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domenica, maggio 08, 2016

Aiutarsi a crescere gli uni gli altri - 2° parte | 8 Maggio 2016 |

Aiutarsi l'un l'altro per crescere assieme significa ache pregare, essere veri ed incoraggiare nell'impegno l'altro.
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La settimana scorsa avevamo iniziato a vedere come potevamo aiutarci a crescere gli uni gli altri: avevamo visto che il primo modo era quello di affermare che l'altro vale, e avevamo elencato quattro modi per farlo,  accettando l'altro, dimostrando attenzione per l'altro, dimostrando affetto all'altro, dimostrando di apprezzare l'altro sia quando non vede (di fronte agli altri)
sia quando vede (di fronte a lui/lei).

Ma quello di affermare l'altro è solo uno dei modi che abbiamo  per farci crescere a vicenda.

Ne esistono molti altri, ed oggi vorrei vedere assieme a voi altri tre modi presenti nella Bibbia.

Il secondo modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

2. Prega per la crescita dell'altro

Paolo dice questo in Colossesi:

“Un saluto anche da Èpafra, vostro concittadino, servo del Signore Gesù Cristo, che non cessa di pregare per voi, chiedendo a Dio di rendervi forti e perfetti, e di aiutarvi a sapere quale è la sua volontà in tutto ciò che fate.” (Colossesi 4:12 PV)

Ti voglio fare una domanda: quando è che preghi per un tuo amico o una tua amica? Preghi quando è ammalato, è in pericolo, ha un grave problema?

Voglio solo mostrarti “alcuni” esempi di preghiere di Paolo.

“Per questo motivo  piego le ginocchia davanti al Padre … affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati.” (Efesini 3:14-16)

“Io prego per voi il Signore che dà la pace.... che vi renda perfettamente capaci di fare il bene, in modo che possiate fare la sua volontà e, per mezzo della forza di Cristo, compia in voi tutto ciò che gli è gradito. A lui sia la gloria per sempre, in eterno! Amen.” (Ebrei 13:20-21 PV)

“Per questo io prego per voi, stranieri, perché il Signore, che dà speranza, vi riempia della gioia e della pace, che vengono dalla fede e, per mezzo della potenza dello Spirito Santo, accresca la vostra speranza.” (Romani 15:13 PV)


“Prego per voi continuamente, chiedendo a Dio, il Padre glorioso del nostro Signore Gesù Cristo, di darvi la saggezza di vedere chiaramente e di conoscere fino in fondo Cristo e tutto quello che ha fatto per voi.”( Efesini 1:17 PV)

“Che il Signore vi dia una conoscenza sempre più profonda dell’amore di Dio e vi dia quella pazienza che è un dono di Cristo.” (2 Tessalonicesi 3:5 PV)

“Prego che, per mezzo della sua immensa e gloriosa potenza, vi dia la straordinaria forza interiore dello Spirito Santo” (Efesini 3:16 PV)

Per cosa stavano pregando Paolo e lo scrittore di Ebrei? Pregavano affinché altri fossero “fortificati”,  di “essere capaci di fare la volontà del Signore”, di essere riempiti dalla gioia che proviene dalla fede, pregava per la saggezza e per la conoscenza dell'amore di Dio, pregava per la forza interiore...

Il problema è che, di solito  noi preghiamo per i bisogni degli altri: una malattia, una situazione grave,
ma non preghiamo quasi mai per la crescita degli altri!

Vi devo dare una notizia: nel Nuovo testamento ci sono più preghiere per la crescita dell'altro  che per la guarigione dell'altro! Come credenti siamo chiamati a pregare DI PIU' per la crescita  che per la guarigione.

Ed è abbastanza chiaro il perché: la malattia è una eventualità nella nostra vita, la crescita è una necessità nella nostra vita di credenti!

Due consigli per pregare per la crescita degli altri:

I. Fanne una priorità

Come finite i vostri incontri nei piccoli gruppi? Novanta volte su cento.... con una preghiera! Non è che sia sbagliato, ma la preghiera,  specialmente quella per lo sviluppo dell'altro è una priorità,
non una chiusura, un “titolo di coda” del gruppo!

II. Prega come normalmente parli

Mi verrebbe da dire “prega come magni” (visto che dalle nostre parti c'è il detto “parla come magni”).

La preghiera è un discorso che noi facciamo con nostro Padre. Immaginate per un attimo se parlassimo agli altri come preghiamo.

“Deh, illustre amico, piacciati accondiscendere ad accompagnarmi in ora antelucana per degustare un estratto di nettare di frutta su base di acqua allo stato solido!”
“Oh, mio carissimo, rivolgerò il mio pensiero teco e verrò affinché la tua gioa sia piena”

Ragazzi, noi preghiamo così, eh! uno per volta, a turno, con voce da recita! Se per dire ad un amico “Andiamo oggi pomeriggio a prendere un gelato?” “Si va bene!” non usiamo quel tipo di voce e di linguaggio,  perché allora lo usiamo per parlare al nostro Padre?

Il terzo modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

3. Ammetti i  tuoi errori

Paolo dice così:

“Perciò, basta con le bugie! Diciamoci invece la verità altrimenti, siccome siamo parte gli uni degli altri, quando mentiamo ai nostri fratelli, facciamo del male a noi stessi.” (Efesini 4:25 PV)

Sapete una cosa? Quando penso a come ci comportiamo spesso noi credenti mi viene quasi sempre in mente una sigla di un programma TV di tanti anni fa...

(video di "Johnny il Bassotto)

Quante volte diciamo  “Io non sono non son stato non son mai venuto lì, a quell'ora faccio sempre la pipì."?

Tentare di nascondere i nostri errori non fa crescere né noi né gli altri. Essere autentici, dire la verità, ammettere i propri errori; fa crescere te e  chi ti sta a fianco.

Non deve essere la pubblica confessione di tutti i tuoi peccati segreti, ma semplicemente ammettere che “oggi è una giornataccia”, che hai una tentazione particolare per cui vuoi essere aiutato o aiutata.

Smetti di far finta di essere Superman o Wonder Woman...  Non lo sei.

Ammettere gli errori aiuta noi e gli altri a crescere in  cinque modi:

a) Guarisce le emozioni

“Confessatevi a vicenda i vostri peccati e pregate gli uni per gli altri, perché siate guariti. La preghiera sincera del giusto, fatta con fervore, è molto potente e dà risultati meravigliosi.” (Giacomo 5:16 PV)

Due cose che voglio farvi notare in questo versetto.

La prima: a chi devo confessare i miei peccati? A Marco? A don Mario? Al pastore? Al prete? Paolo dice: “confessate gli uni gli altri”.

La seconda: devo confessare per essere perdonato? Paolo dice che devo confessare per essere guarito!
Per essere perdonato da Dio, ti basta chiedergli scusa, ma per essere guarito dai tuoi errori,  dalle tue debolezze,  dai tuoi peccati,  devi confessarlo assieme ad altri!  Non a tutti, non sulla pubblica piazza, ma a qualcuno!

b) Assicura un nuovo inizio

“Chi nasconde i suoi sbagli non avrà successo; chi li confessa e li abbandona  sarà perdonato” (Proverbi 28:13 TILC)

Non sarai mai realmente libero dai tuoi sbagli e dai tuoi peccati fino a quando non li avrai confessati.

Se vuoi continuare ad essere schiavo o schiava di essi, devi solo fare finta che non sono un problema.

Che cosa è che stai “facendo finta” che non sia un problema? Un'abitudine sbagliata,  una dipendenza,  un ricordo doloroso,  un risentimento verso qualcuno o qualcuna?

C'è una strada che porta alla tua guarigione: e il sentiero è indicato nel versetto di proverbi: Confessione > Abbandono > Perdono.

c) Ti fa ottenere la forza da Dio per cambiare

“Allora, quando capirete di non essere niente davanti al Signore, sarà proprio lui che vi rialzerà e v’aiuterà.” (Giacomo 4:13 PV)

Fino a quando sarai tu a reggerti alla fune, rischierai di precipitare; quando deciderai di mollarla troverai le braccia del Padre a prenderti.

d) Accresce la fratellanza

“Se, invece, come Gesù Cristo, viviamo nella luce della presenza di Dio, abbiamo una comunione reciproca fra noi cristiani e il sangue di Gesù, Figlio di Dio, ci purifica da tutti i peccati.” (1 Giovanni 1: 7 PV)

Sapete perché molti di noi sono scettici nel confessare i propri sbagli agli altri? Perché pensiamo: “Se solo sapessero quello che faccio...”.

Sapete invece cosa succede, se tu stai in un piccolo gruppo in cui sei amato? Tutti quanti scopriranno che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Ti dimostrerai “vero”, autentico con gli altri, e gli altri possono apprezzarci per questa onestà.

e) Da la possibilità a Gesù di agire in me

“Se sei pieno di luce dentro, senza zone d'ombra, allora tutto in te risplenderà, proprio come se una lampada ti illuminasse col suo splendore". (Luca 11:36 PV)

Gesù, che è pure onnipotente,  non può guarire il nostro male  se continuiamo a nasconderlo nel buio. Non può, fino a quando non lo portiamo dinanzi alla sua luce.

Il quarto modo per aiutare l'altro a crescere è questo:

4). Incoraggia l'impegno dell'altro

Paolo ce lo chiede esplicitamente:

“Siate felici, crescete in Cristo, incoraggiatevi a vicenda, andate d’accordo e vivete in pace e armonia. Il Signore che dà amore e pace sarà con voi.” ( 2 Corinzi 13:11b)

E' un dato di fatto che lavorare in due è sempre più facile di lavorare da soli; Salomone la mette in questo modo in Ecclesiaste:

“Una corda a tre capi non si rompe così presto.” (Ecclesiaste 4:12b)

Un attimo, però: qui stiamo parlando di lavorare in due... e invece Salomone parla di tre capi...

Avete presente come è fatta una corda?


Chi è la “terza corda”?  Gesù! Per rendere forte la corda tua e quella dell'altro, le vostre vite debbono essere intrecciate assieme a Gesù.

Quali impegni dobbiamo incoraggiare nell'altro?

a) L'impegno ad amare Gesù Cristo

Questo si chiama “adorazione”

Fa parte del Gran Comandamento di Matteo 22:37:

"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Matteo 22:37)

perché tu sei stato creato per dar piacere a Dio.

b) L'impegno ad amare gli altri credenti

Questo si chiama “comunione fraterna”;  con loro hai in comune la salvezza: ti pare poco?

“Amatevi a vicenda con tutto il cuore, perché, ubbidendo alla verità, la vostra anima è stata purificata dall’egoismo e dall’odio, e così ora potete amarvi sinceramente come fratelli.” (1 Pietro 1:2 PV)

c) L'impegno a crescere nella Parola di Dio

Questo si chiama “discepolato”:  Dio vuole che ciascuno di noi diventi simile a suo figlio Gesù.  Tu aiuti i tuoi fratelli e le tue sorelle  quando racconti ciò che hai imparato tramite la sua Parola.

d) L'impegno a servire nei ministeri della chiesa

Questo si chiama “ministero”:  Dio ti ha dato doni e talenti e vuole che tu li condivida con gli altri.  E questo lo puoi fare solo se sei coinvolto in un ministero  (ricorda che “un servo che non serve non
serve”).

e) L'impegno a condividere la buona notizia

Questo si chiama “evangelizzazione”:  una volta che hai capito l'importanza di Gesù nella tua vita,
la condividi con gli altri.

Conclusione

Dio ci ha messo in questa chiesa perché insieme possiamo cresciamo più rapidamente, ma tu devi decidere intenzionalmente di aiutare gli altri  e di essere aiutato dagli altri.


Cosa farai?

Farai come in un reality, cercando di dimostrare che sei “il migliore” per vincere il premio della giuria... o accetterai la realtà di Dio, aiutando e ricevendo aiuto per crescere in Cristo?

Preghiamo.



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