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domenica, giugno 17, 2012

Ciò che possiedo se sono in Cristo - Parte 1 | 17 Giugno 2012 |

Spesso siamo portati a pensare che le nostre vite non valgano un gran che; non ci sentiamo realizzati, o vorremmo aver avuto una vita diversa. Ma abbiamo mai fatto "l'inventario" di ciò che abbiamo già? Se lo facessimo, potremmo rimanere stupiti!
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Come pensi di essere in questo mondo? Pensi di essere ricco, oppure povero? Vorresti aver avuti di più, oppure di meno? In questo periodo di recessione, cosa temi di perdere, e cosa temi di non poter raggiungere?

Qualsiasi sia la tua risposta, vorrei oggi proporti di valutare ciò che tu ritieni sia un segno di “ricchezza” con  gli occhi di Dio, attraverso la sua Parola. A tal proposito, vorrei raccontarti una breve storia.
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“Fosco era un agricoltore, aveva una grandissima azienda composta da centinaia e centinaia di ettari coltivati. Le cose non è che andassero male, anzi; ma Fosco era stanco di vivere lì; era nato su quell’azienda, era cresciuto e stava invecchiando sempre lì; e poi la terra non rendeva più come una volta, e poi c’erano tutte quelle spese per le macchine agricole e per i dipendenti…. E il mantenimento dei casali era diventato troppo oneroso. Era ora di cambiare con qualcosa di diverso, qualcosa di migliore.


Così, Fosco decise di rivolgersi ad una agenzia immobiliare per vendere la sua proprietà e comperarne una differente, più adeguata alle sue esigenze.

L’addetto immobiliare giunse ben presto, fiutando l’affare; fece un elenco dettagliato di tutta l’azienda, e se ne andò, dicendo a Fosco di andarlo a trovare di lì a un paio di giorni per fissare la cifra e firmare alcune carte.
Così, dopo un paio di giorni, Fosco si recò in città ed andò dall’agenzia immobiliare; l’agente era impegnato al telefono e, per ingannare il tempo, si mise a leggere la bacheca con le offerte per vedere se ci fosse stato qualcosa di interessante.

Dopo un paio di offerte non adatte, i suoi occhi furono attirati da un’azienda che avrebbe fatto proprio al caso suo.

Era un’azienda di circa 1000 ettari, con un gran numero di trattori e di macchinari all’avanguardia; all’interno dell’azienda c’erano  due boschi, e un piccolo fiume che era alimentato da una sorgente che creava anche un lago dove c’erano le trote. C’erano anche molti casali sparsi qua e là, e la casa  principale era descritta come una sorta di piccolo castello.

Fosco corse dentro l’ufficio dell’agente immobiliare, che nel frattempo aveva finito di telefonare: “Senta –disse- quanto costa quell’azienda là?”  “Quale – domandò l’agente -  quella là in fondo a sinistra in bacheca?”.
“Si, proprio quella – fece Fosco. “Beh, quella là non glie la posso mica vendere!” “Guardi -  riprese Fosco nervosamente -  se è per una questione di soldi, non si deve preoccupare; ne ho un sacco in banca e altrettanti entreranno dopo la vendita della mia azienda…” “Ma… vede..- replicò imbarazzato l’agente – non è una questione di soldi; è che…”.  Fosco non lo fece neppure finire: “No, no, no, non voglio sentire scuse; se lei l’ha già data in parola a qualcun altro sono disposto a pagare io la penale, ma io VOGLIO quell’azienda!” L’agente, sempre più a disagio, sedette prendendo un lungo respiro. “Signor Fosco, mi creda, non è che non voglio vendergliela, è che non POSSO!” “ Ma mi spiega il perché, allora!” urlò innervosito Fosco. “Perché, vede, quella che ha letto nella bacheca è la descrizione della SUA azienda!”

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Talvolta, noi credenti, ci comportiamo un po’ come Fosco; invece di guardare alle benedizioni che smisurate abbiamo siamo piuttosto propensi a credere che ciò che possediamo per certo è poca cosa.

Vorremo che la nostra vita di credenti fosse una corsa su di un prato a raccogliere margherite, e invece scopriamo che è un'arrampicata a mani e piedi nudi su una scogliera. Abbiamo bisogno anche noi di un agente immobiliare che faccia l’inventario dei nostri averi per rammentarci di quanto ricchi e benedetti siamo!

L'agente immobiliare per noi credenti è un certo Paolo da Tarso, e l'inventario dei nostri averi qua su questa terra lo possiamo trovare in Efesini al capitolo 1:

Nella lettera Paolo paragona molte volte la vita dei credenti a una battaglia (la stava scrivendo mentre era incatenato a un soldato romano!). Il suo intento è di “sollevare” l'animo delle truppe di Cristo in vista delle future battaglie. Nell'introduzione ci propone il riassunto forse più completo del NT di quali siano le nostre proprietà e le nostre possibilità in Cristo. Se riusciamo a seguirlo, e a capirlo, abbiamo compreso tutto il Vangelo... e non ci resta che agire di conseguenza.

1) Siamo stati benedetti

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo” (Efesini 1:3)

“Benedire” = dire bene, dire cose buone, elogiare (è questa la parola che usa Paolo: “eulogoeo” = parlare bene . Dobbiamo “parlare bene” di Dio, poiché lui “parla bene” di noi con ogni “buona parola” che riguarda la nostra anima. E questo lo sta facendo nella sua dimora attuale, in Cielo, assieme a Cristo. Dio parla costantemente con suo figlio di quanto ci ami, di quanto ci desideri, di quanto gli diamo piacere. E' un dialogo che non finisce mai (“ogni benedizione”).

Come inizio di inventario non è male!

App: se qualcuno “parla costantemente bene” di te, cosa fai? Di sicuro non (o non dovresti) parlare male di lui... o non parlarne affatto! Se sei riconoscente, dovresti parlare spesso bene di lui!

Stai parlando agli altri dell'amico speciale che è Dio per te? Ne stai parlando bene? Ne stai parlando spesso?

2) Siamo stati eletti

“In lui (Cristo) ci ha eletti prima della fondazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui” (Efesini 1:4)

“Eletti” = scelti (Paolo usa la parola “eklego” = chiamati fuori)

Non è un caso che credi in Dio: c'era un piano sin dall'inizio, sin dal “sia la luce”  ma questo piano non è un piano “esclusivo”, ma un piano “inclusivo”:

“Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.” (2 Pietro 3:9)

Cristo ci ha scelto:

“Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.” (Giovanni 15:16a)

L'essere scelti da Cristo è un onore... ma anche un impegno.Siamo chiamati ad essere “santi”, ovvero “separati, messi da parte” tra tutti gli altri

“Irreprensibili” : nella parola greca c'è l'idea di qualcosa che non ha alcuna “maniglia” a cui potersi attaccare”. Gesù ci ha scelti affinché portiamo frutto, e un frutto che non sia “per una stagione”, ma per sempre.

App: chi è “eletto”, deve (o dovrebbe) rappresentare colui da cui è stato eletto. Che tipo di rappresentante sei? Sei un rappresentante “irreprensibile”? Ci stai lavorando su, per portare un frutto che rimanga per Cristo?  Oppure usi come i politici nostrani la tua elezione, facendo i comodi tuoi e non pensando a chi ti ha reso tale?

3) Siamo stati adottati


“Avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà” (Efesini 1:5)

Il piano di Dio per ciascuno di noi non è solo quello di essere eletti/chiamati, ma è ben più grande.
Non vuole che facciamo semplicemente parte del suo “partito”, ma della sua stessa famiglia in qualità di figli amati. Non si adotta un figlio o una figlia “per noia”, come passatempo
Un figlio non è un passatempo, da gioie e dolori allo stesso tempo, ci si preoccupa della sua salute e del suo futuro. Ma lo si fa per poter dare amore, e riceverlo indietro.

Una volta adottati, i bambini non porteranno mai più il cognome del proprio padre naturale, ma di quello che li adotta sui documenti, nelle carte ufficiali, verranno chiamati con quel cognome da tutti (dall'appello in classe al servizio di leva, ecc).

App.: ti stai comportando come un semplice “membro di partito”, oppure come figlio (o figlia) di Dio?
Paolo dice che è per mezzo di Cristo che si ottiene di entrare a far parte della famiglia di Dio: lo hai accettato nel tuo cuore, e ti adoperi per diventare ogni giorno un po' più simile a Cristo, oppure ti accontenti di avere un “cognome” sul passaporto uguale a quello di tuo Padre Celeste, ma non ti curi di dare indietro l'amore con cui lui ti ha amato e ti ama?

4) Abbiamo ricevuto la grazia


“Sia lodato il Signore per questa sua grazia che ci è stata data per mezzo di Gesù Cristo, che egli ha amato.” (Efesini 1:6)

C'è alcun merito nostro in tutto ciò che ci è stato dato?  Assolutamente no! E' grazia! E' GRATIS! Non è costato nulla... a noi. (Paolo riprenderà e amplierà il concetto nel capitolo 2 dicendo più volte “è per grazia che siete salvati”). E' costato a colui per mezzo del quale la grazia ci è stata data, Gesù Cristo.

App: come vivresti se qualcuno ti dicesse che, da qui alla fine dei tuoi giorni non dovrai mai più preoccuparti per i soldi, o per la salute, o per il futuro dei tuoi figli? Quali energie potresti mettere in campo una volta che fosti sollevato (o sollevata) da quella preoccupazione? Paolo sta dicendo che, da qui all'eternità, non ti devi più preoccupare di guadagnarti la vita eterna. Il problema è già risolto, e aggratis! Stai vivendo la tua vita con questa senso di sollievo, oppure vivi ancora preoccupandoti di dover in qualche modo meritare il Paradiso? Se fai questo, stai sprecando un sacco di energie inutilmente.

5) Abbiamo la redenzione

“In lui (Cristo) abbiamo la redenzione mediante il suo sangue” (Efesini 1:7a)

Redenzione è divenuto nel tempo un termine del linguaggio di chiesa. In realtà, ai tempi di Paolo, era un termine del linguaggio giudiziario.

Quando qualcuno commetteva un reato minore, era possibile evitare le punizioni corporali o il carcere semplicemente pagando una somma di danaro. Il magistrato stabiliva la somma per la “redenzione”; essa veniva versata nelle mani del magistrato. Il magistrato si accertava che fosse quanto richiesto, e se la somma era corretta proclamava ad alta voce, così che lo scrivano potesse annotarlo nel registro “Teleo!”, ovvero “pagato!”. E il condannato era liberato.

Ricordi le ultime parole di Gesù sulla croce?

“Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!» E chinato il capo rese lo spirito. (Giovanni 19,30)

Sai quale parola ha usato Gesù, che è stata tradotta con “compiuto”? “Teleo”, ovvero la stessa parola che usava il magistrato per dichiarare la “redenzione” dei condannati.

App: qualcuno ha pagato il magistrato (Dio) affinché tu non fossi messo in prigione, punito nel fisico, privato della libertà per colpa dei tuoi delitti. Cosa ne stai facendo della libertà che Dio ti ha concesso e che Cristo ti ha pagato? Lo stai onorando con la tua vita? Paolo dice in Galati:

“Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un’occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell’amore servite gli uni agli altri;” (Galati 5:13)

Conclusione

Siamo solo a metà dell'inventario che l'agente immobiliare Paolo sta facendo delle nostre proprietà.
Compereresti una vita dove:
  • il tuo Creatore parla continuamente di quanto gli dai piacere
  • Egli ha pensato sin dall'inizio di chiamarti
  • Non solo di chiamarti, ma di farti diventare parte della sua stessa famiglia, dandoti un nuovo cognome per sempre.
  • E tutto questo assolutamente gratis.
  • Anzi, più che gratis, pagando lui stesso perché ciò potesse avvenire.

Non devi comperarla, devi solo viverla “IN CRISTO”. E magari, quando pensi che la tua vita non valga molto, quando vedi che non ti piace più, voltarti indietro e fare l'inventario di tutto ciò che ha già, se sei in Cristo.

Se, invece, ancora non ai accettato Gesù, sappi che quella proprietà è lì pronta che ti aspetta. Aspetta un tuo si. Aspetta che affidi la tua vita a Gesù.
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