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domenica, aprile 03, 2016

Il buio trasformato in luce da Cristo | 3 Aprile 2016 |

Il buio può diventare luce quando la tua vita incontrala potenza di Cristo. Questo è il messaggio che scaturisce dalle storie dei membri della nostra chiesa.
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La storia della nostra chiesa viene da lontano, ed ha un inizio che è tutto da raccontare. E' bene ricordarlo, così come fece Mosè che, a un certo punto dell'esodo del suo popolo, li mise seduti attorno a se, per raccontare le cose che erano accadute sino ad allora.

“Poiché il Signore, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l’opera delle tue mani, ti ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo grande deserto; il Signore, il tuo Dio, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla’”. (Deuteronomio 2:7)

Lasciate che vi racconti una storia anche io.

Siedo sul divano di casa mia, stanco e sfiduciatoed ho appena detto a mia moglie le fatidiche parole
“io mollo tutto”.

Cosa è che “mollo”?  Mollo l'impresa di formare una chiesa a Montefiascone, non ne voglio sentire più parlare,  non è più affar mio.

Sono troppi gli impegni,  troppe le resistenze,  troppi i problemi che via via sono sorti sul cammino.
Troppo è troppo.  Mollo, e basta.

Sono le dieci di sera del 22 gennaio 2004, quando squilla il telefono; all'altro capo del filo immaginario che unisce casa mia a Maple Ridge, in Canada  c'è una cara amica.

“Ciao Marco, sono Linda... Stavamo pregando a casa mia assieme alle mie amiche 
(sono le quattro del pomeriggio per loro) e mi siete venuti in mente tu e Janet. 
Mentre pregavamo per voi Dio mi ha chiesto di farti sapere che ha in serbo per te e per l'opera che conduci a Montefiascone delle benedizioni che nemmeno tu immagini”.

Mentre parlo un po' con Linda di quello che accade, qua in Italia e là in Canada,  la mente continua a ripetersi “Come faceva linda a sapere?” Come a faceva a sapere del mio “mollo tutto”?

Ringrazio, saluto, riaggancio,  Janet mi chiede il perché della mia faccia “strana”: spiego, e lei, con un gran sorriso  (quel tipo di sorriso che solo le mogli sanno fare che significa “quando te lo dico io tu non mi credi” mi dice: “Scrivi da qualche parte quello che Linda ha detto!”

Apro la Bibbia, metto una nota all'interno della  copertina... Ma ci credo?

Ci credo che Dio possa trasformare il mio deserto in una terra promessa? Che il mio girare a vuoto nel deserto che vedo intorno  giungerà a qualcosa, magari non alla “terra promessa”,  ma almeno ad un “orticello” di tranquillità?

Tutto mi sembrava difficile, a volte impossibile, ma mi ero dimenticato,  distratto dal deserto,
una cosa fondamentale: che non stavo facendo il viaggio da solo.

La storia del popolo di Dio, è la storia di un popolo schiavo che viene liberato , e un viaggio in un deserto  alla ricerca della “terra promessa” da Dio  per quaranta lunghi anni.

La storia di questa chiesa è un viaggio lungo diciotto anni,  e di una promessa che Dio ha fatto il 21 Gennaio 1998, quando cinque persone si riunirono in una casa a Montefiascone, per studiare assieme la parola di Dio, e che ha rinnovato il 22 Gennaio 2004. Ed oggi siamo qui, a festeggiare un'altra tappa del viaggio.

Ma ognuno dei componenti di questa comunità può essere testimone di viaggi simili, e, a volte, molto più difficili, pericolosi, e per questo miracolosi.

Come quello di una donna di questa chiesa, e del suo sposo.

Si sono conosciuti in una corsia di un ospedale; lei è lì che piange una sorella che muore, lui è lì, bloccato nel letto da un incidente da cui è solo per miracolo che ne è uscito vivo.

Si sposano, ma le difficoltà sono tante, anche loro stanno attraversando il loro deserto. Sino a quando, per caso,  una persona li indirizza a noi.

E Dio,  non la nostra chiesa,  asciuga le lacrime, ascolta, suggerisce, prega.

Ora quella coppia è parte stabile della nostra congregazione. Il deserto non è che un ricordo. Viaggiano ancora, ma viaggiano assieme, come credenti, e lei ha potuto battezzare il suo sposo nel lago.

Viaggi che sembrano non portare in nessun posto.

Come quello di un'altra donna della nostra chiesa,  il cui viaggio nel deserto della vita è stato costellato dalle violenze sin dalla sua infanzia.

Un matrimonio fatto di tradimenti e pressioni psicologiche, e ancora minacce. Poi la separazione, e i soldi che non bastano per arrivare neppure alla metà del mese.

Anche lei arriva in questa chiesa,  tramite una ricerca sul web stavolta. Ed anche per lei Dio,  non la nostra comunità,  offre conforto, sostegno, amore.

Lei è la prova vivente che quando metti il poco nelle mani del Signore, quel poco si moltiplica,
come i cinque pani e i due pesci che Gesù moltiplicò all'infinito per sfamare la gente che lo ascoltava. E i soldi che non bastano ad arrivare al 15 del mese  diventano una somma con cui poter persino sostenere una adozione a distanza.

Viaggi che talvolta ti portano via quasi tutto.

Come quello di una giovane coppia,  innamorati e promessi sposi sin dai banchi di scuola, che si trovano ad affrontare una situazione dove una persona li ha truffati, portando loro via tutti i risparmi di una vita. E il loro deserto è non avere più nulla per iniziare la vita assieme.

Dio li conduce da noi, e  anche per loro Lui  non noi, ha parole di conforto, di sostegno, di speranza. E il deserto diviene un'oasi dove loro sono loro stessi  che accolgono,  sostengono,  nutrono altri che arrivano con  storie simili alle loro.

Ora so perché Dio mi ha chiesto di non mollare, promettendomi che non avrei viaggiato da solo nel deserto. E la benedizione più grande che ricevo  non è questa nuova struttura che inauguriamo oggi, e neppure la vostra amicizia che vi ha spinti qui oggi, di cui vi sono grato  e di cui neppure mi sento degno fino in fondo.

La benedizione più grande è la possibilità che Dio mi da di vedere vite cambiate, viaggiatori solitari trasformati in pellegrini di Gesù, deserti trasformati in oasi, e buio, trasformato in luce

E' per quello che esiste questa chiesa: perché non vogliamo cessare di vedere vite cambiate. Perché vogliamo condividere con altri nel bisogno  ciò che di buono abbiamo ricevuto da Cristo. Perché vogliamo essere di supporto alla comunità che ci sta attorno, sapendo che ci sono altri che, come noi,  stanno girando da quaranta anni nel deserto.

Vogliamo avere il privilegio di vedere le loro vite cambiate, e di mettere a disposizione degli altri, sia che credano in Gesù sia che non credano in lui Ciò che abbiamo ricevuto noi per primi.

Perché lo facciamo? Perché sappiamo come eravamo prima di accettare Cristo, e sappiamo come Cristo ha trasformato il nostro deserto in oasi. e vogliamo che anche altri lo lodino per quello che ha fatto in noi.

Gesù ha detto:

“Allo stesso modo, lasciate che la vostra luce risplenda fra tutti, affinché vedano le vostre buone opere e diano lode a vostro Padre che è nei cieli.” (Matteo 5:16 PV)

La vita è un viaggio, qualche volta nel deserto. Ma l'importante non è la meta a cui sei diretto, a ci sei diretta, ma con chi stai viaggiando.

Con chi stai facendo il tuo viaggio? Sappi che se hai Gesù come tuo compagno, potrai vedere, come noi che lo abbiamo già sperimentato, cinque pani e due pesci moltiplicati all'infinito, deserti trasformati in oasi, e buio, trasformato in luce.

Ti interessa?

Preghiamo.

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