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domenica, ottobre 22, 2017

La Provvidenza, il Piano, la Preghiera - Il libro di Rut 5° parte | 22 Ottobre 2017 |

Attraverso la sua Provvidenza Dio ci sostiene ma vuole anche che noi abbiamo un piano per la nostra vita e che non cessiamo mai di pregare.
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Siamo al quinto messaggio sul libro di Rut.

Dopo l'inizio drammatico, con la  FAME il
FALLIMETO,  i  FUNERALI e la FINE della vita di Naomi a Moab le cose hanno iniziato a girare bene, Rut si trova “per caso” nel campi di un parente, Boaz, che la prende a ben volere: trascorre due mesi lì nei campi, e prima che finisca il raccolto Naomi suggerisce a Rut di infilarsi nel letto di Boaz.

Boaz da uomo di Dio non fa nulla di scorretto, e dice chiaramente a Rut che non la sfiorerà neppure, se prima non sarà stato sicuro di avene diritto. E lo potrà sapere soltanto se il parente di Naomi più prossimo  rinuncia al suo diritto di riscatto.

Leggiamo assieme il capitolo 4:

"1 Boaz salì alla porta della città e là si mise seduto. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz aveva parlato. E Boaz gli disse: «O tu, tal dei tali, vieni, siediti qua!» Quello s’avvicinò e si mise seduto. 2 Boaz allora prese dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedetevi qui». E quelli si sedettero. 3 Poi Boaz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: «Naomi, che è tornata dalle campagne di Moab, mette in vendita la parte di terra che apparteneva a Elimelec, nostro fratello. 4 Ho creduto giusto informartene e dirti: “Acquistala, in presenza di quanti sono qui seduti e degli anziani del mio popolo”. Se vuoi far valere il tuo diritto di riscatto, fallo; ma, se non lo vuoi far valere, dimmelo, perché io lo sappia; infatti non c’è nessuno, all’infuori di te, che abbia il diritto di riscatto; e, dopo di te, vengo io». Quegli rispose: «Farò valere il mio diritto».  (Rut 4:1-4)

Già ho detto che il libro di Rut si svolge tra persone vere, che vivono situazioni vere, in un mondo vero.

In tutta questa storia, possiamo vedere un piano ben preciso, che ci aiuta a meglio capire dove siamo noi come credenti, e come dovremmo esercitare la nostra fede. E possiamo trarre almeno quattro insegnamenti.

1) Esercita la tua fede dove passi più tempo

Per prima cosa,  tutto si svolge “al lavoro”: l'incontro tra Rut e Boaz, la promessa di Boaz,  tra poco vedremo la richiesta di Boaz al parente più prossimo di Naomi di cedergli il diritto di riscatto, tutto si svolge nei luoghi di lavoro, non al tempio, né durante un festeggiamento sacro.

Questo è un messaggio per noi: il posto dove esercitare la nostra fede, non è in chiesa, o nel piccolo gruppo, o nel gruppo di preghiera, ma nel posto dove passiamo più tempo: per moltissimi, è il luogo di lavoro.

2) Sii certo che Dio provvederà

Il protagonista principale della storia non è Rut né Boaz, ma Dio, attraverso quello che chiamiamo “provvidenza”.

Nella prima predicazione avevamo parlato di uno dei nomi di Dio, Yavè Irè, che vuol dire “Dio provvede”.

Avevamo detto che è come se Dio avesse due mani, una visibile, e una invisibile.

La mano VISIBILE di Dio è quella che opera i miracoli, una guarigione, una liberazione, una resurrezione.

La mano INVISIBILE di Dio è quella che sostiene, talvolta è chiamata “Provvidenza”.

Al capitolo due avevamo visto che “per caso”  Rut era finita nel campo di Boaz a spigolare, e che Naomi aveva detto che per caso  quell'uomo era loro parente ed era un loro “redentore” (colui che aveva diritto di riscatto sulle terre e sui familiari del parente morto)

Ora vediamo che Boaz va alla porta della città, che all'epoca equivaleva a dire, “E' andato al tribunale” perché era quello il luogo dove si facevano i processi, si firmavano i contratti, ecc. sperando di incontrare il tizio che aveva diritto di riscatto... e, guarda caso, che accade? V. 1 “ Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz aveva parlato,

Tutto casuale, tutto per “fortuna”... Non è fortuna,  è la Provvidenza di Dio, Yavè Irè, Dio provvede.

Nel libro di Rut non c'è traccia alcuna di un miracolo,così come la trovi in Esodo (Mosè che parla al roveto), o in Giosuè (le mura di Gerico che cadono al suono della tromba) o in 1 Re (Elia risuscita il figlio della vedova che lo ha sfamato) ma c'è costantemente la Provvidenza di Dio all'opera.

Se vi ricordate la storia inizia dicendo  che Naomi aveva deciso di tornare a Betlemme “perché aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli del pane” (Rut 1:6b)

Non è che erano cadute pagnotte dal cielo, ma Dio aveva mandato la pioggia ed il sole al tempo giusto, i semi erano di nuovo nati e cresciuti, la gente li aveva trebbiati, la farina era stata macinata, il pane era stato lievitato, il popolo era stato sfamato...

Dio non aveva usato la sua mano visibile dei miracoli, ma quella invisibile della sua Provvidenza.

Forse sei frustrato, o frustrata nella tua vita di credente, perché non vedi “cadere pagnotte dal cielo”,  il miracolo diretto, la mano visibile di Dio, e nel frattempo non vedi o sottovaluti la Provvidenza, il sostegno che ti ha portato fin qui oggi,  la mano invisibile di Dio.

Ho più volte detto che spesso non vediamo la mano di Dio attraverso il parabrezza dell'auto che è la nostra vita, ma attraverso lo specchietto retrovisore, quando guardiamo indietro, e i punti del mosaico hanno un senso.

Immagina che la tua vita sia come un maglione di lana ricamato: ora lo vedi così, al rovescio, e i le figure del ricamo  non hanno alcun senso compiuto.

Dio invece il maglione della tua vita lo vede il dritto del maglione. Lui vede il disegno, tu no. E lo vedrai solo dopo. Talvolta lo scoprirai solo in cielo.

Vivere per fede significa accettare che Dio sta facendo il ricamo che Lui desidera nella nostra vita, anche se noi ora non  lo vediamo.

Paolo dice così:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

“Infatti noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, cioè a coloro che sono chiamati secondo il suo piano prestabilito.” (Romani 8:28 PV)

La tua vita forse non è bella come vorresti adesso, ma sarà stupenda  quando la vedrai per il verso giusto della trama.

3) Elabora un piano

“4b Quegli rispose: «Farò valere il mio diritto». 5 Allora Boaz disse: «Il giorno che acquisterai il campo dalla mano di Naomi, tu lo acquisterai anche da Rut, la moabita, moglie del defunto, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità2». 6 Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: «Io non posso far valere il mio diritto, perché rovinerei la mia eredità; subentra tu nel mio diritto di riscatto, poiché io non posso avvalermene». (Rut 4:4b-6)

La situazione che avrebbe affrontato Boaz non era semplice; lui voleva sposare Rut, ma c'era di mezzo l'altro parente  e, soprattutto, la terra di Naomi.

All'epoca la terra era una fonte di reddito, veniva tramandata di generazione in generazione  ed era difficile che qualcuno la cedesse  se non per problemi economici, né che la rifiutasse come diritto di riscatto. E, infatti, il tizio dice:«Farò valere il mio diritto»

Boaz aveva un piano: non dice tutti i termini del contratto al tizio, ma solo quelli che lui ritiene gli serviranno  per ottenere il massimo profitto a suo favore con uno scopo nobile: dare una casa a Naomi e sposare Rut.

Solo quando il tizio, davanti a tutti ha detto “si la terra è mia” allora aggiunge gli altri termini del contratto:

“Ah, a proposito, in omaggio con le terre ti saranno recapitate a a casa gratis una vedova giovane pagana che viene  da Moab dove adorano Chemosh e fanno le orge  e una vedova vecchia che si chiamava dolce ma adesso vuole essere chiamata amara... Sei contento, vero?”

Al che il tipo risponde : ”Fossi matto! Se per caso quella moabita concepisse un figlio vorrebbe dire che parte delle mie terre andranno a lui e non ai miei figli ebrei!” subentra tu nel mio diritto di riscatto, poiché io non posso avvalermene». 

Non è che non può:  non vuole.  Il tizio sta vedendo la situazione  con il cuore di uno speculatore finanziario che fa un investimento economico per trarne profitto; Boaz sta vedendo la situazione  con il cuore di un marito e di un padre.

Il tizio sta vedendo Rut come una spesa, Boaz sta vedendo Rut benedizione.

Il tizio vede Rut come un problema, Boaz vede Rut come una principessa.

Sai, questo è lo stesso sguardo con cui Gesù ti ha guardato, quando ha deciso di scendere dal Cielo per salire sul Golgota.

Non ha riflettuto “quanto guadagno scendendo “ ma ha detto “voglio che tu entri nella mia famiglia, qualsiasi cosa costi”. Non ti ha guardato come un investimento,  ma come una vedova affamata, un figlio disperato... Non ti ha guardato con gli occhi dello speculatore finanziario, ma con gli occhi dell'amore.

Dio vuole che abbiano fede nella sua provvidenza, ma anche che abbiamo un piano per la nostra vita.

Boaz, in un momento di crisi economica (Elimelec e Naomi erano fuggiti a Moab per via di essa) riesce a diventare un ricco proprietario terriero... Ma come? Sfruttano le occasioni e le persone? No, sviluppando un cuore generoso e rimanendo dipendente da Dio.

"7 C’era in Israele quest’antica usanza, per rendere valido un contratto di riscatto o di cessione di proprietà: uno si toglieva la scarpa e la dava all’altro; era il modo di testimoniare in Israele. 8 Così colui che aveva il diritto di riscatto disse a Boaz: «Acquistala per conto tuo», e si tolse la scarpa. 9 Allora Boaz disse agli anziani e a tutto il popolo: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Naomi tutto quello che apparteneva a Elimelec, a Chilion e a Malon, 10 e che ho pure acquistato Rut, la moabita, moglie di Malon, perché sia mia moglie, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità, affinché il nome del defunto non si estingua tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni»."  (Rut 4:7-10)

Lo scambio del sandalo equivaleva alla firma dell'atto di acquisto, in quanto simboleggiava l'atto di aver percorso assieme al compratore la terra da vendere, e cedendo il sandalo stava a significare che il vecchio proprietario non avrebbe più messo piede su quella terra che non gli apparteneva più.

Per cui a questo punto Boaz ha tutti i diritti legali,  sulle terre di Naomi;  è diventato ancora più “ricco”.

Riflettete un attimo:  Rut è povera o ricca?  Estremamente povera. Boaz è povero o ricco? Estremamente ricco.

Il libro di Rut dimostra la assoluta assurdità  di due tipi di teologia moderna: la teologia della povertà e la teologia della prosperità.

La teologia della povertà dice che  per essere di Gesù devi essere povero, e se non sei povero  questo dimostra che non sei interamente di Gesù.

La teologia della prosperità dice che se sei di Gesù diventerai ricco, e se non diventi ricco  dimostra che non sei interamente di Gesù.

Rut è povera, ma ama Dio. Boaz è ricco, ma ama Dio.

Dio ha benedetto tanto Rut la povera che Boaz il ricco. Dio ama tanto Rut la povera che Boaz il ricco.

Non è una questione di “quanto hai”, (“se hai poco sei benedetto” o “se hai tanto sei benedetto”
ma è una questione di “dove stai”, di dove sta il tuo cuore, di con chi sta il tuo cuore.

Essere poveri non significa necessariamente essere più vicini a Dio, essere ricchi non significa necessariamente essere lontani da Dio. Essere ricchi non significa necessariamente essere più vicini a Dio, essere poveri non significa necessariamente essere lontani da Dio.

Rut era povera, ma la prima cosa che ha fatto  è dare l'intero raccolto a Naomi: Rut ha un cuore generoso che ama, ed è amata da Dio.

Boaz era ricco, ma la prima cosa che ha fatto  è di dare di più del dovuto a Rut, che da a Naomi. Boaz ha un cuore generoso che ama, ed è amato da Dio.

Qualche volta mi capita di sentire persone che mi dicono: “Voglio lasciare il mio posto di lavoro per lavorare a tempo pieno per il Signore... lui provvederà economicamente per me.” Io rispondo: “Forse è meglio che continua a lavorare per dare al Signore in maniera generosa così che il Signore possa provvedere economicamente ad altri.

Non si tratta tanto di essere servitori a tempo pieno, ma di essere credenti a tempo pieno.

Non credere di non poter servire il Signore se non sei un servitore a tempo pieno come Amy, o Giuseppe ed Annarita, ma comportati da credente a tempo pieno  nella tua vita e nel tuo lavoro a tempo pieno.

Non c'è nulla di male nel saper fare bene il tuo lavoro  e guadagnare anche molto da esso se il tuo desiderio è lo stesso di Boaz, essere uno strumento tramite il quale  Dio benedice e sostiene gli altri.

Boaz non ha mai inteso fare un “affare economico”, ma provvedere economicamente, emotivamente e spiritualmente per Rut, e per dare una continuità alla stirpe di Elimelec:" perché sia mia moglie, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità (v. 10b)

Tecnicamente Boaz non era obbligato a sposare Rut; Rut non è ebrea,  e il diritto di riscatto valeva solo tra persone ebree. Ma lui afferma dinanzi a tutti che sposerà Rut, non perché deve, ma perché vuole.

Boaz non doveva dare ai poveri e a Rut  di più di quello che diceva la legge,  ma lo voleva dare. Boaz non doveva essere necessariamente  il “redentore” di Naomi e di Rut, ma lo voleva. Boaz non doveva sposare per forza Rut, ma lo voleva.

Avrebbe potuto prendere Rut come schiava, e invece la prende come moglie.

Boaz avrebbe preso Rut come moglie anche se non avesse portato un metro di terra con se, (la terra era in realtà un “ostacolo”, perché generava appetiti dei parenti).

Boaz capisce che la felicità, non risiede in quanto possiedi,  ma in con chi passi la tua vita. La felicità non viene dai soldi, ma dai rapporti di amore che costruisci durante la tua vita.

E' la stessa cosa che ha fatto Gesù: Gesù avrebbe potuto prenderci come “schiavi”, eravamo suoi nemici” dice Paolo in Romani 5:10, ma ha deciso di prenderci come “figli” e adottarci nella sua famiglia.

4) Prega e fai pregare per te

“11 E tutto il popolo che si trovava alla porta della città e gli anziani risposero: «Ne siamo testimoni. Il Signore conceda che la donna che entra in casa tua sia come Rachele e come Lea, le due donne che fondarono la casa d’Israele. Spiega la tua forza in Efrata, e fatti un nome in Betlemme! 12 Possa la discendenza che il Signore ti darà da questa giovane rendere la tua casa simile alla casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda!» “(Rut 4:11-12)

Tutto accade nel libro di Rut in risposta alle preghiere.

Al capitolo 1 Naomi aveva pregato il Signore affinché Rut e Orpa potessero trovare un marito e ora Boaz aveva proclamato davanti a tutti di voler sposare Rut.

Al capitolo 2 Rut aveva pregato il Signore affinché Boaz potesse essere benedetto, e Boaz era stato benedetto con ricchezza materiale e con una moglie.

Al capitolo 3 Boaz aveva pregato il Signore affinché Rut potesse essere benedetta, e ora Rut era stata benedetta con una nuova casa ed un nuovo marito credente.

Dio vuole che tu creda che è Yavè Irè un Dio che provvede anche quando non vedi la sua mano visibile vuole che tu abbia un piano, ma vuole anche che tu preghi e che il suo popolo preghi.

Alcuni di noi sono grandi “fiduciosi”; sono quelli che dicono: “Io ho fede nella Provvidenza, Dio sa cosa mi serve senza che glie lo dica io.”

Alcuni di noi sono grandi “pregatori”; sono quelli che dicono:  “Io prego, e non mi serve un piano perché so che il Signore sa cosa mi serve.”

Altri sono grandi “pianificatori”; sono quelli che dicono:” Ok. Signore, penso che questo piano sia proprio buono, adesso fallo funzionare.”

Chi è meglio? Chi è nel giusto? Tutti e tre messi assieme,  ma nessuno dei tre individualmente.

Dio vuole che tu abbia tutte e tre le caratteristiche assieme: vuole che tu abbia fede  che abbia un piano  e che tu ed altri ci preghiate sopra.

Ma non sempre questa sequenza funziona in questo modo: perché alcune volte bisognerà prima pregare perché Dio ci indichi un piano ed avere fiducia che Dio provveda.

Conclusione

Boaz, figlio della prostituta non ebrea Raab, sposa la pagana moabita Rut... e vuole dare a Rut un figlio...

E tramite quel figlio, che si chiamerà Obed, che  significa “servo” Dio trarrà la stirpe che avrebbe generato Davide, e nella cui stirpe sarebbe disceso Gesù.


Rut e Boaz non vedevano  che il “rovescio” del maglione, ma hanno agito come credenti  a tempo pieno nel loro posto di lavoro, sicuri che Dio avrebbe provveduto, e pregando, perché sapevano che il disegno che Dio stava tessendo nelle loro vite era un disegno stupendo.

Dio chiede a me e a te di fare la medesima cosa.

Preghiamo.

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