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domenica, maggio 10, 2020

Poggia la tua ansia su Gesù | 10 Maggio 2020 |

L'ansia è una "valigia pesante" che spesso mi porto appresso. Gesù può portarla per me. Gesù vuole portarla per me.
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Che cosa è che vi fa stare in ansia nella vostra vita?  I figli?   Il lavoro?   Il vostro matrimonio?   La vostra salute?   La pandemia?

Nel 2018 si stimava che oltre 2 milioni e mezzo di italiani erano affetti da “ansia patologica” ovvero quell'ansia che porta a prendere farmaci, spendendo oltre 377 milioni di Euro.

Una persona ha recentemente “twittato”:”L’amore ti rende spensierato. L’amore ti rende leggero. L’amore ti rende felice. Ma lo Xanax (un farmaco antidepressivo) costa meno.”

L'attuale statistica dice che in Italia il 78 % delle persone vive una situazione di ansia dovuta al Covid o alle sue ricadute.

L'ansia non ha confini geografici e neppure nazionali. L'ansia non nasce ad una certa età della vita e non scompare a nessuna età della vita  come fanno i brufoli.

Cambia nel tempo e siamo in ansia per cose differenti. Da giovani sono le interrogazioni, da adulto sono i colloqui di lavoro da maturi sono gli esami dei figli da anziani sono gli esami del sangue... nostro!

Lo scrittore ROBERT ALBERT BLOCH ha detto:  “L'ansietà è un sottile rivolo di paura che si insinua nella mente. Se incoraggiata, scava un canale nel quale tutti gli altri pensieri vengono attirati.” 

La domanda che voglio porti stamattina è: come credente è giusto che io mi preoccupi? E' un segno di debolezza? Di mancanza di fede? O cosa? Come posso impedire che i miei pensieri come dice Bloch, vengano attirati e vi cadano dentro?

La preoccupazione è nata con l'uomo: lo leggiamo in Genesi 3: 7; subito dopo aver mangiato il frutto dell'albero che Dio aveva detto di non toccare:

“Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e si accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.” (Genesi 3:7)

Perché mai avrebbero dovuto farne? Erano solo loro due... e Dio! Erano “preoccupati”  che Dio li vedesse!

Poco dopo, avendo sentito arrivare Dio, si nascosero perché erano “preoccupati” (e a ragione) della reazione di Dio.

Preoccuparsi è umano.  Era preoccupato chi ha scritto il salmo 94:

“Quando ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l’anima mia.” (Salmo 94:19)

Era preoccupato Salomone:

“Allora che profitto trae l’uomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto ciò che gli è costato tanta fatica sotto il sole?” (Ecclesiaste 2:22)

Era preoccupato Paolo:

"Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese." (2 Corinzi 11:28 PV)

La parola che è è tradotta con “ansia” è μέριμνα merimna ,che significa piuttosto "qualcosa che ti distrae da qualcos'altro più importante". Infatti il verbo μερίζω merizō, da cui deriva significa, “separare, disgiungere, dividere".

E' interessante che la parola “assillato” è ἐπίστασις epistasis;  qualcuno che ha fatto un po' di studi medici forse  la riconosce:  l'epistassi, in gergo medico è l'emorragia, la perdita di sangue dal naso.

L'ansia, secondo Paolo, ci divide, ci separa, ci distrae da qualcosa che è molto più importante, è come una “emorragia” che ci toglie forze e ci fa concentrare su altro differente da quello che stavamo facendo.

Per 47 volte nel Nuovo Testamento  viene trattato l'argomento  “paura, angoscia, ansia, preoccupazione”.

C'è una affermazione sulla quale mi trovo abbastanza d'accordo:  l'ansia, la preoccupazione,  sono un moderno segno di “ateismo”:  so di avere un Dio potente,  che ha cura di me...  ma non mi fido!

Infatti è Gesù stesso che dice in Matteo 6:

“Perciò, non siate in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che vivono per queste cose, ma il Padre vostro che è nel cielo sa già tutto quello che vi è necessario” (Matteo 6:31-32 PV)

Però poi lo stesso Gesù dirà:

“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato.” (Marco 14:33 PV)

Che strano! Colui che mi dice  di non preoccuparmi di nulla che è angosciato e spaventato!

Più volte vi ho detto che molte delle emozioni che proviamo, l'amore, la compassione, la gioia, la tristezza, le abbiamo perché siamo stati creati a immagine di Dio, e Dio nella sua creatura ha messo le emozioni che lui stesso ha.

E Dio mi ha dato anche emozioni  che lui non ha, tipo la “paura” che spesso mi serve per non fare cose stupide tipo camminare sul ciglio un burrone bendato.

“Allora, Marco, tu mi stai dicendo che, visto che provo ansia,  e che Dio mi ha dato le sue stesse emozioni, Dio è uno che va in ansia?”

Assolutamente no! Dio non è un “ansioso”! Può essere addolorato per come ci comportiamo come figli, ma non è mai in ansia.

 Ho detto che “molte delle emozioni” provengono da Dio... ma certamente non tutte! L'uomo e la donna
sono un misto di “essere vivente” e “essere spirituale”; metà naturale e metà spirituale

Paolo lo spiega molto meglio di me. In 1 Corinzi:

“Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.”  (1 Corinzi 2:14-15)

E in Romani:

“Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:22-24)

Paolo stesso dice che in noi vivono due nature  apparentemente opposte e che lottano spesso (se non sempre) l'una contro l'altra.

Da quale delle due nature viene l'ansia dunque? Da dove venivano i sentimenti di angoscia e di ansia che provava Gesù nel Getsemani, quanto poco prima ci aveva detto che non dobbiamo preoccuparci di nulla?

Ce lo spiega  Gesù stesso in Matteo 26:

"Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»." (Matteo 26:41)

Mi piace la parafrasi di questo versetto che ne fa  la Bibbia della Gioia:

“State svegli e pregate! Altrimenti sarete sopraffatti dalla tentazione. Perché senza dubbio lo spirito è pronto, ma il corpo è tanto debole!” (Matteo 26:41 BDG)

Gesù dice che l'ansia è una “tentazione”... e, se cadiamo in tentazione,  ovviamente,  pecchiamo.

Per come la sto mettendo adesso, sembra che Gesù stesse peccando... perché si “preoccupava”; e se l'ansia e la preoccupazione sono una forma moderna di ateismo, Gesù stava peccando di ateismo!

Se non che, per fortuna, Pietro mi spiega:

(Gesù) ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24) 

Pietro sta citando Isaia 53:5, e mi ricorda che Gesù ha dovuto caricare su se  TUTTI i miei peccati... compreso quello dell'ansia... Perché lui ha vinto anche l'ansia.

Perché vi dico questo? Leggiamo assieme il racconto che fa Giovanni di quello che accadrà pochi minuti dopo  che Gesù aveva detto  “la carne è debole”:

“Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Egli disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra. Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi».” (Giovanni 18:4-8)

Erano arrivate le guardie assieme a Giuda per arrestare Gesù: non mi sembra il comportamento di qualcuno che sia in “ansia” di ciò che accadrà... sapendo bene  quello che sarebbe accaduto.

Fino a poco prima c'era un Gesù prostrato un Gesù che sudava sangue, che per tre volte ha chiesto al Padre “...passi da me questo calice...” (Matteo 26:39)

Cosa è successo? In che modo Gesù ha vinto  la parte “umana” che era in lui, quella che era in ansia, e a fatto emergere la parte spirituale  che era in lui?

1. Sottomettiti alla volontà del Padre

Gesù è Dio, ma Gesù è stato anche uomo, in quel momento  la parte umana che era in lui emergeva e sembrava avere il sopravvento.

Stava, come diceva Paolo, distraendolo da qualcosa di più importante, la croce, la salvezza per l'uomo;  era come una emorragia che gli portava via le energie (e, in realtà, Gesù l'emorragia l'ebbe per davvero, sudando sangue per la rottura dei capillari superficiali).

Come ha combattuto l'ansia Gesù? Come ha sottomesso il suo pensiero facendolo obbediente a se stesso?

In Matteo 26 leggiamo:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matteo 26:39)

Gesù, Signore in terra, si è sottomesso alla volontà di Dio Signore in Cielo! La parte umana di Gesù era in ansia, la parte spirituale no!

Quando siamo nell'ansia, la prima cosa è sottomettersi alla volontà di Dio.

Paolo parlerà di questa lotta dicendo:

“In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:3-5)

Sottomettersi a Dio  non significa non avere paura ma piegare la paura e sottometterla a Cristo.
Significa pregare:”Padre fa che questo momento passi... ma io mi fido di te, comunque!”

2. Continua a  sottomettersi al Padre

Gesù ha detto di noi, suoi discepoli:

“Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli.” (Giovanni 8:31)

Gesù ci conosce, e sa che ci “stanchiamo presto”; preghiamo, e se non vediamo l'effetto SUBITO ci stanchiamo, e smettiamo. E' per quello che ci dice di PERSEVERARE di continuare ad obbedire ai suoi insegnamenti per essere veri discepoli.

Cosa ha fatto Gesù? Gesù non ha pregato  una sola volta quella preghiera al Padre, ma la ha pregata tre volte:

“Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: «Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà».... andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.” (Matteo 26:42, 44)

Dio ricerca l'obbedienza, non i buoni propositi. Non vuole che tu ti affidi a lui la mattina e poi ti disperi e ti senta abbandonato,  ti senta abbandonata la sera. Dio premia la costanza.

Lo so, quello che stai pensando: “Marco, quello era GESU'! Il Figlio di Dio!  Mica puoi aspettarti che io faccia le stesse cose!”. Infatti: io mi aspetto che tu faccia cose più grandi di lui: perché è lui stesso che lo ha detto.

3. Chiedi l'aiuto di Gesù

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederete nel mio nome, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò.” (Giovanni 14:12-14)

Se Gesù ha vinto l'ansia di una morte in croce attraverso l'obbedienza e la fiducia in Dio, cosa possiamo fare io e te di meglio, visto che Gesù stesso ci ha promesso il suo aiuto?

C'è una storia che ho sentito su una donna  che stava aspettando l'autobus portava una valigia molto pesante.  Era così felice quando vide arrivare l'autobus;  lei pagò la tariffa e poi si fermò nel corridoio  tenendo la valigia.  Qualcuno le disse:  "Perché non metti la valigia sul pavimento?"  a cui rispose:  "Sono così grata che l'autobus mi porti …  non posso aspettarmi che porti anche la mia valigia!"

Se hai creduto in Gesù  sei sull'autobus.  Dio ti sta portando lungo il cammino   Non c'è motivo per cui tu porti il peso delle tue ansie. Sono già nelle sue mani.  Devi posare la valigia.  Poggia la tua ansia su Gesù.

Se invece, non hai ancora creduto in Gesù, o se magari lo conosci, perché vivi in Italia e per tradizione familiare sai di lui, ma non lo hai realmente accettato come solo Signore e Salvatore per la tua vita, sappi che il suo autobus arriva ogni giorno alla fermata che sta dinanzi a casa tua, che sta dinanzi al tuo cuore.

Sali su quell'autobus, salici anche se non hai biglietto, anche se hai l' abbonamento scaduto, e non ci sei salito da tempo.

Lui è pronto a trasportare la tua valigia pesante e il prezzo del biglietto verso il Cielo è stato pagato da lui sulla croce per te!

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28)

Poggia la tua ansia su Gesù.

Preghiamo.


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