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domenica, giugno 22, 2008

Il mondo là fuori | 22 Giugno 2008 |

La scorsa settimana vi ho raccontato di come il Signore mi abbia ordinato “in sogno” di predicare su di 2 Giovanni.
 
Abbiamo così visto assieme che nel brano c'era per la nostra chiesa un incoraggiamento, una sfida e una rassicurazione: 
  • un incoraggiamento - continuate a camminare sulla via del Signore Gesù senza deviare
  • una sfida - fortificatevi ogni giorno di più nell'amore reciproco
  • una rassicurazione - sono io, il vostro Signore Gesù, che ve lo chiede.
Mi sembrava di aver fatto un buon lavoro, di essere stato obbediente al mio Signore; e tutto fiero di questo ho cominciato a pensare su cosa avrei predicato la domenica seguente (questa).

Ma, come spesso accade, i piani del Signore erano radicalmente differenti dai miei; infatti, sentivo qualcosa che non andava, una vocina che diceva: “Marco, mica ti ho detto di predicare SOLO sui primi sei versetti! STUDIA TUTTA la lettera e completa il mio messaggio per la mia chiesa”.

Beh, magari le parole non erano proprio queste, o meglio non c'erano proprio parole, ma la sensazione di aver lasciato il lavoro a metà era grande.

Allora, diligentemente, mi sono messo a studiare i versetti che vanno da 7 a 9; e solo allora ho capito che in effetti avevo dato un messaggio a metà.

Leggiamo assieme il versetti da 7 a 9:

Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l'anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. (2 Giovanni 1:7-9)

La prima cosa che mi ha stupito è lo smisurato contrasto delle parole che usa Giovanni da 1 a 6 con quelle che usa da 7 a 9.

Mentre da 1 a 6 troviamo parole che, in fondo, ci piacciono (v.3 verità, grazia, misericordia, pace, amore), nei versetti che seguono ci sono parole che hanno tutt'altro carattere; sono parole forti, dure (v.7 seduttore, anticristo, v8 perdere, v. 11 opere malvagie).

Sembra quasi che sia un altro Giovanni che stia scrivendo, un Giovanni che, quanto era dolce e calmo nella prima parte, tanto è duro ed arrabbiato nella seconda.

Non è un differente Giovanni quello che scrive, e non si è arrabbiato via via che scriveva.

Egli invece ci sta descrivendo due mondi; due mondi paralleli che sussistono a dispetto ed in contrasto all'altro.

Dal versetto 1 al versetto 6 egli aveva descritto il mondo “nella verita” (v1-3); la scorsa settimana abbiamo detto che Gesù aveva detto di se stesso:

Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Giovanni aveva descritto dal versetto 1 a 6 il mondo “in Cristo” (la parola che viene tradotta con “nella” in greco è “en”, che sta ad indicare qualcosa che è all'interno, circondato sopra e sotto, davanti e dietro, immerso dentro).

E' il mondo che appartiene a molti di noi, a tutti coloro che sono “in Cristo”.

Com'è questo mondo? Com'è il mondo “qua dentro”?

E' un mondo dove:

  • c'è verità (v. 1-2-3-4); la verità che si chiama Gesù;
  • c' è grazia, misericordia e pace (v.3);
  • c'è un'istruzione data da Dio al cui interno possiamo muoverci sapendo di agire bene (v,. 4, 5);
  • c'è AMORE!!!! (v. 1,3,5,6)

Questo è il mondo “qua dentro”. E come descrive allora Giovanni il mondo “là fuori”?

La descrizione che ne fa, e il paragone che ne scaturisce sono devastanti.

Vediamola assieme questa descrizione.

Versetto 7: “Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo... Quello è il seduttore e l'anticristo”; la parola che usa Giovanni per seduttori è “planos”, che significa “colui che gira senza una meta. In questa maniera i sacerdoti avevano chiamato Gesù dinanzi a Ponzio Pilato.

Anti” in greco significa "invece di - al posto di”; sono persone che non si accontentano di vagare senza meta, ma si vogliono sostituire a Cristo.

Cosa ci fai con Cristo? Prendi questa filosofia nuova di zecca e ti sentirai davvero bene! Prendi questa pasticca e vedrai che ti sballi!”

La descrizione di Giovanni mi fa tragicamente ricordare di quello che scriveva Pietro nella sua prima lettera

Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. (1 Pietro 5:8)

Cosa succede a chi viene “irretito” da queste persone? Versetto 8: Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute”

Nella frase in greco che è tradotta con “perdiate il frutto delle opere compiute” c'è l'idea di portare a completa e totale distruzione qualcosa per cui si è lavorato duramente.

Vagare senza meta, o sostituire Cristo con qualcos'altro, significa per il credente distruggere tutto quanto ha fatto fino a quel momento.

Questo per chi crede. Ma per chi non ha Cristo significa anche peggio: significa rimanere distante, rimanere là fuori, indifeso, là dove ruggisce e si aggira il leone.

Com'è il mondo là fuori?

  • È un mondo di menti senza meta;
  • è un mondo in cui c'è necessità di sostituire Cristo con qualcos'altro per riempire il vuoto della propria vita;
  • è un mondo dove molti leoni ruggenti sono pronti a divorarci, portando a completa distruzione tutto quanto abbiamo fatto sino ad ora.

Saremo dunque costretti ad arroccarci all'interno del nostro “mondo”? Saremo prigionieri di esso? Quale fortificazione e quanto alta metteremo a difesa di noi stessi?

Versetto 9b: Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio.

Quello che qui viene tradotto con “dottrina” in greco è la parola “didakè”, ed è stata usata altre dodici volte nei vangeli, undici volte per parlare dell'insegnamento di Gesù.

Eccola, la macchina da guerra terribile che useremo, ecco la fortificazione altissima che innalzeremo; le parole di Dio che si fa uomo, e scende a morire per me.

(butta la Bibbia a terra di fronte a te)

Ecco il muro, ecco la fortificazione; ha l'altezza d'un libro, ma è forte quanto colui che ha creato l'Universo.

E' un muro che posso portare con me, dentro di me, che non mi esclude dal mondo, ma che mi protegge da esso.

Gesù non ci vuole “separare” dal mondo, ma anzi ci manda “nel mondo”

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente". (Matteo 28:19-20)
Il mondo “in Cristo” non è un mondo di rinunzie, ma un mondo di possibilità, dove:

  • c'è la verità e la pace che non trovi altrove,
  • c'è la grazia, e non siamo premiati perchè meritevoli, ma come figli di un Padre che ci ama
  • c'è la misericordia, e il figlio di Dio muore al mio posto per i miei peccati
  • c'è l'amore, quello che abbraccia, piange e gioisce assieme all'altro, che è accanto nei momenti brutti come nei belli.

E' questo il mondo che vogliamo condividere con gli altri; è questo il mondo di cui vogliamo parlare agli altri.

Noi conosciamo la differenza che Cristo ha fatto nelle nostre vite, ed è un tesoro troppo grande per poterlo tenere nascosto.

Nessuno meglio di Gesù conosceva la differenza che avrebbe fatto nella vita delle persone; ma se si fosse limitato alla conoscenza, noi saremmo ancora perduti.

Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Roman1 5:8)

Questa è la misericordia di Gesù. Quanta ne abbiamo noi, per la gente “là fuori”?

Gesù ha dato la sua vita per noi; siamo pronti ad “esporci” fuori dal nostro mondo, dare un pezzo della nostra vita per la gente che non lo conosce?

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(Rivolto ai ragazzi dell'EC)

Voi siete venuti da molto lontano, spendendo le vostre vacanze come pure i vostri soldi per amore del nome di Cristo(3 Giovanni 1:7) per offrire qualcosa di utile e buono alla città di Montefiascone, un corso gratuito di lingue, ma soprattutto per parlare della differenza che Cristo ha fatto e sta facendo nelle vostre vite.

Portate con voi, dentro di voi la fortificazione della parola di Dio, sia essa l'unica autorità che vi guida nelle conversazioni con gli altri giovani.

Ma soprattutto, possa il vostro cuore mostrare la stessa misericordia che Cristo ha avuto per voi verso altri ragazzi le cui vite vagano senza meta o che spesso sono devastate da tutte le altre cose con cui Cristo viene sostituito.

(Rivolto alla chiesa)

I ragazzi dell'EC sono un extra con cui il Signore benedice la nostra comunità per il solo fatto di avere un unico Padre Celeste; non è un nostro merito e non possiamo vantarcene in giro. Il minimo che possiamo fare per loro è dare la nostra accoglienza e la nostra disponibilità, l'amore di cui parla Giovanni. Ma rimangono un “extra”; la differenza per le persone là fuori la dobbiamo fare noi, che rimaniamo, che viviamo qui, che ogni domenica ci incontriamo.

Quanta misericordia abbiamo nel nostro cuore per le persone che quotidianamente incontriamo?

Proviamo dolore più grande nel non vedere una crescita numerica, o nel sapere che non hanno Cristo?

Chi di voi sta pregando per la crescita della nostra chiesa?

Vi sfido a cambiare le vostre preghiere; invece di pregare “Signore, dacci una chiesa piena di gente” cominciate a pregare “Signore, abbi misericordia della gente di Montefiascone”.

Possa Cristo avere compassione di altri così come l'ha avuta per noi.

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