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domenica, marzo 04, 2007

Proteggerò la mia chiesa | 4 Marzo 2007 |

Proteggerò la mia chiesa

1° PARTE


  • Gioco con i bimbi

C’erano una volta tre amici (scrivi i nomi di tre bimbi sui foglietti) che amavano Gesù e che desideravano ardentemente di far conoscere Gesù a tutti gli altri

(I bambini debbono, con tre strisce di carta, formare due torri e un ponte su cui posare un bicchiere)

  • Punti da far considerare

    • Per reggere il peso i due amici (le due torri e il ponte ) debbono essere vicini, essere collegati tra loro
    • Per reggere il peso i fogli debbono essere modellati
    • Anche se sono stati modellati in forme diverse tutti e tre i fogli sono indispensabili
    • Nessuno dei tre è più importante dell’altro – se manca uno solo il bicchiere non si regge

        • ALLO STESSO MODO
    • Per far conoscere Gesù al mondo noi che abbiamo creduto dobbiamo stare vicini ed essere collegati – è per questo che veniamo in chiesa
    • Per reggere l’impegno di far conoscere Gesù dobbiamo essere “modellati” , avendo come “modello” Gesù
    • Anche se Gesù ci modella con forme/impegni differenti (musicista, insegnate, addetto alla pulizia) tutti in chiesa sono indispensabili
    • Nessuno in chiesa è più importante dell’altro – se qualcuno manca la chiesa ne soffre

2° PARTE

Abbiamo visto la scorsa volta che la chiesa non è uno spazio fisico, non è un tavolo o uno scaffale dove si rimane poggiati assieme, ma uno spazio mentale e emozionale da condividere con altri che credono; è il luogo dove ognuno di noi porta la propria vita debole perché Gesù la modelli e la renda forte.

Di certo Egli può modellare la mia vita ANCHE al di fuori della chiesa, ma solo quando io sono ASSIEME ad altri le cui vite Gesù sta modellando, posso dare il massimo; l’essere vicini, il cooperare, l’appoggiarsi ed il sostenersi a vicenda sono il fulcro, il punto di forsa della chiesa di Cristo sparsa su tutta la terra.

Gesù, il Figlio di Dio, colui che ha creato assieme al Padre tutte le cose, avrebbe potuto di sicuro scendere sulla terra, predicare, convertire, guarire, salvare DA SOLO… ma non l’ha fatto.

Ha DECISO di non farlo; sapeva bene che, una volta che lui fosse tornato dal Padre, coloro che avevano creduto in lui sarebbero stati attaccati, che non ce l’avrebbero fatta a sopravvivere come credenti se fossero stati isolati, dispersi, lontani l’uno dall’altro.

E’ anche per questo (non solo, ma anche) che Gesù ha creato la CHIESA, non una “associazione” anonima tra le altre, ma un “CORPO” vivente, il SUO corpo.

Ed un corpo, per poter agire, per poter funzionare in modo corretto, deve lavorare assieme, deve essere unito, deve cooperare assieme (come abbiamo visto con i bambini).
Ed è per questo che non ci deve stupire che il Nuovo Testamento dia più importanza all’unità della chiesa che al Paradiso o all’Inferno. Dio desidera che noi sperimentiamo l’unità e l’armonia reciproca.

L’unità è il cuore della comunione fraterna; se la distruggiamo è come se strappassimo il cuore al Corpo di Cristo, la chiesa appunto.

Senza unità non c’è comunione fraterna, e senza comunione fraterna non c’è chiesa.

La Trinità è un uno, e Dio vuole che anche noi siamo un uno; il nostro Padre Celeste è felice come ogni altro padre terreno quando vede che i suoi figli vanno d’accordo tra loro. In Giovanni 17 Gesù dice:

Joh 17:20-21 INR Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.

Gesù era negli ultimi momenti prima di essere arrestato, e trova la forza di pregare così appassionatamente per la nostra unità. Sapeva che saremmo stati attaccati, e che la salvezza di miliardi di persone dipendeva dalla perfetta unità della sua chiesa tramite la quale avrebbero ascoltato e creduto.

E’ per questo che, agli occhi di Dio, niente ha più valore della Sua chiesa; ha così tanto valore da sacrificare il suo unico figlio, condannandolo a morte, e ad una morte di croce!

Se fai parte di una chiesa, se ne sei membro, se non ti limiti solamente ad occupare uno spazio fisico assieme agli altri, ma cooperi assieme agli altri per innalzare il nome di Gesù su tutti gli altri al mondo, ecco allora da dove deve iniziare il tuo patto solenne verso la tua chiesa locale.

IO PROTEGGERO’ LA MIA CHIESA

La parola “proteggere”, nella nostra mente spesso si associa con il difendersi da un attacco che viene dall’esterno; mi “proteggo con uno scudo dal mio nemico”.

Sapete invece quali sono gli attacchi più grandi e più distruttivi ad una chiesa? Sono che provengono dal suo interno.

E’ la stessa tattica usata dai kamikaze per provocare il massimo del danno possibile; recarsi in un mercato con decine e decine di persone pacifiche, e lì, proprio in mezzo a loro, farsi esplodere.

La storia della chiesa di Cristo è disseminata da una quantità innumerevole di kamikaze, e lo è stata sin dalla sua nascita, tanto è vero che Paolo ammoniva gli Efesini con queste parole che leggiamo assieme;

Eph 4:1-3 INR Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, (2) con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, (3) sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace.

Questo è il primo passo fondamentale per proteggere la tua chiesa:

  1. AGIRE CON AMORE VERSO GLI ALTRI MEMBRI

L’unità, ci spiega Paolo, non nasce spontanea, non è parte naturale di noi: dobbiamo SFORZARCI di conservare l’unità, dobbiamo SOPPORTARCI (nell’originale della parola greca SUPPORTARCI).

Dobbiamo pensare a noi stessi come incaricati di Cristo per l’unità della chiesa, come promotori e guardiani della comunione fraterna tra credenti.

La chiesa è un posto dove si sta “vicini vivini”, dove talvolta ci si sgomita o ci pesta qualche piede; ed è così che talvolta ci si concentra sulle differenze che ci separano da quella certa persona, piuttosto che invece concentrarci sulle cose che abbiamo in comune.

Per agire con amore la prima cosa che devi fare è

  • CONCENTRATI SULLE COSE CHE HAI IN COMUNE CON GLI ALTRI E NON SULLE DIFFERENZE

Leggiamo Efesini 4:4-6

Eph 4:4-6 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti.


Abbiamo in comune la stessa salvezza, la stessa vita e lo stesso futuro, lo stesso Padre; ti sembra poca cosa?

Chiaramente, Dio ci ha creati ognuno differente dagli altri (non con uno stampino…ricordate l’esempio fatto con i bimbi con la pastasale?), e noi dovremmo apprezzare queste differenze, non limitarci a tollerarle.

Tuttavia, anche se ci concentriamo sulle cose che ci accomunano, spesso rimaniamo delusi dal comportamento degli altri membri di chiesa.

Questo dipende spesso perché ci aspettiamo che le persone di chiesa siano tutte “sante” come noi… e se non lo sono, rimaniamo delusi!

Un secondo principio per agire con amore nella chiesa è

  • SII REALISTICO SULLE TUE ASPETTATIVE

C’è una bella differenza tra la chiesa che è nella mia testa e quella che ho sotto casa! Purtroppo la chiesa “ideale” che ho in mente è l’unica che non esiterà MAI su questa terra.

Ed è per questo che Paolo dice

sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace.

Piuttosto che essere scioccati o sorpresi, dobbiamo ricordare che la chiesa è composta da VERI peccatori, compresi noi stessi. E poiché siamo peccatori, ci facciamo del male a vicenda, talvolta senza volerlo e talvolta deliberatamente.

La chiesa è la TUA famiglia, anche se talvolta sembra non esserlo… o forse spesso sembra proprio come una vera famiglia dove si litiga e ci si tiene il muso persino per delle sciocchezze; ma se è la tua famiglia, la AMI, e dovresti fare qualsiasi cosa per riconciliarti con essa.
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C’è un canto che esprime bene questo concetto, di “essere una famiglia” dinanzi ad un Padre onnipotente e Santo, ed è il 77 “SIAMO QUI”

3° PARTE

Ma quando la frustrazione è tanta, piuttosto che di riconciliazione, abbiamo sete di VENDETTA!!! E sapete qual è l’arma più efficace per la vendetta in chiesa? La critica!!!

E’ sempre molto facile starsene in un angolo e lanciare sassi a coloro che stanno servendo piuttosto che essere coinvolti e dare il proprio contributo.

Invece, se vuoi agire con amore verso gli altri membri

  • SCEGLI DI INCORAGGIARE PITTOSTO CHE CRITICARE

Leggiamo Romani 14:13 (nel foglietto)

Rom 14:-13 Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; decidetevi piuttosto a non porre inciampo sulla via del fratello, né a essere per lui un'occasione di caduta.

La discordia è un’arma sottile e strisciante, che non esplode come la bomba del kamikaze, ma avvelena pian piano l’aria della sala dove la chiesa si riunisce.; è questa l’arma preferita da Satana.

La Bibbia chiama Satana “l’accusatore dei fratelli”; è suo lavoro quello di lamentarsi e di criticare i membri della famiglia di Dio. Tutte le volte che siamo noi a farlo stiamo collaborando con il Maligno.

Ricordiamoci che gli altri credenti, aldilà di quanto possiamo essere d’accordo con loro, NON sono il nostro nemico, ma è l’altro!

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L’agire con amore verso i membri è la fase “attiva” – “IO FACCIO” -del nostro impegno di proteggere la nostra chiesa.

Ma per difenderla adeguatamente dobbiamo operare anche “passivamente – “IO NON FARO” -; infatti dobbiamo

  1. RIFIUTARE DI ASCOLTARE I PETTEGOLEZZI

Che cosa è un pettegolezzo? Una bella definizione dice:

Il pettegolezzo è dare delle informazioni riservate quando non siamo né parte del problema né parte della sua soluzione”

Sappiamo che fare pettegolezzi è sbagliato, ma non li dobbiamo neppure ascoltare se vogliamo difendere la nostra chiesa.

Ascoltare un pettegolezzo è come accettare merce rubata; è “ricettazione”, e come ricettatori siamo colpevoli e degni di essere puniti a norma di legge.

Quando qualcuno comincia a raccontarmi un pettegolezzo, devo avere il coraggio di dirgli: “Ti prego, Fermati! Non voglio sapere queste cose”.

Ricordiamoci che coloro che sono pettegoli lo saranno, prima o poi, anche a nostro discapito.

Paolo dice in Romani : (nel foglietto)

Rom 16:17 Ora vi esorto, fratelli, a tener d'occhio quelli che provocano le divisioni e gli scandali in contrasto con l'insegnamento che avete ricevuto. Allontanatevi da loro.

Questo è il comportamento che Dio si aspetta da noi.
Se poi, nonostante tutto, dovessero sorgere conflitti con altri membri di chiesa, ricordiamoci che Dio stesso ci ha dato le linee guida (Mt. 18:15-17) su come risolverli, ricordandoci che comunque il primo passo è il confronto (non lo scontro) privato con l’altro.

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Abbiamo visto che per difendere la nostra chiesa dobbiamo essere sia attivi – IO FACCIO – sia passivi –IO NON FARO’-; l’ultimo aspetto può essere talvolta il più difficile, perché coinvolge il nostro orgoglio personale di uomini e donne.

  1. OBBEDIRE AI MIEI LEADER

Non esistono pastori, leader, responsabili o anziani perfetti. Dio li ha scelti tra i PECCATORI che popolano la Sua chiesa. Ma Dio dà loro la RESPONSABILITA’ e l’AUTORITA’ per mantenere unita la chiesa.

Essere un leader è una posizione di visibilità estrema, ed è anche un onore per chi è chiamato ad esserlo, ma è anche una posizione di massima responsabilità e dipendenza davanti a colui che ha dato l’autorità: leggiamo Ebrei 13:17 (nel foglietto)

Heb 13:17 Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità.

Anziani, responsabili, leader, saranno un giorno chiamati davanti a Dio a rendere conto di come hanno vegliato sulla Sua chiesa, ma soprattutto di quanto hanno amato quella chiesa per cui Gesù ha dato la propria vita.

Ma anche gli altri membri di chiesa saranno chiamati a rispondere di come hanno seguito e amato le guide a cui Dio li aveva affidati.
La Bibbia fornisce a Anziani e pastori istruzioni molto specifiche su come comportarsi con le dispute nella comunità; debbono evitare di essere litigiosi ammaestrando con mansuetudine gli oppositori e pregando che cambino cuore; ammonire coloro che sono focosi, ricercare l’armonia e l’unità, riprendere coloro che non hanno rispetto dell’autorità ed allontanare dalla chiesa coloro che sono fonte di divisione.

Noi proteggiamo la nostra chiesa quando onoriamo, rispettiamo ed obbediamo coloro che servono la chiesa locale guidandola .

Pastori, leader responsabile ed Anziani hanno bisogno dell’incoraggiamento, delle preghiere, dell’apprezzamento e, soprattutto, dell’amore di coloro che Dio gli ha affidato e per i quali saranno un giorno chiamati a rispondere dinanzi a Lui.

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CONCLUSIONE

Il primo impegno per un un membro di chiesa è quello di proteggere la propria chiesa locale; se lo accettate, allora Dio sarà ancor più felice di voi e la vostra chiesa sarà più forte.

Non sarà sempre così facile; qualche volta dovrete fare ciò che è meglio per il Corpo di Cristo, non per voi, mostrando di dare precedenza agli altri.

Questo è uno dei motivi perché Dio ci porta a far parte della famiglia della chiesa; lì possiamo imparare il vero altruismo. In chiesa impariamo a dire NOI invece di IO e NOSTRO invece di MIO.

Dice Paolo in Romani:

Rom 15:2 Ciascuno di noi compiaccia al prossimo, nel bene, a scopo di edificazione.

Io proteggerò la mia chiesa

  • Agendo con amore verso gli altri membri
  • Rifiutando di ascoltare i pettegolezzi
  • Obbedendi ai miei leader.

Se seguirai questi tre passi, avrai seguito anche quello che Dio vuole venga fatto al corpo di suo figlio Gesù, di cui la tua chiesa, questa chiesa, è una delle sue parti.
1) PROTEGGERÒ LA MIA CHIESA
  • agendo con amore verso gli altri membri
"Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge." (Romani 13:8)
"Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore." (1 Pietro 1:22)
"Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; decidetevi piuttosto a non porre inciampo sulla via del fratello, né a essere per lui un'occasione di caduta." (Romani 14:13)
  • rifiutando di ascoltare i pettegolezzi
"Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta." (Efesini 4:29)
Ora vi esorto, fratelli, a tener d'occhio quelli che provocano le divisioni e gli scandali in contrasto con l'insegnamento che avete ricevuto. Allontanatevi da loro." (Romani 16:17)
  • obbedendo ai miei leader
"Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per la vostra vita come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità." (Ebrei 13:17)
1) PROTEGGERÒ LA MIA CHIESA
  • agendo con amore verso gli altri membri
"Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge." (Romani 13:8)
"Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore." (1 Pietro 1:22)
"Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; decidetevi piuttosto a non porre inciampo sulla via del fratello, né a essere per lui un'occasione di caduta." (Romani 14:13)
  • rifiutando di ascoltare i pettegolezzi
"Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta." (Efesini 4:29)
Ora vi esorto, fratelli, a tener d'occhio quelli che provocano le divisioni e gli scandali in contrasto con l'insegnamento che avete ricevuto. Allontanatevi da loro." (Romani 16:17)
  • obbedendo ai miei leader
"Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per la vostra vita come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità." (Ebrei 13:17)
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