede, incoraggiamento e pazienza) tendevano a cambiare l'altro, con quel tipo di persone  che non sono proprio intenzionate a cambiare l'unico modo è.. cambiare me stesso!

Nel Sermone sul Monte Gesù parla di questa virtù, e di chi la pratica:

“Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia.” (Matteo 5:7 PV)

E' la quinta  delle Beatitudini che Gesù ci consegna nel suo Sermone sul Monte 

Cosa significa “misericordia”?

La parola misericordia in greco è ἐλεέω eleeō; la parola “misericordiosi” è ἐλεήμων eleēmōn (è da essa che deriva la parola “elemosina”)  è composta da “eleeō” = misericordia,  + suffisso “mon” che indica un azione: fare, praticare; “eleemon” significa “colui che pratica la misericordia”. 

Quante volte mi avete sentito dire che l'amore non è un sentimento, ma un'azione?Sapete come si chiama quest'azione? Misericordia!

La misericordia è “amore in azione”

La misericordia non è farci venire i lucciconi se vediamo un bambino denutrito in TV. La misericordia non è piangere perché qualcuno ha subito un lutto. Il Salmo 145 dice:

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.” (Salmo 145:8) 

Qui c'è una parola in ebraico per “misercordia: רַחוּם  raḥûm  che è un derivato di רָחַם râḥam  che significa letteralmente “accarezzare”.

Sapete quando Davide ha scritto questo salmo? E' l'ultimo salmo che ha scritto: una lunga vita dove Davide non è stato sempre obbediente a Dio, dove Dio avrebbe potuto a ragione punirlo... Ma Davide afferma, alla fine dei suoi giorni, che Dio, nonostante i sui sbagli, lo ha “accarezzato”.

La misericordia è la mano di Dio che si allunga per accarezzare i suoi figli, piuttosto che percuoterli, è fare qualcosa;   Dio è un Dio di misericordia:  è “amore in azione” sin dal principio del mondo.

Se dico di credere in quel Dio e di seguire le istruzioni di suo Figlio devo praticare la virtù della misericordia.

Come praticare la virtù della misericordia?

1. La misericordia è essere paziente con le persone

Della pazienza avevamo parlato anche la volta scorsa. Vedete come le virtù cristiane non siano “isole” regola 1 + regola 2 + regola 3, ma siano interconnesse tra di loro.

Ah, non sto manco a specificare che la pazienza va esercitata verso TUTTE le persone... anche e soprattutto con quelle “particolari”.

La vita è fatta di persone “particolari”, “strane”,  di persone che stimolano il peggio di noi stessi! 

Guardate quello che dice Paolo ai Tessalonicesi:

“Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14)

Paolo non dice di essere pazienti con gli educati, coi savi, con i simpatici... ma con TUTTI, per cui, con i maleducati coi pazzi, con gli antipatici... E'  una sfida alla normalità della mia vita! E' un mondo sottosopra!

Io non sono famoso per la mia pazienza. Magari voglio che gli altri lo siano con me;  ed è una mancanza su cui lavoro da anni... qualche volta va bene... altre volte ho una miccia “troppo corta”.. ed esplodo!

Una cosa che ho trovato utile per “allungare” la mia “miccia”, per evitare di “esplodere”, è, semplicemente, stare zitto io e cercare di ascoltare l'altro, cercare di capire attraverso le sue parole perché è così “difficile”.

Stress? Situazioni di lavoro? Situazioni familiari? Certamente non posso capire tutto in cinque minuti, ma posso evitare di giudicare senza ascoltare.

Paolo in Romani dice che dovremmo accoglierci a vicenda, perché siamo stati per primi accolti da Cristo.

“Perciò, accoglietevi a vicenda con amore, proprio come Cristo ha accolto voi; fatelo per la gloria di Dio” (Romani 15:7 PV)

Tu potresti pensare:  “Beh, io in fondo non avevo fatto un gran che di male nella vita. Perché Gesù non avrebbe dovuto accogliermi?”

Te lo spiega Paolo perché:

“Una volta voi eravate morti per sempre a causa dei vostri peccati.” (Efesini 2:1 PV)

Perché Gesù mi ha accolto quando anche io ero “particolare”:  perché Gesù mi ha accolto quando io ero suo nemico. 

Tu potresti ancora dirmi: “ Si, va bene, ma io che beneficio ne traggo oltre farmi un fegato tanto ad “accogliere”  quelli che mi risultano “difficili”?

Tu, nessuno... Dio tutto: il versetto di Romani dice:

 “fatelo per la gloria di Dio”  (v.7b)

Perché voglio che Dio venga glorificato attraverso la mia accoglienza.

2. La misericordia è perdonare coloro che sbagliano

Sei uno, o una che sottolinea o che cancella? 

Quando qualcuno sbaglia contro di te, prendi la matita rossa e blu, e sottolinei oppure prendi il bianchetto, e cancelli?

Nel mondo sottosopra di Dio, la misericordia dimentica,  la misericordia cancella!

“Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi”. (Colossesi 3:13)

Le parole “sopportatevi”, “perdonatevi” sembrano così giuste quando siamo noi che dobbiamo riceverle, vero? Ma sono così difficili c'è da applicarle agli altri: “Io non voglio perdonare, voglio giustizia!”

Dio come è stato con te?  Ha “sottolineato”  o ha “cancellato” i tuoi peccati? Rileggi il versetto di Colossesi per trovare la risposta.

3. La misericordia è  aiutare chi soffre

Ti ricordi? In greco “essere misericordiosi” si dice ἐλεήμων eleēmōn è fare la misericordia è una azione:

“Non negare il bene a quelli a cui è dovuto, quando è in tuo potere di farlo” (Proverbi 3:27) 

E qui, in molti, interpretano quel “bene” in una maniera “creativa”, “estensiva”: adoperasi per i diritti dei più poveri, visitare gli infermi, essere vicini agli emarginati...

Tutte cose molto belle e molto giuste... che escono direttamente dal cuore...

Gesù ha una chiave di lettura forse meno “nobile”, meno da premio Nobel per la pace, ma tremendamente più pratica: infatti Giovanni dice: 

“Ma se uno, che dice di essere cristiano, ha denaro a sufficienza e vede un fratello bisognoso, ma non vuole aiutarlo, come si può dire che in lui c’è l’amore di Dio?  Figli miei, dimostriamo il nostro amore, non a parole, con dei bei discorsi, ma con i fatti, concretamente. “(1 Giovanni 3:17-18 PV)

Giovanni, seguendo gli insegnamenti di Gesù, dice: “piuttosto che far uscire la tua misericordia dal tuo cuore falla uscire dal tuo portafoglio.”

Vi ricordate la storia del buon samaritano?  Un uomo era stato picchiato, derubato, e buttato a lato di una strada.  Arrivano due persone in due momenti differenti, ma ambedue dicono guardandolo: “Non è affare mio, non mi riguarda.” Mi spiace per quello che ti è accaduto, ma non voglio essere coinvolto”.  È solo il terzo uomo che decide di agire, che lo porta all'Urbano V (il miglior albergo di Montefiascone), gli lascia la sua MasterCard, e dice al titolare: “Dagli tutto quello che chiede, tanto pago io! “ 

Secondo te, chi di questi tre si comporto da "prossimo" verso quell'uomo, vittima dei banditi?"  Il dottore della legge rispose: "Quello che ha avuto compassione di lui".Allora Gesù gli disse: "Ora va', e comportati così anche tu!" (Luca 10:36-37 PV)

Nel mondo sottosopra  dove i valori disprezzati sono quelli che valgono di più Gesù sta dicendo : felici coloro che si lasciano coinvolgere! Felici coloro che AGISCONO con misericordia”.

4. La misericordia è fare del bene ai miei nemici

Suona male, vero? La nostra natura e la nostra cultura ci dice che noi dobbiamo FARE MALE a chi ci fa del male magari incrementando un po' il male ricevuto  così da essere in vantaggio!

Quello che propone Gesù, invece, è ancora una volta,  un mondo sottosopra:

“E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. ...Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”(Luca 6:33, 35-36)

La società ti dice: “ diffama i tuoi nemici, distruggili con qualsiasi mezzo  tu possa.”  Dio invece ti dice: “io non voglio che tu reagisca, ma voglio che tu agisca!”.  E questo è così difficile da fare!  Ma è quello che farebbe Gesù. 

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Allora, abbiamo capito che, nel mondo sottosopra di Dio essere misericordiosi non significa avere la “lacrima facile”, ma AGIRE:

1. La misericordia è essere paziente con le persone

2. La misericordia è perdonare coloro che sbagliano 

3. La misericordia è aiutare (anche economicamente) chi soffre 

4. La misericordia è fare del bene ai miei nemici


E' facile? Assolutamente no! Significa dove girare  il  mondo dove viviamo sottosopra, fare l'opposto di quello che il mondo fa, vivere “a penzoloni” in un mondo dove gli altri sono in piedi per essere simili a Cristo, aggrappandoci a lui per non cadere  e ricevere il suo premio.

Personalmente sono sempre più convinto che l'unica maniera per cambiare la natura umana che c'è in ognuno di noi, non viene né dal leggere la Bibbia, né dall'ascoltare una predica, e nemmeno dal pregare... ma viene dall'applicare a se stessi quelle regole di vita sottosopra che Dio ha scritto attraverso le virtù cristiane.

Conclusione

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.”(Salmo 145:8)

La misericordia è la mano di Di che si allunga per accarezzare i suoi figli, piuttosto che percuoterli, è fare qualcosa.

Dio è un dio di misericordia:  Dio vuole che tu assomigli a sui figlio Gesù, che in questo mondo sottosopra pagò essendo innocente, morì essendo immortale, ed amò essendo odiato.

Preghiamo

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