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domenica, giugno 25, 2017

Non basta un "clic" per la tua vita - 2° parte | 25 Giugno 2017 |

Essere "luce del mondo" attraverso il mio impegno quotidiano verso Dio.
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Due settimane fa avevamo iniziato a parlare della “luce”. Avevamo detto che tutto era iniziato con la luce dopo la creazione, che tutto era proseguito con la luce di Gesù che arrivava nel mondo, e che quella luce ora era parte integrante di ciascun credente.

Ma avevamo anche detto che era nostro compito mantenete le nostre luci efficienti, senza fare finta che tutto fosse a posto quando invece non lo è. Vi ricordate la storia del mio cliente che voleva sostituire le luci del trattore ma solamente perché si vedesse che c'erano, ma senza collegarle e senza le lampade?

Avevamo visto assieme anche quello che aveva detto Gesù circa la luce in Matteo

"Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, né si accende una luce per nasconderla sotto un vaso, ma per dare luce a tutti quelli che sono in casa. Allo stesso modo, lasciate che la vostra luce risplenda fra tutti, affinché vedano le vostre buone opere e diano lode a vostro Padre che è nei cieli." (Matteo 5:14-16 PV)

Come vi ho detto mi colpiscono più le cose che Gesù non dice di quelle che dice.

1. Io NON ho la luce, ma SONO la luce.

"Voi siete la luce del mondo.” 

2. Io NON posso rimanere nascosto, ma DEVO farmi vedere da tutti

“Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, né si accende una luce per nasconderla sotto un vaso, ma per dare luce a tutti quelli che sono in casa.”

3. Io NON ricevo gloria per la mia luce, ma DIO la riceve

“affinché vedano le vostre buone opere e diano lode a vostro Padre che è nei cieli."

Come faccio allora a controllare che non ho solo i fanalini da credente, ma che invece il mio impianto è ben collegato al Padre, e che le lampade con la luce di Gesù brillino per davvero dentro i miei portalampada?

Ci sono quattro abitudini che devo sviluppare se voglio continuare come credente ad essere “luce del mondo” per gli altri,  ad illuminare gli altri e a guidarli verso Gesù.

1. Devo PASSARE TEMPO con Dio

Il mondo moderno ci ha provveduto degli strumenti meravigliosi; TV, PC, tablet, smartphone rallegrano ogni giorno le nostre ore.

Si calcola che, in media, ogni italiano  trascorra circa 5 ore al giorno davanti ad uno di essi.

–  89  minuti passati a guardare la Tv;
–   85 minuti davanti al computer;
– 109 con lo smartphone;
–   34 con il tablet;

TOTALE: 317 minuti. Più di 5 ore!

Molti li chiamano le “armi” di distrazione di massa”. Il mondo fa del tutto per “distrarci” dalle cose importanti. In se non sono cose cattive,ma quando diventano eccessive diventano “ossessive”.

Gli psichiatri hanno introdotto una nuova “sindrome” da curare,  la “nomofobia”, ovvero il terrore di rimanere senza “connessione internet”!

Tutto questo ci porta lontano dalla VERA connessione che dovremmo avere, L'unica che conta davvero.

Il Salmo 145:18 dice:

“Il SIGNORE è vicino a tutti quelli che lo invocano”  (Salmo 145:18)

Il versetto dice una cosa molto importante: Dio è disponibile alla connessione in ogni momento; ma sono io che devo scegliere di connettermi.

Perché è importante passare tempo con Dio,nell'ottica di essere “luce del mondo”?

“Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore”. (Esodo 34:29)

Il viso di Mosè risplendeva perché aveva passato tempo con Dio:   la luce di Dio è “contagiosa”!

Passare tempo con Dio non solo mi dà forza, non solo mi conforta, ma fa si che una parte della sua Luce rimanga “intrappolata” dentro di me”

Giovanni afferma:

“Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre." (1 Giovanni 1: 5)

Più tempo passo con Lui,  più accumulo la sua luce su di me,  e gli altri vedranno quella luce.

Come passo tempo con Dio? Esattamente come passeresti tempo con un caro amico.

Pensa al tuo più caro amico, o amica. Cosa fai quando lo o la incontri? Parli, ma anche ascolti,
qualche volta stai in silenzio  perché le parole non servono,magari serve un abbracci che arrivi al cuore e basta.

Fa con Dio le stesse cose. Parlagli: questo lo fai quando preghi. Ascoltalo: questo lo fai leggendo la Bibbia. Ma stai anche in silenzio perché lui parli al tuo cuore.

2. Devo VEGLIARE sulla mia mente

Qua c'è una parola un po' “colta”, difficile: vegliare. Non l'ho scelta a caso, ma ho usato una parla che Paolo usa:

“Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi virilmente, fortificatevi.” (1 Corinzi 16:13)

Cosa significa vegliare? Il vocabolario Treccani da questa definizione:

“Vegliare: stare sveglio, soprattutto nelle ore in cui si dovrebbe dormire, cioè nella notte, o quando altri dorme.”

In sostanza Paolo ci sta dicendo:

“Signori, tutti gli altri intorno a voi 'dormono': voi che siete credenti, invece, dovete restare svegli quando invece vorreste andare per i sette sonni come gli altri, dovete stare fermi in Cristo, mentre gli atri vanno e vengono con questa o con quella  nuova religione, dovete comportarvi da uomini  e donne mature mentre tutti gli altri si comportano come bambini viziati, e dovete diventare ogni giorno un pochino più forti attraverso l'allenamento ad essere credenti."

Un lungo discorso che Paolo, da genio quale è, ha sintetizzato in quattro frasi e otto parole!

 Tendenzialmente io sarei portato a dire a Paolo: “E come si fa a fare tutto questo? Mica è facile! Io non so da dove cominciare!” Se non che Paolo ci ha provveduto un elenco ben preciso con la quale posso “vegliare” sulla mia mente.

“Inoltre, fratelli, soffermatevi sulle cose che sono oneste, nobili, giuste e pure, sulle cose degne di essere amate e onorate. Se c'è qualcosa di virtuoso e lodevole, pensate a quello” (Filippesi 4:8)

Paolo fa con noi quello che viene richiesto ai piloti di aereo prima del decolla ci dà una “checki list” che possiamo utilizzare ogni giorno: prima di “decollare in qualsiasi attività, domandiamoci:

◦ E' onesto?
◦ E' nobile?
◦ E' giusto?
◦ E' puro?
◦ E' degno di amore?
◦ E' degno di onore?
◦ E' virtuoso?
◦ E' da lodare?

ATTENZIONE! I piloti lo sanno: per poter decollare bisogna che TUTTI i punti siano verificati, non della maggioranza di essi! “C'abbiamo il carrello di destra, quello davanti e non quello di sinistra, ma va bene, ce ne abbiamo due su tre!”

E' importante quello che penso, perché quello che penso  condiziona quello che faccio.

3. Devo FARE come Gesù

Tra portare la luce ed essere la luce del mondo, c'è la stessa differenza che c'è tra portare una candela  e istallare un impianto di illuminazione

Non siamo chiamati a portare un “esempio” di cosa significhi la luce (la candela) ma a ESSERE la luce noi stessi.

Giovanni ha detto che la VERA Luce stava arrivando nel mondo attraverso Gesù. E cosa ha fatto la VERA luce?  Non ha solo “parlato”, ma soprattutto ha “agito”. Non solo ha parlato d'amore, ma ha fatto le azioni d'amore di cui parlava.

Aveva necessità Gesù di fare ciò che ha fatto nella sua vita terrena? Guarire gli ammalati, confortare gli afflitti, sfamare gli affamati... Gesù è DIO, e sarebbe bastato uno schiocco di dita dall'alto dei Cieli, e neppure quello, il solo pensare, e tutto sarebbe accaduto all'istante, senza dover necessariamente scendere sulla Terra.

Ma Gesù l'ha fatto per un motivo ben preciso:

“Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io. In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato.Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:15-17)

Non basta passare tempo con Dio, non basta vegliare sui nostri pensieri, ma la cartina di tornasole del vero credente  è FARE come Gesù ha fatto.

Questo è il mezzo più potente per il 4° passo.

4. Devo DICHIARARE che sono di Gesù

Quante sono le persone che fanno il bene nel mondo? Tantissime! Medici Senza Frontiere, Emegency, Amnesty International...

Operano bene, fanno del bene... lo fanno per un fine “più alto”; la pace nel mondo, la carità, ecc.

Ma non per un fine “supremo”: la salvezza, la vita eterna, il Paradiso quello è dato solo ai figlio di Dio.

Il salmo 60 dice:

“Ma ora, tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera, perché si alzino in favore della verità” (Salmo 60:4)

Una bandiera deve essere “sventolata” è il simbolo di un battaglione, sta a significare “io sono di questo esercito”.

La bandiera viene difesa sino alla morte dai soldati, perché quando è persa anche la bandiera  è perso l'onore.

La nostra bandiera si chiama Cristo, l'asta che la sorregge si chiama “testimonianza”, mostrare agli altri che noi siamo di Gesù. E' mostrare chi Lui è, che esiste, che è vero,  perché quello che noi facciamo lo ha fatto prima lui.

Facciamo attenzione, a quello che facciamo, a come lo facciamo, ma soprattutto a far sapere perché e per CHI lo facciamo!

Perché le persone valuteranno Gesù da quello che vedono in noi.

Conclusione

Il mio cliente che voleva solo i fanalini, senza collegamenti e lampade affermava: "Il più delle volte funziona... e non ti fanno la multa...”

Ma Gesù vuole che funzioni per davvero, che funzioni sempre, che siamo la luce del mondo.

Persino il grande Paolo, colui che aveva parlato direttamente con Gesù, lo sapeva bene!

"E sapete bene che gli atleti si sottopongono ad una rigida disciplina: lo fanno soltanto per ottenere in premio una corona che presto appassisce! Noi, invece, lo facciamo per una corona che non appassirà mai.Perciò, io corro dritto al traguardo, mettendocela tutta; lotto come un pugile che vuol vincere, e non tiro colpi a vuoto.Mi sottopongo a dei sacrifici, come un atleta, e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e ripreso, proprio io che ho predicato agli altri!" (1 Corinzi 9:25-27 PV).

Per non correre il rischio di essere "squalificato e ripreso" da Gesù in fase di revisione, devo controllare non che i miei fanalini appaiano belli di fuori, ma che siano connessi a Gesù,  e che facciano luce per gli altri nella notte.

Passando tempo a parlare con Dio, vegliando sui miei pensieri e sulle mie azioni facendo quello che Gesù ha fatto.

Ed è quello che "funziona": non il più delle volte, ma sempre.


Preghiamo

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