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domenica, gennaio 14, 2018

Tutto quello di cui avrai mai bisogno | 14 Gennaio 2018 |

Cosa mi serve per avere gioia durante questo anno? Dove posso trovare le energie per vivere la mia vita di credente e resistere alla pressione del mondo?
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Ci siamo lasciati la settimana scorsa parlando di gioia ed avevamo detto che per trovare gioia nel
2018 avremmo dovuto cercarla in Cristo e nella fede in lui.

Una gioia che deve essere desiderata, deve essere costruita attraverso l'impegno quotidiano verso colui che ci ha riscattato gratis, e che ha disseminato il cammino di esercizi spirituali affinché il mio carattere sia allenato  e cresca in vista della vita vera che trascorrerò in eterno con Dio.

A questo punto tu potresti dirmi: “OK, Marco, ho capito,La salvezza è gratis,  non dipende dalle opere, e ci sono opere pronte per allenarmi, e la mia gioia si chiama Gesù. Per cui, se decido di non impegnarmi sarò salvo ma non crescerò, se decido di impegnarmi oltre alla salvezza crescerò in carattere, e troverò gioia.  Tutto dipende da me.”

Magari fosse così! La realtà dei fatti  racconta un'altra storia! Visto che non sono solo a questo mondo, non dipende tutto e solo da me, ma dipende anche dagli altri che mi circondano.

Quello che voglio affermare è che, quando e se decidi di accettare Gesù e di impegnarti per lui, non devi attenderti che gli altri facciano la "hola", che apprezzino, che dicano “BRAVO!”

Tutt'altro! Il mondo (non tutto ma gran parte) sarà lì per dirti: “Ma che stai a fare? Ma lascia perdere! Ma chi te lo fa fare?”

In realtà il mondo farà del tutto per scoraggiarci dal seguire Gesù nel 2018 (e in ogni anno che vivremo su questa terra).

Qualche volta lo farà un maniera “diretta”: “Dio non esiste! Gesù è una favola inventata” Ma il più delle volte lo farà in maniera “indiretta” “Si, è bene che segui Gesù... ma non basta!  Ci vuole altro oltre lui!  E' vero, Dio esiste, ma Gesù non è l'unico modo per raggiungerlo.”

Quale è lo scopo principale di tutto questo? Togliere la gioia di seguire Gesù, farlo diventare una cosa pesante, un obbligo, pieno di regole e restrizioni. Far pensare che la gioia non risieda nella libertà che Cristo  ci ha dato ma nella schiavitù delle regole.

Sapete, questa tecnica di “distrazione” è vecchia quanto il mondo! Vi ricordate il Giardino dell'Eden? Vi ricordate l'albero e il frutto che Dio aveva proibito di cogliere? Vi ricordate cosa dice il serpente ad Eva?

Non gli dice:  “Ma che stai a dì? Dio non esiste! E poi anche se esiste non è lui che è il capo qui!” Quello che dice invece è : ” Davvero Dio ti ha detto questo? Ma lo sai che non basta quello che ti ha detto? Lo sai che se vuoi essere felice devi andare OLTRE quello che ti ha detto? Allora sarai VERAMENTE felice!”

Viviamo in un mondo che non è solamente fisico, ma che anzi è principalmente spirituale. Paolo afferma questo:

“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.” (Efesini 6:12)

C'è chi è consapevole di questo, e chi non lo è.

C'è chi sa che Dio esiste,  e che questa vita  è solo la preparazione della prossima, quella vera.

C'è chi vive esclusivamente per questa vita, che non crede a nulla, né a Dio né a satana, e che agisce  come se tutto dovesse terminare con la morte.

Secondo voi, a chi saranno rivolti maggiormente gli attacchi di satana? A quale dei due schieramenti satana vorrà rubare membri? Certamente ai primi, a coloro che sanno che Dio esiste, per portarli lontano da Dio.

Ho detto che questa “tecnica” del maligno è vecchia quanto il mondo, e infatti la vediamo più volte esposta nella Bibbia Questa era la situazione in cui si trovava, ad esempio, la chiesa di Colosse.

Colosse era una città in Grecia  sulla rotta commerciale che legava l'oriente e l'occidente dell'Impero Romano; all'epoca di Paolo non era più così importante  (lo era stata in passato, ora Laodicea e Ierapoli lo erano di più) ma comunque era una grossa città  con tante razze differenti e tante religioni differenti.

A Colosse c'era una chiesa,  piccola ma molto agguerrita nella fede: lo stesso Paolo infatti così scrive di loro:

“Noi ringraziamo Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, pregando sempre per voi, perché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e dell’amore che avete per tutti i santi.” (1 Colossesi 1:3-4)

Allora, Perché Paolo si sente in dovere di scrivergli? Come credenti erano forti nella fede, ma proprio per questo erano sotto costante attacco dall'esterno. Paolo scrive loro così:

“Nessuno quindi ha il diritto di criticarvi per ciò che mangiate o bevete, né se osservate o meno le festività [ebraiche], del sabato o della luna nuova.” (Colossesi 2:16 PV)

Sapete cosa era successo vero? Paolo si stava preoccupando che i credenti di Colosse potessero perdere la gioia dell'essere liberi IN Cristo.

Molti intorno avevano cominciato a dirgli: “Eh, ma Gesù non basta, sapete? Bisogna aggiungere anche dei cibi particolari, festeggiare alcune feste particolari, fare veglie particolari durante la luna nuova” …  e così via.

Sembravano credenti, ma invece erano “pseudo credenti”, persone che fingono di essere credenti.

Chi sono gli “pseudo-credenti”? Sono quelle persone a cui piace aggiungere “regole”  che Gesù non ha mai detto o scritto. Una “messa in suffragio”,  un “rosario”,  un astenersi da un tipo di cibo non per motivi di dieta, ma religiosi... un pellegrinaggio al tale santuario, una medaglietta da portare attorno al collo... Insomma è “Gesù, più...”

Ti è mai capitato di parlare con qualcuno simile? Perché, vedi, è più facile parlare con un ateo, che con uno pseudo-credente.

Lo pseudo-credente ti dice: “Ah, si si, Gesù!. Ma aggiungiamo un pellegrinaggio che è meglio, e non mi offrire la carne il venerdì che è “vigilia”.

Sai, è importante come rispondi a queste persone, sia per loro, ma soprattutto per te. Perché per quanto forte sia la tua fede, il piano del maligno è quello di “distrarti”,  di  toglierti la gioia dell'essere salvo in Cristo E quando lo fai stai danneggiando anche se di poco  il fondamento su cui la tua fede in Gesù è stata edificata. E, un danno oggi, un danno domani...  poi la fede casca.

Come rispondi a queste persone? Posso dirti come risponde Paolo:

“Nessuno quindi ha il diritto di criticarvi per ciò che mangiate o bevete, né se osservate o meno le festività [ebraiche], del sabato o della luna nuova,  perché queste erano soltanto l'ombra delle cose che dovevano venire, ma la sostanza è Cristo stesso. “ (Colossesi 2:16-17 PV)

Paolo dice: “Quelli stanno rendendo culto a un'ombra, noi a colui che genera l'ombra”; Gesù è “sostanza”, non ombra.

Quale è allora la “sostanza” di Gesù, perché dovremmo essere nella gioia ogni giorno?

“A causa dei vostri peccati e della vostra vecchia natura corrotta, voi eravate morti, ma Dio vi ha dato la vita in Cristo.Dio ha perdonato tutti i nostri peccati,  cancellando l'atto di accusa contro di noi che è stato tolto di mezzo, inchiodato sulla croce.” (Colossesi 2:12-14 PV)

La sostanza non è solo il perdono, ma la “cancellazione” dell'atto di accusa.  E se non c'è gioia nell'avere una causa cancellata  sapendo di essere colpevoli, ditemi allora dov'è la gioia!

“Egli ci ha liberati dal potere delle tenebre, e ci ha portati nel regno del suo amato Figlio. (Colossesi 1:13 PV)

Non siamo solo stati perdonati, non solo la pena è stata cancellata, ma il potere di satana non ha più alcun effetto su di noi.  E se non c'è gioia  nel sapere che satana non può più sfiorarmi ditemi allora la gioia dove è.

“Ma ora Cristo vi ha dato la pace con Dio per mezzo della morte del suo corpo fisico sulla croce, per presentarvi a Dio, santi, senza difetto e al di sopra di ogni accusa.” (Colossesi 1:22 PV)

E se non c'è gioia nel sapere che Dio mi vede santo, senza difetti, e innocente, ditemi allora la gioia dove è.

Sapete quale è il problema?  Molte volte noi continuiamo a pensare a noi stessi  come se fossimo ancora in attesa di Gesù. Come se tutto quello che ha fatto Gesù non fosse alla portata di noi, deboli, peccatori seriali, intimiditi dal resto del mondo. E non ci sentiamo buoni abbastanza, capaci abbastanza.

Ci sentiamo, in una parola “distanti”: le nostre preghiere sembrano rimbalzare sul soffitto, la gioia non è il sentimento con cui ci alziamo.

Attenzione, ho detto “ci sentiamo” ... non “siamo”. É sempre il maligno che cerca di distrarci, di farci sentire inadeguati, di portaci lontano da Dio

Sapete per cosa Paolo  (lui era prigioniero a Roma)  gioiva pensando a distanza ai Colossesi?

“Chiediamo anche che siate fortificati dalla sua gloriosa potenza per crescere nella pazienza e nella perseveranza, ringraziando con gioia il Padre che vi ha resi degni di far parte, insieme agli altri santi, del regno della luce.” (Colossesi 1:11-12 PV)

Guardate la seconda parte del versetto Paolo gioiva del fatto che i Colossesi erano DEGNI! Degni del regno, degni insieme a tutti gli altri “santi” assieme a tutti quelli “separati, distinti, diversi”. Degni nonostante continuassero ad essere peccatori, degni nonostante non provassero gioia ogni giorno.

Paolo aveva sentito dire che i Colossesi erano “tosti”, che in mezzo a tutti i falsi dei, a quelli che volevano aggiungere altro oltre Cristo, loro resistevano!

“abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e dell’amore che avete per tutti i santi.” (v 1:4)

Ma Paolo sapeva che erano “umani, che avrebbero provato anche giorni di scoraggiamento, che sarebbe stato faticoso mantenere la pressione del mondo su di loro.

Ti ci ritrovi in questa descrizione? Ci sono momenti dove ti senti sotto pressione, scoraggiato/scoraggiata, a terra? Sai di avere fede... ma sembra non bastare.

Paolo ha la soluzione: guardate la prima parte del versetto:

Paolo dice:  “La vostra fede va bene, ma vi serve di continuare a crescere.” E' per questo che prega perché crescano in due aspetti: la pazienza, e la perseveranza.

Le parole che usa Paolo per “pazienza”e “perseveranza”  in greco sono praticamente sinonimi,  parole diverse per lo stesso concetto  “hupomone” e “makrothumia” solo che la prima significa in realtà “gioiosa pazienza”, o anche “speranzosa pazienza” e la seconda “pazienza rassegnata”.

Come vai con  la pazienza? Quanto è lunga la tua “miccia”? E, se sei paziente, che tipo di pazienza hai? Paolo ti dice che ti servono entrambe.

Alcune volte sperimenterai la gioia di avere pazienza, come quando attendi una promozione,  la nascita di un figlio, il ritorno dello sposo da un viaggio all'estero.

Altre volte, invece, dovrai avere pazienza che passi, che smettano le bombe, che la maldicenza di cui sei vittima cessi, che arrivi un altro concorso perché un raccomandato ti ha superato in graduatoria.

C'è' un bel po' di energia da mettere in campo, non trovate? Resistere al mondo e agli attacchi, e crescere in pazienza e perseveranza. Dove trovo l'energia per tutto questo?

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui;  radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento. ” (Colossesi 2:6-7)

Ci sono tre azioni da compiere, che si muovono nelle tre direzioni, in avanti, in basso e in alto.

1. Devo camminare in Gesù

Ora che abbiamo ricevuto Gesù dobbiamo continuare a muoverci dentro di lui, all'interno del suo volere. Significa agire come agirebbe Gesù ogni giorno.

Questa è la direzione orizzontale, quella dove incontro le persone ogni giorno.

2. Devo mettere radici in Gesù

Ora che ho ricevuto Gesù, devo mettere radici, fissarmi solidamente, sprofondare dentro di lui. Significa leggere la sua Parola ogni giorno

Questa è la direzione verso la profondità, quella dove incontro Dio ogni giorno.

3. Devo costruire su Gesù

Ora che ho ricevuto Gesù, devo costruire su quelle fondamenta, aggiungere mattone su mattone, edificare una torre che la gente veda da lontano e sia attirata da essa. Significa offrire la mia vita come testimonianza.

Questa è la direzione verso l'altezza, quella dove incontro ogni giorno le potenze  che vorrebbero distruggere la mia torre.

Ma c'è una quarta azione che debbo fare mentre vado avanti, vado in profondità e vado in alto.

4. Devo ringraziare abbondantemente

Questo significa pregare, sempre, in ogni luogo, in ogni momento.

Conclusione

Il secondo capitolo della nostra ricerca della gioia nel 2018 ci mostra che per avere gioia  dobbiamo continuare a crescere, agendo come Gesù, mettendo radici nella sua Parola, costruendo una vita da credente che gli altri vedano, e pregando in abbondanza.

E se hai qualche dubbio su cosa dovresti fare per il Signore, ti lascio un ultimo versetto.

“Qualsiasi cosa fate o dite, fatela come rappresentanti del Signore Gesù, ringraziando Dio Padre per mezzo suo.” (Colossesi 3:17 PV)

Preghiamo.
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