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domenica, luglio 05, 2020

Cosa custodisci nel tuo cuore? | 5 Luglio 2020 |

Chi determina il modo in cui io mi comporto? La famiglia, la società, oppure quello che scorre nel mio cuore? Dio mi dice che debbo custodire il mio cuore e i miei pensieri, perché quello che penso influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.
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Tempo di ascolto audio/visione video: 27 min.


La scorsa settimana abbiamo parlato di “pelle”: di quella che il mondo e noi stessi ci siamo cuciti sopra quella vera quella di creature di Dio, e che si “irrita” a contatto con la sua Parola, la Bibbia,

La nostra pelle nuova si chiama Cristo Gesù, tramite cui possiamo ricevere il balsamo che la guarisce
piuttosto che l'acido che la irrita se ci comportiamo da digli obbedienti.

Infatti l'ultimo versetto che avevamo visto era quello di 1 Pietro:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Voglio farvi un altro esempio, sempre tratto da Proverbi, di come la pelle che indosso ora
si “irriti” a contatto con la verità della Bibbia

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Perché trovo questo versetto “irritante”? Perché va contro la pelle che indosso ogni giorno? Vorrei che leggeste la tradizione di questo versetto  che ne fa la Bibbia TILC:

Vigila sui tuoi pensieri: la tua vita dipende da come pensi.” (Proverbi 4:23 TILC)

Il versetto mi dice che quello che penso, influenzerà quello che faccio.

La psicologia moderna   si  è chiesta se il comportamento umano  sia determinato da dentro, ovvero sono io a stabilire cosa voglio fare, oppure da fuori, ovvero il mondo, la società la famiglia dove vivo influenza il mio comportamento e stabilisce per me cosa devo fare.

Insomma, la colpa è mia, (se c'è una colpa) o la colpa è degli altri?

Gran parte degli psicologi affermano che è più probabile il secondo caso, ovvero che come agiamo è determinato da quello che ci accade attorno, e che la responsabilità per le nostre azioni deve essere ricercata  nella società in cui viviamo.

In pratica, se vivo in una famiglia di ladri, ed io divento ladro, la colpa non sarà mia, ma della mia famiglia.

Moltissimi processi terminano con pene minime perché i giudici vedono come attenuanti la situazione in cui io ho vissuto.

Leonardo Vitale era un mafioso, figlio di mafiosi, che aveva commesso già molti delitti prima di finire in carcere; descriveva così la sua vita:

“La mia colpa è di essere nato, di essere vissuto in una famiglia di tradizioni mafiose e di essere vissuto in una società dove tutti sono mafiosi e per questo rispettati, mentre quelli che non lo sono vengono disprezzati; [...] bisogna essere mafiosi per avere successo. Questo mi hanno insegnato ed io ho obbedito”.  (Leonardo Vitale - condannato per associazione mafiosa ed omicidio=

La pelle che il mondo mi ha cucito addosso è quella che dice che “non è colpa mia” che la famiglia, la società, il mondo intorno è il vero responsabile se io agisco male.

E poi arriva Proverbi 4 che mi dice:

“Custodisci il tuo cuore perché esso determina il corso della tua vita” (Proverbi 4:23 NLT)

Dio mi dice che non è vero che io sono diventato così come sono a causa del mondo che ho attorno, ma che c'è qualcosa dentro di me che mi ha fatto diventare  così' come sono.
Gesù dirà:

“Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.” (Matteo 15:18)

Ma, un attimo! Dio mi dice che devo custodire il mio cuore, perché in esso c'è una fonte,  qualcosa che sgorga acqua pura, e invece Gesù mi dice che nel mio cuore ci sono tutte le peggiori schifezze del mondo! Chi dei due ha ragione? A chi devo credere?

Vogliamo anche questa settimana andare un po' più in profondità nel versetto di Proverbi, vedere cosa c'è sotto la superficie letteraria.

Per cominciare, rivediamo il versetto, e soprattutto i suoi “verbi”:

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Nel versetto c'è un verbo  “statico”: custodisci (è all'imperativo, è un ordine”); per custodire non devo fare nessun movimento, la chioccia per custodire i pulcini sotto le sue ali
 rimane completamente ferma. In ebraico è נָצַר  - nâṣar, che significa “proteggere, mantenere”.

Forse starete pensando che ho sbagliato la diapositiva, perché non ho evidenziato l'altro verbo, “provengono”.

Di questo verbo poco vi posso dire: non posso dirvi il significato in ebraico... semplicemente perché nel testo originale non c'è! E' stato aggiunto  nelle nostre traduzioni per dare più senso alla frase ma nell'originale c'è un solo verbo, e la frase è costruita in un modo differente, e suona così:

"più di ogni altra cosa il tuo cuore Custodisci poiché da esso le sorgenti della vita"

Questa è una struttura tipicamente ebraica che serve a focalizzare l'attenzione di chi legge su un solo verbo, una unica azione, una sola cosa da fare che viene messa al centro della frase.

L'imperativo centrale che Dio  attraverso Salomone che ha scritto questo proverbio, mi vuole indicare è di “custodire, proteggere, mantenere”:

Immagina questo versetto come fosse una persona, quale è la parte centrale di una persona? La testa! La testa del versetto è

Custodisci

La testa è il centro tra due braccia; su un braccio Dio ha messo il “cosa custodire” e sull'altro il “perché custodire”.

A sinistra c'è il cosa:

 il tuo cuore Custodisci 

In ebraico לֵב  - lêḇ. Cuore in realtà si dice  לֵבָ  lêḇâḇ,  che indica quello che il cuore è una parte del corpo, mentre   לֵב  - lêḇ, indica quello che il cuore fa e che non era solo pompare sangue.

Per chi segue le mie predicazioni da tempo, sa che più volte ho detto che gli ebrei intelligenza e emozioni risiedevano  in parti differenti del corpo  rispetto a noi occidentali.

Nella nostra cultura greco/romana  noi abbiamo diviso l'intelligenza dalle emozioni, mettendole in due parti diverse: la parte emotiva nel cuore, (che, secondo la cultura greca è negativa e va limitata) e l'intelligenza nella testa (che, invece, sempre secondo la cultura greca è positiva e va incoraggiata).

Gli ebrei non avevano questa divisione tra intelligenza ed emozioni, emozioni ed intelligenza avevano lo stesso valore e tutto era messo nel cuore (altre emozioni erano situate nelle visceri e nei reni).

Per cui quando Dio fa dire a Salomone di custodire il cuore, non ti sta chiedendo di vigilare solo sulle tue emozioni, ma anche sul tuo intelletto, intelligenza, cervello.

Ciò che devi proteggere, custodire, mantenere non è solo la parte irrazionale di te, ma parte razionale, la logica, la tua intelligenza.

Dio vuole avere possesso sia delle tue emozioni che dei tuoi pensieri, perché quello che pensi  influenzerà quello che senti e quello che senti guiderà quello che fai.

Non a caso Paolo scrive così ai Corinzi, che avevano più di un problema con tutto quello che la cultura dell'epoca gli stava mettendo nel cuore (ovvero in testa):

“In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo...” (2 Corinzi 10:3-5)

Ciò  che sento e ciò che penso, dice Paolo, io lo αἰχμαλωτίζω -  aichmalōtizō, letteralmente lo accompagno dentro una prigione. Una prigione  che  in qualche modo, custodisca i miei pensieri.

Vediamo sul braccio a destra  cosa ci porta Dio:

Custodisci  le sorgenti della vita

Cosa vi viene in mente quando pensate ad una sorgente? A dell'acqua che sgorga...  ovvero a qualcosa liquido, a qualcosa di dinamico, qualcosa che fluisce, si muove  non sta mai fermo,

Ma da un cuore, secondo voi, cosa può sgorgare di “liquido” che da la vita? Il sangue!

Gli ebrei individuavano nel sangue  la fonte della vita, non perché fossero laureati in medicina, ma perché Dio glielo aveva detto:

“...perché la vita di ogni carne è il sangue; nel suo sangue sta la vita...” (Levitico 17:14 a)

E' per questo che il Sommo Sacerdote durante i sacrifici spargeva il sangue dell'animale ucciso, perché rappresentava una vita sacrificata per purificare i peccati, secondo la Legge di Mosè.

Ma noi non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia, poiché abbiamo avuto qualcuno che ha versato il suo sangue una volta, e per sempre!

“In Cristo, attraverso il suo sangue versato per noi, abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati, secondo la ricchezza della grazia di Dio...” (Efesini 1:7 PV)

Gesù è la sorgente della vita, che scorre in me attraverso la sua Parola.

Mettiamo assieme le due braccia e la testa del versetto:

il tuo cuore Custodisci le sorgenti della vita

Io devo custodire, proteggere, mantenere sia nella parte logica di me quello che penso, sia nella parte emotiva di me quello che sento, la vita che scorre attraverso il sangue di Cristo,  attraverso la sua Parola perché quello che penso  influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.

Gesù  stesso ci ha detto:

“In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.” (Giovanni 6:53)

Vedete perché ancora una volta, la Parola di Dio è “irritante” su una pelle non mia che il mondo o me stesso mi sono cucito addosso?

La psicologia mi dice che io sono un frutto dell'ambiente dove sono cresciuto. Dio mi dice che io sono il frutto di quello che scorre in me.

Forse ti oggi stai pensando “Dici bene tu, Marco, che sei nato in una famiglia “normale” che sei vissuto in una città “normale”,  che ha avuto un lavoro “normale... Ma io...”.

Qualsiasi sia la tua storia familiare, qualsiasi sia la città e la società  in cui sei cresciuto o cresciuta, qualsiasi sia quello che hai fatto per vivere, io ti dico:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita. (Proverbi 4:23)

Gesù è venuto per iniettare in te  una fonte inesauribile di vita, per cambiare il tuo sangue, per darti una nuova pelle.

All'inizio vi ho parlato di Leonardo Vitale, un mafioso, un assassino, condannato al carcere per vari omicidi, che affermava che “non era colpa sua” se era cresciuto così.

Leonardo aveva riempito le sue vene
con tutto quello che Gesù aveva detto in Matteo 15:18:  “omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.”

Era lui,  come molti fanno ogni giorno nel mondo, che aveva scelto quella vita.

Dopo più di dieci anni in un manicomio giudiziario dove si era fatto trasferire fingendosi pazzo sperando forse di evadere, qualcuno regalò a Leonardo una Bibbia... e la sorgente di vita che stava in quella Bibbia cambiò il cuore, lo fece pentire, e accettare Cristo.

Vitale divenne il primo VERO pentito di mafia, e pagò quel suo pentimento con la morte, venendo ucciso una domenica  sui gradini di una chiesa.

Ma il suo cuore era al sicuro, la vita scorreva ormai per sempre  nelle sue vene,

Custodire il proprio cuore significa   imparare a controllare i propri pensieri,  le proprie parole, la propria disposizione  ma significa soprattutto far si che nelle tue vene scorra la vita della Parola di Dio.

Non è mai troppo tardi  per cambiare ciò che scorre in te, non è mai troppo presto  per iniziare a custodire il tuo cuore.

Custodire il tuo cuore significa strappare via la pelle falsa che copre la tua vera, riempire costantemente, ogni giorno il tuo cuore con la vita che è nella Parola di Dio perché possa cambiare quello che pensi  influenzare quello che senti e guidare quello che fai.

Preghiamo.


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