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domenica, ottobre 04, 2015

Un Dio che provvede: la storia della nostra chiesa | 4 Ottobre 2015 |


Cosa fai quando chiedi qualcosa a Dio, e lui sembra non rispondere, o risponde in modo diverso da quello che ci aspettiamo?

Rammenta che é Dio è un che provvede, secondo i suoi piani, non i tuoi.
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Oggi vorrei parlarvi di Javè-Iré: è il nome che Abraamo da a Dio, e che significa “Dio provvede”.

Lo farò raccontandovi una storia, la storia di un miracolo, anzi la storia di più  miracoli, e di miracoli che ancora dovranno accadere.

E' la storia di una chiesa,  di questa chiesa.

A memoria d'uomo, questa era la prima chiesa evangelica mai piantata a Montefiascone: pare che Martin Lutero sia passato da qua, ma nulla più.

La nostra chiesa è nata ufficialmente il 18 Aprile 2004. Questa è la data del primo culto che abbiamo fatto sotto il nome di Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite.

Ma la storia della nostra chiesa era cominciata nel 1997 (diciotto anni fa), con i primi incontri tra quattro persone fatti nelle rispettive case.

Per circa un anno abbiamo fatto i culti nelle varie case, ma ogni membro di chiesa pregava per una sala.

Ne abbiamo viste qualcuna (Foto)

Il 5  giugno 2005 abbiamo fatto il primo culto in questa sala... ed ero così stanco di aver preparato tutto quanto che non ho neppure predicato!

(Foto 1° culto)

Cosa aveva reso possibile il “miracolo” di trovare una sala? La preghiera “specifica” di una chiesa, anche se piccola”.

Nel 2010 abbiamo iniziato a pensare che fosse tempo di trovare un'altra sistemazione; troppo poco lo spazio, pochi parcheggi, poche stanze.

Abbiamo iniziato a cercare una nuova sala (foto).

Prima di telefonare per l'ultima sala, tuttavia, ho fatto come Gedeone, ed ho chiesto conferme prima di telefonare.

Il 26 agosto ho pregato per chiarezza: la domanda era questa: “Signore, vuoi tu che quell'edificio divenga sede della tua chiesa a Montefiascone?”. Il versetto in risposta era questo:

“Davide si costruì delle case nella città di Davide; preparò un luogo per l’arca di Dio e innalzò una tenda per essa.” (1 Cronache 15:1)

La risposta era :”si”.

La domanda successiva che ho fatto era “Quando vuoi che chieda?".  Il 31 agosto ho ricevuto questa risposta:

“Questo è il giorno che il Signore ci ha preparato; festeggiamo e rallegriamoci in esso.” (Salmo 118:24).

Prima di telefonare ho pregato che la persona fosse disponibile , non fosse “ostile” agli evangelici,  e fosse una persona che mi conosceva.

Il proprietario non solo mi conosceva, ma era un mio ottimo cliente.

Sapevo che il prezzo era di 700 Euro, ma ho chiesto ad alcuni di voi di pregare per sapere quanto voleva il Signore che dessimo come tetto massimo;  Speranza ha detto “600 Euro”.

Quando si è trattato di stabilire il prezzo, il proprietari è partito da 700, ma alla mia prima parola, è sceso subito a 600!

La mattina dopo, pregando, sono usciti fuori questi due versetti:

“Quanto a questa casa che tu costruisci, se tu cammini secondo le mie leggi, se metti in pratica i miei precetti e osservi e segui tutti i miei comandamenti, io confermerò in tuo favore la promessa che feci a Davide tuo padre:  abiterò in mezzo ai figli d’Israele e non abbandonerò il mio popolo Israele” (1 Re 6:12)

E' chiaro che questa nuova sala ci è stata data da Dio. Per la nostra chiesa è un po' una “quarta nascita”:

  • 1° quattro persone si incontrano in casa nel nome di Gesù
  • 2° circa dieci persone s incontrano nelle case regolarmente la domenica
  • 3° Dio provvede una prima sala pubblica
  • 4° ora Dio provvede un locale dove poter essere visibili nella comunità.

DA questa esperienza vorrei trarre qualche principio generale sul chiedere e sul ricevere:

1° Chiedi a Dio specificamente

Potremmo aver chiesto a Dio “una” sala qualsiasi. Ma abbiamo chiesto una sala divisa esattamente come quella che Dio ci ha provveduto.
Abbiamo chiesto un titolare “amico”; Dio ha provveduto un titolare cliente del pastore.

Abbiamo chiesto per un prezzo specifico a cui potevamo arrivare; Dio ha provveduto l'esatto prezzo che avevamo chiesto.

Gesù lo ha detto.

“In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16:23b)

2° Accetta che Dio è in controllo

Se fosse stato per noi, avremmo scelto la prima, o la seconda sala.

Dio aveva in mente altro, non aveva in mente il buono, ma aveva in mente il meglio.

“Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:9-11)

3. Accetta i tempi di Dio

Più di una volta ho chiesto a Dio  una nuova sala. La risposta non era “no”, ma semplicemente “non ora”.

Dio è fuori dal tempo, vede tutto dall'alto, e sa che incroci pericolosi ci sono se prendo una strada troppo presto.

Talvolta i tempi di Dio possono sembrare troppo lunghi. Pensate ad Anna, la madre di Samuele.

“C’era un uomo di Ramataim-Sofim, della regione montuosa di Efraim, che si chiamava Elcana, figlio di Ieroam, figlio di Eliù, figlio di Toù, figlio di Suf, efraimita. 2 Aveva due mogli: una di nome Anna e l’altra di nome Peninna. Peninna aveva dei figli, ma Anna non ne aveva. Quest’uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorare il Signore degli eserciti e offrirgli dei sacrifici a Silo... La rivale mortificava continuamente Anna per amareggiarla perché il Signore l’aveva fatta sterile. Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa del Signore, Peninna la mortificava a quel modo; perciò lei piangeva e non mangiava più.” (1 Samulele 1:1.7)

I tempi di Dio non sono i miei tempi; ma posso star certo che Dio è fedele SE io sono fedele  a lui e non cerco scorciatoie.

“Anna gli disse: «Mio signore! Com’è vero che tu vivi, o mio signore, io sono quella donna che stava qui vicina a te, a pregare il Signore. 27 Pregai per avere questo bambino; il Signore mi ha concesso quel che io gli avevo domandato.” (1 Samuele 1:26-27)

4. Ricorda che Dio ti dà per la Sua gloria

La nuova sala potrebbe essere usata per la nostra gloria, per stare comodi noi, per vantarci con gli altri.

Ma in realtà il fine ultimo di ciò che Dio dà non è la gioia dei figli, anche, ma non principalmente, ma la Sua Gloria.

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.” (Giovanni 15:7-8)

Il fine ultimo non è lil piacere di chi riceve il dono (anche, ma è un sottoprodotto) ma la gloria di Dio.

Il fine ultimo della sala non è la comodità nostra (anche, ma è un sottoprodotto) ma il frutto che la nostra chiesa potrà portare a Dio tramite essa.

5. Non smettere mai di ringraziare

Come ci rimanete se fate un dono a vostro figlio, e quello neppure vi ringrazia? Dio è un Padre perfetto, che ci da doni perfetti. Il ringraziamento deve abbondare sulle nostre labbra.

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:6-7)

Ed oggi vogliamo fermarci a ringraziare il Signore

  • avendo chiesto specificatamente
  • avendo accettato che lui è in controllo
  • e che i suoi tempi non sono i nostri
  • vogliamo offrire ciò che ci ha dato per la sua gloria.


Preghiamo.

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1 commenti:

taby ha detto...

Dio fa sempre tutto perfetto. anch io sto pregando per una situazione sentimentale. Il Signore non ha detto no, ma ha ribadito piu volte e in maniera chiara di aspettare, confidare nonchè di sperare in lui. Prego solo affinchè mi dia la forza di accettare i suoi tempi anche se molte volte umanamente siamo molto ansiosi. quello che ho appena letto qui, mi da ulteriore conferma che Dio mi chiede di aspettare e io voglio obbedire alla sua volontà, e scoprire che sta preparando un piano non solo per me ma anche per lui
Dio ci benedica assieme













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