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domenica, dicembre 17, 2017

La Salvezza che viene a Natale - Il Libro di Isaia 5° parte | 17 Dicembre 2017 |

Gesù è venuto a Natale per mostrare la gloria del Padre al mondo. Ora spetta a chi crede di mostrarla agli altri.
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Siamo a sette giorni dal Natale e siamo alla fine del Libro di Isaia, alla fine di questi sessanta anni di profezie
dati da Dio al profeta  720 anni prima del primo Natale.

E il libro si chiude  spiegando le profezie  che Isaia aveva in precedenza fatto circa la venuta di Gesù:con la profezia:

“la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele (Dio con Noi)”(Isaia 7:14)
“sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace” (Isaia 9:5b)

Isaia vede e  spiega a che scopo nascerà quel  “Dio con noi” quel consigliere, quel principe.

“Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri per proclamare l’anno di grazia del Signore e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che sono afflitti, per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria.” 
(Isaia 61:1-3)

Isaia non parla di se, poiché nell'originale  quel “mi ha unto” (= mi ha scelto) è alla fine, e la frase suonerebbe così:

Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha inviato per recare una buona notizia agli umili; per fasciare... e mi ha unto.” 

Isaia è stato scelto per annunziare ciò che 720 anni dopo sarebbe accaduto: e non può sapere che un giorno, quel bimbo diventato adulto entrerà in una sinagoga  di una piccola città della Galilea aprirà un rotolo, e leggerà quello stesso passo: leggiamo Luca 4:

 “ Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. 17 E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l'anno accettevole del Signore». 20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi»..” (Luca 4:16-21 ND)

Gesù aveva già iniziato ad insegnare in Galilea;  Luca ci dice che insegnava (lui, così giovane) nelle sinagoghe, ma qui, per la prima volta,  rivela pubblicamente che è lui  quello di cui parlava Isaia.  Il ministerio pubblico di Gesù come Salvatore comincia da qui.

C’è nessuno che ha notato qualche differenza  tra la versione di Isaia e quella di Luca?

Si? No? Vediamo assieme

(ISAIA) Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me,
(Gesù) Lo Spirito del Signore è sopra di me.

Qui le due versioni coincidono

perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri

evangelizzare è sinonimo di buona notizia e povere di umili.

mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, 
mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto

idem

per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, 
per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi

nei manoscritti che ci sono pervenuti del libro di Isaia,  probabilmente c’è un errore di uno scriba  che ha cambiato un po’ il senso;  dobbiamo credere a Gesù  che la versione originale fosse quella.

l’apertura del carcere ai prigionieri 
per rimettere in libertà gli oppressi

idem

per proclamare l’anno di grazia del Signore, 
e per predicare l’anno accettevole del Signore

idem

e il giorno di vendetta del nostro DIO,
…........................................................».

…ma, un attimo! Gesù si è dimenticato un versetto!!!  …  Ci credete?

No, Gesù si è fermato APPOSITAMENTE  prima di leggere l’ultima parte della profezia;  si è fermato alla virgola, “per proclamare l’anno di grazia del Signore,  (VIRGOLA)”  semplicemente perché ha avuto pietà di noi!

Il Natale celebra quella virgola, celebra la venuta in terra di colui tramite cui tutti coloro che crederanno in lui, non conosceranno la vendetta di Dio, non saranno giudicati secondo la legge di Dio,  ma saranno giustificati secondo la grazia di Gesù.

Noi stiamo, da duemila anni  vivendo quella virgola… perché Gesù è realmente venuto, e attende di ritornare e sta prolungando il tempo della sua venuta affinché il numero maggiore di uomini e donne credano in lui.

Gesù tornerà una seconda volta nella gloria  a giudicare i vivi e i morti,  e quello sarà il giorno della vendetta del nostro Dio!

Isaia predicava a un popolo che aveva perso la rotta giusta, a un popolo diviso a un popolo dove c'era disparità di trattamento dove c'era la fame, dove c'era la guerra, dove c'era la morte; e promette che un bimbo verrà, diventerà uomo, e cancellerà tutto questo.

La nostra situazione attuale di uomini e donne, non è affatto dissimile a quella del popolo a cui Isaia si riferiva.

C'è la povertà delle nostre vite , la disparità sociale tra persone e tra popoli, le guerre, la morte.

Gesù vede, e scende.

Viene a causa della povertà delle nostre vite  senza di lui,  e le vuole rendere piene e ricche. Viene a causa dei nostri cuori rotti,  e li vuole guarire. Viene a causa della nostra schiavitù del peccato che ci rende ciechi,  e ci vuole liberare ridandoci la vista. Viene a causa della prigione  che deliberatamente abbiamo costruito attorno a noi,  e ci vuole rendere uomini e donne libere… così come eravamo stati creati.

Coloro che lo accetteranno come Salvatore  saranno trasformati sia dentro sia fuori;

Lo vedranno gli altri,  poiché sul loro capo  ci sarà un diadema risplendente  invece della cenere come segno di lutto.

Lo vedranno loro stessi,  poiché i loro corpi saranno fortificati dall’olio della gioia,  invece che fiaccati dal dolore.

Lo vedrà il nostro Dio,  poiché useranno le loro lodi a lui  come un mantello che li circonda,  invece di rinchiudersi in loro stessi nello scoraggiamento.

L’effetto di questo cambiamento  sarà così profondo  che saranno paragonati a “terebinti”.

“affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria.” (Isaia 61:3)

Che tipo di pianta è il terebinto? Non è un pianta enorme, come una quercia, e neppure una pianta sempreverde, com l'olivo. Ma ha quattro caratteristiche  che assieme lo rendono unico.


Terebinto
“Il terebinto è un cespuglio o piccolo albero alto fino a 5-6 metri. Il legno è duro, resistente... Le radici sono sviluppate, penetrano in profondità nel terreno, e riescono ad inserirsi nelle fessure delle rocce, spaccandole, permettendo alla pianta un'elevata resistenza al gelo e alla siccità. Per questa sua caratteristica, viene denominato in Italia "spaccasasso".  L'albero è in grado di ricrescere dopo essere stato tagliato o bruciato. Il terebinto è utilizzato come porta-innesti per la coltivazione del pistacchio, .... Viene coltivato anche a scopo ornamentale per siepi e giardini, grazie alla voluminosa fruttificazione colorata. Osservato come elemento del paesaggio, il terebinto per molti mesi l'anno arricchisce il panorama con le sue fronde lucenti, valorizzate da bacche rosa intenso che restano sui rami a lungo.  (da Wikipedia)

Coloro che crederanno in un Dio disceso dal Cielo  e incarnatosi in una giovane ebrea, saranno come i terebinti. Saranno duri e resistenti, anche se saranno bruciati o tagliati, rinasceranno. Avranno radici profonde, capaci di frantumare i terreni ostili e duri, saranno capaci di sopravvivere in ogni stagione. Sapranno fornire linfa vitale ad altri (questo succede quando si innesta un albero),
così che altri possano attingere da loro per portare frutto. E renderanno la terra dove crescono più bella.

Coloro che crederanno in Gesù  saranno così,  e saranno molti,  tanto da essere una piantagione.

Dio, per mezzo di Gesù,  risolleva così il suo popolo,  ne fa una cosa nuova, una “piantagione”;  ma questo non è fine a se stesso.

C’è uno scopo preciso:  "per mostrare la sua gloria." (Isaia 61:3b))

Ricordate cosa dicevano gli angeli nella notte di Natale, vero? “Gloria a Dio nell'alto dei cieli” (Luca 2:14a) Gesù è venuto per mostrare  quella gloria in terra. E ora quella missione è affidata a coloro che hanno creduto in un Dio disceso in terra

Se tu credi che Gesù è realmente nato, in una notte  (che non era il 24 dicembre, ma che importa, è venuto),  se tu ci credi, il tuo compito è di mostrare quella gloria al mondo, di mostrare non solo a Natale, ma sempre,  il tuo diadema, di essere, non solo a Natale, ma sempre, il terebinto del Signore per tutti gli altri uomini poveri,  dal cuore infranto,  schiavi,  e prigionieri del mondo.

Se, invece, non festeggi il Natale  come la venuta di Dio tra di noi, oppure se la riconosci,  ma non hai ancora deciso se accettarla,  sappi che Gesù è venuto, per fermarsi ad una virgola, quella virgola che ti e ci separa dalla condanna.

“Dio ha perdonato tutti i nostri peccati, cancellando l'atto di accusa contro di noi che è stato tolto di mezzo, inchiodato sulla croce.” (Colossesi 2:14 PV)

L'ha cancellato, attraverso un bimbo che nasce a Natale, Gesù, l'Emmanuele, il Dio con noi.

Preghiamo.

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