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domenica, luglio 19, 2015

Un Dio che bussa alla tua porta: la testimonianza di Gennaro Chiocca | 19 Luglio 2015 |

Spesso le vite di molti sembrano un tunnel oscuro senza nessuna via d'uscita. Ma è in quelle vite che Dio vuole portare luce e gioia, bussando alla porta di chi soffre.
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Oggi vogliamo ascoltare la testimonianza del Pastore Gennaro Chiocca, che ci racconta la storia della sua vita: una vita che è andata dal buio totale alla luce stupenda di Cristo.




(Nota: questo è il video integrale: per la predicazione è stata utilizzata solamente la prima parte)

Quale era la situazione di Gennaro? Era quella di una famiglia allo sbando,:padre alcolista, dedito al gioco, madre depressa, figli che si vergognano del proprio genitore,  liti in famiglia, mancanza di soldi.

La situazione di Gennaro (e soprattutto della mamma di Gennaro), è quella descritta nel Salmo 42:

“Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?» “ (Salmo 42:3)

Tutto sembrava perduto; Gennaro dice che avevano realizzato “l'assenza della felicità”, ma poi cita un versetto di Romani:

“(Abraamo), sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». “ (Romani 4:18)

Facciamo una prima applicazione per noi: in qualsiasi stato tu ti trovi, Dio lo vede, Dio lo sa, Dio è pronto ad intervenire.

In che modo interviene nella vita di Lella (la madre di Gennaro)? Il 14 Novembre 1994 interviene attraverso Teresa, una neo credente, che bussa alla sua porta.

Teresa è credente da appena un mese, non conosce bene la Bibbia, non ha fatto corsi di evangelizzazione... ma sa che cosa è successo in lei, e lo dice a Lella. Le dice: “Gesù è meraviglioso, e ha cambiato la mia vita”.

Teresa, neo credente, non fa uno studio biblico a Lella su chi fosse Gesù ma semplicemente racconta quello che Gesù ha fatto nella sua vita.

Fermiamoci ancora per fare una applicazione per le nostre vite:  lo studio biblico più potente per portare le persone a Cristo è il racconto di ciò che Cristo ha fatto in noi. Noi non possiamo sapere quello che Cristo farà negli altri, ma sappiamo bene ciò che Cristo ha fatto in noi,
ed è per quello che saremo convincenti.

Quante volte abbiamo annunciato Cristo ai nostri amici? E quale è stata la reazione? Molte volte la stessa di Lella. Cosa fa Lella? Chiude la porta! Dice “tu non hai i problemi che c'ho io”.

Teresa invece di scoraggiarsi, da dietro la porta chiusa, invita Lella a una riunione di preghiera.

Un semplice invito, da dietro una porta chiusa, si tramuta in una possibilità di salvezza, e accade ciò che Gennaro non si aspetta: “Alle 11 di sera, stranamente mia mamma ci ha detto che sarebbe andata da Teresa”.

Ancora una applicazione alle nostre vite:  se Teresa avesse visto la porta chiusa, se l'avesse accettata,
la salvezza per Lella e la sua famiglia forse non sarebbe arrivata.

Teresa, neo credente, non ha visto la porta chiusa, ma il bisogno di Lella. Davanti a quante porte chiuse ti sei fermato, ti sei fermata? Quante volte hai rinunciato a parlare di Gesù a chi ne aveva bisogno? Una porta chiusa non significa che Gesù non voglia guarire i bisogni.

Lella scende, e il giorno dopo Gennaro la vede piangere: “Un pianto diverso”, dice., non quello disperato dove Lella piangeva tutti i giorni, senza più forze. In quello studio casalingo, che Teresa e Anna  neo credenti non avevano preparato ma dove semplicemente leggevano la Bibbia, Lella incontra Cristo.

Ora sappiamo che non erano Teresa e Anna a condurre lo studio, ma Colui che avrebbe parlato a Lella attraverso un brano dell'Apocalisse:

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:20)

Lella non aveva probabilmente mai letto Apocalisse. Ora sappiamo che non era Teresa a bussare alla porta di Lella, ma Gesù, attraverso Teresa.

Un'atra applicazione per noi:  quando annunciamo Gesù a qualcuno, non siamo noi ad annunciarlo, noi siamo meramente il suo altoparlante.

Può avere paura Gesù di parlare a qualcuno? Può avere un altoparlante connesso direttamente alla rete WiFi di Gesù di ripetere ciò che Gesù dice? Allora, perché abbiamo paura di parlare di Gesù agli altri?

L'incontro rigenera Lella, e Gennaro lo vede, e dice : “La donna del divano non c'era più”

Gesù comincia ad agire nella famiglia di Gennaro: l'8 dicembre 1994 il padre chiama Gennaro per mostrargli le mani:  “Guarda, non tremo più”. Il tremore, il segno della dipendenza dall'alcool è svanito

Cosa aveva visto il padre per essere convinto di affidare la sua vita a Gesù? Gennaro affrma: “Mio padre aveva visto Dio all'opera nella vita di mia mamma”

Ancora una volta, non sono le parole di Lella a portare il marito a Cristo ma ciò che Cristo aveva già fatto in Lella. La nostra vita trasformata è il mezzo di evangelizzazione più potente che possa esistere.

Prima accade nel padre, poi nella sorella, alla fine in Gennaro, che dice “Io non avrei mai creduto nella potenza di un Dio così vivente”

Penso che Gennaro stia citando il Salmo 42:

“L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente; quando verrò e comparirò in presenza di Dio?” (Salmo 42:2)

Gennaro era assetato del Dio vivente, quel Dio che aveva visto operare trasformando il pianto di sua madre da lacrime di tristezza in lacrime di gioia, che aveva visto operare trasformando le mani tremanti del padre in mani ferme che abbracciavano Cristo.

Gennaro ha creduto nella potenza di un Dio così vivente. E tu, ci credi? Credi che Dio sappia operare miracoli guarire ferite, portare a se le persone che ami?

Se non ci credi, non aspettare di vedere nessun miracolo nella vita tua e di chi ti sta a fianco, amici, parenti, familiari,

Se ci credi, sei pronto ad essere il suo altoparlante, a non rassegnarti davanti ad una porta chiusa,  ma a vedere il bisogno del mondo oltre la porta?


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