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22 novembre 2020

Essere piantati per portare frutto | 22 Novembre 2020 |

Lo scopo di ogni credente è di portare frutto a Gesù; come semi dobbiamo essere piantati nella chiesa locale, il Corpo di Cristo, dove mettere a disposizione i nostri doni per il bene degli altri.
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Oggi ho deciso di iniziare il mio messaggio facendovi vedere una pianta, un albero per la precisione.

E' un albero che può crescere fino a trenta metri di altezza e il cui fusto può raggiungere un  diametro di dieci metri, e può vivere più di mille anni.

 E, sapete, la cosa singolare, è che oggi lo ho portato qua con me e lo ho messo nella mia tasca... eccolo! 

(Tira fuori la castagna dalla tua tasca)

Siete autorizzati a chiamare la Croce Verde per un ricovero d'urgenza al Centro Igiene Mentale... ma aspettate un attimo!

Voglio prima leggere con voi un paio di versetti e poi decidete se chiamare, va bene?

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

Guardate le parole che ho evidenziato in azzurro:  “potentemente” e “fortificati”.

La prima, “potentemente”, è una parola a cui dovreste essere abituati se seguite i miei messaggi da qualche tempo: δύναμις - dynamis, : dinamite!

La seconda, “fortificati”, in greco è κραταιόω -  krataioō, significa “potenza in aumento”, e da cui deriva la nostra parola “cratere”.

Sapete cosa è un cratere, vero? E' un buco sulla superficie terrestre originato da una potenza (dynamis) dentro la terra che aumenta così tanto ( krataioō) che spacca la superficie per trovare sfogo in una eruzione.

Paolo sta pregando esattamente questo per te e per me; che noi come credenti  possiamo avere una potenza così grande da esplodere al mondo in una eruzione di fede e di segni che sia visibile a tutti.

Sarò mai capace di fare questo da solo? Certamente no! E Dio lo sa bene!

E' per questo che esiste un mezzo; Paolo dice,  “mediante”, che significa “attraverso il quale” , “grazie al quale” tutto ciò è possibile; lo “Spirito” (“suo”, specifica Paolo, ovvero lo Spirito di Dio); e sotto spiega cosa è quello Spirito, ovvero “tutta la pienezza di Dio”.

Lo Spirito Santo è POTENZA che AUMENTA, perché è DIO IN TE!

Guardate questa castagna: perché il castagno l'ha prodotta? Quale è lo scopo? Moltiplicarsi, far nascere altre piante di castagno, fare una foresta di castagni.

La castagna, come gran parte dei semi, è una riserva di nutrimento che servirà quando dovrà germogliare per dar vita ad un nuovo albero.

Quello che farà si che nasca un nuovo castagno non è la polpa (la parte buona che noi mangiamo) ma quella piccolissima frazione disegnata in verde,  il “germe”.

Tu potresti dirmi: “Ok. Marco, grazie per la lezione di botanica... ma che c'entro io con le castagne?”

C'entri, perché te ed io siamo esattamente la stessa cosa delle castagne sull'albero di Dio: guarda questi versetti:

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga...  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto...” (Giovanni 15:16a, 18a)

Come possiamo, allora, portare frutto a Gesù? Ci sono due cose che devo fare, esattamente come la castagna:

Per portare frutto devo...

1. Far abitare Cristo nel mio cuore.

Devo avere quel “germe” che nella castagna provoca la nascita di un nuovo albero.

Riprendiamo il brano di Paolo:

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

(Guardate le parole in verde

Cristo, dice Paolo, deve “abitare”,  κατοικέω - katoikeō; che in in greco significa  “avere casa assieme”. Una domanda per me e per te:  E' Cristo colui con il quale abiti assieme? E quello con cui parli quotidianamente, a cui dici “buongiorno” ed a cui auguri la buonanotte”?

Cristo è quel “germe” che risiede dentro il frutto che rende possibile utilizzare tutta la potenza, “dynamis” contenuta nella polpa per far nascere altri alberi, che ci rende fortificati, che aumenta la forza, che la rende "krataioō", un cratere che erutta  e si mostra al mondo per attirarlo a se.

Molte persone cercano di fare del bene, di aiutare il prossimo... ma senza quel germe, senza far abitare assieme a lui o a lei Cristo che è colui che da la potenza per agire.

Molti faranno buone opere, ma lo faranno faticando... e per Gesù, quello non è portare frutto; spesso, quando muore un fondatore, una persona carismatica di una qualche organizzazione benefica, l'organizzazione entra in crisi, talvolta si dissolve.

L'altra cosa  che mi fa assomigliare ad una castagna è che...

Per portare frutto devo...

2. Essere piantato 

La castagna ha dentro di se  la potenzialità di far nascere una pianta; ma anche se ha dentro di se il “germe” non potrà mai farlo, se non viene piantata.

Torniamo al versetto di Efesini:

“Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:14-19)

(Guardate le parole in giallo)

Paolo usa due parole per descrivere  quello che ogni credente deve fare: la prima è “radicati”: ῥιζόω -rhizoō; che in greco si usava per le piante che venivano appunto “piantate”, ma anche per le cose che venivano “piantate” perché diventassero ferme e solide, come un palo.

L'altra è “fondati”: θεμελιόω - themelioō,  che significa non solo "essere piantati", ma "spuntare dal terreno in modo da essere ben visibile".

Paolo ci sta dicendo che, per portare frutto, non solo dobbiamo essere piantati come un seme, che nessuno vedrebbe, perché è sotto terra, ma che dobbiamo avere un segnale, un palo, qualcosa che individui che noi siamo lì perché gli altri lo vedano.

E' proprio questo che si fa quando semini qualcosa e vuoi che si veda che è seminato lì: ci metti una canna sopra, abbastanza profonda che non cada, resti su, e si veda.

Non basta che noi siamo seminati nell'amore, ma gli altri devono vedere che lo siamo, devono vedere quell'amore in azione!

Quale terreno?

Ogni credente è come un seme: ha in se la potenzialità di far nascere una pianta  che nasca, cresca e si riproduca. Ma abbiamo bisogno di essere “piantati” in un terreno  per poter crescere,  un terreno speciale che ci dia  tutte le sostanze nutrienti giuste e buone. 

Sapete come si chiama questo terreno speciale?  Si chiama “CHIESA LOCALE”! Perché dico questo? Per quello che Gesù ha detto:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. ” (Giovanni 15:4)

Gesù ci dice che, per portare frutto dobbiamo essere “piantati” in lui: (un altro modo per dire “piantate” è “mettere a dimora”).

Ma come faccio “fisicamente” ad essere piantato in Gesù? Gesù è spirito! Paolo ci aiuta a capire in quale luogo “fisico” dobbiamo essere piantati:

“Ora voi siete il corpo di Cristo, e membra di esso, ciascuno per parte sua” (1 Corinzi 12:27)

Eccolo il luogo! Eccolo il Gesù “fisico” dove essere piantati per portare frutto! Il Corpo di Cristo, la chiesa locale... quella dove altre persone proprio come te si riuniscono per adorare Dio, ascoltare la sua Parola, supportarsi (e talvolta sopportarsi!) a vicenda, e testimoniare l'amore di Cristo attraverso non sentimenti, ma azioni.

Un seme fuori dal terreno o si muffa, o si secca.. e non è più buono a nulla.

Un credente fuori da una chiesa o si muffa, e diventa acido o si secca, e diventa arido. Gesù userà un 'altra illustrazione, e dirà : 

«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. (Matteo 5:13)

In che modo posso “portare frutti” in una chiesa locale?

“Allora, per dare frutto basta che venga la domenica in chiesa, vero Marco?” Mi spiace, no!

Secondo te che mi ascolti, perché stiamo facendo una serie sui “doni”? Non mi rispondere: ti faccio rispondere da Pietro:

"Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri." (1 Pietro 4:10) 

Pietro NON dice “quello che ha ricevuto un dono lo metta al servizio degli altri” ma “secondo il dono che ha ricevuto lo metta al servizio degli altri”.

Questo significa che Pietro (non il tuo pastore, non Marco) ti sta dicendo  che tu HAI ricevuto doni da mettere al servizio degli altri.

Il verbo che usa Pietro, tradotto con  “mettere a disposizione degli altri”  è διακονέω -  diakoneō;  da cui deriva “diacono”: vi ricordate cosa facevano i primi “diaconi”?

In Atti al capitolo 6, ad un certo punto gli apostoli dissero: “Se noi dobbiamo continuare a servire tutti quanti compresi i pasti alle vedove,  finisce che non riusciamo più ad insegnare nulla.” E istituirono i “diaconi”, ovvero “dei servitori”.

Noi in chiesa abbiamo due diaconesse riconosciute ufficialmente, ma TUTTI in chiesa posso e DEBBONO essere diaconi, servire, attraverso i dono individuali.

Pietro dice:  “Hai uno o più doni,  non ne sei proprietario tu  ma appartengono a Dio,  riboccati le maniche  SERVILI agli altri!"


Vorrei farti vedere una tabella:

Questa è una tabella che fa parte del nostro Statuto di chiesa. E' stato già insegnato che esistono 9 tipi di doni;  all'interno di quella suddivisione ci sono chiaramente mostrate nel Nuovo Testamento almeno 26 possibilità di utilizzare quei doni;  campi dove puoi utilizzarli.  Non hai che l'imbarazzo della scelta.

La chiesa non è il pastore,  o i diaconi e le  diaconesse, e neppure il predicatore... tu sei la chiesa, il Corpo di Cristo ed il corpo ha necessità dei tuoi doni per poter vivere, crescere, moltiplicarsi.

Conclusione

Avevo detto di avere nella mia tasca un albero millenario alto trenta metri e largo dieci; eccolo! Quell'albero è qua dentro... se lo “metto a dimora”, se lo pianto in un terreno.

Allo stesso modo posso farti vedere la chiesa che sarà: eccola, guardati attorno, sei tu, assieme a chi ti siede a fianco, distante di un metro, se il tuo cuore dimora in Cristo,  e i doni che ti ha dato tu li semini nella tua chiesa locale mettendoli a disposizione degli altri.

Nascerà così una foresta di persone che credono in Cristo  e dimorano il lui...

Sei pronto, sei pronta a scoprire i tuoi doni e ad usarli per la gloria di Cristo?

Preghiamo. 

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