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sabato, marzo 26, 2016

Colui che offre se stesso: la Passione | 25 Marzo 2016 |

Leggiamo assieme nel Vangelo di Luca cosa accadde quel venerdì che ha cambiato la storia del mondo:
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"Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano su tutta la terra. Vegliate dunque, pregando in ogni momento, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
 Di giorno Gesù insegnava nel tempio; poi usciva e passava la notte sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo, la mattina presto, andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

La Passione: Giuda decide di tradire Gesù

 La festa degli Azzimi, detta la Pasqua, si avvicinava; e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di farlo morire, poiché temevano il popolo.
Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici. Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro. Egli fu d'accordo e cercava l'occasione buona per consegnare loro Gesù di nascosto alla folla.

Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo:«Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». Essi gli chiesero:«Dove vuoi che la prepariamo? » Ed egli rispose loro:«Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà. E dite al padrone di casa:"Il Maestro ti manda a dire:'Dov'è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?'". Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; lì apparecchiate». Essi andarono e trovarono come egli aveva detto loro, e prepararono la Pasqua.

 Quando giunse l'ora, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui. Egli disse loro:«Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire; poiché io vi dico che non la mangerò più, finché sia compiuta nel regno di Dio». Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie, disse:«Prendete questo e distribuitelo fra di voi; perché io vi dico che da ora in poi non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio».

 Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:«Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo:«Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.

 «Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me sulla tavola. Perché il Figlio dell'uomo, certo, se ne va, come è stabilito; ma guai a quell'uomo per mezzo del quale egli è tradito! » Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi mai, tra di loro, sarebbe stato a fare questo.

 Fra di loro nacque anche una contesa:chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro:«I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non deve essere così; anzi, il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. Perché, chi è più grande:colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve. Or voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate su troni per giudicare le dodici tribù d'Israele.

 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano, ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli ». Ma lui gli disse:«Signore, sono pronto ad andare con te in prigione e alla morte». E Gesù:«Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi».

 Poi disse loro:«Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa? » Essi risposero:«Niente». Ed egli disse loro: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico che in me deve essere adempiuto ciò che è scritto:"Egli è stato contato tra i malfattori". Infatti, le cose che si riferiscono a me stanno per compiersi». Ed essi dissero:«Signore, ecco qui due spade! » Ma egli disse loro:«Basta! »

 Poi, uscito, andò come al solito al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.
 Giunto sul luogo, disse loro:«Pregate di non entrare in tentazione». Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e, postosi in ginocchio, pregava, dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta».

 {Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra. } E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza, e disse loro:«Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione».

Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Ma Gesù gli disse:«Giuda, tradisci il Figlio dell'uomo con un bacio?»

Quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per succedere, dissero:«Signore, dobbiamo colpire con la spada? » E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne e disse:«Lasciate, basta! » E, toccato l'orecchio di quell'uomo, lo guarì.

 Gesù disse ai capi dei sacerdoti, ai capitani del tempio e agli anziani che erano venuti contro di lui:«Siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante! Mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messo le mani addosso; ma questa è l'ora vostra e la potestà delle tenebre».

Arresto di Gesù; il Signore rinnegato tre volte da Pietro

 Dopo averlo arrestato, lo portarono via e lo condussero nella casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano.

Essi accesero un fuoco in mezzo al cortile, sedendovi intorno. Pietro si sedette in mezzo a loro. Una serva, vedendolo seduto presso il fuoco, lo guardò fisso e disse:«Anche costui era con lui». Ma egli negò, dicendo:«Donna, non lo conosco». E poco dopo, un altro lo vide e disse:«Anche tu sei di quelli». Ma Pietro rispose:«No, uomo, non lo sono». Trascorsa circa un'ora, un altro insisteva, dicendo:«Certo, anche questi era con lui, poiché è Galileo». Ma Pietro disse:«Uomo, io non so quello che dici». E subito, mentre parlava ancora, un gallo cantò. E il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta:«Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, andato fuori, pianse amaramente.

Gli uomini che tenevano Gesù lo schernivano percuotendolo; poi lo bendarono e gli domandavano:«Indovina! Chi ti ha percosso? » E dicevano molte altre cose contro di lui, bestemmiando.

Appena fu giorno, gli anziani del popolo, i capi dei sacerdoti e gli scribi si riunirono e lo condussero nel loro sinedrio, dicendo: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Ma egli disse loro:«Anche se ve lo dicessi, non credereste; e se io vi facessi delle domande, non rispondereste. Ma da ora in avanti il Figlio dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio ». E tutti dissero:«Sei tu, dunque, il Figlio di Dio? » Ed egli rispose loro:«Voi lo dite; io sono ». E quelli dissero:«Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Lo abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Poi tutta l'assemblea si alzò e lo condussero da Pilato. E cominciarono ad accusarlo, dicendo:«Abbiamo trovato quest'uomo che sovvertiva la nostra nazione, vietava di pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re». Pilato lo interrogò, dicendo:«Sei tu il re dei Giudei? » E Gesù gli rispose:«Tu lo dici».

Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla:«Non trovo nessuna colpa in quest'uomo». Ma essi insistevano, dicendo:«Egli sobilla il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui».

Quando Pilato udì questo, domandò se quell'uomo fosse Galileo. Saputo che egli era della giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode, che si trovava anch'egli a Gerusalemme in quei giorni.

Quando vide Gesù, Erode se ne rallegrò molto, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlare di lui; e sperava di vedergli fare qualche segno miracoloso. Gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. Or i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano là, accusandolo con veemenza. Erode, con i suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido e lo rimandò da Pilato. In quel giorno, Erode e Pilato divennero amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.

Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, i magistrati e il popolo, disse loro: «Mi avete condotto quest'uomo come sobillatore del popolo; ed ecco, dopo averlo esaminato in presenza vostra, non ho trovato in lui nessuna delle colpe di cui lo accusate, e neppure Erode, poiché egli lo ha rimandato da noi. Ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò».

 [Ora egli aveva l'obbligo di liberare loro un carcerato in occasione della festa;] ma essi gridarono tutti insieme:«Fa 'morire costui e liberaci Barabba! » Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sommossa avvenuta in città e di un omicidio. E Pilato parlò loro di nuovo perché desiderava liberare Gesù; ma essi gridavano:«Crocifiggilo, crocifiggilo! » Per la terza volta egli disse loro:«Ma che male ha fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò». Ma essi insistevano a gran voce, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvento.

Pilato decise che fosse fatto quello che domandavano: liberò colui che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e che essi avevano richiesto, ma abbandonò Gesù alla loro volontà.

Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano cordoglio e lamento per lui. Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse:«Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli. Perché, ecco, i giorni vengono nei quali si dirà:"Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato". Allora cominceranno a dire ai monti:"Cadeteci addosso!" e ai colli:"Copriteci!". Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco? »

Ora altri due, malfattori, erano condotti per essere messi a morte insieme a lui.
 Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio », vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.

 {Gesù diceva:«Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». }Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo:«Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l'Eletto di Dio! » Pure i soldati lo schernirono, accostandosi, presentandogli dell'aceto e dicendo: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso! »

Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo:«Questo è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo:«Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi! » Ma l'altro lo rimproverava, dicendo:«Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni, ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva:«Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno! » Ed egli gli disse:«Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso».

Era circa l'ora sesta, e si fecero tenebre su tutto il paese fino all'ora nona; il sole si oscurò e la cortina del tempio si squarciò nel mezzo.

E Gesù, gridando a gran voce, disse:«Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio ». Detto questo, spirò.

 Il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Dio, dicendo:«Veramente quest'uomo era giusto».

 E tutta la folla che assisteva a questo spettacolo, vedute le cose che erano accadute, se ne tornava battendosi il petto. Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accompagnato dalla Galilea stavano a guardare queste cose da lontano. (Luca 21:32-23:49)
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