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domenica, ottobre 20, 2013

Come conservare le relazioni con gli altri – 1° parte | 20 Ottobre 2013 |


Per essere felici non basta coltivare relazioni sane, bisogna anche mantenerle, nonostante gli altri!

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Da qualche settimana stiamo parlando  dell'abitudine alla felicità, ed abbiamo detto che per essere felice debbo avere delle sane abitudini. E che la 1° abitudine che devo sviluppare è

1° ABITUDINE: DEVO COLTIVARE RELAZIONI SANE!

Se non ho relazioni sane non posso essere felice. Per essere felice devo...

1. ESSERE GRATO PER LE PERSONE NELLA MIA VITA!
2. PREGARE CON GIOIA PER LE PERSONE NELLA MIA VITA
3. ASPETTARMI IL MEGLIO DALLE PERSONE NELLA MIA VITA
4. AMARE LE PERSONE NELLA MIA VITA COME LE AMA GESU'

Ora abbiamo capito come “coltivare” relazioni sane...ma non siamo che all'inizio della nostra lavoro Già, perché non solo dobbiamo coltivarle, ma anche (e soprattutto) mantenerle!

Ci sono relazioni che sono semplici da mantenere, persone naturalmente amabili. Altre un po' meno,
persone come la carta vetrata sulla schiena dopo la prima uscita al mare senza aver messo la crema protettiva. Persone che chiedono troppo, persone che non danno nulla, persone che ci hanno fatto del male (poco o tanto che sia), persone depresse, persone che vorrebbero manipolarci.

Ogni qualvolta le incontriamo la nostra pressione sale, la fronte si imperla, la salivazione va a zero. Lo stress ci assale.

Esiste un metodo per conservare relazioni con questo tipo di persone, ed è più semplice di quanto tu possa immaginare.  Badate, ho detto “semplice”, non facile!   Visto che non posso cambiare gli altri... ciò che posso e che debbo cambiare.. è me stesso.

La Bibbia ha una parola specifica per indicare questo processo di cambiamento personale: si chiama “misericordia”:

“Beato chi è gentile  e misericordioso, perché riceverà misericordia” (Matteo 5:7 PV)

E' la quinta  delle Beatitudini che Gesù ci consegna nel suo Sermone sul Monte

Cosa significa “misericordia”?

La parola che viene usata per “misericordiosi” è “eleemon”.  E' da essa che deriva la parola “elemosina”, ed  è composta da “eleos” = misericordia,  + suffisso “mon” che indica un azione: “eleemon” significa “colui che pratica la misericordia”.

(In Latino” misericordia “ è una parola composta da “misereo” = ho pietà + “cordis” = cuore.)

Abbiamo già detto più volte che l'amore non è un sentimento, ma un'azione:  e sapete come si chiama quest'azione?  Misericordia!

La misericordia è “amore in azione

È più del sentirsi commossi per le persone.  La misericordia è fare qualcosa;  la Bibbia dice che Dio è un Dio di misericordia:  è “amore in azione” sin dal principio del mondo.

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.” (Salmo 145:8) 

Il metodo divino per conservare rapporti sani con le persone, è la misericordia!

Se non posso cambiare gli altri, se non posso modificare a mio piacimento il comportamento delle persone che incontro, allora l'unica maniera è modificare me stesso, in accordo con quello che vuole il mio Signore.

Come posso sapere allora se sono realmente misericordioso? Ci sono quattro segni che mi dicono questo.

I segni della misericordia

1. Se sono misericordioso sono paziente con le persone “particolari”

La vita è fatta di persone “particolari”, “strane”, di persone che stimolano in noi il peggio di noi stessi!

“Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti”. (1 Tessalonicesi 5:14)

Sottolineare “a essere pazienti con tutti”.  E' difficile, è una sfida alla normalità della mia vita.  Io non sono paziente con tutti, io non voglio essere paziente con tutti!  Voglio che gli altri magari lo siano con me.  Ma, quando incontro qualcuno difficile, la mia pazienza ha una miccia molto, molto corta!

Come posso allora essere paziente con queste persone?  Posso esserlo se capisco da dove vengono, perché si comportano così.  Dietro ogni persona che noi riteniamo “particolare”, c'è una storia che l' ha condotta ad essere così.  E' frutto della propria situazione familiare, dell'ambiente dove è nata e cresciuta, delle esperienze subite durante la vita.  Gesù non ci chiede di giudicarli, ma al contrario ci chiede questo:

“Perciò, accoglietevi a vicenda con amore, proprio come Cristo ha accolto voi; fatelo per la gloria di Dio” (Romani 15:7 PV)

Sottolineate le parole “accoglietevi”, “ha accolto voi” e “per la gloria”. Una persona misericordiosa accetta le persone, anche quelle”particolari”; non è veloce nel criticarle, non le giudica,  ma al contrario comprende che “persone che sono state ferite feriscono”.

Perché devo accogliere le persone “particolari”?  Perché Gesù mi ha accolto quando anche io ero “particolare”:  io ero suo nemico.

“Una volta voi eravate morti per sempre a causa dei vostri peccati.” (Efesini 2:1 PV)

E perché devo farlo? Perché voglio che Dio venga glorificato attraverso la mia accoglienza.

2. Se sono misericordioso perdono coloro che sbagliano

Quando qualcuno sbaglia, cosa fai?  Sottolinei lo sbaglio,  oppure cancelli sbaglio?  Se qualcuno sbaglia contro di te, cosa fai?  Lo ricordi fino alla fine dei tuoi giorni,  oppure lo dimentichi facilmente?
La misericordia dimentica, la misericordia cancella!

Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi”. (Colossesi 3:13)

Sottolineate le parole “sopportatevi”, “perdonatevi” e “vi ha perdonati”. È interessante il fatto che, quando siamo noi che dobbiamo ricevere il perdono, ci sembra così giusto!  Ma quando siamo chiamati a perdonare, magari per qualcosa di grave, qualcosa che ci ha toccato nel profondo, che ci ha fatto male, ci sembra così ingiusto: “io non voglio perdonare, voglio giustizia!”

Come si è comportato Dio con te?  Ha “sottolineato”  o ha “cancellato” i tuoi peccati?  Guarda cosa hai sottolineato nel versetto di Colossesi per scoprirlo!

Se sono paziente, se sono misericordioso, perdonerò coloro che sbagliano.  E così semplici criticare e così difficile provare simpatia per uno che sbaglia, soprattutto se lo fa contro di noi!

Perché devo perdonare? Perché sono stato perdonato.

3. Se sono misericordioso aiuto chi soffre

“Non negare il bene a quelli a cui è dovuto, quando è in tuo potere di farlo” (Proverbi 3:27) 

La misericordia è assistere in maniera pratica le persone.  Ce ne sono molte intorno a noi;  il mondo è pieno di persone ferite!  Se vuoi essere simile a Cristo non limitarti a sentirti triste per quelle persone:
fai qualcosa per loro!

“Ma se uno, che dice di essere cristiano, ha denaro a sufficienza e vede un fratello bisognoso, ma non vuole aiutarlo, come si può dire che in lui c’è l’amore di Dio?  Figli miei, dimostriamo il nostro amore, non a parole, con dei bei discorsi, ma con i fatti, concretamente. “(1 Giovanni 3:17-18 PV)

Vi ricordate la storia del buon samaritano?  Un uomo era stato picchiato, derubato, e buttato a lato di una strada. Arrivano due persone in due momenti differenti, ma ambedue dicono guardandolo: “non è affare mio, non mi riguarda.” Mi spiace per quello che ti è accaduto, ma non voglio essere coinvolto”.  È solo il terzo uomo che decide di agire, che lo porta all'Holiday Inn, gli lascia la sua MasterCard, e dice al titolare: “dagli tutto quello che chiede, tanto pago io! “

Questa si chiama misericordia! Gesù sta dicendo : felici coloro che si lasciano coinvolgere!

La sofferenza è uno dei momenti più pericolosi per la fede di ciascuno di noi...  e anche per ciascuno degli altri come noi!  Il momento in cui soffri è con tutta probabilità il momento in cui cominci avere dei dubbi: “dov'è Dio? Ma non sente le mie preghiere? Forse non gli importa! Forse non esiste neppure Dio!”  Se non hai mai avuto dubbi, probabilmente non ha mai provato grandi sofferenze, perché dubbio e sofferenza vanno di pari passo.

“Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi” (Giuda 1:22 CEI 2008)

Qual è la risposta che piace a Gesù in una situazione simile?  Non è quella di cercare di dimostrare l'esistenza di Dio,  o di rimproverare la persona che soffre per i suoi dubbi; la risposta è-misericordia! Quello che fai è di mostrare misericordia, stando a fianco di colui che soffre.

4. Se sono misericordioso faccio del bene ai miei nemici

Gesù dice questo:

“E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. ...Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.”(Luca 6:33, 35-36)

Se tu vuoi piacere a Dio, devi avere  misericordia:  questo significa fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male.  Questo è l'esatto contrario di quello che dice il mondo.  Quello che dice della società non è di fare del bene a coloro che ti hanno fatto del male,  ma di restituire male per male, magari incrementando un po' il male ricevuto così da essere in vantaggio!

La società ti dice: “ diffama i tuoi nemici, distruggili con qualsiasi mezzo  tu possa.”  Dio invece ti dice: “io non voglio che tu reagisca, ma voglio che tu agisca!”.  E questo è così difficile da fare! Ma è quello che farebbe Gesù.

Stiamo parlando di conservare relazioni sane con le le persone.  Uno dei posti dove abbiamo relazioni è il luogo dove lavoriamo;  ti sfido allora a cambiare il tuo atteggiamento sul tuo posto di lavoro con quelle persone che ogni mattina si sfidano, ti buttano giù, ti criticano, fanno del tutto per farti arrabbiare.

Domani mattina, quando vai a lavorare, agisci con misericordia verso quella tale persona,  dirgli delle cose buone, incoraggialo!  Il tuo atteggiamento scompaginerà i suoi piani di  attacco.   Sai perché? Perché è quello che farebbe Gesù:  Gesù mostrerebbe misericordia verso coloro che lo attaccano,  non  restituirebbe male per male, ma cambierebbe il male in bene.

Conclusione: la strategia per conservare relazioni con le persone difficili

“Il SIGNORE è misericordioso e pieno di compassione, lento all'ira e di gran bontà.”(Salmo 145:8)

La misericordia è amore in azione;  questa è la maniera con cui si comporta Dio.

Quando incontri qualcuno che come una carta vetrata sulla tua schiena il giorno dopo che sei andato al mare che hai dimenticato la crema protettiva, sii paziente con lui, ricordati che le persone che sono state ferite sono persone che feriscono, comprendi le loro storie personali, ed usa misericordia.

Quando incontri una persona che ha commesso degli errori, forse anche contro di te, ricordati che nessuno è perfetto, tanto meno te! Tutti cadiamo, e tutti siamo degni di essere ripresi; usa misericordia!

Quando incontri qualcuno che sta soffrendo, piuttosto che provare dolore nel tuo cuore, agisci! Ricordati che la misericordia è l'amore in azione; ricordati che l'amore non è un sentimento, ma è un gesto, un'azione, un movimento.

Quando incontri qualcuno per cui sei un nemico, che tenta in tutte le maniere di farti del male, pensa che Gesù non reagirebbe, ma agirebbe; pensa che egli ama mutare  il male in bene; lo fatto con  te!

Tu non eri degno di essere perdonato! Ma lui l'ha fatto! Ha mutato il tuo male in bene, ha mutato il pianto in riso, ha mutato il cordoglio in gioia!

Tu sei il frutto della sua misericordia!

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