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domenica, agosto 30, 2015

Gustare il frutto del Signore: la testimonianza di Davide | 30 Agosto 2015 |


La vera felicità giunge quando decidiamo di gustare come è la vita in Cristo, senza tentare vite parallele.
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Continuiamo con la nostra serie sulle testimonianze di altri credenti.

Vi ricordo brevemente quelle che abbiamo visto e commentato sino ad adesso: abbiamo ascoltato Claudia, l'adolescente che conoscendo Gesù è uscita dalla sua storia di depressione e bulimia.

Poi Giusi, che ha affrontato la perdita del marito  e grazie a Gesù è sopravvissuta all'evento ed ha trovato un nuovo compagno.

Guido, che ha scoperto Gesù nella sua vecchiaia attraverso la testimonianza di una moglie credente dopo una vita di violenze e di abbandono.

Abbiamo ascoltato come Dio ha trasformato completamente la vita della bambina simbolo dei bombardamenti al napalm in Vietnam rendendola una testimone di Cristo nel mondo.

Gennaro, la cui intera famiglia è stata salvata dalla depressione, dall'alcool e dal gioco d'azzardo e dove lui stesso è stato chiamato da Dio a servirlo come pastore.

Tonino, che Gesù a salvato pochi attimi prima del suicidio per una vita devastata da tradimenti ed usurai, chiamandolo poi ad essere anche lui pastore.

Ed infine Diana, nata con una gravissima malformazione e rifiutata dal mondo per il suo aspetto che ha trovato la vera gioia in Gesù.

Tutte meravigliose testimonianze di come Cristo ha saputo trasformare vite distrutte in vite gloriose nella sua luce.

Però, potresti pensare:  “Beh, Gesù è lì per salvare i casi disperati,  dal tumore in su, dal suicido in su, per me che ho una vita “normale”,  che non  ho debiti con gli usurai,  che non ho malattie terminali,  che non sono tossicodipendente, forse Gesù non è interessato a trasformare la mia vita: lui è specialista in tragedie, e nella mia vita lui non serve.”

Se hai mai pensato questo, beh, ti dico:  nulla di più sbagliato!

E' per questo che questa settimana ho scelto la testimonianza di un giovane “normale”, una vita regolare, una bella famiglia, amici...  ma dove, alla fine, mancava qualcosa.

Ascoltiamo la storia di Davide:



Come al solito mi sono segnato alcune parole che mi hanno colpito  e che vorrei commentare assieme a voi.

“Una famiglia molto credente”

Questa volta ci troviamo di fronte a una famiglia piena d'amore e di sani principi, che porta tutte le domeniche il figlio in chiesa.

Ma ricevere amore, ricevere buoni insegnamenti non basta, perché a fronte di UNA buona famiglia,
a fronte di UNA buona chiesa, ci sono migliaia di persone per strada, a scuola, tra gli amici che ti dicono che Dio non esiste, ci sono centinaia di strutture, organizzazioni, scuole dove ti viene insegnato che il credente è buono si, ma in fondo è un po' tonto. E infatti Davide dice così:

“La logica mi diceva che alcune cose erano in contraddizione con la fede”

Albert Einstein diceva : “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.” La logica è una grande dote che Dio ha messo nell'uomo: Dio è un dio “logico”. Ma di quale logica stiamo parlando qui? Della logica di Dio, o di quella del mondo?

La logica del mondo si basa sulla quantità di persone che pensa una cosa sia logica: un esempio su tutti: la maggioranza delle persone nel mondo della scienza pensa che il mondo si è autocreato dal nulla, che nessuno lo ha creato, ma che tutto è avvenuto per una “fortunata coincidenza”. Per cui la “logica del mondo” dice che il mondo non è stato creato da Dio.

La “logica” qui segue la maggioranza degli scienziati. Perché esiste una piccola minoranza che, dati alla mano, dimostra che il nulla non può creare il tutto.

Attenzione, ragazzi e ragazze, a pensare che la maggioranza abbia sempre ragione; come credenti vi troverete spesso in minoranza. La Bibbia lo dice chiaramente:

“Chi di noi ha creduto  alla notizia che abbiamo ricevuto? Chi di noi vi ha visto  la mano di Dio?”
(Isaia 53:1 TILC)

(NB: la domanda di Isaia è “retorica”; la risposta è “nessuno” o “pochissimi”!)

“La porta che conduce alla vita è piccola e la via stretta. Infatti, soltanto pochi la trovano.” (Matteo 7:14 PV)

Cosa accade allora a Davide? Quale scelta fa tra l'amore della famiglia e la logica del mondo? Semplice, decide...di non decidere!

“Ho cominciato a sviluppare una sorta di vita parallela... Facevo tutto quello che facevano gli altri ragazzi.”

Molti di noi, alla fine sviluppano un proprio “sistema” di vita: avere due vite. Una per la famiglia/chiesa/Signore,  e una per gli amici/scuola/sport.

E sono due vite che praticamente non si intersecano mai, ma che anzi facciamo in maniera che non si intersechino; perché sarebbe molto imbarazzante che gli amici mi vedessero come alzo le mani e canto in chiesa, e sarebbe molto imbarazzante se la mia famiglia o il mio pastore mi vedesse come bevo e fumo con gli amici.

Quale è il risultato di tutto ciò? Davide dice:

“Sono arrivato al punto di non riuscire più a trovare la felicità”

Può portare felicità una vita simile? Certo, puoi riuscire a non far toccare i due mondi per lungo tempo, per mesi, anni... ma quello che succederà è che questo sforzo ti porterà via tutta la felicità dalla vita.

Perché? perché non apparterrai completamente a nessuno dei due mondi, perché le tue migliori energie le impegnerai nel vivere due vite insieme.

Ed ecco che in Davide scatta la necessità: la necessità di riunificare le due vite parallele, la necessità di trovare la felicità.

In effetti quella felicità che cerca non la “trova” negli amici, ma la “vede” nei ragazzi che frequentano, cantano e pregano in chiesa: Davide dice:

“Mi sembrava assurdo vedere ragazzi giovani andare in chiesa, che la loro vita fosse di Gesù... Se c'è un Dio, mi piacerebbe veramente incontrarlo.”

Ancora una volta, Gesù non arriva come persona indesiderata ma arriva come ospite chiamato; ma arriva nella vita di chi lo cerca: Gesù stesso dice:

"Chiedete e vi sarà dato. Cercate e troverete. Bussate, e la porta vi sarà aperta. Perché chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.” (Matteo 7:7 PV)

Per Davide è l'inizio di un lento processo che lo porta a riunificare le due vite,  ad averne una sola... in Cristo...   e a trovare la felicità.

“Non c'è stato un evento particolare che mi ha scosso... Mi sono ritrovato una domenica a dover ammettere che ero peccatore.”

Davide non era un tossico, né giocava, né aveva gli usurai alle costole... ma ha capito  che, nonostante la sua vita fosse senza grosse trasgressioni,  non poteva essere visto come “giusto” davanti a Dio: e cita un versetto:

“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23)

Cosa fai, quando scopri che la tua vita “buona” non basta per avere la felicità? Quando la tua vita parallela ti porta via la gioia di vivere? Semplicemente, ammetti che hai bisogno di Cristo per essere “giusto”; è lui solo che ti rende “giusto”, che ti rende “giusta”, che ti “giustifica”...

Quando tuo padre o tua madre ti firma la “giustificazione” per tornare a scuola sta dicendo che “non era colpa tua”. I miei peccati, i TUOI PECCATI SONO COLPA TUA... ma Gesù ha detto in croce: ”NO! Le tue mancanze, i tuoi errori. le tue indecisioni, i tuoi dubbi,i tuoi peccati diventano colpa mia 
se tu mi accetti. Se tu accetti che io sono venuto per fare questo.” E tutto questo a costo ZERO!

“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.” (Romani 3:23-24)

La salvezza, la redenzione, la giustificazione, sono cose, dice Davide, che non si possono descrivere, è come cercare di descrivere il sapore stupendo di un'arancia, bisogna provarla per sapere come è.

Hai mai provato “l'arancia” di Gesù? Il Salmo 33 dice questo:

“Gustate e vedete come è buono il Signore:  felice l'uomo che in lui si rifugia.” (Salmo 34:8 TILC)

(Benda una persona. Chiedi alla chiesa di descrivere a parole il sapore di un frutto senza mia dire mai il nome e neppure la parola “frutto”. Chiedi alla persona bendata di indovinare d cosa si tratti. Poi faglielo assaggiare; chiedi se lo riconosce e come è.)

Forse hai conosciuto Gesù... ma non lo hai mai “gustato”. Forse la tua famiglia, i tuoi amici, o qualcun altro ti ha parlato di lui, ma descrivere  il sapore che ha, è praticamente impossibile.

“Gustate e vedete come è buono il Signore:  felice l'uomo (e la donna) che in lui si rifugia.”

Preghiamo.


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